Il MIMIT ha fornito le istruzioni e i termini di invio relativi alle domande di prenotazione del credito d’imposta design e ideazione estetica per il periodo d’imposta 2026 (DM 3/07/2026). Dopo la prenotazione, sarà necessario presentare una comunicazione “di completamento”, da trasmettere non oltre 30 giorni dalla data di chiusura del periodo d’imposta agevolabile. La prenotazione va trasmessa in via telematica attraverso l’apposita piattaforma disponibile sul sito del MIMIT dalle ore 12:00 del 7 luglio 2026. Gli investimenti effettivamente completati non possono essere inferiori al 70% dell’importo indicato nella comunicazione preventiva.
La normativa considera ammissibili le attività di design e ideazione estetica svolte per la concezione e la realizzazione di nuovi prodotti e campionari. Sono ammissibili, tra le altre, le spese del personale, beni materiali mobili utilizzati nelle attività di design, costi per progettazione e realizzazione dei campionari, contratti con professionisti o imprese, consulenze, materiali e forniture impiegati nelle attività agevolabili, quote di ammortamento e canoni di locazione relativi a beni materiali mobili utilizzati nelle attività di design. La normativa prevede anche una maggiorazione per i giovani fino a 35 anni, al primo impiego, in possesso di laurea in design o titoli equiparabili, assunti a tempo indeterminato e impiegati esclusivamente in lavori di design e innovazione estetica. In questo caso, le spese concorrono alla base di calcolo per il 150% del loro ammontare. La base di calcolo del credito deve essere assunta al netto di altre sovvenzioni o contributi ricevuti sulle stesse spese.
L’agevolazione prevede un credito d’imposta pari al 10% delle spese ammissibili con utilizzo in un’unica quota annuale in compensazione tramite modello F24. La fruizione del beneficio è subordinata al rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e al corretto versamento dei contributi previdenziali e assistenziali. Ai fini del riconoscimento del credito, l’impresa deve poter dimostrare l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili attraverso apposita certificazione rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti. Le imprese non obbligate alla revisione legale possono vedersi riconosciute in aumento del credito le spese sostenute per la certificazione, entro il limite di 5.000 euro. È inoltre richiesta una relazione tecnica asseverata che illustri finalità, contenuti e risultati delle attività ammissibili svolte.
