Ravvedimento speciale e Concordato Preventivo Biennale: come regolarizzare le annualità pregresse
Già introdotto a partire dallo scorso anno, il ravvedimento speciale costituisce una delle principali misure premiali collegate al Concordato Preventivo Biennale (CPB) 2025–2026.
L’istituto, disciplinato dal D.Lgs. 12 febbraio 2024, n. 13, come successivamente integrato, si inserisce nel più ampio disegno di rafforzamento della compliance fiscale delineato dalla legge delega n. 111/2023.
La finalità dell’istituto è stata quella di favorire l’adesione al concordato attraverso la possibilità di sanare, a condizioni agevolate, eventuali irregolarità dichiarative riferite agli anni antecedenti al biennio concordatario.
Il ravvedimento speciale trova fondamento negli articoli dedicati alle misure premiali connesse al CPB, introdotte in attuazione della legge delega n. 111/2023; la disciplina consente ai contribuenti che hanno aderito validamente al Concordato Preventivo Biennale 2025–2026 di regolarizzare le annualità dal 2019 al 2023, purché non siano già intervenuti atti impositivi divenuti definitivi per i medesimi periodi d’imposta.
L’adesione al ravvedimento è facoltativa, ma subordinata alla permanenza nel concordato: la decadenza dal CPB comporta, infatti, l’inefficacia della sanatoria.
La regolarizzazione riguarda esclusivamente:
- IRPEF o IRES;
- IRAP;
- addizionali correlate ai redditi.
Restano espressamente escluse:
- IVA;
- contributi previdenziali e assistenziali;
- violazioni diverse da quelle incidenti sulla determinazione della base imponibile (ad esempio, indebite compensazioni o violazioni formali).
Il ravvedimento opera, dunque, come strumento di emersione di maggiore imponibile, non come sanatoria generalizzata di ogni violazione fiscale.
Ciascuna annualità dal 2019 al 2023 può essere regolarizzata autonomamente, consentendo al contribuente una valutazione selettiva dell’opportunità di adesione per singoli periodi d’imposta, in coerenza con i termini ordinari di decadenza dell’accertamento.
La scelta tiene conto dei normali termini di decadenza dell’accertamento, che la norma coordina espressamente con l’istituto del concordato.
Il meccanismo di calcolo si fonda su una base imponibile incrementale, sulla quale si applica un’imposta sostitutiva in luogo delle imposte ordinarie.
Le aliquote sono agevolate e strutturate in modo progressivo, tenendo conto del livello di affidabilità fiscale del contribuente (punteggio ISA).
L’imposta sostitutiva:
- sostituisce IRPEF/IRES e IRAP;
- non sconta sanzioni né interessi;
- non rileva ai fini della determinazione di ulteriori basi imponibili.
Il versamento può avvenire:
- in un’unica soluzione, oppure
- tramite rateizzazione, secondo le modalità stabilite dai provvedimenti attuativi.
Il versamento (o della prima rata, se rateizzato) deve avvenire entro il 15 marzo 2026, termine ultimo per validare l’adesione al ravvedimento speciale nel CPB.
Il perfezionamento del ravvedimento speciale produce effetti rilevanti sul piano sostanziale:
- preclusione dell’attività accertativa sulle annualità regolarizzate, limitatamente ai tributi oggetto di sanatoria;
- riduzione significativa del rischio fiscale pregresso;
- allineamento della posizione dichiarativa del contribuente con il reddito concordato per il biennio 2025–2026.
L’istituto è particolarmente consigliato nei seguenti scenari:
- Scostamenti significativi tra redditi dichiarati (2019–2023) e reale capacità economica del contribuente;
- Rischio accertativo elevato sulle annualità ancora accertabili;
- Punteggio ISA medio-alto, che consente aliquote sostitutive più contenute;
- Esigenza di stabilizzare definitivamente il passato fiscale prima dell’ingresso nel CPB;
- Costo della sanatoria inferiore rispetto al potenziale esborso derivante da accertamento ordinario (imposte, sanzioni, interessi);
- Interesse a ridurre l’incertezza fiscale complessiva durante il biennio concordatario.
Non si tratta di un condono in senso tecnico, ma di una procedura di compliance rafforzata, fondata sull’adesione volontaria e sul pagamento integrale dell’imposta sostitutiva.
Il ravvedimento speciale connesso al Concordato Preventivo Biennale 2025–2026 si inserisce in una logica di collaborazione rafforzata tra contribuente e Amministrazione finanziaria.
Esso consente di chiudere in via definitiva il passato (annualità 2019–2023) a condizioni economicamente più favorevoli rispetto all’accertamento ordinario, rafforzando al contempo la stabilità del rapporto fiscale nel biennio concordatario.
La convenienza dell’istituto resta, tuttavia, strettamente legata all’analisi del singolo caso, rendendo imprescindibile una valutazione tecnica preventiva.
Dott.ssa Maria Teresa Minervini
