Un contributo fino a 500 euro al mese per pagare servizi di baby sitting o per i servizi educativi per l’infanzia, pubblici o privati accreditati, come nidi e sezioni primavera. È il voucher che il disegno di legge di bilancio 2027-2029 introduce, in via sperimentale per tre anni, per artigiani, commercianti, coltivatori e gli iscritti alla gestione separata, dove oltre alle partite Iva senza cassa sono iscritti anche collaboratori, dottorandi e assegnisti di ricerca: sarà però il decreto attuativo a chiarire se potranno accedere anche questi ultimi. Restano fuori i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, e i professionisti iscritti alle casse private, come avvocati, commercialisti o ingegneri.
Il voucher si chiede al termine del congedo di maternità o di paternità e copre al massimo tre mesi, da utilizzare negli undici mesi successivi. Se entrambi i genitori sono autonomi, il contributo – che non conta ai fini dell’Isee per il calcolo dell’assegno unico – spetta a uno solo. Il voucher è alternativo al congedo parentale: chi lo sceglie rinuncia, per quel periodo, all’astensione dal lavoro indennizzata. Tra il 2023 e il 2025, nelle gestioni interessate, le indennità di maternità sono state in media circa 21mila l’anno, ma i genitori che hanno poi usato il congedo parentale sono stati appena 2.200. Il voucher si rivolge a questa platea come alternativa all’astensione dal lavoro.
Le risorse sono di 15 milioni l’anno per il 2027, il 2028 e il 2029 ed i criteri di accesso, modalità di utilizzo e procedure per rispettare il tetto di spesa saranno fissati da un decreto del ministro per la Famiglia, con il ministero del Lavoro e il Mef.
Per i genitori dipendenti la manovra interviene, invece, sul congedo parentale. Per chi termina il congedo di maternità o paternità dal 2027, i mesi pagati all’80% della retribuzione salgono da tre a quattro, cinque per il secondo figlio e sei dal terzo in poi, da usare entro i sei anni del bambino. Alle madri lavoratrici con almeno due figli e un reddito da lavoro fino a 40mila euro, sia dipendenti sia autonome, va inoltre un bonus da 100 euro al mese.
