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DEDUZIONI IRPEF - Acquisto immobile destinato alla locazione - 27/11/2014
L’art.21 del D.L. 133/2014 introduce un’agevolazione per i contribuenti privati che acquistino immobili di classe energetica elevata, per poi destinarli alla locazione. Si tratta, in sostanza, di uno sconto fiscale del 20% sull'acquisto o la costruzione di immobili, che si concretizza in una deduzione di 60.000 euro, godibile in massimo otto anni (7.500 euro all'anno). Il vero problema è che quell’immobile, da acquistare direttamente dal costruttore (o dall’impresa di costruzione o ristrutturazione), dovrà poi essere locato per almeno otto anni a canone inferiore rispetto a quello di mercato. Le condizioni per la concessione dell'agevolazione sono le seguenti: - l'acquisto deve essere effettuato dal 01.01.2014 al 31.12.2017; - la categoria catastale deve essere necessariamente A (abitazioni) esclusi gli A/8, A/9 e A/1 (ville e case storiche o signorili); - l’unità non sia ubicata nelle zone omogenee classificate E (D.M. n.1444 del 02.04.68); - la classe energetica degli immobili deve essere del tipo A o B; - il cedente deve essere un’impresa di costruzione o di ristrutturazione immobiliare o cooperativa edilizia o soggetti che vi hanno fatto tali interventi; - l’acquirente deve essere persona fisica che non esercita attività d’impresa; - il tetto di spesa per l'acquisto (anche di due immobili) è di 300.000 euro; - la destinazione locativa va operata entro 6 mesi dalla fine lavori di costruzione o dall’acquisto per almeno 8 anni continuativi; - il canone non sia superiore a quello previsto dalla convenzione dell’art.18 D.P.R. 380/2001 (canone convenzionato) o al minore tra il canone concordato ex art. 2 co. 3 L. 431/98 e quello speciale ex art. 3, co. 114 L. 350/2003; - locatore e locatario non devono avere rapporti di parentela entro il 1° grado. La deduzione spetta anche per le spese sostenute dal contribuente per prestazioni di servizi, dipendenti da contratti d'appalto, per la costruzione di un’unità immobiliare a destinazione residenziale su aree edificabili già possedute dal contribuente stesso, prima dell'inizio dei lavori o sulle quali sono già riconosciuti diritti edificatori.

OMAGGI AI DIPENDENTI - Trattamento fiscale - 26/11/2014
L’IVA relativa ai beni destinati ai dipendenti è da considerare indetraibile per mancanza di inerenza con l’esercizio dell’impresa. Gli omaggi ai dipendenti di beni che non rientrano nell’attività dell’impresa ai fini delle imposte dirette sono da ricomprendere tra le erogazioni liberali (spese per prestazioni di lavoro sostenute in denaro o in natura a titolo di liberalità) a favore dei lavoratori concesse in occasioni di festività o ricorrenze alla generalità o a categorie di dipendenti, le quali beneficiano della deducibilità dal reddito d’impresa (art. 95 del Tuir) . Gli omaggi ricevuti dai dipendenti producono, in taluni casi, imponibilità in capo ai dipendenti stessi: - le erogazioni liberali in denaro concorrono sempre (a prescindere dall’ammontare) alla formazione del reddito del dipendente e quindi sono assoggettate a tassazione; - le erogazioni liberali in natura se di importo: - non superiore ad € 258,23 nel periodo d'imposta non concorrono alla formazione del reddito; - superiore a € 258,23 nel periodo d'imposta concorrono per l’intero ammontare alla formazione del reddito del dipendente (non solo per la quota eccedente il limite).

PARTECIPAZIONI - Trasferimento quote più conveniente dal commercialista - 25/11/2014
L’art. 36, c. 1-bis del D.L. 112/2008 ha introdotto la possibilità da parte di un dottore commercialista di seguire un atto di trasferimento delle partecipazioni in Srl sottoscritto con firma digitale da parte del cedente e del cessionario e depositato presso il Registro delle Imprese. Le sole operazioni sulle quote di partecipazione per le quali è ammessa la modalità di invio telematica sono quelle che trasferiscono il diritto di proprietà per atto tra vivi e a titolo oneroso. Rimangono, pertanto, esclusi i seguenti atti (elenco non esaustivo): - costituzione di pegno; - costituzione in usufrutto - donazione; - costituzione di fondo patrimoniale; - divisione della comunione ereditaria; - costituzione in trust. Rimane sempre nella facoltà dei contraenti di avvalersi dell’apporto professionale del notaio che provvederà al deposito secondo le norme e le istruzioni già in vigore.

CONTRIBUTI EXPO 2015 - Bando dedicato alle Start Up - 24/11/2014
Obiettivo del bando è l’incentivazione allo sviluppo di nuove imprese (costituite da non più di 48 mesi) che propongano al mercato idee originali, nuovi prodotti, nuovi servizi, nuovi modelli organizzativi e che contribuiscano a migliorare lo sviluppo sostenibile da presentare durante l’EXPO 2015. In particolare i settori di interesse dovranno riguardare: – Agrifood: sicurezza e qualità del cibo, scienze e tecnologia alimentare, scienze e tecnologie per la biodiversità; – Life Science: iniziative relative a prodotti o servizi dedicati alla salute dell’uomo (bio e med tech), educazione alimentare; – Social Innovation: iniziative relative a prodotti o servizi che aspirano a produrre innovazione sociale e culturale; – Industrial: iniziative relative a prodotti o servizi dedicati allo sviluppo di materiali e processi industriali innovativi; – Smart Cities: iniziative relative a prodotti o servizi dedicati allo sviluppo di tecnologie ed applicazioni che permettono di migliorare in modo sostanziale la gestione e la vita nelle città (servizi, turismo etc.); – Energy: progetti finalizzati a generazione, distribuzione ed uso efficiente di energia, da quella tradizionale a quella connessa alle energie rinnovabili; – Environment: iniziative finalizzate al miglioramento della gestione del ciclo dei rifiuti e dell’acqua. Le imprese che risulteranno ammesse al contributo e finanziabili, riceveranno un contributo a fondo perduto pari a Euro 15.000,00, utilizzabile per l’acquisizione di servizi di affiancamento e/o consulenza. Le domande possono essere presentate a partire dalle ore 10.00 del 6 Novembre 2014 alle ore 12.30 del 16 Gennaio 2015.

CONTRIBUTI IMPRESE INNOVATIVE - Bando nazionale Smart & Start - 20/11/2014
Possono beneficiare delle agevolazioni di cui al presente bando le start-up innovative , costituite da non più di 48 mesi. Possono altresì richiedere le agevolazioni di cui al presente decreto le persone fisiche che intendono costituire una start-up innovativa, purché l’impresa sia formalmente costituita entro e non oltre 60 giorni dalla data della comunicazione di ammissione alle agevolazioni. Ai soggetti di cui al presente bando sono concessi: a. Un finanziamento agevolato, senza interessi, nella forma della sovvenzione rimborsabile, per un importo pari al 70% delle spese e/o costi ammissibili; b. Servizi di tutoraggio tecnico-gestionale limitatamente alle imprese costituite da non più di 12 mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione. Le domande di agevolazione possono essere presentate a decorrere dalla data che verrà indicata nella circolare esplicativa del MISE di prossima adozione. (Valutazione a sportello fino ad esaurimento delle risorse disponibili)

REGIME DEI MINIMI 2015 - Calcolo del reddito - 19/11/2014
La principale novità del regime forfetario attiene alla determinazione del reddito e dell’imposta. Il reddito, infatti, non è calcolato attraverso la contrapposizione di componenti positivi e negativi, ma deriva semplicemente dall’applicazione ai ricavi/compensi di una percentuale che rappresenta l’ammontare dei costi riconosciuti, predeterminato del Legislatore. Tale coefficiente di redditività è differenziato a seconda del settore di attività. Dal reddito determinato forfetariamente possono sottrarsi i contributi previdenziali versati in forza di legge.

LETTERE D'INTENTO - Dal 2015 si inverte l’onere degli adempimenti - 18/11/2014
L’articolo 20 del Decreto semplificazioni modifica la comunicazione all’Agenzia delle Entrate dei dati delle lettere di intento, disciplinata dall’articolo 1, comma 1, lettera c) del D.L. n. 746 del 1983. In sostanza, per effetto delle modifiche, viene posto in capo al c.d. “esportatore abituale” (soggetto che a determinate condizioni può porre in essere operazioni senza pagamento dell’IVA) l’obbligo di informare l'Agenzia delle Entrate dei dati contenuti nella lettera d'intento da consegnare, ai fini dell’agevolazione predetta, al proprio fornitore. Di conseguenza, viene abolito l'obbligo di comunicazione dei dati delle dichiarazioni d'intento ricevute, da parte del fornitore dell'esportatore abituale. L'Agenzia delle Entrate dovrà rilasciare apposita ricevuta con l'indicazione dei dati contenuti nella lettera d’intento trasmessa dall'esportatore abituale. Il fornitore potrà effettuare l'operazione senza applicazione dell’imposta, solo dopo aver ricevuto la lettera d'intento trasmessa e la relativa ricevuta telematica. Se il fornitore/prestatore emette fattura non imponibile, prima di aver ricevuto la dichiarazione d'intento e riscontrato telematicamente l'avvenuta presentazione all'Agenzia delle Entrate, è prevista una sanzione che va dal 100 al 200% dell'imposta. La comunicazione telematica delle lettere d'intento sarà effettuata direttamente dall'esportatore abituale a partire da quelle relative al 2015. Dunque, dovrebbero rientrarvi anche quelle eventualmente emesse alla fine del 2014, ma relative a operazioni da effettuarsi a partire dal 1° gennaio 2015. Entro 90 giorni dall'entrata in vigore del decreto, verrà emanato un provvedimento che definirà le modalità applicative delle nuove disposizioni e i requisiti per il rilascio della ricevuta.

DEBITI P.A. - Quali possibilità per le imprese? - 17/11/2014
Diverse sono le possibilità che si presentano alle imprese per poter ottenere il pagamento dei propri crediti commerciali vantati nei confronti dello Stato. Esse possono richiedere: - la certificazione dei crediti, finalizzata alla successiva cessione agli intermediari finanziari; - o l’eventuale compensazione con debiti maturati nei confronti delle stesse amministrazioni. Inoltre, in presenza di oneri contributivi accertati e non ancora versati, da parte dell’impresa titolare di crediti commerciali nei confronti delle PA, il documento unico di regolarità contributiva (Durc) è comunque rilasciato, se l’impresa dispone di una certificazione che attesti la sussistenza e l’importo di crediti certi, liquidi ed esigibili di importo almeno pari agli oneri contributivi dovuti. Esiste un sistema attraverso il quale l’impresa creditrice può ottenere dalla PA la certificazione del credito commerciale, che attesta le caratteristiche di certezza, liquidità ed esigibilità del credito stesso. Il procedimento di certificazione avviene attraverso la piattaforma elettronica predisposta dal MEF, cui si accede attraverso il seguente link: http://certificazionecrediti.mef.gov.it/CeryificazioneCredito/home.xhtml. In fase di richiesta di certificazione, il sistema presenta all’utente un modulo, compilato con le informazioni già inserite in fase di registrazione sulla piattaforma, che deve essere completato specificando: - la PA nei confronti della quale si vuole chiedere la certificazione; - e il dettaglio delle fatture (numero, importo e data a cui si riferisce il credito). La normativa prevede che la pubblica amministrazione entro 30 giorni dalla ricezione dell’istanza del creditore debba certificare che il relativo credito è certo, liquido ed esigibile e indicare la data prevista per il pagamento. Nel caso di esposizione debitoria del creditore nei confronti della stessa amministrazione, il credito può essere certificato al netto della compensazione tra debiti e crediti del creditore istante.

CONTRIBUTI - Pochi milioni per finanziare il Made in Italy - 13/11/2014
Il decreto legge 133 del 2014 (cosiddetto Sblocca Italia) è stato definitivamente approvato il 5 novembre con la fiducia dal Senato. Il provvedimento promuove un piano di avanzamento straordinario dell'Italia all'estero. In attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, la norma prevede che il ministro dello Sviluppo economico adotti entro due mesi un Piano per la promozione straordinaria del Made in Italy e il richiamo degli investimenti in Italia. Tra gli interventi introdotti troviamo: • iniziative straordinarie di formazione e informazione sulle opportunità offerte dai mercati esteri alle imprese in particolare piccole e medie; • supporto alle più rilevanti manifestazioni fieristiche italiane di livello internazionale; • valorizzazione delle produzioni di eccellenza, in particolare agricole e agroalimentari, e tutela all'estero dei marchi e delle certificazioni di qualità e di origine delle imprese e dei prodotti; • sostegno alla penetrazione dei prodotti italiani nei diversi mercati, anche attraverso appositi accordi con le reti di distribuzione; • realizzazione di un segno distintivo unico per le produzioni agricole e agroalimentari al fine di favorirne la promozione all'estero e durante l'Esposizione Universale 2015; • realizzazione di campagne di promozione strategica nei mercati più rilevanti e di contrasto al fenomeno dell'Italian sounding.

IVAFE - Fuori da tassazione partecipazioni estere e metalli preziosi - 12/11/2014
Con la recente approvazione della Legge Europea bis 2013 viene modificato l’ambito oggettivo di applicazione dell’IVAFE. L'art. 9 della suddetta disposizione normativa prevede infatti che, a decorrere dal periodo d'imposta 2014, l'IVAFE sia dovuta sul valore dei prodotti finanziari, dei conti correnti e dei libretti di risparmio detenuti all'estero, in luogo della precedente formulazione che prevedeva l'assoggettamento a imposta della più ampia categoria delle «attività finanziarie». A seguito della suddetta modifica normativa, l’IVAFE non sarà più dovuta sulla detenzione da parte delle persone fisiche fiscalmente residenti in Italia di partecipazioni in società estere, nonché alla detenzione all’estero di metalli preziosi allo stato grezzo o monetato. La restrizione dell’ambito oggettivo dell’IVAFE ha effetto a partire dal 1° gennaio 2014.

REGIME DEI MINIMI - Si abbassa il limite dei ricavi - 05/11/2014
Dal 2015 possono accedere al nuovo regime dei minimi, ai sensi del comma 1 del disegno di legge della Finanziaria 2015, le persone fisiche esercenti attività d’impresa o lavoro autonomo che nell’anno precedente hanno conseguito ricavi o percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a quelli individuati nell’apposita tabella, in relazione all’attività esercitata in base al codice attività ATECO 2007. Per le attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari e assicurativi il limite dei ricavi è pari a 15.000. In sostanza si tratta di una modifica volta a rendere più flessibile il regime con una previsione di soglie di ricavi differenziate rispetto al tipo di attività svolta. Più precisamente secondo le regole vigenti, il limite che porta alla fuoriuscita immediata è fissata a 30.000 euro di ricavi o compensi per tutti, mentre con la modifica in arrivo il limite oscillerà dai 15.000 a 40.000 euro, tenendo conto però delle differenze tra le attività svolte dai contribuenti. Nel caso di esercizio di più attività, ognuna delle quali potrebbe essere soggetta a limiti di ricavi differenti, “si assume il limite più elevato dei ricavi e compensi relativi alle diverse attività esercitate” (non quello relativo all'attività prevalente).

AUTO IN COMODATO - Aggiornamento della carta di circolazione - 04/11/2014
Con la Legge n. 120/2010 è stata riformata la disciplina del Codice della strada, contenuta nel D.Lgs. n. 285/92. In particolare l’art. 12, comma 1 della citata Legge ha introdotto all’art. 94 del predetto Decreto il nuovo comma 4-bis che prevede, in determinati “casi” individuati dal Regolamento attuativo, l’obbligo, in capo all’utilizzatore del veicolo, di comunicare alla Motorizzazione, richiedendo l’aggiornamento della carta di circolazione, gli eventi che comportino variazioni dell’intestatario della carta di circolazione o della disponibilità del veicolo per periodi superiori a 30 giorni, in favore di soggetti diversi dall’intestatario. Il Ministero precisa che la normativa in esame è applicabile, oltre ai veicoli in comodato ai dipendenti, anche a quelli: • concessi in comodato a soci/amministratori/collaboratori dell’azienda; • concessi in comodato a soggetti diversi dalle persone fisiche quali “Aziende, Enti ed Organizzazioni”.

DECRETO SEMPLIFICAZIONI - Le principali novità fiscali - 03/11/2014
Nel Consiglio dei Ministri dello scorso 30.10.2014 è stato approvato in via definitiva il D.lgs. Semplificazioni fiscali. I principali argomenti sono : - 730 precompilato, - semplificazioni nei rimborsi IVA, - innalzamento del limite di esonero della presentazione della dichiarazione di successione (dagli attuali Euro 25.822,00 a 100.000,00), - innalzamento del limite di detraibilità per gli acquisti di omaggi non rientranti nell’attività di impresa (da Euro 25,82 a 50), - iscrizione immediata all’archivio VIES, - allineamento dei criteri per identificazione prima casa ai fini IVA e ai fini dell’imposta di registro, - obbligo di invio dei dati contenuti nelle lettere d’intento che passa dal fornitore all’esportatore abituale, - innalzamento da euro 500,00 ad euro 10.000,00 della soglia di esonero delle operazioni da includere nella Comunicazione black list.

BANDI - Start up per Expo - 31/10/2014
Regione Lombardia e le Camere di Commercio lombarde, con il patrocinio di Padiglione Italia, con questo bando incentivano lo sviluppo di nuove imprese che propongano al mercato idee originali, nuovi prodotti, servizi, modelli organizzativi da presentare tra le eccellenze italiane durante Expo 2015. Particolare attenzione sarà dedicata alle start up guidate da giovani imprenditori (under 35). I beneficiari sono : 1. Start up innovative, iscritte all'apposita sezione speciale del Registro delle Imprese presso una delle Camere di Commercio della Lombardia (ai sensi dell’art. 25 della Legge 221 del 17/12/2012) alla data di pubblicazione del bando; 2. Piccole e Medie Imprese, iscritte in una delle Camere di Commercio della Lombardia da non più di 48 mesi dalla data di pubblicazione del bando. Il bando, con una dotazione finanziaria complessiva è pari ad € 1.550.000,00, prevede queste due fasi: Fase 1 – BUSINESS PLAN: contributi a fondo perduto in servizi di affiancamento, consulenza e/o investimento in capitale umano : l’importo per impresa è pari a € 15.000,00 Fase 2 – START UP PER EXPO: selezione delle start up per la partecipazione al programma Spazio Start Up di Padiglione Italia. Le imprese possono presentare le domande online dalle ore 10:00 del 6 novembre 2014 alle ore 12.30 del 16 gennaio 2015. Qualsiasi informazione relativa al bando ed agli adempimenti ad esso connessi, potrà essere richiesta esclusivamente al seguente indirizzo di posta elettronica: sviluppo@lom.camcom.it Per l’assistenza tecnica alla compilazione online è possibile contattare Lombardia Informatica SpA – tel. 800318318 dal lunedì al venerdì dalla ore 8.00 alle ore 20.00 ed il sabato dalle ore 8.00 alle ore 12.00.

ACCESSO AL CREDITO LOMBARDIA - Bando per la liquidità delle imprese - 30/10/2014
Il bando “Credito in-Cassa B2B”, tramite un fondo di garanzia, garantisce l’accesso delle micro, piccole e medie imprese lombarde a operazioni finanziarie finalizzate allo smobilizzo di crediti commerciali maturati o maturandi vantati nei confronti di altre imprese o altre tipologie di soggetto debitore, ad esclusione degli Enti Locali. L’agevolazione consiste in una garanzia a copertura del mancato rimborso degli importi affidati nel periodo di efficacia avente le seguenti caratteristiche: – E’ rilasciata a titolo gratuito; – Copre le prime perdite (10%) del portafoglio di operazioni finanziarie nel limite dell’80% della singola operazione ed opera a prima richiesta; – Copre la parte capitale, con esclusione degli interessi; – Ha efficacia per una durata massima pari a 18 mesi meno un giorno. Il bando è in attesa di apertura (prevista per dicembre 2014)

FONDO DI GARANZIA PER LA CASA - Dove presentare la domanda - 24/10/2014
Il Fondo di garanzia è destinato a coloro che alla data di presentazione della domanda di mutuo, non sono proprietari di altri immobili a uso abitativo salvo quelli acquistati per successione mortis causa, anche in comunione con altri successori e in uso a titolo gratuito a genitori o fratelli. L'immobile a uso abitativo deve essere sito nel territorio nazionale inoltre non deve rientrare nelle categorie catastali A1 (abitazioni di tipo signorile), A8 (ville) e A9 (castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici). Il mutuo ipotecario deve essere di importo non superiore a 250 mila euro. È previsto un tasso calmierato del finanziamento (tasso effettivo globale - TEG non superiore al tasso effettivo globale medio – TEGM) pubblicato trimestralmente sul sito del MEF per le seguenti categorie: • giovani coppie (dove almeno uno dei due componenti non abbia superato i 35 anni); • nuclei familiari monogenitoriali con figli minori; • giovani di età inferiore ai 35 anni titolari di un rapporto di lavoro atipico; • conduttori di alloggi di proprietà degli IACP, comunque denominati. La domanda di accesso al Fondo va presentata direttamente alla Banca o Intermediario finanziario aderente all’iniziativa cui si richiede il mutuo. Gli elenchi delle banche aderenti saranno disponibili sul sito della Consap SpA (www.consap.it), oltre che sul sito dell’ABI (www.abi.it).

AUTOTRASPORTATORI - Acquisto di nuovi veicoli - 23/10/2014
Con la pubblicazione in GU del D.M. 03/07/2014, il Min. Trasporti ha attivato un’agevolazione a favore del “rinnovo” del parco circolante nel settore del trasporto merci. Nello specifico, viene disciplinato un incentivo per l’acquisto di veicoli “nuovi” adibiti al trasporto delle merci e di semirimorchi per il trasporto combinato ferroviario. Per ogni tipologia di intervento previsto viene individuato un tetto massimo di spesa, il cui massimale spettante per ogni impresa è pari a € 500.000. Possono beneficiare dell’agevolazione le imprese “di qualsiasi dimensione” esercenti attività di autotrasporto di merci attive sul territorio. Sono agevolabili le spese per l’acquisto, anche mediante leasing, di veicoli, a gas naturale/biometano, adibiti al trasporto di merci. È agevolabile anche l’acquisto di semirimorchi per il trasporto combinato ferroviario (normativa UIC 596-5) e per il trasporto combinato marittimo dotati di ganci nave (normativa IMO). Non sono agevolabili i veicoli acquisiti all’estero ed ivi immatricolati “anche se successivamente reimmatricolati in Italia a chilometri zero”. L’acquisto deve essere effettuato tra il 19.9.2014 (data di entrata in vigore del D.M. in esame) e il 31.5.2015. È espressamente previsto che i veicoli agevolati non siano ceduti fino al 31.12.2017. Il contributo è modulato in base alla tipologia di veicolo acquistato per cui con riguardo ai: - veicoli di massa complessiva a pieno carico da 3,5 a 7 t è pari a € 2.400; - veicoli di massa complessiva a pari o superiore a 16 t è pari a € 9.200; - semirimorchi è determinato al 20% dell’intero costo di acquisizione, con un tetto massimo pari a € 4.500. La domanda in esame va presentata ad avvenuto avvio dell’investimento dal 19.9 al 30.11.2014 utilizzando “esclusivamente” il modulo allegato al citato D.M. ovvero disponibile in formato word sul sito Internet www.mit.gov.it, sezione autotrasporto/contributi ed incentivi oppure a mezzo raccomandata A/R o consegna a mano.

BENI AI SOCI - I soggetti esonerati - 21/10/2014
Mancano circa 10 giorni alla scadenza dell’adempimento, cui i contribuenti sono chiamati per la seconda volta: la comunicazione dei beni aziendali in uso ai soci o familiari dei soci (da effettuare alternativamente da parte della società concedente o dall’utilizzatore) e dei finanziamenti effettuati alla società da parte dei soci (da effettuarsi da parte della società). Gli operatori dovranno, entro il 30 ottobre 2014, inviare i dati relativi al 2013. In ogni caso, grazie al paragrafo 3.1 del Provv. n.94902 del 2 agosto 2013, sono esonerati dalla comunicazione i beni concessi in godimento agli amministratori, a prescindere dal fatto che venga o meno tassato il fringe benefit in capo all’amministratore stesso (ai sensi degli art. 51 e 54 del Tuir). Nessuna comunicazione va fatta, di conseguenza, nel caso in cui gli utilizzatori siano soci amministratori di società di persone, indipendentemente dalla natura del rapporto lavorativo (dipendente/assimilato) instaurato con la società. Anche il titolare della ditta individuale, per i beni di cui usufruisce a titolo personale, ma iscritti nel registro beni ammortizzabili, è esonerato dall'adempimento. In ultima analisi, il quesito n. 1 delle FAQ pubblicate dall’Agenzia, precisano che i contribuenti che adottano il regime di contabilità semplificata: - dei minimi, ex art. 27, commi 1 e 2, D.L. n.98/11; - quello degli “ex minimi” ex art. 27, commi 3 e seguenti, D.L. n.98/2011; - e il regime delle nuove iniziative produttive (art.13 L. 388/2000) sono esonerati dall’obbligo di comunicazione dei finanziamenti e delle capitalizzazioni, a meno che non posseggano un conto corrente specifico dedicato all’attività.

IVA - Possibile nuovo aumento dal 2016 - 20/10/2014
Una delle novità contenute nel DDL di stabilità 2015 concerne l’incremento delle aliquote IVA a partire dal 2016. L’incremento riguarda sia l’aliquota Iva ordinaria del 22% che l’aliquota IVA agevolata del 10% e dovrebbe essere efficace dal 2016. L’aumento dovrebbe essere graduale, ovvero spalmato su tre anni per l’aliquota ordinaria partendo dal 1° gennaio 2016 e su due anni per l’aliquota IVA agevolata del 10%. Oltre a prevedere ritocchi al rialzo delle aliquote IVA, sono previste incrementi anche per le aliquote delle accise della benzina e del gasolio.

RENT TO BUY - Il trattamento fiscale - 17/10/2014
Il contratto denominato rent to buy corrisponde a una figura contrattuale che, nella prassi, assume configurazioni diverse che richiamano la contestuale presenza della figura della locazione e della vendita. L’Associazione Italiana Dottori commercialisti, nell’analizzare i profili fiscali dell’operazione, ha evidenziato che la locazione con clausola di trasferimento della proprietà vincolante per ambedue le parti comporta il trasferimento della proprietà in modo automatico senza necessità di un ulteriore atto di consenso. Da un punto di vista fiscale, quindi, l'effetto economico del trasferimento della proprietà s’intende anticipato al momento della stipula del contratto di locazione, considerando che tale fattispecie contrattuale è disciplinata in modo univoco ai fini dell’Iva, dell’imposta di registro e delle imposte dirette, ove si statuisce che, ai fini fiscali, non si tiene conto delle clausole di riserva della proprietà.

BONUS MOBILI - Gli acquisti all'estero - 15/10/2014
Non costituisce motivo ostativo ai fini della fruizione del bonus mobili l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici all’estero purché “siano rispettate tutte le prescrizioni” tassativamente elencate nella Circolare 18.9.2013, n. 29/E. Al riguardo si fa presente che se il destinatario del bonifico è un soggetto non residente e correlativamente non dispone di un conto in Italia, il pagamento dovrà essere eseguito mediante un ordinario bonifico internazionale (bancario o postale) e dovrà riportare il codice fiscale del beneficiario della detrazione e la causale del versamento, mentre il numero di partita IVA o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato possono essere sostituiti dall’analogo codice identificativo eventualmente attribuito dal Paese estero. La ricevuta del bonifico dovrà essere conservata unitamente agli altri documenti richiesti per essere esibiti in sede di controllo.

AGEVOLAZIONI - Il bonus investimenti - 13/10/2014
Il Decreto Competitività n. 91/2014 convertito nella Legge n.116/2014 e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n.192 del 20 agosto 2014, introduce un credito d’imposta pari al 15% degli investimenti in beni strumentali. Occorre nello specifico calcolare il 15% della differenza tra: •investimenti in beni strumentali realizzati nel “periodo agevolato”, ossia nel periodo che decorre dalla data di entrate in vigore del Decreto Competitività (25 giugno 2014) e termina il 30 giugno 2015; •media degli investimenti in beni strumentali realizzati nei cinque periodi di imposta precedenti al “periodo agevolato” (con facoltà di escludere il periodo di imposta con maggiori investimenti). Possono beneficiare dell’agevolazione tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi compresi nella divisione 28 della tabella ATECO 2007. Possono usufruire del credito d’imposta gli investimenti in nuovi macchinari e in nuove apparecchiature di importi unitari superiori a 10.000 euro con esclusione di beni immateriali, di costi pluriennali e di immobili.

EQUITALIA - Compensazione tra cartelle e crediti d’imposta - 09/10/2014
È prevista la possibilità di estinguere le cartelle di pagamento, relativamente a tributi erariali (imposte sui redditi e addizionali, Iva, Registro e altri tributi indiretti, Irap, ecc.) e relativi oneri accessori (compresi gli aggi e le spese a favore dell’agente della riscossione) mediante compensazione con crediti relativi alle imposte erariali stesse. Per fare ciò, bisogna utilizzare, nei sessanta giorni dalla notifica, il modello F24 Accise (codice tributo RUOL). Se il pagamento riguarda solo una parte delle somme dovute, il contribuente può presentare a Equitalia un modulo specifico (reperibile sul sito di Equitalia), con cui dichiara l’avvenuto pagamento in compensazione tramite F24 Accise e indica eventualmente a quale parte del debito erariale imputare il pagamento. Le somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo notificate entro il 30 settembre 2013 possono essere estinte anche mediante compensazione con i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati nei confronti delle Amministrazioni pubbliche (come definite dall’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165/2001), per somministrazione, forniture e appalti. Il credito deve essere certificato, accedendo alla piattaforma informatica del Ministero dell’Economia e delle Finanze - Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato.

AGEVOLAZIONI - L'Art-bonus - 07/10/2014
Con il D.L. 31.5.2014, n. 83, in vigore dall'1.6.2014, relativo a disposizioni per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo, sono state approvate diverse agevolazioni di tipo fiscale. Si tratta, in particolare, del c.d. “Art-bonus”, il credito d'imposta per le erogazioni liberali a sostegno della cultura, delle agevolazioni per il settore della produzione cinematografica e audiovisiva, del credito d'imposta per la digitalizzazione degli esercizi ricettivi, nonché del credito d'imposta per la riqualificazione e l'accessibilità delle strutture ricettive con lavori di ristrutturazione edilizia o interventi di eliminazione delle barriere architettoniche. In particolare, l’“Art-bonus” è fruibile per gli anni 2014, 2015 e 2016. Il bonus è costituito da un credito d’imposta pari al 65% (2014 e 2015) e al 50% (2016) delle somme che i contribuenti erogano per le finalità sopra ricordate.

REDDITOMETRO - Salvati dai familiari - 06/10/2014
È da annullare l’accertamento da “redditometro” se il contribuente vive in famiglia e può contare su disponibilità finanziarie ricevute in seguito al decesso di un parente prossimo. È quanto emerge dalla sentenza n. 421/02/2014 della Commissione Tributaria Provinciale di Udine. Nel corso del giudizio il contribuente è riuscito a dimostrare la disponibilità di redditi esenti o già tassati, poiché provenienti da un’eredità e dalla convivenza con un parente prossimo. Ha dimostrato altresì che la ricostruzione del maggior reddito operata dall’Ufficio finanziario era erronea sotto diversi aspetti e, segnatamente, per quanto riguardava il conteggio del rimborso delle rate del mutuo; la metratura dell'abitazione principale; il possesso di autovetture e di un bar, da considerarsi promiscuamente e non per intero. L’adita Commissione Provinciale di Udine, nell’annullare l’accertamento dell’Ufficio, ha ribadito la logica che sta alla base dell'accertamento sintetico, ossia che ogni esborso finanziario deve essere preceduto dalla necessaria provvista finanziaria di liquidità.

CONTRIBUTI IMPRESE AUTOTRASPORTO - Incentivi per acquisto autoveicoli - 02/10/2014
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti eroga contributi destinati ai seguenti investimenti e iniziative imprenditoriali: a. Acquisizione, anche mediante locazione finanziaria, di autoveicoli, nuovi di fabbrica, adibiti al trasporto di merci di massa complessiva a pieno carico da 3,5 a 7 tonnellate a trazione alternativa a gas naturale o biometano; b. Acquisizione, anche mediante locazione finanziaria, di autoveicoli, nuovi di fabbrica, adibiti al trasporto di merci di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 16 tonnellate a trazione alternativa a gas naturale o biometano; c. Acquisizione, anche mediante locazione finanziaria, di autoveicoli, nuovi di fabbrica, per il trasporto combinato ferroviario rispondenti alla normativa UIC 596-5 e per il trasporto combinato marittimo dotato di ganci nave rispondenti alla normativa IMO. I Beneficiari della presente misura d’incentivazione sono le imprese di autotrasporto di merci, di qualsiasi dimensione, in regola con i requisiti di iscrizione al Registro elettronico nazionale e all’Albo degli autotrasportatori di cose per conto di terzi. Relativamente agli investimenti di cui alla lettera a), l’importo del contributo è pari a € 2.400,00, calcolato nella misura di circa il 40% del valore del sovra-costo rispetto alla produzione di veicoli ad alimentazione diesel. Relativamente agli investimenti di cui alla lettera b), l’importo del contributo è pari a € 9.200,00, calcolato nella misura di circa il 40% del valore del sovra-costo rispetto alla produzione di veicoli ad alimentazione diesel. Relativamente agli interventi di cui alla lettera c), l’intensità d’aiuto è determinata al 20% dell’intero costo di acquisizione, con tetto massimo del contributo pari a € 4.500,00. L’importo massimo ammissibile per singola impresa non può superare € 500.000,00. La domanda deve essere presentata entro il termine perentorio del 30 Novembre 2014. (valutazione a sportello fino ad esaurimento delle risorse disponibili)

F24 - Da oggi addio al modello cartaceo - 01/10/2014
Il c.d. “Decreto Irpef” ha stato stabilito che a decorrere dal 1° ottobre 2014, fermo restando i limiti già previsti da altre disposizioni vigenti in materia, i versamenti con modello F24 potranno essere eseguiti da parte delle persone fisiche: a) esclusivamente mediante i servizi telematici messi a disposizione dall'Agenzia delle Entrate, nel caso in cui, per effetto delle compensazioni effettuate, il saldo finale del modello F24 sia di importo pari a zero; b) esclusivamente mediante i servizi telematici messi a disposizione dall'Agenzia delle Entrate e dagli intermediari della riscossione convenzionati con la stessa, inclusi quindi anche i prodotti di Internet Banking, nel caso in cui siano effettuate delle compensazioni e il saldo finale del modello F24 sia di importo positivo e nel caso di F24 di importo superiore a mille euro; Grazie a un recente intervento di prassi (Circolare n.27/E del 19.09.2014), è stata prevista una serie di deroghe alla regola generale; si tratta di una sorta di regime temporaneo che permette ancora l’utilizzo del modello cartaceo in taluni specifici casi: • F24 precompilati dall’ente impositore - Per evitare complicazioni per i contribuenti e possibili errori nella compilazione dei modelli F24, i contribuenti che utilizzano deleghe di pagamento pre-compilate, inviate dagli enti impositori (ad esempio Agenzia delle entrate, Comuni, ecc.), con saldo finale superiore a 1.000,00 euro, possono presentare detti modelli in formato cartaceo presso gli sportelli degli intermediari della riscossione convenzionati con l’Agenzia, a condizione che non siano indicati crediti in compensazione; • Versamenti rateali in corso - Tenuto conto che per numerosi contribuenti non titolari di partita IVA, alla data di entrata in vigore della disposizione in commento (1° ottobre 2014), sono in corso, per il corrente anno, versamenti rateali di tributi, contributi e altre entrate tramite modello F24 cartaceo, sarà possibile continuare a effettuare i versamenti delle rate successive utilizzando la medesima modalità, fino al 31 dicembre 2014, anche per importi superiori a 1.000,00 euro e/o utilizzando crediti in compensazione, oppure se il saldo del modello è pari a zero; • Utilizzo di crediti d’imposta fruibili in compensazione esclusivamente presso gli agenti della riscossione - I soggetti che hanno diritto ad agevolazioni fiscali, nella forma di crediti d’imposta, utilizzabili in compensazione esclusivamente presso gli agenti della riscossione, per tale finalità possono continuare a presentare il modello F24 cartaceo presso gli sportelli degli agenti medesimi.

CONTRIBUTI EUROPEI - Fondo di crescita sostenibile - 30/09/2014
I progetti ammissibili alle agevolazioni devono prevedere la realizzazione di attività di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale, finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti, tramite lo sviluppo delle tecnologie riportate di seguito. Il progetto dovrà prevedere spese ammissibili non inferiori a euro 800.000,00 e non superiori ad euro 3.000.000,00. Le agevolazioni sono concesse nella forma del finanziamento agevolato con una durata massima di 8 anni, oltre un periodo di preammortamento della durata massima di 3 anni decorrenti dalla data del decreto di concessione. E’ facoltà dell’impresa rinunciare, in tutto o in parte, al periodo di preammortamento. Il rimborso del finanziamento agevolato avviene secondo un piano di ammortamento a rate semestrali costanti posticipate scadenti il 30 giugno e il 31 dicembre di ogni anno. Gli interessi di preammortamento sono corrisposti alle medesime scadenze. Il tasso agevolato di finanziamento è pari al 20 % del tasso di riferimento, vigente alla data di concessione delle agevolazioni, fissato sulla base di quello stabilito dalla Commissione europea. Le domande di agevolazioni possono essere presentate a partire dalle ore 9.00 del 27 Ottobre 2014 utilizzando la procedura di compilazione guidata accessibile dalla sezione “Progetti di R&S negli ambiti tecnologici di Horizon 2020”.

DONNE E OVER 50 - Continuano i bonus per le assunzioni - 19/09/2014
Il bonus contributi per l'assunzione di donne e over 50, introdotto dalla Legge «Fornero» prevede che a partire dal 1° gennaio 2013 i datori di lavoro possano fruire della riduzione del 50% dei contributi a loro carico, se assumono a tempo determinato o indeterminato, lavoratori appartenenti alle seguenti categorie: - lavoratori di età non inferiore a 50 anni in stato di disoccupazione da oltre 12; - donne di qualsiasi età, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, residenti in aree svantaggiate (regioni del Sud e altri territori individuati dall'UE, tra cui alcuni comuni in provincia di Ferrara e parte del comune di Ravenna); - donne di qualsiasi età, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, ovunque residenti; il requisito non implica lo stato di disoccupazione ufficiale, ma semplicemente il non aver svolto lavori di durata superiore a sei mesi o con retribuzione superiore a quella esente da imposte (8.000 euro annui in caso di lavoro subordinato o a progetto, 4.800 se lavoro autonomo). L'agevolazione consiste nella riduzione del 50% dei contributi, per un periodo di dodici mesi in caso di contratto a tempo determinato (prolungati a 18 in caso di stabilizzazione) e di 18 mesi per l'assunzione a tempo indeterminato. Il contratto può essere subordinato o di somministrazione, anche part-time (sono esclusi il lavoro domestico, ripartito, intermittente e accessorio).

AGEVOLAZIONI - Sconto fino al 60% sui consumi elettrici - 18/09/2014
Le aziende che consumano almeno 2,4 GWh elettrici all’anno, possono presentare domanda per ottenere uno sconto sui costi dell'energia elettrica entro il 31 ottobre 2014. Avranno diritto ad agevolazioni sugli oneri di sistema elettrico le imprese che rispettano entrambe le seguenti condizioni: – abbiano utilizzato almeno 2,4 GWh elettrici annui; – siano caratterizzate da un Rapporto IIE (Indice Intensità Elettroenergetica) tra il costo del quantitativo di energia elettrica utilizzata nell’anno solare ed il fatturato dell’anno uguale o superiore al 2%. Le agevolazioni per le imprese energivore saranno riferite alle imprese che operano nel settore manifatturiero (Sezione C Codice ATECO 2007). Lo sconto sugli oneri di sistema elettrico va da un minimo del 15% ad un massimo del 60%.

SABATINI-BIS - On line la guida per la domanda di erogazione della prima quota - 17/09/2014
Il Decreto del Fare (D.L. n. 69/2013 ) ha introdotto, all’art. 2, un incentivo per l’acquisto di attrezzature, macchinari, software, hardware, tecnologie digitali. Le imprese possono chiedere un finanziamento agevolato su un fondo aperto dal 31 marzo fino a esaurimento fondi. La misura è stata chiamata “Sabatini-bis” per la somiglianza con l’agevolazione già in vigore nel passato. Gli incentivi riconosciuti alle Piccole medie Imprese riguardano: - un finanziamento bancario di importo compreso tra 20mila e 2 milioni di euro per realizzare investimenti, anche mediante leasing finanziario, in macchinari, impianti, beni strumentali di impresa e attrezzature nuovi di fabbrica a uso produttivo, nonché in hardware, software e tecnologie digitali (spese classificabili nell’attivo dello stato patrimoniale alle voci B.II.2, B.II.3 e B.II.4 dell’articolo 2424 del codice civile); - un contributo economico che copre parte degli interessi sui finanziamenti contratti, pari all’ammontare di quelli calcolati su un piano di ammortamento a rate semestrali, con tasso del 2,75% e durata 5 anni; - una copertura sul finanziamento fino all’80% del suo ammontare, tramite “Fondo di garanzia per le PMI”. La data di apertura è il 31 marzo 2014 e la data di scadenza il 31 dicembre 2016.

SBLOCCA ITALIA - Le novità per gli immobili - 16/09/2014
Con lo “Sblocca Italia”, arriva una nuova misura diretta a incentivare gli investimenti immobiliari: l’art.22 introduce uno sconto fiscale del 20% sull'acquisto o la costruzione di immobili, che si concretizza in una deduzione di 60.000 euro, godibile in massimo otto anni (7.500 euro all'anno). Il vero problema è che quell’immobile, da acquistare direttamente dal costruttore (o dall’impresa di costruzione o ristrutturazione), dovrà poi essere locato per almeno otto anni a canone concordato. Le condizioni per la concessione dell'agevolazione sono le seguenti: - l'acquisto deve essere effettuato dall’1.01.2014 al 31.12.2017; - l’immobile deve essere a destinazione residenziale (di nuova costruzione o oggetto di ristrutturazione [ex art. 3, co.1 lett.d] del D.P.R. n.380/2001); - la categoria catastale deve essere necessariamente A (abitazioni) esclusi gli A8, A9 e A1 (ville e case storiche o signorili); - la classe energetica degli immobili deve essere del tipo A o B; - il cedente deve essere impresa di costruzione o di ristrutturazione immobiliare o cooperativa edilizia o soggetti che vi hanno fatto tali interventi; - l’acquirente deve essere persona fisica che non esercita attività commerciale; - il tetto di spesa per l'acquisto (anche di due immobili) è di 300.000 euro; - la destinazione locativa va operata entro 6 mesi dalla fine lavori di costruzione o dall’acquisto; - il canone non sia superiore a quello ex art.2 co.3 L. 431/98 o a quello ex convenzione art.18 D.P.R. 380/2001 o ex art.3, co.114 L. 350/2003; - locatore e locatario non devono avere rapporti di parentela entro il 1° grado.

INCENTIVI - Bando Ricerca e Innovazione 2014 - 15/09/2014
Regione Lombardia e le Camere di Commercio Lombarde, nell’ambito dell’Accordo di programma per lo sviluppo economico e la competitività del sistema lombardo, promuovono il Bando Ricerca e Innovazione 2014. Il Bando è rivolto a micro, piccole e medie imprese lombarde con sede legale/operativa in una provincia lombarda. Gli obiettivi sono : •stimolare l'innovazione tecnologica di processo e di prodotto, tramite l'introduzione e la creazione di nuove tecnologie digitali e la messa a disposizione di servizi di trasferimento tecnologico, anche in vista di EXPO; •accompagnare le imprese alla partecipazione a programmi di ricerca, sviluppo e innovazione europei, promuovendo esperienze di successo nei paesi dell'UE e favorendo la nascita e la crescita di reti di imprese; •valorizzare il capitale umano inserendo in impresa ricercatori e personale altamente qualificato capaci di guidare l'impresa in percorsi complessi di innovazione; •sostenere i processi volti all'ottenimento di brevetti/modelli europei/internazionali Verrà riconosciuto a fondo perduto fino al 50% delle spese sostenute per l'acquisto di beni e servizi fino a un massimo di 30.000 Euro. Le domande posso essere presentate dalle ore 14:00 del 16/10/2014 alle ore 12:00 del 25/03/2015 esclusivamente in forma telematica, dal portale www.bandimpreselombarde.it, compilando l'apposito Modulo di domanda.

DICHIARAZIONE DI SUCCESSIONE - Cosa cambia - 12/09/2014
La dichiarazione di successione deve essere presentata dai chiamati all’eredità. Non c’è obbligo di dichiarazione se l’eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto e l’attivo ereditario ha un valore non superiore a 100.000 euro e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari. Con il D.L. Semplificazione fiscale è stata aumentata la quota di attivo (prima era di 25.823 euro) per cui scatta l’esenzione dalla presentazione della dichiarazione. In linea generale la Dichiarazione di Successione deve essere presentata entro 12 mesi dalla data di apertura della successione che coincide, generalmente, con la data del decesso del contribuente. È necessario compilare l’apposito modulo disponibile presso gli uffici dell’Agenzia e successivamente presentarlo all’ufficio nella cui circoscrizione era fissata l’ultima residenza del defunto. Nel caso in cui il defunto fosse residente all’estero, la dichiarazione di successione deve essere presentata nella circoscrizione in cui è fissata l’ultima residenza italiana. In alternativa si può presentare alla Direzione Provinciale II di ROMA – Ufficio Territoriale ROMA 6 – EUR TORRINO, in Via Canton 20 – CAP 00144 Roma. Con il Decreto Semplificazioni fiscali sono state introdotte altre due novità in merito alla Dichiarazione di successione: non sarà più obbligatorio allegare i documenti in originale (essendo sufficienti le relative copie non autenticate, accompagnate da una dichiarazione sostitutiva), né sarà necessario presentare la dichiarazione integrativa in caso di rimborso fiscale erogato dopo la dichiarazione di successione.

CONTRATTO DI RETE IMPRESE - Nuovo modello per la registrazione - 09/09/2014
Con il decreto Dm 122/2014 (Gazzetta Ufficiale del 25 agosto) arriva un nuovo modello di trasmissione dei dati. Sarà comunque necessario un decreto applicativo del MiSE con le specifiche tecniche, predisposte da InfoCamere. La legge sulle reti di impresa prevede, infatti, che la trasmissione del contratto al Registro delle Imprese avvenga tramite un modello di contratto tipizzato fornito da Ministero della Giustizia, Economia e Sviluppo Economico. Tutte le norme, gli strumenti e le regole operative sono disponibili nell’apposita sezione del sito web del Registro Imprese, che comprende anche Guide dedicate alle diverse tipologie di contratto di rete e le statistiche sull’andamento di questo strumento in Italia. Secondo i dati aggiornati al 1° luglio 2014, sono circa 8mila le imprese che aderiscono a contratti di rete, soprattutto in Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Veneto. Attraverso le reti di impresa «più imprenditori perseguono lo scopo di accrescere, individualmente e collettivamente, la propria capacità innovativa e la propria competitività sul mercato e a tal fine si obbligano, sulla base di un programma comune di rete, a collaborare in forme e in ambiti predeterminati attinenti all’esercizio delle proprie imprese ovvero a scambiarsi informazioni o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnologica ovvero ancora ad esercitare in comune una o più attività rientranti nell’oggetto della propria impresa». Oltre ai vantaggi competitivi determinati dalla sinergia fra imprese diverse, offre anche vantaggi fiscali, ad esempio quelli previsti dal Dl 78/2010 convertito con la legge 122/2010, che prevede la sospensione di imposta sugli utili d’esercizio accantonati e destinati al fondo per la realizzazione degli investimenti del programma comune.

F24 - Nuove regole dall’1.10.2014 - 04/09/2014
Pagare le imposte sarà più complicato a partire dal 1° ottobre 2014. Infatti, non si potrà più andare fisicamente in banca o in posta per effettuare il pagamento dei modelli F24: - superiori a mille euro; - o di quelli che utilizzano crediti d'imposta in compensazione. In questi casi si dovrà effettuare il pagamento solo in via telematica, cioè trasmettendo via internet il modello F24, tramite i servizi telematici delle Entrate (F24 web, F24 online e F24 cumulativo) o delle banche o delle poste. Per effetto delle disposizioni introdotte dall’art. 11 D.L. 66/2014, dal 1.10.2014 il pagamento dei tributi (contributi previdenziali, Inail, tributi locali, ecc.) potrà essere effettuato mediante il modello F24 cartaceo (presso banche, Poste italiane, Equitalia) solo da soggetti persone fisiche, che debbano versare un saldo pari o inferiore a € 1.000, senza alcuna compensazione. Per l'F24 web e l'F24 online, cioè quelli che consentono di fare direttamente l'F24 telematico, la richiesta di pagamento dell'F24 viene scartata se non c'è la corrispondenza tra il codice fiscale del contribuente indicato nel modello F24 e quello del titolare del conto corrente di addebito (o del cointestatario con abilitazione a operare con firma disgiunta). In questi casi, da ottobre 2014, non potendo più pagare in contanti un F24 cartaceo, sarà necessario aprire obbligatoriamente un conto corrente per addebitare il modello telematico, generato con l'F24 web o l'F24 online.

TRUST - Alternativa alla holding di famiglia - 03/09/2014
All’atto della disposizione delle partecipazioni nel Trust non sorge alcun profilo impositivo reddituale. Durante la gestione delle partecipazioni sociali all’interno del Trust, in ipotesi di cessione di una partecipazione qualificata o non qualificata, la plusvalenza in capo al trust è tassata come se lo stesso fosse una persona fisica. In ipotesi di cessione di una partecipazione qualificata, la plusvalenza sarà tassata sul 49,72% dell’ammontare; diversamente, in ipotesi di cessione di una partecipazione non qualificata la plusvalenza sarà soggetta a un’imposta sostitutiva del 26% (a partire dal 1° luglio 2014). Per quanto riguarda invece i dividendi provenienti dalla quote o azioni disposte all’interno del Trust, i profili impositivi dipendono dalla tipologia di Trust. I trust, dal punto di vista fiscale, possono essere trasparenti od opachi. Entrambi sono soggetti Ires, ma mentre i primi sono fiscalmente trasparenti, attribuendo i redditi del trust direttamente ai beneficiari, i secondi sono opachi, quindi in capo al soggetto trust si genera imponibile Ires. Un trust è opaco nel caso in cui i beneficiari del reddito non risultino identificati. In caso di Trust opaco i dividendi percepiti sono sostanzialmente esclusi dalla formazione del reddito imponibile (al 95%), come avviene per i dividendi che concorrono a formare il reddito d’impresa, ai sensi dell’art. 89 del Tuir. La successiva attribuzione dei frutti a beneficiari non sconterebbe alcuna ulteriore imposizione. La tassazione complessiva dei dividendi ammonterebbe dunque all’1,375% (27,5%*5%). È chiara la convenienza fiscale nella gestione dei dividendi rispetto alla holding societaria.

AGEVOLAZIONI - Bando per la valorizzazione dei Disegni e Modelli - 02/09/2014
Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’ 8 agosto 2014- Serie Generale n. 183, l’intervento agevolativo in favore di micro, piccole e medie imprese per la valorizzazione dei titoli di Proprietà Industriale, della D.G. per la Lotta e alla Contraffazione – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi del Ministero dello Sviluppo Economico. L’intervento denominato, DISEGNI + 2 , sosterrà la capacità innovativa e competitiva delle PMI attraverso la valorizzazione e lo sfruttamento economico dei disegni/modelli industriali sui mercati nazionale ed internazionali, attraverso agevolazioni finalizzate all'acquisto di servizi specialistici esterni, per favorire la: •messa in produzione di nuovi prodotti correlati ad un disegno/modello registrato (Fase 1 - Produzione); •commercializzazione di un disegno/modello registrato. Per visualizzare il bando completo andare sul sito http://www.uibm.gov.it/index.php/p-i-e-pmi-pubblicato-il-bando-disegni-2

BANDO RICERCA E INNOVAZIONE - Edizione 2014 - 01/09/2014
Regione Lombardia e le Camere di Commercio Lombarde, nell’ambito dell’Accordo di programma per lo sviluppo economico e la competitività del sistema lombardo, intendono favorire i processi di innovazione delle micro, piccole e medie imprese (MPMI) lombarde. Nello specifico, si intendono incentivare interventi di sostegno per: - stimolare l’innovazione tecnologica di processo e di prodotto anche in vista di Expo; - accompagnare le imprese alla partecipazione a programmi di ricerca, sviluppo e innovazione europei; - valorizzare il capitale umano inserendo in impresa ricercatori e personale altamente qualificato; - sostenere i processi volti all’ottenimento di brevetti/modelli europei/internazionali. Le imprese potranno presentare domanda di contributo dalle ore 14.00 del 16 ottobre 2014 fino al momento in cui risulteranno esaurite le risorse stanziate (comprensive di quelle previste per la lista d’attesa) e, comunque, entro e non oltre le ore 12.00 del 25 marzo 2015. La scheda di presentazione e il testo integrale del Bando sono disponibili nel sito www.bandimpreselombarde.it

TASI E TARI - Rischio caos a settembre - 05/08/2014
Prepariamoci al caos anche in occasione della seconda scadenza della Tasi; il 16 ottobre 2014 è la data di riferimento per versare il tributo, relativo agli immobili diversi dall’abitazione principale e il 16 dicembre quella per le abitazioni principali e relative pertinenze. Tuttavia, moltissimi Comuni sono in ritardo con l’emanazione delle delibere e saranno costretti a chiedere ai propri contribuenti, il versamento del tributo ad aliquota standard, senza detrazioni per l'abitazione principale. A tali conclusioni si giunge verificando il censimento ufficiale delle delibere approvate dai sindaci. Ne mancano all'appello ancora circa 5.000, il 60% del totale. Qualora le delibere non arrivino in tempo, si pagherà con l'aliquota standard dell'1 per mille, agevolando così gli immobili di lusso, che pagheranno poco, ma pessima per le abitazioni più modeste, che non hanno mai pagato l'Imu ma verseranno la Tasi perché gli standard non prevedono detrazioni. La Tari, componente della IUC, dedicata al servizio di igiene urbana che sostituisce la Tares, la Tarsu e la Tia, è invece, caratterizzata da una variabilità assoluta. Federconsumatori ha già reso disponibili le proprie indagini: per una famiglia di tre persone che abitano in 100 mq. Il tributo oscilla dai 532 euro di Cagliari ai 136 di Cremona.

REDDITOMETRO - Avvertiti i contribuenti con differenze troppo alte tra spese e redditi - 04/08/2014
Anche quest’anno sono in arrivo lettere da parte dell’Agenzia delle Entrate che evidenziano ai contribuenti che le spese sostenute nel corso del 2012 (rilevate mediante le banche dati dell'amministrazione finanziaria) non sono in linea con il reddito dichiarato. L’obiettivo dell’Agenzia delle Entrate è quello di infondere timore nel contribuente il quale posto di fronte al rischio di accertamento provveda a dichiarare redditi più elevati in sede di Unico 2014 redditi 2013 oppure provveda perfino a modificare l’Unico 2013 redditi 2012 mediante la presentazione di una dichiarazione integrativa entro il prossimo 30 settembre 2014. Più precisamente nel documento viene evidenziato che il contribuente ha presentato una dichiarazione dei redditi per il periodo d’imposta 2012 non coerente con le spese intercettate dall’Amministrazione finanziaria. A questo scopo è allegato un prospetto che riporta la natura di tali spese come acquisti di immobili, auto, sottoscrizione di contratti di leasing, polizze assicurative e spese per lavoro domestico.

ART-BONUS - Istruzioni del Fisco - 01/08/2014
Il nuovo regime fiscale agevolato, Art-Bonus, prevede per le persone fisiche e giuridiche che effettuano erogazioni liberali in denaro a favore di cultura e spettacolo, un credito di imposta pari al 65 % delle erogazioni fatte tra il 2014 e il 2015 e al 50% di quelle eseguite nel 2016. Danno diritto all’Art-Bonus le erogazioni in denaro destinate a: - interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici (anche nel caso in cui tali beni siano gestiti da soggetti concessionari o affidatari); - sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica (musei, biblioteche, archivi, aree e parchi archeologici, complessi monumentali); - realizzazione di nuove strutture, restauro e potenziamento di quelle esistenti, delle fondazioni lirico-sinfoniche o di enti o istituzioni pubbliche che, senza scopo di lucro, svolgono esclusivamente attività nello spettacolo. Il credito d’imposta è, comunque, riconosciuto nei limiti del 15% del reddito imponibile delle persone fisiche ed enti non commerciali, mentre ai titolari di reddito d’impresa spetta nel limite del 5 per mille dei ricavi. Tra le persone fisiche vanno ricompresi anche i lavoratori autonomi. Il credito, che non ha alcuna rilevanza ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap, è ripartito in tre quote annuali di pari importo.

MODELLO 770 - La proroga è ufficiale - 31/07/2014
E' ufficiale: i termini per la trasmissione del modello 770 sono prorogati al 19 settembre 2014. Con il comunicato stampa n. 188 del 30 luglio 2014 il Mef annuncia lo slittamento della scadenza prevista per l’invio del modello 770 all'Agenzia delle Entrate da parte dei sostituti d’imposta. La proroga è prevista in un DPCM, proposto dal Ministro dell'Economia e delle Finanze al Presidente del Consiglio, che tiene conto delle generali esigenze manifestate dalle aziende e dai professionisti.

IMMOBILI - Ricorso contro il riclassamento - 29/07/2014
Il contribuente che riceve un atto di accertamento catastale con cui è rettificato il classamento dell’immobile deve valutare attentamente la motivazione dell’atto. L’atto di attribuzione di un nuovo classamento, recante aumento della rendita catastale, deve infatti ritenersi illegittimo quando non dia conto delle ragioni giuridiche e dei presupposti di fatto sulle cui basi la rendita catastale dell’immobile è stata variata. Secondo giurisprudenza consolidata della Suprema Corte, quando procede all'attribuzione d'ufficio di un nuovo classamento a un'unità immobiliare a destinazione ordinaria, l'Amministrazione Finanziaria deve specificare se tale mutato classamento è dovuto a trasformazioni specifiche subite dall’unità immobiliare in questione, oppure a una risistemazione dei parametri relativi alla microzona, in cui si colloca l'unità immobiliare. Nel primo caso, l'Agenzia deve indicare le trasformazioni edilizie intervenute. Nel secondo caso, deve indicare l'atto con cui si è provveduto alla revisione dei parametri relativi alla microzona, a seguito di significativi e concreti miglioramenti del contesto urbano. Deve quindi ritenersi illegittimo il comportamento dell’Amministrazione Finanziaria che abbia provveduto al riclassamento affidando la motivazione dell’atto all’enunciazione dei meri dati catastali.

DICHIARAZIONI - Il lavoro autonomo occasionale all’estero - 28/07/2014
La tassazione dei redditi di lavoro occasionale all’estero sono regolati dall’art. 3, comma 1 del TUIR che sancisce il principio di tassazione su base mondiale, in base al quale, le persone fisiche sono tassate in Italia sui redditi ovunque prodotti. Ciò significa che colui che svolge attività di lavoro autonomo occasionale all’estero sarà sottoposto a imposizione fiscale italiana e dovrà indicare i redditi nel quadro RL del Modello Unico PF 2014. I redditi derivanti dallo svolgimento di attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente sono ricompresi tra i redditi diversi di cui all’art. 67, co. 1, lett. l), D.P.R. 917/1986. Secondo tali disposizioni, i redditi derivanti da attività di lavoro autonomo occasionale sono dati dalla differenza tra l’ammontare percepito nel periodo d’imposta e le spese direttamente inerenti alla loro produzione.

CESSIONI INTRACOMUNITARIE - Prova della fuoriuscita del bene - 25/07/2014
E' sempre stato ostico dimostrare l'avvenuto trasferimento fisico del bene dall'Italia ad altro Stato membro, al fine di poter correttamente porre in essere una cessione intracomunitaria, non imponibile ai sensi dell’art. 41 del D.L. 331/93, così da superare un eventuale controllo da parte dell'Amministrazione Finanziaria. L'Amministrazione con la Risoluzione n. 71/E del 24 luglio 2014 ha ribadito che può costituire prova idonea dell'uscita del bene dal territorio dello Stato: 1. "l'esibizione del documento di trasporto da cui si evince l'uscita delle merci dal territorio dello Stato per l'inoltro ad un soggetto passivo d'imposta identificato in altro Paese comunitario"; 2. accanto a tale documento non fiscale, corre l'obbligo per il cedente di conservare gli elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie (Intrastat), le fatture, la documentazione bancaria dalla quale risulti traccia delle somme riscosse in relazione alle cessioni intracomunitarie, i contratti attestanti gli impegni intrapresi tra le parti che hanno dato origine alla cessione intracomunitaria (cfr. ris. n. 345/E del 2007).

AGOSTO - Sospensione dei termini processuali - 24/07/2014
Ogni anno, dal 1° agosto, parte la consueta sospensione feriale dei termini processuali fino al 15 settembre. Dal giorno 16 settembre, dunque, i contribuenti e l’Amministrazione Finanziaria potranno ricominciare a contare i giorni entro i quali sarà consentito di agire in giudizio per la rivendicazione dei rispettivi diritti. La pausa determina l’allungamento delle scadenze entro le quali le parti in giudizio possono procedere al deposito di atti e documenti, previsti dalle disposizioni che regolano il processo tributario. In pratica, vengono “neutralizzati” tutti i giorni nel periodo feriale e il computo dei termini va ripreso con il 16 settembre, tenendo conto dei giorni decorsi anteriormente al 1° agosto.

ESONERO CANONE RAI - Domande entro il 31 luglio - 22/07/2014
È il 31 luglio la data entro la quale i soggetti che intendono avvalersi dell’esenzione del canone Rai a partire dal secondo semestre possono presentare l’apposito modello per attestare il possesso dei requisiti richiesti. Negli anni successivi, se le condizioni di esenzione permangono, non è necessario presentare ulteriori dichiarazioni per continuare ad avvalersi dell’agevolazione. Per poter fruire dell’esenzione è necessario: • aver compiuto 75 anni alla data del 31 luglio 2014; • non convivere con altri soggetti, diversi dal coniuge, titolari di un reddito proprio; • avere un reddito complessivo non superiore a 6.713,98 euro. Una volta verificata l’esistenza dei presupposti richiesti è necessario compilare una dichiarazione sostitutiva, accompagnata da un documento di identità, che attesta il possesso dei requisiti necessari, che può essere spedita a mezzo del servizio postale in plico raccomandato, senza busta, oppure può essere consegnata dall’interessato presso un qualsiasi ufficio territoriale dell'Agenzia delle Entrate.

RATEAZIONI PER I DECADUTI - Istanza entro il 31 luglio - 21/07/2014
Entro il 31 luglio i contribuenti decaduti dalle precedenti rateazioni entro il 22 giugno 2013 dovranno proporre a Equitalia l’istanza per la nuova rateazione. Al fine di poter beneficiare della possibilità offerta ai contribuenti decaduti, risulta necessario presentare il modulo disponibile sul sito Equitalia. Si ritengono applicabili anche in questo caso le disposizioni previste per le altre rateazioni, ragion per cui, mentre per debiti fino a 50 mila euro non è necessario allegare alcuna documentazione comprovante la situazione di difficoltà economica, per debiti oltre 50 mila euro la concessione della rateazione è subordinata alla verifica della situazione di difficoltà economica. Le persone fisiche dovranno quindi allegare l’Isee, mentre le imprese in contabilità ordinaria dovranno calcolare l’indice di liquidità e determinare l’indice alfa.

REDDITOMETRO - Flop dei controlli - 18/07/2014
Magro il bottino per il redditometro nel 2013: solamente 21.000 controlli con una maggiore imposta accertata di 350 milioni di euro. Per il 2014 le prospettive non sembrano migliori. Infatti nonostante anche nell’ultimo bilancio pubblicato il 16 luglio scorso l’Agenzia delle Entrate insista con il sostenere che “[...] particolare cura dovrà essere posta nell’attività di analisi e selezione delle posizioni più significative che consentirà un miglioramento qualitativo dei risultati [...]” dall’esito delle prime missive spedite non sembra ci si trovi di fronte a un’inversione di rotta. In molti casi infatti, le lettere, si sono rivelate piene di errori a causa di informazioni non corrette o non aggiornate contenute nelle banche dati dell’Amministrazione finanziaria: si va da spese incriminate per un immobile che in realtà era uscito dalla disponibilità del contribuente in quanto pignorato, alla rilevazione di elevate spese per leasing o assicurazioni incompatibili con il reddito dichiarato nel quadro RN in quanto si tratta di costi inerenti l’attività d’impresa, quindi integralmente dedotti nel quadro RG. Sembra che molte delle lettere inviate si concluderanno con un nulla di fatto con relativo annullamento dell’azione accertativa anche con autotutela, il meccanismo con il quale il fisco riconosce di aver commesso un errore e provvede ad azzerare la propria pretesa.

ENASARCO - Contributi in scadenza - 17/07/2014
Importante adempimento in vista per gli agenti e i rappresentati di commercio. Infatti, è in scadenza il pagamento contributivo del secondo trimestre 2014 che ha come termine ultimo il 20 agosto 2014, anticipato al 5 agosto 2014 per le ditte che usano l'addebito bancario al fine di non incorrere in sanzioni. Per la compilazione della distinta è necessario collegarsi sul sito dell’Enasarco e inserire la provvigione maturata da ciascun agente. Le modalità di pagamento sono due : Mav oppure l'addebito su c/c bancario. Per i Mav, in particolare, è possibile stampare il bollettino dopo aver confermato la distinta, mentre per l'addebito su c/c bancario è necessario aver attivato preventivamente la delega. L'aliquota contributiva, in vigore dal 1° gennaio 2014, è pari al 14,20% (7,10% a carico della ditta e 7,10% a carico dell'agente) delle provvigioni. Esistono, tuttavia, alcuni parametri da rispettare, ossia i c.d. “minimali contributivi” e il “massimale provigionale” annui, che vengono rivalutati annualmente secondo l'indice Istat FOI. Per quest’anno, in particolare, il massimale annuo per un rapporto di agenzia plurimandatario è pari a 23 mila euro (a cui corrisponde un contributo massimo di 3.266 euro), mentre per i monomandatari si arriva a 35 mila euro.

VISTO DI CONFORMITA' - I nuovi vincoli della Legge di Stabilità - 16/07/2014
La Legge di Stabilità prevede l’applicazione di nuovi vincoli a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2013. In particolare il contribuente che intenda compensare crediti IRES, IRPEF (ivi comprese relative addizionali o imposte sostitutive) o IRAP, per importi superiori a 15.000 euro, dovrà apporre sulla dichiarazione da cui tali crediti emergono il visto di conformità ovvero, in alternativa, la sottoscrizione da parte dell’organo incaricato di effettuare il controllo contabile. Un’altra novità riguarda chi presenta un modello 730 da cui emerge un credito per oltre 4.000 euro, il quale sarà sottoposto a specifici controlli sulla spettanza delle detrazioni, in particolare quelle per familiari a carico e (pur essendo la denuncia dei redditi predisposta in regime di assistenza fiscale) non potrà ottenere il rimborso in busta paga dal datore di lavoro, bensì dall'Agenzia delle Entrate al termine delle verifiche.

ABITAZIONE PRINCIPALE - Regime di detraibilità interessi passivi - 15/07/2014
Per definire il regime di detraibilità degli interessi passivi bisogna far riferimento alla data di stipula del contratto di mutuo ed al momento nel quale il contribuente ha posto nell’abitazione la propria residenza abituale. Ai sensi della Legge n. 388/2000 per i mutui stipulati a partire dal 1° gennaio 2001, vale la regola secondo la quale la detrazione va calcolata su un importo massimo di € 4.000,00 complessivi ed è ammessa a condizione che l’immobile sia stato adibito ad abitazione principale entro un anno dall’acquisto. Inoltre, l’acquisto dell’immobile deve avvenire entro l’anno antecedente o successivo alla stipula del mutuo. Ne deriva che potrebbero passare anche due anni dalla data di stipula del mutuo a quella in cui il contribuente stabilisce la propria dimora nell’abitazione.

BONUS IRPEF - Compensazione no limits - 14/07/2014
Il c.d. bonus 80 euro può essere compensato dal sostituto di imposta nel modello F24 con qualsiasi debito nei riguardi anche di diversi enti impositori (Stato, Inps, enti locali, ecc.). Quindi, è possibile compensare qualunque tributo, contributo, ecc. che si inserisce nel modello di versamento. A tal fine, si rammenta che è stato istituito un apposito codice tributo “1655”, denominato “Recupero da parte dei sostituti d’imposta delle somme erogate ai sensi dell’articolo 1 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66”. Inoltre, il bonus Irpef non sconta i limiti ordinari: né l’importo massimo annuale di 700.000 euro né il divieto di utilizzo dei crediti in caso di debiti iscritti a ruolo di importo superiore a 1.500 euro. Sono questi i chiarimenti principali forniti dall’Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 22/2014, illustrando le novità più salienti dopo la conversione in legge del D.L. n. 66/2014.

BENI IN GODIMENTO AI SOCI - La doppia tassazione - 11/07/2014
La Legge 14 settembre 2011, n. 148 (di conversione del D.L. n. 138/2011) ha previsto la tassazione della concessione dei beni dell’impresa a soci e familiari qualora il corrispettivo pattuito per il loro godimento sia inferiore al valore che lo stesso avrebbe sul libero mercato. La finalità delle disposizioni in esame è quella di contrastare il fenomeno delle c.d. intestazioni fittizie, ovvero dell’utilizzo di beni dell’impresa per fini personali e quindi diversi da quelli inerenti l’attività d’impresa, a fronte di corrispettivi irrisori. L’applicazione della disciplina in oggetto può determinare un fenomeno di doppia imposizione nell’ipotesi in cui l’utilizzatore dei beni d’impresa concessi in godimento sia: l’imprenditore individuale, un socio di una società di persone, un socio di srl “trasparente” ex art. 116, TUIR. Se la concessione del bene d’impresa avviene senza corrispettivo o ad un corrispettivo inferiore rispetto al valore di mercato a tali soggetti viene imputato: - un maggior reddito “corrispondente all’indeducibilità in capo al concedente (società / ditta individuale) dei costi del bene dato in godimento”; - un reddito diverso, ai sensi dell’articolo 67, lett. h-ter), TUIR pari alla differenza tra il valore normale ed il corrispettivo pattuito per l’utilizzo del bene.

PARTECIPAZIONI - Le non qualificate sono meno convenienti - 10/07/2014
I soci che detengono partecipazioni non qualificate sono coloro che più saranno penalizzati dell’incremento delle aliquote sui proventi finanziari. I dividendi percepiti da persone fisiche, società semplici e soggetti esenti Ires saranno infatti interessati da un incremento di ben sei punti percentuali (dal 20 al 26%) nelle ritenute alla fonte subite. L’incremento interesserà i dividendi percepiti dal 1° luglio 2014. Rimarranno invece indenni dall’incremento della tassazione disposto con il Dl 66/2014, coloro che detengono le partecipazioni nell’ambito del reddito d’impresa. Allo stesso modo non saranno interessati dalle novità coloro che detengono partecipazioni qualificate. In quest’ultimo caso, infatti, continua ad applicarsi la tassazione in base alle aliquote IRPEF sulla parte imponibile (40 o 49,72 per cento, a seconda che gli utili siano stati prodotti, rispettivamente, fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2007 o successivamente). L’art. 67 del Tuir stabilisce che le partecipazioni qualificate sono quelle che rappresentano, complessivamente, una percentuale di diritti di voto esercitabili nell'assemblea ordinaria superiore al 2 o al 20% ovvero una partecipazione al capitale od al patrimonio superiore al 5 o al 25%, secondo che si tratti di titoli negoziati in mercati regolamentati o di altre partecipazioni.

COMPRO ORO - Sì al reverse charge - 08/07/2014
Si applica l’inversione contabile quando il “Compro oro” acquista oro usato o rottame destinandolo alla fusione e/o trasformazione. È quanto emerge dalla sentenza n. 857/30/14 della Commissione Tributaria Regionale della Toscana. L’Agenzia delle Entrate ha emesso quattro avvisi di accertamento finalizzati al recupero dell’IVA nei confronti di una ditta titolare di “Compro oro”. Secondo la tesi dell'Ufficio, confermata dai giudici della CTP di Lucca, l'appellante aveva eseguito una cessione meramente documentale di rottami d'oro, in luogo di effettive cessioni di oggetti d’oro usati. È stato quindi contestato un indebito utilizzo dell’inversione contabile ex art. 17 D.P.R. n. 633/72. La CTR valuta errati i presupposti su cui si è fondata la decisione del collegio provinciale, poiché ai negozi di “Compro oro” è proibita la fusione del materiale in proprio essendo obbligati alla cessione a terzi (privati e/o fonderie). È quindi del tutto coerente che nella sede della contribuente non siano stati rinvenuti macchinari o personale addetto alla fusione. L’appello del “Compro oro” in definitiva è stato accolto, mentre le spese processuali sono state integralmente compensate tra le parti.

ZONE FRANCHE URBANE PUGLIA - I codici tributo - 07/07/2014
Con la Risoluzione n. 69/E del 04.07.2014, l’Amministrazione Finanziaria ha istituito gli 11 codici tributo (da “Z135” a “Z145”), che dovranno utilizzare le micro e piccole imprese attive nelle aree delle Zone franche urbane della Puglia ricadenti nell’obiettivo Convergenza, per usufruire delle agevolazioni a loro riservate. L’articolo 37 del D.L. 179/2012, convertito, con modificazioni, dalla Legge 17 dicembre 2012, n. 221, disciplina il “Finanziamento delle agevolazioni in favore delle imprese delle Zone Urbane ricadenti nell'Obiettivo Convergenza”. Con decreto del Ministro dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministro e dell’Economia e delle Finanze 10 aprile 2013, e successive modificazioni, sono state disciplinate all’articolo 5, le agevolazioni cui possono accedere i soggetti di cui all’articolo 3 del medesimo decreto. Si tratta in particolare di una esenzione dalle imposte sui redditi, dall’Irap e dall’Imu, e dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente. La diminuzione massima di cui possono usufruire è di 200mila euro; l’importo dell’agevolazione è di euro 100mila euro per le imprese del settore trasporto su strada. Gli sconti sono applicabili attraverso la riduzione dei versamenti da effettuare tramite compensazione con modello F24.

