CONCORDATO PREVENTIVO BIENNALE – Accertamenti improbabili per chi ha aderito

Per le imprese che hanno aderito al Concordato preventivo biennale la probabilità di vedersi accertare e/o rettificare dall’Agenzia delle entrate o dalla Guardia di finanzia i redditi 2024 e 2025 è relativamente scarsa. Ciò in quanto la fattiva volontà di questi contribuenti di accedere a forme di dialogo preventive con l’Amministrazione finanziaria, attraverso l’adesione al concordato, esprime in modo attendibile il basso livello di rischio di tali soggetti.

È questa la risposta fornita dalla Guardia di finanza in occasione dell’8° Forum dei commercialisti di Italia Oggi. Secondo le direttive di recente diramate i Reparti della Guardia di finanza sono, infatti, chiamati a valutare attentamente, in sede di programmazione, l’opportunità di avviare interventi ispettivi nei confronti di contribuenti che abbiano accettato la proposta concordataria, anche in ragione delle preclusioni normative circa la possibilità di procedere alla rettifica delle dichiarazioni.

Sul punto si ricorda che il comma 2 dell’articolo 34 del decreto legislativo n. 13 del 2024 stabilisce che l’Agenzia delle entrate e la Guardia di finanza provvedono a programmare l’impiego di maggiore capacità operativa per intensificare l’attività di controllo nei confronti dei soggetti che non aderiscono al concordato preventivo biennale o ne decadono.