Dal 2023 per andare in pensione anticipata bisognerà riferirsi a “quota 103”. I nuovi requisiti sono 62 anni d’età e 41 di contributi. In futuro dovrebbe sparire il parametro dell’età. Solo ragioni di costo hanno richiesto al momento l’inserimento di un coefficiente anagrafico a 62 anni.
Chi matura nelle prossime ore, purché entro fine 2022, il la cosiddetta Quota 102, (64 anni di età e 38 anni di contributi) può ancora chiedere l’accesso alla pensione anche nel 2023 e 2024. Mentre con Quota 102 i beneficiari possono andare in pensione senza limiti di assegno, con Q103 si potrà avere un assegno di importo massimo pari a 5 volte il trattamento minimo (circa 2.625 euro) fino al raggiungimento dei requisiti di vecchiaia e cioè 67 anni di età anagrafica.
Va ricordato, inoltre, che l’età per la pensione di vecchiaia resta a 67 anni fino al 31 dicembre del 2024. Ma, come già sottolineato, per il 2023-2024 l’adeguamento alla speranza di vita rimane bloccato; pertanto, la pensione di vecchiaia si potrà ottenere con 67 anni di età e almeno 20 anni di contribuzione. Sempre a 67 anni è prevista l’erogazione dell’assegno sociale.
La manovra proroga poi per il 2023 anche Opzione donna che fino al 31 dicembre del 2022 prevede la possibilità di pensionamento con 58 anni di età e 35 di contributi per le lavoratrici dipendenti e 59 anni per le autonome con le finestre mobili di 12 mesi per le lavoratrici dipendenti e 18 mesi per le lavoratrici autonome.