EQUITALIA - Riapre la rateazione - 04/07/2014
Il Legislatore ha concesso una nuova possibilità anche a coloro che, per Legge, avevano ormai perso il beneficio della rateizzazione perché non in regola con i pagamenti alla data del 22 giugno 2013. Secondo quanto stabilito dal Decreto Irpef (DL 66/2014, convertito con modificazioni dalla Legge 89/2014), infatti, i contribuenti interessati potranno richiedere fino a un massimo di 72 rate (6 anni) presentando la domanda entro il prossimo 31 luglio. Equitalia ha già messo a disposizione un apposito modulo sul suo sito internet, nella sezione “Rateizzare”, denominato appunto “Istanza di rateazione ai sensi dell’art. 11-bis del Decreto Legge n. 66/2014 convertito con modificazioni dalla legge n.89/2014”. La nuova rateazione ha le seguenti peculiarità : - Il nuovo piano concesso non è prorogabile in caso di peggioramento della situazione di difficoltà che non consente più di sostenere il piano di dilazione in corso. - E' prevista la decadenza in caso di mancato pagamento di due rate anche non consecutive, anziché dopo 8 rate, come attualmente previsto per le altre rateazioni. Questo strumento consente al contribuente di non essere più considerato inadempiente finché i pagamenti sono regolari, ed è quindi possibile ottenere il Durc e il certificato di regolarità fiscale per poter lavorare con le pubbliche amministrazioni. Inoltre, il contribuente che paga a rate, è al riparo da eventuali azioni cautelari o esecutive (fermi, ipoteche, pignoramenti).

REDDITOMETRO - Con i genitori salvi da accertamento - 03/07/2014
Il professionista a inizio carriera che continua a vivere con mamma e papà ha buone probabilità di ottenere l’annullamento dell’accertamento da “redditometro”. È quanto emerge dalla sentenza n. 71/01/14 della Commissione Tributaria Provinciale di Lodi. Dopo un tentativo di accertamento con adesione non andato a buon fine, l’Agenzia delle Entrate notificava al contribuente tre avvisi di accertamento con i quali rideterminava sinteticamente il reddito imponibile per gli anni 2007 e 2008, sulla base del possesso di tre autovetture, di un ciclomotore e di due immobili. Nell’impugnare i predetti avvisi, il contribuente ha specificato che negli anni considerati viveva con i genitori, essendo single e ancora agli inizi della professione. Il medesimo ha poi fatto presente di non sostenere le spese per il mantenimento dei beni indicati dall’Ufficio, pur essendone l’intestatario. A riprova di tale circostanza ha allegato i bonifici eseguiti dal padre, a nome del quale erano pure stipulate le polizze assicurative delle autovetture e del ciclomotore. Ebbene, a fronte di tali precisazioni – tutte fornite di prova documentale - l’adita CTP di Lodi ha annullato l’accertamento, con condanna dell’Amministrazione resistente al pagamento delle spese di lite.

RITENUTE D'ACCONTO - Scomputo anche senza certificazioni - 02/07/2014
Una delle questioni più dibattute per i professionisti è la possibilità di scomputare le ritenute subite anche in assenza della certificazione da parte del sostituto d’imposta. L’Amministrazione Finanziaria nella R.M. 68/E/2009, ha ammesso l’utilizzo di "certificazioni" diverse rispetto a quelle rilasciate dal sostituto. Dunque, a parere dell’Amministrazione Finanziaria, il contribuente può comunque essere legittimato allo scomputo delle ritenute purché sia in grado di documentare di aver subito la trattenuta. La documentazione rilevante a tale fine, secondo il richiamato documento di prassi, può includere sia la fattura che documentazione bancaria attestante che le somme incassate siano corrispondenti al netto fatturato; i suddetti documenti possono dimostrare in modo inequivocabile di aver subito la trattenuta. Le indicate prove documentali andranno accompagnate da una dichiarazione sostitutiva, con la quale il contribuente dichiara, sotto la propria responsabilità, che la documentazione prodotta è riferita esclusivamente a una o più fatture specificamente individuate, a fronte delle quali non vi è stato alcun ulteriore pagamento da parte del sostituto. Secondo l'Agenzia, tale dichiarazione sostitutiva assume un valore probatorio equipollente a quello della certificazione rilasciata dal sostituto, rilevando la stessa quale dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà. Riassumendo, in assenza della certificazione, il professionista può scomputare la ritenute se produce: - copia delle fatture dalle quali si evince la ritenuta subita; - copia della documentazione bancaria attestante l'incasso conseguito; - dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà a conferma della documentazione prodotta.

QUADRO RB - Il nuovo rebus di Unico14 - 30/06/2014
Con riferimento alle novità introdotte con Unico14, una delle disposizioni intorno alle quali sono state sollevate le maggiori perplessità riguarda la rilevanza ai fini Irpef del 50% del rendita degli immobili a uso abitativo non locati situati nello stesso comune nel quale si trova l'immobile adibito ad abitazione principale. In considerazione di quanto appena esposto, gli immobili riportati nel quadro RB di quest’anno potranno essere tassati secondo le situazioni che seguono: • nel caso in cui il contribuente non indichi nemmeno un immobile con codice utilizzo 1, sicuramente non vi saranno immobili che possono essere oggetto di tassazione al 50%; • qualora il contribuente indichi in dichiarazione almeno un’abitazione principale (codice utilizzo “1”), allora tre sono le situazioni che possono prospettarsi con riferimento agli altri immobili dichiarati: 1. gli altri immobili sono situati in un comune differente da quello dell’abitazione principale, quindi nessun immobile sarà soggetto a Irpef nella misura del 50%; 2. gli altri immobili sono situati nello stesso comune ma sono locati: allora non vi è effetto sostitutivo Imu-Irpef e l’Irpef deve essere corrisposta con riferimento all’intera rendita catastale; 3. gli altri immobili sono situati nello stesso comune dell’abitazione principale, sono a uso abitativo e sono non locati: in quest’ultimo caso deve essere applicata la nuova disposizione che prevede la rilevanza ai fini Irpef del 50% della rendita.

CREDITO D'IMPOSTA - Per gli investimenti in beni strumentali “nuovi” - 27/06/2014
Nuovi incentivi per gli investimenti produttivi. Questa volta la disposizione è contenuta nell’art. 18, del D.L. 91/2014, pubblicato sulla G.U. del 24.06.2014. I destinatari dell’agevolazione questa volta sono i soggetti titolari di reddito d’impresa, anche neocostituiti, che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi compresi nella divisione 28 della tabella ATECO, di cui al provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate 16 novembre 2007. Il credito d’imposta per gli investimenti nei suddetti beni è concesso se i beni sono destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato, e per gli investimenti effettuati dal 25.06.2014 fino al 30 giugno 2015. A tal fine, si considerano i criteri d’imputazione temporale previsti dall'articolo 109 del Testo unico, dunque la data di consegna o spedizione dei beni, ovvero la data di ultimazione delle prestazioni per i macchinari realizzati in appalto. Il credito d’imposta attribuito è pari al 15% delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media degli investimenti in beni strumentali compresi nella suddetta tabella realizzati nei cinque periodi di imposta precedenti, con facoltà di escludere dal calcolo della media il periodo in cui l'investimento è stato maggiore. Il credito d’imposta potrà essere utilizzato in compensazione nel modello F24 senza applicazione di limiti di importo. Il credito d'imposta va ripartito, nonché' utilizzato in tre quote annuali di pari importo e indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta di riconoscimento del credito e nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d'imposta nei quali il credito è utilizzato. In termini pratici, ipotizzando un’impresa che effettua investimenti agevolabili per euro 100.000,00 e la media degli ultimi cinque esercizi, escluso il periodo in cui gli investimenti sono stati maggiori, sia pari a euro 60.000. Il credito d’imposta spettante sarà pari ad euro= 6.000 (100.000,00 – 60.000,00)*15%. Il credito d’imposta pari a euro 6.000,00 potrà essere utilizzato in compensazione a partire dal 1° gennaio 2016 con le seguenti modalità: • 2.000,00 euro a partire dal 1° gennaio 2016; • 2.000,00 a partire dal 1° gennaio 2017; • 2.000,00 a partire dal 1° gennaio 2018. Il credito di imposta che le imprese contabilizzeranno in bilancio per competenza non concorre alla formazione del reddito di impresa (Irpef o Ires) né rientra nell'imponibile Irap.

INCENTIVI - La nuova Sabatini - 26/06/2014
L’art. 2 del D.L. 69/2013, meglio noto come “Decreto del Fare”, ha introdotto misure finalizzate ad agevolare gli investimenti (anche mediante operazioni di leasing finanziario) in macchinari, impianti, beni strumentali di impresa e attrezzature nuovi di fabbrica a uso produttivo, nonché investimenti in hardware, software e tecnologie digitali. Lo strumento è rivolto alle PMI, operanti in tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca. La norma del decreto-legge del Fare è stata attuata con il decreto del ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il ministro dell’Economia e delle Finanze, 27 novembre 2013. La domanda di agevolazione può essere inoltrata fino al 30 giugno 2014, a norma dell'art. 5 del decreto 27 novembre 2013 e secondo quanto precisato dalla successiva circolare del Ministero dello Sviluppo economico 10 febbraio 2014, n. 4567.

IVA - Omaggi detraibili se inferiori a 50 euro - 25/06/2014
Tra le tante misure inserite nello schema di Decreto Semplificazioni fiscali vi è anche l’innalzamento della soglia rilevante per la detraibilità IVA degli omaggi di beni non rientranti nell’attività d’impresa. Più in dettaglio, si prevede l’innalzamento da euro 25,82 a euro 50,00 della soglia per la detraibilità degli omaggi. Con tale modifica si allinea il limite per la detraibilità IVA degli omaggi con il limite per la deducibilità integrale dei costi sostenuti per l’acquisto di beni destinati a omaggio ai fini IRES/ IRPEF, in base alle disposizioni dell’art. 108, co.2, D.P.R. 917/1986; la suddetta disposizione prevede infatti che i costi sostenuti per l’acquisto di beni destinati ad omaggio, ricompresi fra le spese di rappresentanza in base al D.M. 19.11.2008, sono deducibili integralmente se di valore unitario non superiore a € 50, considerando nel costo la parte dell’IVA indetraibile. Si ricorda che anche ai fini IVA (C.M. 34/E/2009) per l’individuazione delle spese di rappresentanza è necessario fare riferimento a quanto disposto dall’art. 1, D.M. 19.11.2008, il quale detta i criteri specifici affinché la spesa per l’omaggio rientri tra quelle di rappresentanza, ovvero le spese: • siano sostenute con finalità promozionali e di pubbliche relazioni; • siano ragionevoli in funzione dell’obiettivo di generare benefici economici; • siano coerenti con gli usi e le pratiche commerciali del settore. Gli omaggi di beni rientranti nell’attività d’impresa, invece, secondo le indicazioni fornite dall’Amministrazione Finanziaria nella C.M. 188/E/1998 “non costituiscono spese di rappresentanza”. Da tale affermazione deriva l’inapplicabilità a tali operazioni dell’art. art. 19-bis1, lett. h), D.P.R. n. 633/72 e, conseguentemente, dell’art. 2, dall’art. 2, comma 2, n. 4), D.P.R. n. 633/72. Pertanto: • l’IVA assolta all'atto dell'acquisto è detraibile. Non trova, infatti, applicazione la previsione di indetraibilità oggettiva di cui all'art. 19-bis1 co. 1 lett. h) del D.P.R. 633/72; • la cessione gratuita è imponibile IVA indipendentemente dal costo unitario dei beni (art. 2 comma 2 n. 4 del D.P.R. 633/72).

RATEAZIONE - Altra chance per i debitori decaduti - 24/06/2014
I debitori decaduti dalle rateazioni Equitalia prima del 22 giugno 2013 saranno ammessi a una nuova rateazione, ma solo nel caso in cui provvedano a inviare apposita istanza entro fine luglio. È questa una delle tante novità introdotte con la legge di conversione del D.L. 66/2014. A seguito delle novità introdotte, pertanto, i contribuenti decaduti dal beneficio della rateazione possono richiedere la concessione di un nuovo piano di rateazione fino a un massimo di 72 rate mensili, a condizione che: • la decadenza sia intervenuta entro e non oltre il 22 giugno 2013; • la richiesta sia presentata entro e non oltre il 31 luglio 2014. Nessuna esclusione soggettiva o oggettiva, dunque: tutti i contribuenti possono essere ammessi al beneficio per gli importi dovuti, anche nel caso in cui gli stessi siano rappresentanti da contributi previdenziali. Non pare inoltre impedita la possibilità di essere riammessi alla rateazione anche nel caso in cui vi siano procedimenti espropriativi in corso: tale aspetto assume estrema rilevanza, in quanto i contribuenti in oggetto possono trovare nella rateazione uno strumento per sospendere la vendita coattiva. È invece da escludersi, per espressa disposizione normativa, che i contribuenti, rimessi nei termini, possano richiedere di essere ammessi alla rateazione straordinaria di 120 rate, pur in presenza delle condizioni richieste. Altro aspetto rilevante riguarda la decadenza dalla rateizzazione. Seppur riammessi, i contribuenti non potranno beneficiare delle nuove norme che consentono la decadenza solo dopo il mancato pagamento di ben 8 rate, anche non consecutive, ma sarà comunque prevista la decadenza dopo il mancato pagamento di 2 rate anche non consecutive. Allo stesso modo non sono previste proroghe nel caso di peggioramento della propria situazione di difficoltà che non consente più di sostenere il piano di dilazione in corso.

DIVIDENDI - Aumenta la tassazione dal 1° luglio 2014 - 23/06/2014
Nella versione definitiva del D.L. IRPEF (D.L. 66/2014) post conversione si prevede un aumento della tassazione, dal 20 al 26%, esclusivamente per i dividendi da partecipazioni non qualificate. Nessun incremento di tassazione invece per i dividendi da partecipazioni qualificate. Prima delle modifiche normative apportate dal D.L. 66/2014, nel caso di dividendi derivanti partecipazioni non qualificate, era prevista l’applicazione di una ritenuta a titolo di imposta del 20% sull’intero ammontare. Invece per gli utili derivanti da partecipazioni qualificate, questi concorrevano alla formazione del reddito imponibile, secondo il principio di cassa, per il 49,72% del loro ammontare (40% per gli utili prodotti ante 2008).

CESSIONI INTRACOMUNITARIE - Come provare il trasferimento delle merci - 20/06/2014
L’art. 41, D.L. 331/1993, prevede che un'operazione di cessione assume la qualifica di scambio intracomunitario non imponibile ai fini Iva nel caso in cui siano rispettate le seguenti condizioni: i) onerosità dell’operazione; ii) acquisizione o trasferimento del diritto di proprietà o di altro diritto reale sui beni; iii) status di operatore economico del cedente nazionale e del cessionario comunitario; iv) effettiva movimentazione del bene dall’Italia a un altro Stato membro, indipendentemente dal fatto che il trasporto o la spedizione avvengano a cura del cedente, del cessionario o di terzi per loro conto (R.M. 19/E/2013). Su quest'ultimo requisito inizialmente, nella R.M. n. 345/E/2007, l'Agenzia ha elencato alcuni documenti validi per provare la cessione intracomunitaria, quali: • la fattura di vendita; • gli elenchi Intrastat; • la documentazione bancaria; • e il documento di trasporto (CMR), sottoscritto dal trasportatore, per presa in carico della merce, e dal destinatario, per ricevuta. Con la R.M. 19/E/2013, l’Amministrazione Finanziaria ha apportato ulteriori indicazioni sulla questione, affermando che ai fini di dimostrare l'uscita dei beni dal territorio nazionale può essere esibito anche il c.d. CMR elettronico, avente lo stesso contenuto di quello cartaceo.

DICHIARAZIONE IMU - L’abitazione principale e le pertinenze - 18/06/2014
L'abitazione principale non va mai dichiarata nel modello di Dichiarazione Imu, anche se acquistata nel 2013. Questo perché i Comuni sono a conoscenza del dato attraverso l'incrocio con l'anagrafe. Fa eccezione alla regola l'ipotesi in cui i coniugi non separati abbiano residenze anagrafiche distinte nello stesso comune. In tale eventualità, la normativa Imu ammette alle agevolazioni per l'abitazione principale solo una delle due abitazioni. La denuncia dovrà essere presentata con riferimento a tale unità immobiliare. Le istruzioni ministeriali alla compilazione della dichiarazione precisano anche le regole in ipotesi di assimilazione all'abitazione principale. Si tratta delle unità immobiliari non locate, in proprietà di anziani o disabili, residenti in istituti di ricovero, o di cittadini italiani residenti all'estero, che i Comuni, con delibera, possono equiparare all'abitazione principale. Secondo il Ministero, una volta verificata nella delibera comunale l’assimilazione, non va presentata la dichiarazione IMU, in quanto il comune ha a disposizione tutte le variazioni anagrafiche intervenute, compreso il trasferimento di residenza dell’anziano (beneficiario dell’agevolazione) dall’ex casa d’abitazione all’istituto di ricovero. La dichiarazione dovrà essere presentata, invece, per le unità in proprietà dei cittadini Aire. In tema di pertinenze, la Circolare n.3/Df del 18 maggio 2012 ricorda che per pertinenze dell’abitazione principale s’intendono quelle classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7 (quali magazzini e locali di deposito, stalle, scuderie, rimesse, autorimesse e tettoie) nella misura massima di un’unità per ciascuna categoria, anche se risultano iscritte in Catasto unitamente all’immobile a uso abitativo (art.13 c.2 D.L. 201/2011).

SPA - Ridotto il capitale sociale minimo - 17/06/2014
Nel corso del Consiglio dei ministri tenutosi il 13 giugno, sono state varate una serie di misure (in corso di pubblicazione in GU) rivolte a incentivare la costituzione di SPA, nonché facilitare per tutte le società di capitali il reperimento di capitali “esterni” (fattore di vitale importanza in un periodo di stretta creditizia del sistema bancario). Tra le misure adottate dal Governo, assume un ruolo centrale la riduzione da 120.000,00 euro a 50.000 euro del capitale sociale minimo occorrente per costituire una Spa. Gli effetti derivanti dalla modifica del capitale sociale minimo necessario alla costituzione del capitale sociale sono molteplici: 1. le perdite rilevanti per l’attuazione delle misure indicate dagli articoli 2446 e 2447 del codice civile saranno pari ad 1/3 di 50.000 euro; 2. la ricostituzione del capitale per perdite dovrà avvenire nel rispetto del nuovo limite di capitale minimo; 3. per le SRL (lo stesso dicasi per le cooperative) la nomina dell’organo di controllo o del revisore sarà obbligatoria se il capitale sociale non è inferiore a euro 50.000,00 (ovvero il nuovo livello minimo stabilito per le società per azioni). In merito a quest’ultimo punto, è doveroso segnalare che per le Srl che a seguito della modifica normativa vedranno superato il nuovo limite, non sarà necessaria la nomina dell’organo di controllo nel 2014. Questo perché l’art. 2477 del Codice civile impone la nomina dell'organo di controllo nella Srl, a causa dell'aumento del suo capitale sociale a un valore nominale pari o superiore al valore del capitale minimo richiesto per la Spa, entro i trenta giorni successivi all'assemblea che approva il bilancio in cui viene "registrato" l’aumento del capitale sociale della Srl. Di conseguenza, il superamento del capitale sociale minimo che fa scattare l’obbligo dell’organo di controllo verrà rilevato nel bilancio 2014 da approvare nel 2015 (nel caso di esercizio coincidente con l’anno solare). Nei trenta giorni successivi all’approvazione del bilancio 2014 sarà necessario nominare l’organo di controllo.

START-UP INNOVATIVE - I criteri per la loro individuazione - 16/06/2014
Le agevolazioni fiscali previste per le start-up innovative sono sicuramente rilevanti. Sul punto è da ricordare la recentissima circolare n. 16/E dell’11 giugno 2014, con la quale sono stati illustrati dall’Agenzia delle Entrate i principali aspetti di questa disciplina di favore. In primo luogo merita di essere ricordato che le start-up innovative possono essere società di capitali. Per poter essere considerate “start-up innovative” le società devono inoltre possedere ulteriori requisiti, i quali possono essere individuati nei seguenti: • devono essere costituite e devono svolgere la propria attività d’impresa da non più di 48 mesi; • devono avere quale oggetto sociale esclusivo o prevalente della propria attività “lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico”; • a partire dal secondo anno di attività, devono avere un totale del valore della produzione annua, dichiarato nella voce A del conto economico di cui all’articolo 2425 del codice civile, risultante dall'ultimo bilancio approvato entro sei mesi dalla chiusura dell'esercizio non superiore a 5 milioni di euro; • non devono aver distribuito utili dall’anno della loro costituzione né devono distribuirli per tutta la durata del regime agevolativo; • devono stabilire la sede principale dei loro affari e interessi in Italia; • non devono essere costituite per effetto di un’operazione di scissione o fusione né a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda. È inoltre necessario ricordare che le start-up innovative, per definirsi tali, devono possedere almeno uno dei seguenti ulteriori requisiti “alternativi”: 1) sostenere spese in ricerca e sviluppo uguali o superiori al 15 per cento del maggior valore fra costo e valore totale della produzione; 2) impiegare come dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo in percentuale uguale o superiore al terzo della forza lavoro complessiva, personale in possesso di titolo di dottorato di ricerca o che sta svolgendo un dottorato di ricerca oppure in possesso di laurea e che abbia svolto, da almeno tre anni, attività di ricerca certificata. Alternativamente, si considera rispettato il requisito in oggetto se l’impresa impiega, in percentuale uguale o superiore a due terzi della forza lavoro complessiva, personale in possesso di laurea magistrale; 3) essere titolare o depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale relativa a una invenzione industriale.

POS - Obbligo senza sanzioni - 13/06/2014
Mancano pochi giorni alla data tanto temuta: quella entro la quale professionisti e imprese dovranno dotarsi dell’ormai contestatissimo Pos. All'obbligo di dotarsi di POS non corrisponde però alcuna sanzione. Ben venga, dunque, il chiarimento fornito dal sottosegretario all'economia Enrico Zanetti in risposta all'interrogazione dell'onorevole Marco Causi in Commissione Finanze alla Camera, che sgombra il campo da ogni dubbio in merito alla possibilità di applicare sanzioni a professionisti e piccoli imprenditori che non volessero aderire a quanto prospettato dalla norma. Viene, in pratica, confermato quanto chiarito tempo fa dal Consiglio nazionale forense e ribadito dalla Fondazione Studi dei consulenti del lavoro: con riferimento alla norma che impone di accettare i pagamento con carta di debito dal 30 giugno si deve parlare semplicemente di un onere e non di un obbligo giuridico. A oggi, quindi non è previsto alcun obbligo, mentre, a partire dal 30 giugno, in assenza di eventuali decreti, dovrebbe entrare in vigore la disposizione: tutti i professionisti e imprenditori saranno pertanto tenuti ad accettare i pagamenti superiori a 30 euro con carta di debito.

BONUS MOBILI - Non previsto per l'acquisto del box - 12/06/2014
L’acquisto/costruzione di un box auto pertinenziale non consente di fruire del bonus mobili. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate nella circolare 11/E/2014. A tale proposito nella circolare 11/E/2014 è stato chiesto se un contribuente che ha acquistato nel 2013 un box auto pertinenziale, per il quale intende usufruire della detrazione IRPEF, prevista dall’articolo 16-bis), comma 1, lett. d), del TUIR qualora avesse intenzione di arredare il box auto con un’armadiatura e un mobile lavanderia possa fruire degli incentivi previsti per l’acquisto di mobili. Al riguardo l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che gli interventi di recupero del patrimonio edilizio che costituiscono il presupposto per l’ulteriore detrazione per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici sono elencati al paragrafo 3.2 della circolare n. 29/E del 2013. Tra questi non possono essere compresi gli interventi consistenti nella realizzazione di posti auto o box pertinenziali rispetto all’abitazione di cui all’art. 16-bis, comma 1, lett. d), del TUIR.

RISTRUTTURAZIONE - Detrazione per i pagamenti da conto cointestato - 11/06/2014
In presenza di lavori su parti comuni condominiali, per le quali l’amministratore ha certificato al condomino (proprietario al 100% che non possiede reddito) la relativa quota detraibile, l’Agenzia delle Entrate nella circolare n. 11/E/2014 ha confermato che il coniuge convivente può detrarre le spese di ristrutturazione pagate con l'emissione di assegni su un c/c cointestato, ancorché la delibera assembleare e la tabella millesimale di ripartizione delle spese siano intestate al solo proprietario. Sul punto l’Agenzia specifica che nel suddetto documento rilasciato dall’amministratore il coniuge convivente deve indicare i propri estremi anagrafici e l’attestazione dell’effettivo sostenimento delle spese. L’Agenzia delle Entrate nella risposta ha ricordato che la circolare n. 121/E dell’11 maggio 1998, al punto 2.1, ha precisato che la detrazione prevista per gli interventi di ristrutturazione edilizia compete anche al familiare convivente del possessore o detentore dell'immobile sul quale sono effettuati i lavori. Come noto le spese per ristrutturazione godono della detrazione Irpef del 50% anche se si tratta di interventi di manutenzione su parti comuni del condominio. Per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell’edificio, il beneficio compete con riferimento all’anno di effettuazione del bonifico da parte dell’amministrazione del condominio. Per gli interventi realizzati sulle parti comuni condominiali il contribuente, in luogo di tutta la documentazione prevista, può utilizzare una certificazione rilasciata dall’amministratore del condominio, in cui lo stesso attesti di avere adempiuto a tutti gli obblighi previsti e indichi la somma di cui il contribuente può tenere conto ai fini della detrazione.

IRAP - Le nuove aliquote - 10/06/2014
Il D.L. 24 aprile 2014, n. 66 (c.d. decreto Irpef) contiene, all’art. 2, disposizioni in materia di riduzione delle aliquote Irap nei vari settori economici a favore della competitività e dello sviluppo economico. Dette disposizioni prevedono una rimodulazione, a regime, dell’aliquota IRAP già a partire dal 2014. La prima novità contenuta nell’art. 2 del decreto Irpef riguarda l’abbattimento di circa il 10% dell’attuale aliquota ordinaria che passa dal 3,90 al 3,50%. La nuova aliquota base del 3,50% riguarda la maggior parte dei contribuenti, quali: le società di capitali e di persone, gli enti commerciali, le ditte individuali che esercitano attività d’impresa, le persone fisiche e le associazioni professionali che esercitano l’attività di arte e professione. Per i soggetti che operano nel settore agricolo, titolari di reddito agrario, l’aliquota passa dall’1,90% all’1,70%.

IMU - La deducibilità fiscale - 09/06/2014
L’articolo 1, commi 715 e 716, della legge n. 147/2013, dispone che, l’IMU relativa agli immobili strumentali delle imprese e degli esercenti arti e professioni, sia deducibile ai fini delle imposte sui redditi a decorrere dal periodo d’imposta 2013. La misura della deducibilità è fissata, a regime, nella misura del 20 per cento, mentre, per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2013, è prevista una percentuale di deducibilità del 30 per cento. In ogni caso, l’IMU è indeducibile ai fini IRAP. Ai fini della determinazione del reddito d’impresa, l’IMU si deduce per cassa, ai sensi dell’articolo 99 del Tuir, in deroga al criterio generale di competenza dei componenti negativi vigente nell’ambito del menzionato reddito. Dall’esame di quanto precede e come afferma l’Amministrazione Finanziaria, dunque, un’eventuale IMU versata tardivamente nel 2014, ma relativa all’anno 2013, costituisce costo di competenza del 2013, indeducibile fiscalmente in detto anno, ma deducibile nell’anno 2014 mediante una variazione in diminuzione da allocare nell’UNICO 2015.

TASI 2014 - In Cdm il decreto che garantisce doppio rinvio - 06/06/2014
È previsto per oggi l’ok definitivo allo slittamento del versamento della TASI al 16 ottobre 2014, se il Comune non ha deliberato. Va detto che, come chiarito anche dal Ministero nelle FAQ del 4 giugno 2014, le uniche delibere che devono essere prese in considerazione sono quelle pubblicate sul sito www.finanze.it entro la data 31 maggio 2014. A tal fine i comuni devono aver inviato detta delibera entro il 23 maggio 2014 al Ministero dell’Economia e delle Finanze. Se il comune nella delibera non ha indicato la percentuale per il riparto dell’imposta tra proprietario e inquilino, l’occupante deve versare il tributo nella misura minima del 10%, in quanto si ritiene che una diversa percentuale di imposizione a carico del detentore debba essere espressamente deliberata dal comune stesso. Nel caso di unità immobiliare assegnata dal giudice della separazione, il coniuge assegnatario è considerato ai fini IMU come titolare di un diritto di abitazione; pertanto, in quanto titolare di un diritto reale, è soggetto passivo del tributo. La stessa conclusione vale anche per la TASI. In tal caso, il coniuge è titolare del diritto di abitazione e, indipendentemente dalla quota di possesso dell’immobile, è il solo che paga la TASI con l’aliquota e la detrazione, eventualmente prevista, per l’abitazione principale.

RIVALUTAZIONE - Vademecum in una circolare - 05/06/2014
La circolare ribadisce che possono beneficiare della rivalutazione i soggetti che esercitano attività d’impresa. I beni che possono essere rivalutati sono tutti quelli d’impresa e le partecipazioni in società controllate o collegate che costituiscono immobilizzazioni finanziarie. Non possono essere rivalutati, invece, i beni materiali e immateriali alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività d'impresa (materie prime, merci, prodotti finiti, eccetera). La circolare chiarisce che, anche nell’attuale legge di rivalutazione, è necessario attribuire rilevanza fiscale alla rivalutazione operata in bilancio tramite il versamento dell’imposta sostitutiva poiché non è consentito effettuarla con rilevanza solo civilistica. In sede di rivalutazione, il maggior valore attribuito ai beni ammortizzabili si considera fiscalmente riconosciuto, ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap, a partire dall’esercizio che inizia il primo gennaio 2016. Con riferimento al versamento dell’imposta sostitutiva, viene previsto che l’imposta sostitutiva venga versata in tre rate con le seguenti scadenze: 16 giugno, settembre e dicembre 2014. Le aliquote dell'imposta sostitutiva sono del 16% per i beni ammortizzabili e del 12% per i beni non ammortizzabili.

FATTURE VERSO LA PA - Definizione di fattura elettronica - 04/06/2014
Il D.M. 3.4.2013, n. 55, delinea le regole tecniche e individua, per classi di pubbliche Amministrazioni, le date di decorrenza dell'obbligo di fatturazione elettronica stabilito dall'art. 1, co. 209, L. 244/2007. La Circolare 31.3.2014, n. 1, emanata dal MEF, fornisce interpretazioni sulle modalità di attuazione del D.M. 55/2013. Infine, è giunto l'art. 25 del D.L. 24.4.2014, n. 66 (c.-d. Decreto "Irpef"), pubblicato nella G.U. 24.04.2014, n. 95, con il quale è stato anticipato al 31 marzo 2015, l'obbligo della fatturazione elettronica verso tutte le Amministrazioni pubbliche, a eccezione dei Ministeri, delle Agenzie fiscali e degli Enti nazionali di previdenza, per i quali permane l'obbligo al 6 giugno 2014. La fattura PA è una fattura elettronica, così come definita dall'art. 21, co. 1, D.P.R. 26.10.1972, n. 633, ed è la sola tipologia di fattura che verrà accettata dalle Amministrazioni. La fattura PA è caratterizzata da: - un formato XML (eXtensible Markup Language): l’unico accettato dal Sistema di Interscambio; - l'autenticità dell'origine e l'integrità del contenuto, garantite tramite l'apposizione della firma elettronica qualificata di chi emette la fattura; - l’indicazione di un codice identificativo univoco dell'ufficio destinatario della fattura, riportato nell'Indice delle pubbliche Amministrazioni (Ipa), consultabile nel sito www.indicepa.gov.it/documentale/index.php; - da un codice CUP e CIG, cioè il Codice identificativo di gara (CIG), nei casi di obbligo di tracciabilità di cui alla Legge 13 agosto 2010, n. 136 e il Codice unico di Progetto (CUP), in caso di fatture relative a opere pubbliche, interventi di manutenzione straordinaria, interventi finanziati da contributi comunitari e ove previsto ai sensi dell'articolo 11 della Legge 16 gennaio 2003, n. 3. La documentazione tecnica sulla fattura elettronica, le modalità di trasmissione e i servizi di supporto e assistenza sono disponibili su www.fatturapa.gov.it, un sito dedicato esclusivamente alla fatturazione elettronica verso le pubbliche Amministrazioni.

UNICO - In arrivo la proroga - 03/06/2014
Come ormai di consueto, ogni anno con l’avvicinarsi dei termini di pagamento delle imposte relative alle dichiarazioni dei redditi, si prospetta lo slittamento dei termini di pagamento di venti giorni. Dovrebbe essere, infatti, pronto per la firma del Presidente del Consiglio il Decreto che differisce i termini di pagamento delle imposte sui redditi. Il Decreto contenente la proroga dei termini, dovrebbe concedere venti giorni in più per il calcolo e il pagamento delle imposte facendo slittare dal 16 giugno al 7 luglio 2014 i versamenti di Irpef, Ires, Irap e Iva per chi presenta la dichiarazione unificata. Dall’8 luglio prossimo, pagando la maggiorazione dello 0,40%, si potrà arrivare a saldare i conti direttamente al 20 agosto. Quest’anno, le motivazioni del rinvio sono supportate dal caos sulle scadenze Tasi e dal prelievo della nuova Iuc (Imposta unica comunale). Tra i destinatari della proroga figurano i contribuenti soggetti agli studi di settore. Di tale proroga fruiscono anche i contribuenti che partecipano a società che applicano gli studi di settore oppure ad associazioni e imprese soggette a studi di settore. La proroga dovrebbe riguardare tutti i versamenti risultanti da Unico 2014. Per quanto riguarda il diritto camerale il Ministero dello Sviluppo nella Circolare 30.5.2011, n. 103161 aveva chiarito che la proroga è applicabile anche al diritto CCIAA in quanto il termine per il versamento del diritto annuale è “ancorato” al termine di versamento del primo acconto delle imposte sui redditi.

FATTURA ELETTRONICA - Obbligo dal 6 giugno - 30/05/2014
Tra pochi giorni non sarà più possibile l’invio di fatture cartacee a ministeri, agenzie fiscali ed enti di previdenza. Dal prossimo 6 giugno infatti i Ministeri e le loro articolazioni, le agenzie fiscali e gli enti nazionali di previdenza e assistenza sociale tra cui Inail e Inps sono tenuti a ricevere le fatture elettroniche. Il principale effetto del suddetto obbligo, come detto, riguarda le amministrazioni destinatarie che non potranno accettare le fatture emesse o trasmesse in forma cartacea e neanche procedere al pagamento, neppure parziale, sino all'invio del documento in forma elettronica. Dal canto loro i fornitori delle amministrazioni pubbliche dovranno invece gestire il proprio ciclo di fatturazione esclusivamente in modalità elettronica, non solo nelle fasi di emissione e trasmissione, ma anche in quella di conservazione. Le specifiche tecniche di FatturaPa sono disponibili sul sito del sistema di Interscambiowww.fatturapa.gov.it. La trasmissione della fattura al SdI può essere effettuata direttamente dal prestatore o da un intermediario autorizzato. Successivamente a tale invio, possono verificarsi le seguenti situazioni: - ricezione notifica di scarto dal Sdi, per il mancato superamento dei controlli formali del Sistema di interscambio. In tale caso la fattura si considera non emessa, quindi non viene inoltrata alla Pa destinataria; - il Sistema di interscambio rilascia al fornitore una ricevuta di consegna, nel caso in cui l'inoltro abbia avuto esito positivo. In tal caso la fattura si considera emessa; - il Sistema di interscambio rilascia al fornitore una ricevuta di mancata consegna, nel caso in cui l'inoltro abbia avuto esito negativo per impossibilità di recapito. In tale caso la fattura si considera emessa e sarà onere del Sdi di contattare la Pa destinataria affinché provveda tempestivamente alla risoluzione del problema ostativo alla trasmissione e, risolto il problema, di procedere con l'invio. Altro obbligo per le imprese fornitrici della PA è la conservazione elettronica delle fatture emesse. Il processo di conservazione è attualmente disciplinato dal DPCM del 23 gennaio 2004.

BONUS MOBILI - Aggiornata la guida - 29/05/2014
È stata aggiornata da parte dell’Agenzia delle Entrate la Mini Guida relativa al bonus mobili. Questo documento spiega in maniera semplice e intuitiva modalità e tempi per ottenere la detrazione Irpef per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici. In particolare, stabilisce che è possibile usufruire di una detrazione IRPEF nella misura del 50% per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, per un importo massimo di 10.000 euro. Per ottenere la detrazione è necessaria una ristrutturazione edilizia su unità immobiliari residenziali (unità singole e condominiali) e le spese per tali interventi di recupero edilizio devono essere state sostenute a partire dal 26 giugno 2012. La detrazione spetta per l’acquisto di mobili nuovi ed elettrodomestici nuovi di classe non inferiore alla A+, effettuati dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2014. La detrazione è ottenibile indicando le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Unico Persone Fisiche), mentre i pagamenti vanno effettuati con bonifici bancari o postali. Come evidenziato dall’Agenzia nella Circolare 18.9.2013, n. 29/E tra gli interventi di recupero del patrimonio edilizio che consentono di beneficiare del bonus mobili rientra non solo la ristrutturazione edilizia “in senso tecnico”, ma anche la manutenzione straordinaria e il restauro e risanamento conservativo di singole unità immobiliari residenziali ex art. 16-bis, commi 1, lett. a), b) e c) e 3, TUIR. Nella guida l’Agenzia specifica che tra la manutenzione straordinaria sono compresi: installazione di ascensori e scale di sicurezza; realizzazione dei servizi igienici; sostituzione di infissi esterni con modifica di materiale o tipologia di infisso; rifacimento di scale e rampe; realizzazione di recinzioni, muri di cinta e cancellate; costruzione di scale interne; sostituzione dei tramezzi interni senza alterazione della tipologia dell’unità immobiliare. Mentre nella ristrutturazione edilizia sono compresi i seguenti interventi: modifica della facciata; realizzazione di una mansarda o di un balcone; trasformazione della soffitta in mansarda o del balcone in veranda; apertura di nuove porte e finestre; costruzione dei servizi igienici in ampliamento delle superfici e dei volumi esistenti. Nel restauro e risanamento conservativo figura invece l’adeguamento delle altezze dei solai nel rispetto delle volumetrie esistenti e il ripristino dell’aspetto storico-architettonico di un edificio. Infine esempi di lavori di manutenzione ordinaria su parti condominiali che danno diritto al bonus sono: tinteggiatura pareti e soffitti; sostituzione di pavimenti; sostituzione di infissi esterni; rifacimento di intonaci; sostituzione tegole e rinnovo delle impermeabilizzazioni; riparazione o sostituzione di cancelli o portoni; riparazione delle grondaie e riparazione delle mura di cinta.

DETRAZIONE IVA - Diniego con prove forti - 27/05/2014
Il divieto al diritto di detrazione IVA rappresenta un'eccezione che può essere “tollerata” solo nell'ipotesi in cui l'Amministrazione finanziaria dimostri il diretto coinvolgimento del cessionario nella frode “carosello”. È quanto si afferma, in sostanza, nella sentenza n. 182/10/2014 della Commissione Tributaria Regionale del Friuli Venezia Giulia. La CTP ha accolto integralmente i ricorsi riuniti della società perché gli atti di recupero, a suo giudizio, erano fondati su meri indizi. Né era stato possibile rinvenire, nella documentazione prodotta dall'Ufficio, la prova del diretto coinvolgimento della ricorrente nella frode carosello. La CTR del Friuli ricorda che, nell'ambito del meccanismo comunitario IVA, il divieto al diritto di detrazione dell'imposta (principio fondamentale del sistema comune IVA espressamente previsto dagli articoli 167 e seguenti della Direttiva n. 2006/112) costituisce pur sempre un’eccezione che può essere tollerata esclusivamente nell'ipotesi in cui sia dimostrato il diretto coinvolgimento dell'operatore nel meccanismo fraudolento. In questo senso, l'interpretazione giurisprudenziale ormai consolidata ha riconosciuto: • l'onere dell'Amministrazione Finanziaria di dover fornire gli specifici elementi probatori per giustificare la pretesa fittizietà dell'interposizione e la consapevole partecipazione del contribuente all'implementazione della frode carosello; • la necessità di riconoscere il diritto alla detrazione dell'IVA che è stata regolarmente pagata al cedente in capo ai soggetti acquirenti che hanno agito in buona fede e che sono stati coinvolti in modo inconsapevole in violazioni poste in essere esclusivamente da terzi.

AUTO - Deducibilità limitata al 20% - 26/05/2014
La percentuale di deducibilità delle spese relative agli autoveicoli è stata ridotta al 20% a partire dal 2013. Chi si avvale del regime dei minimi può continuare a dedurre il 50% dei costi. I soggetti che si avvalgono del regime delle nuove iniziative produttive applicano, invece, le regole ordinarie. Nell’ambito del reddito di lavoro autonomo il costo di acquisto e il canone di leasing o di noleggio degli autoveicoli sono parzialmente deducibili limitatamente a un veicolo per gli esercenti arti o professioni in forma individuale ovvero a un veicolo per ciascun socio o associato, in caso di esercizio dell’attività in forma associata (società semplice o associazione professionale). Il costo d’acquisto fiscalmente riconosciuto è assunto entro il limite massimo pari rispettivamente a: 18.075,99 euro per le autovetture e gli autocaravan; 4.131,66 euro per i motocicli; 2.065,83 euro per i ciclomotori. I contribuenti minimi non applicano, invece, le norme del T.U.I.R. che stabiliscono limitazioni alla deducibilità dei costi ma, come chiarito dall’Agenzia delle Entrate nella circolare n. 7/E del 2008, le spese sostenute (in caso di acquisto in proprietà o di locazione, anche finanziaria) per i beni a deducibilità limitata, quali le auto, rilevano, in base al principio di cassa, nella misura del 50% del corrispettivo pagato. Ma la maggiore percentuale di deducibilità non costituisce l’unico vantaggio, perché va considerato che non si applicano i tetti massimi di rilevanza fiscale del costo di acquisto, il quale si deduce integralmente nell’anno di acquisto (in luogo dell’ammortamento). Occorre, però, rispettare le condizioni per l’applicabilità del regime dei minimi, tra le quali quella di non aver effettuato, nel triennio precedente, acquisti di beni strumentali eccedenti 15.000 euro (sempre considerando, per i beni promiscui, solo il 50% dei corrispettivi).

DIVIDENDI - Aumenta la tassazione dal 1° luglio 2014 - 23/05/2014
Modifiche in vista per la tassazione dei dividendi di fonte italiana percepiti dalle persone fisiche fiscalmente residente in Italia. Per tale fattispecie è necessario distinguere a seconda che i redditi derivino da partecipazioni qualificate o da partecipazioni non qualificate. In particolare, si considerano qualificate le partecipazioni che rappresentano, complessivamente, una percentuale di diritti di voto esercitabili nell’assemblea ordinaria superiore al 2 o al 20% ovvero una partecipazione al capitale o al patrimonio superiore al 5 o al 25%, a seconda che si tratti di titoli negoziati in mercati regolamentati o di altre partecipazioni. Nel caso di dividendi che derivano da partecipazioni non qualificate, la società erogante applica, al momento della loro corresponsione, una ritenuta a titolo di imposta del 20% sull’intero ammontare (art.27 c.1 D.P.R. 600/1973). L’art. 3 del D.L. 66/2014 (attualmente in fase di conversione) prevede l’incremento della ritenuta dal 20% al 26%, per i dividendi percepiti dal 1° luglio 2014. Nel caso in cui gli utili percepiti derivino da partecipazioni qualificate, questi concorrono alla formazione del reddito imponibile, secondo il principio di cassa, per il 49,72% del loro ammontare (40% per gli utili prodotti ante 2008). Nell’iter di conversione del D.L. 66/2014, sono stati presentati degli emendamenti in Commissione Bilancio e Finanze riunite al Senato, i quali prevedono un incremento del concorso alla formazione del reddito imponibile per i dividendi che derivano da partecipazioni qualificate. Più in dettaglio, si prevede l’inserimento di un co. 3 – bis, all’art. 3, del D.L. 66/2014 che prevede il concorso alla formazione del reddito imponibile dei dividendi che derivano da partecipazioni qualificate nella misura del 60,46%. L’aumento della quota imponibile dei dividendi, anche in questo caso, troverebbe applicazione per i dividendi percepiti dal 1° luglio 2014.

RW - Solo per i “fiscalmente” residenti in Italia - 22/05/2014
I soggetti obbligati al monitoraggio fiscale sono le persone fisiche, gli enti non commerciali e le società semplici e i soggetti equiparati, residenti in Italia. Tante le novità per la compilazione del quadro RW, ma resta fermo che i soggetti interessati devono essere fiscalmente residenti nel territorio dello Stato. L’art. 2 del D.P.R. 917/1986, qualifica un soggetto come residente in Italia quando lo stesso, per la maggior parte del periodo di imposta (almeno 183 giorni in un anno), è in possesso di uno dei seguenti requisiti: • iscrizione alle liste anagrafiche della popolazione residente; • domicilio nel territorio dello Stato; • residenza nel territorio dello Stato. L’iscrizione all’anagrafe della popolazione residente è condizione sufficiente per determinare la residenza fiscale in Italia. Di contro, la cancellazione dall’anagrafe della popolazione residente non è condizione sufficiente per perdere lo status di ‘residente’ sotto il profilo fiscale. Occorre infatti verificare anche il domicilio definibile come la volontà di stabilire e conservare nel territorio statale la sede principale dei propri affari ed interessi, non solo patrimoniali ma anche morali, sociali e familiari secondo criteri quantitativi (per gli interessi economici) e qualitativi (per gli interessi di natura non economica).

PIANO CASA - Ora è Legge - 21/05/2014
Con l’approvazione alla Camera il Parlamento ha convertito in legge il decreto recante misure urgenti per l’emergenza abitativa, per il mercato delle costruzioni e per Expo 2015. Sostegno agli affitti, più alloggi popolari e sviluppo di edilizia pubblica sono i filoni del decreto diventato legge. Si abbassa ancora la cedolare secca, l’imposta pagata dal proprietario sugli affitti percepiti nel periodo 2014-2017. Coloro che concedono in locazione (a privati, non ad aziende) un appartamento a canone concordato e sito in un comune ad alta tensione abitativa o colpito da calamità naturali, avranno la possibilità di optare per un’imposta fissa, slegata dal calcolo Irpef del 10% (in origine era il 21%, poi abbassata una prima volta al 15%). Inoltre non pagherà imposte di registro e bollo, ma dovrà rinunciare agli aggiornamenti Istat del canone. In tema di lotta agli abusivi, in assenza dei dati identificativi del richiedente e del titolo che attesti la proprietà, il regolare possesso o la regolare detenzione dell’unità immobiliare, gli atti aventi a oggetto l’allacciamento dei servizi di energia elettrica, di gas, di servizi idrici e della telefonia fissa, nelle forme della stipulazione, della volturazione, del rinnovo, sono nulli. Dal 2015 chi risiede all’estero e ha in Italia una o più case sfitte, per una di queste non dovrà pagare l’Imu perché considerata come prima casa.

RW - Partecipazioni da non dichiarare - 19/05/2014
Le attività detenute all’estero per il tramite di una società italiana non devono essere indicate nel quadro RW. Questo il chiarimento fornito dall’Agenzia delle Entrate nel documento di prassi n.10/E del 15 maggio 2014. Qualora le stesse siano detenute per il tramite di una società localizzata in un Paese collaborativo (come la Francia), il contribuente deve limitarsi a indicare il valore della partecipazione nella società estera. L’approccio look through deve invece essere adottato soltanto qualora il contribuente detenga una partecipazione superiore al 25% in una società localizzata in un Paese non collaborativo (come la Svizzera): in tal caso deve indicare, in luogo della partecipazione, le attività patrimoniali e finanziarie detenute all’estero dalla società.

IMPRENDITORI AGRICOLI E FOTOVOLTAICO - La nuova tassazione - 15/05/2014
A seguito del Decreto Irpef per gli imprenditori agricoli la produzione di energia non rientrerà più tra i redditi agrari, ma genererà un reddito imponibile determinato forfetariamente in misura pari al 25% dell’ammontare dei corrispettivi delle operazioni soggette a registrazione ai fini dell’IVA. La nuova disposizione si applicherà dal 2014. Fino ad oggi l'articolo 1, comma 423, della Legge 23 dicembre 2005, n. 266 stabiliva che la produzione e la cessione di energia elettrica da fonti rinnovabili agroforestali effettuate dagli imprenditori agricoli costituiva attività connessa ai sensi dell’articolo 2135, terzo comma, del codice civile e si considerava quindi produttiva di reddito agrario.

REDDITOMETRO - La risposta alla lettera - 14/05/2014
Cominciano a giungere a destinazione le 20 mila lettere inviate dall'Agenzia delle Entrate ai contribuenti alla luce dei controlli prodotti dal nuovo Redditometro. Il primo periodo d’imposta all’attenzione del fisco sarà il 2009. Il contribuente che vede recapitarsi la lettera deve innanzitutto controllare la data in cui è fissato il primo incontro, solitamente circa una settimana dopo il ricevimento della lettera (le eventuali oscillazioni dipenderanno dalla disponibilità dei singoli uffici territoriali). Se impossibilitato, dal momento della ricezione il contribuente avrà 15 giorni di tempo per chiedere via telefono o per e-mail un altro incontro. Al fine di facilitare il controllo da parte del contribuente, nella lettera è stato predisposto un apposito prospetto che costituirà l'argomento all'ordine del giorno sul quale le parti dovranno confrontarsi. In tale prospetto il contribuente può controllare le spese “incriminate” e fornire le giustificazioni dell'incompatibilità della spesa sostenuta nel 2009 con il reddito prodotto in quello stesso anno. A tal fine è stata predisposta una terza colonna dove il contribuente può integrare o modificare gli importi indicati sulla base delle risultanze in suo possesso. Un'altra sezione del prospetto consentirà all'interessato di indicare i saldi iniziali e finali dei propri conti correnti bancari e postali o dei conti titoli utilizzando gli estratti conto. Si evidenzia come al contribuente convenga rispondere perché questa replica costituisce la base di partenza per il confronto tra Agenzia delle Entrate e contribuente. La discussione sarà estremamente importante, in quanto il contribuente ha la possibilità di chiarire la sua posizione attraverso la prova documentale del possesso di redditi per i quali non vi era obbligo di dichiarazione o il finanziamento delle spese sostenute attraverso dismissioni e risparmi accumulati nel tempo. La risposta alla lettera evita anche la sanzione per mancata comparizione o omessa e incompleta risposta a questionari di cui all'articolo 11 del D.Lgs. 471/1997 (da 258 a 2.065 euro) oltreché precludere ulteriori attività di controllo quali le indagini finanziarie.

AUTOTRASPORTATORI - La deduzione forfettaria - 13/05/2014
Le imprese di autotrasporto di merci per conto terzi godono di una deduzione forfetaria dal reddito delle spese non documentate per i trasporti effettuati personalmente dall'imprenditore. A prevederlo è l’art. 66, comma 5, primo periodo, del TUIR, in base al quale la deduzione è diversa a seconda che il trasporto sia effettuato nella Regione o nelle Regioni confinanti o oltre tale ambito. Attualmente, per i trasporti effettuati personalmente dall'imprenditore titolare di impresa di autotrasporto di merci per conto di terzi è prevista una deduzione forfetaria di spese non documentate pari a: € 56,00 per i trasporti all'interno della Regione e delle Regioni confinanti (la deduzione spetta anche per i trasporti personalmente effettuati dall'imprenditore all'interno del Comune in cui ha sede l'impresa, per un importo pari al 35% di quello spettante per gli stessi trasporti nell'ambito della Regione o delle Regioni confinanti, cioè € 19,60); € 92,00 per i trasporti effettuati oltre questo ambito. La deduzione spetta una sola volta per ogni giorno di effettuazione del trasporto, indipendentemente dal numero dei viaggi. Ad esempio, se un autotrasportatore usufruisce per un giorno della deduzione per i viaggi fuori dal Comune in cui ha sede l'impresa, non può beneficiare anche della deduzione per i viaggi all'interno del Comune, anche se nell'arco della stessa giornata ha effettuato più viaggi. Per poter fruire di tale deduzione, il contribuente deve predisporre e conservare un prospetto in cui siano indicati i viaggi effettuati, la loro durata e la località di destinazione e gli estremi dei documenti di trasporto delle merci o delle fatture o delle lettere di vettura. I documenti di trasporto, le fatture e le lettere di vettura devono essere conservate fino alla scadenza del termine previsto per l'accertamento. Tale deduzione è riconosciuta anche ai soci delle società in nome collettivo e in accomandita semplice e alle imprese di autotrasporto merci che siano in contabilità semplificata o in contabilità ordinaria per opzione. Sono pertanto escluse le imprese in contabilità ordinaria per obbligo, come le società di capitali.

CESSIONE DEL FABBRICATO - Il termine quinquennale - 12/05/2014
La cessione di fabbricati posta in essere da persone fisiche è disciplinata dall’art. 67 del Tuir. In via generale la plusvalenza tassabile si realizza nel caso in cui tra l’acquisto e la rivendita del fabbricato siano decorsi meno di cinque anni; sono escluse da tassazione la cessione degli immobili acquisiti per successione e le cessioni di immobili che per la maggior parte del periodo intercorso tra l’acquisto/costruzione e la rivendita sono stati adibiti ad abitazione principale dal cedente o dai suoi familiari. Sul tema è opportuno sottolineare che l’articolo 37 comma 38 del D.L. n. 223/06 ha modificato l’articolo 67, comma 1, lettera b), del Tuir, eliminando l’esclusione da tassazione degli immobili ricevuti per donazione. In caso di cessione a titolo oneroso di immobili ricevuti per donazione, il predetto periodo di cinque anni decorre dalla data di acquisto da parte del donante. La disposizione normativa prevede una sorta di trasparenza dell’atto di donazione per la determinazione del periodo quinquennale di detenzione, in quanto, ai fini della tassazione o meno della plusvalenza (in caso di successiva cessione dell'immobile a titolo oneroso), il periodo di possesso rilevante deve tener conto (sommandoli) del periodo di possesso del donatario/cedente e del donante. Il caso più spinoso è quello relativo alla cessione dell’immobile costruito in economia o tramite appalti a terzi. In tale caso, infatti, il quinquennio decorre dalla data di ultimazione dei lavori rilasciata dal tecnico competente o da una data antecedente se il proprietario dimostra che l’immobile è stato destinato al consumo (locazione o utilizzo da parte del proprietario) prima della suddetta data, fornendo quali elementi di prova il contratto di locazione o le copie della fatture relative alle utenze (C.M. 38/E/2005 e C.M. 12/E/2007).

UNICO 2014 - Redditi dell’immobile estero - 09/05/2014
Il possesso di immobili esteri da parte di persone fisiche fiscalmente residenti in Italia va attentamente gestito sotto il profilo dell’imposizione diretta e dei relativi profili dichiarativi. Per individuare le modalità di tassazione, nonché le relative modalità dichiarative, è necessario distinguere l’immobile estero non locato dall’immobile estero locato. In riferimento al primo caso, la disciplina è rinvenibile nell’art. 70, comma 2 del Tuir. La richiamata disposizione prevede che: •se lo Stato estero tassa gli immobili ai fini dell’imposizione diretta, l’Italia userà la stessa base imponibile; •se lo Stato estero non li tassa, saranno esenti anche in Italia. Le istruzioni al quadro RL, rigo RL 15, colonna 2 (dove tali redditi vanno inseriti), precisano che “per gli immobili all’estero adibiti ad abitazione principale dai soggetti residenti nel territorio dello stato, in forza delle regole ordinarie, ed anche per gli immobili non locati per i quali è dovuta l’IVIE, non viene applicato il secondo comma dell’articolo 70 del TUIR (comma 15-ter, dell’articolo 19 del D.L. n. 209 del 2011)”. Dunque, tralasciando l’improbabile ipotesi dell’immobile estero adibito ad abitazione principale, per gli immobili esteri non locati sussiste un effetto sostitutivo tra IVIE e IRPEF. Pagata l’IVIE, non sussistono ulteriori obblighi impositivi, ma continueranno a sussistere obblighi dichiarativi. Infatti, per tali immobili non dovrà più essere compilato il quadro RL, ma sarà necessario compilare il quadro RW sia ai fini del monitoraggio fiscale che ai fini IVIE. In merito al secondo caso (immobile estero locato), sempre in base alle disposizioni dell’art. 70, co. 2, del Tuir, si possono quindi verificare due casi: •lo Stato estero tassa i canoni; •lo Stato estero esenta i canoni. Nel primo caso in Italia bisognerà utilizzare la stessa base imponibile dello Stato estero, mentre nel secondo caso si utilizzerà il canone di locazione ridotto del 5%. Per ovvie ragioni, solo nel primo caso si potrà usufruire del credito per le imposte estere. Per l’immobile estero locato, si dovrà dunque compilare il quadro RL, rigo RL 15, colonna 2 e, inoltre, sarà necessario compilare il quadro RW sia ai fini del monitoraggio fiscale che ai fini IVIE.

VERIFICHE FISCALI - L’accesso nei locali non autorizzati - 28/04/2014
Con la sentenza 22/02/2013 n. 4498 in tema di accessi, ispezioni e verifiche da parte degli uffici finanziari, la V Sezione civile della Cassazione ha stabilito che l’autorizzazione all’accesso data dal Procuratore della Repubblica legittima solo lo specifico accesso in tal senso autorizzato; sicché in base a essa non è consentito agli uffici finanziari accedere in altri luoghi ove si ritenga che l’abitazione debba essere individuata in via di fatto. Nel caso specifico la Guardia di Finanza disponeva di un’autorizzazione del PM per un accesso domiciliare da eseguire nei confronti del contribuente, nel domicilio in cui lo stesso risultava verosimilmente risiedere, secondo quanto appurato da interrogazione all’Anagrafe Tributaria. Tuttavia, a seguito di dichiarazioni rese dal contribuente nell’imminenza dell’accesso domiciliare, i militari hanno esteso l’accesso anche nel domicilio della sua convivente, ritenendo quella fosse la vera residenza del contribuente. All’esito della verifica innescata da tale ulteriore accesso, l’Agenzia delle Entrate emetteva tre avvisi di accertamento (per Irpef 1995 e 1996 e per Iva 1996), impugnati con successo presso la competente Commissione tributaria provinciale; l’annullamento veniva disposto dalla Commissione nella considerazione che l’accesso era stato autorizzato dal pubblico ministero presso l’abitazione del ricorrente, e non anche presso l’abitazione della sua convivente, dove era stato in effetti eseguito e dove era stata reperita la documentazione contabile riferita al contribuente verificato. Tale decisione veniva confermata in appello dalla Commissione tributaria regionale. Anche la Suprema Corte decide per l’infondatezza della richiesta della Guardia di Finanza precisando che l’autorizzazione del PM è stata prevista come opportuno filtro preventivo all’azione accertativa in materia fiscale in tutte le fattispecie coinvolgenti il domicilio del contribuente, posto che il domicilio è per disposizione costituzionale comunque inviolabile, salvo che nei casi e modi stabiliti dalla legge. Si giunge quindi al seguente principio: “in tema di accessi, ispezioni e verifiche da parte degli uffici finanziari, l’autorizzazione all’accesso data dal Procuratore della Repubblica legittima solo lo specifico accesso in tal senso autorizzato; sicché in base ad essa non è consentito agli uffici finanziari accedere in altri luoghi ove si ritenga che l’abitazione debba essere individuata in via di fatto”.

CANONI DI LOCAZIONE - Tracciabilità dei pagamenti - 23/04/2014
L’obbligo di tracciabilità di pagamento dei canoni di locazione è stato introdotto con la Legge di stabilità 2014 che aveva escluso i pagamenti non tracciabili, qualunque fosse l’importo degli stessi. Inizialmente, nel silenzio della disposizione, si ritennero applicabili le sanzioni previste dalla disciplina antiriciclaggio in tema di violazione delle norme in tema di circolazione del contante: sanzioni salatissime, comprese tra l’1 e il 40% dell’importo trasferito, con una soglia minima di 3.000 euro. Con la nota DT 10492 del 5 febbraio 2014 il Mef ha precisato che è comunque possibile il pagamento dei canoni in contanti, se l’importo non supera i 999,99 euro, in quanto la sanzione prevista dalla disciplina antiriciclaggio è confinata soltanto ai casi in cui sia superata la soglia prevista in tema di circolazione del contante. La tracciabilità richiesta dalla norma potrà quindi essere soddisfatta fornendo una semplice prova documentale: la vecchia e cara “ricevuta”, in altre parole. Nel caso in cui non sia assicurata la tracciabilità dei pagamenti sono però precluse le agevolazioni di natura fiscale. Pertanto, non si potrebbero indicare in dichiarazione, ad esempio, le detrazioni spettati ai conduttori per i contratti di locazione delle unità immobiliari a uso abitativo utilizzate quali abitazioni principali. L’anno prossimo, quindi, il contribuente che voglia fruire della detrazione in oggetto non potrà limitarsi a fornire copia del contratto di locazione, ma dovrà altresì conservare copia delle ricevute di pagamento dei singoli canoni di locazione.

RIALLINEAMENTO PER GLI IMMOBILI - Imposta sostitutiva per il riconoscimento dei maggiori valori fiscali - 15/04/2014
La legge di stabilità 2014 prevede la possibilità di riallineare i valori civili e fiscali dei beni di impresa. Una situazione che potrebbe rendere interessante l’opzione per il riallineamento può essere rappresentata dal caso di un’impresa che ha rivalutato gli immobili soltanto ai fini civilisti nel bilancio 2008, così come consentito dal D.L. n. 185/2008. L’operazione comporta il versamento della imposta sostitutiva del 16% per i beni ammortizzabili e del 12% per i beni non ammortizzabili, sulla differenza tra valore civilistico e valore riconosciuto fiscalmente, presente a chiusura del bilancio 2012 e non riassorbita nel corso del 2013 (circolare n. 18/E del 2006).

SISMA 2012 - Il modello per la richiesta del credito d’imposta - 14/04/2014
Con il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate 2014/52663 dell’11.04.2014, sono stati approvati i modelli per la richiesta di attribuzione del credito d’imposta. Il modello deve essere utilizzato dalle imprese e dai lavoratori autonomi, che alla data del 20 maggio 2012 avevano sede legale od operativa e svolgevano attività di impresa o di lavoro autonomo in uno dei comuni interessati dal sisma del 20 e del 29 maggio 2012, per chiedere l’attribuzione del credito d’imposta pari ai costi sostenuti per la ricostruzione, il ripristino o la sostituzione dei beni distrutti o danneggiati, nonché per la realizzazione degli interventi di miglioramento sismico degli edifici. Per poter usufruire del credito d’imposta, i danni devono essere certificati dal Comune, vale a dire che il professionista o l’imprenditore, prima di accedere all’agevolazione, deve aver denunciato la situazione all’Amministrazione municipale, per la verifica del danno da parte della stessa. I costi agevolabili sono quelli sostenuti entro il 30 giugno 2014. Il credito d'imposta sarà utilizzabile, esclusivamente in compensazione. La richiesta è presentata all’Agenzia delle Entrate in via telematica, utilizzando il software denominato “Creditosisma2012”.

IMMOBILI DI LUSSO - Pignorabile anche la prima casa - 09/04/2014
Il decreto "del fare" ha reso la procedura di espropriazione immobiliare meno invasiva nei confronti dei contribuenti. Ora il pignoramento immobiliare non può essere effettuato se l'immobile ha tutte le seguenti caratteristiche: è destinato a uso abitativo e il debitore vi risiede anagraficamente; è l'unico immobile di proprietà del debitore; non è di lusso (cioè con le caratteristiche previste dal decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 agosto 1969, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 27 agosto 1969, n. 218), ovvero è una villa (A/8), un castello o un palazzo di eminente pregio artistico o storico (A/9). L'espropriazione degli altri immobili non prima casa, invece, è sempre possibile solo se il credito risultante da una cartella di pagamento sia superiore a euro 120.000 e se sono trascorsi almeno sei mesi dall'iscrizione ipotecaria (in passato quattro mesi). Le due condizioni devono concorrere. Inoltre possono essere pignorati tutti gli altri immobili la cui categoria catastale non è di tipo abitativo come ad esempio gli uffici e gli studi privati (A/10). In proposito, Equitalia ha precisato che con l'espressione immobile "adibito ad uso abitativo" il Legislatore ha inteso fare riferimento alla classificazione catastale del bene e non alla destinazione d'uso di fatto. Sono quindi esclusi gli uffici utilizzati di fatto a titolo abitativo. Con riferimento invece alle pertinenze, quali ad esempio i box auto e le cantine (C/6 e C/2), secondo quanto chiarito dalla stessa Equitalia, anche se le pertinenze sono accatastate separatamente dall'immobile principale, si considerano a ogni effetto "parte integrante" dell'abitazione principale. Pertanto anche in tale ipotesi (sui predetti immobili) si applica il divieto di pignoramento. Al fine di comprendere se le predette unità immobiliari abbiano o meno la natura di pertinenze assumeranno rilievo decisivo le risultanze dell'atto di acquisto, essendo necessario verificare se sia stato costituito o meno il c.d. "vincolo pertinenziale".

CREDITO IVA TRIMESTRALE - Compensazione dopo la presentazione dell’istanza - 08/04/2014
Per ottenere il rimborso e/o utilizzare in compensazione il credito IVA trimestrale è necessario presentare in via telematica il mod. IVA TR entro l’ultimo giorno del mese successivo al trimestre. Per il primo trimestre del 2014 il termine corrisponde, quindi, al prossimo 30 aprile. Una volta presentata l’istanza si dovrà presentare il modello F24 con i seguenti codici tributo: 6036 (primo trimestre 2014); 6037 (secondo trimestre); 6038 (terzo trimestre). Il credito trimestrale che si intende utilizzare in compensazione nel mod. F24 concorre al raggiungimento del nuovo limite annuo di € 700.000 (elevato a € 1.000.000 per le imprese subappaltatrici del settore edile con volume d’affari dell’anno precedente costituito per almeno l’80% da prestazioni rese a seguito di contratti di subappalto). Come precisato dall’Agenzia delle Entrate nel Comunicato stampa 20.7.2004, i crediti IVA trimestrali sono soggetti al limite annuale di € 700.000/1.000.000 se utilizzati in compensazione, mentre non vi sono limiti se richiesti a rimborso. Per compensare crediti trimestrali oltre i primi 15.000 euro, l'istanza di rimborso/compensazione non prevede l'apposizione del visto di conformità da parte degli intermediari abilitati o dei soggetti che esercitano il controllo legale dei conti. L'invio delle istanze relative ai primi tre trimestri dell'anno (da spedire senza visto), con il conseguente utilizzo dei crediti Iva trimestrali in F24, consente di ridurre il credito annuale, per il quale, invece, è necessario il visto di conformità.

CREDITI VERSO LA P.A. - L'istanza per la certificazione dei crediti - 03/04/2014
A partire da maggio 2012, vi è l’obbligo, a carico della Pubblica amministrazione, di certificare, su richiesta, le somme vantate a credito da imprese e professionisti per somministrazioni, forniture, appalti e prestazioni professionali, allo scopo di favorire lo smobilizzo dei crediti vantati dai predetti soggetti. L’istanza per la certificazione può essere prodotta esclusivamente per i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili. Fanno eccezione, in quanto non certificabili, le somme relative a debiti fuori bilancio delle Amministrazioni. Gli enti destinatari della richiesta sono le Amministrazioni statali, centrali e periferiche, Regioni e Province autonome, enti locali ed enti del Servizio sanitario nazionale. Restano, invece, esclusi dalla procedura gli enti locali commissariati, gli enti del Servizio sanitario nazionale delle Regioni sottoposte a piano di rientro dai disavanzi sanitari, gli organi costituzionali e a rilevanza costituzionale, le CCIAA, gli enti pubblici economici, gli enti e organismi di diritto privato e le società a partecipazione pubblica. L’istanza viene presentata attraverso la preventiva registrazione alla piattaforma telematica predisposta dal MEF (http://certificazionecrediti.mef.gov.it/CertificazioneCredito/home.xhtml) sia del creditore che dell’ente certificante. Se il creditore è una società o un’impresa individuale, può operare sulla piattaforma direttamente attraverso il titolare o un suo rappresentante. Se il creditore è, invece, una persona fisica (ad esempio un libero professionista), deve preventivamente effettuare un riconoscimento presso la P.A. e, con le credenziali di accesso ricevute, completare l’accreditamento al sistema telematico.

VISURE CATASTALI E IPOTECARIE - Da oggi accessibili con un click - 01/04/2014
Da oggi le visure catastali potranno essere consultate direttamente dal sito dell’Agenzia delle entrate, comodamente da casa. Con il comunicato stampa dell’Agenzia delle entrate del 31 marzo viene infatti precisato che i contribuenti potranno accedere, attraverso la registrazione ai canali telematici Entratel e Fisconline ad un ampio spettro di dati relativi ai propri immobili. Sarà possibile, infatti, ottenere la completa visura catastale (per soggetto e per immobile), nonché la mappa con la particella dei terreni, la planimetria del fabbricato e la visura ipotecaria.

VIES - Possibile l'iscrizione telematica - 27/03/2014
Semplificate le modalità d’iscrizione al VIES (Vat information exchange system). È bene premettere che l’inclusione nell’archivio Vies è condizione necessaria, per coloro che esercitano attività di impresa, arte o professione nel territorio dello Stato (o vi istituiscono una stabile organizzazione), per poter effettuare operazioni intracomunitarie. La richiesta può essere effettuata direttamente nella dichiarazione di inizio attività oppure, successivamente, inviando un’istanza all’ufficio o, è questa la novità, un’istanza telematica in modalità diretta. Con il comunicato stampa diffuso ieri, l’Amministrazione Finanziaria ha reso noto che è attivo il nuovo servizio che consente ai soggetti già titolari di partita Iva, abilitati a Fisconline o Entratel, di richiedere direttamente in via telematica la propria iscrizione nell’archivio VIES. La nuova modalità telematica d’iscrizione al VIES si affianca alla modalità tradizionale che prevede che i contribuenti già in possesso di partita Iva, per essere iscritti nell’archivio Vies, devono necessariamente presentare l’apposita istanza - a mano, con raccomandata o via Posta elettronica certificata (Pec) – all’ufficio. Entro 30 giorni dal ricevimento della dichiarazione di volontà a porre in essere operazioni intracomunitarie, l’Agenzia effettua le analisi propedeutiche all’inserimento della posizione nel Vies. Il soggetto interessato può verificare l’avvenuta inclusione della propria posizione nell’archivio Vies utilizzando il servizio di verifica online. Nel comunicato stampa diffuso ieri dall’Amministrazione Finanziaria si confermano le regole generali per l’inclusione negli archivi VIES. Vale il silenzio – assenso, ovvero se dall’analisi preliminare non emergono elementi di rischio di finalità evasive o di frode, il soggetto viene automaticamente incluso nell’archivio il trentunesimo giorno successivo a quello della attribuzione della partita Iva o della ricezione dell’istanza. In caso contrario, l’ufficio emette un provvedimento motivato di diniego che preclude l’inserimento nel Vies.

REDDITOMETRO - Più leggero per le coppie di fatto - 26/03/2014
Con la nuova procedura di individuazione della famiglia prevista dall'Agenzia delle Entrate nella circolare 6/E/2014 nel nuovo redditometro si aprono nuove possibilità di difesa per le coppie di fatto e per le famiglie allargate. L’Agenzia delle Entrate infatti in precedenza partiva dal concetto di “famiglia fiscale” ricostruito sulla base dei dati delle dichiarazioni presentate dai contribuenti e costituita dal coniuge (anche se non fiscalmente a carico) dai figli e/o dagli altri familiari fiscalmente a carico. Secondo il Garante della Privacy, la procedura palesava una serie di segnalazioni che evidenziavano come il procedimento predisposto dall'Agenzia delle Entrate fosse inadeguato rispetto alla situazione reale. Con la circolare 6 dell’11 marzo scorso l’Agenzia delle Entrate, al fine di evitare errori grossolani, ha comunicato che una volta selezionato il soggetto da sottoporre a controllo l’Ufficio dovrà, prima ancora di inviare l’invito formale, effettuare i necessari riscontri sulla situazione familiare del soggetto aggiornando la composizione del nucleo familiare. Il contribuente, in sede di primo contraddittorio con l’Ufficio, potrà fornire una diversa rappresentazione della propria situazione familiare, con conseguente attribuzione della nuova tipologia familiare. Al riguardo si fa presente che la famiglia anagrafica comprende, oltre al coniuge unito in matrimonio e ai familiari a carico, anche i figli maggiorenni e gli altri familiari conviventi non fiscalmente a carico, nonché, più in generale, i conviventi di fatto. In questo modo il conto del nuovo redditometro può rivelarsi meno pesante per coppie di fatto e famiglie allargate. La presenza di un maggior numero di componenti è in grado di riportare a situazioni di congruità eventuali disallineamenti tra redditi dichiarati e quelli ricostruiti dal Fisco attraverso spese (certe e per elementi certi), risparmi e investimenti oltre la soglia limite del 20 per cento.

MODELLO IRE - Entro il 31 marzo invio della comunicazione - 25/03/2014
I contribuenti che intendono beneficiare della detrazione Irpef/Ires del 55%-65% per le spese sostenute nel 2013 relative a interventi di riqualificazione energetica iniziati o proseguiti in tale anno, ma che proseguono anche nel 2014, devono inviare telematicamente all’Agenzia delle Entrate l'apposito modello IRE entro il 31 marzo 2014, per consentire all’Erario il monitoraggio delle detrazioni fiscali in corso di maturazione da parte dei contribuenti, suddivisi per ciascun esercizio. La comunicazione non deve essere presentata se i lavori iniziano e si concludono nello stesso periodo d’imposta (es: lavori iniziati e terminati nel 2013) o se nel periodo precedente a quello di ultimazione dei lavori non sono state sostenute spese (es: lavori iniziati nel 2013 e ultimati nel 2014 senza sostenimento di spese nel 2013). Si precisa che per individuare il periodo d'imposta di sostenimento delle spese, deve farsi riferimento al principio di cassa (data di pagamento) per i privati e per i lavoratori autonomi, ovvero al principio di competenza per i soggetti esercenti attività d'impresa. Come chiarito nelle istruzioni al modello, nel caso in cui l’immobile oggetto di interventi di risparmio energetico risulti di proprietà di più soggetti ovvero sia detenuto da più soggetti che sostengono le relative spese, la comunicazione modello IRE può essere trasmessa anche da uno solo di essi. Per gli interventi su parti comuni di condomini, la comunicazione può essere trasmessa dall’amministratore del condominio o da uno dei condomini. Se i lavori si protraggono in più periodi d’imposta successivi al 2013 (cioè almeno 3 periodi d'imposta), la comunicazione dovrà essere inviata entro 90 giorni dal termine di ciascun periodo d’imposta in cui sono state sostenute spese agevolabili.

