L’assegnazione agevolata dei beni ai soci rappresenta un’opportunità fiscale di grande rilevanza per le società che intendono ottimizzare la gestione del proprio patrimonio immobiliare: questa misura consente di ottenere benefici fiscali rilevanti grazie all’applicazione di imposte sostitutive ridotte e agevolazioni legate al valore catastale dei beni assegnati. È una misura particolarmente utile nelle operazioni di razionalizzazione patrimoniale o liquidazione.
Per valutare la convenienza della assegnazione rispetto alle misure ordinarie di cessione le variazioni che occorre considerare sono le seguenti:
Valore del bene: si confronta il valore normale del bene (tipicamente il valore di mercato) con il valore contabile netto iscritto a bilancio non prima di aver verificato che non si tratti di un’immobile strumentale per destinazione.
Plusvalenza latente: conteggio della plusvalenza latente dato dalla differenza tra il valore normale e il valore contabile, se positiva, emerge una plusvalenza latente, che rappresenta la base imponibile dell’operazione.
Confronto tra tassazione ordinaria e agevolata: nella tassazione agevolata la plusvalenza viene assoggettata a una imposta sostitutiva ridotta in molti casi più conveniente rispetto alla tassazione ordinaria. Nella valutazione di convenienza devono tuttavia essere considerate anche l’eventuale tassazione dei soci in caso di utilizzo di utili, che varranno come dividendi.
