Per aderire al concordato 2026-2027 c’è tempo fino al 2 novembre. L’opzione può essere esercitata con la dichiarazione dei redditi oppure in autonomia inviando il modello Cpb insieme al solo frontespizio di Redditi 2026 (compilando la casella “Comunicazione CPB” e indicando il codice “1 – Adesione”). L’adesione entro il termine indicato deve essere effettuata sia da coloro che aderiscono all’istituto per la prima volta sia da coloro che rinnovano la scelta, dopo aver accettato quella 2024-2025. Se il periodo d’imposta non coincide con l’anno solare è possibile aderire alla proposta di Concordato entro l’ultimo giorno del decimo mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta.
Sono esclusi dal CPB i soggetti in regime forfettario, i contribuenti già rientranti in un concordato in corso oppure con ricavi oltre 5.164.569 euro. Per partecipare all’istituto Cpb è richiesto, inoltre, di non avere alla data del 31 dicembre 2025 oltre 5mila euro di debiti contratti con l’Agenzia delle Entrate o per contributi previdenziali. Dal conto sono esclusi i debiti sospesi o rateizzati. Resta in ogni caso la possibilità per il contribuente di saldare il debito oltre la soglia consentita prima della scadenza e accettare la proposta del Fisco.
In caso di modifiche su adesioni già inviate, entro i termini sarà possibile trasmettere una nuova comunicazione senza necessità di revocare la precedente. Entro il 2 novembre resta aperta anche la possibilità di annullare l’adesione al concordato preventivo biennale proposto dal Fisco per il biennio 2026-27. L’intenzione deve essere esplicitata effettuando una comunicazione con lo stesso modello utilizzato in fase di accettazione. Nelle scorse settimane, il direttore di Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone, ha firmato una circolare che contiene tutte le istruzioni aggiornate in materia di concordato, anche alla luce del “decreto Omnibus”.