SOCIETA' DI COMODO - Interpelli ai nastri di partenza - 21/03/2014
Le istanze di interpello disapplicativo alla normativa delle società di comodo devono essere necessariamente presentate almeno 90 giorni prima della scadenza del termine previsto per l’invio della dichiarazione dei redditi. Entro il 2 luglio i contribuenti interessati dalla normativa dovranno quindi mettere nero su bianco le “oggettive situazioni” che impediscono il superamento del test di operatività o delle perdite triennali. Eccetto i noti casi descritti dalla circolare 44/E de 2007 e relativi alle imprese immobiliari, alle holding e alle società in liquidazione volontaria, per le altre imprese la giurisprudenza ha definito, con una serie di sentenze, un quadro abbastanza eterogeneo di situazioni in grado di giustificare il mancato superamento del test di operatività o delle perdite triennali. Possiamo, a tal proposito, richiamare alcune sentenze favorevoli ai contribuenti, con le quali Giudici hanno riconosciuto alle imprese la possibilità di disapplicare la disciplina delle società di comodo. Più nello specifico può essere ricordato il caso della società agricola che necessitava di lunghi tempi prima della messa a regime delle coltivazioni (CTP Grosseto, sentenza n.105 del 2010), oppure quello di una società che in mancanza del necessario certificato di agibilità non ha potuto conseguire i ricavi (CTP Avellino, sentenza n.316 del 2010), oppure il caso della società che aveva concesso in affitto la propria azienda alberghiera ritraendone canoni non in linea con i parametri previsti dalla disciplina (CTP Udine, sentenza n.41 del 2012).

DECADENZA RATEAZIONE - I chiarimenti del Fisco - 20/03/2014
L'art. 19, co. 3, D.P.R. 602/1973 ha innalzato da due a otto il numero delle rate non pagate che determina l’annullamento del beneficio alla rateazione. Rileva il mancato pagamento anche di rate “non consecutive” nel corso dell’intero piano di rateazione. L’innalzamento (da due a otto) del numero delle rate il cui mancato pagamento determina la decadenza dal beneficio della rateazione è applicabile ai piani di rateizzazione, non decaduti, già in essere alla data di entrata in vigore del “Decreto Fare”, ossia alla data del 22 giugno 2013. Inoltre, il citato Decreto Fare, con riferimento alla disciplina della rateazione delle somme iscritte a ruolo, ha previsto che, ove il debitore si trovi, per ragioni estranee alla propria responsabilità, in una comprovata e grave situazione di difficoltà legata alla congiuntura economica, la rateazione può essere aumentata fino a centoventi rate mensili. Anche tale disposizione risulta applicabile ai piani di rateazione già accordati alla data di entrata in vigore della modifica normativa.

DETRAZIONI - Eliminato il nuovo limite del bonus mobili - 14/03/2014
La detrazione fiscale al 50% (in 10 anni) per l'acquisto di mobili o elettrodomestici (in classe A+, solo A per i fondi) torna a essere slegata al livello di spesa per il recupero edilizio. L’unico limite in vigore è quello di 10.000 euro. Con il Decreto approvato nel consiglio dei ministri di mercoledì 12 marzo viene eliminata la norma della legge di stabilità 2014 che vietava alla spesa per i mobili di essere superiore a quella di recupero edilizio. L’articolo 16, comma 2 del D.L. 4 giugno 2013, n. 63 riconosce una specifica detrazione Irpef, nella misura del 50%, con riferimento a determinate spese “di arredamento” sostenute nell’ambito di interventi di recupero del patrimonio edilizio. Con le modifiche portate dalla Legge di Stabilità 2014 la detrazione in questione, oltre ad essere prorogata a tutto il 2014, aveva subito un nuovo vincolo: le spese agevolate non potevano "essere superiori a quelle sostenute" (cioè pagate) per i “lavori di ristrutturazione” dei fabbricati da arredare. La nuova disposizione aveva, in sostanza, limitato le spese per gli arredi e gli elettrodomestici all'importo pagato per la ristrutturazione del fabbricato da arredare. Con il provvedimento del Consiglio dei Ministri del 12 marzo è stato eliminato questo tetto massimo di spesa. Oggi dunque, con il decreto legge, si può ad esempio spendere per i mobili 9.000 euro, a fronte di una spesa di recupero edilizio di 6.000. Purché la spesa per i mobili resti entro il tetto massimo di 10.000 euro.

RISPARMIO ENERGETICO - Detrazione anche per caldaie a biomassa - 13/03/2014
In seguito alla pubblicazione (nella G.U. n° 302 del 27/12/2013) della Legge 27 dicembre 2013 n° 147 (Legge di Stabilità 2014), nel caso di interventi di efficienza energetica, le detrazioni fiscali sono prorogate nella misura del 65%, per spese sostenute dal 6/6/2013 al 31 dicembre 2014 e nella misura del 50%, per spese sostenute dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2015. Nel caso di interventi relativi a parti comuni di edifici condominiali o che interessino tutte le unità di un condominio, queste detrazioni sono prorogate nella misura del 65%, per spese sostenute dal 6/6/2013 al 30 giugno 2015. E nella misura del 50%, per spese sostenute dal 1° luglio 2015 al 30 giugno 2016. L’agevolazione per risparmio energetico (Detrazione Irpef pari al 65%) è prevista anche in caso di sostituzione della caldaia con una alimentata a biomassa combustibile, ma l'intervento deve essere riferito all'intero edificio e non alle singole unità immobiliari che lo compongono.

RIMBORSI IVA - Più veloci per i contribuenti a “basso rischio” - 12/03/2014
Con la Circolare n. 5 del 10.03.2014, l’Amministrazione Finanziaria ha fornito le linee guida per lo svolgimento da parte degli uffici dell’attività istruttoria volta a verificare la spettanza dei rimborsi IVA. Pervenuta la richiesta di rimborso Iva, gli uffici devono considerare il livello di rischio sulla base dei seguenti parametri: continuità aziendale; tipo di attività svolta; natura giuridica del contribuente; regolarità delle dichiarazioni e dei versamenti in un arco temporale definito; assenza di accertamenti e verifiche in un arco temporale definito; assenza di carichi pendenti; coerenza degli importi chiesti a rimborso e dei presupposti in un arco temporale definito; assenza di frodi e violazioni penali tributarie; conoscenza del soggetto da parte dell'ufficio, in quanto fisiologicamente a credito. Individuato il livello di rischio, gli uffici, in considerazione dell’elevarsi del livello di rischio dei rimborsi, diversificano le richieste di documentazione e i controlli da effettuare prima dell’erogazione. Di conseguenza, minore sarà la documentazione da richiedere ai soggetti che presentano in basso livello di rischio. I minori controlli previsti per i soggetti che presentano un basso livello di rischio consentirà di ridurre significativamente i tempi di lavorazione di tali istanze, a tutto vantaggio dei contribuenti che si sono dimostrati nel corso del tempo leali nel confronti del fisco.

MILLEPROROGHE - Confermate le detrazioni per familiari non residenti - 11/03/2014
La conversione in Legge del c.d. Decreto Milleproroghe (D.L. 150/2013), L. 15/2014, pubblicata in G.U. n. 49 del 28 febbraio 2014, conferma, anche per il 2014, in deroga all’art. 24, co. 3, del Tuir, la spettanza delle detrazioni per carichi di famiglia ai soggetti non residenti. Tra i familiari figurano il coniuge e i figli ancorché residenti all'estero. Questa rappresenta l’ennesima proroga del beneficio fiscale in questione, introdotto per la prima volta dalla Finanziaria 2007 e prorogato con successivi interventi. È bene sottolineare che l’ottenimento della detrazione in questione è subordinata alla preventiva presentazione di idonea documentazione. E' necessario, inoltre, che nel Paese di residenza non si ottenga alcun beneficio fiscale connesso ai carichi familiari. Si segnala, inoltre, che i familiari devono essere in possesso di un proprio codice fiscale, da richiedere all’amministrazione fiscale italiana (C.M. 34/E/2008, par. 2 e 3). Se successivamente alla presentazione della prima dichiarazione dei redditi la situazione dei carichi di famiglia del cittadino extracomunitario non risulta modificata, non sarà necessario presentare una nuova documentazione, essendo sufficiente una mera autocertificazione con cui il contribuente attesti, confermandola, che la situazione familiare precedentemente indicata è rimasta invariata. In caso contrario, dovrà essere presentata una nuova ed aggiornata documentazione.

IVA - Quando occorre la dichiarazione preventiva per le compensazioni - 10/03/2014
L’Agenzia delle Entrate nel corso di Telefisco 2014 ha chiarito che la compensazione dei crediti che trovano origine nelle imposte sui redditi, ai fini Irap, e più in generale nelle nuove limitazioni introdotte dalla legge di stabilità, è completamente libera fino a 15.000 euro, mentre per gli utilizzi oltre la predetta soglia è necessaria l’apposizione del visto, ma senza che sia necessaria la presentazione preventiva della dichiarazione annuale. Per la compensazione Iva rimangono invece in vigore le vecchie regole. La novità riguarda i crediti maturati dal 2013 il cui utilizzo in compensazione orizzontale è possibile dal primo giorno del periodo d’imposta successivo, ossia dall’1.1.2014 per i contribuenti con esercizio coincidente con l’anno solare. Si sottolinea il fatto che il chiarimento dato dall’Agenzia delle Entrate riguarda esclusivamente le compensazioni con crediti derivanti da imposte dirette. Le regole Iva rimangono pertanto immutate e prevedono che l’utilizzo superiore a € 5.000 sia consentito dal 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione Iva. Rimane dunque necessario che la dichiarazione Iva venga inviata telematicamente all’Agenzia delle Entrate prima di effettuare la compensazione. Inoltre, qualora il credito utilizzato superi il limite di € 15.000, è necessario che la dichiarazione Iva sia munita di visto di conformità.

REATI FISCALI - Attenuanti dopo il pagamento - 07/03/2014
Nei reati fiscali, la possibilità di beneficiare delle circostanze attenuanti o di richiedere il patteggiamento è legata al pagamento di quanto dovuto all’Erario. In seguito dell’entrata in vigore della c.d. manovra di Ferragosto (D.L. 138/2011 – L. conv. n. 148/2011), il pagamento del debito tributario garantisce la diminuzione della pena fino a un terzo, con la possibilità per il contribuente di accedere al patteggiamento. L’estinzione del debito fiscale relativo ai fatti costitutivi dei delitti, rilevante ai fini delle attenuanti e del patteggiamento, può avvenire sia mediante le procedure conciliative sia attraverso l’accertamento con adesione. A tal proposito la circolare del Ministero delle Finanze n. 154 del 2000, in virtù della formula normativa “aperta”, ritiene applicabili tutte le tipologie di definizione dei rapporti tributari, quali l'accertamento con adesione, la conciliazione giudiziale, l'acquiescenza da parte del contribuente e il ravvedimento, nonché tutte quelle, eventuali, di futura introduzione. Il documento ministeriale precisa che “il pagamento del debito tributario è effettuato secondo le regole e le modalità proprie della tipologia di definizione adottata”.

APE - Le novità del Destinazione Italia - 04/03/2014
Nella compravendita immobiliare, negli atti di trasferimento di immobili a titolo oneroso e nei nuovi contratti di locazione di edifici o di singole unità immobiliari soggetti a registrazione, viene inserita un’apposita clausola con la quale l'acquirente o il conduttore dichiarano di aver ricevuto le informazioni e la documentazione, comprensiva dell'attestato, in ordine alla attestazione della prestazione energetica degli edifici. La copia dell'Ape deve essere altresì allegata al contratto, tranne che nei casi di locazione di singole unità immobiliari. In caso di omessa dichiarazione (da raccogliere in un’apposita clausola) o allegazione dell’attestato, se dovuta, le parti sono soggette al pagamento, in solido e in parti uguali, della sanzione amministrativa pecuniaria che va da 3.000 a 18.000 euro. Per i contratti di locazione di singole unità immobiliari l’omessa dichiarazione comporta a carico delle parti il pagamento in solido e in quote uguali di una sanzione amministrativa che va da un minimo di 1.000 a un massimo di 4.000 euro e, se la durata della locazione non eccede i tre anni, la sanzione si riduce della metà. In sede di conversione del decreto, è stato aggiunto che il pagamento della sanzione amministrativa non esenta comunque dall'obbligo di presentare la dichiarazione o la copia dell'attestato di prestazione energetica entro quarantacinque giorni. Un nuovo comma all'articolo 1 (comma 8-quater) prevede che gli annunci non devono riportare gli indici di prestazione energetica, né la classe energetica se riguardano la locazione di edifici residenziali utilizzati meno di quattro mesi l'anno.

BONUS MOBILI - Torna il tetto di spesa - 28/02/2014
Con la decadenza del “Salva Roma” (e senza un ulteriore intervento del Governo) torna operativa la norma con cui si prevede che la spesa per l'acquisto degli arredi non possa mai essere superiore al conto dei lavori di ristrutturazione. L’articolo 16 del D.L. 4 giugno 2013, n. 63, comma 2 riconosce una specifica detrazione Irpef, nella misura del 50%, con riferimento a determinate spese “di arredamento” sostenute nell’ambito di interventi di recupero del patrimonio edilizio. Presupposti – Le condizioni per poter beneficiare del bonus mobili sono sostanzialmente due: 1. l’esecuzione di un intervento di recupero del patrimonio edilizio con sostenimento di una spesa per cui si fruisce della detrazione del 50%; 2. l’acquisto di mobili destinati all’arredo dell’immobile oggetto dell’intervento. Ai sensi dell’articolo 16, comma 2, D.L. n. 63/2013, secondo periodo: “La detrazione di cui al presente comma, da ripartire tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo, è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro”. Con le modifiche portate dalla Legge di Stabilità 2014 la detrazione in questione, oltre ad essere prorogata a tutto il 2014, aveva subito un nuovo vincolo: le spese agevolate non potevano "essere superiori a quelle sostenute" (cioè pagate) per i “lavori di ristrutturazione” dei fabbricati da arredare. La nuova disposizione aveva, in sostanza, limitato le spese per gli arredi e gli elettrodomestici all'importo pagato per la ristrutturazione del fabbricato da arredare. Il D.L. 151/2013 aveva poi annullato, prima ancora che diventasse operativa, la novità introdotta dalla Legge di Stabilità. La modifica da essa apportata sarebbe, infatti, entrata in vigore dal 1° gennaio 2014. Ora però con la caduta del “Salva Roma” torna/resta in vigore il requisito di spesa previsto dalla Legge di Stabilità (comma 139, lettera d, legge 147/2013). Senza un ulteriore intervento legislativo, pertanto, la spesa per l'acquisto degli arredi non potrà mai essere superiore al conto dei lavori di ristrutturazione. Ad esempio, chi ha speso 3.000 euro per rifare da zero l'impianto elettrico di casa, potrà applicare la detrazione al massimo su 3.000 euro (anziché 10.000) di fatture per l'acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.

PERDITE SU CREDITI - Il fallimento apre il periodo di deducibilità - 27/02/2014
Se il debitore è assoggettato a procedure concorsuali, gli "elementi certi e precisi " posti dalla legge quali requisiti per la deducibilità della perdita su crediti si considerano sussistere ex lege. La sentenza dichiarativa di fallimento apre quindi il periodo a decorre dal quale la perdita su crediti potrà essere dedotta: tuttavia, l’anno di effettiva deduzione della perdita stessa deve seguire le normali regole sulla competenza, e la perdita che potrà essere dedotta corrisponderà a quella stimata dal redattore del bilancio. Ci si chiede, ora, se sia possibile rilevare una perdita su crediti se il fallimento è intervenuto nel periodo che intercorre tra la chiusura dell’esercizio e l’approvazione del bilancio. L’orientamento maggioritario tende a negare tale possibilità: pertanto sarà possibile rilevare la perdita su crediti solo nell’esercizio in cui la sentenza dichiarativa di fallimento è effettivamente intervenuta. Pertanto, nel caso in cui il creditore sia fallito prima del 31.12.2013, ma l’azienda ne abbia conoscenza solo dopo il termine dell’esercizio (ma prima dell’approvazione del bilancio) allora si potrà contabilizzare la perdita già nell’esercizio 2013. Nel caso in cui, invece, la sentenza dichiarativa di fallimento intervenga nel 2014 sarà sempre necessario procedere alla deduzione della perdita in quest’ultimo esercizio.

RATEAZIONE DEBITI TRIBUTARI – I diversi istituti - 26/02/2014
In primo luogo meritano di essere ricordate le disposizioni in tema di avvisi bonari: i contribuenti possono vedersi ridotte le sanzioni a 1/3 del minimo qualora provvedano al versamento degli importi dovuti a seguito di controllo automatico entro 30 giorni, così come possono versare le sanzioni ridotte a 2/3 in caso di versamento, sempre entro 30 giorni, degli importi dovuti a seguito di controllo formale. I termini appena richiamati si allungano nel caso in cui l’avviso telematico sia inviato direttamente all’intermediario: ai 30 giorni canonici se ne aggiungono ben 60, portando i termini di pagamento a 90 giorni. Il pagamento può anche avvenire in rate trimestrali, dal numero massimo variabile in funzione degli importi. Più precisamente, potranno essere versate fino a 6 rate trimestrali se l’importo non supera i 5.000 euro, mentre le rate passano a 20 se gli importi superano quest’ultima soglia. Nel caso, invece, degli accertamenti con adesione è consentito il pagamento in 8 o 12 rate trimestrali, a seconda che il debito complessivo sia inferiore o superiore a 51.645,69 euro. Tale possibilità è stata altresì estesa a tutti gli altri strumenti deflattivi del contenzioso: dall’adesione ai PVC, all’adesione ai c.d. “inviti a comparire”, all’acquiescenza all’avviso di accertamento. In relazione infine ai debiti con Equitalia, sono ben quattro i piani di rientro che possono essere accordati dall’agente alla riscossione: 1. Piano ordinario con durata massima di 72 rate; 2. Piano ordinario in proroga, sempre da 72 rate; 3. Piano straordinario con durata massima di 120 rate; 4. Piano straordinario in proroga di 120 rate. La rateazione in proroga è concessa al contribuente in caso di peggioramento della situazione di difficoltà che non consente più di sostenere il piano di dilazione in corso, sia ordinario sia straordinario, mentre la rateazione straordinaria, resa operativa con il D.M. Economia del 6 novembre scorso, è concessa a coloro che dimostrino: - l’impossibilità di far fronte alla rateazione ordinaria; - la solvibilità della rata, così come determinata a seguito della maxi-dilazione. Entrambi i requisiti sono soddisfatti dimostrando il rispetto di apposite percentuali di incidenza della rata del debito sull’Indicatore della situazione reddituale (per le persone fisiche) o sul valore della produzione (per le imprese).

RIVALUTAZIONE BENI DI IMPRESA – Effetti sull’ACE - 25/02/2014
Nel valutare la convenienza a effettuare la rivalutazione dei beni d’impresa è necessario tenere in considerazione anche il fatto che la riserva di rivalutazione aumenta, già dal 2013, la base Ace dei soggetti Irpef (per le quali tutto il patrimonio netto è agevolato), con un beneficio immediato (deduzione del 3% dall'imponibile) nel versamento dell'Irpef dei soci del 16 giugno prossimo. L'incremento patrimoniale non dovrebbe invece avere efficacia per l'incentivo delle società di capitali, trattandosi di posta valutativa e soggetta a vincoli di distribuzione (Assonime, circolare 17/2012). La legge di stabilità 2014 (L. 147/2013) ha previsto una nuova possibilità di rivalutare i beni d’impresa, a distanza di qualche anno dall’ultima opportunità in tal senso disposta dal D.L. n. 185/2008. La rivalutazione richiede il pagamento di un'imposta sostitutiva del 16% (beni ammortizzabili), ridotta al 12% per i beni non ammortizzabili (terreni e immobili non strumentali) e le partecipazioni. Il versamento dell'imposta avviene in tre rate annuali (giugno 2014, 2015, 2016) senza interessi. L'iscrizione dei maggiori valori si effettua nel bilancio 2013, rilevando, in contropartita dell'importo attivo, una specifica riserva a cui si imputa l'imposta sostitutiva. I motivi che potrebbero indurre ad effettuare la rivalutazione consistono generalmente, ai fini fiscali, nella previsione di cedere, anche se non nel breve periodo, i beni rivalutati e di assoggettare il loro maggior valore a un’imposta sostitutiva anziché all’imposizione ordinaria. Tra le valutazioni di convenienza non si devono però dimenticare gli effetti che la rivalutazione porta ai fini Ace. Per i soggetti Irpef in regime di contabilità ordinaria la base dell’Ace (su cui calcolare la deduzione del 3%) è costituita dal patrimonio netto risultante alla fine di ciascun esercizio aumentato quindi per effetto della rivalutazione. In sostanza la riserva di rivalutazione confluisce nel patrimonio netto e per questo i soggetti Irpef possono usufruire di una maggior agevolazione Ace.

IMPOSTE SUI TRASFERIMENTI IMMOBILIARI – I chiarimenti del Fisco - 24/02/2014
Con la Circolare 2/E del 21.02.2014, l’Amministrazione Finanziaria fornisce chiarimenti in merito all’applicazione delle nuove imposte d’atto sui trasferimenti immobiliari efficaci dal 1° Gennaio 2014. A seguito della citata riforma, le aliquote applicabili ai trasferimenti immobiliari a partire dal 1° Gennaio 2014 sono 3: - 9%, per gli atti traslativi a titolo oneroso della proprietà di beni immobili in genere e atti traslativi o costitutivi di diritti reali immobiliari di godimento; - 2%, per i trasferimenti aventi a oggetto case di abitazione (escluse quelle rientranti nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9), ove ricorrano i benefici “prima casa”; - 12%, per i trasferimenti aventi a oggetto terreni agricoli e relative pertinenze a favore di soggetti diversi dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali, iscritti nella relativa gestione previdenziale e assistenziale. Si ricorda, inoltre, che viene introdotto un importo minimo dell’’imposta di registro pari a 1.000 euro. Dal 1° gennaio 2014, scompaiono, le agevolazioni legate alle seguenti categorie: • immobili di interesse storico, artistico e archeologico; • fabbricati o porzioni di fabbricato ceduti in esenzione da Iva nei confronti di imprese di rivendita di immobili; • immobili in favore dello Stato o di enti pubblici territoriali; • immobili situati all’estero; • immobili in favore di Onlus o di istituzioni riordinate in aziende di servizi. L’Amministrazione Finanziaria chiarisce che rimangono, invece in vigore le agevolazioni previste nei trasferimenti patrimoniali operati nell'ambito di un procedimento di separazione e di divorzio (completo regime di esenzione - previsto dall’art. 19, L. 74/1987).

DETRAZIONE 50% - Ristrutturazione anche con spostamento - 17/02/2014
Ammessa la detrazione IRPEF “potenziata” al 50% per la demolizione e ricostruzione di un fabbricato, con la stessa volumetria, che comporti lo spostamento di lieve entità dell'immobile rispetto all'area di sedime originaria. Lo precisa una risposta del Ministero dell'Economia e delle Finanze a un'interrogazione parlamentare formulata nel corso del question time del 22 gennaio 2014 presso la Commissione VI (Finanze) della Camera. Di conseguenza, dal predetto chiarimento si evince che sotto il profilo fiscale, per la demolizione e ricostruzione, in costanza di volumetria e con leggero spostamento del fabbricato, è applicabile la detrazione IRPEF “potenziata” del 50% per le ristrutturazioni edilizie. In definitiva, alla luce di tutte le considerazioni fatte, un intervento di demolizione e ricostruzione può essere inquadrato come ristrutturazione, quindi può beneficiare degli sgravi fiscali (al momento detrazione del 50%) se rispetta la volumetria iniziale e anche se presenta un lieve spostamento rispetto all’area di sedime originaria.

NUOVA SABATINI - Operativi gli incentivi alle Pmi per nuovi investimenti nel processo produttivo - 13/02/2014
Dal 31 marzo prossimo è possibile presentare le domande di agevolazione alle banche o agli intermediari finanziari che aderiscono alle convenzioni. Gli incentivi sono quelli previsti dalla “Sabatini bis” varati dal Ministero dello Sviluppo Economico e garantiti dalla Cassa depositi e prestiti. La domanda di agevolazioni da compilare in formato elettronico va sottoscritta con la firma digitale e inviata tramite posta elettronica certificata. Le domande presentate antecedentemente al termine iniziale (31 marzo 2014) non sono ricevibili. Entro il prossimo 10 marzo 2014 nella sezione “beni strumentali (nuova Sabatini)” del sito del MISE (www.mise.gov.it.) saranno disponibili la domanda di agevolazione e i relativi allegati. La domanda va presentata esclusivamente attraverso la posta elettronica certificata (PEC) alle banche o intermediari finanziari aderenti alle convenzioni, con le quali l'impresa successivamente dovrà prendere contatto per definire le modalità del finanziamento. L'elenco delle banche o intermediari finanziari aderenti alle convenzioni sarà pubblicato nei siti www.mise.gov.it e www.cassaddpp.it

IL RIMPATRIO DI CAPITALI ESTERI - La procedura di “voluntary disclosure” - 12/02/2014
Con l’art. 1 del decreto legge n. 4/2014 il legislatore italiano ha previsto specifiche norme procedurali, agevolative e di copertura penale per i contribuenti che aderiscono al programma di collaborazione volontaria. La nuova procedura costituisce un’emersione “pilotata”, ossia una sorta di “confessione stragiudiziale” che può essere attivata dal contribuente attraverso un’autodichiarazione che determina un vero e proprio accertamento delle attività finanziarie costituite e detenute fuori dai confini nazionali, senza possibilità alcuna di poter beneficare, come nel passato, d’imposizioni sostitutive di favore. Il presupposto per l’accesso alla procedura è rappresentato dall’omessa compilazione del quadro RW in presenza di attività di natura finanziaria e investimenti costituiti e/o detenuti all’estero; possono, quindi, accedervi le persone fisiche, gli enti non commerciali, le società semplici e i soggetti equiparati e i trust residenti, essendone, per converso, esclusi, le società e gli enti commerciali. Ai sensi dell’art. 5-quater, la collaborazione volontaria può essere attivata, per una sola volta, fino alla data del 30 settembre 2015 e può essere esercitata solo se le violazioni della disciplina sul monitoraggio fiscale siano state commesse prima del 31 dicembre 2013. La procedura deve riguardare tutti i periodi d’imposta per i quali, alla data di presentazione della richiesta, non siano spirati i termini di accertamento e di contestazione delle violazione relative al quadro RW. Altra peculiarità della “voluntary disclosure” è rappresentata dal necessario pagamento integrale delle imposte. Per il calcolo delle imposte sui redditi dovute, occorre considerare la presunzione dell’art. 12 del decreto legge n. 78/2009, secondo cui gli investimenti e le attività di natura finanziaria detenute, in violazione degli obblighi di monitoraggio fiscale, in Paesi black list (tra i quali la Svizzera), si presumono costituite - salvo prova contraria da parte del contribuente - con redditi sottratti a tassazione. La procedura si perfeziona con il versamento da parte del contribuente, in un’unica soluzione, delle imposte, degli interessi e delle sanzioni ridotte, nella misura stabilita nell’avviso di accertamento (in acquiescenza, ai sensi dell’art. 15 del decreto legislativo n. 218 del 19 giugno 1997, entro i termini per la proposizione del ricorso) o nell’accertamento con adesione (entro venti giorni dalla redazione dell’atto).

IL RAVVEDIMENTO OPEROSO - Come correggere gli errori fiscali - 11/02/2014
È il ravvedimento operoso il tema del nuovo video del canale YouTube dell’Agenzia delle Entrate che spiega come regolarizzare spontaneamente errori e omissioni nel versamento delle imposte o negli adempimenti tributari. Il filmato è fruibile con un click all’indirizzo www.youtube.com/Entrateinvideo. L’istituto del ravvedimento operoso non è un’introduzione recente, ma è stato introdotto dall’art. 13 del D.Lgs. 472/1997. Sanare le irregolarità tributarie implica il versamento di una sanzione ridotta pari a: - 1/10 del minimo in caso di mancato pagamento del tributo o di un acconto, se eseguito entro 30 giorni dalla violazione (c.d. ravvedimento breve); - 1/8 del minimo se la regolarizzazione avviene entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione o, in assenza di dichiarazione, entro un anno (c.d. ravvedimento lungo); - 1/10 del minimo in caso di omessa dichiarazione se presentata entro 90 giorni (tardiva). Possono ravvedersi tutti i contribuenti, entro i limiti di tempo previsti. Infatti, il ravvedimento non è più attuabile quando la violazione è già stata constatata e notificata a chi l’ha commessa, quando sono già iniziati accessi, ispezioni o verifiche e quando sono iniziate altre attività di accertamento già comunicate al contribuente. È possibile ravvedersi anche in caso di ritardo nella presentazione della dichiarazione dei redditi, se il ritardo non supera i 90 giorni, versando, entro lo stesso termine, una sanzione di 25 euro.

STUDI DI SETTORE - Contradditorio vincolante - 10/02/2014
Con la sentenza 135/25/13 della Ctr della Toscana torna alla ribalta l’importanza del contradditorio nell’accertamento da studi di settore. Oltreché obbligata a convocare il contribuente per un confronto, l’Agenzia delle Entrate è tenuta anche a dare una spiegazione del mancato accoglimento delle sue giustificazioni. È, infatti, da annullare integralmente l'avviso di accertamento nel quale non si è dato conto delle circostanze addotte dal contribuente nel contraddittorio preventivo (Commissione Tributaria Regionale della Toscana sentenza n.135/25/13 depositata il 18/12/2013). Nella fattispecie il contribuente, una società in nome collettivo, si era presentata nel contraddittorio preventivo con l'ufficio dimostrando essenzialmente due circostanze: il precario stato di salute dei suoi due soci nell'anno oggetto di accertamento e l'esistenza di una causa civile che aveva bloccato una commessa della società. Due circostanze che secondo i contribuenti avrebbero dovuto far desistere l'ufficio dalla pretesa costituita unicamente dalle risultanze dello studio di settore. Nessuno di questi due elementi, si legge nella sentenza di appello, è stato considerato nell’elaborazione dell'avviso di accertamento. L'assenza di giustificazione nella motivazione dell'avviso e l'assenza di un grave scostamento fra i ricavi dichiarati dalla società e quelli misurati dallo studio di settore costituiscono, ad avviso dei giudici della regionale, una “palese violazione dei principi generali del giusto procedimento”.

DESTINAZIONE ITALIA – Molte le novità - 07/02/2014
Chi vanta un credito nei confronti di Equitalia potrà beneficiare della sospensione delle cartelle di pagamento per il 2014: è questa un’importantissima novità che è stata introdotta con un emendamento al Decreto Destinazione Italia in sede di commissione Finanze e attività produttive alla Camera. I crediti devono essere qualificati e cioè non prescritti, certi, liquidi, esigibili e debitamente certificati secondo le norme di legge. Ovviamente sarà necessario che l’importo delle cartelle esattoriali sia inferiore o pari al credito vantato. Vengono tuttavia lasciate ad un successivo decreto ministeriale i criteri e le modalità di attuazione di tale prescrizione. Il Decreto è ora giunto all’esame della Camera dei deputati, dove è in discussione, e viaggerà poi verso il Senato, che potrà convertirlo entro il 21 febbraio. Una profonda modifica è stata invece introdotta con riferimento al credito d’imposta per l’acquisto di libri, inizialmente pensato per coloro che procedevano agli acquisti. A seguito delle innovazioni proposte dalle Commissioni, il credito d’imposta spetterà invece agli esercizi commerciali che effettuano la vendita di libri al dettaglio agli studenti degli istituti di istruzione secondaria di secondo grado. Successivamente i dirigenti scolastici rilasceranno a tali studenti un buono da utilizzare per ottenere uno sconto del 19 per cento sull’acquisto di libri di lettura presso gli esercizi commerciali che intenderanno utilizzare il credito d’imposta.

CARTELLE PAZZE - Sospensione con un clic - 06/02/2014
È ora consentito ai contribuenti chiedere direttamente ad Equitalia la sospensione della riscossione, senza presentare richieste ad uffici diversi, in tutti i casi in cui sia intervenuta la prescrizione o decadenza del credito prima della formazione del ruolo, vi sia stato un provvedimento di sgravio emesso dall’ente creditore, sia stata disposta la sospensione amministrativa (dell’ente creditore) o giudiziale, sia stata emessa sentenza che abbia annullato in tutto o in parte la pretesa dell’ente creditore, sia stato effettuato il pagamento, oppure sia intervenuta qualsiasi altra causa di non esigibilità del credito. In ogni caso, la domanda va inviata entro 90 giorni dalla notifica dell’atto per cui si chiede la sospensione e, a seguito della stessa, Equitalia sospende ogni attività di riscossione e invia tutta la documentazione all’ente creditore, il quale verifica la correttezza della documentazione presentata e comunica l’esito sia al contribuente sia a Equitalia per l’eventuale annullamento della cartella. Se dopo 220 giorni dalla presentazione della domanda l’ente creditore non fornisce riscontri, le somme contestate vengono annullate di diritto. E’ ora possibile presentare la domanda online, attraverso il nuovo canale telematico disponibile sul sito internet www.gruppoequitalia.it. A tal fine non sarà necessaria alcuna registrazione e non saranno necessarie password: si tratta infatti semplicemente di un percorso guidato al quale accedere entrando semplicemente nel box “Sospendere la riscossione”. Successivamente sarà necessario inserire nell’apposito modulo online i propri dati e quelli dell’atto per cui si presenta la domanda. È inoltre indispensabile allegare tutta la documentazione che giustifica la richiesta di sospensione (ad esempio ricevuta di pagamento, copia della sentenza) e copia di un documento di riconoscimento valido. Sarà inoltre necessaria una dichiarazione sostitutiva di certificazione (ai sensi dell'art. 46 D.P.R.445/2000) per le persone giuridiche. Una volta inviata e confermata l’istanza, si riceve un riepilogo con i dati inseriti.

PERDITE SU CREDITI - Si amplia la deducibilità - 05/02/2014
A seguito delle novità normative introdotte le perdite su crediti sono deducibili se risultano da elementi certi e precisi e se il debitore è assoggettato a procedure concorsuali o ha concluso un accordo di ristrutturazione dei debiti omologato ai sensi dell'articolo 182-bis L.F. In particolare nel caso in cui il debitore non sia interessato da procedure concorsuali, dovranno essere dimostrati gli elementi certi e precisi in grado di attestare la definitività della perdita. Sarà pertanto necessario dimostrare di aver tentato il recupero coattivo del credito, senza successo. Alternativamente, sarà possibile dimostrare che l’incapienza patrimoniale e finanziaria del debitore è tale da sconsigliare l’instaurazione di procedure esecutive, allegando apposita documentazione rilasciata dal legale o dall’agenzia di recupero crediti. Vi sono tuttavia dei casi in cui la norma riconosce, in ogni caso, la sussistenza degli elementi certi e precisi. Ricorre tale ipotesi nel caso in cui il credito sia di modesta entità e sia decorso un periodo di sei mesi dalla scadenza di pagamento del credito stesso oppure quando il diritto alla riscossione del credito è prescritto. Da ultimo va ricordata la nuova disposizione introdotta con la Legge di stabilità 2014: gli elementi certi e precisi sussistono in caso di cancellazione dei crediti dal bilancio operata in applicazione dei principi contabili. Rimane, quindi, fermo il principio di previa imputazione al conto economico: non sarà infatti in ogni caso possibile rettificare il reddito fiscalmente dichiarato con una variazione in diminuzione in Unico se nel bilancio la perdita non è stata rilevata.

ACCONCIATORI ED ESTETISTI - Ok all’affitto di poltrona e cabina - 04/02/2014
I parrucchieri e gli estetisti potranno, d’ora in poi, affittare ad altri professionisti spazi interni dei loro negozi. Il Ministero dello Sviluppo Economico infatti ha adottato una circolare (n.16361 del 31 gennaio 2013) con cui viene chiarita la questione del contratto di affitto di poltrona e di cabina per le attività di acconciatore ed estetista. In base alla normativa nazionale l’ipotesi di "affitto di poltrona" o "affitto di cabina" è possibile tra imprese, mediante uno specifico contratto in base al quale un titolare di salone di acconciatura o di centro estetico, concede in uso una parte dell’immobile e delle attrezzature, dietro pagamento di un determinato corrispettivo. L' unica condizione posta dalla normativa nazionale è che siano in possesso dei titoli abilitanti all'esercizio della professione.

COMPENSAZIONE CREDITI PA - Il nuovo modello F24 - 03/02/2014
L’Agenzia delle Entrate con il Provvedimento Direttoriale del 31 gennaio 2014, ha istituto un modello F24 ad hoc per consentire ai contribuenti che vantano crediti certificati verso la Pubblica amministrazione di sfruttare tali somme per pagare gli importi dovuti nei confronti dell’Erario. Il nuovo modello può essere utilizzato dai contribuenti che vantano crediti certificati, non prescritti, certi, liquidi, esigibili e maturati entro il 31 dicembre 2012 nei confronti dello Stato, degli enti pubblici nazionali, delle Regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano, delle amministrazioni locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale, per somministrazioni, forniture e appalti. Si ricorda che la certificazione dei crediti avviene tramite la piattaforma elettronica predisposta dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, sulla quale le diverse Amministrazioni possono attestare le somme dovute a professionisti e imprenditori per acquisti o prestazioni. La compensazione deve avvenire esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Nel modello “F24 Crediti PP.AA.” è previsto il campo “numero certificazione credito”, dove andrà riportato il numero della certificazione del credito utilizzato in compensazione. Con una prossima risoluzione verranno istituiti i relativi codici tributo.

VISTO DI CONFORMITA’ - Limite per singola imposta - 31/01/2014
L’utilizzo in compensazione nel mod. F24 dei crediti relativi alle imposte sui redditi e relative addizionali, imposte sostitutive, ritenute e Irap per importi superiori a € 15.000 comporta l’obbligo di rilascio del visto di conformità sulla dichiarazione dalla quale scaturisce il credito. Nel corso di Telefisco 2014 è stato chiarito che tale limite va riferito a ciascuna imposta. I crediti oggetto di monitoraggio sono quelli che scaturiscono dalle dichiarazioni fiscali, ossia in particolare: Irpef e Ires derivante dalle dichiarazioni dei redditi; addizionale regionale e comunale derivante dal mod. Unico PF; imposte sostitutive (ad esempio, cedolare secca, Ivie e Ivafe); Irap derivante dalla relativa dichiarazione; ritenute alla fonte risultante dal mod. 770. Analogamente al credito IVA, l’obbligo del visto di conformità non dipende dall’entità del credito maturato in dichiarazione, ma dall’ammontare del relativo utilizzo.

CONTRATTI DI LOCAZIONE - Anno di novità - 30/01/2014
Dal 2014 diventerà più semplice la registrazione dei contratti di locazione, nonché il versamento dell’imposta di registro dovuta per i rinnovi annuali. Dal 3 febbraio infatti il modello RLI andrà a sostituirsi ai modelli 69, Siria, Iris e RR per le registrazioni, le proroghe, le cessioni, e le risoluzioni dei contratti di immobili, nonché per esercitare l’opzione o la revoca del regime di cedolare secca e per comunicare i dati catastali dell’immobile locato. Novità importanti sono stati introdotte anche con riferimento alle modalità di versamento dell’imposta di registro, tributi speciali e compensi, imposta di bollo, nonché eventuali sanzioni e interessi per registrare i contratti di locazione e affitto di immobili. Il modello RLI andrà presentato telematicamente, e la presentazione potrà avvenire anche presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate, salvo che per i soggetti obbligati ad adottare la procedura di registrazione telematica (soggetti che possiedono almeno 10 unità immobiliari e agenti di affari in mediazione). Dal 1° febbraio sarà inoltre possibile pagare le imposte dovute per la registrazione dei contratti di locazione direttamente con il modello F24 ELIDE, mandando quindi in soffitta il modello F23. Tuttavia, fino al 31 dicembre 2014 si potrà continuare ad utilizzare il vecchio modello F23. Sarà pertanto possibile versare con il nuovo modello l’imposta di registro, i tributi speciale e compensi e l’imposta di bollo, nonché le sanzioni e gli interessi eventualmente dovuti. Si ricorda, tuttavia, che con il nuovo modello non sarà però possibile procedere con la compensazione di eventuali crediti.

OBBLIGO POS - Pubblicato il Decreto - 28/01/2014
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.21 del 27.01.2014 il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico, con il quale espressamente si stabilisce che l’obbligo di accettare pagamenti effettuati attraverso carte di debito si applica a tutti i pagamenti di importo superiore a trenta euro disposti a favore di imprese e professionisti, per l'acquisto di prodotti o la prestazione di servizi. Il decreto entrerà in vigore decorsi 60 giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, quindi per fine marzo. Fino al 30 giugno 2014 l'obbligo riguarderà soltanto i soggetti il cui fatturato dell'anno precedente sia stato superiore a duecentomila euro. Sarà infatti necessario un successivo decreto, da emanarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto in oggetto, per definire le modalità di adeguamento per i soggetti con fatturato inferiore a 200 mila euro inizialmente esclusi. Il decreto che verrà emanato potrà pertanto fissare nuove soglie minime di importo e nuovi limiti minimi di fatturato.

ROTTAMAZIONE RUOLI - Solo per entrate tributarie - 23/01/2014
La legge di Stabilità 2014 ha previsto la possibilità di pagare le cartelle esattoriali emesse da Equitalia fino al 31 ottobre 2013 al netto degli interessi di mora e da ritardata iscrizione a ruolo. I contribuenti interessati alla sanatoria dovranno versare entro il 28 febbraio 2014, in un’unica soluzione, gli importi originariamente iscritti a ruolo oppure gli importi residui ancora dovuti (nei casi di pagamenti rateali già avviati). Equitalia, in una nota interna agli uffici, chiarisce che i debitori interessati al condono dovranno recarsi personalmente allo sportello e sanare in autoliquidazione la somma dovuta tramite bollettino postale del modello F35, avendo cura di scrivere “definizione ruoli - Ls 2014”. Gli uffici sono stati invitati a preparare un servizio di prenotazione entro tre giorni dalle richieste. Nella predetta nota si precisa altresì che sono esclusi dalla rottamazione i ruoli INPS e INAIL perché non rientrano nella definizione di ufficio statali in senso stretto. Per contro, la sanatoria si applica alle entrate tributarie di agenzie fiscali, regioni, province e comuni affidati agli agenti fino al 31 ottobre 2013. Restano altresì esclusi dal condono gli importi derivanti da violazioni del codice della strada. Entro il 30 giugno 2014, a procedura conclusa, Equitalia dovrà trasmette, anche in via telematica, a ciascun ente interessato l'elenco dei debitori che hanno eseguito il versamento nel termine di legge (28 febbraio 2014). L’Agente, entro la medesima data, dovrà informare dell'avvenuta estinzione del debito anche quanti hanno aderito alla sanatoria. Questa seconda comunicazione avverrà mediante posta ordinaria.

VISTO DI CONFORMITA’ – Ora anche per le imposte dirette - 22/01/2014
La legge di stabilità 2014 introduce, per le imposte sui redditi (Irpef ed Ires), per le relative addizionali e imposte sostitutive delle imposte sui redditi e per l’Irap, un meccanismo di “certificazione” analogo a quello previsto in materia di Iva, subordinando cioè l’utilizzo in compensazione del credito annuale per importi superiori a 15.000 euro, alternativamente: a) al visto di conformità nella dichiarazione; b) alla sottoscrizione della dichiarazione stessa da parte dell’organo incaricato di effettuare il controllo contabile. La nuova disposizione, invece, non contiene l’ulteriore restrizione, prevista per i crediti IVA, concernente l’obbligo di differimento della compensazione al giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione da cui emerge, per i crediti di importo superiore a 5.000 euro.

ASSONIME - Le imposte d’atto sui trasferimenti immobiliari - 21/01/2014
Con la Circolare n. 1 del 20 Gennaio 2014, Assonime illustra la nuova disciplina dei trasferimenti a titolo oneroso di beni immobili efficace dal 1° gennaio 2014. Il co. 4, art. 10, D.L. 23/2011 prevede in relazione agli atti di trasferimento immobiliare, la soppressione di tutte le esenzioni e le agevolazioni tributarie, anche se previste in leggi speciali. Tra le varie casistiche Assonime si sofferma sull’acquisto dell’immobile estero, nei casi in cui il contratto venga stipulato in Italia. Tale operazione infatti scontava fino al 31.12.2013 l'imposta di registro in misura fissa, in considerazione del fatto che la tassazione proporzionale è applicata dallo Stato nel quale l'immobile è situato, dunque con l’ottica di evitare una duplice tassazione. Dallo scorso 1° gennaio tali operazioni scontano l’imposta di registro nella misura del 9%, causando di fatto una doppia imposizione. Viene inoltre evidenziata la nuova disciplina degli atti di cessione di contratti di locazione finanziaria aventi a oggetto immobili strumentali. Tale intervento prevede l’applicazione di un’imposta proporzionale (4%) agli atti di cessione del contratto da parte dell’utilizzatore sul presupposto che attraverso tale cessione si realizza un’operazione sostanzialmente di dismissione.

CUD 2014 - Arriva il modello definitivo - 16/01/2014
È stato approvato lo schema di certificazione unica “CUD 2014”. Nella giornata di ieri, infatti, l’Agenzia delle Entrate con il provvedimento 5131 del 15 gennaio 2014, ha definitivamente reso pubblico lo schema di certificazione unica “CUD 2014”, con le relative istruzioni, nonché definizione delle modalità di certificazione dei redditi diversi di natura finanziaria. Il modello definitivo, reperibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.gov.it), dovrà essere consegnato - in duplice copia - dai datori di lavoro ed enti pensionistici ai lavoratori dipendenti, entro il 28 febbraio 2014, per documentare i dati fiscali e contributivi dei lavoratori relativi all’anno 2013. In caso di cessazione del rapporto di lavoro, il CUD va consegnato entro 12 giorni dalla richiesta del lavoratore. È bene ricordare che la Legge di Stabilità 2013 ha apportato alcune modifiche alle modalità di consegna del Cud, ampliando la platea degli atti “digitalizzati”. Infatti, l’art. 1, c. 114 della L. n. 228/2012 introduce, a decorrere dal 2013, l’invio del CUD in modalità telematica. Tale disposizione stabilisce che gli enti previdenziali (per esempio l’INPS) non dovranno più stampare e spedire la certificazione unica dei reddito di pensione, ma sarà resa disponibile in modalità telematica. Tuttavia, il cittadino conserva la facoltà di richiederlo in maniera cartacea presentandosi direttamente presso gli uffici INPS.

ARCHIVIO RAPPORTI FINANZIARI – Il primo appuntamento al 31 gennaio 2014 - 15/01/2014
Il primo appuntamento, che segnerà l'avvio ufficiale dell'anagrafe dei saldi bancari, previsto per il 31 gennaio 2014, è per la trasmissione delle informazioni riguardanti i dati del 2011. Il memorandum degli adempimenti sui dati 2012 è stato inviato dall'Agenzia delle Entrate ai soggetti obbligati che stanno ultimando le procedure di informatizzazione per la trasmissione dei dati 2011. Dopo il primo invio dei dati relativi al nuovo adempimento, l’altra scadenza per l’invio dei dati è il 31 marzo 2014 (e riguarda i dati 2012), mentre a regime, l'invio telematico si attesterà al 20 aprile dell'anno successivo. Nella comunicazione non viene fatto riferimento alle procedure per le comunicazioni dei dati relativi ai conti scudati, in particolare gli operatori sono ancora in attesa della procedura informatica dedicata che consentirà un invio riservato mettendoli al riparo dai controlli massivi futuri.

MINI IMU - I chiarimenti del Ministero - 14/01/2014
Il Ministero a poco più di una decina di giorni dalla scadenza di versamento della mini-IMU 2014, fa luce sui dubbi ancora in essere legati alla mini-imposta in scadenza il prossimo 24 gennaio 2014. Per i versamenti minimi valgono le regole ordinarie, vale a dire si applica l’art. 25 della Legge n. 289 del 2002 che prevede l’importo minimo di 12 euro o il diverso importo previsto dal regolamento del comune. L’importo minimo deve intendersi riferito all’imposta complessivamente dovuta con riferimento a tutti gli immobili situati nello stesso comune. Il modello F24 va compilato indicando nelle: - caselle acconto/saldo: il flag relativo al saldo; - casella rateazione – va indicato il valore “0101” per i pagamenti eseguiti con il codice tributo 3912 (abitazione principale). Per gli altri pagamenti, il campo non deve essere compilato; - casella detrazione: va compilata indicando l’importo effettivo della detrazione 2013, che può essere stata aumentata dal comune, compresa la maggiorazione; - casella numero immobili: va compilata regolarmente.

RIVALUTAZIONE DEI BENI D’IMPRESA - Gli effetti fiscali - 13/01/2014
E’ stata riproposta la possibilità di rivalutare i beni d’impresa e le partecipazioni risultanti dal bilancio dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2012. La rivalutazione deve essere effettuata – qualora la si valuti utile – nel bilancio o rendiconto dell’esercizio successivo a quello sopra richiamato, quindi con riferimento all’esercizio in corso al 31 dicembre 2013, versando un’imposta sostituiva del 16 per cento per i beni ammortizzabili e del 12 per cento per i beni non ammortizzabili, rateizzandola in tre quote annuali di pari importo senza interessi. La nuova rivalutazione dei beni d’impresa non ha effetti fiscali immediati in quanto gli stessi sono differiti al terzo periodo d’imposta successivo a quello con riferimento al quale la rivalutazione è eseguita. Anche nella nuova rivalutazione in caso di cessione, assegnazione o estromissione del bene rivalutato, prima del decorso del periodo di sospensione, ai fini della determinazione delle plusvalenze o minusvalenze si ha riguardo al costo del bene prima della rivalutazione. Ciò sta a significare che, da un lato, le plusvalenze e le minusvalenze saranno determinate senza tenere conto del maggiore valore iscritto in sede di rivalutazione e, dall’altro lato, che sarà riconosciuto in capo al cedente un credito d’imposta pari all’ammontare dell’imposta sostitutiva riferibile ai beni ceduti. La rivalutazione con effetti fiscali segue il procedimento adottato in passato; sotto il profilo soggettivo riguarda i soggetti rientranti nel reddito di impresa, ovvero sia le società di capitali sia di persone, gli enti commerciali e non, nonché le imprese individuali anche se in contabilità semplificata.

MINI IMU - Il 24 gennaio la deadline - 09/01/2014
Il 24 gennaio è ormai alle porte e la maggior parte dei contribuenti italiani dovrà fare i conti col primo grosso appuntamento fiscale dell’anno, vale a dire la famigerata mini-Imu. Si sottolinea che la mini-Imu colpisce tutti i soggetti interessati con dei significativi distinguo che dipendono dall’aliquota adottata dai comuni di appartenenza. Si noti infatti che nella Capitale, prendendo in considerazione una famiglia standard composta da due genitori e due figli, con un appartamento di 120 metri quadrati, si andrà a pagare 79 euro. Se però ci spostiamo più a nord, per esempio a Milano o a Torino, vediamo che i risultati cambiano. Tant’è che un analogo nucleo familiare che vive nella città meneghina dovrà pagare 163 euro, laddove nel capoluogo piemontese ne andrà a versare 152. Lo scenario muta con la parallela contrazione dei metri quadrati e dei figli a carico. Dunque, a Roma una famiglia con un solo figlio e un appartamento di 100 metri quadrati dovrà pagare 60 euro, mentre a Torino 98 euro, però la stessa famiglia se vive a Palermo non pagherà nulla perché l’aliquota è al di sotto del 5 per mille quindi se ne farà carico lo Stato.

LEGGE DI STABILITA’ 2014 - Sempre più conveniente ricorrere ai contratti di leasing - 07/01/2014
Dal 1° gennaio sarà più conveniente il ricorso ai contratti di leasing, sia per le imprese che per i professionisti. La legge di stabilità 2014 ha infatti modificato i periodi di durata minima di deduzione dei canoni, rendendo di fatto decisamente breve il lasso di tempo in cui l’impresa può procedere alla deduzione. Ora la durata minima viene ridotta, consentendo alle imprese di dedurre i canoni di leasing su beni mobili in un periodo non inferiore alla metà del periodo di ammortamento, in luogo del periodo prima previsto non inferiore ai 2/3 del periodo di ammortamento ordinario. Anche per i beni immobili risultano esser presenti novità: i canoni di leasing potranno essere dedotti in un periodo non inferiore a 12 anni. Cade quindi qualsiasi collegamento con il settore di attività in cui opera l’impresa, che prima assumeva invece rilevanza in quanto il periodo minimo non poteva essere inferiore ai 2/3 del periodo di ammortamento corrispondente al coefficiente ordinario, stabilito con decreto in relazione all’attività dell’impresa (in ogni caso, il periodo non poteva essere inferiore a 11 anni e superiore a 18 anni). Nessuna novità invece per gli autoveicoli parzialmente deducibili, per i quali il periodo di deducibilità dei canoni di leasing deve continuare a rimanere almeno pari al periodo di ammortamento. Ma la novità più rilevante riguarda i professionisti: cade infatti la norma che prevedeva l’indeducibilità dei canoni di leasing sui beni immobili, consentendo la deducibilità degli stessi per un periodo non inferiore a 12 anni.

IMU - Deducibilità ai fini IRPEF e IRES al 30% nel 2013 - 30/12/2013
Tra le tante novità contenute nel testo definitivo della Legge di stabilità 2014, al comma 715 viene prevista la tanto attesa deducibilità dell’IMU pagata sugli immobili strumentali da imprese e professionisti. La deducibilità è fissata nella misura del: - 20% a partire dal 2014 - e del 30% (in via transitoria) per l’anno d’imposta 2013. Fino al 2012 l’IMU non è mai stata deducibile né ai fini Ires né tanto meno ai fini Irap. Dal 2013 diventa deducibile ai fini IRPEF e IRES, ma rimane l’indeducibilità ai fini IRAP. Gli effetti della deduzione dell'Imu pagata per gli “immobili strumentali”, comporta l’applicazione del principio di cassa (art.99 comma 1 del Tuir) e non quello di competenza, in quanto le imposte diverse da quelle sui redditi “sono deducibili nell'esercizio in cui avviene il pagamento”. Un caso particolare è quello delle imprese costruttrici che dispongono di fabbricati (di qualunque categoria) realizzati per la vendita e non locati (i c.d. "beni merce"). Queste società, infatti, hanno fruito, per i fabbricati citati, dell'abolizione della seconda rata Imu per il 2013, e fruiranno della totale esenzione a decorrere dal 2014.

TRASFERIMENTI IMMOBILIARI - Vale la data della stipula - 23/12/2013
Al via dal 1° gennaio 2014 la nuova disciplina sui trasferimenti immobiliari. In primo luogo è da segnalare la rimodulazione dell’imposta di registro sui trasferimenti immobiliari, con l’innalzamento dell’aliquota ordinaria dal 7% al 9% e la riduzione dal 3% al 2% dell’imposta applicata per l'acquisto della «prima casa». L’art. 10, co. 2, D.Lgs. 23/2011 sancisce l’importo minimo dell’imposta di registro. La citata disposizione prevede che in tutti i casi in cui troveranno applicazione le nuove aliquote dell’imposta di registro nella misura del 9% e del 2% l'imposta, comunque, non può essere inferiore a 1.000 euro. Da segnalare, inoltre, che si prevede che nei casi in cui nei trasferimenti immobiliari trovino applicazione le nuove aliquote dell’imposta di registro del 9% e del 2% trovino applicazione le imposte ipotecarie e catastali nella misura di euro 50. Infine, si segnala che tutte le attuali imposte fisse di 168 euro (imposte di registro e ipocatastali) saranno dovute nella nuova misura di 200 euro. Le nuove disposizioni entreranno in vigore a partire dal 1° Gennaio 2014, dunque si applicheranno a tutti gli atti stipulati a partire da tale data.

IMPIANTI FOTOVOLTAICI - Il trattamento fiscale - 20/12/2013
L’Amministrazione finanziaria, con la circolare n. 36/E del 19 dicembre, fa il punto sugli impianti per la produzione di energia fotovoltaica, focalizzandosi, in particolare, sulle conseguenze che derivano in materia catastale e tributaria a seconda della qualificazione degli stessi come beni mobili o immobili. Si considerano beni immobili quando costituiscono una centrale di produzione di energia elettrica che può essere autonomamente censita nella categoria catastale D/1 “opifici” oppure D/10 “fabbricati per funzioni produttive connesse ad attività agricole”, nel caso in cui abbiano i requisiti di ruralità. Inoltre, si considerano immobili quando sono posizionati sulle pareti di un immobile o su un tetto e per esse sussiste l’obbligo della dichiarazione di variazione catastale. A questo proposito, il documento precisa che la dichiarazione di variazione catastale è necessaria quando l’impianto fotovoltaico integrato su un immobile ne incrementa il valore capitale (o la redditività ordinaria) di almeno il 15%. Sono, invece, classificabili come beni mobili quando non è necessario dichiararli al Catasto né autonomamente né come variazione dell’unità immobiliare di cui fanno parte perché rispettano specifici requisiti in termini di potenza e dimensioni. In tema di proventi, il decreto Mef del 5 luglio 2012 ha introdotto il “V Conto energia”, in base al quale ai produttori di energia fotovoltaica sono corrisposti due diversi incentivi: tariffa premio e tariffa omnicomprensiva, erogati, rispettivamente, in relazione all’energia prodotta e autoconsumata e all’energia prodotta e immessa in rete. Il documento di prassi chiarisce come la tariffa premio sia da intendere come contributo a fondo perduto, esclusa dal campo di applicazione Iva e imponibile ai fini delle imposte dirette e dell’Irap (se percepita nell’ambito di un’attività commerciale). La tariffa omnicomprensiva si configura invece come corrispettivo e, pertanto, se erogata a un soggetto che svolge attività commerciale o di lavoro autonomo, è rilevante ai fini dell’Iva, delle imposte dirette e dell’Irap.

OMAGGI AI CLIENTI - Verifica del limite di deducibilità - 19/12/2013
In base alle disposizioni dell’art. 108, co.2, D.P.R. 917/1986, i costi sostenuti per l’acquisto di beni destinati ad omaggio, sono: •integralmente deducibili, se di valore unitario non superiore a € 50, considerando nel costo la parte dell’IVA indetraibile; •se di valore unitario superiore a € 50, da considerarsi spese di rappresentanza con la conseguente limitazione della deducibilità ad un importo massimo pari al 1,3% dei ricavi annui. In riferimento al limite di € 50, la C.M. 34/E/2009 ha chiarito che “nel caso di un omaggio composto di più beni, il valore di 50 euro deve essere riferito al valore complessivo dell’omaggio e non al valore dei singoli beni che lo compongono. Ad esempio, un cesto natalizio composto di tre diversi beni che hanno un valore di 20 euro ciascuno, dovrà essere considerato come un unico omaggio dal valore complessivo di 60 euro e, come tale, sarà soggetto - ai fini della deducibilità - alla disciplina di cui al comma 2 del decreto”. In merito al trattamento IVA degli omaggi non rientranti nell’attività d’impresa, l’art. 19 bis1, co. 1, lett. h), D.P.R. 633/1972 prevede nell’attuale formulazione: - la detraibilità dell’IVA per i beni di costo unitario NON superiore a € 25,82; - l’indetraibilità dell’IVA per i beni di costo unitario superiore a € 25,82.

INDAGINI FINANZIARIE - Contribuente tenuto a giustificare i movimenti - 18/12/2013
Le “indagini bancarie e finanziarie” consistono in attività amministrative dirette all’acquisizione di dati, notizie e documenti che risultino da un rapporto, continuativo o anche occasionale, intrattenuto dal soggetto verificato con una Banca o con un istituto finanziario. Il fine è permettere all’Agenzia delle Entrate o alla Guardia di Finanza di procedere a un accertamento tributario fondato su dati finanziari dai quali potrebbero emergere componenti reddituali imputabili al soggetto sottoposto a controllo. L’accertamento può essere effettuato nei confronti sia dei soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili, nel qual caso il controllo, oltreché al reddito d’impresa o di lavoro autonomo, si estende anche all’Iva, che dei soggetti “titolari” di altre categorie di reddito imponibile. In pratica l’esame delle “movimentazioni finanziarie” consente agli Organi preposti di individuare, partendo dal “dato finanziario”, le operazioni economiche che il soggetto voleva “occultare” al fine di determinare l’effettivo reddito a lui attribuibile. In particolare, gli importi a qualsiasi titolo accreditati sui conti correnti bancari del contribuente sono posti a base delle rettifiche e degli accertamenti, pertanto vengono considerati dal Fisco componenti positivi di reddito (per qualsiasi categoria reddituale) qualora il contribuente non dimostri di averne tenuto conto ai fini della determinazione del reddito stesso o che le operazioni relative siano fiscalmente irrilevanti; i prelevamenti, invece, nel caso in cui gli importi riscossi non risultino dalla contabilità e non ne venga indicato il beneficiario, si considerano in ogni caso riferiti ad acquisti di beni o servizi comunque destinati all’attività economica e, di conseguenza, presuntivi di ricavi o compensi non dichiarati in quanto derivanti da vendite o prestazioni non documentate.

D.L. DESTINAZIONE ITALIA - Digital bonus per le PMI, bonus editoria e credito d’imposta R&S - 17/12/2013
Lo scorso 13 dicembre 2013 il Consiglio dei Ministri ha approvato il testo definitivo del c.d. “DL Destinazione Italia”. I 13 articoli del Decreto introducono sostanziali novità che vanno dalla riduzione del costo dell’energia elettrica, alla semplificazione nella realizzazione e creazione di nuove imprese. Sono tre i bonus introdotti per le PMI: 1) DIGITAL BONUS DEL 65% PER LA DIGITALIZZAZIONE – L’art. 6 del D.L. Destinazione Italia prevede una defiscalizzazione per le PMI, che si sostanza in due modalità di erogazione differenti: - attraverso un contributo diretto tramite voucher di 10.000 euro; - o attraverso il riconoscimento di una detrazione del 65% delle spese sostenute. Mentre il contributo diretto si riferisce all’acquisto di prodotti informatici (software, hardware o servizi digitali) per l’aggiornamento o a spese sostenute per la modifica dell’impianto esistente, allo scopo di renderlo più efficiente, la detrazione del 65% della spesa, con un tetto di 20.000 euro, è dedicato all’acquisto di connettività digitale di almeno 30 megabit per secondo. Tutte le piccole e medie imprese che migliorano la loro digitalizzazione, possono accedere al bonus fiscale. Le risorse a disposizione sono pari a 100 milioni di euro. 2) BONUS EDITORIA – Nuova detrazione fiscale del 19% dal 1° gennaio 2014 sulla spesa per l’acquisto di libri, con un tetto massimo di 2.000 euro l'anno. Dato che il Provvedimento è stato pensato per incentivare le librerie, il bonus non è valido per gli e-book e i testi digitali. 3) CREDITO D’IMPOSTA R&S – L’art.3 del Decreto prevede un bonus ricerca pari al 50% delle spese incrementali sostenute da parte delle imprese, rispetto all’anno precedente. La dotazione disponibile è pari a 2 milioni e mezzo di euro e una spesa minima da sostenere per accedere al bonus pari a 50.000 euro.

RC AUTO - Le novità dal 2014 - 16/12/2013
Lo scorso 13 dicembre 2013 il Consiglio dei ministri ha approvato novità importanti circa l’RC auto, in particolare: 1) Le compagnie assicurative non avranno l’obbligo di offrire la scatola nera ai propri clienti, ma quelle che decidono di farlo dovranno praticare sconti di almeno il 10%. Le spese di montaggio e smontaggio restano a carico dell'assicurazione, ma le spese di funzionamento, come il canone del servizio satellitare, rimangono a carico dell'assicurato. In caso d'incidente, le risultanze della scatola nera hanno piena efficacia probatoria in giudizio; 2) Viene messa fine alla pratica di far comparire testimoni dell'incidente a distanza di tempo: la lista di chi dichiara di aver assistito al fatto va compilata al momento in cui si chiede il risarcimento all'assicurazione. 3) L'obbligo di "risarcimento in forma specifica", cioè la rinuncia del danneggiato ad ottenere denaro dall'assicurazione, viene proposto in fase di stipula. Nella polizza la clausola di risarcimento in forma specifica darebbe diritto a uno sconto minimo, anche in questo caso fissato dal Governo, pari all’8%. 4) Fino ad oggi si era stabilito che le compagnie avessero solo due giorni lavorativi di tempo per mandare un perito nel luogo e negli orari indicati dal danneggiato, per verificare i danni. Successivamente il proprietario del veicolo poteva procedere alla riparazione. Invece, il nuovo pacchetto allunga il termine a 15 giorni non festivi. 5) Anche i tempi concessi alle compagnie per pagare il danno dovrebbero allungarsi con il pacchetto di novità in discussione: in caso di danni a sole cose, si passerebbe da 60 a 90 giorni. Qualora la denuncia dei danni fosse firmata da tutti i conducenti coinvolti, dagli attuali 30 si passerebbe a 45 giorni. 6) Finora il Codice civile ha sempre dato due anni per denunciare un danno dopo un incidente. Per evitare che vengano fatte denunce fasulle, il termine viene abbattuto drasticamente a 120 giorni. Il principio generale dei due anni resterebbe solo per chi, avendo riportato lesioni personali, non può fare la denuncia entro i 120 giorni. 7) Spesso il carrozziere si accorda direttamente con la compagnia di assicurazione per il pagamento e al danneggiato viene fatta sottoscrivere una cessione del credito, che egli vanta verso la compagnia per il risarcimento del danno. Questa cessione del credito viene ora vietata, per evitare che il carrozziere aumenti fittiziamente i costi. 8) Negli ultimi anni, molte compagnie hanno sviluppato una classifica interna, con classi di bonus malus agevolate ad uso interno per i clienti migliori: più fedeli e senza sinistri provocati. Per evitare questo fenomeno e quindi stimolare a ogni scadenza la ricerca di polizze più convenienti da parte degli assicurati, ora vengono abolite le classi "interne" stabilite dalle compagnie.

ACCONTO IVA - Entro il 27 dicembre il versamento - 13/12/2013
La prossima scadenza del 27 dicembre 2013 oltre che rilevare per il versamento dell’acconto IVA 2013, rappresenta l’ultimo giorno utile, al fine di evitare sanzioni penali, per versare o “ridurre” sotto la soglia dei 50.000 euro l'eventuale Iva dichiarata per l'anno 2012 e non ancora versata. L’art. 10-ter, del D.Lgs. 74/2000 prevede, infatti, che commette reato il contribuente che non versa l'IVA dichiarata, oltre l'importo di cinquantamila euro, entro il termine per il versamento dell'acconto relativo al periodo di imposta successivo. Il reato previsto dall’art. 10-ter D.Lgs. 74/2000 è un delitto, quindi punibile solo ove commesso con dolo. In sostanza, tale reato non si configurerà qualora non sia provato, oltre ragionevole dubbio, che “il soggetto attivo” ha commesso il relativo fatto delittuoso con coscienza e volontà. La sanzione prevista è la reclusione da sei mesi a due anni e alla sentenza di condanna conseguono, oltre alla pena principale, le pene accessorie stabilite dall’art. 12, comma 1, del D.Lgs. n. 74/2000. Il versamento effettuato “dopo il 27 Dicembre”, non esclude la configurazione del reato, però il soggetto attivo può usufruire dell’attenuante prevista dall’art. 13 del D.Lgs. n. 74/2000, norma che prevede la diminuzione fino ad un terzo della pena principale prevista ed esclude l’applicazione delle pene accessorie. In caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti è prevista la confisca per equivalente di cui all’art. 322-ter del codice penale. La confisca è disposta non solo nel caso di condanna, ma anche di "patteggiamento" (Corte di Cassazione nella sentenza 45189 dell’8 Novembre 2013).

MODELLO 730/2014 - Numerose le novità - 12/12/2013
L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato ieri la bozza del modello 730/2014 (anno 2013). Le principali novità contenute nel modello sono le seguenti: - possono presentare il modello 730 i contribuenti sprovvisti di un sostituto d’imposta, se nel 2013 hanno percepito redditi di lavoro dipendente, redditi di pensione e/o alcuni redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, e nel 2014 non hanno un sostituto d’imposta che possa effettuare il conguaglio. - viene elevato l’importo delle detrazioni d’imposta previste per i figli a carico: da 800 a 950 euro per ciascun figlio a carico di età pari o superiore a tre anni e da 900 a 1.220 euro per ciascun figlio di età inferiore a tre anni. Inoltre, è elevato da 220 a 400 euro l’importo aggiuntivo della detrazione per ogni figlio disabile. - per i fabbricati concessi in locazione, è ridotta dal 15 al 5% la deduzione forfetaria del canone di locazione, prevista in assenza dell’opzione per il regime della cedolare secca. - le detrazioni relative alle erogazioni liberali a favore delle ONLUS e alle erogazioni liberali a favore di partiti e movimenti politici sono elevate dal 19 al 24%. - per i premi di assicurazione sulla vita e contro gli infortuni, l’importo complessivo massimo sul quale calcolare la detrazione del 19% è pari a 630 euro.

RAVVEDIMENTO OPEROSO - Regolarizzazione di acconti Irpef e Ires con scadenze diverse - 11/12/2013
Per i contribuenti che hanno saltato l’appuntamento con il secondo (o unico) acconto delle imposte dirette è già tempo di ravvedimento. Quest’anno però a fronte di due scadenze diverse per soggetti Irpef e Ires, rispettivamente il 2 dicembre e il 10 dicembre, il calendario per ravvedersi si sdoppia. Per evitare la sanzione del 30%, ci sono i ravvedimenti SPRINT, BREVE e LUNGO con mini-sanzioni e interessi del 2,5% annuo. Il ravvedimento sprint può essere effettuato entro i 14 giorni successivi alla scadenza del termine per il versamento; il ravvedimento breve o mensile dal quindicesimo giorno fino al trentesimo; il ravvedimento lungo o annuale entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all'anno in cui è stata commessa la violazione. Col ravvedimento sprint, la sanzione ordinaria del 30%, applicabile sui tardivi od omessi versamenti di imposte, si riduce allo 0,2% per ogni giorno di ritardo. La misura varia dallo 0,2% per un giorno di ritardo fino al 2,80% per 14 giorni. Per i soggetti Irpef essendo la scadenza dell’acconto in calendario lo scorso 2 dicembre per poter fruire della mini sanzione prevista in casi di ravvedimento sprint c’è tempo fino al prossimo lunedì 16 dicembre. I soggetti Ires invece, avranno tempo fino a martedì 24 dicembre. Per i versamenti effettuati dal 15° al 30° giorno dalla scadenza, la fattispecie dell’omesso o insufficiente versamento può essere sanata versando l’imposta o maggiore imposta più la sanzione ridotta a un decimo, quindi il 3% e, infine, non ci si deve dimenticare degli interessi. Per gli acconti omessi la scadenza è il 2 gennaio 2014 per i contribuenti Irpef e il 9 gennaio 2014 per quelli Ires. Per i versamenti effettuati oltre il 30° giorno dalla scadenza, la sanzione a carico del contribuente che non effettua, in tutto o in parte, il pagamento è pari al 3,75% oltre agli interessi. Il termine ultimo per poter fruire del ravvedimento operoso è la scadenza della presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale la violazione è stata commessa. In questo caso il termine, per i soggetti Irpef e Ires è lo stesso: il 30 settembre 2014.

DURC - Può essere rilasciato alle imprese che vantano crediti nei confronti della P.A. - 10/12/2013
Il c.d. "Decreto del Fare" (D.L. 69/2013, conv. con modif. dalla L. 98/2013) contiene alcune importanti novità in materia di validità del Durc. In particolare, il rilascio del Durc (Documento unico di regolarità contributiva) può avvenire anche nei confronti delle imprese che, pur essendo debitrici nei confronti degli enti previdenziali, vantano crediti verso la pubblica Amministrazione. Si segnala l'estensione della validità del documento (si passa da 90 giorni a 120 giorni) dalla data del rilascio. La Circolare 6.9.2013, n. 36 del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha chiarito che la nuova disposizione in materia di validità del Durc si applica per quelli rilasciati dopo il 21.8.2013 (data di entrata in vigore della legge di conversione del "Decreto del Fare"); per quelli rilasciati prima, infatti, è prevista una validità di 90 giorni. Inoltre il documento non ha carattere di definitività ed eventuali irregolarità potranno essere sanate entro 15 giorni senza compromettere la regolarità del pagamento dell'appalto.

EDILIZIA - Semplificate e snellite le procedure per conseguire i titoli abilitativi - 06/12/2013
Le riforme individuano un sistema composto da quattro principali modelli abilitativi, che corrispondono a determinate categorie di interventi edilizi comprendenti: l'attività soggetta alla CIL, realizzabile immediatamente previa comunicazione all'amministrazione; l'attività soggetta a Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), anch'essa eseguibile contestualmente alla presentazione della prevista documentazione; l'attività soggetta a denuncia di inizio attività (DIA), realizzabile decorsi 30 giorni dalla presentazione del relativo modello e le opere subordinate a RILASCIO DI PERMESSO A COSTRUIRE, espresso o ottenuto mediante silenzio-assenso.

IVA OMESSA - Stop a sanzioni con rinuncia all’eredità - 04/12/2013
Con ordinanza 3 dicembre 2013, n. 27093, la Corte di Cassazione, Sesta Sezione Civile – T ha sancito la nullità della cartella esattoriale, ai fini IVA, notificata al figlio minore dell’imprenditore deceduto. Ciò perché il destinatario dell’atto non ha mai accettato l’eredità. L’atto era stato notificato alla moglie di Caio, imprenditore deceduto (originario debitore), nella sua qualità di soggetto esercente la potestà genitoriale su Tizio, figlio di Caio, ritenuto responsabile dell’obbligazione tributaria a titolo ereditario. Investito dell’esame della controversia il Supremo Collegio ha confermato la sentenza di annullamento della cartella esattoriale in questione, posto che, a fronte della rinuncia all’eredità, la linea difensiva dell’Amministrazione Finanziaria è apparsa infondata a causa di “erronea individuazione del soggetto titolare di imposta”.

