Il decreto Coesione ha previsto degli incentivi per l’autoimpiego per le nuove attività. Lo stabilisce un decreto interministeriale all’esame della Corte dei conti per la pubblicazione in GU. In dettaglio, il bonus è rivolto a giovani under 35 in condizioni di svantaggio: inoccupati, inattivi, disoccupati o in condizioni di marginalità sociale. Per le date di apertura e chiusura dei termini delle domande si attende un ulteriore decreto. Gli incentivi sono concessi se si avvia una delle seguenti attività: lavoro autonomo, con apertura di partita Iva; impresa individuale, mediante iscrizione al Registro imprese; impresa societaria nelle seguenti vesti giuridiche: società in nome collettivo; società in accomandita semplice; società a responsabilità limitata; società cooperativa; libero-professionali anche nella forma di società tra professionisti.
Le iniziative economiche che operano nelle regioni Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Umbria e Marche possono beneficiare di un contributo a fondo perduto sotto forma di voucher. Questo contributo può coprire fino al 100% delle spese previste per l’investimento, ma non può superare i 30.000 euro per ogni singola iniziativa.
Tuttavia, se l’investimento riguarda beni e servizi innovativi, tecnologici o digitali, oppure beni finalizzati al risparmio energetico o alla sostenibilità ambientale, il tetto massimo del contributo viene innalzato a 40.000 euro.
Sono considerate ammissibili al contributo in forma di voucher le spese in macchinari, impianti, attrezzature e arredi nuovi, programmi informatici e servizi digitali, progettazione e sviluppo di portali web promozionali, ideazione e registrazione di marchi. Rientrano anche le consulenze tecnico-specialistiche finalizzate alla progettazione e sviluppo di soluzioni innovative di prodotto o di processo e per l’ottenimento di certificazioni ambientali e/o energetiche.
Sono, invece, escluse dal contributo le spese per l’acquisto di terreni, l’acquisto o la ristrutturazione di immobili, le consulenze finalizzate alla predisposizione della domanda di agevolazione e le consulenze legali, fiscali e tributarie.
Tutte le spese ammissibili devono essere effettivamente sostenute entro 9 mesi dalla data del provvedimento di concessione e tale termine può essere prorogato una sola volta, per un massimo di ulteriori 3 mesi, arrivando quindi a un limite massimo di 12 mesi complessivi.
