Il ticket di licenziamento è un contributo dovuto dai datori di lavoro privati all’INPS in caso di cessazione di rapporti a tempo indeterminato che danno diritto, anche potenziale, alla NASpI. Introdotto dalla riforma Fornero, serve a finanziare l’indennità di disoccupazione.
Per il 2026 l’importo è aggiornato in base al massimale NASpI (1.584,70 euro) ed è pari al 41% per ogni anno di anzianità aziendale. Nel dettaglio quest’anno il costo è pari a 54,14 euro per ogni mese di anzianità aziendale negli ultimi 3 anni, fino a un massimo di 649,73 euro per anno. L’importo arriva fino a 1.949,19 euro per rapporti di almeno 36 mesi. Il Ticket si applica nei casi di:
✔ Licenziamento individuale
✔ Licenziamento collettivo
✔ Dimissioni per giusta causa
✔ Risoluzione consensuale nell’ambito di procedura protetta
Non è dovuto nei casi di dimissioni volontarie (salvo giusta causa).
L’importo non varia per il part-time e va versato in unica soluzione tramite F24 entro il mese successivo alla cessazione. In caso di licenziamento collettivo senza accordo sindacale, il contributo può essere triplicato.
Così informa la circolare Inps n. 4/2026.
