Anche per l’adesione al concordato preventivo biennale 2025-2026 potrebbe tornare in “funzione” il ravvedimento speciale. Lo propone un emendamento al dl fiscale in discussione alla Camera firmato dal presidente della Commissione Finanze, Marco Osnato, che riprende i criteri del ravvedimento speciale già previsto per la prima edizione del patto con il Fisco e prevede per le partite IVA che applicano gli ISA la possibilità di versare un’imposta sostitutiva su una base imponibile forfettaria per le annualità dal 2019 al 2023, determinata sulla base del punteggio di affidabilità fiscale conseguito. Beneficio principale della sanatoria è lo stop agli accertamenti sui redditi d’impresa o di lavoro autonomo relativi alle annualità interessate.
Il versamento dell’imposta sostitutiva non sarà immediato: la prima scadenza è fissata al 31 marzo 2026 e si potrà scegliere di pagare in un’unica soluzione o in un massimo di 24 rate.
Vale la pena specificare che l’emendamento interessa anche le partite IVA che hanno aderito al concordato preventivo per il biennio 2024 e 2025, consentendo di applicare il ravvedimento speciale anche all’annualità 2023, secondo le stesse regole e tempistiche previste per la generalità dei contribuenti.
Ad ogni buon fine, si specifica nuovamente che sull’emendamento si attende ancora il voto della Commissione e, in caso di esito positivo, il passaggio in Aula (prima alla Camera e poi al Senato) del testo del DL Fiscale n. 84/2025.
