Sono stati approvati e sono disponibili i primi elenchi dei professionisti abilitati a certificare i tax control framework (Tcf) delle aziende che hanno presentato istanza di adesione all’istituto dell’adempimento collaborativo, la “cooperative compliance” (link). Entro fine ottobre partiranno i corsi di formazione per gli aspiranti certificatori.
Ricordiamo che l’istituto della cooperative compliance è stato introdotto dal Dlgs n. 128/2015 con l’intento di promuovere forme di cooperazione rafforzata tra Fisco e contribuenti dotati di un sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale. Il contribuente deve predisporre il sistema di controllo fiscale prima di comunicarne l’adozione e deve essere certificato da professionisti qualificati. Se l’impresa subisce modifiche organizzative rilevanti, è obbligata a rinnovare la certificazione e, per garantire la tracciabilità, la certificazione deve essere marcata temporalmente prima della comunicazione dell’opzione, che produce benefici a partire dall’inizio del periodo d’imposta in cui è stata comunicata.
L’Agenzia delle entrate mantiene il potere di verificare la validità dell’opzione e se i requisiti vengono meno, il contribuente decade dai benefici sin dall’inizio del periodo d’imposta in cui si è verificata la perdita. La scelta ha una durata di due periodi d’imposta ed è irrevocabile. Alla scadenza si rinnova automaticamente per altri due periodi, salvo revoca espressa da comunicare con lo stesso modello previsto per l’opzione.
Alla predisposizione di tale sistema di rilevazione, sono collegati effetti “premiali” resi ancor più favorevoli dal Dlgs n. 108/2024, consistenti nella mancata irrogazione delle sanzioni amministrative e penali per le violazioni tributarie relative a rischi di natura fiscale comunicati con apposita istanza di interpello prima della presentazione delle dichiarazioni fiscali o prima del decorso delle relative scadenze fiscali.
