Con il nuovo schema di decreto legge approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri il 24 maggio scorso arrivano nuove modifiche al lavoro sportivo, che interessano la disciplina del terzo mandato per gli organismi sportivi, l’istituzione della commissione per il controllo dell’equilibrio economico-finanziario delle società sportive professionistiche e la disciplina dei rimborsi ai volontari in ambito sportivo.
La novità più rilevante interviene su un punto sostanziale introdotto dalla riforma dello sport ovvero la netta distinzione tra prestazioni di lavoro subordinato e attività di volontariato in ambito sportivo. Si prevede ora, pur mantenendo il divieto di remunerazione dei volontari, la possibilità di riconoscere agli stessi rimborsi forfettari (cioè non dettagliati sulla base di note spese) per le spese sostenute fino a 400 euro mensili.
La possibilità è limitata ai casi di attività svoltedurante manifestazioni ed eventi sportivi riconosciuti dalle Federazioni sportive nazionali, dalle Discipline sportive associate, dagli Enti di promozione sportiva, anche paraolimpici, dal CONI, dal CIP e dalla società Sport e salute S.p.a.
Tali erogazioni saranno possibili a condizione che l’associazione o società dilettantistica adottino preventivamente una delibera sulle tipologie di spese e sulle attività di volontariato per le quali è ammessa questa modalità di rimborso.
Diverrebbe poi necessario comunicare i nominativi dei volontari interessati, con relativi importi percepiti, tramite RASD entro la fine del mese successivo al trimestre in cui sono svolte le prestazioni a cura dell”associazione o ente, come già previsto per i direttori di gara.
Giova ricordare che i rimborsi forfettari – al pari dei rimborsi spese analitici e documentati – non concorrono alla formazione del reddito. In questo caso comunque inciderebbero sull’eventuale superamento dei limiti di franchigia di 5.000 e 15.000 euro annui stabiliti rispettivamente a fini previdenziali e fiscali.
