È scaduto il 21 settembre il termine di 60 giorni previsto dal Dlgs 122/2026 per completare gli interventi necessari a rendere operativo il nuovo sistema di accesso ai dati secondo la riforma dell’antiriciclaggio Ue (direttiva 2024/1640). Entro la scadenza dovevano essere aggiornate le specifiche tecniche per la comunicazione delle informazioni sulla titolarità effettiva e il disciplinare tecnico sulla sicurezza dei dati, previo parere del Garante privacy. Solo dopo questi due passaggi il ministero delle Imprese e del made in Italy potrà adottare il provvedimento che sancisce l’operatività del sistema di accesso.
L’operatività del Registro era stata sospesa nel corso del contenzioso partito dal Tar e poi giunto al Consiglio di Stato, che nell’ottobre 2024 aveva rimesso alla Corte di giustizia Ue alcune questioni pregiudiziali. La Corte Ue si è pronunciata il 21 maggio 2026 nelle cause riunite C-684/24 e C-685/24, rilevando una sostanziale correttezza della normativa italiana. Il Consiglio di Stato dovrà, infine, rilevare quanto espresso dalla Corte Ue per poi riattivare il Registro con le nuove regole.