TERRENI E QUOTE – Proroga per la rivalutazione - 03/12/2013
Nel maxiemendamento alla Legge di Stabilità 2014 è prevista la possibilità di rideterminare il valore di acquisto delle partecipazioni e dei terreni posseduti alla data del 1° gennaio 2014 alla condizione che, entro il 30 giugno 2014, si provveda alla predisposizione di apposita perizia giurata da parte dei soggetti a tal fine individuati. Il precedente affrancamento, disposto dalla legge di stabilità dello scorso anno, è scaduto il 30 giugno 2013 e aveva a riferimento il valore al 1° gennaio 2013. Sempre entro il 30 giugno 2014 è necessario procedere con il pagamento integrale dell’imposta sostitutiva del 2% (rideterminazione costo delle partecipazioni non qualificate) o del 4% (rideterminazione costo delle partecipazioni qualificate o dei terreni) ovvero della prima rata dell’imposta complessivamente dovuta. L’agevolazione è concessa a persone fisiche che non agiscono nella sfera dell'impresa, società semplici ed enti non commerciali; tali soggetti possono essere anche non residenti. L'usufruttuario ha titolo per rivalutare i terreni e partecipazioni, in quanto in caso di cessione limitatamente al corrispettivo percepito può realizzare plusvalenza tassabile ai sensi dell'articolo 67 del Tuir. La proroga comprende anche la nuova opportunità prevista dalla precedente disposizione di proroga (D.L. 70/2011), con la quale si consente ai contribuenti che abbiano già effettuato una precedente rideterminazione del valore dei medesimi beni di detrarre dall’imposta sostitutiva dovuta per la nuova rivalutazione l’importo relativo all’imposta sostitutiva già versata, ovvero chiederne il rimborso.

ALLUVIONE SARDEGNA - Versamenti e adempimenti fiscali sospesi - 02/12/2013
Il Ministero comunica che nei Comuni della Sardegna colpiti dall’alluvione sono sospesi tutti i versamenti e gli adempimenti tributari, inclusi quelli derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione, che scadono nel periodo compreso tra il 18 novembre e il 20 dicembre 2013. Il Ministero annuncia che con un successivo decreto saranno stabilite le modalità di effettuazione degli adempimenti e versamenti sospesi. I comuni beneficiari della sospensione sono esclusivamente quelli individuati nell’ordinanza n. 3 del 22 novembre 2013 e così suddivisi per provincia: PROVINCIA DI OLBIA-TEMPIO: Arzachena, Berchidda, Buddusò, Golfo Aranci, Loiri Porto San Paolo, Monti, Olbia, Oschiri, Padru, Sant’Antonio di Gallura, Telti; PROVINCIA DI NUORO: Bitti, Dorgali, Galtellì, Irgoli, Loculi, Lodè; Lula, Nuoro, Oliena, Onanì, Onifai, Orgosolo, Orosei, Posada, Siniscola, Torpè; PROVINCIA DI ORISTANO: Gonnostramatza, Marrubiu, Masullas, Mogoro, Palmas Arborea, San Nicolò D’Arcidano, ,Simaxis, Solarussa, Terralba, Uras; PROVINCIA DI CAGLIARI: Armungia, Ballao, Decimoputzu, Escalaplano, Siliqua, Vallermosa, Villaputzu, Villaspeciosa; PROVINCIA MEDIO CAMPIDANO: Gonnosfanadiga, Guspini, Pabillonis, San Gavino Monreale, Sanluri, Sardara, Villacidro, Villanovafranca; PROVINCIA OGLIASTRA: Arzana, Lanusei, Seui, Talana, Tortolì, Ussassai, Villagrande Strisaili.

EQUITALIA - Decadenza dal beneficio della rateazione dopo otto rate omesse - 29/11/2013
Il “Decreto del Fare” ha aumentato da 2 a 8 (anche non consecutive) le rate non pagate che possono causare la decadenza dalla rateizzazione. Se, infatti, prima era sufficiente il mancato pagamento di due rate consecutive per decadere dal beneficio della rateazione con conseguente impossibilità di rateizzare ulteriormente il debito che veniva iscritto a ruolo per la parte ancora da saldare, a seguito del nuovo intervento normativo, invece, tale previsione è limitata ai casi in cui il debitore non paghi otto rate, anche non consecutive. In merito alla decorrenza di tale nuova previsione, Equitalia ha precisato che questa nuova agevolazione trova applicazione anche ai piani già concessi e in essere alla data di entrata in vigore del decreto (ossia alla data del 21 giugno 2013). Ne consegue che, proprio perché il fine è agevolare il contribuente in momentanea difficoltà, anche coloro che si troverebbero decaduti perché già morosi di oltre due rate possono continuare a pagare le rate previste secondo il proprio piano di dilazione. Nel caso di decadenza dal beneficio della rateazione, l’intero importo iscritto a ruolo ancora dovuto è immediatamente e automaticamente riscuotibile in unica soluzione e il debito non può più essere rateizzato.

IMU - Cancellata sull’abitazione principale e sui terreni agricoli - 28/11/2013
Il Consiglio dei Ministri di ieri, 27 novembre 2013, ha approvato il decreto legge sulla promessa cancellazione della seconda rata dell'Imu. I proprietari e i detentori di diritti reali di immobili adibiti ad abitazione principale e assimilati alla stessa, non dovranno versare l’imposta a saldo 2013. L’esenzione viene estesa anche ai terreni agricoli. In merito si ricorda che sono "agricoli" i terreni destinati all'esercizio delle attività agricole, inseriti negli strumenti urbanistici, anche se lasciati a riposo (art. 2135 c.c.). Inoltre la circolare 3/DF/2012 ha chiarito che non sono considerati edificabili, ancorché classificati come tali nel piano regolatore del Comune, i terreni posseduti e condotti da un soggetto Iap (imprenditore agricolo professionale) o coltivatore diretto, purché iscritti nella previdenza agricola. Il Ministero delle Finanze ha precisato, in presenza di terreno edificabile in comproprietà di più persone, che se l'area è coltivata anche da uno solo dei comproprietari con la qualifica di coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale iscritto nella gestione previdenziale, è considerata agricola anche per la quota di proprietà dei soggetti sprovvisti di queste qualifiche. Quindi è sufficiente che uno solo dei proprietari Iap o coltivatore diretto coltivi l'area affinché la stessa possa essere considerata agricola e goda della sospensione della seconda rata Imu. L'agevolazione è estesa anche alle società proprietarie di terreni, che abbiano la medesima qualifica di imprenditore agricolo professionale, con amministratore o socio iscritti nella gestione previdenziale.

IMPOSTA COMUNALE UNICA - La nuova IUC e il destino dell’IMU - 27/11/2013
La Trise mai nata si chiama oggi IUC (che nasconde altre tre imposte: ingloba l’IMU e le nuove TARI e TASI). Il nuovo acronimo ideato dal Governo dovrebbe vedere l’effettiva nascita oggi. A poco più di una quindicina di giorni dalla scadenza per il versamento della seconda rata IMU, i contribuenti non sanno ancora se dovranno reperire la provvista finanziaria per il pagamento dell’imposta sull’abitazione principale o se ne saranno esentati anche a saldo. La nuova IUC si comporrà di tre componenti: - l’IMU relativa alla componente patrimoniale; - la TASI sui servizi indivisibili; - la TARI sui rifiuti. Solo la prima imposta (IMU) non graverà sull’abitazione principale, fatta eccezione per gli immobili di lusso, che sconteranno tutte e tre le componenti. La componente IMU continuerà ad essere pagata dal proprietario o dal detentore di un diritto reale sull’immobile (usufruttuario, ecc.) e non dall’inquilino. L’imposta sarà unica anche nel versamento: andrà infatti corrisposta con un unico bollettino predisposto dall’ente comunale in 4 rate, scadenti il 16 gennaio, 16 aprile, 16 luglio e 16 ottobre. Il contribuente può tuttavia optare per un versamento unico a giugno. Si attende, infine, l’approvazione di un’eventuale estensione dal 20% al 30% della deducibilità dell’IMU ai fini IRES per gli immobili strumentali delle imprese e l’applicazione della deducibilità anche all’IRAP.

ATTESTATO DI PRESTAZIONE ENERGETICA (A.P.E.) - Il trattamento ai fini dell’imposta di registro e di bollo - 25/11/2013
L’Agenzia delle Entrate con la risoluzione 83/E del 22 novembre 2013, ha chiarito che l’attestato di prestazione energetica (APE), non sconta l’imposta di registro. Per capire la necessità del chiarimento è indispensabile ricordare che, dal 4 agosto scorso, è diventato obbligatorio allegare l’Ape agli atti connessi alle più comuni operazioni immobiliari, “pena la nullità degli stessi contratti” (articolo 6, comma 3-bis, Dlgs 192/2005, così come modificato dall’articolo 6, del D.L. 63/2013). Parliamo in particolare dei contratti di vendita, degli atti di trasferimento di immobili a titolo gratuito e dei nuovi contratti di locazione. L’Ape non rientra tra gli atti per i quali vige l'obbligo della registrazione ma, rappresenta semplicemente una parte integrante del contratto, e non paga un Registro autonomo (articolo 11 Dpr 131/1986). L’imposta è invece dovuta nella misura fissa di 168 euro, quando la certificazione energetica viene portata volontariamente alla registrazione, ad esempio per dare data certa all’attestazione. La risoluzione dell’Agenzia delle Entrate, chiarisce anche, che se l’Ape è allegata al contratto di locazione in originale o in copia semplice, non sconta il Bollo, perché l’attestazione arriva sotto forma di dichiarazione sostitutiva di atto notorio e tali dichiarazioni sono esenti dal tributo (articolo 37, del Dpr 445/2000). Quando invece, la copia dell’Ape è accompagnata da una dichiarazione di conformità all’originale di un pubblico ufficiale, il Bollo costa 16 euro a foglio (nota 1 all’articolo 1 della tariffa, parte prima, allegata al DPR 642/1972).

ACCONTI DEL 2 DICEMBRE – Il Presidente del Consiglio ha annunciato il probabile slittamento dal 2 al 10 dicembre - 22/11/2013
Per gli acconti fiscali “si sposterà la tempistica dal 30 novembre al 10 dicembre”. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio, Enrico Letta, parlando dell'abolizione della seconda rata Imu sulla prima casa che sarà “chiusa martedì” e dell'aumento degli acconti da banche e assicurazioni che saranno utilizzati a copertura. Il capo del governo, nel ribadire che le famiglie non pagheranno la seconda rata Imu, ha annunciato che si sposterà la tempistica degli acconti dal 30 novembre (che sarebbe slittato al 2 dicembre in quanto il 30 novembre cade di sabato) al 10 dicembre. Un conto che sarà più salato rispetto al passato, perché l'appuntamento in calendario prevede l'applicazione delle aliquote maggiorate degli “anticipi” fiscali: per l'Irpef si passa dal 99 al 100% dell'imposta, livello a cui rimarrà per sempre, mentre per chi paga l'Ires arriva il “finanziamento a favore dello Stato” (definizione del servizio bilancio del Senato), che impone di pagare, ma solo per quest'anno, il 101% del dovuto. Completa il quadro l'Irap, che segue le regole delle imposte dirette del contribuente: chi paga l'Irpef, quindi, dovrà calcolare al 100% anche l'imposta sulle attività produttive, mentre chi versa l'Ires dovrà portare il tributo regionale al 101 per cento.

FERMO AMMINISTRATIVO - Trenta giorni di tempo per dimostrare che il bene è strumentale all’attività - 21/11/2013
Con l’approvazione del “Decreto del fare” la procedura di fermo ha inizio con la notifica di una comunicazione preventiva al contribuente debitore, in cui si invita lo stesso a pagare le somme dovute entro 30 giorni (e non più 20). Decorso poi inutilmente tale termine, l'agente della riscossione potrà procedere con l'apposizione delle ganasce fiscali. La misura restrittiva, tuttavia, non potrà essere applicata qualora il contribuente riesca a dimostrare che il veicolo passibile di fermo è strumentale alla sua attività professionale o imprenditoriale. In sostanza il contribuente dovrà recarsi presso lo sportello dell'agente della riscossione e dimostrare che il bene è strumentale alla sua attività professionale. Tale dimostrazione, in particolare, dovrà avvenire non solo con l'esibizione dei libri contabili, ma anche mediante l'indicazione delle effettive esigenze operative che il bene soddisfa. In ogni caso, l'adozione del fermo è inibita qualora il contribuente abbia ottenuto la rateazione delle somme iscritte a ruolo. A tal riguardo, la stessa Equitalia ha chiarito che il pagamento della prima rata del piano di differimento comporta la revoca del fermo di beni mobili registrati in precedenza adottato. Il fermo dei beni mobili registrati perde comunque efficacia nell'ipotesi in cui il contribuente abbia nel frattempo versato le somme o nell'ipotesi in cui il giudice tributario abbia annullato la cartella di pagamento, a prescindere dalla formazione del giudicato. In tal caso, il provvedimento dovrà essere immediatamente revocato a cura dello stesso agente della riscossione, anche su richiesta dell'interessato.

BONUS MOBILI - L’acquisto può essere antecedente alla ristrutturazione - 18/11/2013
La detrazione prevista per l’acquisto di mobili è possibile anche quando la spesa per i mobili e grandi elettrodomestici è avvenuta prima di quella prevista per la ristrutturazione dell’immobile. La data di inizio lavori deve, però, essere precedente. L’art. 16, comma 2, del D.L. n. 63/2013 nell’ottica di realizzazione di misure finalizzate alla ripresa economica (creando un volano tra interventi di natura edile e del comparto dell’arredamento), ha previsto un’agevolazione per gli acquisti di mobili e grandi elettrodomestici con una detrazione autonoma nella misura (50% del costo, con tetto massimo di spesa di 10.000 euro e da godere in 10 rate annuali), ma vincolata, nella spettanza, alla connessione a interventi di recupero del patrimonio edilizio. Nonostante la norma non preveda indicazioni specifiche al riguardo, oltre a quella dell’esistenza dell’intervento “legittimante”, la circolare 29/E/2013 contiene tre specifiche relative alla successione temporale degli accadimenti: 1) è necessario che il contribuente abbia sostenuto spese (relative all’intervento legittimante) a decorrere dal 26 giugno 2012; tale parametro temporale è considerato elemento sufficiente a far ritenere (oggettivamente) che l’acquisto sia diretto al completamento dell’arredo dell’immobile su cui i lavori sono stati effettuati; 2) le spese per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici possono esser state sostenute anche prima di quelle per la ristrutturazione dell’immobile; 3) la data di inizio lavori deve essere anteriore a quella in cui sono sostenute le spese per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici.

730 - In arrivo i rimborsi per i contribuenti senza sostituto - 15/11/2013
L’Agenzia delle Entrate comunica che sono in arrivo 75 milioni di euro di rimborsi Irpef per chi ha compilato il modello 730, pur non avendo un sostituto d’imposta nel 2013. Sono circa 96.000 i cittadini che riceveranno le somme a dicembre 2013. L’articolo 51-bis del D.L. n.69/13 (c.d. Decreto del “Fare”) introdotto in sede di conversione dalla L. n.98/13, ha modificato in modo rilevante le condizioni per poter compilare il Modello 730. È stata data la possibilità di utilizzare il modello 730 anche ai contribuenti titolari di redditi da lavoro dipendente e assimilati, privi di un sostituto d'imposta, tenuto a effettuare il conguaglio. In sostanza è stata ampliata la platea dei soggetti legittimati alla presentazione del modello. La disposizione si applica dalle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2014, ma già da quest'anno i soggetti interessati potevano consegnare fino al 30 settembre a un Caf o a un professionista abilitato il nuovo modello denominato 730-situazioni particolari, purché appunto emergesse un credito. I rimborsi verranno appunto eseguiti dall’Amministrazione Finanziaria sulla base del risultato finale delle dichiarazioni. A partire dal 15 dicembre 2013, i contribuenti che hanno comunicato il proprio codice Iban riceveranno i rimborsi direttamente sul proprio conto corrente. Per tutti gli altri contribuenti, a partire dal 21 dicembre 2013, saranno, invece, disponibili presso gli uffici postali i rimborsi in contanti.

BENI/FINANZIAMENTI – L’omessa comunicazione entro il 12 dicembre 2013 - 14/11/2013
Uno degli aspetti più controversi della comunicazione dei beni e dei finanziamenti, in scadenza il prossimo 12 dicembre 2013, è sicuramente quello relativo alla sanzionabilità dei contribuenti nel caso in cui omettano la comunicazione ovvero la stessa sia inviata in modo infedele. In tema di beni in godimento ai soci il provv. n.94902 del 2 agosto 2013 ha chiarito che non sussiste l’onere di presentazione della comunicazione nel caso in cui non vi sia una differenza positiva tra valore di mercato e corrispettivo relativo al godimento del bene. In tal caso nessuna sanzione sarà applicabile in caso di omessa comunicazione. In tema di finanziamenti effettuati dai soci la comunicazione va effettuata dalla società che riceve il finanziamento/apporto come stabilisce il provvedimento n. 94904 del 2 agosto 2013. Ci si chiede quale sia la sanzione dovuta nel caso di omissione, dato che il provvedimento richiama le disposizioni di cui all’art.7 comma 12 del D.P.R. n. 605/73. Si deve ritenere, in ogni caso, che la sanzione di specie nel caso di omesso invio o di invio con dati incompleti o non veritieri, possa soggiacere all’art.11 del D.Lgs. n. 471/97, cioè a una sanzione da 258 euro a 2.065 euro. Si evidenzia che lo scopo delle due comunicazioni è pur sempre l’accertamento sintetico (redditometro), previsto dall’art.38 del D.P.R. 600/73, così come modificato dal D.L. 78/2010.

DETRAZIONE BOX - Necessario il vincolo di pertinenza - 12/11/2013
Oltre che per gli interventi relativi alla realizzazione di autorimesse e posti auto, possono usufruire della detrazione per ristrutturazione anche gli acquirenti di box o posti auto pertinenziali già realizzati. La detrazione per l’acquisto del box spetta limitatamente alle spese sostenute per la sua realizzazione e sempre che le stesse siano dimostrate da apposita attestazione rilasciata dal venditore. In ogni caso la condizione essenziale per usufruire dell’agevolazione è la sussistenza del vincolo pertinenziale tra l’abitazione e il box. Inoltre, la detrazione spetta anche per la realizzazione di parcheggi residenziali. Tra le spese, relative alla realizzazione di parcheggi, ammesse all'agevolazione sono ricomprese anche quelle sostenute per: la progettazione e l'esecuzione dei lavori; l'eventuale relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti; le prestazioni professionali richieste dal tipo di intervento; l'Iva; l'imposta di bollo; i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni, le denunce di inizio lavori, gli oneri di urbanizzazione. Nel caso in cui l’atto definitivo di acquisto sia stipulato successivamente al versamento di eventuali acconti, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che, in relazione ai pagamenti effettuati con bonifico bancario o postale, la detrazione d’imposta spetta solo se è stato regolarmente registrato un compromesso di vendita dal quale risulti la sussistenza del vincolo pertinenziale tra l’edificio abitativo e il box. Se manca un preliminare di acquisto registrato, eventuali pagamenti effettuati con bonifico prima dell’atto notarile non sono ammessi in detrazione.

EQUITALIA - Rateazione decennale pronta per la Gazzetta Ufficiale - 08/11/2013
È ufficiale: Equitalia potrà essere pagata in 10 anni. Sta finalmente per arrivare in Gazzetta Ufficiale il decreto attuativo che consentirà a moltissimi contribuenti di tirare un sospiro di sollievo. Per poter richiedere le 120 rate è sufficiente dimostrare l’accertata impossibilità per il contribuente di eseguire il pagamento del credito tributario secondo un piano di rateazione ordinario in 72 rate. Ricorre detta situazione allorquando le persone fisiche e le ditte individuali con regimi semplificati dimostrino che l’importo della rata sia superiore al 20% del reddito mensile nel nucleo familiare, così come risultante dall’indicatore della situazione reddituale (ISR) nella certificazione Isee. Per le imprese, invece, il limite dell’importo della rata è pari al 10% del valore della produzione. Si ricorda che fino ad oggi Equitalia può concedere la rateazione fino a un massimo di 72 rate mensili e, per i debiti fino a 50.000 euro, la rateazione è concessa automaticamente, senza che sia necessario verificare la situazione di difficoltà economica. Inoltre, il debitore può chiedere che il piano di rateazione preveda, in luogo di rate costanti, rate variabili di importo crescente per ciascun anno.

PAGAMENTI - POS obbligatorio per tutti - 07/11/2013
Per effetto delle novità introdotte dal D.L. 179/2012, convertito con modificazioni dalla Legge 17 dicembre 2012 n. 221, a decorrere dal 1° gennaio 2014, i soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, sono tenuti ad accettare i pagamenti effettuati attraverso carte di debito. La platea di soggetti interessati è pertanto decisamente ampia, in quanto si va dai commercianti (al dettaglio e all’ingrosso), agli agricoltori, agli ambulanti, nonché ai professionisti. Si attendono, tuttavia, i decreti del ministro dello Sviluppo economico e del ministro dell'Economia e delle Finanze, con i quali devono essere disciplinati gli eventuali importi minimi, le modalità e i termini, anche in relazione ai soggetti interessati, di attuazione della disposizione. I tempi sono sicuramente ristretti (meno di due mesi), per cui si affidano le speranze a una proroga.

DETRAZIONE DEL 50% - Bonus anche per i materiali - 06/11/2013
Per i lavori eseguiti in economia, cioè direttamente dal proprietario del fabbricato, la detrazione Irpef del 50% per ristrutturazioni si applica per le spese relative all’acquisto dei materiali sempre che le stesse siano pagate con bonifico bancario. È possibile detrarre dall’Irpef (l’imposta sul reddito delle persone fisiche) una parte degli oneri sostenuti per ristrutturare le abitazioni e le parti comuni degli edifici residenziali situati nel territorio dello Stato. A seguito delle più recenti novità, introdotte dal decreto legge n. 83 del 2012 e dal decreto legge n. 63/2013, per il periodo d’imposta 2013, la detrazione è pari al 50% delle spese sostenute, con un limite massimo di spesa di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare e tenendo conto, in caso di mera prosecuzione dei lavori, delle spese sostenute negli anni precedenti. Dal 1° gennaio 2014, la detrazione tornerà alla misura ordinaria del 36% e con il limite di 48.000 euro per unità immobiliare (salvo eventuali proroghe da approvare nella legge di stabilità per il 2014 ora al vaglio del Parlamento). L’ammontare complessivo della spesa va suddiviso fra tutti i soggetti che l’hanno sostenuta e che hanno diritto alla detrazione. Ciascun contribuente ha diritto a detrarre annualmente la quota spettante nei limiti dell’Irpef dovuta per l’anno in questione. Non è ammesso il rimborso di somme eccedenti l’imposta. Possono usufruire della detrazione sulle spese di ristrutturazione tutti i contribuenti assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), residenti o meno nel territorio dello Stato. L’agevolazione spetta non solo ai proprietari degli immobili, ma anche ai titolari di diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese. Anche per nel caso dei lavori eseguiti in economia per fruire della detrazione, relativamente all’acquisto dei materiali è necessario che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale, da cui risultino: causale del versamento; codice fiscale del soggetto che paga; codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento. Quando vi sono più soggetti che sostengono la spesa, e tutti intendono fruire della detrazione, il bonifico deve riportare il numero di codice fiscale delle persone interessate al beneficio fiscale. Al momento del pagamento del bonifico, banche e poste devono operare una ritenuta a titolo di acconto dell’imposta dovuta dall’impresa che effettua i lavori. Dal 6 luglio 2011 (data di entrata in vigore del decreto legge n. 98/2011) questa ritenuta è pari al 4%.

LAVORARE ALL’ESTERO - Retribuzioni convenzionali e credito d’imposta - 04/11/2013
L'art. 51, co.8-bis, D.P.R. 917/1986 prevede, per i lavoratori italiani assunti all’estero, una norma “agevolativa” che consente, al verificarsi di determinate condizioni, di tassare in luogo del reddito di lavoro subordinato effettivamente percepito le c.d. "retribuzioni convenzionali", generalmente, inferiori al reddito effettivamente riscosso. In base alla citata disposizione, affinché si applichino le retribuzioni convenzionali in luogo del reddito effettivamente percepito si devono verificare alcune condizioni, quali la residenza fiscale del lavoratore in Italia, lo svolgimento di lavoro dipendente all’estero in via continuativa, nonché soggiorno all’estero per un periodo superiore a 183 giorni. Inoltre, per evitare la doppia imposizione, l’Italia concede, in base alle disposizioni dettate dall’art. 165 del Tuir, un credito per le imposte pagate all’estero. Il credito per le imposte pagate all'estero sul reddito prodotto oltre frontiera spetta, ma proporzionalmente alla quota-parte che concorre alla formazione della base imponibile (art. 165, co. 10, D.P.R. 917/1986). L’Amministrazione Finanziaria, con la R.M. 48/E/2013, precisa che per la determinazione del credito di imposta, le imposte pagate all'estero a titolo definitivo devono essere ridotte in proporzione al rapporto tra la retribuzione convenzionale e il reddito di lavoro dipendente che sarebbe stato tassabile in via ordinaria. Oltre ai requisiti indicati, l’applicazione delle retribuzioni convenzionali è subordinata allo svolgimento di attività rientranti tra quelle individuate dall’apposito decreto ministeriale con il quale si fissano le retribuzioni convenzionali (il D.M. 7 dicembre 2012 ha fissato le retribuzioni convenzionali per il 2013). Tale requisito è stato oggetto di intervento da parte dell’Amministrazione Finanziaria che, con la C.M. 20/E/2011, ha precisato che “la mancata previsione nel decreto ministeriale del settore economico nel quale viene svolta l’attività da parte del dipendente costituisce motivo ostativo all’applicazione del particolare regime”. Sul tema l’Amministrazione Finanziaria ha precisato infine, con la C.M. 207/E/2000, che la normativa non troverà applicazione qualora il contribuente presti la propria attività lavorativa in uno Stato con il quale l'Italia ha stipulato un accordo per evitare le doppie imposizioni e lo stesso preveda per il reddito di lavoro dipendente la tassazione esclusivamente nel Paese estero.

PRIMA CASA - L’immobile deve essere abitato - 31/10/2013
Nel caso di vendita infraquinquennale seguita dall’acquisto di altra abitazione entro l’anno, il contribuente mantiene i benefici fiscali “prima casa” solo se va a vivere nel nuovo appartamento. Non rileva la potenzialità del nuovo immobile, per le sue caratteristiche oggettive, ad essere adibito ad abitazione, ma l’effettivo trasferimento dell’abitazione principale. Questo è quanto emerge dalla sentenza 9 ottobre 2013, n. 22944, della Corte di Cassazione. La Sezione Tributaria del Palazzaccio, nel confermare la sentenza di secondo grado favorevole all’Ufficio, ha affermato che secondo giurisprudenza costante (tra le altre: Cass. SS.UU. n. 1196/2000, Cass. n. 18300/2004 e 13491/2008) i benefici fiscali sono subordinati al raggiungimento dello scopo per il quale vengono concessi. Pertanto, in caso di vendita infraquinquennale di un immobile comprato con le agevolazioni cosiddette “prima casa”, il mantenimento dell’agevolazione è accordato se il contribuente entro il successivo anno “procede all’acquisto di altro immobile da adibire a propria abitazione”. La dichiarazione di volontà dell’acquirente di voler spostare la propria abitazione non è riferita a una qualità “astratta” del bene, né costituisce una mera “dichiarazione di intenti”, ma comporta l’assunzione di un vero e proprio obbligo verso il Fisco, cioè quello di adibire la casa acquistata a propria abitazione principale.

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO - Nessuna norma vieta che nei bar siano poste in vendita anche sigarette elettroniche - 30/10/2013
Con la risoluzione n. 146555 del 10 settembre 2013, il Ministero ha risposto a un quesito in merito allo svolgimento all’interno di un medesimo locale di due attività commerciali, l’una di somministrazione di alimenti e bevande (bar), l’altra di commercio al dettaglio non alimentare (nella specifico vendita di sigarette elettroniche) intestate a due titolari diversi, considerando altresì che il locale in questione ha un’entrata unica. Già con una ordinanza del Ministero della Salute del 26 giugno 2013 veniva vietata la vendita delle sigarette elettroniche con nicotina ai minorenni, e ne veniva vietato l'utilizzo nei locali chiusi delle istituzioni scolastiche e paritarie. Tale ordinanza tuttavia nulla diceva in merito all’utilizzo nei locali destinati alla vendita di tali prodotti. Dalla risoluzione n. 146555 si evince che la coesistenza di due attività commerciali non è inibita, fatta salva la necessità del rispetto delle norme igienico-sanitarie e urbanistiche riguardanti le destinazioni d'uso, nonché il rispetto di tutti i regolamenti locali di polizia urbana ed edilizi previsti per il legittimo svolgimento. Naturalmente rimane la necessità della segnalazione certificata di inizio attività SCIA da presentare allo sportello unico per le attività produttive del Comune competente per territorio.

TARES - Le nuove disposizioni del decreto IMU - 29/10/2013
Con riferimento al versamento della Tares, i contribuenti che commettano degli errori nel versamento, sono tutelati e non possono essere sanzionati se i Comuni non hanno inviato i modelli precompilati. Si ricorda che la sanzione è del 30%. In particolare tra le novità rilevanti contenute nell'art. 5 (disposizioni sulla Tares) del D.L. 102/2013 (disposizioni in materia di IMU), il comma 4 bis dello stesso articolo, prevede che “nel caso in cui il versamento relativo all’anno 2013 risulti insufficiente, non si applicano le sanzioni previste in tale ipotesi, qualora il comune non abbia provveduto all'invio ai contribuenti dei modelli di pagamento precompilati in base all'applicazione delle disposizioni regolamentari e tariffarie di cui al presente articolo”. È previsto inoltre che i Comuni possono applicare la Tarsu anche per l'anno in corso e determinare i costi del servizio e le tariffe in base ai criteri previsti e utilizzati nel 2012 per i vecchi regimi di prelievo. Le scadenze e il numero delle rate di versamento sono stabilite dal Comune con delibera.

COMUNICAZIONE DEI FINANZIAMENTI - Invio il 12 dicembre 2013 - 28/10/2013
I soggetti che esercitano attività d'impresa, in forma individuale o collettiva, devono comunicare all’Anagrafe tributaria i dati (e i relativi importi) delle persone fisiche, soci o familiari dell'imprenditore, che nell'anno hanno concesso finanziamenti all’impresa o effettuato capitalizzazioni alla stessa. Nella prima comunicazione, in scadenza il prossimo 12 dicembre 2013, andranno comunicati gli apporti e i finanziamenti ricevuti dalle società nel 2012, mentre quelli ricevuti in anni precedenti non vanno comunicati. I dati da comunicare sono esclusivamente le somme versate da soci persone fisiche alla società e non viceversa e solo se superiori ai 3.600 euro. I dati acquisiti attraverso la comunicazione vengono utilizzati dall’Amministrazione Finanziaria per il controllo sistematico delle persone fisiche che effettuano tali finanziamenti o capitalizzazioni, anche ai fini della ricostruzione sintetica del loro reddito. Dal provvedimento si evince con certezza che i finanziamenti e gli apporti, non a conoscenza dell’amministrazione, superiori o uguali a 3.600 euro, vanno comunicati da parte di ogni società. Non sono obbligati ad inviare la comunicazione i soci o i familiari dell'imprenditore, che effettuano i versamenti, ma l'obbligo ricade esclusivamente sull'impresa. Sono sempre esclusi dalla comunicazione i professionisti, le associazioni professionali o le società tra professionisti.

BENI STRUMENTALI - Difficilmente pignorabili - 25/10/2013
Il pignoramento dei beni strumentali indispensabili per l’attività d’impresa può avvenire nei limiti di 1/5 del loro valore e solo in via residuale, quando il valore di realizzo degli altri beni non appare sufficiente per la soddisfazione del credito. È questa una importante novità contenuta nel Decreto del fare, che ha profondamente innovato il tema della riscossione coattiva. Inoltre, anche nel caso in cui il pignoramento sia eseguito, la custodia è sempre affidata al debitore e il primo incanto non può aver luogo prima che siano decorsi trecento giorni dal pignoramento stesso. In ogni caso, però, il pignoramento perde efficacia quando dalla sua esecuzione sono trascorsi 360 giorni senza che sia stato effettuato il primo incanto. La natura di bene strumentale impedisce altresì la procedura di fermo amministrativo. È infatti previsto che debba essere inviata al contribuente una specifica comunicazione preventiva contenente l’avviso dell’iscrizione nei Pubblici registri del fermo amministrativo, in caso di inadempimento, entro 30 giorni; il contribuente può evitare il fermo amministrativo dimostrando all’Agente della riscossione, entro il medesimo termine di 30 giorni, che i beni oggetto del vincolo sono “strumentali” all’attività d’impresa o della professione. Si ricorda, che dal punto di vista fiscale, si parla di bene strumentale quando il bene partecipa al ciclo produttivo oggetto dell’attività dell’impresa, quindi alla produzione del reddito. Sebbene la definizione possa apparire semplice, possono sorgere dubbi ove tale disciplina debba essere conciliata con quella della riscossione coattiva. È ovvio che i beni necessari per lo svolgimento dell’attività, riportati sul libro cespiti, siano strumentali, ma si pensi al caso di un elettricista che possieda una sola auto. Anche se la stessa non è riportata nei registri contabili, è ovvio che, senza la stessa, l’elettricista non sarebbe più in grado di effettuare tutti gli spostamenti necessari per raggiungere i suoi clienti e svolgere così il suo lavoro.

SPESOMETRO - Il documento riepilogativo come alternativa - 24/10/2013
All’interno dello spesometro un ruolo importante di semplificazione può essere svolto dal documento riepilogativo, disciplinato dall’art.6, commi 6 e 7 del D.P.R. 695/1996. Il documento riepilogativo consente ai soggetti passivi IVA di registrare le fatture attive e passive, di importo non superiore a 300 euro, anziché singolarmente, attraverso un documento unico, nel quale devono essere indicati: i numeri delle fatture a cui si riferisce, l’ammontare complessivo delle operazioni e l’ammontare dell’imposta distinto per aliquota applicata. Detto documento relativo alle vendite va registrato entro il termine di 15 giorni, rispettando sempre il mese di riferimento. Il limite dei 300 euro deve intendersi al netto dell’IVA (cfr. Risoluzione 29/E/1996). Il documento riepilogativo è descritto dalla Risoluzione n.80/E/2012, come segue: - le singole fatture vanno numerate progressivamente al pari di quelle superiori a detto importo; - le stesse fatture al di sotto dei 300 euro devono essere riportate nel documento riepilogativo; - il documento riepilogativo va annotato autonomamente con un proprio numero progressivo. Nel caso degli acquisti, la registrazione del documento riepilogativo non ha un termine perentorio, dato che il diritto alla detrazione, come previsto dall’art.19 del D.P.R. 633/1972, può essere esercitato con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui l’imposta diviene esigibile. Nello spesometro, il documento riepilogativo viene gestito in modo unitario, con la notevole semplificazione di non dover indicare il codice fiscale e la partita IVA della controparte. I vantaggi si segnalano soprattutto per i commercianti al dettaglio, che per il 2012 e 2013, in via transitoria, sono tenuti a segnalare soltanto le fatture emesse di importo superiore a 3.600 euro e per i professionisti in semplificata (es. medici). Si ricorda, infine, che le fatture emesse e/o ricevute, riepilogate nei menzionati documenti, dovranno comunque essere conservate, unitamente ad essi, ai fini dei controlli da parte dell’Amministrazione Finanziaria.

STP – Studi professionali verso la forma societaria - 23/10/2013
La possibilità di costituire una società tra professionisti appare come un’ottima soluzione non solo per chi avvia una nuova attività professionale, ma anche per chi svolge già la professione in forma individuale o in uno studio associato. Le strade percorribili sono, in questo caso, più di una. In primo luogo si ricorda che è possibile cedere lo studio professionale (o gli studi professionali) alla neo costituita Stp. Dal punto di vista civilistico la giurisprudenza si è già espressa a favore (si veda, a tal proposito la sentenza della Corte di Cassazione 2860 del 2010). Anche l’Agenzia delle Entrate ritiene la strada perfettamente percorribile, si deve tuttavia considerare che in tal caso la neo costituita Stp si troverà a dover sostenere il prezzo di acquisto, oltre agli immaginabili effetti fiscali in capo alla parte cedente. Per quest’ultimo motivo si ritiene più semplice il ricorso a un conferimento dello studio individuale o dello studio associato nella società tra professionisti. L’Agenzia delle Entrate, con la circolare 8/E del 2009 e la risoluzione 177/E del 2009 ha confermato tale possibilità, e ha chiarito le condizioni affinché non si formino plusvalenze rilevanti. Più precisamente, la circolare 8/E del 2009 ha chiarito che non sussiste alcun reddito imponibile in capo al professionista (quindi alcun costo deducibile per lo studio associato), qualora non sia previsto alcun corrispettivo per la cessione della clientela, nemmeno in caso di recesso del socio conferente. Un’ultima strada percorribile, qualora si svolga l’attività in uno studio associato, può essere rappresentata dalla trasformazione, sebbene in alcuni casi possano sorgere alcune perplessità. Non si ha invece una trasformazione qualora una società già esistente diventi una società tra professionisti. In questo caso è sufficiente la sola sostituzione dell’oggetto sociale della società non professionale esistente con quello esclusivo dell’esercizio di un’attività professionale ordinistica (nonché l’adozione di tutti gli elementi richiesti dall’art.10 della L. 183/2011).

APE DETRAIBILE - Parere favorevole dell’Enea - 22/10/2013
Il comma 1-ter dell’art. 6 del DLgs. 192 del 2005 modificato dal DLgs. 311/2006 ha stabilito che dal 1° gennaio 2007 l’A.C.E. di un edificio o di un'unità immobiliare è necessario per accedere agli incentivi e alle agevolazioni di qualsiasi natura per il miglioramento delle prestazioni energetiche dell’unità immobiliare, dell’edificio o degli impianti. Fanno eccezione gli interventi che il comma 24 della finanziaria 2008 e l'art. 31 della Legge 99/09 esentano dall’obbligo e per i quali nel tempo si è attuata una semplificazione delle procedure di trasmissione, ossia quelli di cui ai commi 345, limitatamente alla sostituzione di infissi in singole unità immobiliari, 346 e 347 della Finanziaria 2007. Con il D.L. 4 giugno 2013, n° 63, coordinato con la Legge di conversione 3 agosto 2013, n° 90, l’ACE (Attestato di Certificazione Energetica) è stato soppresso e sostituito dall’Attestato di Prestazione Energetica, ossia l’APE. Per l’accesso alle detrazioni in oggetto, nei casi ove esso è previsto, si continua a utilizzare lo stesso modulo dell’attestato di qualificazione energetica, che può essere compilato e sottoscritto anche da un tecnico abilitato coinvolto nei lavori di cui alla richiesta di detrazione, mentre il tecnico che compila l'Attestato di Prestazione Energetica non deve essere coinvolto nei lavori. Si ricorda che l’APE va conservato dall’utente e, in quanto misura obbligatoria per l’accesso alle detrazioni, le spese tecniche per la sua compilazione sono anch’esse detraibili.

BONUS NELL’EDILIZIA - Prorogata fino al 31.12.2014 la detrazione per risparmio energetico e per ristrutturazione - 21/10/2013
Il disegno di legge di stabilità 2014 varato dal governo nella serata di martedì 15 ottobre proroga di un anno, fino al 31 dicembre 2014, la detrazione Irpef del 65% per gli interventi di risparmio energetico e del 50% per le ristrutturazioni e l'acquisto di mobili ed elettrodomestici. Nello specifico le detrazioni fiscali del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici sono prorogate fino alla fine del 2014, mantenendo l’attuale aliquota, per poi decrescere progressivamente. Nel 2015 le detrazioni scendono infatti al 50% e nel 2016 tornano al 36%, seguendo il bonus ristrutturazioni cui sono state accomunate. Per gli interventi che interessano le parti comuni degli edifici condominiali o tutte le unità immobiliari di cui si compone il condominio, le spese sostenute fino al 30 giugno 2015 sono detraibili al 65%, mentre quelle effettuate fino al 30 giugno 2016 usufruiscono del bonus al 50%. Si ricorda che detta detrazione può essere utilizzata sia da persone fisiche che da soggetti operanti in regime d’impresa : in particolare la detrazione potrà essere fruita dalle persone fisiche e dai lavoratori autonomi, sulla base del principio di cassa, mentre dalle imprese/società secondo il principio di competenza. Le spese agevolabili, il limite e la percentuale di detrazione variano sulla base del tipo di intervento partendo da una detrazione massima di 100.000 (65% su una spesa di 153.846,15) prevista per la riqualificazione energetica globale per finire con una detrazione di 30.000 (65% su una spesa di 46.153,85) per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale. Anche la detrazione fiscale del 50% per gli interventi di ristrutturazione è prorogata fino alla fine del 2014. Le spese sostenute nel 2015 saranno poi agevolate con una detrazione fiscale del 40%. Nel 2014 e nel 2015 il tetto di spesa agevolabile resta fermo a 96 mila euro. A partire dal 2016 il bonus torna invece all’aliquota ordinaria del 36% e il tetto di spesa scende a 48 mila euro. Nel disegno della legge di stabilità 2014 è prevista, infine, la proroga del bonus mobili sino al 31 dicembre 2014, sempre in abbinamento obbligatorio con i lavori di recupero edilizio.

RISOLUZIONE 49/E/2013 - Semplificazione sui rimborsi spese - 18/10/2013
I lavoratori autonomi come anche i professionisti e i loro committenti devono effettuare adempimenti contabili complessi in materia di rimborsi spese. In particolare la circolare 28/E/2006 ha previsto che chi effettua il servizio deve intestare la fattura al committente indicando gli estremi del professionista, il committente deve poi inviarne copia al professionista e quest'ultimo includere le spese “prepagate” tra i compensi nella fattura emessa per il servizio effettuato. Dopo aver ricevuto tale fattura, l'impresa committente può dedurre l'intero costo sostenuto, comprensivo dei rimborsi spese. L'articolo 54, comma 5, del Tuir stabilisce, peraltro, che le spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazione di alimenti e bevande sono in tali casi integralmente deducibili se addebitate in fattura dal professionista. Si inserisce nel contesto, l'articolo 29 del Ddl semplificazioni in esame al Senato. Nell’ottica degli interventi di semplificazione, l’articolo 29 specifica che le prestazioni alberghiere e di somministrazioni di alimenti e bevande acquistate direttamente dal committente, non costituiscono compensi in natura per i professionisti che ne usufruiscono. I professionisti, pertanto, non devono “riaddebitare” in fattura tali spese al committente, e non possono considerare il relativo ammontare quale componente di costo deducibile dal proprio reddito di lavoro autonomo. Trattandosi di una mera partita di giro, non vi sono effetti negativi in termini di gettito per l'Erario. Non vengono menzionate le spese di viaggio, per le quali non sono previsti limiti di deducibilità e a cui appare, comunque, opportuno estendere la semplificazione operativa.

AGEVOLAZIONE ACE - Aumento dal 2014 - 17/10/2013
Si torna a puntare sull’incentivo Ace per favorire la patrimonializzazione delle imprese, anche al fine di renderle più affidabili agli occhi delle banche. L’agevolazione, introdotta dal periodo in corso al 31 dicembre 2011, consente di dedurre dal reddito d’impresa un importo pari a una determinata percentuale della variazione in aumento del patrimonio netto rispetto a quello dell’anno precedente. Il decreto Salva Italia del 2011 aveva fissato una percentuale in misura del 3%, stabilendo che dal quarto periodo d’imposta la percentuale sarebbe stata determinata con apposito decreto entro il 31 gennaio di ogni anno. La fissazione della nuova aliquota è quindi arrivata puntuale, con un innalzamento al 4% per il periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2014, al 4,5% per quello in corso al 31 dicembre 2015 e al 4,75% per quello successivo. Questa agevolazione non deve essere sottovalutata, in quanto dal 2014 rappresenteranno un beneficio fiscale per le imprese: •i conferimenti dell’imprenditore o dei soci (anche per ripianare eventuali perdite); •la rinuncia dei soci o dell’imprenditore alla restituzione dei finanziamenti (mentre non avranno alcuna rilevanza gli eventuali apporti a titolo di finanziamento, che rappresentano un debito per l’impresa e non un aumento di capitale); •l’accantonamento degli utili a riserva (ad esclusione di quelli destinati a riserve non disponibili). Non si deve inoltre dimenticare che l’agevolazione in oggetto rappresenta una delle pochissime agevolazioni di cui possono fruire anche le società di comodo, sebbene non siano mai intervenuti chiarimenti ufficiali in merito.

IMU e TRISE - La nuova tassazione degli immobili dal 2014 - 16/10/2013
Nel disegno di legge di stabilità, varato ieri 15 ottobre 2013 dal Consiglio dei ministri, spicca per importanza la riforma del prelievo sul mattone. In particolare, nella tassazione immobiliare sta per irrompere un altro acronimo con cui gli italiani dovranno familiarizzare il prima possibile: il TRISE (Tributo sui servizi comunali) che dal 2014 sostituirà la Tares. Il nuovo tributo di competenza e gestione dell’ente comunale, è composto da due componenti: - la Tari, che servirà a coprire i costi del servizio di raccolta dei rifiuti; - e la Tasi, imposta che copre i servizi indivisibili dei comuni. L’IMU non si pagherà più sugli immobili adibiti ad abitazione principale, fatta eccezione per gli immobili di lusso, ossia per quegli immobili di pregio individuati dalle categorie catastali A/1, A/8 e A/9: - A/1, abitazione di tipo signorile; - A/8, abitazioni in ville; - A/9, castelli e palazzi di eminenti pregi artistici o storici. Dunque, un’abitazione principale classificata nella categoria catastale A/7 (abitazioni in villini), rientra a pieno titolo nella disposizione di sospensione prevista dal D.L. 54/2013 e di abrogazione del versamento confermato dal D.L. 102/2013 (per l’acconto 2013) e nell’eliminazione dell’imposta per il saldo 2013. Nonostante sia presente nel testo la deducibilità al 50% del prelievo sui capannoni dall'Irpef e dall'Ires (ma non dall'Irap), tale previsione normativa potrebbe slittare a un successivo provvedimento. A versare la Tasi non saranno solo i proprietari, ma anche gli inquilini in una misura tra il 10 e il 30% dell'imposta. Una ripartizione che non sussisterà invece per la Tari, che spetterà esclusivamente a chi occupa l'immobile, commisurata ad anno solare e parametrata sulla superficie degli immobili. Il TRISE (costituito da TASI e TARI) andrà versato in quattro rate trimestrali con scadenza 16 gennaio, 16 aprile, 16 luglio e 16 dicembre.

COSTI DI COMPETENZA - Ammissione nella fase di accertamento senza presentazione dell’integrativa - 15/10/2013
La Circolare dell'Agenzia delle Entrate 2 agosto 2012, n. 31/E, ha precisato che il diritto del contribuente a chiedere il riconoscimento del costo nell'esercizio di competenza e la relativa compensazione può essere fatta valere già nell'ambito del procedimento dell'accertamento con adesione, ex art. 6, comma 2, D.Lgs. n. 218/1997, senza dover quindi presentare una nuova e successiva istanza di rimborso o una dichiarazione integrativa a favore. La corretta imputazione dei costi è condizionata al principio di competenza, le cui regole sono riportate nell'art. 109 comma 1, del D.P.R. n. 917/1986. La richiamata norma non contiene, peraltro, nel suo ambito una disposizione per la quale l'Ufficio debba procedere autonomamente alla riliquidazione in presenza di costi o ricavi che incidono su più periodi d'imposta. Tale obbligo è invece previsto dal successivo art. 110, comma 8 del D.P.R. n. 917/1986, in ipotesi di rettifica delle valutazioni da parte dell'Ufficio; si pensi, ad esempio, al caso di rideterminazione del valore delle rimanenze di un esercizio laddove scatta l'obbligo per l'Ufficio di procedere alla rettifica, a favore del contribuente, nell'esercizio successivo. Tale vuoto è stato colmato dalla Circolare n. 31/E/2012 che, dopo aver richiamato il precedente documento di prassi in materia (C.M. n. 23/E/2010) e il consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità (Corte di Cassazione, sent. 8 luglio 2009, n. 16023), ha precisato che il diritto del contribuente a chiedere il riconoscimento del costo nell'esercizio di competenza e la relativa compensazione può essere fatto valere già nell'ambito del procedimento dell'accertamento con adesione, ex art. 6, comma 2, D.Lgs. n. 218/1997, senza dover, quindi, presentare una nuova e successiva istanza di rimborso o una dichiarazione integrativa a favore.

RATEAZIONE EQUITALIA - Decadenza a seguito del mancato pagamento di otto rate - 14/10/2013
Con la conversione in legge (L. 9 agosto 2013, n. 98) del c.d. decreto “del fare” (D.L. 21 giugno 2013, n. 69), oltre alla possibilità di estendere la rateazione presso l'agente della riscossione fino a un massimo di 120 rate mensili, è stata prevista la decadenza dalla dilazione concessa solo in caso di omesso pagamento di otto rate, anche non consecutive, e non più in caso di mancato pagamento di due rate consecutive. Fermo restando, in linea generale, il periodo massimo di dilazione di 72 rate mensili, ovvero di sei anni, la rateazione ordinaria può essere aumentata fino a 120 rate mensili, ovvero per un periodo massimo di dieci anni. Ciò a condizione che il debitore si trovi, per ragioni estranee alla propria volontà, "in una comprovata e grave situazione di difficoltà legata alla congiuntura economica". Occorre precisare che le regole in materia di dilazione appena accennate riguardano soltanto i contribuenti il cui debito è già stato trasferito ad Equitalia e non anche gli omessi versamenti a seguito dei c.d. "avvisi bonari" che possono essere “sanati” con il pagamento direttamente all'Agenzia delle Entrate. Qualora, infatti, a seguito di un controllo automatico e/o formale della dichiarazione dei redditi, un contribuente omette di versare quanto dovuto, l'Agenzia invia delle comunicazioni (c.d. "avvisi bonari") con le quali è richiesta l'imposta, oltre a interessi e sanzioni nella misura del 10%. In tal caso, gli avvisi bonari possono essere rateizzati direttamente presso l'Agenzia delle Entrate in un massimo di sei rate trimestrali per debiti fino a 5mila euro ovvero in 20 rate trimestrali per quelli superiori. Soltanto le somme contenute nell'avviso bonario e non pagate vengono poi iscritte a ruolo e da quel momento diventano un credito di Equitalia che, successivamente, procederà con la notifica della cartella di pagamento al contribuente debitore, con addebito delle sanzioni sugli omessi versamenti al 30%, oltre all'aggio della riscossione (pari ad oggi all'8%). Ne consegue, dunque, che se da un lato il contribuente con la cartella di pagamento può beneficiare di più tempo per pagare, dall'altro il debito è decisamente superiore.

ACQUISTO PRIMA CASA - Per acquisti da privati conveniente attendere il 2014 - 09/10/2013
Le modifiche alle “imposte d’atto” frutto del disposto congiunto dell’art. 10, D.L. 23/2011 e del recentissimo D.L. istruzione, art. 26, D.L. 104/2013, pubblicato sulla G.U. 12.9.2013, n. 214, colpiscono in maniera significativa (ma favorevole) i trasferimenti immobiliari esclusi dal campo di applicazione dell’Iva. Ciò è dovuto in gran parte dalla diversa applicazione delle imposte ipotecarie e catastali, da proporzionali a fisse (nella misura di euro 50,00). Tali misure saranno efficaci a partire dal 1° gennaio 2014. Pertanto, è opportuno valutare se velocizzare alcune operazioni al fine di evitare imposte d’atto più elevate nel prossimo anno o, invece, posticipare le operazioni in attesa di fiscalità di maggior favore. Nello specifico sono state introdotte, con decorrenza 1° gennaio 2014, le seguenti modifiche: - viene ridotta l’aliquota sui trasferimenti relativi alla “prima casa” che passa dal 3% al 2%; - per le altre tipologie di immobili (fabbricati e relative pertinenze, immobili di interesse storico – artistico, terreni agricoli, ecc.) per i quali è attualmente prevista una differenziazione delle aliquote (tra l’1% e il 15%) ovvero l’applicazione dell’imposta in misura fissa (€ 168), è introdotta l’aliquota unica del 9%. L’art. 26 del D.L. istruzione, D.L. 104/2013, prevede che nei casi in cui nei trasferimenti immobiliari trovino applicazione le nuove aliquote dell’imposta di registro del 9% e del 2% trovino applicazione le imposte ipotecarie e catastali nella misura di euro 50. Ipotizziamo ora un’operazione di compravendita immobiliare, di immobile a uso abitativo “prima casa”, posta in essere da un cedente privato per un valore di 100.000,00 euro. Tale operazione sconterà fino al 31.12.2013 l’imposta di registro in misura proporzionale con un’aliquota del 3% oltreché imposte ipotecarie e catastali nella misura fissa di euro 168, per un tassazione complessiva che ammonterebbe ad euro 3.336,00. La stessa operazione sconterebbe, a partire dal 1° gennaio 2014, l’imposta di registro nella misura del 2%, oltreché imposte ipotecarie e catastali in misura fissa di euro 50,00, per una tassazione complessiva che ammonterebbe a euro 2.100,00. A partire dal 1° gennaio 2014 l’operazione risulterà maggiormente conveniente grazie all’effetto combinato di due fattori:la riduzione dell’imposta di registro dal 3% al 2% e, inoltre, per la riduzione delle ipotecarie e catastali in misura fissa da euro 168 a euro 50,00.

AGEVOLAZIONI PER LA STUFA A PELLET - Detrazione Irpef e aliquota Iva agevolata - 08/10/2013
L’installazione della stufa a pellet fruisce della detrazione del 50 per cento (articolo 16-bis del Tuir, D.P.R. 917/1986, articolo 11 della Legge 134/2012, e articolo 16 del D.L. 63/2013, che ha prorogato la detrazione con la percentuale del 50% sino al 31 dicembre 2013). Per fruire della detrazione è sufficiente pagare le fatture con bonifico bancario o postale tipico degli interventi di ristrutturazione e, in dichiarazione dei redditi, inserire i dati catastali dell’immobile su cui si interviene. Occorre anche tenere a disposizione la certificazione tecnica della stufa, che indichi le capacità termiche (basta il certificato del produttore). Per quanto riguarda l’Iva, la stufa a pellet, con i suoi accessori, è assimilabile a una caldaia e, come tale, rientra fra i cosiddetti “beni significativi” (tassativamente elencati dal D.M. 29 dicembre 1999), soggetti all’aliquota agevolata al 10 per cento (di cui all’articolo 2, comma 10, della Legge 191/2009) solo fino a concorrenza del valore della manodopera impiegata nell’esecuzione dei lavori (intendendo per tale il corrispettivo richiesto per l’installazione, comprensivo anche delle materie prime impiegate, circolare 71/E/2000), mentre l’eventuale parte eccedente dev'essere assoggettata all’aliquota ordinaria del 22 per cento. È pertanto necessario che in fattura le due voci (il corrispettivo della stufa e quello richiesto per la relativa installazione) siano evidenziate separatamente. Ad esempio, se una stufa a pellet costa 2mila euro, mentre tutte le altre spese accessorie (installazione e canna fumaria) ammontano a 1.600, la parte che va fatturata al 22 per cento, e non al 10, è pari a 400 euro (differenza tra il valore del bene significativo e la somma di tutti gli altri costi accessori).

ACCERTAMENTO - Indagini finanziarie: le dichiarazioni di terzi su assegni bancari possono essere prove a favore del contribuente - 07/10/2013
La Commissione tributaria regionale della Lombardia, con la sentenza n. 76/32/2013, ha stabilito che le indagini finanziarie sul titolare di una ditta individuale non possono fondare un recupero a tassazione se le dichiarazioni rese dai beneficiari e dagli emittenti degli assegni escludono la riferibilità degli stessi all'attività commerciale del contribuente. Per i giudici lombardi le dichiarazioni degli emittenti e dei beneficiari degli assegni contestati al contribuente non rappresentano, come ritenuto dall'ufficio, delle dichiarazioni di terzi di valore meramente indiziario, ma sono invece inscindibilmente collegate con gli assegni, vale a dire con contratti bancari di emissione la cui esistenza giuridica non è contestata dall'ufficio e nei quali è stata parte contrattuale il contribuente. Ciò è sufficiente al contribuente per superare la presunzione legale relativa vigente nelle indagini finanziarie.

ACCERTAMENTO - In caso di contestazione di operazioni antieconomiche, non può essere rettificata l'Iva detratta sugli acquisti - 04/10/2013
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22130 depositata il 27 settembre 2013, ha stabilito che in caso di contestazione di operazioni antieconomiche, l'Amministrazione finanziaria non può rettificare l'Iva detratta sugli acquisti, salvo che non si tratti di operazioni inesistenti, di sovrafatturazioni o di un più ampio contesto di abuso del diritto. La regola sull'antieconomicità è propria dell'imposizione diretta e per estenderla anche all'Iva è necessario osservare tutti i principi enunciati in materia dalla Corte di Giustizia Ue, i quali, in via generale non consentono, a questo proposito, alcuna limitazione al diritto di detrazione. La vicenda esaminata riguardava la rettifica dell'Iva assolta da una società per le prestazioni ricevute da un'altra impresa del medesimo gruppo in quanto secondo l’Amministrazione finanziaria tali prestazioni andavano considerate operazioni prive dei requisiti di economicità.

IMPRESE E SOCIETÀ - L’estensione del perimetro della 231 ai reati privacy complica l’operativà nelle imprese - 03/10/2013
Il D.L. n. 93 del 14 agosto 2013 ha esteso il perimetro del D.Lgs. 231/2001 ai delitti sulla privacy, alla frode informatica con sostituzione dell'identità digitale e all'indebito utilizzo e falsificazione di carte di credito. Mentre l'introduzione dei reati di frode informatica e di contraffazione di carte di credito potrebbe non avere conseguenze operative importanti per le aziende rispetto alle procedure organizzative già esistenti, i delitti sulla privacy avranno grande impatto, soprattutto per la configurazione della responsabilità per l'illecito trattamento dei dati. L'inosservanza di specifici provvedimenti del Garante della privacy, la mancata acquisizione del consenso per il trattamento dei dati per fini di marketing, o ancora la conservazione delle riprese di videosorveglianza per periodi superiori a 7 giorni sono solo alcuni casi concreti di violazioni privacy potenzialmente in grado di coinvolgere l'intera platea delle società commerciali con riferimento alla 231.

LAVORO - Voucher utilizzabili anche da grandi imprese e studi professionali - 02/10/2013
Il D.L. n. 76/2013 ha di fatto introdotto la possibilità del lavoro retribuito con i voucher alle imprese e agli studi professionali, per gestire i rapporti di piccola entità, anche in alternativa a formule contrattuali più tradizionali come il contratto a termine. In particolare non si prevede più che il rapporto gestito con i voucher abbia una natura meramente occasionale, ma è solo necessario che sia rispettato il valore economico della prestazione, che non può superare 2mila euro netti all'anno per ciascun lavoratore (corrispondenti a euro 2.666,66 euro lordi), ovvero 5mila euro netti nell'ambito dei rapporti tra privati (corrispondenti a 6.666,66 euro lordi). L'impresa che vuole utilizzare i voucher deve registrarsi sulla piattaforma telematica dell'Inps e la denuncia preventiva delle prestazioni di lavoro accessorio deve essere resa nei giorni che precedono l'inizio della prestazione o nel giorno stesso, ma prima della prestazione. Sempre in materia di lavoro si segnala che da martedì 1° ottobre 2013 è possibile trasmettere all'Inps la domanda per prenotare il bonus di massimo 650 euro mensili introdotto dal D.L. n. 76/2013 (modulo telematico “76-2013”). Il predetto modulo si trova nel sito www.inps.it, all’interno dell’applicazione “DiResCo - Dichiarazioni di Responsabilità del Contribuente”. L'Inps, con la circolare n. 131 del 17 settembre 2013, ha illustrato la procedura per accedere al nuovo incentivo sperimentale finalizzato a promuovere l’assunzione a tempo indeterminato di giovani fino a 29 anni d’età. L’ente previdenziale ha precisato che le istanze di prenotazione e di conferma saranno, in linea di massima, accolte o rigettate già il giorno successivo all'invio. Qualora una domanda non possa essere accolta per esaurimento delle risorse, rimarrà comunque valida per 30 giorni, mantenendo la graduatoria, pronta a essere riammessa se i fondi si ricostituiscono. L'Inps, infine, illustra gli adempimenti posti a carico dei datori di lavoro agricoli che intendano fruire delle agevolazioni introdotte dall'art. 4, commi da 8 a 11, della riforma del lavoro “Fornero” (L. 28 giugno 2012, n. 92). La norma citata commentata con la Circolare Inps 24 luglio 2013, n. 111 in particolare prevede uno sgravio contributivo a favore dei datori di lavoro che procedano all’assunzione di lavoratori con almeno 50 anni, disoccupati da oltre 12 mesi, e di donne di qualunque età, prive di impiego da almeno 24 mesi oppure prive di impiego da almeno 6 mesi ed appartenenti a particolari aree. Tale riduzione è pari al 50 per cento della contribuzione sulla quota a carico del datore di lavoro. Si ricorda infine che il modello da utilizzare è stato approvato con il Messaggio 29 luglio 2013, n. 12212.

IVA - Niente sospensione dell'aumento: da oggi Iva dal 21 al 22 per cento - 01/10/2013
Da oggi l'aliquota Iva ordinaria del 21 per cento passa al 22 per cento. A causa della delicata situazione politica, infatti, il Consiglio dei Ministri di venerdì ha reputato, così reca il comunicato stampa diffuso a margine della seduta, “inevitabile il blocco di ogni decisione governativa su temi, anche rilevanti, di natura fiscale ed economica”. L'approvazione del decreto-legge contenente lo slittamento a gennaio dell'incremento di un punto dell'aliquota Iva, infatti, seppur anticipata nei giorni scorsi è stata improvvisamente congelata vista “l’impossibilità di impegnare il bilancio su operazioni che valgono miliardi di euro senza la garanzia di una continuità nell'azione di governo e Parlamento”.

BONUS MOBILI ED ELETTRODOMESTICI - Pronta la mini guida delle Entrate - 30/09/2013
Diffusa dall’Agenzia delle Entrate una mini-guida che illustra le caratteristiche del “bonus mobili ed elettrodomestici”, nonché le modalità da seguire per usufruirne. La detrazione Irpef introdotta dal D.L. 4 giugno 2013, n. 63, convertito con modifiche dalla L. 3 agosto 2013, n. 90 spetta nella misura del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati ad arredare un immobile oggetto di interventi di recupero del patrimonio edilizio di cui all’art. 16-bis del Tuir, sia su singole unità immobiliari residenziali sia su parti comuni di edifici, sempre residenziali. È agevolato l’acquisto, ad esempio, di letti, armadi e cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli e sedie, comodini, divani e poltrone, credenze, materassi, apparecchi di illuminazione che costituiscono un necessario completamento dell’arredo dell’immobile. Si ricorda infine che l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito all’agevolazione in commento con la Circolare 18 settembre 2013, n. 29/E.

EQUITALIA - Cartelle pagabili anche presso i punti vendita Lottomatica e SisalPay - 27/09/2013
È possibile pagare le cartelle di Equitalia anche presso i punti vendita Lottomatica e SisalPay, tutti i giorni della settimana (compresi sabato e domenica): lo ha reso noto un comunicato stampa di Equitalia, diramato a seguito del raggiungimento di uno specifico accordo con le due reti di ricevitorie. La novità, in particolare, riguarda le cartelle notificate a partire dalla fine di giugno di quest’anno in cui è presente uno speciale codice a barre. Il comunicato precisa che il pagamento nelle ricevitorie può essere effettuato sia entro la scadenza dei 60 giorni dalla data di notifica della cartella, sia oltre tale scadenza, in quanto l’importo viene aggiornato automaticamente con le somme aggiuntive previste dalla legge. L’elenco dei punti vendita LIS Paga di Lottomatica abilitati al servizio - presso i quali è possibile pagare anche con carta PagoBancomat, carte prepagate Lottomaticard e carte di credito - è contenuto nel sito www.lisclick.it (per i punti SisalPay si rinvia invece al sito www.sisalpay.it).

ABUSO DEL DIRITTO - Consentito risparmiare sulle tasse - 24/09/2013
Il Governo continua a lavorare sull'abuso di diritto. La strategia è stata formalizzata nel documento Destinazione Italia, disponibile in consultazione da giovedì scorso dal Consiglio dei Ministri: il dossier annuncia anche la riforma del contenzioso tributario e della disciplina fiscale che regola le attività trasfrontaliere che hanno a che fare con Paesi in black list. In merito all’abuso del diritto è stato previsto che «il contribuente potrà essere sanzionato solo se si potrà dimostrare un effettivo aggiramento di norme o divieti previsti dall'ordinamento fiscale. Il semplice risparmio fiscale non sarà più sanzionabile». Pertanto, l'abuso del diritto verrà definito solo «in riferimento agli atti privi di adeguata motivazione economica, posti in essere con l'esclusivo scopo di aggirare obblighi o divieti previsti dall'ordinamento fiscale e di ottenere riduzioni di imposte o rimborsi garantendo la piena libertà di scelta del contribuente tra diverse operazioni comportanti anche un diverso carico fiscale».

AGEVOLAZIONI - Pronti 300 milioni di euro per i progetti di Ricerca e Sviluppo - 23/09/2013
Un nuovo bando approvato dal Ministero dello Sviluppo Economico ha destinato 300 milioni di euro al Fondo per la crescita sostenibile, al fine di promuovere gli investimenti in ricerca e sviluppo di piccola e media dimensione nei settori tecnologici individuati nel programma quadro comunitario “Orizzonte 2020”. I progetti di importo compreso tra 800mila euro e 3 milioni di euro sono finanziabili in misura variabile a seconda della dimensione dell’azienda (70% delle spese ammissibili per le piccole imprese, 60% per le medie e 50% per le grandi). Si applica un tasso pari al 20% del tasso di riferimento vigente alla data della concessione, fissato sulla base di quello stabilito dalla Commissione europea, ma comunque non inferiore allo 0,8%. Il relativo decreto ministeriale che demanda a un successivo provvedimento l’indicazione delle modalità e dei termini di presentazione delle domande è in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

BONUS ARREDI - Detrazione ammessa anche per acquisti di mobili che arredano locali diversi dai ristrutturati - 20/09/2013
L'Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 29/E del 18 settembre 2013, ha fornito alcune precisazioni in tema di detrazioni IRPEF per il risparmio energetico, per le ristrutturazioni edilizie e per gli acquisti di arredi, a seguito dell'emanazione del D.L. n. 63 del 2013, convertito nella legge n. 90 del 2013. In particolare è stato chiarito che la detrazione del bonus arredi spetta anche per gli acquisti di mobili e grandi elettrodomestici destinati alle parti in comune del condominio (come l'appartamento del custode) o all'arredo di ambienti diversi rispetto a quelli ristrutturati. Inoltre potranno essere ammessi i pagamenti con carte di credito o di debito. Si ricorda che la detrazione deve essere determinata su un ammontare non superiore a 10.000 euro per singola unità, deve essere anch'essa suddivisa in dieci annualità e, soprattutto, deve essere collegata ad un intervento di recupero del patrimonio edilizio, comprendendo tra di essi anche la manutenzione straordinaria, il restauro e il risanamento delle abitazioni. Si ricorda che il D.L. 4 giugno 2013, n. 63, convertito con modifiche dalla L. 3 agosto 2013, n. 90, ha: prorogato fino al 31 dicembre 2013 la detrazione per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici (la proroga è fino al 30 giugno 2014 per gli interventi riguardanti parti comuni degli edifici condominiali o tutte le unità immobiliari del condominio); aumentato dal 55 al 65 per cento l’aliquota della detrazione di cui sopra; previsto la detrazione del 65 per cento delle spese sostenute dal 4 agosto al 31 dicembre 2013 per interventi antisismici su costruzioni ricadenti in zone sismiche ad alta pericolosità; prorogato fino al 31 dicembre 2013 la detrazione per il recupero del patrimonio edilizio con la maggiore aliquota del 50 per cento e con il maggior limite di spesa di 96mila euro.

IMPOSTE INDIRETTE - Modificate le agevolazioni per gli agricoltori - 19/09/2013
Con le nuove disposizioni in materia di imposizione indiretta sui trasferimenti immobiliari (D.L. n. 104 del 2013) vengono modificati i benefici fiscali per gli agricoltori che acquistano i fondi rustici per lo svolgimento della propria attività. In particolare, dal prossimo 1° gennaio, i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali perdono un’agevolazione storica: l'applicazione delle imposte fisse di registro ed ipotecaria sull'acquisto di terreni agricoli. Pertanto, i coltivatori diretti ed imprenditori agricoli professionali, se acquisteranno terreni agricoli, dovranno assolvere l'imposta di registro del 9 per cento anziché l'uno per cento come avviene attualmente. Viene comunque evidenziato che sono agevolati tutti gli altri soggetti che potranno investire nel settore agricolo pagando un’imposta di registro del 9 per cento quando attualmente gli acquisti di terreni agricoli sono soggetti ad aliquota del 15 per cento oltre alle imposte ipotecaria e catastale del 3 per cento complessivamente.

IMPOSTA DI REGISTRO - Immobili, società ed eredità: aumenti a 360 gradi - 18/09/2013
Si illustrano di seguito i contenuti dell’art. 26 del D.L. n. 104 del 2013 che introduce importanti novità in tema di imposta di registro: secondo la nuova normativa, in ogni fattispecie in cui a oggi (o, meglio, al prossimo 31 dicembre) siano applicabili le imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura fissa di 168 euro, si renderà applicabile la nuova misura fissa di 200 euro. In particolare, il D.L. n. 104 del 2013 stabilisce che «l'importo di ciascuna delle imposte di registro, ipotecaria e catastale stabilito in misura fissa di euro 168 da disposizioni vigenti anteriormente al 1° gennaio 2014 è elevato ad euro 200». L'aumento concerne non solo gli atti traslativi di beni immobili ma anche, ad esempio: gli atti di accettazione e rinuncia di eredità; la procura; le convenzioni matrimoniali (quali la separazione dei beni e il fondo patrimoniale); le convenzioni urbanistiche; gli atti d'obbligo unilaterale; tutti gli atti societari per i quali vi è l'obbligo della registrazione con l'imposta fissa (gli atti costitutivi di società e gli aumenti di capitale che prevedano conferimenti diversi dai beni immobili, gli atti modificativi dei patti sociali, le trasformazioni, le fusioni, le scissioni eccetera); i contratti di comodato di beni immobili; il contratto preliminare di compravendita immobiliare. Si evidenzia, tuttavia, che da tale aumento resteranno fuori le altre tasse in misura fissa di diverso importo, come, ad esempio, quella sulle unità da diporto (che vanno da un minimo di euro 71 a un massimo di euro 5.055, a seconda della lunghezza del battello) e l'imposta di euro 67 attualmente dovuta per la cessione senza corrispettivo dei contratti di locazione immobiliare.

AGEVOLAZIONI - Sei milioni di contributi per l'innovazione alle aziende lombarde - 17/09/2013
Ammonta a circa 6 milioni di euro l'importo del contributo stanziato, sotto forma di voucher, per incentivare gli investimenti in ricerca e innovazione e i processi di brevettazione da parte delle micro, piccole e medie imprese della Lombardia. In particolare, la misura è finalizzata a: stimolare l'innovazione tecnologica di processo e di prodotto, anche attraverso la messa a disposizione di servizi di trasferimento tecnologico; accompagnare le imprese alla partecipazione a programmi di ricerca, sviluppo e innovazione europei; valorizzare il capitale umano inserendo in impresa ricercatori o figure professionali esperte capaci di guidare l'azienda in percorsi complessi di innovazione; supportare le imprese a ottenere una rete informatica sicura; sostenere i processi volti all'ottenimento di brevetti/modelli europei/europei unitari/internazionali. Le aziende interessate potranno presentare l'istanza a decorrere dalle ore 14.30 del 1° ottobre 2013, compilando online l'apposito modello. Il testo del bando è scaricabile dal sito Bandimpreselombarde.

DIRITTO PENALE TRIBUTARIO - Compensazione indebita non penalmente rilevante in caso di ravvedimento - 16/09/2013
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 37350 del 12 settembre 2013, ha statuito che non è reato di indebita compensazione utilizzare in compensazione crediti non ancora validati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi. Il contribuente aveva presentato modelli F24 infedeli per aver utilizzato inesistenti crediti Iva per pagare i contributi Inps ma prima dei termini di presentazione della dichiarazione si era ravveduto versando le somme precedentemente compensate unitamente a interessi e sanzioni. Per la Suprema Corte non sussistevano gli estremi del reato in quanto l’imputato si era limitato a consegnare modelli F24 recanti importi non corretti con conseguente omesso versamento senza però ricorrere ad artifici o a documentazione infedele. Si segnala, inoltre, che le sezioni unite penali della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 37424 del 12 settembre 2013, hanno stabilito che è retroattivo (quindi applicabile anche al 2005) e cumulabile con la sanzione amministrativa il reato di mancato versamento dell'Iva entro il termine per l'acconto relativo al periodo d'imposta successivo per un ammontare superiore ai 50 mila euro. La sanzione penale in oggetto introdotta con il D.L. n. 223/2006 deve essere applicata anche per le omissioni precedenti la sua entrata in vigore. Il reato di mancato versamento dell'Iva, per un ammontare superiore ai 50 mila euro, entro il termine per l'acconto relativo al periodo d'imposta successivo è inoltre punibile a titolo di dolo generico ed è pertanto sufficiente la presentazione della dichiarazione ai fini della punibilità penale.

