In tema di disposizioni contenute nel Decreto Omnibus, il pacchetto premiale più corposo è riservato ai soggetti che decideranno di confermare la propria adesione e rinnovare il concordato preventivo biennale entro la scadenza del 31 ottobre 2026. Per chi opterà per il rinnovo è infatti prevista la possibilità di rateizzare, senza l’applicazione di interessi, le somme dovute a titolo di saldo e acconto. A questo beneficio si affianca la riduzione di due anni dei termini per la notifica degli avvisi di accertamento.
E’ prevista, inoltre, l’estensione del ravvedimento speciale anche al periodo d’imposta 2023. La sanatoria copre quindi l’intero quadriennio 2020-2023 ed è destinata in modo specifico ai soggetti ISA che scelgono di rinnovare il concordato preventivo biennale dopo aver partecipato al primo ciclo d’adesione. L’entità dell’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi è parametrata al punteggio finale ottenuto tramite gli indicatori di affidabilità. In ogni caso, viene fissata una soglia minima di sbarramento: l’importo dovuto a titolo di sanatoria non potrà mai essere inferiore a 1.000 euro per ciascuna annualità regolarizzata, per quanto riguarda le imposte sui redditi e le relative addizionali.
Per quanto riguarda i visti di conformità, per chi rinnoverà, sarà innalzato da 70 mila a 100 mila euro per l’Iva e da 50 mila a 70 mila euro per Irpef/Ires e Irap, la soglia per l’obbligo dell’asseveramento da parte dei professionisti abilitati. Altro capitolo sono le cause di decadenza: viene eliminato dall’elenco dei motivi che fanno perdere i requisiti per l’accesso al CPB l’assenza di debiti erariali e previdenziali scaduti alla data del 31 dicembre dell’anno precedente a quello dell’adesione.
