La manovra 2025 riserva l’IRES premiale. L’agevolazione consiste in una riduzione di 4 punti IRES per i soggetti che rispetteranno alcuni requisiti:
- accantonare a riserva almeno l’80% dell’utile 2024 e mantenerlo fino al 2026 compreso,
- almeno il 30% del suddetto accantonamento dovrà essere investito in beni strumentali nuovi 4.0 e 5.0 destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato, ma anche e comunque in misura non inferiore al 24% degli utili maturati nel corso del 2023,
- avere nel 2025 un numero di dipendenti non inferiore alla media del triennio 2022-2024 e assumere nuovi lavoratori a tempo indeterminato con un aumento dell’1% del numero medio dei dipendenti rispetto al 2024,
- non ricorrere, nel biennio 2024-2025, alla cassa integrazione, fatta salva quella ordinaria ottenuta per eventi transitori e non imputabili all’impresa o ai dipendenti
- non essere in perdita negli esercizi 2024 o 2025.
Sono, in ogni caso, solo 18mila le imprese potenzialmente beneficiarie dell’Ires premiale. È quanto emerge dalla relazione che accompagna la legge di Bilancio approdata in Senato. Le condizioni sugli utili, gli investimenti e l’occupazione da rispettare per avere accesso al vantaggio sono infatti molto restrittive, il che limita la platea a una piccola quota delle centinaia di migliaia di società di capitali con sede in Italia.