ACCERTAMENTO - Il regime agevolato degli enti no profit richiede la prova della vita associativa - 13/09/2013
La sezione trenta della Commissione tributaria regionale di Milano, con la sentenza n. 82/30/2013 depositata in segreteria il 21 maggio 2013, ha stabilito che le associazioni sportive dilettantistiche e i circoli privati che non siano in grado di fornire la prova sulla regolarità di convocazione e di pubblicità delle assemblee degli associati, non possono appartenere al regime agevolato che stabilisce la natura non commerciale delle operazioni. Per usufruire delle agevolazioni ex art. 148 del Tuir l'associazione deve uniformarsi nella sua organizzazione al principio di democraticità, con l'obbligo di redigere e di approvare annualmente un rendiconto economico e finanziario secondo le disposizioni statutarie. La Guardia di finanza aveva verificato che i soci dell’associazione accertata non erano informati né convocati alle assemblee sociali.

TARES 2013 - I comuni possono posticipare al 2014 il versamento di una o più rate - 12/09/2013
Il dipartimento delle Finanze, con la risoluzione n. 9/DF del 9 settembre 2013, ha fornito alcuni chiarimenti in merito alla gestione della Tares 2013. Compatibilmente con le proprie esigenze finanziarie, ogni comune potrà posticipare al 2014 il versamento di una o più rate della Tares 2013. Si ritiene che un comune possa non essere vincolato a fissare la scadenza delle rate del tributo dovuto per l'anno 2013 entro lo stesso anno, in conseguenza della situazione di carattere eccezionale determinata dalle nuove disposizioni dell'art. 5 del D.L. n. 102/2013 che permette massima flessibilità nei tempi di approvazione del regolamento comunale di disciplina della Tares. Questa presa di posizione dell’Amministrazione finanziaria mira a permettere ai comuni di evitare di caricare i contribuenti del pagamento della Tares in un arco ristretto di tempo prima di fine anno. Si precisa che il Comune deve predisporre e inviare ai contribuenti il modello di pagamento del tributo che, per l’ultima rata del 2013, è costituito dal modello F24 e dal bollettino di conto corrente postale, i quali prevedono l'indicazione separata delle somme dovute a titolo di tributo (o tariffa) e di maggiorazione.

ADEMPIMENTI - L’abolizione del modello Intrastat in attesa delle disposizioni operative - 11/09/2013
La cancellazione del modello Intrastat servizi acquistati prevista dall’ art. 50-bis, comma 4, del D.L. n. 69/2013(dopo le modifiche in sede di conversione di legge) richiede l’emanazione di un decreto del Ministro delle finanze. Tale decreto dovrà a sua volta essere varato entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore di un regolamento che dovrà ridefinire le informazioni da annotare nei registri Iva, allo scopo di allinearne il contenuto con le segnalazioni previste dal c.d. regime premiale-bis, nonché di abrogare gli adempimenti comunicativi e dichiarativi superflui.

LAVORO - I Durc emessi fino al 20 agosto hanno una durata di 90 giorni - 10/09/2013
Emanata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali una circolare con i primi chiarimenti sulle semplificazioni introdotte in materia di Durc nei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture dall'art. 31 del “Decreto Fare” (D.L. 21 giugno 2013, n. 69, convertito con modifiche dalla L. 9 agosto 2013, n. 98). Si precisa tra l'altro che, ai sensi dell'art. 31, comma 5, del suddetto decreto, il Durc ha ora una validità di 120 giorni dalla data del rilascio; la norma, peraltro, si applica ai documenti unici di regolarità contributiva rilasciati a decorrere dal 21 agosto 2013 (data di entrata in vigore della legge di conversione del D.L. 69/2013). I Durc rilasciati prima della suddetta data, invece, continuano ad avere una validità di 90 giorni.

STARTUP INNOVATIVE - Recepite le modifiche introdotte dal “Decreto Lavoro” - 09/09/2013
Il Ministero dello Sviluppo Economico comunica che le Camere di Commercio hanno aggiornato la documentazione da utilizzare per usufruire delle agevolazioni previste per le startup innovative, alla luce delle novità introdotte dal “Decreto Lavoro” (D.L. 28 giugno 2013, n. 76, convertito con modifiche dalla L. 9 agosto 2013, n. 99); si tratta, in particolare, del nuovo modulo di autocertificazione e iscrizione delle startup presso l’apposita sezione speciale del Registro delle imprese. In particolare, l'atto costitutivo della società deve risalire al massimo a 48 mesi prima, non vi può essere stata distribuzione di utili, il fatturato non può superare 5 milioni di euro. Alle startup la legge riserva un trattamento tributario di favore, oltre a semplificazioni burocratiche e facilitazioni sul fronte dell'accesso al credito. Tale disciplina è stata modificata dal citato D.L. n. 76 del 2013, quindi ora: la maggioranza delle quote o azioni possono essere detenute anche da soggetti diversi dalle persone fisiche; le spese in ricerca e sviluppo devono essere uguali o superiori al 15 (e non più al 20) per cento del maggiore valore tra costo e valore totale della produzione della start-up innovativa; in alternativa al requisito afferente la presenza di collaboratori in possesso di dottorato di ricerca, è prevista la possibilità di impiegare, per almeno i 2/3 della forza lavoro complessiva, personale in possesso di laurea magistrale ai sensi dell’art. 3 del D.M. 22 ottobre 2004, n. 270; sono ammesse anche le startup titolari dei diritti relativi ad un programma per elaboratore originario registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore; gli incentivi fiscali riconosciuti dall’art. 29 del citato D.L. n. 179 del 2012 spettano anche per il 2016. Soppresso il termine del 17 febbraio 2013 entro il quale le società già costituite alla data del 19 dicembre 2012 dovevano depositare l’apposita dichiarazione del rappresentante legale al Registro delle Imprese, per essere considerate startup innovative.

IMPOSTE SUI REDDITI - Affitto e consumi delle utenze possono giustificare l’effettiva residenza all’estero - 05/09/2013
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20285 del 4 settembre, ha stabilito che non è imponibile il reddito di uno sportivo professionista italiano che risiede e paga regolarmente l'affitto nel paradiso fiscale, anche se fa continui viaggi aerei verso l'Italia e la sua attività si svolge su piano internazionale. La Suprema Corte, dando torto all’Amministrazione Finanziaria, ha infatti precisato che «ai fini della determinazione del luogo della residenza normale, devono essere presi in considerazione sia i legami professionali e personali dell'interessato in un luogo determinato, sia la loro durata, e, qualora tali legami non siano concentrati in un solo Stato membro, l'articolo 7, n. 1, comma 2, della direttiva 83/182/C.E.E. riconosce la preminenza dei legami personali sui legami professionali. Nell'ambito della valutazione dei legami personali e professionali dell'interessato, tutti gli elementi di fatto rilevanti devono essere presi in considerazione. Vale a dire, in particolare, la presenza fisica di quest'ultimo nonché quella dei suoi familiari, la disponibilità di un'abitazione, il luogo di esercizio delle attività professionali e quello in cui vi siano interessi patrimoniali». Nella fattispecie il contribuente aveva un regolare contratto di affitto relativo ad un appartamento, sottoscritto da lui e dalla moglie, e aveva dimostrato la regolare corresponsione del canone mensile. Sono state inoltre prodotte le bollette relative alle utenze che dimostravano che nell'abitazione vi fossero dei consumi congrui: utenze telefoniche, televisive e contratti bancari.

ACCERTAMENTO - Nulla la cartella senza spiegazioni - 04/09/2013
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20211 del 3 settembre, ha precisato che deve considerarsi nulla la cartella esattoriale motivata solo con l'indicazione «omesso o carente versamento dell'imposta». Secondo la Suprema Corte, l'indicazione di omesso o carente versamento non costituisce adeguata motivazione di una pretesa fiscale. Si evidenzia che la decisione della Cassazione è in leggera controtendenza rispetto a molte decisioni di merito che hanno sancito la validità della cartella di pagamento anche se contiene solo le notizie essenziali dell'accertamento, mentre maggiori spiegazioni sono contenute soltanto nell'avviso bonario. Infatti è sufficiente al contribuente raffrontare l'atto impositivo con la dichiarazione dei redditi da lui presentata (Commissione Tributaria Provinciale di Siracusa, sentenza n. 367/2013).

TRIBUTI LOCALI - L’abolizione dell’IMU sarà “finanziata” con la riduzione del limite per la detraibilità delle polizze vita e infortuni - 03/09/2013
Il decreto sull'abolizione dell’IMU (D.L. n. 102 del 2013) non è tax free: infatti, la riduzione del tetto di detraibilità sulle polizze vita e infortuni potrà costare fino a 328 euro in due anni. Inoltre, sempre nello stesso decreto, non è stata prevista la deducibilità parziale dell’IMU dalle imposte per imprese e autonomi. Per quanto riguarda le polizze vite, a livello medio si stima che il rincaro sarà di 136 euro (calcolo basato sulle dichiarazioni presentate nel 2011 sui redditi 2010) e, in deroga allo Statuto del contribuente, la modifica legislativa opera già dal 1° gennaio 2013. In particolare, la modifica prevede la riduzione da 1.291,14 euro a 630 euro dell'importo massimo dei premi detraibili; tale tetto calerà ulteriormente a 230 euro dal 2014 in avanti, comprendendo anche gli importi versati per i vecchi contratti stipulati o rinnovati entro il 31 dicembre 2000.

IMMOBILI - L’abolizione della prima rata dell'Imu riguarda tutti gli immobili per i quali era stato sospeso l'acconto di giugno - 30/08/2013
Il decreto-legge recante disposizioni urgenti in materia di Imu, abitazioni e cassa integrazione guadagni approvato nei giorni scorsi dal Governo, abolisce la prima rata dell'Imu per tutti gli immobili per i quali era stato sospeso a giugno il pagamento dell'acconto. Non sono più tenuti a pagare la prima rata i fabbricati adibiti ad abitazione principale e relative pertinenze, tranne quelli classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9. Rientrano nel beneficio anche le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa adibite a prima casa dei soci assegnatari, nonché a quelli assegnati da Iacp, Ater o da altri enti di edilizia residenziale pubblica. L'esenzione dal pagamento dell’acconto Imu si estende anche ai titolari di fabbricati rurali e terreni agricoli. Dalla lettura del decreto-legge, emerge il ritorno all'imponibilità parziale ai fini Irpef della rendita delle case sfitte e dei terreni non affittati, in misura del 50% con decorrenza dal 1° gennaio 2013. Gli immobili a disposizione pertanto, oltre a pagare l'Imu, vedranno la propria rendita assumere rilevanza per metà ai fini dell'Irpef e delle relative addizionali comunali e regionali. A partire dall'anno prossimo, l’IMU sarà sostituita dalla “Service Tax”, un tributo “federale” sui servizi comunali che andrà a sostituire anche la Tares. La “Service Tax” sarà gestita dagli stessi Comuni anche relativamente alle variazioni di aliquota, seppur nel rispetto di un tetto massimo stabilito a livello nazionale. Come anticipato da Palazzo Chigi, la “Service Tax” sarà composta da due elementi: la gestione dei rifiuti urbani (Tari) e la copertura dei cosiddetti “servizi indivisibili” (Tasi). La Tari sarà dovuta da tutti i soggetti che, a diverso titolo, occupano aree in cui vengono prodotti rifiuti, mentre per la Tasi, che sarà posta a carico sia del proprietario che dell'occupante, spetterà ai Comuni scegliere tra il criterio della superficie e quello della rendita catastale.

IMMOBILI - Con la nuova APE a rischio le compravendite immobiliari - 29/08/2013
Dopo la conversione in legge dell'ecobonus, la previsione della nullità del contratto di compravendita per mancanza dell'APE (Attestazione di Prestazione Energetica) ha effetti sulle compravendite immobiliari. In particolare, si ricorda che la legge n. 90 del 2013 , di conversione in legge del D.L. 63 del 2013 , ha introdotto, in sostituzione del “vecchio” ACE (Attestato di Certificazione Energetica) il nuovo APE (Attestato di Prestazione Energetica), rendendone obbligatoria l'allegazione a compravendite e nuove locazioni. All'inizio non c'erano stati particolari problemi applicativi ma la legge di conversione, entrata in vigore il 4 agosto, ha inaspettatamente inasprito l'obbligo, dettando la sanzione della nullità per i contratti la cui stipula non sia ossequiosa dell'obbligo di allegazione dell'attestato. La nullità genera inevitabile paralisi, sia perché senza l'attestato non si può procedere sia perché, probabilmente, non è difficile che si vada a concludere nel senso che l'attestato non regolarmente confezionato sia equiparabile ad un certificato inesistente, con la conseguente applicabilità, anche in questo caso, della sanzione della nullità.

AGEVOLAZIONI - Per il risparmio energetico previsti una serie di tetti di spesa - 28/08/2013
Con riferimento alla detrazione del 65% delle spese sostenute per risparmio energetico il decreto eco bonus (D.L. n. 63/2013) recentemente convertito in legge, ha previsto limiti severi sulla tipologia dei lavori e sulla durata dell'agevolazione stessa (vale per i bonifici pagati entro il 31 dicembre 2013, termine che si allunga al 30 giugno 2014 per i condomìni). Per il miglioramento dell'efficienza energetica le tipologie di opere incentivate sono le seguenti: la sostituzione di una vecchia caldaia con un impianto efficiente; l'isolamento termico (inteso sia come cambio degli infissi sia come coibentazione o ricoibentazione di pareti e coperture); l'installazione (anche ex novo) di pannelli per il solare termico o la riqualificazione globale sotto l'aspetto energetico dell'intero edificio. La sostituzione di una vecchia caldaia con un impianto efficiente ha una detraibilità massima di 30mila euro e spesa limite di 46.153,84. La coibentazione di pareti e coperture e infissi ha detraibilità massima 60mila euro e spesa limite di 92.307,69 euro. I pannelli solari per acqua calda hanno detraibilità massima 60mila euro e spesa limite di 92.307,69 euro e infine la riqualificazione generale dell'edificio sotto l'aspetto energetico beneficia di una detrazione massima di 100mila euro e una spesa limite di 153.846,15 euro.

LAVORO - La Camera ha approvato la conversione del “Decreto Lavoro” - 09/08/2013
La Camera ha approvato il disegno di legge C. 1458, relativo alla conversione del D.L. 28 giugno 2013, n. 76 (cosiddetto “Decreto Lavoro”). Il provvedimento introduce tra l'altro agevolazioni a favore dei soggetti che assumono a tempo indeterminato giovani tra i 18 e i 29 anni in possesso di almeno una delle seguenti condizioni: essere privi di impiego retribuito da almeno 6 mesi; non aver conseguito alcun titolo di scuola superiore o professionale; vivere solo con una o più persone a carico.

ADEMPIMENTI - Comunicazione dei beni ai soci “semplificata” - 07/08/2013
L’Agenzia delle Entrate ha indicato le regole per la comunicazione relativa ai beni di impresa concessi in godimento ai soci e per quella dei finanziamenti erogati da questi ultimi. I chiarimenti, contenuti in due distinti provvedimenti datati 2 agosto, escludono dalla comunicazione i beni assegnati ad amministratori, soci-dipendenti o lavoratori autonomi con tassazione del benefit, come pure i beni utilizzati dall'imprenditore individuale. La prima scadenza per la comunicazione è fissata al 12 dicembre 2013 con la dichiarazione relativa al 2012. A decorrere dal 2012, infatti, è scattato l'obbligo di presentare questa dichiarazione in presenza di una differenza tra il corrispettivo annuo relativo al godimento del bene e il valore di mercato del diritto di godimento. La comunicazione dev'essere effettuata alternativamente dall'impresa concedente, dal socio o dal familiare dell'imprenditore utilizzando il modello allegato al provvedimento in commento. L'Agenzia delle Entrate ha stabilito infine le modalità e i termini di comunicazione all'Anagrafe tributaria dei dati relativi ai soci o familiari dell’imprenditore che effettuano finanziamenti o capitalizzazioni nei confronti dell’impresa. L'obbligo è stato introdotto per consentire al Fisco di tener conto, in sede di ricostruzione sintetica del reddito, anche di qualsiasi forma di finanziamento o capitalizzazione effettuata nei confronti della società. Al fine di semplificare l’adempimento, si prevede ora che tale obbligo di comunicazione in commento sussista qualora, nell’anno di riferimento, l’ammontare complessivo dei versamenti sia pari o superiore a 3.600 euro. Sono esclusi dall'obbligo i dati relativi a qualsiasi apporto di cui l’Amministrazione è già in possesso, come ad esempio un finanziamento effettuato per atto pubblico o scrittura privata autenticata.

PERDITE SU CREDITI - Chiarimenti sugli “elementi certi e precisi” che consentono la deducibilità - 05/08/2013
Ai fini della deducibilità delle perdite su crediti, vi sono ipotesi in presenza delle quali si considerano realizzati quegli elementi certi e precisi richiesti dalla legge. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la Circolare 1° agosto 2013 n. 26/E. Ai sensi dell’art. 101, comma 5, del Tuir, infatti, le perdite su crediti sono deducibili soltanto se risultano da “elementi certi e precisi”: questa è la regola di riferimento ai fini della deduzione delle perdite su crediti per inesigibilità in tutti i casi in cui il debitore non risulta assoggettato a procedure concorsuali. Si tratta, in particolare, delle perdite relative a crediti: •di modesta entità e per i quali sia decorso un periodo di sei mesi dalla scadenza del pagamento; •il cui diritto alla riscossione è prescritto; •per i quali il debitore ha concluso un accordo di ristrutturazione dei debiti; •che risultano cancellati dal bilancio di un soggetto Ias in dipendenza di eventi estintivi. Si ricorda inoltre che la disposizione citata è applicabile soltanto in presenza di una perdita su crediti considerata “definitiva” (in tal senso, si veda la Circolare dell'Agenzia delle Entrate 10 maggio 2002, n. 39/E). Viene evidenziato, in particolare, che il confronto con la soglia di 2.500 euro (soglia elevata a 5.000 euro per le imprese con ricavi o volume di affari non inferiore a 100 milioni) deve essere effettuato distintamente per ogni credito ed è consentita la deduzione anche qualora il totale del cliente superi il tetto. Tuttavia, la rilevanza distinta dei crediti non vale nel caso in cui le singole posizioni si riferiscano a uno stesso rapporto contrattuale (come nel caso di somministrazione). Si ricorda inoltre che tali novità si applicano dal 2012 anche per i crediti scaduti da oltre sei mesi prima di tale anno.

ACCERTAMENTO - Via libera definitivo al taglio alle sanzioni del quadro RW - 02/08/2013
La Camera ha approvato definitivamente i disegni di legge europea e di delegazione che demandano al Governo l'attuazione di oltre venti direttive europee. Tra le misure previste c'è l'intera revisione della disciplina sul monitoraggio fiscale delle attività detenute all'estero. Vengono in particolare ridotte le sanzioni per omissioni o irregolarità nella compilazione del quadro RW della dichiarazione dei redditi relativo alle attività finanziarie, immobiliari o agli altri patrimoni detenuti all'estero. Vengono inoltre eliminate la sezione I e la sezione III del quadro RW.

DETRAZIONI PER IL RISPARMIO ENERGETICO - La Camera approva il DDL - 01/08/2013
Ieri la Camera ha approvato il disegno di legge (C. 1310) - che era già stato approvato dal Senato - di conversione del D.L. 4 giugno 2013, n. 63. Il provvedimento torna ora all'esame dell'altro ramo del Parlamento. Si ricorda che il provvedimento introduce importanti novità in materia energetica. E’ previsto che la detrazione Irpef del 55 per cento passi al 65 per cento per le spese sostenute a decorrere dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2013. Sono escluse le spese per: gli interventi di sostituzione di impianti di riscaldamento con pompe di calore ad alta efficienza e impianti geotermici a bassa entalpia; la sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria. Il risparmio d'imposta dovrà essere ripartito in 10 quote annuali di pari importo. Inoltre, il provvedimento adotta a livello nazionale una metodologia di calcolo della prestazione energetica degli edifici che tiene conto anche delle caratteristiche termiche dell'edificio e degli impianti di climatizzazione e di produzione di acqua calda. Vengono poi fissati - per i nuovi edifici e per quelli che subiscono importanti interventi di ristrutturazione - i requisiti minimi (da rivedere ogni 5 anni) di prestazione energetica in modo da conseguire livelli ottimali in funzione dei costi. Inoltre, viene introdotta la definizione di “edifici a energia quasi zero” (nuovo art. 4-bis del D.Lgs. n. 192 del 2005). Si ricorda, invece, che la nuova detrazione Irpef del 50% sull'acquisto di mobili necessari per arredare un immobile oggetto di ristrutturazione, dal 6 giugno 2013, è possibile solo se si usufruisce della detrazione del 36-50% prevista dall'articolo 16-bis del Tuir. Non dovrebbe essere però necessario effettuare una ristrutturazione edilizia significativa del fabbricato, dovrebbe essere sufficiente compiere semplici manutenzioni straordinarie, opere volte ad evitare infortuni domestici o lavori relativi all'adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi. Sono ad esempio detraibili dall'Irpef al 36-50%, il rafforzamento, la sostituzione o l'installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici, l'apposizione di grate sulle finestre, le porte blindate o rinforzate, l'apposizione o sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini. I lavori di manutenzione devono però essere già iniziati prima dell'acquisto dell'arredo.

AGEVOLAZIONI - Aumentate le agevolazioni per assunzioni di giovani al Sud - 31/07/2013
Nell’ambito dei lavori di conversione del D.L. n. 76/2013, il Senato ha approvato ieri un emendamento che incrementa le agevolazioni per le assunzioni a tempo indeterminato di giovani al Sud. Per ogni assunzione a tempo indeterminato di giovani d'età tra 18 e 29 anni nelle regioni Molise, Campania, Abruzzo, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna e Sicilia, il datore di lavoro potrà diminuire il versamento mensile dovuto all'Inps di un importo pari alla metà della retribuzione erogata al neoassunto, fino ad un massimo di 975 euro mensili, per 18 mesi. L’agevolazione rimane pari ad un terzo della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali, per un periodo di 18 mesi, per le assunzioni effettuate in tutte le altre regioni.

IMPOSTE DIRETTE - Prevista un’estensione della detrazione del 65 per cento alle attività antisismiche - 30/07/2013
Nella giornata di venerdì, le Commissioni Finanze e Attività Produttive della Camera hanno approvato un emendamento che prevede l’inserimento tra i lavori agevolabili al 65 per cento anche degli interventi di prevenzione sismica nelle aree a più alto rischio sismico (zone 1 e 2 nella mappa della Protezione civile che costituiscono comunque più del 40 per cento del territorio italiano). L’agevolazione potrà essere usufruita sia dalle abitazioni principali che dagli stabilimenti produttivi. Per i lavori di prevenzione sismica potranno essere ricompresi tutti quegli interventi di consolidamento “pesante” degli edifici che consentono di metterlo al riparo da crolli in caso di eventi sismici. Si evidenzia che per il mondo dell'edilizia è una norma di grande importanza, reclamata a gran voce anche dai costruttori dell’ANCE come una delle leve capaci di rilanciare l'attività di riqualificazione pesante sugli edifici.

RISCOSSIONE - Stop al fermo amministrativo dei beni strumentali all'attività d'impresa o alla professione - 29/07/2013
Il D.L. n. 69/2013 (Decreto del Fare), anche attraverso le modifiche apportate dalle commissioni della Camera in sede di conversione in legge del decreto medesimo, riscrive le norme sul fermo amministrativo. La procedura del fermo deve aver inizio attraverso la notifica di una comunicazione preventiva al debitore, contenente l'invito a pagare le somme dovute entro 30 (e non più 20) giorni dalla stessa. Il fermo non può essere apposto se il debitore dimostra che il veicolo è strumentale all'attività d'impresa o professionale. Non dovrebbe essere necessario che si tratti di beni indispensabili per l'esercizio del mestiere del soggetto esecutato. Al fine di dimostrare la strumentalità non dovrebbe però essere sufficiente l'esibizione dei libri contabili del debitore ma si deve provare a quali effettive esigenze operative fanno fronte i veicoli in oggetto. La dimostrazione del debitore deve avvenire entro 30 giorni dalla notifica del preavviso di fermo.

SOCIETA’ TRA PROFESSIONISTI - L'obbligo assicurativo deve essere previsto nell'atto costitutivo - 26/07/2013
Con tre Pronto Ordini, il Cndcec torna ad occuparsi della società tra professionisti, con particolare attenzione ai profili inerenti alla costituzione e all'oggetto sociale, all'iscrizione all'albo, alle cause di incompatibilità dei soci e agli obblighi assicurativi imposti alla Stp per la copertura dei rischi derivanti da responsabilità civile per i danni causati ai clienti. In merito all'albo, si precisa che la società deve essere iscritta nella sezione speciale dell'albo presso l'Ordine territorialmente competente in base alla sede legale della società; ciò non esclude peraltro la possibilità per i soci di far annotare la Stp anche nell'albo dell'Ordine nel quale essi sono iscritti. In merito ai profili di incompatibilità, i Pronto Ordini in commento chiariscono che il singolo socio professionista può comunque esercitare la professione in forma individuale, con una posizione Iva “autonoma” rispetto a quella societaria. In merito all'obbligo assicurativo, si precisa che vi è uno specifico obbligo già in sede di stesura dell'atto costitutivo: in difetto di tale previsione, l'Ordine territoriale non può iscrivere la società tra professionisti.

RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE - La causale “non aggiornata” non ostacola l’agevolazione - 25/07/2013
La Direzione Regionale delle Entrate del Piemonte, con la consulenza giuridica n. 901-6/2013, del 19 luglio, in risposta ad un interpello presentato dall'Associazione dei geometri fiscalisti (AGEFIS), ha precisato che anche qualora la causale del bonifico indichi la vecchia legge del 36 per cento, la detrazione del 50 per cento sulle spese di ristrutturazione edilizia continua ad essere ammessa. Tuttavia è stato altresì precisato che deve essere chiara la motivazione del pagamento e la Banca o le Poste devono essere messe in condizione di poter effettuare la ritenuta del 4 per cento sull'importo accreditato all'impresa.

CINQUE PER MILLE - Pubblicati gli elenchi degli enti “fuori termine” - 24/07/2013
L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato gli elenchi degli enti che hanno presentato la domanda di accesso al cinque per mille scaduti i termini per l’iscrizione. Si tratta in particolare di tre elenchi distinti, relativi rispettivamente agli enti del volontariato, alle associazioni sportive dilettantistiche e agli enti della ricerca scientifica. È possibile regolarizzare la propria posizione inviando la documentazione integrativa richiesta e versando 258 euro a titolo di sanzione entro il 30 settembre 2013 (a tal fine si deve utilizzare il codice tributo 8115 con il modello F24), ai sensi dell’art. 2, comma 2, del D.L. 2 marzo 2012, n. 16, convertito con modifiche dalla legge 26 aprile 2012, n. 44. La documentazione integrativa va inviata alla Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate territorialmente competente (per le Onlus e gli enti del volontariato), agli uffici periferici del Coni (per le associazioni sportive dilettantistiche ) e al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (per gli enti della ricerca scientifica).

ACCERTAMENTO - Valida la rivalutazione terreni anche senza versamento di una rata dell'imposta sostitutiva e senza indicazione dei valori rideterminati in Unico - 23/07/2013
La Commissione tributaria di secondo grado di Bolzano, con la sentenza n. 27/1/13, ha ritenuto legittima una rivalutazione di terreni anche nelle ipotesi di mancato versamento di una rata successiva alla prima dell'imposta sostitutiva e in mancanza dell’indicazione dei valori rideterminati in Unico. L'ufficio aveva precisato che sono tre gli adempimenti necessari per non pagare le imposte sulla plusvalenza derivante dalla cessione del terreno: la redazione di perizia giurata sul valore del terreno, il pagamento dell'imposta sostitutiva e l'indicazione dell'ammontare rideterminato dei terreni in Unico relativo all'anno in cui gli stessi erano stati rivalutati. Nel caso esaminato mancavano due dei tre requisiti. I giudici hanno invece ritenuto che per godere della rivalutazione è sufficiente possedere soltanto il primo requisito, cioè la perizia asseverata. Il mancato pagamento di una delle rate successive alla prima autorizza esclusivamente l'Amministrazione finanziaria ad effettuare l'iscrizione a ruolo per recuperare l'imposta e irrogare le relative sanzioni. Si segnalano inoltre tre recentissime sentenze pro contribuente : 1. La Commissione tributaria provinciale di Padova, con la sentenza n. 85/5/2013, ha statuito che la prescrizione del reato già avvenuta al momento dell'accertamento non permette all’Amministrazione finanziaria di usufruire del raddoppio dei termini e pertanto l'avviso accertativo va annullato. 2. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17676 del 19 luglio 2013, ha stabilito che l’Amministrazione finanziaria non può contestare l'elusione fiscale negando il rimborso dell'Iva alle società di comodo che non sono operative perché in crisi finanziaria, in liquidazione o per altri eventi straordinari (come per esempio cause in corso). 3. La Commissione tributaria della Lombardia, sezione staccata di Brescia, con la sentenza n. 163/63/2013 ha stabilito che la determinazione del maggior reddito basato sul semplice scostamento dagli studi di settore senza considerare la situazione specifica è in contrasto con l’art. 53 della Costituzione secondo cui ognuno è tenuto a pagare le imposte in base alla propria capacità contributiva.

IVA - Sulle fatture in lingua straniera Assonime auspica un ripensamento da parte delle Entrate - 22/07/2013
Una circolare diffusa venerdi da Assonime ripercorre le principali novità emanate in materia di Iva dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228 (Legge di Stabilità 2013). Con riferimento al contenuto della fattura, in particolare, l'Agenzia delle Entrate con la Circolare 3 maggio 2013, n. 12/E aveva precisato che nelle fatture in lingua straniera dovesse essere indicato in euro anche l'imponibile, e non soltanto l'importo dell'Iva. Pertanto, anche per tali fatture vale la regola generale secondo la quale l’imposta e l’imponibile devono essere indicati con arrotondamento al centesimo di euro. Si segnala, intanto, che con una sentenza depositata nella giornata di venerdi, la Corte di Giustizia UE (causa C-124/12) è intervenuta in tema di detrazione IVA. In particolare sono state ritenute detraibili, poiché aventi un nesso economico con l’attività esercitata dal contribuente: le spese per il trasporto dall'abitazione al luogo di lavoro, le spese per l'acquisto di indumenti e dispositivi di protezione, nonché le spese per le trasferte di lavoratori dipendenti di un'altra società, che essa impiega in base a un contratto di fornitura di personale. Nella fattispecie la questione è stata sollevata a seguito di una disputa tra l’Agenzia delle Entrate bulgara e un’impresa che gestisce una centrale elettrica ivi residente.

PREVIDENZA - Anche i contributi previdenziali e assistenziali slittano al 20 agosto - 19/07/2013
Il differimento al 20 agosto disposto dall’art. 3-quater del D.L. 2 marzo 2012, n. 16, convertito con modifiche dalla L. 26 aprile 2012, n. 44, si applica a tutti i versamenti unitari da effettuarsi con i modelli F24 e F24EP, compresi i contributi previdenziali ed assistenziali dovuti dai datori di lavoro, dai committenti/associanti per i rapporti di collaborazione o associazione in partecipazione con apporto di solo lavoro, dai venditori a domicilio e dai titolari di posizione assicurativa in una delle gestioni amministrate dall’Inps. Si ricorda che la norma citata prevede che i versamenti delle somme, con scadenza tra l'1 e il 20 agosto di ogni anno, possono essere effettuati senza maggiorazioni entro il 20 agosto. Al riguardo l'Inps precisa peraltro che per i datori di lavoro che operano con il flusso Uniemens, il termine di trasmissione della denuncia contributiva rimane fissato all’ultimo giorno del mese. Si segnala, inoltre, che da lunedì 22 luglio i titolari e i rappresentanti legali di soggetti tenuti agli adempimenti contributivi, se muniti di apposito Pin, possono verificare direttamente online la propria regolarità contributiva. Le informazioni sulla regolarità contributiva sono effettuate in base al codice fiscale del contribuente e forniscono il risultato della lettura degli archivi delle Gestioni lavoratori dipendenti, Lavoratori autonomi Artigiani e Commercianti e Committenti di co.co.co. e/o co.co.pro riconducibili al medesimo codice fiscale. Il controllo viene effettuato anche con riferimento ai crediti affidati per il recupero dagli Agenti della Riscossione. Il servizio sarà disponibile sul sito www.inps.it, Servizi on line, per tipologia di utente, Aziende, consulenti e professionisti.

ACCERTAMENTO - Le ispezioni reiterate necessitano di una sola autorizzazione - 18/07/2013
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17357 del 16 luglio, ha stabilito che l'art. 52 del D.P.R. n. 633/1972 prevedente per l'accesso dei verbalizzanti nella sede dell'impresa, la necessità di una autorizzazione rilasciata dal capo dell'ufficio non richiede la reiterazione dell’atto autorizzativo per ogni singolo accesso ispettivo, ben potendo essere l’autorizzazione rilasciata in via preventiva per una pluralità di accessi ispettivi. Non rileva nemmeno che il secondo sopralluogo sia avvenuto a distanza di molto tempo dal primo. Il contribuente aveva eccepito che gli accessi della Guardia di finanza presso la sede della società erano stati due a distanza di tempo l'uno dall'altro e che l'ordine di servizio utilizzato per il primo accesso non era valido anche per il secondo, non potendo tale atto avere durata illimitata. La Suprema Corte ha dato torto al contribuente.

LAVORO - Il mancato utilizzo dei voucher per alcune giornate di lavoro può non comportare l'applicazione della maxisanzione per l'impiego di lavoratori in nero - 17/07/2013
Il Ministero del lavoro, con la nota n. 12695, ha precisato che il mancato utilizzo dei voucher per alcune giornate di lavoro può non comportare l'applicazione della maxisanzione per l'impiego di lavoratori in nero, se l'utilizzatore ha rispettato la procedura per l'acquisto e il ritiro dei buoni. Il rapporto di lavoro accessorio non è soggetto ad alcun obbligo di comunicazione preventiva ai servizi per l'impiego ma va comunque applicato l'articolo 4 della legge n. 183/2010 secondo il quale la maxisanzione può scattare qualora non siano stati effettuati i relativi adempimenti richiesti nei confronti della pubblica amministrazione, utili a comprovare la regolarità del rapporto. Si rischia la trasformazione del rapporto di lavoro accessorio in uno a tempo indeterminato quando la prestazione sia resa nei confronti di una impresa o di un lavoratore autonomo secondo i canoni della subordinazione.

ACCERTAMENTO - Per la giustificazione dei versamenti bancari utili anche le dichiarazioni di terzi - 16/07/2013
La Commissione Tributaria Provinciale di Campobasso, con la sentenza n. 75/1/2013, ha stabilito che il contribuente, anche in mancanza di scritture contabili, può vincere la presunzione di conseguimento di maggiori ricavi giustificando sia i versamenti sul proprio conto attraverso le dichiarazioni di terzi sia i prelievi con l'indicazione dei beneficiari. Rimane tuttavia salva la possibilità dell'ufficio di effettuare le valutazioni delle singole fattispecie. Viene tra l’altro evidenziato che questo principio trova fondamento in alcuni precedenti pronunce della Suprema Corte di Cassazione in base alle quali il contribuente può produrre in giudizio dichiarazioni di terzi (si veda in particolare la sentenza n. 9958 del 2008).

IMPOSTE DIRETTE - Rimborsi spese per prestazioni occasionali, non vi è obbligo di ritenuta d’acconto - 15/07/2013
In caso di prestazione di lavoro autonomo occasionale, per il cui svolgimento sia previsto solamente il rimborso delle spese strettamente necessarie per l’esecuzione della prestazione stessa o l’anticipo delle stesse da parte del committente, quest'ultimo non è tenuto ad assoggettare alla ritenuta alla fonte di cui all’art. 25 del D.P.R. n. 600 del 1973 i rimborsi spese di viaggio, vitto, e alloggio, nell’ipotesi in cui le spese stesse siano solamente quelle strettamente necessarie per lo svolgimento dell'attività, previa acquisizione dei titoli certificativi delle spese. Tale regola - che si applica anche se le spese sono state sostenute direttamente dal committente - esplica effetti anche in capo al percipiente, il quale non è tenuto a riportare le somme in questione nella dichiarazione dei redditi. Peraltro, spiega il Fisco, la ritenuta va comunque applicata nel caso in cui il compenso, anche sotto forma di spese rimborsate o anticipate dal committente, ecceda le spese strettamente necessarie per lo svolgimento dell’attività occasionale, “facendo venir meno il carattere sostanzialmente gratuito dell’attività stessa”: in tale ipotesi, infatti, l’intero importo erogato dal committente costituisce reddito di lavoro autonomo occasionale soggetto a ritenuta. Da precisare infine che i costi in esame rilevano comunque per il committente, anche sotto il profilo dell'Irap. Questi i punti salienti della risoluzione n. 49/E dell'11 luglio. Nella fattispecie una fondazione, che non corrisponde ai docenti e ricercatori alcun compenso per la prestazione occasionale, ma riconosce solo il rimborso delle spese sostenute per viaggio, vitto e alloggio, non deve operare alcuna ritenuta.

IMPOSTE DIRETTE - Modificati i moduli per la richiesta di rimborso dell’imposta corrisposta a non residenti - 12/07/2013
Da ieri sera l’Agenzia delle Entrate ha reso disponibili i nuovi modelli di domanda per il rimborso o l'esonero dall'imposta italiana applicata sui redditi, tra cui dividendi, interessi e canoni, corrisposti a soggetti non residenti. È stato altresì presentato un modello di attestato di residenza fiscale che i residenti in Italia possono presentare alle Amministrazioni estere per ottenere il rimborso o l'esonero dall'imposta estera. I modelli, con le relative istruzioni, sono redatti anche in lingua inglese e francese, oltre che italiana. I contribuenti che faranno uso di questi nuovi modelli saranno: i contribuenti residenti tenuti a esibire alle Amministrazioni estere un attestato di residenza fiscale in Italia per il rimborso o l'esonero dall'imposta estera sulla base della normativa convenzionale; i soggetti non residenti aventi diritto ai predetti benefici che richiedono il rimborso dell'imposta italiana applicata, cui si aggiungono gli intermediari autorizzati a rappresentarli. L'attestato può essere chiesto a qualsiasi Direzione provinciale dell'Agenzia delle Entrate.

DICHIARAZIONI - In futuro sanzioni light per il Quadro RW di Unico - 11/07/2013
Con l’approvazione da parte del Senato della miniriforma del monitoraggio fiscale e la riorganizzazione della lotta all'evasione dei redditi finanziari connessa ai capitali esportati, si profila la concreta possibilità di veder ridotte le sanzioni amministrative per l’omessa compilazione del Quadro RW del Modello Unico. In particolare sono state previste sanzioni amministrative dal 3 al 15 per cento (anziché dal 10 al 50 per cento) a carico di persone fisiche, enti non commerciali e società semplici ed equiparate che nella propria dichiarazione dei redditi omettano l'indicazione degli «investimenti all'estero ovvero attività estere di natura finanziaria suscettibili di produrre redditi imponibili in Italia»; mentre nel caso di investimenti detenuti in “paradisi fiscali” le sanzioni sono raddoppiate dal 6 al 30 per cento degli importi non dichiarati. Inoltre è prevista la sanzione fissa di 258 euro nel caso di ritardo, entro 90 giorni dal termine, di presentazione della dichiarazione e, di fatto, l'abolizione della rendicontazione delle movimentazioni con le relative sanzioni dal 5 al 50 per cento. In altre parole, la norma prevede l'eliminazione delle sezioni I e III del quadro RW, relative all’indicazione dei movimenti effettuati nell’anno da e verso l’estero. Infine, viene eliminata l'applicazione della sanzione tramite confisca per equivalente. Si resta ora in attesa di un’approvazione definitiva da parte della Camera. Tutto questo, naturalmente, ha conseguenze per i comportamenti pregressi. Il principio del favor rei vale sia per l'abrogazione diretta delle sanzioni che nel caso venga eliminato un adempimento. L'attuazione del principio del favor riguarda, senz'altro, l'eliminazione dell'obbligo relativo alla compilazione delle sezioni I e III del quadro RW. Conseguentemente non può essere sanzionato chi, in passato, non ha compilato tali sezioni. Vengono meno anche le penalità relative alle contestazioni in corso riguardanti tali adempimenti.

ACCERTAMENTO - Eliminato il segreto bancario da San Marino - 10/07/2013
Ieri il Senato ha approvato definitivamente la ratifica della Convenzione tra la Repubblica italiana e quella di San Marino per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le frodi fiscali. Tra le previsioni di maggiore rilievo della Convenzione si segnala quella contenuta all'articolo 26 sullo scambio di informazioni, modificato dal protocollo del 13 giugno 2012 proprio per tener conto delle nuove direttive OCSE, che prevede che le autorità competenti degli Stati contraenti «si scambieranno le informazioni verosimilmente pertinenti per applicare le disposizioni della Convenzione (...) nonché per prevenire l'elusione e l'evasione fiscale»: pertanto, e in altre parole, anche tra Italia e San Marino viene eliminato il “segreto bancario” che diverrà non più opponibile alle richieste di entrambe le parti contraenti. Le principali novità introdotte dalla Convenzione sono le seguenti: scambio di informazioni tra le autorità competenti degli Stati contraenti per prevenire l’elusione e l’evasione fiscale; divieto d’opposizione allo scambio di informazioni coperte da segreto bancario o detenute da un soggetto che opera in qualità di agente fiduciario; privilegio della sede di direzione effettiva nei casi di doppia residenza fiscale; revisione della disciplina sulle ritenute in fatto di dividendi.

BONUS EDILIZIA E ENERGIA - Niente ritenuta d’acconto sui bonifici ai “nuovi minimi” - 09/07/2013
I contribuenti che aderiscono al regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e per i lavoratori in mobilità, di cui all’art. 27, commi 1 e 2, del D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modifiche dalla L. 15 luglio 2011, n. 111, e che siano destinatari delle somme trasferite mediante i bonifici disposti dai contribuenti per interventi di recupero del patrimonio edilizio e/o di risparmio energetico di cui all’art. 16-bis del Tuir, provvisti delle specifiche causali, non devono essere assoggettati alla ritenuta d’acconto di cui all’art. 25 del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modifiche dalla L. n. 122 del 2010, se hanno rilasciato un’apposita dichiarazione alla banca o all’ufficio postale presso il quale risultano correntisti. Tuttavia, con riferimento al periodo d’imposta 2012, tali ritenute, se sono state erroneamente operate e regolarmente certificate dal sostituto d’imposta (che le inserisce nel proprio modello 770), possono essere in alternativa all’istanza di rimborso di cui all’art. 38 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 scomputate nell’Unico PF 2013.

RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE - La detrazione del 50% per l’acquisto di mobili richiede il pagamento con bonifico - 08/07/2013
L’Agenzia delle Entrate, con un comunicato del 4 luglio 2013, ha fornito le prime indicazioni operative su come usufruire della detrazione Irpef del 50% per le spese sostenute per l’acquisto di mobili destinati all’arredo degli immobili su cui sono effettuati i lavori di ristrutturazione edilizia. I contribuenti devono eseguire i pagamenti mediante bonifici bancari o postali, con le medesime modalità già previste per i pagamenti dei lavori di ristrutturazione fiscalmente agevolati. Nei bonifici si deve indicare: la causale del versamento attualmente utilizzata dalle banche e da Poste per i bonifici relativi ai lavori di ristrutturazione fiscalmente agevolati; il codice fiscale del beneficiario della detrazione; il numero di partita Iva ovvero il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato. Si ricorda che la detrazione può essere calcolata fino a un tetto massimo di spesa di 10.000 euro. Il richiamato D.L. n. 63 del 2013 è ora all’esame del Parlamento per la conversione in legge.

AGEVOLAZIONI - Ampliato il perimetro dei nuovi incentivi per la riqualificazione energetica - 05/07/2013
È stato ieri approvato al Senato un emendamento al decreto sull'efficienza energetica varato dal governo all'inizio di giugno ed attualmente in fase di conversione, prevedente un ampliamento dei beni agevolabili per la detrazione del 65% sulla riqualificazione energetica. Anche i condizionatori in grado di fare caldo e freddo potranno rientrare nel perimetro dell’agevolazione. È stato inoltre deliberato di includere nel bonus ristrutturazioni del 50% anche i grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, nonché A per i forni per le apparecchiature per le quali sia prevista l'etichetta energetica, finalizzati all'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione. Quest’ultima detrazione va calcolata su un imponibile di 10mila euro che è aggiuntivo rispetto ai 96mila euro previsti per le opere di ristrutturazione immobiliari. Infine sono stati inclusi anche gli interventi per il miglioramento antisismico fra quelli cui si applicano le proroghe agli sgravi del 50% e del 65%. Inoltre il decreto-legge in esame proroga al 31 dicembre le detrazioni Irpef delle spese di ristrutturazione edilizia, elevate dal 36 al 50 per cento. L’Agenzia delle Entrate ha presentato infine la nuova edizione online de "Le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico”. L’aggiornamento tiene conto delle novità introdotte dal recente D.L. 4 giugno 2013, n. 63, attualmente all’esame del Parlamento per la sua conversione in legge.

RISCOSSIONE - Equitalia chiarisce le nuove disposizioni sulla non pignorabilità dell'abitazione principale - 04/07/2013
Equitalia, con un’apposita direttiva interna, ha fornito ai direttori generali degli agenti della riscossione una serie di indicazioni in merito alle nuove disposizioni sulla riscossione contenute nel D.L. n. 69/2013 (cosiddetto decreto del fare). In particolare con riferimento alle nuove disposizioni che inibiscono la possibilità di procedere ad esecuzione forzata sulla prima ed unica casa di abitazione, Equitalia ritiene che, con la locuzione immobile adibito ad uso abitativo, il legislatore abbia voluto riferirsi alla classificazione catastale del bene e non alla destinazione d'uso di fatto, requisito, quest'ultimo, soddisfatto dall'ulteriore previsione della residenza anagrafica. Vanno pertanto esclusi dal divieto di pignoramento tutti gli immobili con categoria non abitativa, quali uffici e studi privati (A/10). In presenza di pertinenze accatastate autonomamente, come box o cantina (C/6), si valuta non possa venir ragionevolmente meno la condizione dell'unicità dell'unità immobiliare adibita a residenza, né la destinazione d'uso catastale abitativa.

IMPRESE E SOCIETÀ - Nuova moratoria sui prestiti alle Pmi - 03/07/2013
Abi e le organizzazioni imprenditoriali (Confindustria, Alleanza delle coop, Confapi, Confedilizia, Rete Imprese Italia, Coldiretti, Confagricoltura, Confetra, Cia e Claai) hanno firmato ieri un nuovo accordo di moratoria per il credito alle pmi che sarà attivo fino a giugno 2014. Gli interventi previsti sono di tre principali tipologie: sospensione dei finanziamenti, il loro allungamento, operazioni per promuovere la ripresa e lo sviluppo dell'attività. È possibile attivare la sospensione per 12 mesi della quota capitale delle rate di mutuo e per 12 o 6 mesi della quota capitale prevista nei canoni di leasing immobiliare e mobiliare. In tema di allungamento dei finanziamenti viene previsto: il prolungamento della durata dei mutui fino a 4 anni; il rinvio in avanti fino a 270 giorni delle scadenze del credito a breve termine per esigenze di cassa con riferimento all'anticipazione di crediti certi ed esigibili; lo spostamento per un massimo di 120 giorni delle scadenze del credito agrario di conduzione.

IVA - L’opzione per l’applicazione dell’IVA sulle locazioni immobiliari impone un’integrazione del contratto - 02/07/2013
L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 22/E del 28 giugno, ha fornito alcuni chiarimenti sulle novità IVA nel settore immobiliare introdotte dall'articolo 9 del D.L. n. 83 del 2012, convertito dalla legge n. 134 del 2012. In particolare è stato precisato che l'opzione per l'applicazione dell’IVA sui canoni di locazione relativi ai contratti in corso al 26 giugno 2012 deve risultare da un atto integrativo del contratto di locazione: tale atto integrativo del contratto di locazione, non è soggetto all'obbligo di registrazione e non è necessario portarlo a conoscenza dell’Amministrazione finanziaria. La registrazione è quindi facoltativa (tassa minima di registro di 67 euro). Secondo l’autore la registrazione è obbligatoria quando le parti hanno concordato di ridurre il canone di locazione al fine di considerare il precedente importo ad IVA compresa. Infine, la circolare precisa che l'opzione per l’IVA può essere effettuata in qualsiasi momento e quindi, ad esempio, dal mese di luglio 2013 con effetto dai canoni riscossi dopo tale data. L'opzione comunicata mediante raccomandata in base alla risoluzione n. 2/2008 è valida ma deve essere integrato il contratto.

ADEMPIMENTI - La mancata comunicazione della PEC non è sanzionata - 01/07/2013
L’adempimento deve essere fatto entro oggi, 1° luglio 2013; tuttavia, dal disposto normativo e dalle circolari dello Sviluppo Economico del 2 aprile (prot. n. 0053687) e del 24 aprile 2013 (n. 3660/C), è stato precisato che, in caso di omessa comunicazione della PEC entro il termine indicato, «l'ufficio del registro delle imprese che riceve una domanda di iscrizione da parte di un'impresa individuale che non ha iscritto il proprio indirizzo di posta elettronica certificata, in luogo dell'irrogazione della sanzione prevista dall'articolo 2630 del Codice Civile, sospende la domanda fino a integrazione della domanda con l'indirizzo di Posta Elettronica Certificata».

IVA - L’aumento dell’aliquota ordinaria è sospeso per tre mesi - 28/06/2013
Nella giornata di ieri il Consiglio dei Ministri ha deliberato di rinviare dal 1° luglio al 1° ottobre 2013 l'aumento dell’aliquota ordinaria IVA, dal 21 al 22 per cento. La disposizione è stata approvata parallelamente al Decreto Lavoro in cui confluirà. Tuttavia, per bilanciare i tre mesi di proroga, è stato previsto l'innalzamento degli acconti d'imposta. Questi i nuovi importi: 100% l'acconto Irpef; 101% l'acconto Ires; 110% l'anticipo delle ritenute sugli interessi di conti correnti e depositi. In arrivo, inoltre, un'imposta del 58,5% sul prezzo di vendita delle sigarette elettroniche e del liquido di ricarica.

IMPOSTA DI BOLLO – Sono entrate in vigore dal 26 giugno le nuove misure dell'imposta di bollo - 27/06/2013
A decorrere dal 26 giugno (data di entrata in vigore della L. 24 giugno 2013, n. 71, di conversione del D.L. 26 aprile 2013, n. 43), le misure dell'imposta fissa di bollo attualmente stabilite in 1,81 euro e in 14,62 euro, sono rideterminate, rispettivamente, in 2,00 euro e in 16,00 euro. Lo prevede il terzo comma dell'art. 7-bis del decreto-legge contenente misure per l'Expo 2015 ed interventi per fronteggiare l'emergenza nelle aree colpite dai terremoti nel maggio 2012 (Emilia Romagna, Lombardia e Veneto) e nell'aprile 2009 (Abruzzo).

RISCOSSIONE - Al via la notifica delle cartelle di pagamento via PEC da parte di Equitalia - 26/06/2013
In via sperimentale, Equitalia effettuerà le notifiche attraverso la Posta Elettronica Certificata. La sperimentazione interesserà quattro Regioni pilota: Molise, Toscana, Lombardia e Campania e, per il momento, riguarderà soltanto le cartelle a carico delle persone giuridiche (prevalentemente società di persone e di capitali). In altre parole il contribuente potrà verificare in tempo reale i documenti inviati da Equitalia e avere la garanzia del giorno e dell'ora esatta di notifica. Situazione analoga per l’Amministrazione che vanta la pretesa (la PEC ha valore legale ed è equiparata a una raccomandata con avviso di ricevimento). L’agente di riscossione, attraverso un comunicato stampa datato 24 giugno 2013, ha reso nota l’introduzione del nuovo servizio d'invio dei documenti. Gli indirizzi email PEC utilizzati sono quelli presenti negli elenchi previsti dalla legge. Si fa infine presente che dal 19 giugno scorso è possibile - attraverso il portale www.inipec.gov.it - consultare l’indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata (Pec) di imprese e professionisti.

RISCOSSIONE - Cambiano le regole per le espropriazioni immobiliari - 25/06/2013
Il decreto legge del fare modifica le regole per le espropriazioni immobiliari a favore dei contribuenti. Viene introdotto il divieto di esproprio dell'abitazione principale, purché si tratti dell'unico immobile in proprietà del debitore. Restano escluse dalla salvaguardia l'abitazione classificata nelle categorie catastali A/8 (ville) e A/9 (castelli), e le case di lusso che hanno le caratteristiche indicate nel decreto del ministro per i Lavori pubblici del 2 agosto 1969, a prescindere dalla categoria catastale di appartenenza. L'espropriazione degli altri beni immobili rimane possibile solo se il credito a ruolo supera 120mila euro e se sono trascorsi almeno sei mesi dall'iscrizione di ipoteca. Il debitore pignorato, inoltre, può far stimare l'immobile per determinare un valore di vendita più congruo di quello stabilito per legge.

IMPRESE E SOCIETÀ - La responsabilità solidale fiscale negli appalti privati resta per le ritenute di lavoro dipendente - 21/06/2013
Il "decreto del fare" dovrebbe contenere una semplificazione solo parziale delle regole sulla responsabilità solidale fiscale negli appalti. Tale responsabilità verrebbe a cessare ai fini Iva ma rimarrebbe per le ritenute di lavoro dipendente che il subappaltatore e l'appaltatore debbono versare all'erario in ragione delle prestazioni realizzate. L’applicazione concreta di tale adempimento fra le parti coinvolte in un appalto rimarrebbe pertanto problematica. Non viene previsto un F24 specifico per ogni appalto e pertanto sia l'appaltatore che il committente devono acquisire un'autocertificazione dal rispettivo fornitore o un'asseverazione di un professionista in merito al versamento delle ritenute.

IMPOSTE SOSTITUTIVE - I nuovi termini per la rivalutazione delle partecipazioni e dei terreni agricoli e edificabili scadono il 30 giugno - 20/06/2013
Il prossimo 30 giugno scade l'ennesima riapertura dei termini per la rideterminazione del costo fiscale dei terreni e partecipazioni introdotta per la prima volta dagli articoli 5 e 7 della legge n. 448/2001. La rivalutazione si perfeziona con la stesura di una perizia giurata a cura di professionisti abilitati, individuati nella legge n. 448/2001 e con il versamento dell'imposta sostitutiva del 2% per le partecipazioni non qualificate e del 4% per le partecipazioni qualificate e terreni. La data di riferimento per individuare il valore dei beni e il soggetto che ne era possessore è il 1° gennaio 2013. La circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 12/E del 3 maggio 2013 ha precisato che il versamento dell'imposta sostitutiva o della prima rata deve essere eseguito entro il 1° luglio, mentre per l'asseverazione della perizia il termine è il 30 giugno senza proroghe.

PREVIDENZA - Per artigiani e commercianti in arrivo gli avvisi bonari Inps - 19/06/2013
Prima di emettere nei confronti del debitore l'avviso di addebito, l'Inps chiederà il pagamento attraverso l'invio di un avviso bonario. In tal senso viene data conferma a quanto affermato con la Circolare 30 dicembre 2010, n. 168. Al riguardo, un'apposita circolare precisa che sono stati predisposti gli avvisi bonari relativi alle rate in scadenza nei mesi di novembre 2012 e febbraio 2013 che interessano i soggetti iscritti alle gestioni degli artigiani e commercianti. Nel caso in cui sia già stato effettuato il pagamento, è possibile comunicare gli estremi del relativo F24 telefonando al contact center. In caso di omesso versamento, l'importo dovuto sarà chiesto tramite avviso di addebito con valore di titolo esecutivo. Infine l'Inps rende noto che le comunicazioni relative al recupero della contribuzione dovuta sul minimale di reddito e/o sanzioni, non saranno più inviate per posta ma verranno messe a disposizione del contribuente attraverso il cassetto previdenziale Artigiani e Commercianti (sul punto si rinvia al Messaggio 2 aprile 2012, n. 5769).

DECRETO DEL FARE - Cambia anche il rapporto tra contribuenti e Equitalia - 18/06/2013
Approvato nel corso del Consiglio dei Ministri del 15 giugno il cosiddetto “decreto del fare”, l'annunciato provvedimento che introduce significative semplificazioni per imprese e cittadini, un alleggerimento dei rapporti tra Equitalia e contribuenti, misure per lo sviluppo (ad esempio infrastrutturale) ed interventi per facilitare il ricorso al credito da parte delle Pmi. Il decreto-legge è ora in attesa di essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Tra le novità fiscali, si segnala che d'ora in avanti, nel caso in cui l'unico immobile di proprietà del debitore sia adibito ad abitazione principale, non può più essere pignorato, ad eccezione dei casi in cui l'immobile sia di lusso o comunque classificato nelle categorie catastali A/8 e A/9 (ville e castelli). Per tutti gli altri immobili, il valore minimo del debito in presenza del quale è possibile espropriare l’immobile, passa da 20 mila a 120 mila euro. Inoltre, l'esproprio può essere eseguito solo trascorsi 6 mesi dall'iscrizione dell'ipoteca (e non più 4 mesi, com'era prima). Passa da 72 a 120 rate mensili la dilazione concedibile da Equitalia in presenza di difficoltà finanziarie del debitore, che non siano imputabili a sua colpa e siano dovute alla crisi economica. La rateizzazione decade se il debitore non effettua il pagamento di otto rate, anche non consecutive (e non più due rate consecutive) e non sarà più applicato l'aggio sulle cartelle esattoriali. Viene inoltre previsto maggior credito per le PMI, fino a 5 miliardi, con la riedizione della legge Sabatini per l'acquisto di macchinari. Infine, il decreto abolisce la responsabilità solidale tra appaltatore e subappaltatore in materia di Iva ed il DURC avrà validità di 180 giorni dalla data di emissione e non più quindi di soli tre mesi. La validità semestrale ha un'unica eccezione, in quanto per il pagamento del saldo finale sarà «in ogni caso necessaria l'acquisizione di un nuovo DURC», a prescindere da quando sia stato rilasciato il precedente.

DICHIARAZIONI - Il Ministero ha annunciato ufficialmente la proroga dei versamenti di Unico 2013 dal 17 giugno all’8 luglio - 17/06/2013
Prorogato dal 17 giugno all'8 luglio il termine per il versamento, senza alcuna maggiorazione, delle imposte risultanti dall'Unico 2013 e dalla dichiarazione Irap 2013. I versamenti potranno essere effettuati anche dal 9 luglio al 20 agosto (considerata la proroga di ferragosto) con una maggiorazione dello 0,40 per cento. Lo ha reso noto il Ministero dell'Economia e delle Finanze attraverso un comunicato stampa. La proroga - prevista in un D.P.C.M. in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale - interessa tutti i contribuenti, sia persone fisiche sia non, che esercitano attività economiche per le quali sono stati elaborati gli studi di settore, indipendentemente dall’esistenza di cause di esclusione o di inapplicabilità, e che dichiarano ricavi o compensi non superiori al limite stabilito dalla legge. La proroga - si legge nel comunicato stampa - si applica anche ai contribuenti che partecipano a società, associazioni e imprese, in regime di trasparenza nonché ai cosiddetti “minimi”, e riguarda, ad esempio, anche la cedolare secca sugli affitti, l’imposta sul valore degli immobili situati all’estero (Ivie) e l'imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero (Ivafe).

RISCOSSIONE - Il nuovo limite di non iscrizione a ruolo degli importi inferiori a 30 euro è legittimo costituzionalmente - 13/06/2013
La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 121 del 5 giugno 2013, ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale promosse dalla Regione Veneto con riferimento al limite di non iscrizione a ruolo degli importi inferiori a 30 euro dei crediti erariali, regionali e locali. L'art. 3, comma 10, del D.L. n. 16/2012 ha disposto che a decorrere dal 1° luglio 2012, non si procede all'accertamento, all'iscrizione a ruolo e alla riscossione dei crediti relativi ai tributi erariali, regionali e locali, qualora l'ammontare dovuto, comprensivo di sanzioni amministrative e interessi, non superi, per ciascun credito, l'importo di euro 30, con riferimento a ogni periodo d'imposta. Tale disposizione normativa era stata adottata allo scopo di evitare che i costi di riscossione e di accertamento fossero superiori ai benefici dell'entrata nelle casse della pubblica amministrazione.

ACCERTAMENTO - In arrivo le comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate sul reddito dichiarato per l’anno 2011 - 12/06/2013
Come già avvenuto negli ultimi due anni, diversi contribuenti stanno ricevendo in questi giorni la lettera dell'Agenzia delle Entrate che li invita a prestare la dovuta attenzione sul reddito dichiarato per l'anno 2011. La lettera, che ha un semplice scopo informativo e non presuppone un obbligo di risposta, riporta la tipologia di spese risultanti in Anagrafe tributaria e «apparentemente non compatibili con i redditi dichiarati». Ogni comunicazione reca in allegato un prospetto in cui sono genericamente indicate le spese note all'Agenzia: la griglia replica fedelmente le sette categorie di spesa che compongono il nuovo redditometro e che già era possibile inserire nel Redditest, il software di autodiagnosi a disposizione dei contribuenti: abitazioni, mezzi di trasporto, assicurazioni e contributi, istruzione, tempo libero e cura della persona, altre spese e investimenti finanziari.

AGEVOLAZIONI - La nuova detrazione per l’acquisto di mobili con possibile effetto retroattivo - 10/06/2013
Potrebbero rientrare nella nuova agevolazione pari al 50% del costo sostenuto per l'acquisto di mobili finalizzati all'arredamento dell'immobile oggetto di ristrutturazione, per un importo massimo complessivo non superiore a 10 mila euro, anche gli acquisti effettuati prima dell'entrata in vigore del D.L. n. 63/2013. La posizione interpretativa prevedente il possibile effetto retroattivo del bonus arredi si ricava dalla lettura combinata dei commi 1 e 2 dell’art. 15 del D.L. n. 63/2013. Non sembra infatti prevista una data di ingresso del nuovo beneficio fiscale e pertanto sembrerebbe possibile che un contribuente in possesso dei requisiti validi per la detrazione del 50% sulle spese di ristrutturazione sostenute nei primi mesi del 2013 possa detrarre anche spese per acquisto di mobili già sostenute nel medesimo periodo o successivamente.

ACCERTAMENTO - L’Agenzia conferma che il nuovo redditometro non è applicabile per i periodi antecedenti al 2009 - 06/06/2013
Con la direttiva n. 15/13, la Direzione Centrale Affari Legali e Contenzioso dell'Agenzia delle Entrate ha illustrato le ragioni per cui le nuove disposizioni sul redditometro non si applicano a periodi di imposta anteriori al 2009. La direttiva trae origine dalla dichiarata necessità di assumere una posizione ufficiale rispetto all'interpretazione resa negli ultimi tempi sulla questione sia dalla dottrina, sia dalla giurisprudenza, circa l'efficacia retroattiva del nuovo redditometro (introdotto con il D.M. 24 dicembre 2012). Infatti, secondo queste tesi, la maggior efficienza del nuovo strumento presuntivo costituirebbe un'indiretta conferma delle criticità di quello precedente e, pertanto, si tratterebbe, di fatto, di una “correzione” legislativa volta a garantire maggiore affidabilità di risultato. A tal proposito, l’Agenzia delle Entrate, in contrasto con queste conclusioni, formulano nella direttiva n. 15 alcune considerazioni a sostegno dell'irretroattività dello strumento.

ADEMPIMENTI - Da compilare il quadro RW in caso di conto corrente dello studente all’estero alimentato dai genitori italiani - 05/06/2013
La compilazione del quadro RW può riguardare anche i genitori di un figlio temporaneamente all'estero, per motivi di studio, quando nel paese estero si detiene un conto corrente alimentato dalle provviste provenienti dai genitori italiani. Ai fini della corretta compilazione del quadro RW, la situazione va analizzata sotto due aspetti: la consistenza dell'attività finanziaria estera al 31 dicembre 2012 e i flussi che si sono verificati durante lo stesso 2012. Ai fini del monitoraggio dei flussi, vanno sommate tutte le operazioni eseguite durante l'anno. L'esonero alla compilazione del quadro RW per mancato raggiungimento delle soglie che obbligano alla segnalazione, tuttavia, non comporta necessariamente un uguale esonero nella compilazione e nel versamento dell'Ivafe. In tale caso qualunque sia il saldo del conto corrente e ovunque esso sia detenuto (Paesi Ue o non Ue), il versamento dovuto è pari alla somma fissa di 34,2 euro, importo che va ragguagliato in base alla quota di possesso e ai giorni di detenzione se la giacenza media non supera 5.000 euro.

AGEVOLAZIONI - Prorogate le detrazioni per il risparmio energetico e per le ristrutturazioni edilizie - 04/06/2013
Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 31 maggio 2013 un decreto legge che proroga al 31 dicembre 2013 la detrazione sulle ristrutturazioni edilizie dal 36% al 50%, mantenendo il raddoppio del limite di spesa da 48 mila a 96 mila euro. Nel medesimo decreto legge viene inoltre innalzata, fino al 31 dicembre 2014, dal 55% al 65% la detrazione per il risparmio energetico con obbligo di ripartizione in 10 quote annuali, a prescindere dall'età del beneficiario. Con riferimento a tale agevolazione la soglia di spesa rimane variabile in funzione della tipologia di spesa (ad esempio 100 mila euro per interventi di riqualificazione energetica, 30.000 per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale, ecc.). Nel medesimo decreto legge, viene introdotta una nuova specifica detrazione Irpef del 50% per l'acquisto di mobili finalizzati all'arredo di un immobile oggetto di ristrutturazione edilizia. Il requisito essenziale per essere ammessi alla nuova detrazione per l'acquisto dei mobili è pertanto quello di aver effettivamente sostenuto entro il 31 dicembre 2013 anche spese per le quali si abbia il diritto a beneficiare della detrazione sulle ristrutturazioni edilizie. La formulazione della disposizione normativa riguardante la nuova detrazione sui mobili è molto simile a quella introdotta dal D.L. n. 5/2009 che riguardava però, oltre ai mobili, anche l'acquisto di elettrodomestici di classe energetica non inferiore ad A+, gli apparecchi televisivi e i computer. Il suddetto decreto, infine, prevede l'estensione della detrazione all'adozione di misure antisismiche e all'esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica delle parti strutturali degli edifici.

DICHIARAZIONI - Versamenti di Unico 2013 all’8 luglio - 03/06/2013
Con una risposta fornita ieri in Commissione Finanze della Camera dal sottosegretario per i rapporti con il Parlamento, Sabrina De Camillis, all'interrogazione parlamentare di Maurizio Bernardo, è stata ufficializzata la proroga delle scadenze di versamento del Modello Unico 2013. Pertanto, come lo scorso anno, vi sarà una proroga dei versamenti delle somme dovute a saldo e a titolo di primo acconto dal 17 giugno all'8 luglio prossimo senza alcuna maggiorazione e dal 9 luglio al 20 agosto 2013 con la maggiorazione dello 0,40 per cento a titolo di interesse corrispettivo. La doppia proroga delle scadenze di pagamento non riguarda però tutti i contribuenti obbligati alla presentazione del Modello Unico 2013, ma soltanto le persone fisiche e i soggetti diversi dalle persone fisiche che esercitano attività economiche per le quali risultano elaborati gli studi di settore.

ACCERTAMENTO - Per la Cassazione è più facile utilizzare i documenti bancari - 31/05/2013
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13319 del 29 maggio, ha stabilito che l'accesso in locali adibiti anche ad abitazione senza la prescritta autorizzazione della Procura comporta la nullità dei soli atti consequenziali e collegati all'attività non autorizzata. Pertanto, l’eventuale documentazione bancaria rinvenuta è utilizzabile se successivamente è stata concessa l'autorizzazione per le indagini finanziarie. In particolare, viene precisato che l'inutilizzabilità dei documenti rinvenuti deve limitarsi alle sole parti dell'atto amministrativo legate ad un nesso di consequenzialità: sono inutilizzabili i soli atti inscindibilmente collegati al provvedimento mancante e non anche quelli correttamente acquisiti. Tuttavia, si evidenzia che la sentenza non è uniforme all'orientamento espresso in materia dalla Cassazione.

ACCERTAMENTO - Con la versione definitiva di Gerico 2013 sono amplificati i correttivi anticrisi - 30/05/2013
Approvati (con le relative istruzioni) 205 modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, da inviare telematicamente assieme all’Unico. Le istruzioni sono costituite da una parte generale, comune a tutti gli studi di settore, da una parte specifica dedicata a ciascuno studio, nonché da parti relative ai quadri A, F, G, T, X e V, comuni agli studi di settore che li richiamano nelle relative istruzioni specifiche. Si ricorda che tali modelli devono essere compilati dai contribuenti soggetti agli studi di settore, oppure anche se esclusi dagli stessi, siano tenuti comunque alla loro presentazione, che nel periodo d’imposta 2012 hanno esercitato in via prevalente un’attività economica nel settore delle manifatture, dei servizi, delle attività professionali e del commercio per le quali siano stati approvati gli studi di settore indicati nell’allegato n. 1 del provvedimento in esame. Con la disponibilità della versione definitiva di Gerico 2013, si iniziano a fare le prime simulazioni finalizzate, soprattutto, a comprendere l'incidenza dei correttivi congiunturali/anticrisi sull'anno fiscale 2012. Nelle esemplificazioni proposte, per maggiore efficacia, si è voluto comparare, a parità di dati (volume d'affari, costi, tipologia attività, struttura ecc.) i risultati già determinati per l'anno 2011 con quelli desumibili da Gerico 2013: da tali simulazioni si ricava, mediamente, un abbassamento del ricavo puntuale richiesto. A ciò contribuisce, in vari casi, un'incidenza sostanziale dei correttivi anticrisi.

ACCERTAMENTO - La rettifica impone la redazione di un verbale - 28/05/2013
La Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, con la sentenza n. 32/22/2013, ha stabilito che è nullo l'avviso di accertamento emesso a seguito di un controllo sostanziale per imposte dirette ed IVA qualora le risultanze non sono state riportate in un verbale portato a conoscenza del contribuente. In particolare la Commissione Tributaria Regionale ricorda che l'articolo 12, comma 7, dello Statuto del Contribuente (Legge n. 212 del 2000) «nel riconoscere al contribuente il diritto di formulare osservazioni e richieste entro il prescritto termine di 60 giorni, evidenzia l'importanza della fase istruttoria», ponendolo in questo modo «nelle condizioni di partecipare attivamente al procedimento tributario, potendo avviare un contraddittorio endoprocedimentale, sia per motivi di difesa che per ragioni di carattere collaborativo». Pertanto l'ufficio è «tenuto a ponderare e valutare tutte le deduzioni formulate dal contribuente in sede di contraddittorio, così come le richieste e le osservazioni» ai sensi dell'articolo 12, comma 7, dello Statuto, in quanto «l'atto di imposizione tributaria deve contenere un'adeguata replica in grado di superare (o meglio disattendere) le deduzioni formulate; in mancanza l'atto è radicalmente nullo per difetto di motivazione (Cassazione n. 26638/2009 e n. 4624/2008)».

ADEMPIMENTI - Slitta al 10 giugno il termine per la presentazione del modello 730 ai Caf e ai professionisti abilitati - 27/05/2013
Il Governo ha predisposto un D.P.C.M. che proroga al 10 giugno la scadenza del 31 maggio per la presentazione del modello 730 ai Caf e ai professionisti abilitati. La proroga del termine di presentazione del 730 ha impatti anche sulle scadenze per gli adempimenti successivi a carico di Caf e professionisti abilitati. La consegna della copia della dichiarazione elaborata e del prospetto di liquidazione al contribuente dovrà essere effettuata entro lunedì 24 giugno. La comunicazione del risultato finale delle dichiarazioni e la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate dovrà avvenire entro l'8 luglio. Tra le ragioni che giustificano la proroga il congelamento dell'Imu sull'abitazione principale e le difficoltà nel reperimento dei Cud nella fase di avvio dell'assistenza fiscale.

IVA - Fatturazione elettronica obbligatoria verso la pubblica amministrazione: pubblicato il decreto attuativo - 24/05/2013
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 118 del 22 maggio 2013 è stato pubblicato il decreto del Ministro dell'economia del 3 aprile 2013, n. 55 che approva il regolamento per l'emissione, trasmissione e ricezione della fattura elettronica nei rapporti con le amministrazioni pubbliche. L'obbligo della fatturazione elettronica decorrerà dal termine di 12 mesi dall'entrata in vigore del regolamento nei confronti dei ministeri, delle agenzie fiscali e degli enti nazionali di previdenza e assistenza sociale individuati nell'elenco delle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato. Per le altre amministrazioni pubbliche l'obbligo decorrerà dal termine di 24 mesi dalla data di entrata in vigore del regolamento. A partire dalle date appena sopraindicate le amministrazioni pubbliche non potranno accettare fatture che non siano trasmesse in forma elettronica e, decorsi tre mesi da tali date, non potranno procedere ad alcun pagamento, nemmeno parziale, sino all'invio delle fatture in formato elettronico.

IVA - Servizi intra ed extra Ue, arrivano chiarimenti sul momento di effettuazione delle prestazioni - 23/05/2013
L'Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 16/E del 21 maggio 2013, ha fornito chiarimenti in merito alle disposizioni concernenti il momento di effettuazione delle prestazioni di servizi generiche rese/ricevute a/da soggetti passivi non stabiliti in Italia, contenute nel sesto comma dell’articolo 6, del D.P.R. n. 633/1972. Nelle prestazioni generiche, il ricevimento della fattura del fornitore estero può assumersi come indice dell'ultimazione del servizio ai fini dell'applicazione dell'Iva da parte del committente nazionale. L’individuazione del momento di effettuazione della prestazione è importante ai fini dell’adempimento degli obblighi fiscali: integrazione e registrazione della fattura (oppure emissione e registrazione dell’autofattura), emissione della fattura per le operazioni attive, liquidazione e versamento dell’imposta. Per le prestazioni ricevute da un operatore comunitario o extracomunitario, il committente nazionale soggetto Iva deve versare l’imposta con il meccanismo del reverse charge in caso di prestazioni Ue e mediante autofattura se la prestazione è extra Ue. Per le prestazioni rese nei confronti di un committente soggetto passivo Ue e/o extra Ue, anche se non rilevanti nel territorio dello Stato, vi è sempre l’obbligo di emettere fattura.

