ENTI TERZO SETTORE – Le scadenze di giugno 2025

Nel mese di giugno gli Enti del Terzo Settore (ETS) sono chiamati a rispettare importanti adempimenti legati alla trasparenza e alla regolarità amministrativa previsti dal Codice del Terzo settore.

Tutti gli ETS, indipendentemente dalla dimensione economica, devono depositare il bilancio di esercizio presso il Runts secondo gli schemi previsti dal DM 39/2020. Gli enti che hanno l’esercizio sociale coincidente con l’anno solare (1° gennaio – 31 dicembre) dovranno effettuare il deposito entro il 29 giugno 2025 ma, essendo domenica, sarà possibile effettuare il deposito entro il primo giorno feriale successivo, ossia lunedì 30 giugno 2025.

Le OdV e le APS devono aggiornare entro il 30 giugno 2025 il numero di associati, volontari ed eventuali lavoratori. I dati devono riferirsi al 31 dicembre 2024 e vanno comunicati tramite una pratica di variazione nel Runts, nella sezione “Dati principali”. L’aggiornamento è obbligatorio e rientra tra le misure di trasparenza previste dal Codice del Terzo settore.

Gli ETS che nel 2024 hanno avuto entrate superiori a 100.000 euro devono pubblicare sul proprio sito internet o su quello della rete associativa di appartenenza gli emolumenti, compensi e corrispettivi erogati a amministratori, componenti degli organi di controllo, dirigenti e associati.

Si consiglia di effettuare la pubblicazione entro il 29 giugno 2025, in coerenza con la scadenza del deposito bilancio. È possibile pubblicare i dati in forma anonima per categoria, ma non aggregati, per garantire la trasparenza prevista dall’art. 14, comma 2 del Codice del Terzo settore. Se non sono stati erogati compensi, è comunque raccomandabile pubblicare una dichiarazione negativa.

Gli enti non profit che nel 2024 hanno ricevuto contributi pubblici pari o superiori a 10.000 euro devono pubblicarli sul proprio sito web entro il 30 giugno 2025. Questo obbligo riguarda anche enti non iscritti al Runts, come fondazioni o associazioni culturali.

Il mancato deposito dei bilanci o l’aggiornamento dei dati può portare alla diffida ad adempiere, secondo l’art. 48 del Codice del Terzo settore. Se l’ente non adempie entro il nuovo termine (da 30 a 180 giorni), può essere cancellato dal Runts. Inoltre, sono previste sanzioni amministrative per gli amministratori responsabili dell’omissione.