Dividendi e plusvalenze: dopo soli tre mesi tornano le vecchie regole.

Dividendi e plusvalenze: dopo soli tre mesi tornano le vecchie regole.

Con il Decreto Fiscale n. 38 del 27 marzo 2026 recante “Disposizioni urgenti in materia fiscale ed economica”, viene abrogata la stretta sui dividendi e plusvalenze introdotta con la Legge di Bilancio n.199/2025.

 Le nuove regole interessavano gli artt. 59 e 89 del Tuir e quindi i dividendi relativamente a:

  •  società di persone commerciali (art. 59);
  •  persone fisiche in possesso di partecipazioni dalle quali derivano i dividendi in regime di impresa (art.59);
  • società di capitali e gli enti commerciali (art. 89).

La Manovra di fine anno aveva introdotto una normativa, decisamente stringente, sui dividendi e plusvalenze anche per quelli in regime PEX, vincolando la tassazione al 5% per i soggetti IRES (49,72% per le società di persone, 58,14% per i soggetti IRPEF) ad almeno una delle due seguenti condizioni:

  • Partecipazione diretta al capitale non inferiore al 5%, il vincolo doveva tener conto anche delle partecipazioni detenute all’interno di uno stesso Gruppo, applicando il meccanismo della demoltiplicazione della catena di controllo;
  • Costo fiscale della partecipazione non inferiore ad euro 500.000.

In assenza di uno dei due requisiti, dividendi e plusvalenze avrebbero perso il beneficio dell’esenzione, essendo così assoggettati a tassazione piena.

In sostanza venivano penalizzati i piccoli investitori e le holding di famiglia che avrebbero avuto un prelievo fiscale maggiore.

Anche Assoholding, con la Circolare n. 1 del 2026, ha evidenziato le criticità della normativa che destava non poche preoccupazioni.

 Necessario, dunque, un intervento del legislatore che non si è fatto attendere. L’art. 11 del DL n. 38 del 27 marzo 2026 ha ripristinato quanto previsto prima dell’approvazione della Legge di Bilancio 199/2025. L’abrogazione opera retroattivamente dall’ 1° Gennaio 2026 azzerando completamente gli effetti della Manovra di fine anno. Infatti, se per dividendi distribuiti e deliberati come per le plusvalenze PEX realizzate nei primi tre mesi del 2026, gli effetti si sarebbero presentati nel Modello Redditi 2027; il primo effetto immediato del dietrofront riguarda il venir meno dell’ obbligo di ricalcolo dell’acconto 2026 di cui all’art. 1 comma 54 della Legge 199/2025, in cui si prevedeva la rideterminazione dell’imposta storica del 2025 ipotizzando, solo per questo fine, che quanto introdotto in materia di dividendi e plusvalenze fosse già in vigore, pertanto riguardo solo questo aspetto, la determinazione degli acconti con il metodo storico seguirà le regole ordinarie.

Dott.ssa Silvia Leopardi