L’Agenzia delle Entrate nella circolare 4/E del 16 maggio 2025 analizza le novità più importanti introdotte dalla Legge di Bilancio 2025 in materia di welfare aziendale:
1. Esenzione IRPEF per il rimborso dell’affitto (“bonus fuori zona”). Consente ai datori di lavoro di rimborsare ai propri dipendenti le spese per l’affitto e la manutenzione dell’alloggio preso in locazione, escludendo tali somme dal reddito imponibile ai fini IRPEF. Questa agevolazione può arrivare a 5.000 euro complessivi per i primi due anni di lavoro, anche concentrati in un solo anno, ed è rivolta esclusivamente a lavoratori assunti a tempo indeterminato nel 2025 con reddito 2024 non superiore a 35.000 euro. Il Comune sede di lavoro deve trovarsi ad almeno 100 chilometri di distanza dalla precedente residenza ed il dipendente deve essere il titolare del contratto di locazione dell’immobile per cui si chiede il rimborso. Se il rimborso supera i 5.000 euro, solo l’eccedenza sarà tassata.
2. Aumento dei limiti di esenzione per i fringe benefit. L’innalzamento del tetto di esenzione IRPEF per i fringe benefit per i rimborsi erogati dall’azienda al lavoratore su spese personali, come utenze domestiche, spese di affitto dell’abitazione principale e interessi sul mutuo per l’abitazione principale. Per il triennio 2025–2027, i limiti di esenzione sono:
- 1.000 euro per tutti i lavoratori;
- 2.000 euro per i lavoratori con figli fiscalmente a carico.
A differenza del rimborso affitti, se si supera anche di un solo euro l’intero importo diventa tassabile. Non si tassa solo l’eccedenza, ma l’intera somma erogata.
La circolare n. 4/E sottolinea che i due benefici possono essere utilizzati insieme, anche per la stessa spesa. Ad esempio, il lavoratore può ricevere:
- un rimborso affitto di 5.000 euro (esente IRPEF, se rientra nei requisiti),
- più un fringe benefit fino a 2.000 euro per lo stesso affitto, se ha figli a carico.
