CONCORDATO PREVENTIVO BIENNALE – Ravvedimento speciale entro fine marzo

I contribuenti che hanno applicato gli Isa nel 2023 e che hanno aderito, entro il 31 ottobre 2024, al concordato preventivo biennale per il periodo 2024-2025, hanno tempo fino al 31 marzo 2025 per usufruire della particolare forma di ravvedimento che consente loro di sanare omissioni e irregolarità relative alle annualità dal 2018 al 2022 versando, tramite il modello F24, la prima o unica rata delle imposte sostitutive previste. Il versamento deve essere effettuato distintamente per ognuna delle annualità regolarizzate.

La nuova chance, ricordiamo, è stata introdotta dall’articolo 2-quater del Dl n. 113/2024 (decreto “Omnibus”), mentre il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate del 4 novembre 2024 ne ha stabilito le modalità applicative.

I contribuenti che, nell’annualità “ravveduta”, hanno conseguito sia reddito di impresa che di lavoro autonomo, per avvalersi dell’istituto devono esercitare l’opzione per entrambe le categorie reddituali.

L’opzione di adesione al ravvedimento si esercita con la presentazione, per ogni annualità interessata, del modello F24 e il versamento, entro il 31 marzo 2025, della prima o unica rata delle imposte sostitutive dovute. La procedura è considerata invece perfezionata, cioè conclusa e andata a buon fine, soltanto con l’estinzione del debito fiscale e, quindi, con il pagamento di tutta la somma in un’unica soluzione o di tutte le rate mensili, al massimo 24.

Il valore complessivo dell’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e delle relative addizionali da versare per ciascuna annualità oggetto dell’opzione non può essere inferiore a 1.000 euro.

I codici tributo per l’F24 sono stati identificati con la risoluzione n. 50/2024 dell’Agenzia delle entrate. Nel dettaglio sono: “4074” per le persone fisiche e 4075” per i contribuenti diversi dalle persone fisiche, che devono pagare l’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e relative addizionali; “4076”, per versare l’imposta sostitutiva dell’Irap. Nel campo “Anno di riferimento” deve essere specificato l’anno d’imposta da ravvedere.