ISAC – Gli Indici Sintetici di Affidabilità Contributiva

Con la circolare n. 26 del 6 marzo, l’INPS chiarisce il metodo di selezione dei datori interessati dagli Indici sintetici di affidabilità contributiva, a seguito della pubblicazione del decreto interministeriale Lavoro-Economia del 27 febbraio 2026. Entro il prossimo 31 marzo saranno inviate circa 12mila comunicazioni contenenti l’esito degli indicatori calcolati e l’eventuale presenza di scostamenti rispetto ai valori ritenuti nella fascia di normalità. Ogni lettera specifica le irregolarità (ad esempio, ritardi nei pagamenti o discrepanze nei flussi contributivi), invita a correzioni entro 60 giorni e offre assistenza tramite contact center o sportelli territoriali. Non si tratta di contestazioni formali, ma di un “invito alla compliance” per evitare accertamenti. L’operazione proseguirà con ulteriori invii nei prossimi mesi se le aziende non si regolarizzeranno. 

Gli ISAC (Indici Sintetici di Affidabilità Contributiva), calcolati annualmente su base aziendale, assegnano un punteggio da 1 a 10 in base a parametri come il rispetto dei versamenti contributivi, la correttezza delle denunce e l’assenza di lavoratori irregolari. Un punteggio basso (sotto la soglia di 6) attiva alert automatici. Dal 2026, gli ISAC sono integrati con l’IA per analizzare big data da Durc (Documento Unico di Regolarità Contributiva), UniEmens (il flusso telematico obbligatorio che i datori di lavoro privati ​devono inviare mensilmente all’INPS per denunciare i dati retributivi e contributivi individuali dei propri dipendenti) e altre fonti, riducendo i controlli manuali del 40% e focalizzandosi sulle imprese a rischio. 

In Italia, un datore di lavoro su tre risulta non regolare secondo gli ultimi dati INPS (elaborati al 31 dicembre 2025): su circa 4,2 milioni di posizioni contributive attive, oltre 1,4 milioni presentano anomalie. Secondo i dati INPS, i settori con il maggior numero di anomalie sono il commercio all’ingrosso alimentare e le strutture ricettive come hotel, B&B e affitti brevi, dove sono frequenti ritardi nei versamenti o lavoro stagionale irregolare.