C’è tempo fino alla scadenza del 31 ottobre 2024 per provvedere al riversamento volontario nel caso di utilizzo indebito del credito d’imposta ricerca e sviluppo. Per rientrare nella sanatoria è necessario presentare l’apposito modello nella versione approvata con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate prot. n. 169262/2024.
La procedura interessa le imprese che, al 22 ottobre 2021, hanno utilizzato in modo indebito il credito accumulato tra il 2015 e il 2019.
Successivamente, entro la scadenza del 16 dicembre 2024, le imprese dovranno provvedere al pagamento delle somme o dalla prima rata.
Per chi accede alla sanatoria è prevista l’eliminazione delle sanzioni e degli interessi, oltre a quella del reato di compensazione indebita.
Entro lo scorso 30 settembre era possibile la revoca per chi aveva già presentato il modello di accesso. Superato tale termine è esclusivamente presentare una nuova istanza entro il 31 ottobre 2024.
Nello specifico sono interessati dalla sanatoria le imprese che:
- abbiano sostenuto le spese per attività non pienamente qualificabili come ricerca e sviluppo;
- abbiano utilizzato i crediti in maniere non in linea con la normativa;
- abbiano commesso errori nel quantificare le spese agevolabili e la loro congruità.
Sono invece esclusi i soggetti che hanno realizzato condotte fraudolente o utilizzato fatture false per giustificare operazioni inesistenti.
Allo stesso modo sono escluse dalla sanatoria le imprese che hanno visto il proprio uso indebito già definitivamente accertato alla data del 22 ottobre 2021.
In quest’ultimo caso le somme eventualmente versate verranno considerate come acconti rispetto a quelle effettivamente dovute.
