Le partite IVA in difficoltà possono fare domanda per il trattamento di Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa (ISCRO) entro il 31 ottobre 2026. I beneficiari dell’indennità dovranno essere iscritti alla piattaforma SIISL, per la sottoscrizione del patto di attivazione digitale. L’importo del trattamento per il 2026 non può essere inferiore a 255,53 euro o superiore a 817,69 euro e l’erogazione dell’ISCRO deve essere accompagnata dalla partecipazione a percorsi di aggiornamento professionale da parte dei beneficiari.
Le indicazioni operative per la fruizione dell’ISCRO, l’indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa per i lavoratori autonomi nel 2026 sono state fornite dall’INPS con il messaggio n. 1987 dello scorso giugno.
L’ISCRO è riconosciuta ai liberi professionisti, compresi i partecipanti agli studi associati o società semplice con reddito da lavoro autonomo iscritti alla Gestione separata e in possesso dei seguenti requisiti:
- non essere titolari di trattamento pensionistico diretto, non essere assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie e non beneficiare dell’assegno di inclusione;
- aver prodotto un reddito di lavoro autonomo, nell’anno precedente alla presentazione della domanda, inferiore al 70 per cento della media dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nei due anni precedenti all’anno precedente alla presentazione della domanda;
- aver dichiarato, nell’anno precedente alla presentazione della domanda, un reddito non superiore alla soglia annualmente rivalutata sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati rispetto all’anno precedente (12.749,18 per il 2026);
- essere in regola con la contribuzione previdenziale obbligatoria;
- essere titolari di partita IVA attiva da almeno tre anni, alla data di presentazione della domanda, per l’attività che ha dato titolo all’iscrizione alla gestione previdenziale in corso.
