Dal 1° gennaio 2025 i titolari di partita IVA nei confronti dei quali si applica il regime forfettario potranno emettere fattura in modalità semplificata anche se per operazioni di valore superiore al limite di 400 euro, mentre per la restante platea di partite IVA resterà tale soglia.
La fattura semplificata ha fatto il suo ingresso nel sistema a partire dal 1° gennaio 2013 ed è caratterizzata da un numero minore di informazioni e dati da riportare, che si rivela particolarmente utile per i soggetti che lavorano in alcuni settori specifici come la ristorazione.
Secondo quanto previsto dall’articolo 21 bis del Decreto IVA, i dati obbligatori da inserire sono i seguenti:
- – data di emissione e numero progressivo che consentano di identificare la fattura semplificata senza possibilità di equivoco;
- – ragione o denominazione sociale, ditta, nome e cognome, residenza e/o domicilio del soggetto cedente-prestatore;
- – numero di partita IVA del soggetto cedente-prestatore;
- – ragione sociale, ditta, nome e cognome, residenza e/o domicilio del soggetto cessionario-committente;
- – indicazione dei servizi offerti-beni ceduti;
- – ammontare del totale documento e dell’imposta;
- – in caso di nota di addebito o di accredito, riferimento ad eventuale fattura rettificata con indicazioni e sulle specifiche degli elementi soggetti a modifica.
