La rottamazione delle tasse locali è a discrezione degli enti. Lo ha ricordato l’IFEL (Istituto per la Finanza e l’Economia Locale) in una nota del 27 gennaio. IMU, TARI e multe potranno quindi essere oggetto di specifiche forme di definizione agevolata decisa dai singoli enti locali e la procedura non è legata alla rottamazione quinquies. Le delibere comunali potranno riguardare, quindi, Imu, Tari, Canone unico patrimoniale, oneri di urbanizzazione, tariffe scolastiche, rette degli asili nido. Su queste voci i sindaci potranno ridurre oppure azzerare interessi e sanzioni, senza poter incidere sulla quota capitale che quindi continuerà a essere pretesa integralmente. Nel caso delle multe sarà possibile alleggerire o cancellare anche le somme maturate a titolo di oneri della riscossione.
