POLIZZE CATASTROFALI – Proroga differenziata

Arriva ufficialmente la proroga differenziata per l’assicurazione dei rischi catastrofali. Il termine ultimo, inizialmente fissato al 31 marzo 2025, è stato prorogato in modo diverso a seconda delle dimensioni delle imprese con il decreto LeggeMisure urgenti in materia di assicurazione dei rischi catastrofali”, approvato il 28 marzo. A darne notizia è la nota pubblicata dal Consiglio dei Ministri n. 121.

Si tratta, quindi, di una proroga differenziata, che assegna date diverse alle imprese in base alle loro dimensioni, così come definite dalla Direttiva UE 2023/2775. Stando al testo del Decreto, l’obbligo rimane formalmente inalterato al 1 aprile 2025 per le grandi imprese, e viene prorogato secondo le seguenti scadenze per le micro, piccole e medie imprese:

  • 1 gennaio 2026 per le micro e piccole imprese;
  • 1 ottobre 2025 per le medie imprese.

Per le grandi imprese, che non rientrano nella proroga in via formale, è prevista comunque una proroga di 90 giorni. Non si terrà conto, infatti, per altri 90 giorni dell’eventuale inadempimento assicurativo nell’assegnazione di contributi, sovvenzioni o agevolazioni, anche con riferimento a quelle previste in occasione di eventi calamitosi e catastrofali. Si ricorda che chi è sprovvisto di tale polizza dopo la data di scadenza prevista, è di fatto escluso da bandi pubblici e contributi in caso di necessità.

Arrivata la proroga, però, le associazioni di categoria chiedono ancora chiarimenti. Per fare qualche esempio, la norma impone un’assicurazione contro le esondazioni, ma tra queste non rientra il caso di Venezia, poiché l’acqua della sua laguna è marina. Allo stesso modo, il sommovimento del terreno non repentino del bradisismo dei Campi Flegrei non permetterebbe alle imprese assicurate di accedere al risarcimento. Ancora, manca una protezione specifica per i maremoti, nonostante in Italia ci siano 8.300 km di costa a rischio, e in caso di bomba d’acqua o precipitazioni intense, l’assicurazione non copre i danni alluvionali. Resta aperto anche il tema dell’imposta del 22% su queste polizze, che le associazioni di categoria chiedono di eliminare.