CONCORDATO PREVENTIVO BIENNALE – Il via libera dal Cdm

Via libera definitivo del Consiglio dei Ministri al decreto legislativo sul nuovo procedimento accertativo e il concordato preventivo biennale per le partite Iva. Il testo recepisce l’osservazione contenuta nei pareri delle Commissioni parlamentari e ha eliminato dal testo iniziale il riferimento al “punteggio otto” degli Isa per accedere al concordato. Con questa modifica i diretti interessati sono tutti i soggetti che si trovano già nel regime Isa. Per loro il concordato sarà biennale. Mentre per i forfettari al momento sarà a cadenza annuale. Sono esclusi tutti i contribuenti che si trovano con un debito tributario superiore ai 5 mila euro.

Con il concordato preventivo l’Agenzia, al momento di proporre al contribuente la cifra da pagare, potrà calcolare un eventuale incremento del reddito rispetto a quello dell’anno di riferimento «fino al massimo del 10%, fatta salva la facoltà di una proposta difforme a tale limite motivata e sottoposta a contraddittorio con il contribuente prima di essere formalizzata».

Inizialmente la data entro la quale decidere se aderire o meno alla proposta di concordato fatta dall’Agenzia delle entrate era il 31 luglio 2024 (a regime sarà il 30 giugno), ma per il 2024 la data è slittata al 15 ottobre.

Aderire al concordato non metterà totalmente al sicuro da possibili accertamenti. Se l’Agenzia dovesse scoprire che il contribuente ha omesso di dichiarare più del 30% delle sue entrate, questi decadrà dal concordato. Inoltre, se il giro d’affari dovesse andare molto peggio del previsto (con un crollo del 60% del fatturato), il contribuente potrà uscire volontariamente dal patto.