DICHIARAZIONE IVA 2026 TARDIVA – Ultima chance entro il 29 luglio

Per la presentazione della dichiarazione Iva 2026 relativa all’anno d’imposta 2025, il termine è scaduto il 30 aprile. La normativa prevede, comunque, la possibilità dell’invio tardivo entro 90 giorni dalla scadenza ordinaria. La scadenza ultima è quindi il prossimo 29 luglio. In tal caso, però, resta applicabile una sanzione amministrativa per il ritardo, il cui importo è pari a 250 euro, ma grazie al ravvedimento operoso il contribuente può ridurre la sanzione a un decimo del minimo previsto, versando solo 25 euro.

Dal 30 luglio, invece, la dichiarazione è considerata omessa e la successiva trasmissione del modello non sana l’omissione. La dichiarazione presentata oltre il termine costituisce tuttavia titolo per la riscossione delle imposte dovute sulla base degli imponibili indicati. In presenza di imposta dovuta è prevista una sanzione pari al 120% dell’ammontare del tributo dovuto, con un minimo di 250 euro. In caso di presentazione prima dell’avvio dei controlli si applica la sanzione prevista per l’omesso versamento, aumentata al triplo. Considerando la misura ordinaria del 25%, la sanzione è quindi pari al 75% dell’imposta dovuta e non versata. Se non risultano imposte dovute, trova applicazione la sanzione minima di 250 euro. Una volta superato il termine di 90 giorni, l’omessa presentazione della dichiarazione non può essere spontaneamente regolarizzata mediante il ravvedimento operoso previsto per la dichiarazione tardiva. L’esclusione è stata chiarita anche dall’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 42/2016. Per le dichiarazioni IVA 2026 presentate nei termini rimane la facoltà di trasmettere il modello integrativo fino al 31 dicembre 2031, ossia entro il quinto anno successivo a quello di presentazione. Se il modello è trasmesso entro il termine previsto per la dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo, il credito può essere portato in detrazione nelle liquidazioni periodiche o nella dichiarazione annuale, essere utilizzato in compensazione o essere chiesto a rimborso, se ne ricorrono i requisiti. Se l’integrativa viene presentata oltre tale termine, il credito può essere chiesto a rimborso, in presenza dei relativi requisiti, o utilizzato in compensazione con debiti maturati dal periodo d’imposta successivo a quello di presentazione dell’integrativa. Il credito deve inoltre essere indicato nella dichiarazione relativa all’anno in cui il modello integrativo è stato trasmesso