Il parlamento interviene sull’impignorabilità delle somme depositate sui correnti bancari e postali per i contribuenti che risultino in regola con i piani di rateizzazione e con le Rottamazioni dei carichi affidati ad Agenzia delle Entrate Riscossione. E’ stato approvato il 17 giugno un ordine del giorno con la richiesta di uno “scudo di impignorabilità” per le somme destinate al pagamento delle obbligazioni, mirato a garantire la continuità dei versamenti dovuti. La misura mira ad evitare che lo Stato, dopo aver raggiunto un accordo di rateizzazione o di rottamazione con un contribuente, gli pignori il conto corrente impedendogli di rispettare quell’accordo. La palla passa al governo che, se dovesse dar seguito all’indirizzo espresso dal Parlamento, potrebbe gettare le basi per una revisione del rapporto tra la riscossione coattiva e i percorsi di regolarizzazione avviati dai contribuenti nei confronti del Fisco.
