IRES PREMIALE – L’agevolazione nel modello Redditi 2026

Entra nel vivo l’agevolazione (c.d. IRES premiale) che riduce l’aliquota dal 24% al 20% per il solo 2025 per le imprese che investono e assumono. L’accesso al beneficio è però subordinato alle seguenti condizioni:

  • –           La patrimonializzazione. Per accedere all’IRES premiale, l’impresa deve aver accantonato ad apposita riserva (non distribuibile) almeno l’80% dell’utile dell’esercizio 2024 e deve essere mantenuta nel bilancio per un periodo di sorveglianza che dura fino al secondo esercizio successivo (ovvero fino alla chiusura del bilancio 2026). È tuttavia consentito l’utilizzo della riserva per la copertura di perdite d’esercizio, senza che ciò infici l’agevolazione.
  • –           Investimenti rilevanti. Occorre effettuare investimenti tra il 1° gennaio 2025 e il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi (generalmente il 31 ottobre 2026). L’ammontare minimo dell’investimento deve essere pari al maggiore tra:
  • il 30% dell’utile 2024 accantonato a riserva;
  • il 24% dell’utile dell’esercizio 2023;
  • una soglia fissa minima di 20.000 euro.

Il legislatore ha voluto collegare questa misura alla transizione tecnologica. Sono infatti agevolabili i beni strumentali materiali e immateriali nuovi compresi negli Allegati A e B della L. 232/2016 (Piano Industria 4.0) e gli investimenti legati al piano Transizione 5.0. I beni devono essere destinati a strutture produttive situate nel territorio dello Stato e devono rispettare i requisiti di interconnessione per tutto il periodo di sorveglianza.

  • –           Requisito occupazionale. L’impresa deve dimostrare un impegno su due fronti:
  • mantenimento della base occupazionale: il numero medio di unità lavorative (ULA) nell’anno 2025 non deve essere inferiore alla media del triennio precedente (2022-2024);
  • incremento occupazionale netto: è necessaria l’assunzione di nuovi lavoratori a tempo indeterminato che porti a un incremento di almeno l’1% rispetto alla media dei dipendenti a tempo indeterminato del 2024. In ogni caso, l’incremento non può essere inferiore a un’unità. Inoltre, vige il divieto di aver fatto ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni (CIG) straordinaria o in deroga nel 2024 e nel 2025, a eccezione dell’integrazione salariale ordinaria per eventi transitori non imputabili all’azienda.