AGEVOLAZIONI - Incentivi per le assunzioni di disoccupati ma solo se l'azienda garantisce interventi di formazione professionale - 22/05/2013
Il Ministero del Lavoro ha diffuso ieri il decreto direttoriale n. 264 contenente i criteri in base ai quali i datori di lavoro privati possono beneficiare di un contributo mensile di 190 euro se nel corso del 2013 assumono a tempo determinato o indeterminato lavoratori licenziati nei dodici mesi precedenti l'assunzione per giustificato motivo oggettivo connesso a riduzione, trasformazione o cessazione di attività di lavoro. Per usufruire del beneficio, il datore di lavoro deve garantire interventi di formazione professionale sul posto di lavoro a favore del lavoratore assunto, anche mediante il ricorso alle risorse destinate alla formazione continua di competenza regionale. Per ottenere l'agevolazione, i datori di lavoro dovranno inviare una domanda in via telematica all'Inps, secondo modalità ancora da definire. Le domande saranno accettate secondo l'ordine cronologico di presentazione nell'ambito dei fondi complessivamente disponibili, pari a 20milioni di euro a valere sulle risorse disponibili sul Fondo di rotazione per la formazione professionale e l'accesso al Fondo sociale europeo.

IMMOBILI - Pronto il decreto per la sospensione del versamento dell’IMU sulla prima casa - 21/05/2013
Il Consiglio dei Ministri di venerdì scorso ha approvato il decreto legge di sospensione dell'imposta municipale sugli immobili in attesa di una complessiva riforma dell'imposizione immobiliare che dovrà essere perfezionata entro il prossimo 31 agosto. Tra le novità, peraltro in parte preannunciate, si segnala la sospensione del pagamento dell’IMU per la prima casa e la promessa, per le imprese, di una prossima introduzione di una forma di deducibilità dal reddito d'impresa (IRES) dell’IMU pagata sugli immobili strumentali. La sospensione del versamento dell’acconto dell’IMU in scadenza il prossimo 17 giugno non interesserà gli immobili adibiti ad abitazione principale considerati “di lusso”, iscritti nelle categorie catastali A/1 (abitazioni di tipo signorile), A/8 (ville) e A/9 (castelli e palazzi di pregio storico-artistico). Si estenderà, invece, anche agli immobili delle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibiti ad abitazione principale (e relative pertinenze), nonché agli alloggi assegnati dagli Istituti Autonomi Case Popolari (IACP) e per gli enti di edilizia residenziale pubblica. Infine, anche per terreni agricoli e fabbricati rurali, il versamento dell'acconto è rimandato al prossimo mese di settembre. Si ricorda infine che il nuovo termine di presentazione della dichiarazione Imu è il 30 giugno dell'anno successivo a quello in cui è iniziato il possesso dell'immobile, oppure sono intervenute variazioni rilevanti ai fini del tributo.

DOCUMENTO VALUTAZIONE RISCHI – Dal 1 giugno obbligatorie le procedure standardizzate - 20/05/2013
Le nuove procedure standardizzate in materia di valutazione dei rischi, previste dal D.M. 30 novembre 2012, diventeranno obbligatorie dal primo di giugno per i datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori. L'eventuale autocertificazione già elaborata avrà efficacia fino al 31 maggio. Il decreto riguarda anche i titolari di studi professionali ed estende la sua applicazione non solo ai dipendenti ma anche ai collaboratori e ai liberi professionisti che operano presso lo studio. Deve essere redatto un documento riportante la descrizione dell'azienda, del ciclo lavorativo/attività e delle mansioni, l'individuazione dei pericoli presenti in azienda, nonché la valutazione dei rischi associati ai pericoli individuati e identificazione delle misure di prevenzione e protezione attuate.

ACCERTAMENTO - Il giudice tributario sceglie i ricavi presunti - 17/05/2013
La Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11622 del 15 maggio, ha considerato legittima la ricostruzione dei ricavi di un ristorante basata sul consumo di acqua minerale e caffè soprattutto qualora il calcolo desunto dai tovaglioli lavati, sostenuto dal contribuente, conduce ad entrate inferiori rispetto a quelle dichiarate. In particolare la Suprema Corte ha ricordato che l'apprezzamento dei fatti e delle prove costituisce un'attribuzione esclusiva del giudice di merito cui spetta il potere di individuare le fonti del proprio convincimento, valutare le prove e controllare l'attendibilità e la concludenza, scegliendo tra le risultanze istruttorie quelle ritenute maggiormente idonee a dimostrare i fatti in discussione, anche in considerazione del fatto che nel settore della ristorazione non esiste un indicatore “principe” per la ricostruzione dei ricavi. A tal proposito, nella fattispecie, è stato rilevato che la Commissione Tributaria ha ben operato in quanto ha prima scartato i dati sul consumo dei tovaglioli risultanti dalla fatturazione dei lavaggi, preferendo quelli relativi al consumo di acqua minerale e caffè e, inoltre, poiché i consumi in questione possono essere inferiori rispetto all'effettivo numero dei pasti, a seconda delle preferenze dei clienti, ha approssimato il risultato finale per difetto in modo favorevole al contribuente assorbendo così l'incidenza dell'autoconsumo (questo aspetto era inoltre confortato dal fatto che aveva scarsa attendibilità sostenere il deperimento dell'acqua minerale o il suo utilizzo in cucina, nonché l'autoconsumo di caffè per preparazioni di pasticcerie). Infine, la ricostruzione sulla base dei tovaglioli lavati, conducendo a ricavi presunti, inferiori a quelli dichiarati non poteva ritenersi attendibile.

PREVIDENZA - Per l’INPS l’attività abituale obbliga alla doppia iscrizione - 16/05/2013
L’INPS, con la circolare n. 78 diffusa nella giornata di ieri, ha precisato i rapporti fra la gestione separata e le altre gestioni previdenziali. In particolare è stato chiarito che qualora un soggetto eserciti un'attività autonoma comportante l'iscrizione alla gestione separata INPS (Legge n. 335 del 1995) e un'attività imprenditoriale compresa tra quelle iscrivibili alla gestione commercianti o artigiani, per quest'ultima iscrizione non è richiesta la verifica del requisito della prevalenza, bensì degli elementi di abitualità e professionalità della prestazione lavorativa oltre agli eventuali ulteriori requisiti di settore. La verifica del requisito dell'attività prevalente, secondo l'Istituto, è valida, invece, solamente nel caso di commercianti, artigiani e coltivatori diretti che esercitino contemporaneamente due delle tre attività appena menzionate.

IMPOSTE DIRETTE - Disponibile la circolare Assonime sulla deducibilità delle perdite su crediti di modesto importo - 15/05/2013
L’Assonime, con la circolare n. 15 resa nota nella giornata di ieri, ha fornito alcune precisazioni in merito alle nuove disposizioni fiscali sulla deducibilità delle perdite su crediti di modesto importo disciplinate dal nuovo comma quinto dell'articolo 101 del TUIR. In particolare è stato chiarito che per tali perdite occorre sempre fare riferimento alla singola prestazione periodica anche se ricompresa all'interno di un rapporto contrattuale più complesso. Infatti, questa soluzione, all'interno di quelle possibili, sembra essere la più aderente al dettato normativo e ha inoltre il pregio di rendere coerente la verifica del mantenimento del requisito quantitativo con quello della scadenza del credito. Pertanto, il periodo di osservazione utile ai fini della verifica del duplice requisito - quantitativo e temporale - previsto dalla nuova normativa non potrebbe che essere quello della chiusura dell'esercizio sociale. Soprattutto in vista dei versamenti di Unico 2013 previsti per il prossimo giugno si auspicano chiarimenti da parte dell'Agenzia delle Entrate e una revisione della materia da parte del legislatore

IMPOSTE DIRETTE - Per le ristrutturazioni 2012 può essere effettuata la scelta per usufruire della detrazione IRPEF del 36 o del 50 per cento - 13/05/2013
L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 13/E, ha fornito alcune precisazioni per usufruire della detrazione IRPEF per le spese per le ristrutturazioni edilizie e per il risparmio energetico. In particolare è stato chiarito che sarà possibile scegliere quali bonifici del 2012 portare in detrazione, tralasciando quelli detraibili al 36 per cento (effettuati prima del 26 giugno 2012) e selezionando solo quelli pagati dopo che, invece, consentono di detrarre il 50 per cento. Inoltre, in tema di agevolazioni per le spese sostenute per il risparmio energetico, detraibili al 55 per cento, l’Agenzia evidenzia che qualora i lavori siano stati conclusi alla fine del 2012 e le spese sono state “sostenute” (pagate, per le persone fisiche) sia nel 2012 che nel 2013, la scheda informativa all’ENEA deve essere inviata entro 90 giorni dalla fine dei lavori, comunicando tutte le spese sostenute sino al momento dell'invio (quindi, anche quelle pagate tra il 1° gennaio 2013 e la data della spedizione). Le ulteriori spese, invece, devono essere comunicate integrando la scheda originaria, non oltre il termine di presentazione della dichiarazione nella quale la spesa può essere detratta.

CONTENZIOSO TRIBUTARIO - Anche il giudice d'appello può concedere la sospensione dell'esecuzione della sentenza di primo grado - 09/05/2013
La Commissione tributaria regionale di Milano, sezione XXII, con l'ordinanza n. 9 dell'8 marzo 2013, ha concesso la sospensione dell'esecuzione della sentenza di primo grado in quanto avrebbe determinato un serio ed irreparabile pregiudizio a danno del contribuente. Il periculum in mora è stato provato dalla documentazione prodotta in giudizio dal contribuente, che evidenziava il forte indebitamento della società allo stato attuale e il rischio d’insolvenza. I giudici lombardi si sono allineati alla sentenza n. 217 del 2010 della Corte Costituzionale in cui si era affermato che la tutela cautelare non è esperibile solo nel giudizio di primo grado ma anche negli altri gradi di giudizio.

START UP INNOVATIVE - Arrivano i chiarimenti Assonime - 08/05/2013
Assonime, con la circolare n. 11 del 6 maggio 2013, ha fornito una serie di chiarimenti con riferimento alle start up innovative. Si ritiene che tendenzialmente ogni campo dell'attività economica possa consentire lo sviluppo di prodotti o servizi ad alto tasso di innovazione tecnologica. Può essere impresa start up innovativa, infatti, un’impresa svolgente qualsiasi attività economica da cui possa discendere l'introduzione di nuovi prodotti, nuovi servizi, nuovi metodi per produrli, distribuirli e usarli. L'oggetto sociale indicato nell'atto costitutivo può limitarsi ad una generica indicazione dei prodotti o settori innovativi, mentre maggiori dettagli sui prodotti innovati intenzionati a produrre dovrà essere contenuto nelle specifiche informazioni aggiuntive da comunicare al Registro delle Imprese. Si evidenzia che in favore delle start up innovative l'ordinamento riconosce agevolazioni tributarie, sotto forma di credito d'imposta, finanziarie e sotto il profilo della normativa giuslavoristica.

IMPOSTE DIRETTE - L’IVIE “esclude” da IRPEF le case all’estero - 07/05/2013
L'IVIE e l’IVAFE si applicano a partire dal 2012: a tal proposito l'Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 12/E, ha fornito alcuni chiarimenti in merito alle modifiche introdotte in materia dalla Legge n. 228 del 2012. Tali modifiche mirano ad equiparare il trattamento fiscale riservato agli immobili situati all’estero e alle attività detenute fuori dall'Italia con quello, rispettivamente, previsto dall’IMU e in materia di imposta di bollo. In particolare l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che, relativamente all'imposta sui redditi per gli immobili situati all'estero, scatta la disapplicazione del comma 2 dell'articolo 70 del TUIR con riferimento a tutti gli immobili esteri adibiti ad abitazione principale nonché per quelli non locati che scontano l’IVIE: in tal modo, come per l’IMU, l’imposta sostituisce l'IRPEF per quanto riguarda la tassazione del reddito fondiario, a condizione che l'immobile non sia locato. Viene infine ricordato che i versamenti dell’IVIE (e dell’IVAFE) effettuati per l'anno 2011, a seguito del rinvio dell'entrata in vigore dei tributi, si considerano effettuati in acconto dell'imposta dovuta per il 2012. Per tale ragione, non è dovuta alcuna sanzione in caso di omesso versamento dei tributi originariamente dovuti per il 2011.

IMU - Si semplifica il pagamento dell’acconto - 03/05/2013
Il Ministero delle Finanze, con la circolare n. 1 del 29 aprile, ha fornito alcuni chiarimenti ai Comuni e ai contribuenti sulle nuove disposizioni contenute nell'articolo 10 del D.L. «Pagamenti P.A.» (D.L. n. 35 del 2013). Tale decreto ha modificato i termini per le dichiarazioni e le delibere IMU che hanno incidenza anche sul calcolo dell'imposta in acconto e saldo. In particolare viene precisato che i versamenti in acconto e a saldo dell’IMU devono essere effettuati in base alle aliquote e detrazioni dell'anno precedente, qualora le delibere e i regolamenti non vengano pubblicati sul sito del Ministero delle Finanze, rispettivamente, entro il 16 maggio o il 16 novembre. Nel caso in cui venga pagato l'acconto in base alle aliquote e detrazioni del 2012, il saldo dell'imposta dovuta per l'intero anno dovrà essere versato a conguaglio della prima rata, in base agli atti pubblicati sul sito informatico entro il 16 novembre. Inoltre sono stati previsti nuovi termini per la presentazione della dichiarazione IMU che, ora, sono stati individuati nella data del 30 giugno dell'anno successivo all'acquisto del possesso dell'immobile. Si segnala inoltre che è ammessa la possibilità di accedere al ravvedimento operoso in caso di omesso versamento e/o omessa presentazione della dichiarazione. In particolare, posto che le dichiarazioni dovute per il 2012 dovranno essere presentate entro il 30 giugno 2013, il contribuente che abbia omesso tale adempimento vi può provvedere entro il 30 settembre 2013 (poiché il 28 cadrà di sabato), beneficiando della riduzione della sanzione a un decimo del minimo di quella prevista per l'omissione della presentazione della dichiarazione.

IMPOSTE DIRETTE - Ancora 2 mesi per la presentazione delle istanze di interpello per evitare la normativa sulle società di comodo - 02/05/2013
In questo periodo le aziende e i professionisti sono alle prese, tra l’altro, con le istanze di interpello per evitare le penalizzazioni previste dalle disposizioni sulle società di comodo. La data ultima per inviare le istanze è fissata a fine giugno, ma è opportuno anticipare la trasmissione tenendo conto che eventuali richieste di documenti integrativi da parte dell’Amministrazione finanziaria sospendono i termini previsti per formulare la risposta. Ultimata la redazione del bilancio, le società in perdita nel triennio 2009-2011 e quelle che non superano il test dei ricavi nell'esercizio 2012 studiano le possibilità di uscire dalla norma sulle società di comodo: deve essere innanzitutto esaminata l'eventuale esistenza, nell'esercizio 2012, di cause di esclusione previste dalla legge (ad esempio valore della produzione che supera il totale dell'attivo). L'ulteriore passaggio è la verifica delle possibili cause di disapplicazione indicate dal legislatore (si vedano i Provvedimenti delle Entrate 14 febbraio 2008 e 11 giugno 2012). Infine, l’ultima possibilità, se le prime due non hanno avuto esito, è chiedere la disapplicazione da parte del Direttore Regionale delle Entrate inviando un'istanza di interpello non oltre il novantesimo giorno precedente alla scadenza di Unico 2013.

ASSOCIAZIONI E SOCIETA’ SPORTIVE DILETTANTISTICHE : Agevolazioni fiscali anche in presenza di inadempimenti contabili - 29/04/2013
L'Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 9/E del 24 aprile 2013, ha risposto a una serie di quesiti in materia fiscale proposti da associazioni e da società sportive dilettantistiche. È stato in particolare precisato che non è prevista la decadenza dai benefici fiscali ex legge n. 398/1991 in caso di mancato rispetto dell’obbligo di tenuta del modello di cui al D.M. 11 febbraio 1997, fermo restando che l’associazione o la società sportiva sia in grado di fornire all’amministrazione finanziaria i riscontri contabili, quali fatture, ricevute, scontrini fiscali ovvero altra documentazione utile ai fini della corretta determinazione del reddito e dell’Iva. Inoltre la mancata redazione dell’apposito rendiconto previsto decreto del Ministero delle finanze 26 novembre 1999, n. 473 non determina, di per sé, l’inapplicabilità della disposizione di esclusione dall’Ires per i proventi realizzati e non rilevati in tale rendiconto, sempre che, in sede di controllo, sia comunque possibile fornire una documentazione idonea ad attestare la realizzazione dei proventi esclusi dal reddito imponibile. Si ricorda che possono optare per il regime agevolativo in commento gli enti che, nel corso del periodo d’imposta precedente, hanno conseguito proventi derivanti da attività commerciali per un importo non superiore a 250.000 euro. La circolare in commento, infine, indica i criteri da utilizzare in sede di verifica dei requisiti di democrazia ed uguaglianza che devono essere previsti nello statuto (art. 90, comma 18, lettera e), della L. n. 289 del 2002).

IMPOSTE DIRETTE - Beni concessi ai soci: la nuova disciplina debutta in Unico 2013 - 26/04/2013
Il termine della comunicazione dei dati inerenti i beni concessi ai soci è stato prorogato al 15 ottobre 2013 ma i contribuenti dovranno affrontare la nuova disciplina introdotta dall’art. 2 del D.L. n. 138/2011 già con la compilazione dell’Unico 2013. La problematica riguarda sia la società concedente (per quanto riguarda l'eventuale indeducibilità dei costi del bene assegnato) sia il socio (sotto il profilo dell'eventuale reddito diverso da dichiarare). Vi è in particolare l'obbligo di dichiarare nel rigo L10, colonna 1, del modello Unico 2013 il reddito diverso corrispondente alla differenza tra il valore di mercato del godimento e il corrispettivo annuo per la concessione in uso di beni dell'impresa a soci, all'imprenditore e loro familiari. Particolari criticità operative sembrano riguardare l’utilizzo da parte dei soci degli immobili aziendali in particolare delle abitazioni che hanno una funzione strumentale all'esercizio dell'attività come ad esempio un albergo o l’abitazione rurale compresa in un fondo rustico.

RISCOSSIONE - Equitalia prende posizione sui pignoramenti a carico dei lavoratori dipendenti e dei pensionati - 24/04/2013
Il responsabile della divisione riscossione di Equitalia, con una nota, inviata agli amministratori delegati e ai direttori generali delle società del gruppo, ha precisato che con decorrenza immediata non si deve procedere in via prioritaria ai pignoramenti sui conti correnti presso Istituti bancari e Poste a carico dei lavoratori dipendenti e pensionati. Tali azioni potranno essere attivate solo dopo che sia stato effettuato il pignoramento presso il datore di lavoro e l’ente pensionistico e quando, in ragione delle trattenute accreditate, il reddito da stipendio e pensione risulta pari o superiore a 5 mila euro mensili. Relativamente al pignoramento presso il datore di lavoro o l'ente pensionistico vale tuttora la “vecchia” disciplina: pertanto è pignorabile un decimo dello stipendio sotto i 2.500 euro mensili, 1/7 tra 2.500 e 5.000 euro e 1/5 al di sopra di tale limite.

ACCERTAMENTO – Continua la querelle relativa alla legittimità del redditometro - 23/04/2013
A seguito della recente sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia (sentenza 18 aprile 2013, n. 74), l'Agenzia delle Entrate difende il nuovo redditometro dalle accuse di “illegittimità”. In particolare il “nuovo” strumento di accertamento disegnato dal D.M. del 24 dicembre 2012 non viola la privacy, né può essere applicato retroattivamente, se più favorevole, alle annualità anteriori al 2009. L'Amministrazione Finanziaria evidenzia come la decisione della Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia, così come l'ordinanza del Tribunale di Napoli (Sezione distaccata di Pozzuoli) che il 21 febbraio 2013 aveva bocciato il redditometro e che in gran parte è richiamata nella motivazione dei giudici tributari, produce effetti solo per il singolo caso e non si presta a produrre conseguenze generalizzate. Si segnala inoltre che la Commissione Tributaria Provinciale di Pistoia, con la sentenza n. 100/2/13 del 16 aprile, ha affermato che i nuovi indicatori di ricchezza contenuti nel “nuovo redditometro” possono essere utilizzati retroattivamente, qualora più favorevoli al contribuente, per contrastare le presunzioni contenute nel vecchio paniere di beni e servizi sui quali si basano gli accertamenti anteriori al periodo d'imposta 2009. La pronuncia si pone in contrasto con il parere negativo dell'Agenzia delle Entrate che, anche nella recente circolare n. 1/E del 15 febbraio, aveva espressamente negato la possibilità di un utilizzo retroattivo del nuovo strumento su annualità antecedenti al 2009. E’ quindi, in questi giorni, più che mai evidente la querelle relativa alla legittimità del redditometro

MUTUI PRIMA CASA - Dal 27 aprile i disoccupati possono chiedere la sospensione delle rate - 22/04/2013
Dal prossimo 27 aprile sarà di nuovo operativo il Fondo di Solidarietà per i mutui prima casa del Ministero dell’Economia e delle Finanze, grazie al quale sarà possibile sospendere (per la durata massima di 18 mesi) il pagamento dell’intera rata del mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale. La sospensione che non comporta l’obbligo di versare commissioni o spese di istruttoria non richiede garanzie aggiuntive e viene concessa anche per i mutui che hanno già usufruito di altre sospensioni, purché queste ultime non determinino complessivamente una sospensione dell'ammortamento superiore a 18 mesi. La sospensione non può essere concessa per i mutui che abbiano almeno una delle seguenti caratteristiche: 1) ritardo nei pagamenti superiore a 90 giorni consecutivi al momento della presentazione della domanda da parte del mutuatario, oppure per i quali sia intervenuta la decadenza dal beneficio del termine o la risoluzione del contratto stesso (anche tramite notifica dell'atto di precetto) o sia stata avviata da terzi una procedura esecutiva sull'immobile ipotecato; 2) fruizione di agevolazioni pubbliche; 3) un'assicurazione a copertura del rischio che si verifichino gli eventi citati, purché tale assicurazione garantisca il rimborso almeno delle rate oggetto della sospensione e sia efficace nel periodo di sospensione stesso. La sospensione si applica ai mutui di importo non superiore a 250.000 euro, in ammortamento da almeno un anno, il cui titolare abbia un Isee non superiore a 30.000 euro e che, successivamente alla stipula del contratto e nei tre anni antecedenti alla richiesta di ammissione alla sospensione sia interessato da uno dei seguenti eventi: 1) cessazione del rapporto di lavoro subordinato (non dovuta a risoluzione consensuale o per limiti di età, licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, dimissioni del lavoratore non per giusta causa); 2) cessazione dei rapporti di lavoro di cui all'art. 409, n. 3), del c.p.c. (ma non per risoluzione consensuale, recesso datoriale per giusta causa, recesso del lavoratore non per giusta causa); 3) morte o riconoscimento di handicap grave o di invalidità civile non inferiore all'80 per cento. In casi di mutuo cointestato, gli eventi possono riferirsi anche ad uno solo dei mutuatari. Le domande dovranno essere presentate direttamente in banca, utilizzando la modulistica che sarà presto pubblicata sul sito www.mef.gov.it.

RISCOSSIONE - Pignoramenti possibili sull’intero conto corrente - 19/04/2013
Il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, durante le audizioni parlamentari sul decreto pagamenti, ha affermato che la mancanza di una norma esplicita che permetta agli istituti bancari di scorporare ciò che affluisce nei conti correnti, rende possibile il pignoramento di quanto presente a saldo su tali conti, nonostante i limiti di pignorabilità degli stipendi e degli altri emolumenti da parte dei concessionari della riscossione introdotti dal D.L. n. 16/2012. La posizione dell’Agenzia delle Entrate sembra più rigida di quella di Equitalia che applica i limiti alla pignorabilità degli stipendi quando il debitore riesce a provare che sul conto corrente in entrata transita solo l'accredito della pensione o lo stipendio. Equitalia e altri creditori hanno la facoltà di aggredire direttamente l'intera somma detenuta sul conto corrente del debitore piuttosto che avviare una procedura coattiva di pignoramento dello stipendio o della pensione.

IVA - Al via i “nuovi” rimborsi - 18/04/2013
Entro fine mese potrà essere presentata l'istanza per il rimborso o l'utilizzo in compensazione del credito IVA maturato nel primo trimestre 2013: la scadenza è infatti fissata per il prossimo 30 aprile. Con l’occasione verranno applicate le nuove disposizioni in materia di fatturazione delle operazioni extraterritoriali, in vigore dallo scorso 1° gennaio, che dovrebbero incidere negativamente sul conseguimento dei presupposti di accesso al rimborso infrannuale.

ADEMPIMENTI - Ufficializzata la proroga per lo spesometro 2012: ancora incerta la nuova scadenza - 17/04/2013
L’Agenzia delle Entrate, con un proprio comunicato, ha annunciato la proroga dello spesometro 2012. Tuttavia non è stata ancora definita una nuova scadenza. Pertanto, come espressamente riportato nel comunicato, la scadenza del 30 aprile per comunicare le operazioni rilevanti ai fini I.V.A. effettuate l'anno scorso «non è più valida» e arriverà un «successivo provvedimento del Direttore dell'Agenzia» per fissare un nuovo termine e approvare il nuovo Modello con il quale andrà effettuata la comunicazione. Il provvedimento conterrà anche una semplificazione per chi svolge attività di locazione e/o noleggio. Si ricorda che a seguito dell'entrata in vigore del D.L. 2 marzo 2012, n. 16, convertito con modifiche dalla L. 26 aprile 2012, n. 44, sono cambiate le modalità di invio dei dati delle operazioni rilevanti ai fini Iva relative al 2012 (c.d. spesometro). In particolare, per le operazioni effettuate dal 1° gennaio 2012 tra operatori economici (business to business) l’obbligo riguarda tutte le operazioni rilevanti ai fini Iva e quindi non più soltanto quelle pari o superiori ai 3.000 euro. Rimane invece a 3.600 euro la soglia per le comunicazioni relative alle operazioni business to consumer (per le quali non è obbligatoria l'emissione della fattura).

PREVIDENZA - Artigiani e commercianti: gli importi dei contributi da versare saranno online - 16/04/2013
L'INPS, a partire dall’anno 2013, non invierà più via posta le comunicazioni contenenti i dati e gli importi utili per il pagamento della contribuzione dovuta da artigiani e commercianti. Tali informazioni potranno essere facilmente prelevate, a cura del contribuente, tramite il cassetto previdenziale. Dal 30 aprile 2013, i dati relativi agli importi da pagare saranno messi a disposizione di artigiani e commercianti via internet, tramite il proprio cassetto previdenziale a cui si può accedere utilizzando il codice personale (Pin) rilasciato dall'INPS.

ANTIRICICLAGGIO - L’uso delle banconote da 200 e 500 euro sotto il controllo della Banca d’Italia - 15/04/2013
La Banca d'Italia, lo scorso 3 aprile, ha emanato le istruzioni per istituti creditizi e intermediari finanziari ai fini della corretta applicazione delle disposizioni antiriciclaggio. Il documento è stato reso disponibile nella giornata di ieri sul sito dell'Autorità di vigilanza e impatterà significativamente sui sistemi, le procedure e i rapporti con la clientela delle banche e degli intermediari finanziari italiani o operanti in Italia. In particolare emerge che gli elementi da considerare per la valutazione del rischio, ai sensi dell'articolo 20 del D.Lgs. n. 231 del 2007, sono: il cliente, il rapporto, l'operazione. Inoltre viene raccomandata una particolare attenzione che deve essere prestata dalle banche quando si trovano di fronte a clienti che utilizzino banconote di grosso taglio (500 euro e 200 euro) in quanto ciò presenta un maggiore rischio di riciclaggio e/o di finanziamento del terrorismo, agevolando il trasferimento di importi elevati e favorendo le transazioni finanziarie non tracciabili. Il provvedimento evidenzia che il ricorso frequente e per importi significativi a banconote di grosso taglio espone il possessore a rischi di furto, smarrimento, deterioramento e quindi risulta oggettivamente disincentivabile. Pertanto, in presenza di tali operazioni di deposito, prelievo o pagamento per importi unitari superiori a 2.500 euro, gli intermediari devono effettuare specifici approfondimenti, anche con il cliente, al fine di verificare le ragioni del comportamento. In mancanza di ragionevoli motivazioni scatta l'obbligo di astensione dall'effettuazione dell'operazione e/o dalla prosecuzione del rapporto continuativo.

IMMOBILI - Dichiarazione Imu: cambiano i termini di presentazione - 12/04/2013
L’art. 10, comma 4, lettera a) del D.L. n. 35/2013 sui pagamenti dei debiti della P.A. prevede una modifica rilevante nei termini di presentazione della dichiarazione Imu. La dichiarazione Imu potrà essere presentata entro il 30 giugno dell'anno successivo a quello in cui si è verificato l'evento da dichiarare. I termini di presentazione originariamente previsti dall'art. 13, comma 12-ter, del D.L. n. 201/2011 erano stabiliti in 90 giorni dalla data in cui si era verificato uno dei casi indicati nelle istruzioni ministeriali allegate al modello approvato con D.M. 30/10/2012. Questa modifica nella presentazione della dichiarazione avrà impatto anche sui termini di ravvedimento.

DECRETO PAGAMENTI - Estesa la compensazione dei crediti commerciali verso la PA ad altri istituti tributari - 11/04/2013
Il D.L. n. 35/2013 ha previsto un’estensione della compensazione dei crediti commerciali verso la P.A. per il pagamento dei debiti tributari. Dal 1° gennaio 2011, è già possibile compensare i crediti commerciali verso la P.A. con i debiti tributari riguardanti le somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo e con l'osservanza di un’apposita procedura stabilita dal decreto 25 giugno 2012. Il decreto pagamenti estende tale possibilità di compensazione ai seguenti istituti tributari: adesione all'accertamento ai fini delle imposte dirette e dell'Iva; adesione all'invito a comparire; adesione al verbale di constatazione; adesione all'accertamento ai fini delle imposte di registro, di successione e donazione, ipocatastali; acquiescenza all'accertamento dei medesimi tributi; definizione agevolata delle sanzioni tributarie; conciliazione giudiziale; mediazione.

ACCERTAMENTO - Nuovi paletti all’esterovestizione - 10/04/2013
La sesta sezione penale della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16154 dell'8 aprile 2013, ha stabilito che l'obbligo di presentazione in Italia della dichiarazione dei redditi per le società con sede all'estero esiste anche quando nel nostro Paese si verifica la programmazione di tutti gli atti necessari al raggiungimento del fine sociale. Tale obbligo sussiste quando una società abbia stabile organizzazione in Italia, il che si verifica quando si svolgono sul territorio nazionale la gestione amministrativa e la programmazione di tutti gli atti necessari affinché sia raggiunto il fine sociale, non rilevando né la sede legale né il luogo di adempimento degli obblighi contrattuali e dell'espletamento dei servizi. Il caso esaminato riguardava una società di autonoleggio con sede in Germania, che svolgeva l’attività di commercializzazione in Italia.

SOCIETA’ TRA PROFESSIONISTI - Precisi obblighi informativi verso il cliente - 09/04/2013
Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale che disciplina le società tra professionisti iscritti ad un albo. Tra le importanti novità del provvedimento, si segnala che la normativa impone a tali società precisi obblighi di informazione nei confronti del cliente, al fine di garantire che tutte le prestazioni siano eseguite da soci in possesso dei requisiti richiesti. Pertanto la società, “al momento del primo contatto con il cliente”, deve fornire a quest’ultimo, anche tramite un socio professionista, informazioni sul diritto del cliente di chiedere che l'esecuzione dell'incarico conferito alla società sia affidata ad uno o più professionisti da lui scelti, sulla possibilità che l'incarico conferito alla società sia eseguito da ciascun socio in possesso dei requisiti per l'esercizio dell'attività professionale, nonché sull’esistenza di conflitti d'interesse tra cliente e società (anche a causa della presenza di soci con finalità d'investimento). In materia di maggioranze deliberative richieste nelle assemblee delle STP, viene evidenziato che il legislatore ha disposto che «in ogni caso il numero dei soci professionisti e la partecipazione al capitale sociale dei professionisti deve essere tale da determinare la maggioranza di due terzi nelle deliberazioni o decisioni dei soci; il venir meno di tale condizione costituisce causa di scioglimento della società e il consiglio dell'Ordine o collegio professionale presso il quale è iscritta la società procede alla cancellazione della stessa dall'Albo, salvo che la società non abbia provveduto a ristabilire la prevalenza dei soci professionisti nel termine perentorio di sei mesi».

CONTENZIOSO TRIBUTARIO - Con l’impugnazione parziale vengono “fermati” i tempi dell’accertamento - 08/04/2013
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8218 del 4 aprile, ha stabilito che, qualora l'accertamento venga impugnato solo in parte, diventa definitivo per le rettifiche non oggetto di ricorso. Di conseguenza, a pena di decadenza, l’Amministrazione deve richiedere tali somme notificando la cartella di pagamento entro il 31 dicembre del secondo anno successivo. In particolare, la Suprema Corte ha precisato che tra gli accertamenti definitivi sono ricomprese anche le somme parziali che il contribuente non ha impugnato all'interno di un atto oggetto, per la restante parte, di ricorso: queste somme devono essere iscritte immediatamente a ruolo e riscosse nei termini previsti al momento in cui si svolgono i fatti.

LAVORO - Anche gli straordinari possono essere detassati - 05/04/2013
Nella giornata di ieri il Ministero del Lavoro ha diffuso la circolare n. 15/2013 in materia di detassazione delle somme corrisposte per incrementare la produttività che scontano l'aliquota del 10 per cento nei limiti di 2.500 euro l'anno. In particolare è stato precisato che anche gli straordinari possono essere oggetto di detassazione a condizione che siano previsti espressamente in un accordo di secondo livello e legati a indici quantitativi. Nel rispetto, poi, delle disposizioni contenute nel D.P.C.M. 22 gennaio 2013 possono essere oggetto di detassazione due tipologie di somme che debbono essere alternativamente adottate: la prima tipologia racchiude tutte le somme erogate, in esecuzione di contratti, con espresso riferimento ad indicatori quantitativi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione, la seconda tipologia è rappresentata invece da somme erogate per effetto di una distribuzione degli orari di lavoro esistenti in azienda, ovvero da indennità corrisposte, ad esempio, per una prestazione resa la domenica o in un giorno festivo.

LAVORO - Voucher per l'acquisto di baby sitting, chiarimenti dall'Inps - 02/04/2013
L’Inps, con la circolare n. 48 del 28 marzo 2013, ha fornito le modalità operative per richiedere da parte delle madri lavoratrici, al termine del congedo di maternità e in alternativa al congedo parentale, i voucher per l’acquisto di servizi di baby sitting, ovvero un contributo per fare fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l'infanzia o dei servizi privati accreditati, da utilizzare negli undici mesi successivi al congedo obbligatorio. Al beneficio possono accedere esclusivamente le madri, anche adottive o affidatarie, sia lavoratrici dipendenti, sia iscritte alla gestione separata per i bambini già nati (o entrati in famiglia o in Italia) o quelli la cui data presunta del parto è fissata entro i quattro mesi successivi alla scadenza del bando per la presentazione della domanda. L’importo del contributo è di 300,00 euro mensili ed è erogato per un periodo massimo di sei mesi, divisibile solo per frazioni mensili intere, in alternativa alla fruizione del congedo parentale, comportando conseguentemente la rinuncia dello stesso da parte della lavoratrice.

PROCESSO TRIBUTARIO - Il divieto di prova testimoniale nel processo tributario va interpretato con elasticità - 29/03/2013
La Sezione tributaria della Corte di cassazione, con la sentenza n. 7707 depositata il 27 marzo 2013, ha precisato che il divieto di prova testimoniale nel processo tributario previsto dall'art. 7 del D.Lgs. n. 546/1992 va interpretato con elasticità. Nel caso esaminato è stata ritenuta ammissibile anche una dichiarazione del padre del contribuente a difesa del figlio in quanto suffragata da almeno un altro elemento di riscontro. L'Agenzia delle Entrate aveva inviato un avviso di accertamento, ritenendo eccessivo un investimento patrimoniale effettuato dal contribuente rispetto al reddito denunciato. Il contribuente si era difeso argomentando che i mezzi per l'investimento gli erano stati procurati dal padre mediante un finanziamento bancario e portando come prova la dichiarazione del padre e la relativa certificazione bancaria dell'apertura di credito.

ACCERTAMENTO - Indagini finanziarie: anche le cassette di sicurezza nel mirino del fisco - 28/03/2013
Nel corso del Convegno dell'Afin (Associazione finanziarie italiane), avente ad oggetto l'entrata in vigore della nuova anagrafe tributaria, tenutosi ieri, i funzionari dell’Agenzia delle Entrate presenti hanno fornito alcuni chiarimenti operativi con riferimento ai dati che gli operatori finanziari dovranno trasmettere al fisco. L’Amministrazione finanziaria terrà sotto controllo anche le cassette di sicurezza chiedendo dati riferiti sia alla frequenza degli accessi, sia agli importi dell'eventuale massimale assicurativo. Il termine per la cancellazione dei dati raccolti dall’anagrafe tributaria è fissato in sei anni, a meno che, prima dello scadere di tale termine, non sia sorto un contenzioso, avente ad oggetto la veridicità dei dati medesimi.

IVA - Le novità 2013 in tema di fatturazione - 20/03/2013
La Fondazione Accademia romana di ragioneria «Giorgio Di Giuliomaria», con la nota operativa n. 1/2013, ha illustrato le novità in tema di fatturazione, dopo gli interventi effettuati con la Legge di Stabilità 2013 (legge n. 228/2012). In particolare emerge che le operazioni non rilevanti sul territorio dello Stato devono essere sempre fatturate, se soggette all'inversione contabile nel Paese comunitario dove l'operazione è eseguita. Con riferimento alla fattura cosiddetta «semplificata» (ovvero quella emessa per un ammontare non superiore a 100 euro), viene precisato che gli obbligati all'emissione potranno riportare nel documento il totale dell'operazione e l'aliquota IVA applicata, senza indicare l'imposta dovuta, con la conseguenza che il soggetto ricevente dovrà, ai fini di eseguire correttamente la liquidazione periodica, scorporare l’IVA dal totale indicato. Tuttavia, il documento semplificato non può essere emesso per le cessioni comunitarie, di cui all'articolo 41 del D.L. n. 331 del 1993 e per le medesime cessioni assoggettabili all'inversione contabile («reverse charge»). Invece, con riferimento alle operazioni cosiddette «extraterritoriali» (ovvero per quelle operazioni non territorialmente rilevanti in Italia), i soggetti passivi hanno comunque l'obbligo di emettere la fattura sia quando l’IVA è dovuta dal soggetto passivo residente in altro Paese UE che quando l'imposta non è dovuta: le operazioni in cui l'imposta è dovuta sono soggette all'inversione contabile che deve essere indicata in luogo del tributo.

IMPOSTE DIRETTE - I beni concessi in godimento ai soci sono da gestire già in Unico 2013 - 19/03/2013
Indipendentemente dalla proroga probabile del termine per l'invio telematico delle comunicazioni dei beni concessi in godimento a soci e familiari, il socio o il familiare utilizzatore dei beni societari dovrà indicare nel nuovo rigo RL10 la nuova fattispecie di reddito diverso prevista dall'articolo 67, primo comma pari alla differenza fra il valore di mercato ed il corrispettivo annuo pattuito per la concessione in godimento dei beni d'impresa. Il processo di determinazione di tale reddito si presenta complesso e richiede più fasi di approfondimento. Ad esempio con riferimento alla concessione in godimento di auto aziendali, occorrerà preliminarmente individuare la differenza fra il 30 per cento dell'importo di una percorrenza convenzionale annua di 15mila chilometri calcolato sulla base delle tariffe Aci relative al tipo di autovettura ed il corrispettivo eventualmente pattuito e pagato dal socio o dal familiare per tale utilizzo. Tale differenza se positiva andrà inoltre sterilizzata da quanto imputato al socio utilizzatore per trasparenza in misura corrispondente all'ammontare dei costi non ammessi in deduzione per effetto della percentuale di forfettizzazione dei costi degli autoveicoli prevista dall'art. 164 del TUIR.

ACCERTAMENTO - Il saldo contabile negativo del conto cassa è una presunzione di maggior ricavi non dichiarati - 18/03/2013
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4713/2013 depositata il 25 febbraio 2013, ha stabilito che sono presumibili maggiori ricavi occulti, idonei a legittimare l'avviso di accertamento, quando si è in presenza di un saldo contabile negativo del conto cassa. Una chiusura di cassa con segno negativo oltre a rappresentare un'anomalia contabile, denota sostanzialmente l'omessa contabilizzazione di un'attività equivalente al disavanzo presente. È onere del contribuente dimostrare che tale saldo negativo di cassa sia imputabile ad errori di registrazione in contabilità.

IMPOSTE DIRETTE - Le società fra professionisti senza una disciplina tributaria ad hoc - 11/03/2013
La relazione di accompagnamento alla bozza del provvedimento attuativo riguardante le società fra professionisti, in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dà conferma che non è stata prevista una disciplina di natura tributaria e contributiva ad hoc per tale aggregazione professionale introdotta dalla legge n. 183/2011. Il reddito prodotto dagli esercenti attività professionali non dovrebbe essere considerato in ogni caso d'impresa ma di lavoro autonomo da determinarsi pertanto come contrapposizione tra i compensi percepiti e i costi inerenti sostenuti, con alcune integrazioni (quali ad esempio ammortamenti e trattamento fine rapporto dipendenti). Anche ai fini Irap dovrebbe essere utilizzato il principio di cassa al posto di quello di competenza.

SOCIETÀ E IMPRESE - Il notariato di Milano interpreta le nuove s.r.l. “minori” - 08/03/2013
La commissione Società del Consiglio Notarile di Milano ha approvato sei massime per risolvere i dubbi interpretativi sorti nei primi mesi di applicazione dei due nuovi tipi di s.r.l. semplificata e a capitale ridotto previsti dall'articolo 2643-bis del Codice Civile e dall'art. 44 del D.L. n. 83 del 2012. Si spazia dalla possibilità di un aumento di capitale sociale anche in natura, all’ammissibilità di trasformazione regressiva da s.r.l. ordinaria. Sarà possibile inoltre inserire clausole convenzionali nel modello di atto costitutivo standard. Particolare attenzione è stata dedicata nell'affermare l'applicabilità alle s.r.l. minori della disciplina civilistica della «riduzione del capitale per perdite» di cui agli artt. 2482-bis del Codice Civile (riduzione obbligatoria in caso di perdite oltre il terzo) e 2482-ter del Codice Civile (perdite al di sotto del minimo legale). A tal proposito, il notariato puntualizza che il parametro del capitale di riferimento è ovviamente più basso (minimo legale è 1 euro), ma le conseguenze delle perdite sono le medesime.

RISCOSSIONE - Sulla notifica della cartella di pagamento le Entrate si adeguano alla Corte Costituzionale - 07/03/2013
Cambia la relata di notifica della cartella di pagamento (approvata con il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate 3 luglio 2012, n. 100148): nella nuova versione viene infatti specificato che in caso di temporanea assenza, o incapacità o rifiuto delle persone legittimate a ricevere gli atti in luogo del destinatario si procede alla notifica mediante deposito dell’atto nella casa comunale, affissione dell’avviso di deposito in busta chiusa e sigillata alla casa di abitazione, ufficio o azienda del contribuente e invio di raccomandata con avviso di ricevimento per informare il contribuente degli adempimenti effettuati. Lo prevede un provvedimento che recepisce in tal senso le indicazioni formulate dalla Corte Costituzionale con la sentenza 19 novembre 2012, n. 258.

IVA - Al 10 per cento per la revisione periodica degli impianti di riscaldamento - 06/03/2013
La revisione periodica obbligatoria degli impianti di riscaldamento, condominiali o ad uso esclusivo, installati in fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata, e il controllo delle emissioni degli stessi, sono prestazioni soggette all’Iva agevolata del 10 per cento, in quanto rappresentano interventi di manutenzione ordinaria, ai sensi dell’art. 7, comma 1, lettera b), della Finanziaria 2000 (L. 23 dicembre 1999, n. 488). Si tratta in particolare delle attività prescritte dal D.Lgs. 19 agosto 2005, n. 192 e dal D.Lgs. 29 dicembre 2006, n. 311. Le Entrate precisano peraltro che l’agevolazione non si applica ai contratti aventi ad oggetto, oltre alla manutenzione ordinaria, anche prestazioni ulteriori - come ad esempio la copertura assicurativa della responsabilità civile verso terzi - per le quali non sia indicato un corrispettivo distinto (sul punto si rinvia alla Circolare Ministero Finanze 7 aprile 2000, n. 71). Il prestatore di servizi potrà chiedere (nel termine biennale di cui all’art. 21 del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, decorrente dalla data del versamento) il rimborso dell’Iva addebitata agli utenti in misura superiore al 10 per cento se dimostra la restituzione dell’imposta agli utenti stessi; a tal fine non è possibile comunque effettuare note di variazione delle fatture.

IMPRESE - Responsabilità solidale per gli appalti: arrivano nuovi chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate - 05/03/2013
L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 2/E del 1° marzo 2013, ha fornito nuovi chiarimenti in materia di responsabilità solidale negli appalti ex art. 13-ter del D.L. n. 83 del 2011. È stato precisato che sono escluse dal campo di applicazione delle nuove disposizioni normative le tipologie contrattuali diverse dal contratto di appalto di opere e servizi quali, ad esempio: gli appalti di fornitura dei beni; il contratto d’opera; il contratto di trasporto; il contratto di subfornitura disciplinato dalla legge n. 192/1998; le prestazioni rese nell’ambito del rapporto consortile. Le persone fisiche prive di soggettività passiva ai fini Iva e i condomini sono esclusi dall’applicazione della nuova normativa sulla responsabilità solidale negli appalti.

IVA - Un soggetto passivo Iva non è tale esclusivamente per le attività che dichiara quali attività abituali - 04/03/2013
L'avvocato generale presso la Corte di Giustizia UE ha depositato il 28 febbraio 2013 un parere riguardante il procedimento pregiudiziale C-62/12 in merito al trattamento Iva di un'operazione occasionale completamente estranea all'oggetto dell’attività professionale svolta da un soggetto passivo Iva. Il caso esaminato riguardava un soggetto passivo Iva che svolge l'attività di ufficiale giudiziario, in forma di lavoro autonomo, che aveva reso una prestazione di servizi, in qualità di mandatario, nei confronti di una società, per un acquisto immobiliare, a fronte della quale aveva percepito un compenso su cui non aveva versato l'Iva, ritenendo trattarsi di un'operazione occasionale. Secondo l’avvocato generale un soggetto passivo Iva non è tale esclusivamente per le attività che dichiara abituali, ma per qualsiasi attività retribuita che rientra nella definizione di attività economica fornita dalla direttiva Iva. La direttiva Iva non prevede in materia di assoggettamento alcuna eccezione per le attività occasionali esercitate da soggetti passivi se le medesime non rientrano nella sfera delle loro attività private o non vengono svolte nell'ambito dell'amministrazione del loro patrimonio privato.

RISCOSSIONE - L’avviso di iscrizione di ipoteca deve contenere il termine e la modalità di impugnazione - 28/02/2013
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4777 del 26 febbraio 2013, ha ritenuto invalido l’avviso di iscrizione di ipoteca non contenente i termini e modalità per l'impugnazione. I giudici hanno ritenuto applicabile all’avviso di iscrizione di ipoteca l'art. 3, comma 4 della legge n. 241/1990 che prevede una serie di disposizioni a tutela del cittadino nei rapporti con la pubblica amministrazione. Tali prescrizioni vanno applicate anche ai rapporti con l'Amministrazione finanziaria.

DIRITTO FALLIMENTARE - Sospesi gli obblighi di ricapitalizzazione della società in perdita se presenta domanda di concordato preventivo - 27/02/2013
Con la chiusura dei bilanci 2012, trova applicazione per la prima volta la sospensione delle norme del Codice civile in materia di perdite e capitale, prevista dal nuovo articolo 182 sexies della legge fallimentare introdotto dal D.L. n. 83/2012. La nuova disposizione introduce un’ipotesi di sospensione degli obblighi di ricapitalizzazione previsti dalla normativa civilistica in materia di società per azioni e a responsabilità limitata, prevedendo altresì l’inoperatività della relativa causa di scioglimento prevista per la riduzione del capitale al di sotto del limite minimo di capitale previsto per tali società (art. 2484 n. 4 c.c.) e quella prevista per la perdita integrale del capitale nelle cooperative (art. 2545-duodecies c.c.). Tale sospensione opera quando la società deposita una domanda di concordato preventivo o una domanda di omologazione di un accordo di ristrutturazione ex art. 182-bis comma 1 della legge fallimentare o una proposta di accordo di ristrutturazione ex art. 182-bis comma 6. Assonime, con la circolare 4/2013, ha chiarito che, trattandosi di mera sospensione e non di una soppressione delle previsioni del codice civile, il piano di concordato dovrà prevedere che al giorno dell'omologazione la società sia dotata di un capitale sociale almeno pari al minimo di legge.

IMPOSTE DIRETTE - Per l’omissione dei “costi black list” le sanzioni sono sempre del 10 per cento - 26/02/2013
In materia di determinazione del reddito di impresa ci si sofferma sui recenti chiarimenti diffusi con la circolare n. 1/E del 2013 (circolare Telefisco 2013). In particolare in questa circolare l’Agenzia delle Entrate ha affrontato, tra l’altro, il caso di chi ha omesso di indicare separatamente nel Modello Unico, in tutto o in parte, i costi sostenuti nei confronti di operatori in paradisi fiscali e non ha presentato la dichiarazione integrativa con l'indicazione dei costi o l'ha presentata solo dopo l'inizio dei controlli. Per tale situazione viene chiarito che l’omissione può generare una sanzione del 10 per cento, indipendentemente dalla sussistenza delle prove per disapplicare la norma antielusiva. In particolare, l'Agenzia delle Entrate richiama la circolare n. 46/E/2009 (paragrafo 4.2) che aveva chiarito che a tale fattispecie si applica la sanzione proporzionale (articolo 8, comma 3-bis, del D.Lgs. n. 471 del 1997) nella misura del 10 per cento dell'importo complessivo dei costi non indicati separatamente, da un minimo di 500 euro a un massimo di 50.000 euro. L'omessa segnalazione dei costi nel Modello Unico non ne comporta l'indeducibilità a patto che l'impresa residente dimostri la sussistenza di una delle esimenti previste dall'articolo 110 del TUIR e, cioè, che le imprese estere svolgono prevalentemente un'attività commerciale effettiva o che le operazioni poste in essere rispondono ad un effettivo interesse economico e hanno avuto concreta esecuzione. Qualora, invece, il contribuente non sia in grado di fornire questa prova, oltre alla sanzione del 10 per cento scatta l'indeducibilità dei costi con l'ulteriore sanzione per infedele dichiarazione che va dal 100 al 200 per cento della maggiore imposta accertata.

ADEMPIMENTI - L’opzione per la modalità di determinazione della base imponibile IRAP impone un attento esame sui costi - 25/02/2013
Scade il prossimo 1° marzo il termine a disposizione delle imprese individuali e delle società di persone in contabilità ordinaria per effettuare l'opzione che consente di abbandonare la determinazione della base imponibile IRAP con il metodo “fiscale” per applicare quello “da bilancio”, caratteristico delle società di capitali. La facoltà di esercitare l'opzione, che vincola per il triennio 2013-2015, deve essere ponderata alla luce delle novità riguardanti la determinazione del reddito d'impresa, in particolare i costi auto e i canoni leasing. Infatti, per calcolare la convenienza dell'opzione un primo, importante, elemento è dato dai costi parzialmente indeducibili ai fini IRPEF, che l'impresa può facilmente rilevare dal quadro RF del Modello Unico tra le variazioni in aumento (spese per veicoli a motore, telefoniche, alberghiere e di ristorazione, ecc.): qualora nel regime naturale essi siano irrilevanti anche ai fini IRAP, optando per il regime dei soggetti IRES, molti di questi oneri concorreranno a ridurre la base imponibile del tributo regionale, in quanto assunti nella loro (corretta) dimensione civilistica.

DICHIARAZIONI - Il Quadro RW richiede dati già in possesso all’A.F. - 21/02/2013
Il Quadro RW del Modello Unico ha ormai perso la propria funzione di trasmettere informazioni sugli investimenti all'estero, in considerazione del fatto che l’Amministrazione finanziaria riceve per altri canali le informazioni di cui necessita. I dati relativi a trasferimenti da, verso l'estero o sull'estero, diversi da quelle connessi ad investimenti all'estero, sono rilevati e comunicati dagli intermediari residenti unitamente agli acquisti e vendite di certificati in serie o di massa o di titoli esteri (articolo 1 del D.L. n. 167 del 1990). Inoltre, se il contribuente, anziché avvalersi degli intermediari residenti, entra nel territorio nazionale o ne esce trasportando denaro contante, strumenti al portatore e assegni, deve dichiarare il flusso all'Agenzia delle Dogane (articolo 3 del D.Lgs. n. 195 del 2008). Attualmente non vengono tracciate solo le operazioni eseguite sull'estero ma, dato che tali operazioni presuppongono un rapporto con un intermediario finanziario locale, potrebbe essere sufficiente chiedere al contribuente di indicare nel Modello Unico gli estremi del conto all'estero, almeno in tutti i casi in cui questo si trovi in uno Stato europeo o comunque white list. Viene evidenziato, infine, che le uniche informazioni contenute nel Quadro RW non già note al Fisco sono in definitiva quelle relative alle attività patrimoniali che non producono effettivamente redditi imponibili. Per questi motivi diventa sempre più pressante l'esigenza di un intervento di semplificazione sul sistema del monitoraggio fiscale che attualmente incombe sul contribuente.

ACCERTAMENTO - L’antieconomicità delle spese è un tema “caldo” all’A.F. che frequentemente le rettifica - 20/02/2013
Si pone l’attenzione sulle rettifiche basate sull'antieconomicità delle spese che, nei rapporti tra Fisco e contribuenti, sono sempre più frequenti. Inoltre, l’antieconomicità a volte viene “corroborata” anche dall'abuso del diritto, come risulta dalla risoluzione n. 113/E delle Entrate e dalla recente sentenza della Corte di Cassazione n. 3243/2013 dell'11 febbraio. La questione dell'antieconomicità può essere tradotta nella possibilità che l’Amministrazione finanziaria ha nel sindacare la congruità delle spese e dei costi sostenuti dall'imprenditore (ad esempio, i compensi degli amministratori), così che, quando li ritiene troppo alti o sproporzionati, può procedere alla rettifica dei componenti negativi.

DIRITTO PENALE TRIBUTARIO - Il contribuente che non esibisce il preliminare di vendita di un immobile può integrare il delitto di occultamento delle scritture contabili - 19/02/2013
L’Agenzia delle Entrate, con una recente direttiva del 12 febbraio 2013 emanata dalla direzione centrale Affari legali, ha invitato i propri uffici periferici ad uniformarsi al recente orientamento della Corte di Cassazione, secondo il quale il comportamento del contribuente che non esibisce il preliminare può integrare il grave delitto di occultamento delle scritture contabili. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 36624 del 21 settembre 2012, ha ritenuto colpevole di occultamento o distruzione delle scritture contabili il rappresentante di una immobiliare che non aveva conservato i preliminari di vendita degli immobili. L'articolo 2214 del codice civile dispone l'obbligo di tenere le altre scritture che siano richieste dalla natura e dalle dimensioni dell'impresa e in tale categoria vanno ricompresi i contratti preliminari di compravendita degli immobili stipulati dall'impresa.

ADEMPIMENTI - Dichiarazione di successione senza estratti catastali allegati - 15/02/2013
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 11/E del 13 febbraio 2013, ha precisato che i dati catastali relativi agli immobili oggetto della dichiarazione di successione devono essere acquisiti d’ufficio dall’Agenzia delle Entrate e che pertanto i contribuenti non sono più tenuti ad allegare alla dichiarazione di successione gli “estratti catastali” come previsto dall’articolo 30, comma 1, lettera e), del D. Lgs. n. 346/1990. Gli uffici dell’Agenzia delle Entrate che ricevono le dichiarazioni di successione possono accedere, mediante il Sistema Informatico dell’Amministrazione finanziaria, all'applicazione “Sister”, che consente il servizio telematico di visura catastale e la consultazione dei dati presenti negli archivi catastali.

IVA - Sul secondo veicolo del professionista a volte è possibile detrarre l’IVA - 12/02/2013
La Direzione Regionale delle Entrate della Toscana, con la nota protocollo n. 911-4942/2013, ha precisato che è possibile detrarre l’IVA relativa alla seconda autovettura intestata al professionista che esercita l'attività in forma individuale. Nella risposta, fornita a seguito di uno specifico quesito formulato dall'ODCEC di Pistoia, la DRE ha ritenuto che la detrazione IVA nella misura del 40 per cento sia, in ogni caso, strettamente connessa alla sussistenza del requisito dell'inerenza, cioè alla dimostrazione, da parte del contribuente, dell'effettivo impiego del bene nell'ambito dell'attività esercitata e che la verifica delle suddette condizioni, concernendo l'esame di elementi di fatto, richiederà una valutazione, caso per caso, da parte dell'Ufficio: in altre parole, ai fini delle imposte dirette, vi è una presunzione assoluta che impedisce il riconoscimento fiscale di più automezzi mentre, ai fini IVA, sembra vi sia un margine di tolleranza.

IVA - In alcuni casi l’autoconsumo dell’immobile strumentale impone il versamento dell’IVA - 11/02/2013
Si evidenzia la possibilità di cedere gli immobili strumentali in esenzione da IVA anche a soggetti privati, ai sensi dell'articolo 10, punto 8 ter), del D.P.R. n. 633 del 1972. Tale disposizione favorisce l'estromissione dei predetti immobili dalla sfera dell'impresa o l'assegnazione ai soci, fatte salve le conseguenze in ordine al realizzo della plusvalenza in materia di imposte dirette. In particolare, si sottolinea, che l'autoconsumo di un fabbricato strumentale in regime di esenzione prima che siano decorsi 10 anni comporta l'obbligo della rettifica della detrazione ai sensi dell'articolo 19 bis2 del decreto IVA e, altresì, l'onere del versamento dell'imposta a debito risultante dalla rettifica non viene meno se all'atto dell'acquisto l'imposta è stata detratta con il meccanismo del reverse charge.

ACCERTAMENTO - Aggiornate le linee guida dell’Agenzia delle Entrate per i controlli - 08/02/2013
L’Agenzia delle Entrate ha aggiornato le 96 metodologie di controllo predisposte a suo tempo e ha elaborato una nuova metodologia di controllo nei confronti degli autonoleggi. Dalle nuove integrazioni effettuate emerge una maggior attenzione al nuovo reato di omessa esibizione di documenti (o di trasmissione di atti in tutto o in parte falsi) e al rispetto della normativa sul lavoro. Infatti viene ricordata la previsione (articolo 11, comma 1, del D.L. n. 201 del 2011) di un nuovo illecito penale che può emergere in fase di controllo documentale e, segnatamente, in fase di ispezione che ha come finalità la verifica della corretta istituzione, tenuta e conservazione delle scritture, nonché la loro complessiva attendibilità, anche nella prospettiva di una possibile rideterminazione induttiva di reddito e volume d'affari: tale fattispecie riguarda chiunque esibisce o trasmette all’Amministrazione finanziaria atti o documenti falsi ovvero comunica notizie non rispondenti al vero.

IMPOSTE DIRETTE - Se il credito è prescritto è sempre deducibile - 07/02/2013
In vista della chiusura dei bilanci 2012, si presenta un quadro riassuntivo delle novità in tema di deduzione delle perdite su crediti (articolo 101, comma 5, del TUIR), già in vigore per il periodo di imposta 2012. L’attività è pianificabile con la sequenza di tre flussi: considerare le perdite su crediti che risultano da elementi certi e precisi: in tal caso occorre rilevare la perdita in Conto Economico e nessuna variazione andrà effettuata nella dichiarazione dei redditi, dato che la perdita è integralmente deducibile; esaminare i crediti di importo modesto: in questa fattispecie, per i quali non esistono “pezze giustificative" della perdita, è opportuno isolare i crediti che non superano i 2.500 euro (5.000 se il volume d'affari o di ricavi nel 2012 ha superato i 100 milioni di euro) e, come fase finale; considerare i crediti di maggior valore: in tal caso, se risultano prescritti alla chiusura del periodo di imposta, possono essere portati a perdita con piena valenza ai fini fiscali.

IVA - Sullo spesometro permangono ancora incertezze tra gli operatori professionali - 06/02/2013
Lo spesometro pone ancora alcuni dubbi. Un primo punto critico è il riepilogo delle operazioni per le quali la fattura è emessa su base volontaria. Infatti la comunicazione riguarda tutte le transazioni rilevanti ai fini IVA per le quali è previsto l'obbligo di fattura, a prescindere dall'ammontare della fattura stessa. Tuttavia, quando un operatore provvede di propria iniziativa a rilasciare la fattura, con tale atto determina autonomamente la necessità di inserire il documento nell'elenco. Una diversa conclusione creerebbe una discrepanza fra i dati comunicati dal fornitore e quelli trasmessi dal cliente, siccome tale ultimo soggetto quando viene in possesso della fattura è tenuto a inserirla nella propria comunicazione e, qualora si esonerasse dal medesimo adempimento il fornitore, sarebbe impossibile provvedere all'incrocio dei dati, vanificando la finalità antievasiva dello stesso spesometro. Inoltre, un altro punto di incertezza attiene la modalità di comunicazione dei dati: in particolare sarebbe opportuno un chiarimento dell’Amministrazione sull’ammissibilità di una modalità "puntuale" di trasmissione dei dati (tutte le operazioni attive e passive effettuate con ciascun cliente e fornitore) e viene altresì evidenziato che sarebbe utile che i dati relativi a tante fatture di importo inferiore a 300 euro potessero essere inglobate e comunicate, a scelta del contribuente, attraverso un singolo documento riepilogativo (come quello previsto dal D.P.R. n. 695 del 1996), anziché essere trasmesse una ad una.

ADEMPIMENTI - Definitivi i modelli di dichiarazione dei redditi Unico e Irap 2013 - 05/02/2013
Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, con provvedimenti direttoriali del 31 gennaio 2013, ha approvato in via definitiva i seguenti modelli dichiarativi relativi al periodo d’imposta 2012: Unico 2013 persone fisiche; Unico 2013 società di capitali; Unico 2013 società di persone; Unico 2013 enti non commerciali; Modello 2013 consolidato nazionale e mondiale; Irap 2013. Rispetto alle novità già evidenziate nelle bozze rese da tempo disponibili dei vari modelli non sono state introdotte ulteriori modifiche significative. Nel modello Unico persone fisiche le novità più rilevanti riguardano il quadro fabbricati per tener conto della disciplina Imu e il nuovo quadro denominato LM per gestire il nuovo regime di vantaggio per l'imprenditoria giovanile e i lavoratori in mobilità. Nei modelli Unico 2013 società di persone e società di capitali si segnala l'inserimento nei quadri dedicati alle società non operative, delle nuove casistiche di disapplicazione automatica della disciplina applicabili alle società in perdita sistemica.

PROFESSIONI - Pronte le regole per le società fra professionisti - 04/02/2013
Dopo il parere del Consiglio di Stato, il Ministero della Giustizia ha messo a punto la versione definitiva del provvedimento previsto dalla legge n. 183/2011, che regolamenta le società fra professionisti. Il provvedimento è ora al vaglio del Ministero dell’Economia. Non rientrano nell’ambito del provvedimento gli ordini degli avvocati e dei notai. In tema degli oneri informativi verso il cliente posti a carico della società fra professionisti il provvedimento prevede: il diritto del cliente di chiedere che l'esecuzione dell'incarico conferito alla società sia affidata ad uno o più professionisti da lui scelti; la possibilità che l'incarico professionale conferito alla società sia eseguito da ciascun socio in possesso dei requisiti per l'esercizio dell'attività professionale. La società fra professionisti deve consegnare al cliente l'elenco scritto dei singoli soci professionisti con l'indicazione dei titoli e delle qualifiche professionali e la lista dei soci con finalità d'investimento. La prova dell'adempimento dell'obbligo deve risultare in forma scritta.

ADEMPIMENTI - Il passaggio dalla scheda carburante al sistema elettronico è ammissibile anche in corso d'anno - 01/02/2013
Il D.L. n. 70/2011 ha previsto la possibilità di esonero dall'obbligo della tenuta della scheda carburanti per i soggetti passivi Iva che effettuano gli acquisti di benzina esclusivamente mediante carte di credito, di debito o prepagate emesse da operatori finanziari soggetti agli obblighi di tracciabilità permettendo la dematerializzazione del nuovo documento di certificazione contenente gli acquisti di carburante effettuati. Nel corso di Telefisco svoltosi ieri è stato chiarito dall’Agenzia delle Entrate che il passaggio dalla scheda carburante al sistema elettronico è ammissibile anche in corso d'anno purché quest'ultima modalità diventi l'unica utilizzata per la contabilizzazione dei rifornimenti. Lo strumento di pagamento deve essere intestato al soggetto che esercita l'attività economica e l'estratto conto rilasciato dall'emittente deve presentare tutti gli elementi necessari per l'individuazione dell'acquisto, quali, ad esempio, la data ed il soggetto presso il quale è effettuato il rifornimento, nonché l'ammontare del relativo corrispettivo.

RISCOSSIONE - Non aggredibile un bene compreso in un fondo patrimoniale per debito da una dichiarazione presentata in forma congiunta - 31/01/2013
Il Tribunale di Ferrara, con la sentenza n. 9 del 2012, ha stabilito che non è aggredibile ai fini della riscossione delle imposte, un bene compreso in un fondo patrimoniale quando l'origine del debito deriva da una dichiarazione dei redditi presentata in forma congiunta e si dimostra che il debito tributario non sia stato contratto per il soddisfacimento delle esigenze della famiglia. Nel caso esaminato il debito tributario era sorto per il fatto che il coniuge fosse stato chiamato da Equitalia a rispondere in via solidale di un debito sorto a seguito della presentazione di una dichiarazione dei redditi in forma congiunta. Non è stato però possibile affermare che il debito tributario fosse stato contratto per il soddisfacimento delle esigenze della famiglia discendendo, unicamente, dalla posizione della parte nei confronti della quale era stato richiesto l'assolvimento del debito. Un debito di imposta non è da considerarsi necessariamente correlato ai bisogni della famiglia.

TRIBUTI LOCALI - Conto alla rovescia per la presentazione della prima dichiarazione IMU - 29/01/2013
Ancora pochi giorni per la presentazione della prima dichiarazione IMU. Entro il prossimo 4 febbraio, infatti, la dichiarazione deve essere presentata dalle seguenti categorie di soggetti: i contribuenti in possesso al 1° gennaio 2012 di un immobile per il quale la situazione dichiarativa ai fini ICI non è compatibile con la disciplina dell’IMU; i soggetti che hanno posto in essere una variazione immobiliare IMU in relazione alla quale il termine ordinario dei 90 giorni scade entro il 4 febbraio: di fatto, tutti gli “eventi” da cui scaturisce l'obbligo dichiarativo verificatisi fino al 5 novembre 2012 compreso. Peraltro, si evidenzia che da tale obbligo è esonerata una vasta categoria di utenti, tra i quali si annoverano gli enti non commerciali e gli imprenditori agricoli. In caso di mancato rispetto del termine del 4 febbraio, o nell'ipotesi di presentazione di una denuncia incompleta o infedele, è sempre possibile regolarizzare la violazione attraverso il ravvedimento (articolo 13 del D.Lgs. n. 472 del 1997) e, a tal proposito, il termine lungo per il ravvedimento è di un anno dalla scadenza di legge.

IVA - Anche se elettronica la fattura può essere stampata e conservata in forma cartacea - 28/01/2013
In occasione del forum nazionale della fatturazione elettronica è emerso che le fatture create in formato elettronico possono essere conservate, una volta stampate, anche nella loro forma cartacea. Il forum, che si è svolto l'altro ieri a Roma presso l’Agenzia delle Entrate, si è occupato anche dell'articolo 1, comma 325, legge n. 228 del 2012, introdotto dal recepimento in Italia della direttiva 2010/45/UE, anche alla luce delle problematiche operative sorte circa il relativo obbligo di conservazione elettronica. Durante i lavori è altresì emerso dagli stessi partecipanti la necessità (dopo l'approvazione del Decreto Crescita 2.0 e della Legge di Stabilità) che vengano finalmente emanati sia il decreto attuativo sulla obbligatorietà della fatturazione elettronica verso la Pubblica Amministrazione (che ha concluso tutti i passaggi amministrativi e che attende solo la firma del Ministro dell'Economia), sia le regole tecniche su firma elettronica, documento informatico e conservazione sostitutiva predisposte da Digit Pa (ora Agenzia digitale per l'Italia) nel 2011, le quali dopo tutti gli iter burocratici nazionali e internazionali sono pronte per la firma. Sembra comunque imminente una circolare esplicativa dell'Agenzia delle Entrate sull’argomento che agevolerà l'attività quotidiana, in particolare, delle piccole e medie imprese.

IMPOSTE DIRETTE - “Effetto cumulo” per la determinazione dell’agevolazione ACE - 25/01/2013
Iniziano i lavori per la chiusura dei bilanci 2012 e, in tema di ACE, emerge che nel calcolo dell'incentivo alla capitalizzazione le imprese devono tener conto degli accantonamenti a riserva e dei versamenti dei soci effettuati sia nel 2011 che nel 2012. Per quanto riguarda i conferimenti del 2011 scompare invece il ragguaglio temporale, che deve essere invece introdotto per quelli dell'anno seguente. Rilevano altresì gli utilizzi delle detassazioni riportate a nuovo per incapienza del reddito. Si ricorda che l'agevolazione ACE è stata introdotta dall'articolo 1 del D.L. n. 201 del 2011 e prevede una deduzione dal reddito imponibile (IRES o IRPEF) pari al 3 per cento dell'incremento patrimoniale realizzato rispetto al 31 dicembre 2010: tali regole sono sostanzialmente quelle utilizzate lo scorso anno ma, per effetto del particolare meccanismo dell'incentivo, le imprese che continuano a trattenere gli utili o a ricevere apporti dei soci fruiranno, nel Modello Unico 2013, di un valore generalmente incrementato, se non raddoppiato.

LAVORO - Firmato il decreto sulla detassazione della produttività - 24/01/2013
Durante il Consiglio dei Ministri di ieri, il Presidente del Consiglio ha illustrato i contenuti del decreto (da lui firmato sempre nella giornata di ieri) che disciplina le misure sperimentali per l’incremento della produttività del lavoro nel 2013. La legge di stabilità 2013 ha infatti stanziato per la detassazione dei salari di produttività 950 milioni di euro nel 2013 e 400 milioni di euro nel 2014. Il decreto, in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, stabilisce un'imposta sostitutiva del 10% per le somme erogate a titolo di retribuzione di produttività. La soglia del reddito entro la quale si può godere dell'imposta agevolata sale da 30.000 a 40.000 euro. L'ammontare massimo detassabile a persona, nell'anno 2013, non può superare 2.500 euro lordi.

RISCOSSIONE - La sospensione interessa anche gli avvisi di accertamento esecutivi - 23/01/2013
La Direzione Centrale dell’Accertamento dell’Agenzia delle Entrate, con una nota diramata il 16 gennaio, ha regolamentato la sospensione legale della riscossione. In particolare è stato precisato che l'obbligo di sospensione immediata della riscossione, a seguito di specifica istanza del contribuente, riguarda anche gli avvisi di accertamento esecutivi e non solo le cartelle di pagamento: da tale dichiarazione consegue la sospensione immediata delle azioni poste in essere da Equitalia. Inoltre, è stato precisato che gli uffici dell’Agenzia delle Entrate sono competenti per lo sgravio non solo dei tributi erariali ma anche dell’IRAP (e delle addizionali regionali e comunali all’IRPEF), amministrata in convenzione per conto delle Regioni e per i recuperi degli aiuti di Stato. Nella nota, infine, la Direzione segnala che in presenza di documentazione falsa o contraffatta prodotta dal contribuente gli uffici, oltre a dover denunciare l'accaduto all'autorità giudiziaria, si attiveranno per irrogare la sanzione amministrativa prevista nella recente Legge di Stabilità (Legge n. 228 del 2012), nella misura che va dal 100 al 200 per cento dell'ammontare delle somme dovute.

IVA - Nuovo regime Iva per cassa: arrivano alcuni chiarimenti - 21/01/2013
Nel corso del Videoforum 2013, l’Agenzia delle Entrate ha fornito una serie di chiarimenti in merito al nuovo regime dell’Iva per cassa introdotto dall'art. 32-bis del D.L. n. 83/2012. In particolare è stato precisato che: la cessione del credito, pro solvendo o pro soluto, non realizza il presupposto dell'esigibilità dell'imposta, in quanto l'incasso del prezzo della cessione del credito non è assimilabile al pagamento del corrispettivo delle operazioni originarie; nell’ipotesi in cui l’operazione ad esigibilità differita formi oggetto di pagamento con mezzi diversi dal contante, ad esempio bonifico bancario, l'incasso si considera avvenuto nel momento in cui si consegue l'effettiva disponibilità delle somme, ossia quando si riceve l'accredito sul conto corrente, indipendentemente dalla sua formale conoscenza; qualora il contribuente in regime di cassa emetta/riceva note di variazione comportanti la riduzione dell'Iva a debito o l'aumento di quella detraibile successivamente all'avvenuta esigibilità dell'imposta originaria, tali operazioni potranno essere contabilizzate nella prima liquidazione utile.

IVA - Approvata definitivamente la dichiarazione Iva 2013 - 18/01/2013
L’Agenzia delle Entrate, con il provvedimento direttoriale prot. n. 2013/5267 datato 15 gennaio 2013, ha approvato definitivamente il modello e le istruzioni per la dichiarazione Iva 2013. La modulistica definitiva è resa disponibile sul sito web dell’Agenzia delle Entrate. Fra le principali novità del modello si segnalano: la soppressione del quadro VR: la richiesta di rimborso del credito annuale dovrà essere effettuata compilando i campi del rigo VX4; l'introduzione di alcune novità nel quadro VO relativamente alla scelta delle opzioni per l’iva di cassa, all’adesione al regime agevolato per l'imprenditoria giovanile e al regime contabile agevolato degli ex minimi; le modifiche nell’esposizione dei dati su acquisti/cessioni di fabbricati soggetti ad inversione contabile. L'Agenzia delle Entrate ha anche aggiornato le istruzioni di compilazione della comunicazione annuale dati Iva ma la modulistica è rimasta invariata.

