BONUS MAMME 2025 – Le novità

Il Bonus mamma è confermato anche per il 2025, ma con alcune modifiche rispetto allo scorso anno e potranno farne richiesta le lavoratrici con due o più figli con introduzione del limite di reddito di 40mila euro per accedere alla misura. Si tratta di un esonero dal versamento della quota di contributi previdenziali a carico delle lavoratrici madri di due o più figli, fino al compimento del decimo anno d’età del figlio più piccolo.

Oltre alle lavoratrici dipendenti, potranno richiedere l’esonero anche le lavoratrici autonome con almeno due figli, iscritte all’assicurazione generale obbligatoria o alla gestione separata. Restano però escluse le partite Iva che aderiscono al regime forfettario e le lavoratrici domestiche. 

L’erogazione del bonus, anche quest’anno, non sarà automatica ed occorrerà presentare la richiesta al proprio datore di lavoro o, in alternativa, direttamente tramite il portale Inps, fornendo i codici fiscali dei figli. Le prime erogazioni sono previste per marzo, comprensive degli arretrati di gennaio e febbraio. Inoltre, le lavoratrici madri che avranno un secondo figlio nel 2025 potranno beneficiare dell’esonero contributivo a partire dal mese successivo alla nascita.

Discorso diverso invece per le lavoratrici madri con tre o più figli, che continueranno fino al 31 dicembre 2026 a beneficiare dell’esonero contributivo totale e senza limiti di reddito. Per loro il “nuovo esonero” previsto dalla legge di Bilancio 2025 scatterà quindi dal 2027, sempre che nel mentre non intervengano nuove modifiche

Manca, però, il decreto attuativo del ministero del Lavoro e del Mef, atteso entro fine mese, che stabilirà l’esonero contributivo per l’anno in corso. Ciò che è certo è che a differenza del 2024, la decontribuzione quest’anno sarà parziale, e non piena come lo scorso anno, sebbene non si preveda una riduzione sotto l’80%. Lo stesso decreto illustrerà anche nel dettaglio le modalità per il riconoscimento della prestazione e le procedure per il rispetto delle risorse stanziate, che sono pari a 300 milioni di euro.