Un emendamento al decreto fiscale introduce una tolleranza agli errori di abbinamento di Pos e registratori telematici prevedendo una franchigia del 5% di operazioni erronee oltre la quale si sopporteranno le sanzioni, che possono arrivare a 4.000 euro in caso di mancato collegamento e 100 euro per ogni operazione in caso di errori, comunque entro il limite massimo di 1.000 euro per ciascun trimestre. La norma fissa, infatti, una multa di importo compreso tra 1.000 e 4.000 euro per chi non si adegua e di fatto l’inadempimento è facile da rilevare perché alla prima transazione effettuata senza il collegamento si ha un disallineamento che fa emergere l’anomalia. Ricordiamo che le nuove norme prevedono che debba essere sempre indicato anche il mezzo di pagamento utilizzato dall’acquirente. Già ora il MEF ribadisce che è possibile (e consigliato) annullare un’operazione nel caso in cui il cliente, dopo aver erroneamente indicato il pagamento in contanti, decida di usare la carta, e in caso contrario, in questo modo non si rischiano sanzioni per aver indicato in modo non corretto il metodo di pagamento.
Sono previste anche sanzioni accessorie, cioè la sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività per un periodo da quindici giorni a due mesi, che per le recidive sale da due a sei mesi.