La Commissione Europea ha dato il via libera alla creazione di una Zona Economica Speciale – Zes unica per le Regioni del Sud Italia, per rafforzare il sistema e sostenere la crescita e la competitività dell’intero Mezzogiorno. È quindi da ultimo stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Dl 124 del 19 settembre 2023, che prevede appunto l’istituzione, a decorrere dal 1° gennaio 2024, della nuova “Zes unica”, con specifiche agevolazioni sotto forma di credito di imposta, che comprenderà i territori di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna. La Zes unica sostituisce le 8 diverse Zes finora attivate. Per la concessione dell’agevolazione sono riconosciute valide le spese effettuate per l’acquisto, anche in leasing o con altri contratti di locazione finanziaria, di macchinari, impianti e attrezzature varie, destinati a strutture produttive di nuovo impianto o già esistenti sul territorio. Sono agevolabili esclusivamente gli investimenti facenti parte di un progetto di investimento iniziale, come definito dal Regolamento Ue 651/2014. In particolare, l’investimento iniziale è un investimento in attivi materiali e immateriali relativo alla creazione di un nuovo stabilimento, all’ampliamento di uno stabilimento esistente, alla diversificazione della produzione o a un cambiamento fondamentale del processo produttivo di una struttura esistente. Sono riconosciuti anche gli acquisti di nuovi terreni e l’acquisizione o l’ampliamento di immobili strumentali agli investimenti. Il valore dei terreni e degli immobili non può superare il 50% del valore complessivo dell’investimento agevolato.
L’agevolazione non si applica ai soggetti che operano in determinati settori – industria siderurgica, carbonifera e lignite, trasporti e relative infrastrutture, produzione, stoccaggio, trasmissione e distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche, banda larga, nonché creditizio, finanziario e assicurativo. Sono escluse anche le imprese in stato di liquidazione o di scioglimento e le imprese in difficoltà secondo la normativa comunitaria.
Il credito d’imposta è commisurato alla quota del costo complessivo dei beni acquistati o, in caso di investimenti immobiliari, realizzati dal 1° gennaio 2024 al 15 novembre 2024 nel limite massimo, per ciascun progetto di investimento, di 100 milioni di euro. Non sono agevolabili, comunque, i progetti di investimento di importo inferiore a 200mila euro.
