Tra gli emendamenti alla manovra finanziaria 2026 compare la proposta di innalzare a 10mila euro il limite per i pagamenti in contanti, introducendo però una nuova imposta di 500 euro su ogni pagamento in contanti compreso tra 5.001 e 10.000 euro.
L’imposta di bollo sarebbe a carico dell’acquirente, residente o straniero, e dovrebbe essere applicata tramite un contrassegno sulla copia cartacea della fattura, così da consentire eventuali verifiche dell’Agenzia delle Entrate.
Oggi il tetto al contante è fissato a 5mila euro ed è stato introdotto dal DL Aiuti-quater, in vigore dal 1° gennaio 2023. Chi effettua o riceve un pagamento oltre soglia rischia sanzioni che vanno da mille a 5mila euro, a seconda della gravità dell’infrazione. La soglia indicata riguarda non solo gli acquisti di beni e servizi, ma anche prestiti, donazioni e qualsiasi trasferimento di denaro.
L’Italia è inoltre tra i pochi Paesi dell’Ue ad aver imposto un limite all’utilizzo del contante.
In Europa alcuni Paesi non prevedono alcun limite, tra cui:
- – Austria
- – Germania
- – Olanda
- – Finlandia
- – Irlanda
- – Lussemburgo
- – Ungheria
- – Cipro
- – Estonia
Altri Paesi hanno limiti bassi, come Svezia, Spagna e Francia con soglia attorno ai 1.000 euro. In Grecia è ancora più basso con un limite a 500 euro. Mentre alcuni hanno soglie molto più alte dell’Italia, come in Repubblica Ceca e Malta fissato a 10.000 euro e in Croazia a 15.000 euro. Il nuovo Regolamento Ue 1624/2024 punta a uniformare queste differenze, ma al momento la situazione resta frammentata.
