1. Classificazione e iscrizione iniziale
Le partecipazioni sono iscritte tra le immobilizzazioni finanziarie quando l’investimento è destinato ad essere detenuto durevolmente; in caso contrario vengono allocate nell’attivo circolante.
Per le partecipazioni immobilizzate il criterio ordinario è il costo di acquisto o di sottoscrizione, comprensivo degli oneri direttamente imputabili (imposte, consulenze, commissioni, ecc.).
2. Valutazione successiva: costo rettificato e patrimonio netto
Nel tempo le partecipazioni immobilizzate sono valutate:
- secondo il metodo del costo rettificato, mantenendo il costo come valore massimo e procedendo a svalutazione in presenza di perdite durevoli di valore, con successivo eventuale ripristino entro il limite del costo;
- in alternativa, per controllate, collegate e joint venture, è applicabile il metodo del patrimonio netto, che adegua il valore della partecipazione alla quota di patrimonio netto della partecipata, facendo concorrere direttamente al risultato d’esercizio gli utili/perdite della stessa e generando apposite riserve non distribuibili.
2.1 Metodo del costo rettificato (regola generale)
Per tutte le partecipazioni immobilizzate, e in particolare per quelle in altre imprese (non controllate e non collegate), si applica il metodo del costo rettificato:
- il valore di bilancio rimane pari al costo, finché non emergono perdite durevoli di valore;
- in presenza di indicatori significativi (perdite ricorrenti della partecipata, crisi del settore, tensione finanziaria, ecc.) la società deve stimare il valore recuperabile e, se inferiore al valore contabile, procedere alla svalutazione a conto economico;
- qualora in esercizi successivi vengano meno le cause della svalutazione, è possibile un ripristino di valore, sempre entro il limite del costo originario
2.2 Metodo del patrimonio netto (per controllate e collegate)
Per le partecipazioni immobilizzate in imprese controllate, collegate e joint venture è ammesso, in alternativa al costo, il metodo del patrimonio netto:
- la partecipazione è inizialmente iscritta al costo; negli esercizi successivi il valore è adeguato alla quota di patrimonio netto della partecipata, come risultante dal suo ultimo bilancio, con le opportune rettifiche;
- la quota di utile (o di perdita) di competenza. è imputata direttamente al conto economico (voci di rivalutazione/svalutazione partecipazioni), con corrispondente adeguamento del valore della partecipazione in stato patrimoniale;
- gli incrementi di valore derivanti dall’applicazione del patrimonio netto danno luogo a riserve non distribuibili, a tutela dell’integrità del patrimonio.
La scelta tra costo rettificato e patrimonio netto per tali partecipazioni ha un impatto diretto sulla volatilità del risultato d’esercizio e sulla struttura del patrimonio netto, e deve quindi essere valutata con attenzione.
3. Verifiche periodiche
A ogni chiusura di bilancio è necessario verificare l’eventuale presenza di indicatori di perdita durevole (andamento economico-finanziario della partecipata, condizioni di mercato, ecc.) e, se del caso, procedere alla svalutazione a conto economico.
Già in fase di pianificazione di fine anno è fondamentale:
• Richiedere i bilanci o i bilanci infrannuali delle società partecipate.
• Monitorare l’andamento del mercato in cui operano le controllate.
• Valutare se la partecipazione serve ancora alla strategia del gruppo o se è il momento di ottimizzare la struttura societaria (magari creando una Holding).
La gestione delle partecipazioni richiede una visione d’insieme che unisce tecnica contabile e strategia di business.
4. Conclusioni operative
In sintesi, la corretta valutazione delle partecipazioni immobilizzate consente di presentare un bilancio che rappresenti in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società, riducendo il rischio di rilievi in sede di controllo contabile e fiscale.
Dott.ssa Ilaria Redaelli