ADEMPIMENTI - Terremoto Emilia: definiti tempi e modalità degli adempimenti tributari - 17/01/2013
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 12 del 15 gennaio 2013 il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze che stabilisce le modalità di effettuazione degli adempimenti tributari scaduti nel periodo di sospensione 20 maggio-30 novembre 2012 con riferimento ai contribuenti coinvolti negli eventi sismici in Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto avvenuti nel mese di maggio 2012. Gli adempimenti tributari, diversi dai versamenti, non eseguiti per effetto della sospensione prevista dai decreti del 1° giugno 2012 e del 24 agosto 2012, andranno effettuati entro il mese di aprile 2013. I modelli di dichiarazione, da inviare in via telematica al fisco, sono quelli ordinari (ad esempio 730 o Unico). Nelle dichiarazioni i contribuenti dovranno valorizzare la casella Eventi eccezionali con il codice 4.

IMPOSTE DIRETTE - Si avvicina il click day per la presentazione delle istanze di rimborso Irpef/Ires - 16/01/2013
È stato fissato al 18 gennaio 2013 il click day per l'invio telematico dell'istanza di rimborso delle maggiori imposte Ires e Irpef determinate a seguito della deducibilità retroattiva dell'Irap versata sul costo del lavoro. L’invio delle domande di rimborso è stato previsto scaglionato per area geografica di appartenenza del contribuente, determinata sulla base del domicilio fiscale indicato nell’ultima dichiarazione dei redditi presentata. Non si tratterà però di una corsa a chi invia prima la domanda; tutti i contribuenti che inoltreranno la richiesta riceveranno il rimborso. L'Agenzia delle Entrate, con il provvedimento n. 2012/140973 del 17 dicembre 2012, ha approvato il modello per l’istanza di rimborso Irpef/Ires riguardante la mancata deduzione dell’Irap relativa alle spese per il personale dipendente e assimilato ai sensi dell’articolo 2 del D.L. n. 201/2011. Tale disposizione normativa ha previsto a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2012, la deducibilità, ai fini delle imposte sui redditi (Irpef e Ires), dell’Irap relativa alla quota imponibile delle spese per il personale dipendente e assimilato, al netto delle deduzioni spettanti ai sensi dell’articolo 11, commi 1, lettera a), 1-bis, 4-bis, 4-bis.1 del D.Lgs. n. 446/1997.

IMPOSTE DIRETTE - “Riparte” la rivalutazione delle quote societarie e dei terreni - 15/01/2013
La Legge di Stabilità 2013 (articolo 1, comma 473, della legge n. 228 del 2012) ha riaperto i termini fino al prossimo 1° luglio per asseverare la perizia di stima e versare l'imposta sostitutiva, al fine di ridurre il carico fiscale delle cessioni di partecipazioni societarie e dei terreni. Si ricorda che la rivalutazione può riguardare anche beni già affrancati per effetto di precedenti norme agevolative: in tal caso si può scomputare dall'importo dovuto quanto versato nella prima rivalutazione. Inoltre, è consentito rideterminare al ribasso il valore di un bene già rivalutato per adeguarlo al minore valore di mercato. Il principale beneficio dell'affrancamento consiste nel fatto che il valore rideterminato assume rilevanza nel calcolo della plusvalenza tassabile ai fini IRPEF e, pertanto, per quantificare l'imponibile della cessione del bene, il contribuente può assumere, in luogo del costo o valore iniziale del bene, quello indicato nella perizia di stima, riducendo sensibilmente la tassazione.

SANZIONI - Apertura da parte dei giudici di merito alle imprese in crisi - 14/01/2013
È da tempo che, in materia di illeciti fiscali, i tribunali e le commissioni tributarie hanno più volte escluso la penalità in caso di impossibilità a pagare. A questo orientamento, si contrappone tuttavia la Cassazione che resta ferma nel sanzionare i mancati versamenti. In particolare, i giudici di merito hanno aperto, ormai da tempo, un varco nell'impietosa disciplina dei reati fiscali: se l'imprenditore non paga perché è vittima di «forza maggiore» (per esempio a causa di una drammatica congiuntura economica), o peggio ancora perché è vittima di una P.A. debitrice incallita (ma, al contempo, creditore inflessibile), ci sono margini per non dar corso alla condanna penale né alle sanzioni tributarie aggiuntive. Sul punto, però, la Corte di Cassazione si limita ad una ristretta constatazione: «tassa non pagata = reato consumato». E in merito all'omesso versamento delle imposte (IVA o ritenute alla fonte) per somme superiori a 50.000 euro, che costituisce tecnicamente un «delitto» punito con la reclusione da 6 mesi a 2 anni, la giurisprudenza di legittimità, con riferimento alla contribuzione previdenziale (e non a quella tributaria), si è sempre espressa con particolare rigore: la mancanza di liquidità è stata al massimo valutata come circostanza attenuante, mai come esimente.

IVA - Assosoftware indica una soluzione per la numerazione delle fatture - 11/01/2013
In una nota diffusa ieri Assosoftware ha fornito le indicazioni operative alle aziende produttrici dei software gestionali e fiscali in merito all’identificazione univoca delle fatture prevista dall’articolo 1, comma 325, della legge n. 228 del 2012 (Legge di Stabilità per il 2013). In particolare si ritiene che sia possibile «mantenere una numerazione progressiva per anno solare, che si azzeri quindi ad ogni inizio anno, costituendo l'anno una «serie» che rende univoca la numerazione, alla stregua del sezionale contabile». Pertanto, in fase di emissione della fattura, il soggetto che cede un bene o presta un servizio potrà darne rappresentazione nel documento «in modo libero, purché sia chiaramente identificabile l'anno solare di riferimento». La prima fattura dell'anno potrà così recare la dicitura «00001/2013», «00001-2013» oppure «00001 anno 2013». In presenza di diversi cicli di fatturazione, per esempio in base alla tipologia di bene o servizio oppure alla classificazione dei clienti, l'univocità potrà essere garantita anche mantenendo separate le serie (esempio 00001/2013/A e 00001/2013/B, con il crescere del numero al proseguire delle procedure amministrative). Resta impregiudicata, tuttavia, la possibilità di numerare le fatture «all'infinito».

ACCERTAMENTO - Analisi di convenienza nel richiedere il nuovo redditometro da subito - 10/01/2013
Richiedere l’applicazione della nuova versione del redditometro potrebbe essere utile. In particolare l’autore rileva che l'applicazione, in luogo della vecchia versione, potrebbe risultare utile, ad esempio, per l'assenza nel vecchio redditometro di un minimo di distinzione in ordine alle condizioni familiari del soggetto sottoposto a controllo: negli accertamenti fino a tutto il 2008 il possesso di un'auto di grossa cilindrata determina lo stesso reddito sia nei confronti del single, sia nei confronti di colui che ha moglie e tre figli a carico. Inoltre, sulla disponibilità di beni e servizi, con il vecchio redditometro erano emersi diversi limiti: la modalità di ricalcolo del reddito, utilizzabile ancora fino al 2008, è fondata su un vecchio decreto ministeriale del 1992 che rappresenta uno spaccato del concetto di «ricchezza» ormai superato; ad esempio, la valenza attribuita ai mutui, rapportati a prezzi degli immobili ancora contenuti che, invece, negli anni 2000 sono letteralmente esplosi (se nel corso degli anni 1990 la prospettiva di un mutuo era di ripagarlo in massimo 20 anni, oggi è pacifico contrarre un mutuo almeno trentennale). Si segnala inoltre che la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23554/2012 del 20 dicembre, ha rilevato che anche il nuovo redditometro (così come il “vecchio”) è da inquadrare tra le presunzioni semplici, per cui non si inverte in alcun modo l'onere probatorio nei confronti del contribuente. La Corte ha ulteriormente precisato che «l'accertamento sintetico disciplinato dall'articolo 38 del D.P.R. n. 600 del 1973, già nella formulazione anteriore a quella successivamente modificata dall'articolo 22 del D.L. n. 78 del 2010 tende a determinare, attraverso l'utilizzo di presunzioni semplici, il reddito complessivo del contribuente mediante i cosiddetti elementi indicativi di capacità contributiva stabiliti dai decreti ministeriali con periodicità biennale».

SOCIETÀ - Dal 2013 “ridotti” i tempi di pagamento - 09/01/2013
Il decreto legislativo n. 192 del 2012 è pienamente operativo dallo scorso 1° gennaio. Con tale decreto è stata recepita la direttiva 2011/7/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 16 febbraio 2011 relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali. La nuova disciplina trova applicazione per ogni pagamento effettuato, a titolo di corrispettivo, in una transazione commerciale e, quindi, sia tra privati che tra questi e un soggetto pubblico. Si evidenzia che la disciplina introduce una sostanziale distinzione tra gli "interessi moratori" (liberamente determinati fra le parti) e gli "interessi legali di mora", applicabili ope legis ad un tasso pari a quello di riferimento maggiorato di otto punti percentuali. In pratica, mentre dal 1° gennaio le Pubbliche Amministrazioni non possono più derogare all'applicazione degli interessi legali di mora, i privati conservano ancora tale possibilità in alcuni specifici casi. Di seguito si riepilogano i tempi di pagamento massimi standard stabiliti per tutti: 30 giorni dalla data di ricevimento, da parte del debitore, della fattura o di una richiesta di pagamento di contenuto equivalente; 30 giorni dalla data di ricevimento delle merci o dalla data di prestazione dei servizi, quando non è certa la data di ricevimento della fattura o della richiesta equivalente di pagamento; 30 giorni dalla data di ricevimento delle merci o dalla prestazione dei servizi, quando la data in cui il debitore riceve la fattura o la richiesta equivalente di pagamento è anteriore a quella del ricevimento delle merci o della prestazione dei servizi; 30 giorni dalla data dell'accettazione o della verifica (eventualmente previste ai fini dell'accertamento della conformità della merce o dei servizi alle previsioni contrattuali), qualora il debitore riceva la fattura o la richiesta equivalente di pagamento in epoca non successiva a tale data. I 30 giorni sono estensibili a 60 nelle transazioni commerciali in cui il debitore è una Pubblica Amministrazione, previo accordo espresso e scritto delle parti e solo quando ciò sia giustificato dalla natura o dall'oggetto del contratto o dalle circostanze esistenti al momento della sua conclusione.

IMMOBILI - La modifica della tassazione ordinaria delle locazioni rende più conveniente il regime della cedolare secca - 08/01/2013
Dal 1° gennaio 2013 la tassazione ordinaria dei canoni di locazione subisce le modifiche introdotte dalla legge n. 92/2012 (la riforma Fornero) al fine di reperire maggiori risorse per il finanziamento dei nuovi istituti introdotti nell'ambito della legislazione sul lavoro dipendente. È stata in particolare ridotta la deduzione forfettaria dal 15 al 5 per cento. Tale riduzione rende più conveniente l’adesione al regime della cedolare secca anche se la circolare n. 47/2012 dell’Agenzia delle Entrate ha complicato l’operatività dei soggetti che stipulano un nuovo contratto di locazione e non optano subito per l’imposta sostitutiva: se non si sceglie con la registrazione la cedolare secca, si dovrà attendere un anno per l’adesione. Secondo i calcoli degli esperti del Sole 24 Ore, la convenienza ad aderire alla cedolare secca si riscontra già in relazione a canoni assai esigui, anche di 400 euro mese. Ogni contribuente deve comunque valutare la propria posizione specifica tenendo in particolare conto dell'esistenza di oneri deducibili e detrazioni di imposta che potrebbero divenire non fruibili per i contribuenti che adottano la cedolare secca.

IRPEF, IRES - Mancata deduzione IRAP, approvato il modello di rimborso - 19/12/2012
Approvato il modello, con le relative istruzioni, da utilizzare per presentare l’istanza di rimborso di Irpef e Ires per mancata deduzione dell’Irap relativa alle spese per il personale dipendente ed assimilato. La norma ha previsto che a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2012 sia deducibile (ai fini Irpef ed Ires) l’Irap relativa alla quota imponibile delle spese per il personale dipendente e assimilato, al netto delle deduzioni spettanti ai sensi dell’art. 11, commi 1, lettera a), 1-bis, 4-bis, 4-bis.1 del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446. La deduzione può essere fatta valere anche per i periodi di imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2012: in questo caso il contribuente ha diritto al rimborso delle maggiori imposte sui redditi versate con riferimento ai suddetti periodi di imposta, per effetto della mancata deduzione dell’Irap nella misura ammessa. L’istanza di rimborso dev’essere presentata esclusivamente in via telematica direttamente dai contribuenti abilitati a Entratel o Fisconline, oppure tramite intermediari abilitati. Al riguardo, l’Agenzia delle Entrate rende noto che dal 3 gennaio 2013 sarà disponibile il software “RimborsoIrapSpesePersonale”, per la trasmissione telematica della domanda. Si ricorda che i soggetti incaricati alla trasmissione telematica sono tenuti a rilasciare all’interessato un esemplare cartaceo dell’istanza trasmessa con la copia della comunicazione dell’Agenzia delle Entrate che ne attesta l’avvenuto ricevimento. L’istanza di rimborso va presentata entro 48 mesi dalla data del versamento oppure entro 60 giorni dalla data di attivazione della procedura telematica che ne consente l’invio, quando il termine di 48 mesi (purché ancora pendente alla data del 28 dicembre 2011) cade entro il 60° giorno successivo alla predetta data di attivazione. Saranno preliminarmente soddisfatte le richieste di rimborso validamente liquidate che si riferiscono ai periodi di imposta più remoti e, nell’ambito del medesimo periodo d’imposta, sarà data priorità alle istanze di rimborso secondo l’ordine di presentazione.

IVA - Dal 2013 la fattura sarà sempre più europea - 18/12/2012
Dal prossimo 1° gennaio entreranno in vigore le modifiche riguardanti i contenuti, le modalità, i termini e l'area delle operazioni assoggettate all'obbligo di emissione della fattura. Tra le novità, si segnalano: la deregulation tecnica della fattura elettronica; l’introduzione della fattura semplificata, che potrà essere emessa per le operazioni il cui importo complessivo non superi 100 euro (ma il limite potrà essere elevato con decreto ministeriale fino a 400 euro); la fatturazione differita delle prestazioni di servizi; la previsione di un termine dilatorio per la fatturazione delle operazioni intracomunitarie; l’indicazione nella fattura del numero di partita IVA del destinatario soggetto passivo nazionale o comunitario, ovvero del codice fiscale per i privati residenti; l’obbligo di fatturazione per la maggior parte delle operazioni «fuori campo». Nel dettaglio dal 1° gennaio 2013 la fattura deve essere rilasciata entro il giorno 15 del mese successivo alla conclusione delle prestazioni generiche. Pertanto dal 2013 cambia il termine per adempiere gli obblighi di fatturazione IVA ma non viene modificato il presupposto temporale dell'operazione: in tal senso, l'articolo 1 del D.L. n. 216 del 2012 recepisce la direttiva 2010/45/UE ma non muta i criteri di determinazione del momento d'effettuazione per le prestazioni in ambito internazionale. Tuttavia, resta la difficoltà di stabilire con certezza quando una prestazione può dirsi ultimata, soprattutto per i servizi ricevuti: per un trasporto o una fiera, è abbastanza agevole, meno agevole è stabilire quando è terminata una lavorazione o una consulenza fornita da un prestatore estero. Per le prestazioni specifiche, invece, il momento d'effettuazione resta quello del pagamento o dell'anticipata fatturazione (articolo 6, comma 3 e 4): l'obbligo di emettere fattura (o autofattura) per i servizi della specie resi a soggetti comunitari o extracomunitari (o da questi ultimi ricevuti), pertanto, non fruisce del differimento al 15 del mese successivo, valevole per le prestazioni generiche.

DECRETO CRESCITA 2.0 - Con la conversione in legge introdotto il POS per le imprese e i professionisti - 17/12/2012
E’ stato definitivamente convertito in legge il Decreto Crescita 2.0 (D.L. n. 179 del 2012). Con questo provvedimento viene stabilito che chiunque venda prodotti e effettui prestazioni di servizi, anche professionali, dovrà obbligatoriamente dotarsi di strumenti elettronici di pagamento (POS). Inoltre, i pagamenti elettronici potranno essere effettuati tramite tablet e smartphone (ad esempio per l'acquisto di ticket per i mezzi pubblici). Tra l’altro si segnala che viene liberalizzato l'accesso universale a internet e vengono messi in rete gli edifici scolastici e viene altresì previsto uno sgravio di imposta per gli editori di opere digitali. Infine vengono introdotti il fascicolo sanitario elettronico e i servizi sanitari online per il cittadino. La conversione in legge del Decreto Crescita 2.0 (D.L. n. 179 del 2012) ha portato interessanti novità anche per i commercianti al dettaglio. In particolare, anche le catene di piccoli dettaglianti, con un volume d'affari di gruppo oltre i 10 milioni, potranno non emettere lo scontrino fiscale, qualora invieranno i corrispettivi giornalieri all’Agenzia delle Entrate. Attualmente possono evitare di emettere gli scontrini fiscali, le ricevute o le fatture fiscali, le imprese della G.D.O., se trasmettono telematicamente alle Entrate l'ammontare dei corrispettivi giornalieri. Con la conversione in legge del decreto viene stabilito che, solo a questi fini, possono essere considerate imprese della grande distribuzione, non solo quelle che operano in «esercizi commerciali definiti media e grande struttura di vendita» (superficie superiore a 150 metri quadri nei Comuni con popolazione inferiore a 10.000 abitanti, o superiore a 250 metri quadri se con popolazione superiore a 10.000 abitanti), ma anche quelle che (indipendentemente dalla superficie del negozio) fanno parte di un gruppo societario che opera con più punti di vendita sul territorio nazionale e che realizza un volume d'affari annuo aggregato superiore a 10 milioni (articolo 34, comma 55, D.L. n. 179 del 2012). Infine, si segnala tra le novità del decreto che l'elenco clienti e fornitori dovrà essere presentato anche dai piccoli produttori agricoli, seppur esonerati dall'IVA e della relativa contabilità, perché con un volume d'affari annuo non superiore a 7.000 euro (articolo 36, comma 8-bis, del D.L. n. 179 del 2012). Il decreto contiene inoltre misure finalizzate a tutelare maggiormente i consumatori in sede di stipula di contratti di assicurazione relativi alla responsabilità civile auto, nonché modifiche in materia di contratti di rete e di confidi.

LAVORO - Il Ministero rende nota la black list per i co.co.pro. - 13/12/2012
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, con la circolare n. 29/2012, ha indicato una serie di attività che, per la loro particolarità, non potranno mai essere svolte sotto forma di collaborazione. Si tratta tuttavia di un elenco di attività «indicate a titolo meramente esemplificativo e non esaustivo, sulla base di orientamenti giurisprudenziali già esistenti», che il personale ispettivo deve procedere a ricondurre nell'alveo della subordinazione. Tra le varie figure indicate si citano: gli addetti alla distribuzione di bollette o alla consegna di giornali, riviste ed elenchi telefonici; gli addetti alle agenzie ippiche; gli addetti alle pulizie; gli autisti e autotrasportatori; i baristi e i camerieri; i commessi e gli addetti alle vendite; i custodi e i portieri; le estetiste e i parrucchieri; i facchini; gli istruttori di autoscuola; i letturisti di contatori; i magazzinieri; i manutentori; i muratori e qualifiche operaie dell'edilizia; i piloti e gli assistenti di volo; i prestatori di manodopera del settore agricolo; gli addetti alle attività di segreteria e i terminalisti; gli addetti alla somministrazione di cibi o bevande; le prestazioni rese nell'ambito di call center per servizi cosiddetti inbound. Inoltre la circolare si focalizza anche su altri elementi di questa tipologia contrattuale: quali i requisiti che deve avere il progetto, che deve essere funzionalmente collegato ad un determinato risultato finale individuabile, la non coincidenza con l'oggetto sociale del committente e lo svolgimento di compiti non meramente esecutivi o ripetitivi.

IRAP - La Cassazione esclude gli studi associati tra i soggetti passivi - 12/12/2012
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22506 del 10 dicembre, ha stabilito che lo studio associato non è necessariamente soggetto passivo IRAP. In particolare, secondo la Suprema Corte, sono esenti dal tributo gli studi che non hanno dipendenti e grosse spese poiché non sussiste, in questi casi, l'autonoma organizzazione. Inoltre, come si evince dalla motivazione della sentenza, «la presuntione hominis secondo cui la sussistenza di uno studio associato costituisce indizio della esistenza di una stabile organizzazione ai fini IRAP costituisce, ..., una presunzione che può essere superata con adeguata motivazione; così come accaduto nel caso di specie in cui il giudice di merito ha evidenziato la assenza di personale dipendente e la esiguità delle spese per beni strumentali». Si segnalano intanto altre due sentenze recenti : la Commissione Tributaria Provinciale di Alessandria, con la sentenza n. 89 del 10 ottobre, è intervenuta in merito ad un caso di errato ricorso contro una cartella di pagamento. In particolare è stato stabilito che, qualora l’oggetto del contendere sia l'illegittimità dell'obbligazione tributaria sottostante la cartella stessa e il contribuente notifichi il ricorso solo al concessionario della riscossione senza adempiere all'ordine del giudice di chiamare in giudizio il titolare del credito, il ricorso non può che essere respinto perché inammissibile per mancata instaurazione del contraddittorio e per difetto di titolarità e legittimazione passiva di Equitalia, estranea al merito del ricorso stesso. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22437 depositata il 10 dicembre, ha stabilito che l’accertamento impugnato dal fallito, ma non dal curatore, diventa definitivo per la curatela, con la conseguenza che i termini per notificare la cartella di pagamento decorrono, a pena di decadenza, da quando è scaduto il termine per il ricorso e non da quando la sentenza è passata in giudicato. Nel caso di specie, l'Ufficio notificava un accertamento sia al contribuente fallito, sia al curatore fallimentare, ma l'atto veniva impugnato solo dal primo: al termine del procedimento la cartella era notificata anche al curatore, che rilevava l'intervenuta decadenza; infatti, era stata notificata oltre il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l'accertamento era divenuto definitivo (decorrente dalla scadenza del termine per l'impugnazione dell'atto).

DICHIARAZIONI IVA 2013 - Disponibili le bozze del modello e delle istruzioni - 11/12/2012
L’Agenzia delle Entrate ha reso disponibili sul proprio sito web le bozze dei nuovi modelli e delle istruzioni riguardanti la dichiarazione Iva 2013. Le modifiche più significative apportate rispetto al modello dell’anno scorso sono le seguenti: è stato soppresso il quadro VR e pertanto a partire dall’anno di imposta 2012, il contribuente che vuole richiedere un rimborso del credito annuale dovrà compilare il quadro VX, in particolare il rigo VX4, implementato con nuovi campi; nel quadro VE del modello relativo alle operazioni attive e alla determinazione del volume d’affari, è stato aggiunto nel rigo VE36 un campo dedicato alle operazioni con Iva per cassa, in vigore dall’1 dicembre 2012; nel quadro VF dedicato alle operazioni passive e all’Iva ammessa in detrazione, viene aggiunto al rigo VF19 un campo in cui indicare gli acquisti effettuati da coloro che usufruiscono del regime dell’Iva per cassa; è stato aggiornato il quadro VL con l’inserimento nel rigo VL29 di un nuovo campo dedicato ai versamenti sospesi a seguito di eventi eccezionali. Intanto il decreto salva infrazioni, varato nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri e non ancora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, recepisce la direttiva 2010/45/UE e introduce nuove regole in tema di fatturazione in vigore dal 1° gennaio 2013. In particolare alcune novità riguardano la fattura elettronica. Quest'ultima viene equiparata a quella cartacea: la sua autenticità e integrità potrà essere provata non solo con l’apposizione della firma digitale o mediante l’utilizzo di sistemi EDI ma anche con sistemi gestionali. In questa ultima modalità l’autenticità dell’origine ed integrità del contenuto possono essere garantite mediante sistemi di controllo di gestione che assicurino un collegamento affidabile tra la fattura e la cessione di beni o la prestazione di servizi ad essa riferibile. Per fattura elettronica si intende la fattura che è stata emessa e ricevuta in un qualunque formato elettronico. Il ricorso alla fattura elettronica rimane subordinato all’accettazione da parte del destinatario.

CONTENZIOSO - La mediazione non è obbligatoria - 10/12/2012
La Consulta con la sentenza n. 272 depositata ieri ha dichiarato l'illegittimità costituzionale, per eccesso di delega legislativa, dell'art. 5, comma 1, D.Lgs. 4 marzo 2010, n. 28 nella parte in cui ha previsto il carattere obbligatorio della mediazione, per violazione decgli articoli 76 e 77 della Costituzione. Ne consegue che dalla pubblicazione della sentenza in Gazzetta ufficiale, la mediazione perde il carattere di condizione di procedibilità della domanda giudiziale nelle controversie civili e commerciali nelle materie elencate nella citata norma del 2010. La mediazione sarà quindi solo facoltativa.

IMMOBILI - Agevolazioni prima casa senza residenza con paletti - 06/12/2012
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21730 del 4 dicembre 2012, ha statuito che un contribuente può usufruire delle agevolazioni fiscali prima casa sull'imposta di registro, ipotecaria e catastale senza prendere la residenza solo nell'ipotesi in cui il luogo di lavoro nel comune dov'è ubicato l'immobile acquistato è indicato nell'atto del notaio. Non assume rilevanza l'atto integrativo notarile prodotto in un secondo momento all'ufficio del registro. Il luogo in cui il contribuente svolge attività lavorativa va indicato nell'atto originario del notaio e dimostrato con la presentazione contestuale della documentazione attestante il possesso dei requisiti.

PATRIMONI ALL’ESTERO - IVIE e IVAFE “rimandati” al 2013 - 04/12/2012
Con un emendamento approvato in Commissione Bilancio alla Camera al Disegno di Legge di Stabilità 2013 vengono introdotte ulteriori modifiche alla disciplina dell'imposta sul valore degli immobili situati all'estero (IVIE) e sul valore delle attività finanziarie detenute all'estero, inclusi i conti correnti (IVAFE). Infatti, le imposte patrimoniali su immobili e attività finanziarie detenute all'estero si applicano dal 2012: pertanto, tutti i versamenti già effettuati nel corso di quest'anno relativi all'imposta dovuta per il 2011 possono essere portati a riduzione di quanto dovuto per il 2012. L’emendamento, che ora è al vaglio del Senato, vuole evitare una possibile censura a livello comunitario, dato che la Commissione Europea ha messo sotto la lente alcuni profili discriminatori di queste imposte rispetto ai corrispondenti prelievi nazionali.

ACCERTAMENTO - Il redditest e l’accertamento sintetico hanno punte di contrasto - 03/12/2012
L’arrivo del redditest sta continuando a suscitare non poche perplessità. In particolare, si rileva un evidente contrasto nell’acquisto dei beni-patrimonio tra il redditest e l’accertamento sintetico puro. Infatti, mentre nel primo strumento redditometrico le spese per l’acquisto di tali beni o gli investimenti effettuati dal contribuente vengono in pratica sterilizzati su un arco triennale di riferimento, nell’accertamento sintetico puro l’intera spesa sostenuta rileva integralmente nell’anno di sostenimento. Viene evidenziato che tale problematica è frutto della scelta operata dal legislatore nell’articolo 22 del D.L. n. 78 del 2010 che ha riscritto completamente l’accertamento sintetico del reddito delle persone fisiche con decorrenza dall’esercizio 2009, allorquando si scelse di eliminare la norma contenuta nel comma 5 dell’articolo 38 del D.P.R. n. 600 del 1973 in base alla quale “qualora l'ufficio determini sinteticamente il reddito complessivo netto in relazione alla spesa per incrementi patrimoniali, la stessa si presume sostenuta, salvo prova contraria, con redditi conseguiti, in quote costanti, nell'anno in cui è stata effettuata e nei cinque precedenti”. Tuttavia tale disposizione è ora completamente superata dal nuovo disposto del comma 3 del medesimo articolo 38, per il quale l'ufficio può sempre determinare sinteticamente il reddito complessivo del contribuente sulla base delle spese di qualsiasi genere sostenute nel corso del periodo d'imposta.

IMU – Pubblicato il regolamento per gli enti no profit - 27/11/2012
Con riferimento agli enti no profit è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 274 del 23 novembre 2012, il decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze n. 200 del 19 novembre 2012, che stabilisce le modalità e le procedure per l'applicazione proporzionale, a decorrere dal 1º gennaio 2013, dell'esenzione dall'IMU per le unità immobiliari destinate ad un'utilizzazione mista, nei casi in cui non sia possibile procedere all'individuazione degli immobili o delle porzioni di immobili adibiti esclusivamente allo svolgimento delle attività istituzionali con modalità non commerciali. Ospedali, scuole e alberghi degli enti no profit dovranno pagare l'Imu se non erogano servizi a titolo gratuito o dietro versamento di un importo simbolico o comunque non superiore alla metà dei prezzi medi di mercato del loro settore di appartenenza.

ACCERTAMENTO - Al debutto il nuovo redditometro - 22/11/2012
L’Agenzia delle Entrate ha da ieri reso disponibile sul proprio sito web il software Redditest, che consente ai contribuenti di verificare la propria posizione di coerenza tra reddito e spese. Il nuovo redditometro previsto dal D.L. n. 78/2010 si applicherà a partire dall’anno di imposta 2009 e tiene conto di oltre 100 voci di spesa. Le spese sono suddivise in 7 categorie: abitazioni, mezzi di trasporto, assicurazioni e contributi, istruzione, tempo libero e cura della persona, altre spese significative, investimenti immobiliari e mobiliari. Si ricorda che i dati inseriti - modificabili ed integrabili in qualsiasi momento - non lasciano traccia sul web. Si tratta di un metodo di ricostruzione del reddito che, a differenza del precedente redditometro, non si basa su presunzioni originate dall’applicazione di coefficienti, bensì su dati certi (spese sostenute) e situazioni di fatto (spese medie di tipo corrente, risultanti dall’analisi annuale dell’Istat). Deve essere ancora però emanato un decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze previsto espressamente dal quinto comma dell'articolo 38 del D.P.R. n. 600/1973 nella versione modificata dal D.L. n. 78/2010 che formalizzerà le voci di spesa e le variabili di stima che vengono utilizzate per i calcoli del nuovo Redditest.

TRUST - Per la Cassazione non si ha elusione con la costituzione di un trust familiare - 21/11/2012
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20254 del 19 novembre, ha precisato che il trust costituito per ragioni familiari non costituisce elusione fiscale. Infatti è contestabile dall’Amministrazione finanziaria solo nel caso in cui l'unico scopo della sua creazione sia l'indebito risparmio d'imposta. In particolare, la Suprema Corte ha chiarito che la figura dell'abuso del diritto in materia tributaria richiede il ricorso di due fattori: in primo luogo occorre che il contribuente abbia conseguito una vantaggiosa ricaduta fiscale del suo operato e inoltre occorre che tale vantaggio costituisca la ragione determinante dell'operazione (in altre parole, che non ricorrano ragioni e giustificazioni economico-sociali di altra natura, o almeno che siano di rilievo inferiore). Si evidenzia che tale sentenza contrasta con l'orientamento che si stava consolidando in questi ultimi mesi, in virtù del quale l'abuso del diritto aveva iniziato a colpire non solo le operazioni commerciali degli imprenditori ma anche quelle dei privati (la Cassazione, circa un anno fa con la sentenza n. 22716 del 2 novembre, aveva infatti affermato che costituisce elusione fiscale donare al coniuge e ai figli la quota dell'immobile per rivenderlo subito dopo).

TERREMOTO EMILIA - Anche i professionisti e dipendenti possono accedere al finanziamento - 20/11/2012
Nella giornata di venerdì scorso il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge di completamento della disciplina di accesso ai finanziamenti per il pagamento di tributi e contributi sospesi in occasione del sisma in Emilia del 2012. In pratica è stato chiarito che potranno accedere ai finanziamenti, oltre alle imprese industriali, le imprese commerciali, agricole, i liberi professionisti e i lavoratori dipendenti, sempreché abbiano titolo ad accedere ai contributi avendo subito danni. In particolare, una nota della Presidenza del Consiglio, che illustra la disciplina adottata dal Governo con il D.L. n. 174 del 2012 (Salva Enti Locali), ha indicato le condizioni e le procedure per accedere a finanziamenti agevolati per la ripresa dei versamenti tributari e contributivi già sospesi in occasione degli eventi sismici che hanno colpito le regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto nel maggio 2012. Durante i lavori di conversione in legge del provvedimento, la Camera ha varato alcuni emendamenti integrativi; tuttavia i tempi di definitiva conversione in legge (9 dicembre 2012) mettono a rischio per gli aventi diritto la possibilità di accedere tempestivamente alle procedure bancarie di finanziamento e, pertanto, si è reso necessario «anticipare l'effettività delle disposizioni emerse dal dibattito parlamentare». L’Agenzia delle Entrate ha precisato, inoltre, l’ambito applicativo dell’art. 6 del D.L. 6 giugno 2012, n. 74, convertito con modifiche dalla L. 1° agosto 2012, n. 122, con il quale sono state introdotte misure a favore delle popolazioni delle province di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo, colpite dal sisma del 20 e 29 maggio scorso. La disposizione citata, in particolare, prevede la sospensione di diritto fino al 31 dicembre 2012 dei processi civili, penali, amministrativi (nonché quelli delle giurisdizioni speciali) pendenti alla data del 20 maggio 2012 presso gli Uffici giudiziari aventi sede nei Comuni colpiti dal sisma (elencati nell’allegato 1 al D.M. 1° giugno 2012). Fanno eccezione le cause relative ai procedimenti cautelari e in genere le cause “rispetto alle quali la ritardata trattazione potrebbe produrre grave pregiudizio alle parti”. Nei medesimi Uffici giudiziari sono inoltre sospesi i termini per il compimento di qualsiasi atto del procedimento. Al riguardo l’Agenzia delle Entrate fa peraltro presente che nei citati Comuni non vi sono sedi di Uffici giudiziari tributari. Ma, considerato che l’art. 67-septies, comma 1, del D.L. 22 giugno 2012, n. 83, convertito con modifiche dalla L. 7 agosto 2012, n. 134, ha esteso l’applicazione del D.L. n. 74 del 2012 anche ai territori dei Comuni di Ferrara e Mantova, ne consegue che la prevista sospensione dei processi e dei termini si applica - con le eccezioni sopra viste connesse all’urgenza della trattazione - alle controversie tributarie che alla data del 20 maggio 2012 erano pendenti innanzi alle Commissioni tributarie provinciali di Ferrara e di Mantova.

SANZIONI PENALI - “Ritoccare” a mano le fatture costa caro - 19/11/2012
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 44479 del 15 novembre, ha stabilito che può essere condannato per false fatture l'imprenditore che ha gonfiato gli importi «ritoccando» a mano i documenti contabili. La responsabilità penale può essere esclusa solo nel caso in cui il contribuente dimostri l'effettivo esborso di denaro. Nella fattispecie non solo gli importi delle fatture in possesso del contribuente risultavano visibilmente ritoccati al rialzo rispetto agli originali reperiti nella contabilità dell'emittente, con evidente contraffazione manuale, ma non è stato dimostrato in alcun modo quanto il contribuente ha effettivamente pagato al suo fornitore portando a giustificazione di avere di volta in volta pagato il corrispettivo in contanti. Si aggiunge, inoltre, che questo risponde ad un principio già affermato in sede di legittimità per cui in sé per sé l'indicazione della fattura di un importo, per beni o servizi, maggiorato, non è significativo ai fini dell'integrazione del delitto nella misura in cui l'interessato provi di avere effettivamente corrisposto l'importo e, in tal caso, l'onere della dimostrazione incombe sul soggetto che beneficerebbe della difformità tra gli importi delle fatture conservate dall'emittente e dal destinatario.

TERZO SETTORE - Onlus e OdV, pronto il modello per chiedere i contributi - 15/11/2012
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato le linee guida e i modelli utilizzabili dagli enti del Terzo Settore per la richiesta di contributi per l’acquisto di ambulanze, beni strumentali e beni da donare a strutture sanitarie pubbliche, ai sensi dell’art. 96 della L. 21 novembre 2000, n. 342 e del D.M. 14 settembre 2010, n. 177. Destinatari della misura sono le associazioni di volontariato (purché costituite in forma di associazione o nelle forme previste dall'art. 3 della L. 11 agosto 1991, n. 266), iscritte nei registri di cui all'art. 6 della medesima legge, nonché le Onlus in possesso dei requisiti di cui all'art. 10 del D.Lgs. 4 dicembre 1997, n. 460, iscritte all'Anagrafe unica delle Onlus.

ACCERTAMENTO - La cessione di quote societarie non costituisce mai elusione - 14/11/2012
La Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, con la sentenza n. 94/22/2012 del 27 settembre, ha stabilito che la cessione della totalità delle quote di una società di capitali non può essere ricondotta ad una cessione d'azienda “mascherata” e considerata, dunque, un'operazione elusiva. In particolare, le scelte economiche devono essere lasciate alla libertà dell'imprenditore, per cui l'Agenzia delle Entrate non può stravolgere il significato proprio dei negozi giuridici posti in essere dalle parti secondo la loro volontà. Sempre in tema di abuso di diritto, per la Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia (sentenza n. 292.01.12 del 9 novembre) non è da considerarsi elusiva la deduzione dei canoni di locazione da parte di un professionista che è, allo stesso tempo, socio della società locataria e detentrice dell'immobile in locazione finanziaria. Nella fattispecie l'Ufficio aveva contestato ad un professionista, che era anche socio dell'impresa locataria, l'indeducibilità dei canoni di locazione e, in particolare, è stata messa in dubbio la costituzione del veicolo societario il cui scopo, a parere dell'Ufficio, era esclusivamente finalizzato a permettere la deducibilità dei canoni, indeducibili se il contratto di leasing immobiliare fosse stato direttamente stipulato dal contribuente professionista. Quindi, secondo l’Amministrazione finanziaria, l'indeducibilità dei canoni era pienamente giustificata dalla supposta condotta “abusiva” posta in essere. Secondo i giudici di merito, l’Amministrazione finanziaria ha l'onere di provare l'elusività dell'operazione, evidenziando le alterazioni degli strumenti utilizzati, nonché la loro non conformità ad una normale logica di mercato e, parimenti, l'abuso del diritto non può essere contestato se l'operazione è giustificata da ragioni extrafiscali non trascurabili, tra cui, motivi organizzativi e gestionali. Non occorre, inoltre, che le ragioni extrafiscali producano una redditività immediata.

IVA - Scheda carburante non obbligatoria se si utilizza la carta di credito - 13/11/2012
L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 42/E del 9 novembre 2012, ha fornito chiarimenti in merito agli effetti delle disposizioni normative introdotte dall’articolo 7, comma 2, lettera p), del D.L. n. 70/2011 (c.d. Decreto sviluppo) relative alla soppressione della scheda carburante per i soggetti che effettuano l’acquisto mediante carte di credito, carte di debito o carte prepagate emesse da operatori finanziari. Le disposizioni del Decreto Sviluppo esonerano dall’obbligo della scheda carburante solo coloro che effettuano gli acquisti di carburante esclusivamente mediante carte di credito, carte di debito o carte prepagate. Pertanto ne consegue che i soggetti che effettuano i pagamenti anche mediante mezzi diversi (es. contanti) sono tenuti all’adozione della scheda carburante per tutti gli acquisti di carburante effettuati nel periodo d’imposta. L’Agenzia ha precisato che non è necessario che la carta di credito utilizzata per l’acquisto di carburante sia utilizzata esclusivamente per gli acquisti relativi all’attività d’impresa o artistica o professionale. Nel caso in cui la carta di credito sia utilizzata anche per altre operazioni, la transazione relativa all'acquisto del carburante deve risultare distintamente in modo da essere individuabile.

IMPOSTE DIRETTE - Ex minimi alle prese con il calcolo degli acconti - 12/11/2012
I contribuenti aderenti nel 2011 al vecchio regime dei minimi si trovano a calcolare l’acconto di novembre nel 2012 in una situazione di incertezza applicativa. Possono presentarsi varie situazioni. l contribuenti minimi che hanno dovuto abbandonare il regime dell'imposta sostitutiva devono valutare se sia da versare l'acconto sul dato storico della imposta sostitutiva dell'anno precedente. Sul punto si rileva che le disposizioni normative, mentre obbligavano al versamento dell'acconto sul dato storico accedendo al regime dei minimi, non hanno mai previsto alcun obbligo nel caso opposto di uscita dal regime. Si ritiene che in assenza di obbligo di versamento di acconto Irpef generato dalla presenza di altre categorie reddituali, nessun versamento debba essere eseguito entro il 30 novembre dagli ex minimi. Il contribuente che uscito dai minimi nel 2012 ha generato nello stesso esercizio reddito d'impresa o lavoro autonomo in regime semplificato o ordinario, provvederà al versamento del saldo Irpef direttamente a giugno del 2013. Per i contribuenti che passano dal regime dei minimi al nuovo regime dei superminimi avendo iniziato l’attività prima del 2011 l’acconto è dovuto anche se si può tenere conto nei calcoli della riduzione dell’aliquota dell’imposta sostitutiva.

RISCOSSIONE - Compensazione tra crediti verso la Pa e somme iscritte a ruolo, il decreto è in G.U. - 08/11/2012
Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di ieri il decreto ministeriale che stabilisce le modalità di compensazione dei crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili maturati nei confronti dello Stato e degli enti pubblici nazionali per somministrazioni, forniture ed appalti, con gli importi dovuti a seguito di iscrizione a ruolo, notificati entro il 30 aprile 2012, ai sensi dell'art. 28-quater del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602. La norma è stata recentemente modificata dapprima dall'art. 13-bis, comma 2, del D.L. 7 maggio 2012, n. 52, convertito con modifiche dalla L. 6 luglio 2012, n. 94, e successivamente dall'art. 16, comma 10, del D.L. 6 luglio 2012, n. 95, convertito con modifiche dalla L. 7 agosto 2012, n. 135. Il decreto, in particolare, rende applicabile alle fattispecie in commento il D.M. 25 giugno 2012. In caso di mancato pagamento spontaneo da parte dell'ente debitore dell'importo oggetto di certificazione utilizzato in compensazione, l'agente della riscossione ne dà comunicazione al Ministero dell'Economia e delle Finanze e l'importo oggetto della compensazione viene recuperato mediante riduzione delle somme dovute, a qualsiasi titolo, dallo Stato all'ente debitore. Tra le novità, si segnala anche che l'azienda creditrice può delegare una banca o un intermediario finanziario abilitato, a gestire per proprio conto le attività connesse alla procedura di certificazione del credito, compresa la presentazione dell'istanza di nomina del commissario ad acta.

AGROALIMENTARE - La nuova disciplina si applica alla cessione di beni e non alle prestazioni di servizi - 07/11/2012
Con riferimento alla nuova disciplina che regola i rapporti fra le imprese del settore agroalimentare introdotta dall’art. 62 del D.L. n. 1 /2012 si segnalano alcune precisazioni fornite dal Ministero delle Politiche agricole a quesiti formulati dai lettori del Sole 24 Ore. In una risposta relativa alle forniture agli enti pubblici, viene confermato il principio che la nuova normativa introdotta dall’art. 62 riguarda le cessioni di beni e non le prestazioni di servizi ancorché comprendano la fornitura di prodotti alimentari come il servizio di mensa. Pertanto se la fornitura ad esempio ad un Comune riguarda il servizio di mensa, non sono applicabili le nuove regole ex articolo 62, mentre se la scuola dispone di cucina e cuoche alle dipendenze, e vengono quindi acquistate le derrate alimentari necessarie, le forniture devono essere pagate entro 30 e 60 giorni a secondo della deteriorabilità di tali beni. In un altro quesito, precisando che il contratto si perfeziona al momento e nel luogo di consegna della merce, il Ministero indica come determinante la firma sul documento di trasporto o sulla fattura da parte del destinatario. Tale indicazione fornita è imprecisa in quanto la firma di tale documento è una prassi opportuna ma non più obbligatoria in base alla normativa fiscale, a seguito della soppressione dell'obbligo del documento di trasporto medesimo.

RISCOSSIONE - Il fondo patrimoniale è una valida “protezione” alle richieste dell’Amministrazione finanziaria - 06/11/2012
La Commissione Tributaria Regionale del Lazio, con la sentenza n. 208/22/2012, ha confermato l'illegittimità di un'iscrizione ipotecaria fiscale su un bene ricompreso in un fondo patrimoniale. In particolare, le imposte e i tributi non devono essere considerati debiti contratti per interessi della famiglia e, per tale motivo, il fondo patrimoniale costituisce una protezione efficace nei confronti delle pretese erariali e, parimenti, un'ipoteca iscritta dall’Amministrazione finanziaria, su di un bene ricompreso nel fondo, è sempre passibile di annullamento. Infatti, ai sensi dell’articolo 170 del Codice Civile, il fondo patrimoniale protegge i beni in esso ricompresi, nei confronti dei soli debiti insorti per scopi estranei ai bisogni familiari. Sul punto, tuttavia, esistono due differenti orientamenti: il primo, secondo cui il debito tributario discende solitamente da un'attività d'impresa, finalizzata anche al mantenimento e all'armonico sviluppo della famiglia e, come tale, riconducibile a un seppur ampio concetto di bisogni della famiglia; l'altro orientamento, invece, considera il debito tributario estraneo alle esigenze familiari con la conseguente inattaccabilità, per l’Amministrazione finanziaria, dei beni protetti in fondo. La Commissione Tributaria Regionale del Lazio, nella fattispecie, ha deciso di condividere quest'ultimo orientamento. Si segnala inoltre che la Quinta penale della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 42519 dell'8 giugno e depositata il 2 novembre, ha stabilito che gli amministratori senza delega di una società non sono imputabili per bancarotta se non hanno percepito chiari «segnali di allarme» da parte di chi li doveva informare, cioè dal presidente e dall'amministratore delegato. Infatti gli amministratori non operativi del Consiglio di Amministrazione non hanno l'obbligo di «vigilare sulla società», ma solo il dovere di «valutare l'andamento della gestione in base alle informazioni ricevute». Secondo la Suprema Corte, la riforma del Diritto Societario del 2003 ha «certamente modificato» i doveri dei preposti alla gestione, delineando un obbligo di «ragguaglio informativo» a carico del Presidente del Consiglio di Amministrazione e a carico anche dell'amministratore delegato, alleggerendo così la posizione degli altri membri del board. In pratica, con la riforma si è passati, per gli amministratori senza delega, da un «obbligo di vigilanza sul generale andamento della gestione» a un dovere di «agire informato», un dovere/potere che comunque inerisce il mandato stesso di ciascun amministratore. Quindi, per imputare a tutto il Consiglio di Amministrazione i fatti di bancarotta, è necessario dimostrare oltre «alla rappresentazione dell'evento nella sua portata illecita» anche la «volontaria omissione nell'impedirlo».

IMU - Pronto il modello per la dichiarazione - 05/11/2012
Sono disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate le istruzioni per la compilazione e il modello per la dichiarazione IMU 2012. L’obbligo dichiarativo sorge per tutti coloro che hanno diritto ad usufruire di riduzioni d'imposta e viene confermata la scadenza del 30 novembre per gli immobili per i quali tale obbligo è sorto dal 1° gennaio 2012. In particolare, la presentazione della dichiarazione deve essere effettuata al Comune che ha deliberato la riduzione di aliquota per gli immobili locati solo se il contratto di locazione e di affitto sono stati registrati prima del 1° luglio 2010. Inoltre, l'ex coniuge assegnatario è tenuto a presentare la dichiarazione IMU solo quando il Comune in cui si trova l'ex casa coniugale non coincide né con il Comune di celebrazione del matrimonio, né con quello di nascita. Infine, per i fabbricati classificabili nel gruppo catastale D, non iscritti in catasto, ovvero iscritti ma senza attribuzione di rendita, interamente posseduti da imprese e distintamente contabilizzati, per i quali sono stati computati costi aggiuntivi a quelli di acquisizione, il termine di 90 giorni previsto per la presentazione della dichiarazione IMU decorre dalla chiusura del periodo di imposta relativo alle imposte sui redditi. Inoltre, da una prima lettura delle istruzioni ministeriali alla compilazione della dichiarazione IMU, emerge che tra gli immobili da dichiarare non deve essere ricompresa l’abitazione principale anche se è stata acquistata nel 2012. Infatti i Comuni possono essere a conoscenza di tale dato attraverso l'incrocio con l'anagrafe. Inoltre l’obbligo dichiarativo non sussiste neppure in presenza di diritto alla maggiorazione di detrazione di 50 euro per ciascun figlio di età non superiore a 26 anni, convivente nell'abitazione principale. Invece, per quanto riguarda i coniugi non separati con residenze anagrafiche distinte nello stesso Comune, la denuncia IMU dovrà essere presentata con riferimento all’immobile di cui si è usufruito delle agevolazioni per l'abitazione principale. Infine, le istruzioni ministeriali precisano anche le regole in ipotesi di assimilazione all'abitazione principale: unità immobiliari non locate, in proprietà di anziani o disabili, residenti in istituti di ricovero, o di cittadini italiani residenti all'estero, che i Comuni, con delibera, possono equiparare all'abitazione principale. In particolare, secondo il ministero, in presenza di una delibera di assimilazione, la dichiarazione dovrà essere presentata solo per le unità in proprietà dei cittadini AIRE.

EQUITALIA - Cancellazione d’ufficio per le ipoteche per modesti importi - 02/11/2012
In base alle istruzioni inviate nei giorni scorsi da Equitalia agli agenti della riscossione emerge che le mini ipoteche saranno cancellate d'ufficio. In particolare è stato previsto che tutte le misure di garanzia reale dei debiti fiscali e previdenziali iscritte da Equitalia per importi inferiori a 8.000 euro dovranno essere annullate anche se il contribuente non ne ha fatto richiesta; in dettaglio: tra le ipoteche attivate prima del 2 dicembre 2005, verranno meno quelle per importi inferiori a 1.549,37 euro, per quelle iscritte dopo il 2 dicembre 2005 saranno cancellate quelle di importo inferiore agli 8.000 euro. Infatti si ricorda che, come previsto dall'articolo 76 del D.P.R. n. 602 del 1973 (modificato dal D.L. n. 16 del 2012), Equitalia ora non può procedere all'espropriazione immobiliare se l'importo complessivo del credito da incassare non supera i 20.000 euro. Tuttavia, in passato, tale limite era stato fissato più in basso, precisamente a 3 milioni di lire (ossia 1.550 euro circa) dal D.Lgs. n. 193 del 2001 e poi a 8.000 euro dal D.L. n. 203 del 2005 (in vigore, appunto, dal 3 dicembre 2005). Le linee guida prevedono comunque uno specifico ordine di priorità nella trattazione delle pratiche: in primo luogo saranno cancellate le ipoteche gravanti sui debitori già raggiunti da procedure cautelari o esecutive (o che si prevede di raggiungere a breve); successivamente sarà la volta dei contribuenti che devono versare all’Erario, all’INPS o ad altri enti pubblici più di 20.000 euro; quindi verranno interessati i debitori «minori». Resta fermo che il venir meno dell'ipoteca non interromperà l'azione di recupero, che potrà proseguire attraverso l'utilizzo degli altri strumenti messi a disposizione dalla legge (fermo amministrativo, pignoramento ecc.). Con l'estinzione automatica dell'ipoteca saranno anche eliminati i relativi oneri di iscrizione e di cancellazione.

ACCERTAMENTO - La pratica commerciale può legittimare l’uso del contante - 31/10/2012
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18609 del 29 ottobre, ha stabilito che la differenza fra i versamenti in banca e il reddito dichiarato non legittima l'accertamento fiscale a carico del commerciante qualora sussista la pratica del pagamento in contanti. Nella fattispecie, la Suprema Corte ha confermato la decisione della Commissione Tributaria Regionale di Foggia che aveva ritenuto illegittimo il comportamento dell'ufficio che aveva recuperato a tassazione le maggiori IVA e IRAP basandosi sulla differenza fra i versamenti in banca e il reddito dichiarato (differenza di oltre duecentomila euro).

AGROALIMENTARE - La fattura non può sostituire il contratto se differita - 30/10/2012
Fra le disposizioni più significative introdotte dall’art. 62 del D.L. n. 1/2012 vi è l'obbligo della stipulazione in forma scritta dei contratti tra imprese riguardanti la cessione dei prodotti agricoli e alimentari. Il contratto può essere sostituito da un'apposita annotazione nel documento di trasporto o nella fattura immediata o negli ordini di acquisto e deve essere conservato per un periodo di dieci anni come prescritto dal codice civile. Tale contratto o le annotazioni sostitutive vanno redatti considerando come termine ultimo di stipula il giorno della consegna dei prodotti. Pertanto non può essere usata un’annotazione nella fattura differita come modalità sostitutiva del contratto in oggetto.

LA MEDIAZIONE - La mediazione fiscale deve precedere il ricorso - 26/10/2012
La Commissione tributaria provinciale di Lucca, con l’ordinanza n. 105/05/2012 del 1° ottobre 2012, ha dichiarato inammissibile il ricorso depositato prima della scadenza dei novanta giorni previsti per la mediazione tributaria, ex articolo 17-bis del D.Lgs. n. 546/1992 con riferimento agli atti notificati a decorrere dal 1° aprile 2012 di valore non superiore a ventimila euro emessi dall'Agenzia delle Entrate. Secondo i giudici toscani solo nell’ipotesi in cui il tentativo di mediazione tributaria non si sia concluso positivamente e siano passati i 90 giorni previsti dalla normativa in materia, il contribuente può costituirsi in giudizio depositando l'originale del ricorso presso la segreteria della commissione tributaria provinciale. Pertanto o si attiva la procedura del reclamo prevista dall'art. 17-bis del D.Lgs. n. 546/1992 con la necessità di esperire un tentativo di mediazione o bisogna almeno attendere il decorso infruttuoso dei novanta giorni previsti prima di procedere alla presentazione del ricorso in Commissione tributaria. Si segnala però che la Corte costituzionale, con una nota diffusa ieri, ha annunciato di aver dichiarato l'illegittimità costituzionale per eccesso di delega legislativa del D.Lgs. n. 28/2010, nella parte in cui ha previsto il carattere obbligatorio della mediazione. Fra le numerose eccezioni di costituzionalità presentate in tema, la Corte costituzionale ha accolto quella riguardante l’eccesso di delega. L’art. 60 della legge n. 69/2009 delegava il governo in materia di mediazione a condizione di non precludere l'accesso alla giustizia. La previsione dell'istituto della mediazione come condizione obbligatoria di procedibilità dovrebbe essere stata valutata come un ostacolo all'accesso diretto alla giustizia. Ne consegue che la mediazione perde il carattere di condizione di procedibilità della domanda giudiziale nelle controversie indicate nella citata norma del 2010.

AGROALIMENTARE - Da ieri in vigore le nuove disposizioni che disciplinano i contratti agroalimentari - 25/10/2012
L’art. 62 del D.L. n. 1/2012 ha introdotto una disciplina specifica in materia di contratti tra imprese riguardanti la cessione dei prodotti agricoli ed alimentari. Tale nuova disciplina normativa è entrata in vigore mercoledi 24 ottobre. Il decreto del ministero delle Politiche agricole che fornisce le regole attuative alle nuove disposizioni normative in materia, dopo i rilievi del Consiglio di Stato, risulta essere stato firmato dal Ministro competente. Le disposizioni sulle pratiche commerciali sleali e sui termini di pagamento sono immediatamente applicabili. In riferimento alle nuove regole sui contratti agroalimentari è prevista una norma transitoria che dispone che la regolarizzazione formale dei contratti in corso può essere effettuata fino al 31 dicembre 2012.

IVA PER CASSA – L’opzione non limita l'esercizio immediato del diritto alla detrazione spettante al cliente - 24/10/2012
Per i cessionari o committenti delle operazioni effettuate da un soggetto optante per il nuovo regime dell’Iva per Cassa ex articolo 32-bis del D.L. n. 83/2012, il diritto alla detrazione sorge in ogni caso al momento di effettuazione dell’operazione. Nei casi in cui il cessionario o committente dell’operazione abbia, a sua volta, esercitato l’opzione per la liquidazione dell’IVA per cassa, il suo diritto alla detrazione spetterà solo all’atto del pagamento del relativo corrispettivo. Fra le ipotesi di esclusione dalla nuova disciplina dell’IVA per cassa rientrano le seguenti operazioni di cui all’art. 6, quinto comma, secondo periodo, del D.P.R. n. 633/1972: a.cessioni di prodotti farmaceutici effettuate dai farmacisti, cessioni e prestazioni erogate ai soci dalle associazioni senza scopi commerciali, forniture allo Stato e ad altri enti pubblici; b.cessioni in triangolazione (consegna diretta dei beni al proprio cliente da parte del proprio fornitore) oggetto di fattura super-differita ex art. 21, comma 4, quinto periodo, D.P.R. n. 633/1972.

IVA PER CASSA - Al via dal 1° dicembre - 23/10/2012
La scelta per l'IVA per cassa da parte del fornitore non impedisce al cliente di detrarre immediatamente l'imposta. È uno degli aspetti più rilevanti del nuovo regime che potrà scattare già per le operazioni effettuate a partire dal prossimo 1° dicembre. Questa caratteristica dovrebbe consentire di superare una delle principali criticità dell'attuale regime (introdotto dall'articolo 7 del D.L. n. 185 del 2008 e riservato ai soggetti con volume d'affari fino a 200.000 euro) che non ne hanno consentito un’ampia diffusione. In sostanza, lo spostamento in avanti del momento dell'esigibilità dell'imposta sul valore aggiunto in capo al venditore o a chi effettua il servizio non preclude l'esercizio della detrazione da parte del cliente, a meno che anche quest'ultimo non abbia optato per l’IVA per cassa. È verosimile attendersi che molti contribuenti trimestrali attendano il 1° gennaio 2013 per attivare il nuovo sistema in quanto l'opzione anticipata al 1° dicembre 2012 comporterebbe una complessa “divisione” delle fatture relative ai mesi di ottobre e novembre da quelle di dicembre.

CREDITI VERSO LA P.A. – E’ pronta la piattaforma elettronica per la certificazione - 22/10/2012
Il Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato ha annunciato la disponibilità a breve di una piattaforma elettronica che consentirà di effettuare la certificazione dei crediti verso la P.A. per via telematica. In tal modo entrerà, si stima fra circa 2 mesi, nella fase operativa la possibilità di incassare una certificazione online dei mancati o ritardati pagamenti della P.A. La piattaforma elettronica, preparata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, è stata predisposta in base a quanto previsto da due decreti ministeriali datati 22 maggio 2012 e 25 giugno 2012 e sarà disponibile all'indirizzo web http://certificazionecrediti.mef.gov.it/CertificazioneCredito/home.xhtml. Si ricorda che la certificazione dei crediti è utile per favorire lo smobilizzo dei crediti vantati dalle imprese nei confronti della P.A.; l'istanza di certificazione può essere presentata da chiunque, società, impresa individuale o persona fisica, vanti un credito non prescritto, certo, liquido ed esigibile. Le norme non indicano un termine entro cui inoltrare le istanze di certificazione. Per maggiori informazioni è possibile inviare una e-mail all’indirizzo certificazionecrediti@tesoro.it

IVA - Ai nastri di partenza la fattura elettronica per la P.A. - 19/10/2012
È arrivato il parere positivo del Consiglio di Stato per il decreto che sancisce le modalità attuative del sistema di fatturazione elettronica verso le Pubbliche Amministrazioni. Il decreto, alla cui approvazione definitiva manca solo il passaggio formale in Consiglio dei Ministri, costituisce l'ultimo tassello necessario all'avvio degli obblighi dettati dall'articolo 1, commi da 209 a 214, della Legge n. 244 del 2007. Infatti, per le Amministrazioni destinatarie vige il divieto di accettare le fatture emesse o trasmesse in forma cartacea e di procedere al pagamento, anche parziale, sino all'invio del documento in forma elettronica. I fornitori delle Amministrazioni Pubbliche dovranno invece gestire il proprio ciclo di fatturazione esclusivamente in modalità elettronica, non solo nelle fasi di emissione e trasmissione ma anche in quella di conservazione. Si prevedono molti e rilevanti impatti operativi per i quali: da un lato, gli enti pubblici dovranno adeguare infrastrutture informatiche, sistemi contabili e procedure interne per la ricezione e la contabilizzazione dei flussi elettronici di fatturazione; dall'altro, i fornitori privati dovranno invece sviluppare modalità di gestione elettronica dei flussi documentali riorganizzando l'intero ciclo attivo di fatturazione.

ARTICOLO 62 - A rischio inapplicabilità il decreto attuativo sui ritardi nei pagamenti delle transazioni commerciali - 18/10/2012
Il decreto attuativo dell'art. 62 del D.L. n. 1 del 2012, che recepisce la direttiva comunitaria relativa ai ritardi nei pagamenti delle transazioni commerciali, è stato emanato quasi nove mesi dopo il decreto legge: tuttavia i sistemi informativi e amministrativi dovranno essere adeguati in dieci giorni. Dal 24 ottobre, infatti, il decreto ministeriale entrerà in vigore, lasciando peraltro in sospeso numerosi aspetti e il primo, e il più importante elemento di perplessità, è dato dai tempi di approvazione: il decreto ha ricevuto il via libera dal Consiglio di Stato solo la settimana scorsa, con diverse osservazioni, a pochissimi giorni dall'entrata in vigore. Il secondo aspetto è la faciloneria con cui legge e decreto attuativo sono intervenuti modificando diverse parti del D.P.R. n. 633 del 1972 e del D.P.R. n. 627 del 1978, rendendo le pratiche commerciali del settore fondamentalmente ingessate.

ACCERTAMENTO - Illegittimo l’accertamento che non rispetta le garanzie procedurali - 16/10/2012
La sezione distaccata di Salerno della Commissione tributaria della Campania, con la sentenza n. 463/12/12, ha stabilito la non legittimità di un accertamento quando l’Amministrazione finanziaria non rispetta le garanzie procedurali previste a tutela del contribuente. Il contribuente aveva richiesto l'annullamento dell'avviso di accertamento per le seguenti motivazioni: violazione dei termini entro i quali le verifiche fiscali devono essere completate; mancata valutazione delle memorie presentate dopo la notifica del processo verbale di constatazione da parte degli uffici dell’Agenzia delle Entrate; mancanza di autorizzazione ad estendere l'attività di controllo al settore delle imposte dirette, in quanto l'ordine di accesso riguardava solo l'Iva. I giudici tributari campani hanno accolto tutte le motivazioni di contestazione al comportamento dell’Amministrazione sollevate dal contribuente.

IMU - Bozza di dichiarazione IMU aperta alle osservazioni dei contribuenti - 15/10/2012
Fino al 19 ottobre 2012 sarà possibile inviare al Ministero dell'Economia e delle Finanze contributi ed osservazioni relative al modello di dichiarazione Imu e delle relative istruzioni, di cui è disponibile una bozza. Si ricorda che ai sensi dell'art. 9, comma 6, del D.L. 10 ottobre 2012, n. 174, il termine per la presentazione della dichiarazione Imu è stato prorogato dal 30 settembre al 30 novembre 2012. L'adempimento - per gli immobili per i quali l’obbligo dichiarativo ai fini dell’Imu è sorto dal 1° gennaio 2012 - è previsto all'art. 13, comma 12-ter, del decreto “Salva Italia” (D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modifiche dalla L. 22 dicembre 2011, n. 214).

CASSETTO FISCALE – Nuova grafica e più informazioni a portata di clic - 11/10/2012
Una nuova veste grafica per il cassetto fiscale. Diventa infatti più semplice e più rapido accedere al servizio che permette agli utenti Fisconline/Entratel di consultare le proprie informazioni fiscali. In particolare, ora è possibile visualizzare con immediatezza l’ultimo dato disponibile - come ad esempio l’ultima dichiarazione - e, per i pagamenti effettuati con l’F24, la relativa ricevuta. Con la nuova stagione trovano spazio dati del tutto nuovi, come le informazioni relative ai precedenti domicili fiscali e quelle sulle precedenti partite Iva, finora non visualizzati.

APPALTI - La responsabilità solidale dell’appaltatore è esclusa dall’autocertificazione - 10/10/2012
L’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in merito alla nuova disciplina relativa alla responsabilità solidale dell’appaltatore nei contratti d’appalto e subappalto di opere e servizi, introdotta dall’art. 13-ter del cosiddetto “decreto sulla crescita” (D.L. 22 giugno 2012, n. 83, convertito con modifiche dalla L. 7 agosto 2012, n. 134). La norma - che ha sostituito l’art. 35, comma 28, della “Manovra Bersani-Visco” (D.L. 4 luglio 2006, n. 223, convertito con modifiche dalla L. 4 agosto 2006, n. 248) - prevede la responsabilità dell’appaltatore e del committente per il versamento all’Erario delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e dell’Iva dovuta dal subappaltatore e dall’appaltatore in relazione alle prestazioni effettuate in esecuzione del contratto. La responsabilità è esclusa se l’appaltatore/committente acquisisce la documentazione attestante che i versamenti fiscali, scaduti alla data del pagamento del corrispettivo, sono stati correttamente eseguiti dal subappaltatore/appaltatore. Inoltre, è previsto che sia l’appaltatore che il committente possono sospendere il pagamento del corrispettivo dovuto al subappaltatore/appaltatore fino all’esibizione della predetta documentazione. Al riguardo l’Agenzia delle Entrate precisa che il citato art. 13-ter si applichi solo ai contratti di appalto/subappalto stipulati a decorrere dal 12 agosto 2012. Applicandosi l’art. 3, comma 2, dello Statuto del contribuente, la certificazione dev’essere richiesta soltanto in relazione ai pagamenti effettuati a partire dall’11 ottobre 2012, in relazione ai contratti stipulati a partire dal 12 agosto 2012. Relativamente alla documentazione che l’appaltatore/subappaltatore deve produrre per dimostrare il regolare versamento dell’Iva e delle ritenute, si chiarisce che sono valide le asseverazioni rilasciate da Caf o da professionisti abilitati, nonché le dichiarazioni sostitutive con le quali si attesti l’avvenuto adempimento degli obblighi prescritti. In particolare, la dichiarazione sostitutiva deve: indicare il periodo nel quale l’Iva relativa alle fatture concernenti i lavori eseguiti è stata liquidata, specificando se da tale liquidazione è scaturito un versamento, oppure se è stato applicato il regime dell’Iva per cassa o il reverse charge; riportare gli estremi dell’F24 relativo all’Iva e alle ritenute; contenere l’affermazione che l’Iva e le ritenute versate comprendono quelle riferibili al contratto di appalto/subappalto per il quale la dichiarazione viene resa; indicare il periodo nel quale le ritenute sui redditi di lavoro dipendente sono state versate, mediante scomputo totale o parziale.

AGEVOLAZIONI - In arrivo contributi ai datori per l'assunzione di giovani e donne - 09/10/2012
Oltre 230 milioni di euro destinati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ai datori di lavoro privati che entro il 31 marzo 2013 assumeranno giovani sotto i 29 anni e donne (per le quali invece non vi sono limiti anagrafici). È stato infatti firmato dal Ministro Elsa Fornero il decreto interministeriale che prevede un contributo di 12mila euro per la trasformazione di un contratto a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato (anche part-time), nonché per la stabilizzazione di co.co.co. e di associazioni in partecipazione con apporto di lavoro (sempreché il rapporto di lavoro da stabilizzare sia tuttora in essere oppure cessato da non più di 6 mesi). Inoltre, è previsto un contributo di 3.000 euro per ogni contratto di lavoro di durata non inferiore a 12 mesi, di 4.000 euro per i contratti di durata superiore a 18 mesi e di 6.000 euro se la durata supera i 24 mesi. I fondi saranno erogati dall'Inps sulla base dell'ordine cronologico di presentazione delle domande.

AGEVOLAZIONI - Al via il Decreto Sviluppo BIS - 08/10/2012
E’ stato approvato dal Consiglio dei Ministri il “Decreto Sviluppo BIS”, contenente ulteriori misure nella direzione dell'innovazione e dello sviluppo. I punti salienti del provvedimento sono l'agenda digitale, lo sviluppo infrastrutturale, gli investimenti stranieri, il credito alle Pmi e modifiche alla disciplina delle assicurazioni. Stanziati inoltre fondi per portare la banda larga in aree depresse. Infine, il provvedimento estende l'utilizzo obbligatorio di strumenti elettronici di pagamento a tutte le attività di vendita di prodotti e di prestazioni di servizi, anche professionali, e contiene misure finalizzate a snellire i tempi di comunicazioni e notifiche giudiziarie. Sul fronte degli incentivi, il decreto-legge contiene agevolazioni per la creazione di start up innovative. In relazione al pacchetto “Agenda digitale” viene previsto che: l’IBAN e conti correnti siano inseriti nei siti delle P.A. per facilitare i pagamenti dei cittadini; i certificati di malattia dei bambini, ai fini della fruizione del congedo parentale, dovranno essere inoltrati telematicamente; i cittadini potranno comunicare alla P.A. il proprio indirizzo di Posta Elettronica Certificata, con cui potranno poi «interfacciarsi» con le altre Amministrazioni Pubbliche; sia predisposto il fascicolo degli studenti universitari che dovrà contenere i dati a partire dall'immatricolazione sino al conseguimento del titolo di laurea, infine, anche le imprese individuali dovranno dotarsi della P.E.C. Il Decreto ha delineato anche le caratteristiche delle nuove start up innovative: la maggioranza del capitale sociale e dei diritti di voto nell'assemblea ordinaria deve essere detenuto da persone fisiche; la società deve essere costituita e operare da non più di 48 mesi; la società deve avere la sede principale dei propri affari e interessi in Italia; il totale del valore della produzione annua, a partire dal secondo anno di attività, non deve superare i 5 milioni di euro; la società non deve distribuire, o aver distribuito, utili; la società deve avere quale oggetto sociale esclusivo, lo sviluppo e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico; la società non deve essere stata costituita per effetto di una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda. Inoltre la start up deve soddisfare almeno uno dei seguenti criteri: sostenere spese in ricerca e sviluppo in misura pari o superiore al 30 per cento del maggiore tra il costo e il valore della produzione; impiegare personale altamente qualificato per almeno un terzo della propria forza lavoro; essere titolare o licenziataria di una privativa industriale connessa alla propria attività

SANZIONI AMMINISTRATIVE - Possibile la restituzione delle sanzioni per il ravvedimento di un comportamento incolpevole - 05/10/2012
La Sezione XIV della Commissione Tributaria Regionale di Roma, con la sentenza n. 471/14/12 del 4 luglio, ha stabilito che il ravvedimento operoso presentato per sanare un comportamento fiscale incolpevole determina, in capo al contribuente che ha definito l'irregolarità, il diritto al rimborso delle sanzioni versate. Infatti, secondo i giudici romani, ritenere il contrario non sarebbe conforme a giustizia e, comunque, contrasterebbe con i principi di buona fede e collaborazione dello Statuto del contribuente (legge n. 212 del 2000). Con questa sentenza viene ampliata la platea di quei contribuenti che, incolpevoli, sono esonerati dal pagamento di sanzioni e, anzi aggiunge, quale ulteriore specificazione, il diritto al rimborso delle sanzioni eventualmente corrisposte in dipendenza del ravvedimento operoso. Si segnalano, tra le cause di non punibilità riportate recentemente dalla giurisprudenza, sia di merito che di legittimità, le seguenti: l'incertezza sull'ambito di applicazione della norma (Corte di Cassazione n. 4031/12), la causa di non punibilità per il fatto di un terzo (Corte di Cassazione n. 884/2009), la crisi del settore (Commissione Tributaria Provinciale di Lecce n. 352/1/10) o il mancato pagamento di commesse (Commissione Tributaria Regionale Lazio n. 158/29/12).

AGEVOLAZIONI - Limitati gli incentivi al fotovoltaico - 04/10/2012
Il Ministero dello Sviluppo Economico ha chiarito che le tariffe previste dal III e dal IV Conto energia non sono cumulabili con la detassazione ambientale regolata dall'articolo 6 della legge n. 388 del 2000 (c.d. Tremonti ambientale). Inoltre, discostandosi nettamente dalla posizione assunta da Assonime, il Ministero ha precisato che le uniche tariffe cumulabili sono quelle relative al II Conto energia. In particolare, il Dipartimento per l'Energia del Ministero ha puntualizzato che: le tariffe del II Conto energia sono cumulabili nei limiti del 20 per cento del costo di investimento ex articolo 19 del D.M. 5 luglio 2012; le tariffe del III Conto energia non sono cumulabili con la detassazione che non compare nell'elenco tassativo di cui all'articolo 5, comma 1, del D.M. 6 agosto 2012, ne è applicabile il comma 4 dell'articolo 5 che si riferisce ad incentivi pubblici erogati previo bando; infine le tariffe del IV Conto e del V Conto energia non sono oggi cumulabili (gli artt. 5 e 12, rispettivamente del D.M. del 5 maggio 2011 e del D.M. 5 luglio 2012 stabiliscono al comma 1 le condizioni di cumulabilità con altri contributi e benefici pubblici, tra cui non figura la detassazione in esame). La regola della cumulabilità a partire dal 2013 è individuata tramite rinvio all'articolo 26 del D.Lgs. n. 28 del 2011: in base al comma 3, lett. d) di tale articolo 26, solo dal 1° gennaio 2013 si potranno cumulare gli incentivi al fotovoltaico con la detassazione dal reddito di impresa per acquisto di apparecchiature e macchinari. Si segnala che molti operatori, alla luce di tali chiarimenti, hanno rilevato come non sia coerente dal punto di vista sistematico ammettere il cumulo per un anno e negarlo invece per un altro.

AUTOTRASPORTATORI - Entro il 31 ottobre la dichiarazione per l'agevolazione sul gasolio - 03/10/2012
A seguito delle modifiche apportate al D.P.R. 9 giugno 2000, n. 277 dall’art. 61 del D.L. 24 gennaio 2012, n. 1, convertito con modifiche dalla L. 24 marzo 2012, n. 27, la dichiarazione relativa all'agevolazione fiscale a favore degli esercenti l’attività di autotrasporto deve essere presentata con periodicità trimestrale, entro il mese successivo alla scadenza di ciascun trimestre solare. Quindi per i consumi di gasolio effettuati tra il 1° luglio e il 30 settembre 2012 la dichiarazione deve essere presentata a decorrere dal 1° ottobre e fino al 31 ottobre. A tal fine l'Agenzia delle Entrate ha predisposto il relativo software e il modello di dichiarazione. Si ricorda che ai sensi dell’art. 61, comma 4, del richiamato D.L. n. 1/2012, e tenuto conto dell'aumento dell’aliquota di accisa sul gasolio usato come carburante, per il terzo trimestre 2012 l'agevolazione spetta in misura pari ad euro 209,98609 per 1.000 litri di prodotto, per i consumi effettuati tra il 1° giugno e il 10 agosto 2012, e ad euro 214,18609 per 1.000 litri di prodotto, in relazione ai consumi effettuati tra l’11 agosto e il 30 settembre 2012.

