PAGAMENTI ELETTRONICI – Il credito d’imposta sulle commissioni

Per le commissioni sui pagamenti POS è previsto un credito d’imposta del 30 per cento a favore di imprese e professionisti con ricavi/compensi dichiarati nel periodo precedente non superiori a 400 mila euro. Il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione nel mod. F24 con codice tributo 6916 a partire dal mese successivo a quello di sostenimento delle spese di commissione. La misura delle commissioni addebitate deve risultare da apposito prospetto inviato dal gestore dei sistemi di pagamento elettronico e riguarda solo le spese per pagamenti effettuati da consumatori finali: nessuna agevolazione è prevista nell’ambito di rapporti tra soggetti IVA. Il credito d’imposta non è tassato ai fini Irpef/Ires ed Irap e va indicato nei quadri RU ed RS della dichiarazione dei redditi.

Questa misura è regolata dall’articolo 22 del Decreto Legge n. 124 del 2019. In base alle indicazioni del provvedimento n. 181301/2020, gli esercenti sono tenuti a conservare tutta la documentazione sulle commissioni addebitate che danno diritto al credito d’imposta.