ACCERTAMENTO - Comunicazioni e adempimenti fiscali fuori tempo: arriva la remissione in bonis - 02/10/2012
L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 38/E del 28 settembre 2012, ha approfondito l’istituto della remissione in bonis introdotto dal D.L. n. 16/2012. Il dispositivo normativo ha introdotto una particolare forma di ravvedimento operoso (c.d. remissione in bonis) volto ad evitare che mere dimenticanze relative a comunicazioni ovvero, in generale, ad adempimenti formali non eseguiti tempestivamente precludano al contribuente, in possesso dei requisiti sostanziali richiesti dalla norma, la possibilità di fruire di benefici fiscali o di regimi opzionali. Il contribuente che ha dimenticato di presentare tempestivamente una comunicazione o di eseguire un adempimento può regolarizzare la sua posizione entro il termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi alle seguenti condizioni: la violazione non deve essere già stata contestata; non vi siano stati controlli conosciuti dal contribuente; sia versata una sanzione pari a 258 euro. Viene in particolare precisato che tale possibilità di regolarizzazione si applica nel regime della trasparenza, nel consolidato fiscale, relativamente al termine per l'invio del modello Eas da parte degli enti non commerciali, nell'opzione per l’adesione al regime di liquidazione e versamento mensile o trimestrale dell’Iva di gruppo, nell'opzione per la determinazione dell’Irap sulla base del bilancio nonché ai fini della tonnage tax.

IVA - Il regime Iva dei servizi accessori può seguire quello della prestazione principale - 01/10/2012
La Corte di giustizia Ue, con la sentenza del 27 settembre 2012, causa C-392/11, ha statuito che un contratto di locazione di immobili che prevede anche la fornitura al locatario di acqua, energia elettrica, copertura assicurativa, servizi condominiali, può configurarsi ai fini Iva come un'unica operazione seguendo il regime proprio della prestazione principale. Ne deriva che se la locazione è esente dall'imposta, lo stesso trattamento Iva va esteso ai corrispettivi specificamente addebitati per gli altri servizi forniti. Per i giudici europei solitamente ai fini Iva ciascuna prestazione deve essere normalmente considerata distinta e indipendente. Quando un'operazione comprende più elementi, bisogna però valutare se tale insieme di prestazioni vanno considerate unitariamente oppure come diverse prestazioni distinte e indipendenti ad esempio analizzando il contratto sottostante a tali servizi. Nel caso esaminato i servizi accessori sopra indicati possono oggettivamente costituire una prestazione unica, in quanto non rappresentano un fine a sé stante per il locatario, ma costituiscono piuttosto il mezzo per fruire, nelle migliori condizioni, della prestazione principale, cioè della locazione dell'immobile.

ACCERTAMENTO - Illegittimo l’accertamento Iva notificato oltre i cinque anni in forza delle disposizioni normative sul condono - 28/09/2012
La Commissione tributaria provinciale di Lecce, con la sentenza n. 426/1/12, ha statuito che l'accertamento Iva notificato oltre il termine ordinario quinquennale, sfruttando il differimento previsto dalla legge n. 289/2002 in materia di condono, va integralmente annullato in quanto tale legge essendo contraria all'ordinamento comunitario deve essere disapplicata interamente. La Corte di giustizia Ue, con la sentenza 17 luglio 2008 causa C-132/06, aveva condannato l’Italia in quanto era venuta meno agli obblighi previsti dagli articoli 2 e 22 della VI direttiva comunitaria Iva, avendo previsto, con le disposizioni ex legge n. 289/2002, una rinuncia generale e indiscriminata all'accertamento delle operazioni imponibili effettuate nel corso di una serie di periodi di imposta. I giudici pugliesi hanno accolto la tesi della difesa del contribuente secondo cui l'obbligo di disapplicare la legge n. 289/2002 vale non solo per la definizione agevolata, ma anche per il differimento dei termini di accertamento contenuto nella medesima. Si segnala inoltre che la Corte di Cassazione, sezione III penale con la sentenza n. 37071, ha statuito che l'omessa giustificazione di movimenti bancari da parte del contribuente non può essere ritenuta sufficiente dal giudice penale per la sussistenza del reato tributario, ma è necessario che le presunzioni tributarie relative ad indagini finanziarie siano supportate da ulteriori riscontri. La Suprema Corte ha ribadito che in tema di reati tributari non si può ricorrere alle presunzioni tributarie, nella specie quella relativa alle movimentazioni bancarie, secondo cui, in assenza di giustificazioni, tali movimenti si considerano ricavi dell'azienda ma il giudice penale deve compiere ulteriori accertamenti. Nel caso esaminato la mancata giustificazione di alcuni movimenti bancari aveva comportato un accertamento fiscale per maggiori ricavi con imposta evasa che aveva superato la soglia di rilevanza penale.

IMPOSTE DIRETTE - Redditi di capitale percepiti da soggetti non residenti assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta - 27/09/2012
L’Agenzia delle Entrate ha affrontato il caso della società fiduciaria che stipula, a suo nome ma per conto dei propri fiducianti, contratti di finanziamento con istituti di credito esteri presso i quali sono depositate attività finanziarie a nome della società stessa in forza di un mandato di amministrazione fiduciaria. Tali linee di credito sono produttive di un interesse debitore a tasso variabile che deve essere corrisposto dalla società fiduciaria per conto dei propri fiducianti in via posticipata alle scadenze pattuite alle banche (soggetti non residenti senza stabile organizzazione in Italia). In questa ipotesi la società fiduciaria - essendo obbligata a corrispondere gli interessi (anche se non ne sopporta l’onere economico) - deve applicare la ritenuta alla fonte a titolo d’imposta nei confronti del percettore non residente, ai sensi dell’art. 23, comma 1, lettere b) ed e), del Tuir. Si tenga peraltro presente che la società fiduciaria può applicare, sotto la propria responsabilità, l’eventuale aliquota ridotta prevista dalle convenzioni contro le doppie imposizioni: in tal caso deve conservare il certificato rilasciato dall’autorità fiscale straniera attestante la residenza del percettore e la documentazione relativa alla sussistenza delle condizioni necessarie per fruire del regime di favore. Relativamente agli obblighi connessi al “monitoraggio fiscale” di cui al D.L. 28 giugno 1990, n. 167, convertito con modifiche dalla L. 4 agosto 1990, n. 227, la società fiduciaria deve rilevare e comunicare i trasferimenti di denaro per importi superiori a 10mila euro conseguenti alla sottoscrizione del finanziamento, mentre i fiducianti non sono tenuti a compilare il quadro RW.

BENI CONCESSI AI SOCI - Arrivano i nuovi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate - 26/09/2012
L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 36/E del 24 settembre 2012, è nuovamente intervenuta dopo la circolare 24/E del 15 giugno 2012, in merito alle modalità applicative delle nuove disposizioni riferite ai beni concessi a soci o familiari introdotte dall’articolo 2, commi da 36 terdecies a 36-duodevicies, del D.L. n. 138/2011 fornendo ulteriori chiarimenti. Al fine di determinare la misura del reddito diverso derivante dagli accordi tra le parti per la concessione in godimento del bene relativo all’impresa, viene ribadito che il corrispettivo annuo e le altre condizioni contrattuali devono risultare da apposita certificazione scritta avente data certa antecedente alla data di inizio dell’utilizzazione del bene, ma viene inoltre precisato che in assenza della predetta documentazione il contribuente può, comunque, diversamente dimostrare quali sono gli elementi essenziali dell’accordo. Viene inoltre chiarito che al fine di evitare fenomeni di doppia imposizione il reddito diverso da assoggettare a tassazione in capo all’utilizzatore deve essere ridotto del maggior reddito d’impresa imputato allo stesso utilizzatore (imprenditore individuale o socio tassato per trasparenza), a causa dell’indeducibilità dei costi del bene concesso in godimento che ha generato il reddito diverso. Viene precisato che la disciplina dei beni concessi ai soci o familiari non si rende applicabile per i beni cui viene riconosciuta l'integrale deducibilità dei componenti negativi, come le autovetture adibite a uso pubblico (taxi). Le disposizioni in oggetto non dovrebbero, infine, trovare applicazione quando è lo stesso imprenditore individuale che utilizza per fini personali i beni della propria impresa. Nell’ambito della normativa sui beni concessi ai soci o familiari rientrano sicuramente i casi in cui la società dà in godimento i beni dell'impresa ai propri soci e ai familiari di questi e il caso in cui l'imprenditore individuale concede l'utilizzo dei beni aziendali ai propri familiari. Deve verificarsi pertanto un rapporto di terzietà tra il soggetto che concede il bene e l'utilizzatore.

TRUST - Per la CTP di Parma il trust è soggetto passivo ICI e IMU - 24/09/2012
La IV Sezione della Commissione Tributaria Provinciale di Parma, con la sentenza n. 89 del 6 giugno, ha stabilito che il trust è soggetto al pagamento dell’ICI/IMU dal momento in cui avviene il trasferimento dei beni da parte del titolare, a meno che non abbia una funzione sociale e assistenziale. Non gli può essere riconosciuta questa natura se ha la finalità di garantire al disponente, in quanto soggetto interdetto, la protezione e la gestione dei suoi beni. In particolare, per i giudici tributari non può neppure essere riconosciuta l'esenzione ICI/IMU, in quanto, nel caso di specie, «nessuna prova è stata fornita dalla parte ricorrente circa la finalità non lucrativa del trust e le eventuali sue finalità sociali». Infatti, nell'atto costitutivo è previsto che lo scopo «è il conseguimento della miglior gestione del patrimonio del trust nell'interesse del disponente»; mentre, per la Commissione Tributaria, un bene può essere ritenuto esente solo ed esclusivamente quando lo stesso viene conferito a un ente con finalità assistenziali e sociali.

IVA - Per la Cassazione le frodi “Carosello” sono contestabili con l’elusione - 21/09/2012
Per la Corte di Cassazione, l'Amministrazione finanziaria non è tenuta a dover fornire la prova dell'interposizione fittizia fra l'effettivo fornitore della merce e la cartiera che ha emesso la fattura. Tale onere rimane a carico del contribuente, acquirente, che ha detratto l'imposta. In particolare, secondo la Suprema Corte (sentenza n. 15741 del 19 settembre) l’Amministrazione non è tenuta a provare la simulazione dell'accordo fra aziende poiché potrebbe respingere l'operazione e negare la detrazione anche bollandola con l'abuso del diritto e, cioè, contestando un abuso di strumenti giuridici formali che eludono l'imposizione.

ACCERTAMENTO - Per la notifica l’obbligo della raccomandata informativa decorre dal 1° marzo 2008 - 20/09/2012
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14296 dell'8 agosto, ha stabilito che il Fisco è tenuto a spedire la raccomandata informativa ai contribuenti assenti solo per accertamenti e cartelle notificati dal 1° marzo 2008, in seguito alle modifiche apportate alla norma che disciplina il procedimento di spedizione degli atti a mezzo posta. Infatti, prima di questa data, non erano applicabili agli atti tributari le regole fissate dal Codice di Procedura Civile che prescrive l'obbligo della raccomandata in caso di assenza del destinatario. Secondo la Suprema Corte di Cassazione, gli atti civili e fiscali sono soggetti a regole diverse: solo dal 1° marzo 2008 è stato aggiunto all’originaria previsione dell'articolo 7 della legge n. 890 del 1982, che regola il procedimento di notifica degli atti a mezzo posta, che se il plico non viene consegnato personalmente al destinatario dell'atto, l'agente postale gli deve dare notizia dell'avvenuta notificazione dell'atto con raccomandata. Pertanto, per i giudici di legittimità, non vigendo questa disposizione al momento dell'emanazione degli accertamenti fiscali, «e non potendosi estendere alla notifica a mezzo posta la disposizione dettata dall'articolo 139 del C.p.c.», il giudice del merito ha errato a ritenerne la nullità.

BENI AI SOCI - Ulteriore proroga al 31 marzo 2013 - 19/09/2012
Con un provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate di ieri è stato ulteriormente prorogato al prossimo 31 marzo 2013 il termine per la prima comunicazione dei dati relativi ai beni dell'impresa concessi in godimento a soci o familiari. La scadenza, fissata precedentemente al prossimo 15 ottobre, è stata posticipata in considerazione delle particolari difficoltà di attuazione e dell’assoluta novità dell’adempimento. Con questa nuova scadenza si vuole evitare l'ingorgo delle scadenze fiscali e, inoltre, potrebbero essere eliminate le situazioni esistenti nel 2011 e risolte entro la fine dello stesso anno.

STUDI DI SETTORE - Pubblicati online nuovi chiarimenti - 18/09/2012
L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato venerdì 14 settembre 2012 sul proprio sito web una serie di risposte a quesiti proposti dai contribuenti in materia di studi di settore, in particolare con riferimento alla comunicazione di anomalie 2012. Fra le precisazioni più interessanti fornite si segnala: l'omessa presentazione del modello degli studi di settore è sanabile presentando una dichiarazione integrativa entro i termini del ravvedimento operoso; l'invio del modello degli studi di settore oltre il termine del ravvedimento operoso sarà sanzionato senza applicare l’incremento delle medesime previsto dal D.L. n. 98/2011; i contribuenti che hanno terminato l'attività nel corso del periodo d'imposta rimangono obbligati alla presentazione del modello degli studi; le società cooperative, società consortili e consorzi che operano esclusivamente a favore delle imprese socie o associate non sono obbligate a compilare gli studi di settore. Di particolare rilievo anche la precisazione per la quale in caso di compilazione erronea dei dati degli studi di settore previsti in Unico 2011 PF, l’Agenzia delle Entrate non può autonomamente correggere la dichiarazione. Infine, l'Agenzia delle Entrate applica in via analogica ad altri studi di settore i principi generali dettati con riferimento ai contribuenti con più punti vendita.

REDDITOMETRO - Anche la famiglia di fatto va considerata - 17/09/2012
La prima sezione della Commissione tributaria provinciale di Milano, con la sentenza n. 271/01/12 depositata il 10 settembre 2012, ha statuito che gli effetti della convivenza more uxorio vanno equiparati ai fini fiscali a quelli prodotti dal matrimonio, in particolare quando bisogna valutare il maggior reddito a carico di un contribuente. È necessario considerare anche il reddito accertato del convivente del contribuente e l’aumentata capacità contributiva generata dalla coppia di fatto. Per i giudici tributari milanesi la convivenza more uxorio, pur non essendo al momento disciplinata da alcuna legge specifica, realizza a tutti gli effetti un nucleo familiare stabile che va trattato ai fini fiscali come una coppia sposata. Rimane l’obbligo a carico del contribuente di dimostrare in concreto l’esistenza della coppia di fatto.

QUADRO RW – Ulteriori chiarimenti dalla Norma di Comportamento n. 185/2012 - 14/09/2012
Con la norma di comportamento n. 185, l’AIDC affronta il tema delle sanzioni irrogabili in presenza di irregolarità relative al quadro RW. Laddove la mancata compilazione del quadro RW riguardi unicamente la sezione III in relazione ai trasferimenti dall'estero all'Italia ovvero dall'Italia all'estero nei quali siano intervenuti intermediari finanziari residenti, nessuna sanzione potrà essere irrogata giusta la conoscenza, da parte dell'Amministrazione finanziaria, dei dati in questione indipendentemente dall'obbligo dichiarativo.

QUADRO RW - I commercialisti approfondiscono le sanzioni per l’errata od omessa compilazione - 13/09/2012
L'Associazione italiana dottori commercialisti ed esperti contabili, ha diffuso la norma di comportamento n. 185, che tratta la modulazione delle sanzioni in caso di inadempimento alle disposizioni di segnalazione delle attività estere nel quadro RW del modello Unico. Il nuovo documento chiarisce che in caso di integrazione della dichiarazione dei redditi entro il termine di accertamento del relativo periodo di imposta e prima dell'avvio di controlli da parte dell'Amministrazione finanziaria, al fine di sanare l'omissione o la parziale compilazione del quadro RW, si deve applicare esclusivamente la sanzione fissa di euro 258 e non quella proporzionale prevista dal D.L. n. 167/1990.

STUDI DI SETTORE - Utile indicare nelle annotazioni le cause della non congruità - 12/09/2012
Qualora un contribuente non risultasse congruo e/o coerente in base alle risultanze dell’applicazione del software Gerico è utile la compilazione dell'apposito quadro delle annotazioni del modello degli studi di settore in cui si possono esporre le eventuali giustificazioni di tali scostamenti e del mancato adeguamento rispetto alle previsioni del software ministeriale. L’indicazione delle giustificazioni nel quadro annotazioni rappresenta una sorta di riparo preventivo rispetto alla convocazione al contraddittorio da parte dell’Amministrazione finanziaria. Nelle annotazioni si può dettagliare la situazione specifica del contribuente evidenziando non solo gli eventi straordinari ma anche le normali condizioni operative (ad esempio modeste dotazioni di beni strumentali, l’assenza di collaboratori, la marginalità dell’attività economica svolta) che determinano la non rispondenza rispetto ai risultati di Gerico. Il contribuente oltre a compilare tali annotazioni nel modello degli studi di settore, da allegare all’Unico, avrà a disposizione un apposito software che verrà diffuso entro la fine dell'anno dall’Agenzia delle Entrate.

ACCERTAMENTO - Per la C.T.R. Veneta il tovagliometro non basta - 11/09/2012
La Commissione Tributaria Regionale del Veneto, con la sentenza n. 77/24/12, ha stabilito che l’Amministrazione finanziaria può utilizzare il tovagliometro per ricostruire i ricavi e contestare eventualmente incassi in nero di un ristorante soltanto se trova altri indizi di evasione. La Corte di Cassazione, già in passato, aveva avuto modo di confermare la validità della ricostruzione in base al numero di tovaglioli utilizzati (pronuncia n. 12438/2007) o dal consumo di acqua minerale (n. 17408/2010); tuttavia, nello stesso tempo, la giurisprudenza ha sottolineato la necessità che il risultato debba essere verosimile in riferimento alle caratteristiche e alle condizioni di esercizio dell'attività svolta.

IMPOSTE DIRETTE - Principio di competenza per la deducibilità del TFM - 10/09/2012
La Commissione Tributaria Provinciale di Brescia, con la sentenza n. 90/01/2012 dello scorso 21 giugno, ha stabilito che gli accantonamenti per il Trattamento di Fine Mandato (T.F.M.) degli amministratori sono sempre deducibili dalla società per competenza, indipendentemente dall'effettiva erogazione. La deducibilità per competenza è estesa anche alle ipotesi in cui il diritto all'indennità derivi da polizze assicurative stipulate successivamente al conferimento dell'incarico e non risulti da un atto di data certa anteriore all'inizio del rapporto. Con tale posizione i giudici bresciani smentiscono i contenuti della risoluzione n. 211/E del 2008 che, invece, affermava esattamente il contrario.

STUDI DI SETTORE - Pronta la nuova versione di Gerico 2012 - 07/09/2012
Disponibile l’aggiornamento del software Gerico 2012, per la compilazione degli studi di settore. La nuova versione (1.0.4) - aggiornata alla luce del D.M. 26 aprile 2012 e del D.M. 13 giugno 2012 (contenente i correttivi anti-crisi) - permette di calcolare la congruità (tenuto conto della normalità economica) e la coerenza economica per i 206 studi di settore applicabili per il periodo d'imposta 2011. L’Agenzia delle Entrate ricorda che per problemi di installazione o connessi all’utilizzo del prodotto è possibile contattare il numero verde 800 279 107, attivo dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 18.00 e il sabato dalle ore 8.00 alle ore 14.00. Sul sito www.agenziaentrate.it è comunque consultabile una guida operativa all’utilizzo del software. Aggiornato infine il software relativo alla procedura di controllo degli studi di settore e dei parametri allegati all’Unico 2012, che permette di evidenziare - tramite messaggi di errore - eventuali anomalie o incongruenze esistenti tra la dichiarazione (e i relativi allegati) e le specifiche tecniche di Gerico 2012. Con il programma in esame è possibile controllare i modelli Unico 2012 contenenti gli allegati relativi a studi di settore e parametri, mentre per le dichiarazioni prive dei suddetti allegati è sufficiente installare il software “Procedura di controllo Dichiarazioni”. La nuova versione (1.0.2), diffusa ieri, rimuove un’anomalia nel controllo telematico relativo agli studi VG75U e VK04U. Si ricorda che il controllo dell’Unico (con allegati) senza installare il software ne determina lo scarto.

LAVORO - Massimo tre contratti di associazione in partecipazione - 05/09/2012
Nella recente riforma del lavoro, nell'ambito della rivisitazione delle tipologie contrattuali, è stato radicalmente rivisto il contratto di associazione in partecipazione. Infatti il comma 28 dell'articolo 1 della legge n. 92 del 2012 ha modificato l’articolo 2549 del Codice Civile e ha ridisegnato il quadro normativo di questo particolare istituto contrattuale. In particolare, con il fine dichiarato di contrastare l'utilizzo improprio e strumentale di alcuni elementi di flessibilità presenti nelle varie tipologie contrattuali, l'intervento operato dalla riforma Fornero limita adesso a tre gli associati (anche lavoratori) occupati nella stessa attività e ciò vale a prescindere dal numero degli associanti. L'unica eccezione alla restrizione è costituita dalla circostanza che gli associati siano legati all'associante da vincoli di parentela entro il terzo grado o di affinità entro il secondo. Le conseguenze che scaturiscono dal mancato rispetto della nuova previsione sono molto rilevanti: se si stipula un quarto contratto, infatti, tutti i rapporti (non solo il quarto) vengono trasformati in contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Tuttavia, il legislatore ha previsto una salvaguardia per i contratti certificati alla data dello scorso 18 luglio; solo per questi rapporti potranno continuare a valere - fino alla loro cessazione - le vecchie regole. I contratti stipulati successivamente all'entrata in vigore della legge n. 92 del 2012 (18 luglio) ricadono totalmente nella nuova, più stringente, disciplina. Viene infine evidenziato che è prevista una presunzione legale secondo cui i rapporti di associazione in partecipazione con apporto di lavoro, avviati e condotti in assenza di un'effettiva partecipazione dell'associato agli utili oppure omettendo di consegnargli il previsto rendiconto contabile, sono automaticamente convertiti in rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato (salvo prova contraria).

ACCERTAMENTO - L’invio di un questionario non preclude la presentazione della dichiarazione integrativa - 04/09/2012
La Commissione tributaria regionale della Lombardia, con la sentenza n. 60/45/12, ha stabilito che la notifica di un questionario non impedisce la possibilità di presentare una dichiarazione dei redditi integrativa. Il caso esaminato riguardava un contribuente che aveva commesso alcuni errori materiali nella compilazione della dichiarazione dei redditi con riferimento a una cessione di azienda avvenuta mediante donazione. Dopo aver ricevuto un questionario dall'Agenzia delle Entrate, il contribuente aveva presentato una dichiarazione integrativa al fine di correggere alcuni degli errori di compilazione commessi nella dichiarazione originaria. L’avviso di accertamento emanato dall’Agenzia delle Entrate non aveva tenuto conto delle modifiche dei dati contenuti nella dichiarazione integrativa. Per i giudici non esiste una disposizione normativa che precluda la possibilità di presentare una dichiarazione dei redditi integrativa dopo aver ricevuto un questionario.

SISMA EMILIA - Arriva ufficialmente la proroga dei versamenti tributari - 03/09/2012
Sulla Gazzetta Ufficiale del 30 agosto è stato pubblicato il decreto del ministro dell'Economia e delle Finanze che rinvia il termine di sospensione degli adempimenti e versamenti tributari al 30 novembre 2012 a favore dei contribuenti coinvolti nel recente sisma dell’Emilia. Gli adempimenti e i versamenti tributari rientranti nella sospensione sono quelli che scadono nel periodo decorrente dal 20 maggio 2012 al 30 novembre 2012. Rimane ancora da emanare il decreto che stabilisce concretamente le modalità di effettuazione degli adempimenti e i versamenti tributari sospesi. Il provvedimento di sospensione non sembra riguardare gli adempimenti di natura contributiva.

SOCIETÀ DI CAPITALE - Al via la società a responsabilità limitata semplificata (Srls) - 31/08/2012
Con l'entrata in vigore, dal 29 agosto, del Decreto del Ministero di Giustizia n. 138 del 23 giugno 2012 che disciplina l'atto costitutivo standard, è divenuto possibile costituire una Srl semplificata. Questa nuova tipologia societaria può essere adottata solo nell’ipotesi in cui tutti soci non abbiano compiuto 35 anni e il capitale sociale può variare da 1 a 9.999 euro da versare integralmente in denaro. L'atto costitutivo e l'iscrizione nel registro delle imprese sono esenti da onorari notarili, da imposta di bollo e da diritti di segreteria, ma sono dovuti l'imposta di registro (168 euro), i diritti camerali (in media 200 euro). La possibilità di creare una società con un capitale di un euro potrebbe però creare complicazioni nei rapporti con il sistema bancario che potrebbe richiedere garanzie rinforzate prima di concedere credito alle nuove srl semplificate.

IMPOSTE DIRETTE - Semplificata la deducibilità delle perdite sui crediti di modesta entità - 10/08/2012
L'art. 33 del D.L. n. 83/2012 ha modificato l'art. 101 del Tuir in tema di deducibilità delle perdite su crediti. Le nuove disposizioni normative prevedono la deducibilità dei crediti minori qualora siano decorsi 6 mesi dalla loro scadenza secondo i seguenti limiti: crediti di importo non superiore a 5.000 euro per le imprese di più rilevante dimensione che per il 2009 erano quelle con un volume d'affari o ricavi non inferiori a 300 milioni di euro, 200 milioni per il 2010 e 150 milioni per il 2011; crediti di importo non superiore a 2.500 euro per le altre imprese. Viene inoltre riconosciuta la deducibilità della perdita su crediti per i quali il diritto alla riscossione è prescritto. Il decreto crescita ha previsto anche specifiche disposizioni nell'ipotesi di creditore assoggettato a procedure concorsuali.

DICHIARAZIONI - Non è più prevista l’autotutela per la dichiarazione dei redditi non presentata - 09/08/2012
Suscita diverse perplessità il contenuto della recente circolare n. 34/E del 6 agosto: con tale interpretazione, l’Agenzia delle Entrate ha affermato che il contribuente che usa in compensazione il credito risultante da una dichiarazione omessa dovrà prima pagare le imposte, le sanzioni, gli interessi e i compensi di riscossione, iscritti a ruolo a seguito della liquidazione automatizzata della dichiarazione dell'anno successivo, e, poi, chiedere il credito a rimborso, attivando il contenzioso a norma dell'articolo 21 del D.Lgs. n. 546/1992. Mentre fino a qualche giorno fa l’Amministrazione Finanziaria si era dimostrata tollerante per queste dimenticanze, riconoscendo i crediti in autotutela, a seguito di controllo dei documenti, con la sola richiesta di una sanzione di 258 euro per la dichiarazione omessa, successivamente alla circolare n. 34/E questa tolleranza non c'è più. Inoltre, l'istanza di rimborso dovrà essere presentata entro due anni dal pagamento degli esiti della liquidazione, o dell'esito del contenzioso relativo alla cartella di pagamento conseguente alla liquidazione stessa. In tal caso, il rimborso sarà erogato solo dopo avere riscontrato l'effettiva spettanza del credito: non è difficile immaginare che, tra i tempi del contenzioso e la difficoltà degli uffici ad eseguire i rimborsi, il contribuente, dopo aver pagato le imposte, le sanzioni, gli interessi e i compensi di riscossione, potrebbe ricevere il rimborso dopo dieci anni.

IVA - Il Notariato illustra le recenti novità Iva nel settore dell’edilizia - 08/08/2012
Il Consiglio del Notariato, con il parere espresso nello studio n. 102-2012/T del 15 giugno, esamina le novità in materia di Iva nel settore dell’edilizia introdotte dal D.L. n. 83 del 2012 e analizza altresì alcune questioni in materia. In particolare viene affermato che non vi devono essere variazioni di imposta nel cambiamento di regime Iva delle cessioni di fabbricati abitativi (nuova formulazione del n. 8-bis) dell'art. 10 del D.P.R. n. 633 del 1972): qualora gli acconti siano stati fatturati in esenzione, secondo la normativa vigente prima del 26 giugno 2012, mentre l'atto è divenuto imponibile per effetto dell'opzione consentita dalle modifiche apportate dal D.L. n. 83 del 2012, occorre comunque versare l'imposta proporzionale di registro sulle somme non gravate da Iva.

DECRETO SVILUPPO - Il sì definitivo del Senato - 07/08/2012
Il Senato, senza apportare modifiche rispetto al testo approvato la settimana scorsa dalla Camera, ha votato il 3 agosto il ddl di conversione del D.L. n. 83/2012 su cui il Governo ha posto la fiducia. Le novità più significative sono le seguenti: fino al 30 giugno 2013 sarà possibile usufruire della detrazione Irpef per le ristrutturazioni edilizie portata al 50% per lavori fino a un massimo di 96mila euro; dal 1° gennaio 2013 saranno riproposti per tre anni gli ecoincentivi all'acquisto, anche tramite leasing, di vetture a basse emissioni; viene introdotto un nuovo regime dell'Iva per cassa; viene previsto un nuovo bonus fiscale sulle assunzioni di profili altamente qualificati; viene facilitata la gestione della crisi d'impresa, attraverso la semplificazione delle procedure, l'estensione delle garanzie e l'introduzione del concordato in continuità aziendale; viene modificata la disciplina inerente l'emissione di titoli di debiti a favore delle società non quotate. Con particolare riferimento al nuovo regime dell’IVA per cassa, viene previsto che: per le cessioni di beni e per le prestazioni di servizi effettuate da soggetti passivi con volume d’affari non superiore a 2 milioni di euro, nei confronti di cessionari o di committenti che agiscono nell’esercizio di impresa, arte o professione, l’Iva diviene esigibile al momento del pagamento dei relativi corrispettivi; per i medesimi soggetti l’esercizio del diritto alla detrazione dell’Iva relativa agli acquisti dei beni o dei servizi sorge al momento del pagamento dei relativi corrispettivi. La data di entrata in vigore del nuovo regime sarà stabilita da un apposito decreto ministeriale attuativo che dovrà essere emanato entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione del D.L. n. 83/2012.

ACCERTAMENTO - Effetti dell’indeducibilità dei costi in violazione del principio di competenza gestibili mediante compensazione - 06/08/2012
L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 31/E del 2 agosto 2012, ha approfondito la tematica dell’indebita deduzione di componenti negativi ai fini delle imposte dirette in violazione del principio di competenza. I chiarimenti sono stati emanati per uniformare i differenti comportamenti delle varie sedi dell’Amministrazione finanziaria riscontrati nella gestione operativa della tematica in oggetto. Gli uffici devono gestire, da un lato, il procedimento di definizione relativo alla maggiore imposta accertata in conseguenza dell’avvenuta deduzione del componente negativo in violazione del principio di competenza e dall’altro, il procedimento di rimborso, qualora attivato dal contribuente, di quanto indebitamente pagato nel periodo d’imposta in cui avrebbe dovuto correttamente imputare e dedurre detto componente. Viene ritenuto possibile, in sede di definizione del procedimento di accertamento con adesione, compensare l’imposta dovuta con quella che darebbe diritto al rimborso di quanto indebitamente versato, ferma restando l’applicazione delle sanzioni e degli interessi.

DICHIARAZIONI D’INTENTO - Nuovo termine ma vecchio modello - 03/08/2012
L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 82/E del 1° agosto 2012, ha fornito alcuni chiarimenti in merito alle modalità di compilazione del modello di comunicazione dei dati contenuti nelle dichiarazioni d’intento ricevute, adempimento a carico dei fornitori degli esportatori abituali. L’articolo 2, comma 4, del D.L. n. 16/2012 ha modificato il termine per l’invio della comunicazione che va eseguito entro il termine di effettuazione della prima liquidazione periodica Iva, mensile o trimestrale, nella quale confluiscono le operazioni realizzate senza applicazione dell'imposta. In precedenza il termine per l'adempimento era fissato entro il giorno 16 del mese successivo a quello di ricevimento della lettera d'intento dell’esportatore abituale. Nella risoluzione in oggetto l’Agenzia delle Entrate precisa che il termine di effettuazione della prima liquidazione periodica in cui confluisce l’operazione va considerato termine ultimo per eseguire l’adempimento. È pertanto possibile per i contribuenti che ricevono lettere d’intento da esportatori abituali, effettuare la comunicazione anche se la relativa operazione non imponibile non è stata ancora effettuata. Viene inoltre chiarito che fino a quando non sarà approvato il nuovo modello di comunicazione si deve utilizzare la modulistica attualmente in uso, indicando, quale periodo di riferimento, solamente l'anno.

FISCO E CONTRIBUENTE - Un nuovo numero verde per parlare con Equitalia - 02/08/2012
Da ieri è possibile contattare Equitalia Nord, Equitalia Centro ed Equitalia Sud chiamando i numeri 800178078 (numero verde gratuito da telefono fisso) o 0236793679 (da telefono cellulare o dall'estero, secondo il piano tariffario). Il contact center del Gruppo Equitalia è attivo 24 ore su 24. Dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 18, è possibile parlare direttamente con un operatore, mentre nelle altre fasce orarie, il sabato e la domenica è attivo un risponditore automatico.

ACCERTAMENTO - Indagini bancarie potenziate ai nastri di partenza - 01/08/2012
Starebbe per essere emanato il provvedimento dell'Agenzia delle Entrate riguardante le modalità operative con le quali banche, Poste, sim, sgr, fiduciarie e assicurazioni devono comunicare all'Anagrafe tributaria le informazioni relative ai conti e ai rapporti dei loro clienti ai sensi dell'articolo 11, comma 3 del D.L. n. 201/2011. L’Amministrazione finanziaria, con una nota recentemente inviata alle associazioni di categoria del mondo finanziario (Abi, Afin, Aibe, Aifi, Aiip, Ania, Assifact, Assilla, Assofiduciaria, Assogestioni, Assoholding, Assosim, Federascomfidi, Federconfidi e Poste Italiane spa) ha precisato che si sta adeguando alle prescrizioni imposte dal Garante della Privacy in materia di trattamento dei dati finanziari dei contribuenti ma rimangono confermati i dati e le informazioni che dovranno essere oggetto di trasmissione da parte degli intermediari. La bozza del provvedimento prevede come termine per l'invio di saldi e movimentazioni relativi all'anno 2011 il prossimo 31 ottobre.

IMPOSTE DIRETTE - Ora l’auto aziendale non conviene più: preferibili i rimborsi chilometrici - 31/07/2012
Dopo la stretta fiscale che dal 2013 colpirà la deduzione dei costi relativi alle auto aziendali (ridotta dal 40 al 27,5 per cento), e le problematiche sull'utilizzo delle stesse da parte dei soci anche per motivi personali, è preferibile intestare le autovetture direttamente agli amministratori per le società di capitali, agli accomandatari per le s.a.s. o ai soci per le s.n.c. Infatti, la successiva richiesta alla società del rimborso spese per i chilometri percorsi consente la piena deducibilità IRES o IRPEF di questi costi, in capo all'impresa, e la non tassabilità del rimborso, in capo al precettore. Inoltre, per questi rimborsi, è stato chiarito dall’Agenzia delle Entrate che è possibile dedurre il totale delle tariffa A.C.I. e non solo la parte proporzionale alla percorrenza (risoluzione 6 maggio 2011, prot. 954-59477-2011). Per le singole trasferte fuori dal Comune sede di lavoro, possono spettare all'Amministratore, previa apposita autorizzazione, due tipi di indennità, quella forfettaria e quella chilometrica: 1.la prima può essere pagata indipendentemente dal fatto che utilizzi la propria autovettura e prevede in generale un rimborso giornaliero di 46,48 euro e di 77,47 euro, se all'estero (articolo 51, comma 5, del TUIR). Fino a questo limite non sono tassate in capo all'amministratore, mentre sono sempre deducibili per l'impresa, anche se superiori; 2.la seconda, quella chilometrica, ha un limite massimo di deduzione per l'impresa, pari al costo di percorrenza relativo ad autoveicoli di potenza non superiore a 17 cavalli fiscali, ovvero 20 se con motore diesel (articolo 95, comma 3, del TUIR). Il Decreto Sviluppo (D.L. n. 83 del 2012), inoltre, nel testo approvato dalla Camera dei Deputati, dispone che, decorsi sei mesi dalla scadenza, i crediti di ammontare non superiore a 2.500 euro, o a 5.000 euro per le imprese di grandi dimensioni, si considerano inesigibili con la possibilità di dedurre la perdita fiscale.

MODELLO 770 - Invio telematico prorogato al 20 settembre - 30/07/2012
E' stato firmato il D.P.C.M. che proroga dal 31 luglio al 20 settembre la scadenza per la presentazione del Modello 770. La proroga interessa sia il Modello 770 Semplificato sia quello Ordinario ed è stata assunta «in considerazione delle difficoltà organizzative manifestate dalle categorie professionali, in particolare dagli intermediari incaricati della trasmissione telematica della dichiarazione dei sostituti d'imposta». La proroga è stata gradita dai professionisti, anche se è giunta con notevole ritardo in considerazione dell’imminente scadenza ordinaria. L’auspicio è che il riordino delle scadenze promesso dall'Agenzia delle Entrate consideri la complessità di questa dichiarazione e l'opportunità di distanziarne in futuro la scadenza da quella dei Modelli 730.

PROFESSIONI - Siglato un accordo tra Commercialisti e Agenzia delle Entrate per la definizione di una linea diretta - 27/07/2012
Nella giornata di ieri è stato siglato un accordo-quadro, tra l'Agenzia delle Entrate e il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, che concede ai professionisti iscritti all'Ordine di velocizzare e semplificare i rapporti con l'Amministrazione. In dettaglio, l’accordo si compone di due step: un filtro obbligatorio telematico e un canale preferenziale per l'appuntamento con gli uffici. In base a questo accordo, l'Agenzia delle Entrate metterà a disposizione anche il canale telematico «Civis» e una casella di Posta Elettronica Certificata: dc.sac.controllo_automatizzato@pec.agenziaentrate.it. Inoltre, qualora gli strumenti telematici non dovessero essere sufficienti per la soluzione della pratica, i commercialisti avranno accesso ad una corsia preferenziale per gli appuntamenti allo sportello, senza bisogno di fare code e, inoltre, il singolo appuntamento potrà essere richiesto anche per la risoluzione di più pratiche insieme, purché omogenee.

IVA - Fatture sotto i 300 euro, documento riepilogativo anche per la determinazione del reddito - 26/07/2012
I soggetti passivi Iva possono registrare le fatture attive e/o passive, se di importo inferiore a 300 euro, attraverso un documento riepilogativo nel quale devono essere indicati i numeri delle fatture cui si riferisce, l’ammontare complessivo imponibile delle operazioni e dell’imposta distinto per aliquota applicata (art. 6 del D.P.R. 9 dicembre 1996, n. 695). Al riguardo l’Agenzia delle Entrate ritiene che sia possibile avvalersi di tale semplificazione anche per la registrazione degli incassi e dei pagamenti ai fini della determinazione del reddito professionale, qualora gli stessi vengano annotati in una sezione separata del registro Iva. Peraltro, il documento cumulativo potrà essere annotato anche ai fini delle imposte sui redditi solo se le fatture emesse e/o ricevute in esso riepilogate, sono state tutte saldate (in tal caso come unica data associata al documento riepilogativo potrà essere utilizzata quella dell’ultimo incasso e/o pagamento). Si segnala infine sempre in materia di IVA che la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30140 depositata nella giornata di ieri, ha stabilito che il reato di omesso versamento dell’imposta sul valore aggiunto non viene meno se l’imposta è rateizzata successivamente. Ne consegue che il sequestro sui beni è legittimo fino alla conclusione della rateazione, a nulla rilevando che il piano di rateazione sia assistito da garanzia fideiussoria. In particolare, secondo la Suprema Corte, la regolarizzazione a posteriori del versamento delle imposte non estingue il reato ma costituisce una circostanza attenuante. Inoltre, sempre secondo i giudici, il versamento rateale successivo alla consumazione del reato, non solo non estingue il reato tributario ma legittima anche il sequestro finalizzato alla confisca, in quanto, fino alla sua conclusione il debito non può considerarsi estinto e, quindi, il profitto del reato resta, seppur parzialmente, nella disponibilità del contribuente (eventualmente il sequestro potrà esser gradualmente ridotto per duplicazioni sanzionatorie).

FATTURA ELETTRONICA - Dal 2013 in formato libero - 25/07/2012
Dal 1° gennaio 2013, con il recepimento della Direttiva 2010/45/UE, vi saranno nuove regole per l'utilizzo semplificato delle fatture elettroniche e per l’esigibilità dell'imposta delle cessioni e prestazioni di servizi intracomunitarie. In particolare, in merito alla fatturazione elettronica, vengono introdotte nuove regole che, oltre a equiparare in tutto e per tutto la fattura elettronica alla fattura cartacea, riconoscono agli operatori massima libertà nell'individuare le procedure di gestione più utili e funzionali a garantire autenticità e integrità della fattura prescindendo quanto più possibile dagli strumenti tecnologici di volta in volta utilizzati. Pertanto, il soggetto passivo può scegliere il formato con cui la fattura elettronica viene emessa o ricevuta, tanto da potersi considerare fatture elettroniche non solo quelle strutturate in formato Xml ma anche in qualsiasi altro tipo di formato elettronico, quale un messaggio di posta elettronica con allegato il pdf della fattura oppure un fax ricevuto su un personal computer quindi non trasmesso o stampato su supporto analogico. Tuttavia, il ricorso a una fattura elettronica resta subordinato all'accordo del destinatario.

DL SVILUPPO – Importanti emendamenti in materia di Iva per cassa, risparmio energetico e TU Edilizia - 24/07/2012
Tra i numerosi emendamenti al D.L. n. 83/2012, c.d. Decreto Sviluppo, che è in discussione alla Camera, segnaliamo quello relativo all’IVA per cassa, che concederebbe la possibilità di differire, al momento dell’incasso del corrispettivo, il versamento dell’IVA dovuta agli operatori con fatturato fino a 2 milioni di euro (ad oggi tale facoltà è concessa agli operatori con volume d’affari non superiore a 200.000 euro). Diversamente dal vigente sistema previsto dall'art. 7 del D.L. n. 185/2008, il nuovo regime di cassa non si applicherà solo per l'imposta dovuta, ma anche per il diritto alla detrazione dell'Iva sugli acquisti, che sarà esercitabile solo dopo avere pagato i fornitori. I contribuenti che decideranno di adottare il nuovo regime speciale dovranno indicare tale opzione sulle fatture emesse. Viene previsto un decreto ministeriale, da emanarsi entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del D.L. n. 83/2012, che dovrà stabilire le disposizioni di attuazione, la data di decorrenza delle nuove regole e la data di abrogazione delle disposizioni attualmente vigenti sull'Iva per cassa introdotte dall'art. 7 del D.L. n. 185/2008. Un altro importante emendamento riguarda la possibilità di usufruire della detrazione IRES/IRPEF del 55%, fino al 30 giugno 2013, per alcuni interventi di riqualificazione energetica. Tra gli altri emendamenti si segnalano: novità in tema di deducibilità delle perdite su crediti; modifiche al TU edilizia in materia di sportello unico e di semplificazione della Dia; novità in materia di procedure concorsuali.

IVA - Spese di manutenzione detraibili anche per i beni d’impresa utilizzati temporaneamente a fini privati - 23/07/2012
La Corte di Giustizia Ue, con la sentenza del 19 luglio 2012 riferita al procedimento n. C-334/10, ha statuito la legittimità della detrazione dell’Iva riferita a spese di manutenzione sostenute su beni d’impresa utilizzati temporaneamente a fini privati. Il fatto che il bene aziendale oggetto delle modifiche abbia o non abbia, al momento dell'acquisto, formato oggetto di diritto alla detrazione, non rileva ai fini della detraibilità dell'Iva relativa alle spese di manutenzione. È stato inoltre ribadito che la circostanza che i beni acquisiti per fini d'impresa non siano immediatamente impiegati nell'attività economica, in linea generale, non può condurre a negare il diritto alla detrazione dell'Iva assolta a monte. Si segnala, inoltre, che in Commissione Finanze della Camera è stato presentato un emendamento alla legge di conversione del Decreto Sviluppo (D.L. n. 83/2012) riguardante la deducibilità delle perdite su crediti di modesta entità. Viene previsto che sussistono automaticamente gli elementi certi e precisi che permettono di operare la perdita su crediti quando l’importo del credito considerato non supera i 5mila euro per le imprese di più rilevante dimensione e i 2.500 euro per quelle più piccole, nell’ipotesi in cui siano trascorsi sei mesi dalla scadenza di pagamento. L’emendamento dispone anche una semplificazione della gestione della perdita su crediti con riferimento alle imprese che adottano i principi contabili internazionali.

ACCERTAMENTO - Lo scudo fiscale può proteggere dagli accertamenti sintetici - 20/07/2012
La Commissione tributaria regionale del Friuli Venezia Giulia, con la sentenza n. 76/01/12 ha considerato non legittimo un accertamento sintetico nei confronti di un contribuente che ha aderito alla scudo fiscale versione 2009-2010. Nel ricordare che il pagamento dell'imposta straordinaria sulle attività all'estero, dietro presentazione della dichiarazione riservata, garantisce al contribuente la preclusione di ogni accertamento tributario e contributivo per i periodi di imposta per i quali non è ancora decorso il termine per i controlli, i giudici tributari friulani hanno fornito alcune importanti precisazioni. Il contribuente scudato non deve provare che le somme regolarizzate non fossero detenute già prima del periodo d'imposta accertato, né deve far valere l'effetto preclusivo in sede di verifica. Rimane comunque necessaria una riconducibilità quantitativa tra le somme rimpatriate e l'imponibile oggetto di accertamento. Si segnalano, inoltre, due recenti sentenze delle Commissioni tributarie di primo grado in tema di conferimenti di beni e di ramo di azienda ai fini dell’imposta di registro. Entrambe le Commissioni hanno considerato legittimo il comportamento dei contribuenti valutato invece dall’Amministrazione finanziaria privo di valide ragioni economiche. In entrambi i casi non è stato ravvisato abuso del diritto, in quanto non può essere vietato al contribuente organizzare la propria impresa e ricercare legittimamente il risparmio d'imposta attraverso il compimento di una serie di atti negoziali legittimi, di per sé dotati di autonomo significato economico e giuridico. Il caso giudicato dalla Commissione tributaria provinciale di Reggio Emilia, con sentenza n. 69/4/12 depositata il 25 giugno 2012, riguardava un conferimento di un immobile gravato da un mutuo ipotecario. Il valore netto dell'immobile conferito era stato utilizzato per un aumento del capitale sociale. La società si era accollata il mutuo mentre l'imposta di registro era stata corrisposta solo sul valore netto di conferimento. Il caso giudicato dalla Commissione tributaria provinciale di Milano, con la sentenza n. 168/3/12 depositata il 29 maggio, riguardava un conferimento di ramo d’azienda in cambio di quote societarie con successiva cessione di tali quote.

IMU - Regole rigide per le agevolazioni riferite all’abitazione principale - 19/07/2012
Il dipartimento delle finanze del Ministero dell'economia ha fornito delle linee guida per la predisposizione dei regolamenti comunali sull’Imu. In riferimento alle agevolazioni sull’abitazione principale e in particolare con riguardo all’ulteriore detrazione per i figli a carico è stato precisato che: l’agevolazione si applica anche ai figli adottivi ma va esclusa nei casi di affidamento dei minori e di affidamento preadottivo poiché il soggetto interessato non acquisisce lo stato di figlio degli affidatari; non può essere riconosciuta l’agevolazione per i figli a carico con riguardo agli immobili posseduti da cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibiti ad abitazione principale dei soci assegnatari, in quanto il soggetto passivo dell'imposta va individuato nella cooperativa o nell'istituto e non nelle persone passive che detengono l'alloggio. Bisogna ricordare poi che l'articolo 4 del d.l. 12/2012, in sede di conversione, ha fornito una nuova qualificazione giuridica della nozione di abitazione principale, prevedendo che si intende come tale l'unità immobiliare nella quale il contribuente e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, le agevolazioni si applicano per un solo immobile. Si segnala infine che in presenza di due unità immobiliari contigue, autonomamente accatastate, per applicare le agevolazioni Imu per l'abitazione principale è necessario richiedere l'accatastamento unitario. Qualora la fusione delle due unità immobiliari contigue non sia possibile per la distinta titolarità delle medesime si ritiene sufficiente richiedere l'accatastamento unitario ai fini fiscali. In pratica si deve richiedere all'Ufficio del Territorio un'apposita annotazione negli atti catastali contenente l'indicazione delle rendite attribuibili nell'ipotesi in cui le due unità fossero fuse. Attraverso tale annotazione gli immobili rimangono distinti ma viene consentito il calcolo della rendita data dalla somma delle due unità determinando un unico imponibile Imu sul quale è possibile applicabile l'aliquota ridotta. L’annotazione non ha effetti retroattivi.

INDAGINI BANCARIE - I prelievi dei professionisti non sono compensi - 18/07/2012
La Commissione tributaria regionale di Palermo, sezione staccata di Catania, con la sentenza n. 18/18/12 depositata il 26 gennaio 2012, ha sancito che i prelevamenti dei professionisti dai propri conti correnti bancari non possono essere considerati compensi e pertanto non possono essere tassati. La presunzione che considera i prelievi come incassi può operare solo con riferimento ai redditi d'impresa, ma viene escluso che possa essere applicata ai professionisti. Il professionista accertato aveva puntualmente provato che i movimenti bancari, contestati dall'ufficio, avevano natura strettamente personale e familiare senza alcuna relazione con la sua attività professionale. Si segnala, inoltre, che la Commissione tributaria provinciale di Reggio Emilia, con la sentenza n. 38/2/2012 del 27 aprile 2012, ha stabilito che il versamento del saldo e del primo acconto delle imposte derivanti dalla dichiarazione dei redditi può essere effettuato dal contribuente con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo entro il trentesimo giorno successivo al termine previsto, senza il pagamento della sanzione. Una società aveva impugnato una comunicazione di irregolarità dell'Agenzia delle Entrate in merito a un presunto tardivo versamento del primo acconto Ires effettuato con un ritardo di tre giorni, con applicazione della sanzione del 30%, sul totale complessivo dell'importo da versare. Per i giudici tributari emiliani la facoltà di versamento con la maggiorazione dello 0,4% è un diritto del contribuente a saldare entro i trenta giorni successivi la scadenza prevista le imposte corrispondendo i soli interessi e non anche le sanzioni.

RIFORMA LAVORO - Le attività multisede ammesse solo con tre associati - 17/07/2012
Per la riforma del mercato del lavoro ogni azienda può avere solo tre associati che apportano anche lavoro; in caso contrario, tutti gli associati presenti in azienda (sempre che apportino anche lavoro) sono considerati lavoratori subordinati a tempo indeterminato. In tal senso è stato modificato l’articolo 2549 del Codice Civile dal comma 28 dell'articolo 1 della legge n. 92 del 2012 (Legge Fornero). Le nuove disposizioni, che entreranno in vigore il prossimo 18 luglio, limitano ora a tre gli associati (anche lavoratori) occupati nella stessa attività e ciò vale a prescindere dal numero degli associanti. In particolare, la legge precisa che gli associati sotto osservazione sono quelli «impegnati in una medesima attività» ed è opportuno tenerne conto, in particolare se il committente svolge la stessa attività, in luoghi diversamente dislocati. La penalizzazione non si applica se le parti (associante e associato) sono coniugi o parenti (entro il 3° grado) o affini (entro il 2° grado) e solo i contratti che risulteranno già certificati alla data del 18 luglio potranno continuare a mantenere le vecchie regole sino alla loro cessazione. Si segnala, inoltre, il rinvio di un anno dell'aumento dell'aliquota contributiva per collaboratori e partite IVA (congelata al 27% per tutto il 2013). È questo l'ultimo tassello contenuto nel pacchetto di 11 emendamenti di modifica della riforma del lavoro che confluiranno nel Decreto Sviluppo che, a partire da oggi, sarà votato dalle Commissioni Finanze e Attività Produttive della Camera. Dopo l'accordo politico di giovedì tra Governo e partiti di maggioranza, le 11 modifiche alla riforma del lavoro hanno ricevuto l'approvazione del ministro del Welfare, Elsa Fornero. Tra le altre novità si segnalano: la limitazione al solo 2013 della possibilità di utilizzare un cassintegrato (o un percettore di sussidi a sostegno del reddito) per lavori accessori (ma con un voucher massimo fino a 3.000 euro); l'innalzamento al 20% già nel 2013 delle aliquote Inps per gli iscritti alla Gestione Separata e assicurati già presso altre forme pensionistiche.

ANTIRICICLAGGIO - Individuati gli obblighi relativi alla deroga all’utilizzo del contante prevista per i turisti stranieri - 16/07/2012
Il Ministero dell’Economia ha diffuso i contenuti di una circolare in materia di antiriciclaggio. L’anticipazione è stata fornita in occasione del secondo forum annuale per la prevenzione e il contrasto all'antiriciclaggio nell'attività bancaria, organizzato dall'ABI (Associazione delle Banche Italiane). In particolare sono state date indicazioni per l’adeguata verifica della clientela anche per la deroga al contante prevista per i turisti stranieri: in tal caso, l'intermediario-banca dovrà acquisire copia della ricevuta della comunicazione preventiva, inviata all'Agenzia delle Entrate, con l'indicazione del conto corrente sul quale verranno effettuati i versamenti. Tale informazione sarà utile all'intermediario per valutare più adeguatamente le operazioni in contanti del cliente ai fini dell'operazione sospetta di antiriciclaggio, per evitare un inutile automatismo tra versamento del contante e segnalazione dell'operazione sospetta. Tra le altre condizioni della deroga, che non rilevano ai fini dell'obbligo di comunicazione delle infrazioni antiriciclaggio, si ricorda: l'acquisizione della fotocopia del documento di identità del compratore straniero ed il versamento del corrispettivo entro il primo giorno feriale successivo alla cessione.

STUDI DI SETTORE - Se lo studio di settore è infedele, o viene omesso, l’induttivo “scatta” dal 2010 - 13/07/2012
Con due giorni di ritardo dalla scadenza del primo termine per il versamento delle imposte, l’Amministrazione finanziaria ha emanato l’attesa circolare n. 30/E sugli studi di settore. Tra le affermazioni di maggior rilievo si segnala che: le nuove disposizioni che permettono l'accertamento induttivo “puro” quando il contribuente omette il modello degli studi, oppure lo compila con un'infedeltà superiore al 15 per cento (o, comunque, a 50.000 euro), si applicano dal periodo d'imposta 2010 e i risultati degli studi di settore relativi al 2011 non possono trovare applicazione, ai fini dell'accertamento, per le annualità precedenti. In particolare, l’accertamento induttivo “puro” è una misura particolarmente penalizzante per il contribuente, specie con riguardo ad irregolarità come un’errata causa di esclusione dagli studi, in quanto viene legittimato l'accertamento nei confronti del contribuente su un mero indizio, cioè su una presunzione semplice non dotata dei necessari caratteri di gravità, precisione e concordanza. A tal proposito, la norma stabilisce che questa misura si applica a far data dagli accertamenti notificati dal 2 marzo 2012, quindi, anche con riferimento a violazioni commesse in passato.

UNICO - Ulteriore mini proroga sui versamenti - 12/07/2012
I contribuenti soggetti agli studi modificati dalla versione 1.0.2 di Gerico che intendano adeguarsi ai ricavi o ai compensi stimati sulla base della nuova versione del software potranno farlo versando le maggiori imposte dovute entro il prossimo 20 agosto, senza il pagamento della maggiorazione dello 0,40% (sempre che gli stessi siano diversi da quelli calcolati con la versione 1.0.1). Lo ha reso noto ieri l'Agenzia delle Entrate, ricordando che una soluzione analoga era stata adottata già due anni fa, «sulla base dei principi di collaborazione e di buona fede previsti dallo Statuto dei diritti del contribuente». In pratica, l'Agenzia ha riconosciuto alcuni «malfunzionamenti del software che hanno reso necessaria la sua ripubblicazione in data 5 luglio 2012» a causa della revisione congiunturale approvata con il D.M. 13 giugno 2012 che ha comportato ulteriori modifiche. La risposta è stata anticipata ai consulenti del lavoro che nei giorni scorsi avevano scritto all'Agenzia delle Entrate sollevando il problema ma, già qualche ora prima del chiarimento ufficiale, Rete Imprese Italia aveva parlato di una compliance fiscale a rischio in assenza dei chiarimenti operativi sugli studi di settore.

REDDITOMETRO - Mutui, aiuti di terzi e disinvestimenti: elementi sempre utili per la difesa - 11/07/2012
La Commissione Tributaria della Liguria ha emanato un’interessante sentenza in merito alle prove utili in sede di contestazione di un accertamento sintetico. In particolare la I sezione, con la sentenza n. 65 del 25 maggio, ha stabilito che il contribuente può contestare l'accertamento sintetico provando in sede giudiziale che le spese sostenute per gli acquisti sono state finanziate con la stipula di contratti di mutuo, interventi economici di terzi o disinvestimenti. Nella fattispecie, per il giudice d'appello, il contribuente ha dimostrato che i costi per l'acquisto dell'immobile erano stati sostenuti «nel periodo in cui l'attività commerciale dell'azienda era florida e consentiva così di affrontare una spesa rilevante per il pagamento della quota mensile del mutuo contratto» e, inoltre, avevano dato un contributo alla causa l'aiuto economico di soggetti terzi e la vendita di beni e alcuni disinvestimenti. Già in passato la Suprema Corte di Cassazione, con sentenza n. 16284/2007, aveva affermato che il giudice tributario, accertata dall’Amministrazione Finanziaria la disponibilità di beni indicativi della forza economica del contribuente (quali automobili, residenze principali o secondarie in Italia o all'estero), può solo valutare la prova contraria fornita dal contribuente per giustificare la provenienza delle somme che sono servite per l'acquisto di beni mobili e immobili.

AUTOVETTURE - La deducibilità dei costi si ridurrà dal 2013 - 10/07/2012
La riforma del lavoro, precisamente all’articolo 4, commi 72 e 73, introduce delle modifiche alla disciplina della deducibilità ai fini delle imposte dirette dei costi auto. A partire dal periodo d'imposta 2013, la deducibilità delle spese auto sostenute sarà ridotta dal 40% al 27,5% per i veicoli strumentali e dal 90% al 70% per le auto ai dipendenti. Rimane invariata all'80% la deduzione dei costi in riferimento ai veicoli utilizzati dagli agenti o rappresentanti di commercio (compresi i promotori finanziari e gli agenti di assicurazione ma non gli agenti immobiliari). Restano integralmente deducibili le spese relative: ai veicoli adibiti a uso pubblico, per i quali vi sia un atto rilasciato dalla Pa che attesti tale destinazione (ad esempio per il servizio taxi); ai veicoli destinati a essere utilizzati esclusivamente come beni strumentali nell'attività propria dell'impresa (autovetture possedute dalle imprese di noleggio o utilizzate dalle scuole guida).

PROCESSO TRIBUTARIO - Anche l’ipoteca può rientrare fra gli atti soggetti a sospensione - 09/07/2012
La sezione prima della Commissione tributaria provinciale di Milano, con l'ordinanza n. 202/1/2012 del 3 luglio, ha deciso che il provvedimento di iscrizione ipotecaria tributaria rientra fra gli atti soggetti a sospensione ex articolo 47 del D.Lgs. n. 546/1992. La sospensione dell’ipoteca è stata motivata con l’esigenza di evitare ai ricorrenti un danno grave e irreparabile. La posizione assunta dai giudici milanesi non è allineata con altre pronunce di una parte della giurisprudenza di merito che hanno ritenuto invece inammissibile il ricorso alla procedura cautelare ex articolo 47 al fine di ottenere la sospensione dell'efficacia del provvedimento in quanto l’ipoteca può essere solamente cancellata o confermata ma non sospesa. Si segnala inoltre che la Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11347 depositata il 5 luglio, è intervenuta nuovamente sul tema della validità degli avvisi di accertamento emessi prima del termine di 60 giorni dalla data di rilascio della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni di verifica. L'accertamento emesso prima dei sessanta giorni dal termine del controllo va considerato nullo se l'ufficio non motiva in ordine all'eventuale urgenza che ha determinato l'adozione dell'atto. In caso l’ufficio motivi adeguatamente l’urgenza, il termine dei sessanta giorni non può essere considerato perentorio e l’avviso di accertamento deve ritenersi legittimo.

DETRAZIONE 36% - Il nuovo limite massimo è annuale - 06/07/2012
Il sottosegretario al Ministero dell'Economia Vieri Ceriani, per conto dell'Agenzia delle Entrate, in risposta ad un'interrogazione parlamentare, ha fornito chiarimenti in merito ai nuovi parametri della detrazione per le ristrutturazioni edilizie, introdotti dal D.L. n. 83/2012. Per le spese di ristrutturazione effettuate a partire dal 26 giugno scorso, data di entrata in vigore del decreto sviluppo, la detrazione del 50% spetta su un ammontare massimo di 96 mila euro, da considerare al netto di costi sostenuti e pagati fino a tale data. In pratica il contribuente deve applicare la detrazione del 36% sulle spese sostenute dal primo gennaio 2012 ed entro la data del 25 giugno 2012 fino al massimo di 48 mila euro e la detrazione del 50% per le spese sostenute dal giorno 26 giugno 2012 fino al 31 dicembre 2012, tenendo conto delle spese già sostenute entro il 25 giugno 2012 ai fini della determinazione del limite massimo di 96 mila euro. Per il periodo d'imposta 2013, spetta la detrazione del 50% per le spese sostenute dall'inizio dell'anno fino al 30 giugno 2013, per un ammontare massimo di 96mila euro, tenendo conto, in caso di mera prosecuzione dei lavori, delle spese sostenute negli anni precedenti.

RIFORMA DEL LAVORO – Le nuove norme anti abuso sull'utilizzo delle partite Iva - 05/07/2012
L'articolo 1, commi 26 e 27 della riforma Fornero ha previsto una serie di condizioni per limitare l'abuso dell'utilizzo delle partite Iva nei rapporti di lavoro. Si attiva la presunzione di lavoro subordinato al verificarsi di almeno due delle seguenti condizioni: a) la collaborazione abbia una durata complessivamente superiore ad almeno 8 mesi nell'arco dell'anno solare; b) il corrispettivo derivante da tale collaborazione, anche se fatturato a più soggetti riconducibili al medesimo centro d'imputazione di interessi, costituisca più dell'80% dei corrispettivi complessivamente percepiti dal collaboratore nell'arco dello stesso anno solare; c) il collaboratore disponga di una postazione fissa di lavoro presso una delle sedi del committente. Sono escluse dalla normativa anti abuso le prestazioni lavorative svolte nell'esercizio di attività professionali per le quali l'ordinamento richiede l'iscrizione ad un ordine professionale. Nella riforma è anche previsto che il contratto di inserimento viene abolito con decorrenza dall'1 gennaio 2013, mentre le nuove regole sull'apprendistato entrano in vigore con tempistiche diverse. L'obbligo di conferma di una quota di apprendisti come condizione per assumerne nuovi è subito applicabile a partire dal 18 luglio mentre il nuovo limite quantitativo di 3 apprendisti ogni 2 lavoratori qualificati è operativo solo dall'1 gennaio 2013. La percentuale di conferme viene fissata fino al 18 luglio 2015 al 30% per poi crescere al 50%. Per i contratti a progetto sono immediatamente operative le nuove regole per evitare abusi, ma non è stato previsto un regime transitorio per gestire tale tipologia di contratti già in essere.

IVIE - Arrivano i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate - 04/07/2012
L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 28/E del 2 luglio 2012, ha fornito alcuni chiarimenti con riferimento all’Ivie, l’imposta sul valore degli immobili situati all’estero. In riferimento ai soggetti passivi viene precisato che devono applicare l'imposta, oltre ai proprietari, i titolari di diritti di usufrutto, uso o abitazione, enfiteusi, superficie sugli immobili esteri e i locatari di immobili, pur se da costruire o in corso di costruzione, concessi in locazione finanziaria. Non sono invece tenuti al pagamento dell’Ivie i nudi proprietari. La soglia dei 200 euro per il pagamento dell'Ivie va determinata al lordo delle imposte scomputabili in quanto pagate all'estero e non su quanto risulta da versare ed indipendentemente dalle quote e dal periodo di possesso. In allegato alla circolare sono state predisposte delle tabelle che riepilogano le modalità di identificazione della base imponibile sugli immobili e le imposte scomputabili in riferimento a fabbricati situati nei paesi Ue e in Norvegia e Islanda. L’Agenzia delle Entrate, con la medesima circolare, ha approfondito anche l’imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero. Non sono forniti significativi chiarimenti aggiuntivi rispetto a quanto già evidenziato nel provvedimento del direttore delle Entrate del 5 giugno scorso. Sono escluse dall'ambito di applicazione dell'imposta le attività finanziarie detenute all'estero ma amministrate da intermediari finanziari italiani e viene precisato che vanno escluse anche le attività estere fisicamente detenute dal contribuente in Italia. Rientrano fra i soggetti passivi d’imposta anche i dipendenti pubblici che lavorano all'estero e i frontalieri che sono esonerati dalla compilazione del modulo RW. Con riferimento alla base imponibile viene chiarito che per i conti correnti e libretti, detenuti in Europa o nei paesi See con scambio d'informazioni, l'imposta fissa di 34,20 euro va calcolata con riferimento a ciascun conto corrente o libretto di risparmio detenuto all'estero dal contribuente mentre l'imposta fissa, per i conti cointestati, va rapportata, non solo al periodo, ma anche alla percentuale di possesso.

CIVIS - Dal 2 luglio ricomprenderà anche le cartelle di pagamento - 03/07/2012
Le cartelle di pagamento potranno essere sgravate anche tramite il canale telematico Civis. Dal 2 luglio si estende infatti la possibilità per contribuenti e professionisti di richiedere via web lo sgravio di una cartella relativa ad un controllo automatizzato della dichiarazione, oltre alla consueta assistenza. Il progetto è stato avviato all'inizio del 2012, in via sperimentale, con i contribuenti dell’Emilia-Romagna, del Lazio e del Piemonte e viene ora esteso a tutto il territorio. Si ricorda che il canale Civis, attivato nel 2009, permette ai contribuenti di dialogare con l’Amministrazione fiscale direttamente dal computer di casa o dell'ufficio; il suo scopo è quello di gestire le comunicazioni di irregolarità emesse a seguito dei controlli formali e automatici delle dichiarazioni dei redditi già presentate, senza la necessità di doversi recare fisicamente allo sportello.

CINQUE PER MILLE - Entro oggi la dichiarazione sostitutiva - 02/07/2012
Entro il 2 luglio 2012 le associazioni sportive dilettantistiche e gli enti del volontariato iscritti nell’elenco del 5 per mille per il 2012 dovranno inviare la dichiarazione sostitutiva di atto notorio relativa al possesso dei requisiti prescritti per accedere al beneficio. La dichiarazione, per la quale si utilizza l'apposito modello, deve essere accompagnata da una copia del documento di identità del legale rappresentante, che sottoscrive l'atto.

LOCAZIONE E COMODATO - Novità per la denuncia alla Questura - 28/06/2012
Una nota di Palazzo Chigi ricorda che a seguito dell'entrata in vigore del D.L. 20 giugno 2012, n. 79, per i contratti di locazione e di comodato di un fabbricato, soggetti all'obbligo di registrazione in termine fisso, è venuto meno l'obbligo di comunicare all'autorità locale di Pubblica Sicurezza l’ubicazione dell’immobile e le generalità del conduttore o della persona che assume la disponibilità del bene. Se invece il contratto, anche verbale, non è soggetto a registrazione in termine fisso, il predetto obbligo potrà essere assolto inviando un apposito modello informatico (non ancora approvato). Sempre in tema di semplificazioni si segnala che nella giornata di ieri il Consiglio dei Ministri ha approvato il regolamento del Ministero dell’Interno che modifica l’attuale regolamento anagrafico (D.P.R. n. 223 del 1989) per adeguarlo alle novità introdotte dal Decreto Legge sulle Semplificazioni (D.L. n. 5 del 2012). In tal modo è stata resa definitivamente operativa la riforma del governo Monti che, in materia anagrafica, rappresenta una vera rivoluzione. In particolare, ora i Comuni sono tenuti a registrare le richieste di residenza entro due giorni rimandando, a posteriori, le verifiche, ossia nei 45 giorni successivi la presentazione della domanda. Se, trascorso questo periodo di tempo, la Pubblica Amministrazione non si pronuncerà con un rigetto espresso della domanda varrà il principio del silenzio-assenso (in caso di diniego da parte del Comune verrà ripristinata la posizione anagrafica precedente). Inoltre viene stabilito che le richieste di residenza, oltre a essere tradizionalmente sottoscritte di fronte all'ufficiale d'anagrafe, potranno essere inviate al Comune via fax e/o posta elettronica; a tal fine dovranno essere pubblicati sul sito internet di ogni Comune gli indirizzi e-mail a cui inoltrare le dichiarazioni.

IVA/IRPEF – Chiarimenti del Fisco sull’Iva agevolata per interventi edilizi e detrazione del 55 per cento - 27/06/2012
Ai sensi del n. 127-terdecies) della Tabella A, parte III, del D.P.R. n. 633 del 1972, sono assoggettati all’aliquota Iva ridotta del 10 per cento i beni finiti, escluse le materie prime e semilavorate, impiegati per gli interventi di recupero di cui all’art. 31, comma 1, lettere c), d) ed e), della L. 457 del 1978, esclusi gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria di cui alle lettere a) e b). Per “beni finiti” si intendono i beni che, anche successivamente al loro impiego nell'intervento di recupero, non perdono la loro individualità, pur incorporandosi nell’immobile (Circolare Ministero Finanze 2 marzo 1994, n. 1). Non si considerano beni finiti quelli che, pur essendo prodotti finiti per il cedente, costituiscono materie prime e semilavorate per il cessionario (come ad esempio mattoni, maioliche, chiodi, ecc.). Si considerano invece beni finiti, ad esempio, gli ascensori, i montacarichi, gli infissi, i sanitari, i prodotti per gli impianti idrici, elettrici, a gas ecc. (Circolare Ministero Finanze 17 aprile 1981, n. 14). Inoltre, l'Agenzia specifica che per il rifacimento del “pavimento contro terra” spetta la detrazione Irpef del 55 per cento per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, sempreché sussistano tutti i requisiti prescritti dalla normativa. L'Agenzia delle Entrate è tornata infine ad occuparsi dell'ambito applicativo dell'aliquota Iva del 4 per cento con riferimento agli impianti finalizzati al superamento delle barriere architettoniche. In particolare, viene precisato che la locuzione “servoscala e altri mezzi simili atti al superamento di barriere architettoniche per soggetti con ridotte o impedite capacità motorie” - contenuta nel punto 31 della Tabella A, parte seconda, allegata al D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 - si riferisce esclusivamente a quegli impianti di sollevamento che, per le loro specificità tecniche (come ad esempio dispositivi di sicurezza, agevole manovrabilità dei comandi, bassa velocità, portata limitata) sono individuabili, in concreto, come strutture idonee a garantire la mobilità dei soggetti con ridotte e/o impedite capacità motorie presso le unità abitative e/o gli spazi aperti al pubblico. L’aliquota ridotta del 4 per cento è applicabile ad ogni fase di commercializzazione del bene, anche nel caso in cui il cessionario sia un condominio, un ente, una scuola o strutture simili.

PROFESSIONISTI – Ultimi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate sulla deducibilità delle spese di formazione e per gli immobili ad uso promiscuo - 26/06/2012
Nel corso della diretta Map del 31 maggio scorso, l'Agenzia delle Entrate ha confermato che le spese per la formazione sostenute dai professionisti abilitati rimangono sempre deducibili al 50% del loro ammontare anche quando si riferiscono alla formazione continua obbligatoria prevista dai vari ordinamenti professionali. Non assume pertanto rilevanza ai fini della deducibilità il fatto che la formazione del professionista sia obbligatoria o facoltativa. Inoltre le spese di vitto o di alloggio conseguenti alla partecipazione a convegni o a corsi di formazione professionale, sono deducibili nel ridotto limite del 37,5% (cioè il 75% del 50%). In relazione alla deducibilità delle spese relative agli immobili ad uso promiscuo, l'articolo 54, comma 3 del Tuir stabilisce per i professionisti la possibilità di dedurre il 50% della rendita catastale (e del canone di locazione ancorché finanziaria), purché il contribuente non disponga di un immobile adibito esclusivamente all'esercizio di arte o professione nello stesso Comune. La medesima deducibilità è prevista per le spese sostenute per i servizi relativi a tali beni ad uso promiscuo e per le spese di ristrutturazione, ammodernamento e manutenzione, che per loro natura non possono essere imputate a incremento del valore del bene stesso. L'Agenzia delle Entrate, nel corso della diretta Map del 31 maggio scorso, ha precisato che tale deduzione delle spese al 50% non è condizionata ad un uso effettivo di uguale percentuale dell'immobile ma si tratta di una deduzione standardizzata, a prescindere dalla percentuale di effettivo utilizzo.

CREDITI VERSO LA P.A. - Emanato il primo decreto attuativo - 25/06/2012
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 143 del 21 giugno 2012, il decreto del Ministro dell'Economia che disciplina le modalità di certificazione del credito, anche in forma telematica, di somme dovute per somministrazioni, forniture e appalti da parte delle amministrazioni statali e degli enti pubblici nazionali. Tale decreto disciplina anche le forme semplificate di cessione e notificazione del credito certificato. Insieme al decreto è stata diffusa ieri sul sito web del Ministero dell'Economia la circolare operativa n. 23 del 21 giugno 2012, emanata dalla Ragioneria dello stato, che fornisce indicazioni operative alle amministrazioni dello stato su come attuare le disposizioni del D.M. sopracitato. I crediti commerciali certificati da oltre mille euro, vantati dalle imprese per aver fornito beni e servizi alle amministrazioni centrali dello stato, saranno pagati mediante Certificati di credito del tesoro (Cct) aventi decorrenza dal primo novembre 2012 e scadenza fissata al primo novembre 2016.

EQUITALIA - Possibile l’iscrizione dell’ipoteca sui beni del contribuente moroso a cui non è stata notificata l'intimazione di pagamento - 22/06/2012
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10234 del 20 giugno 2012, ha stabilito che Equitalia può iscrivere ipoteca sui beni del contribuente moroso anche se non vi è stata la notifica d'intimazione di pagamento. Nel caso esaminato, Equitalia aveva iscritto l'ipoteca su alcuni beni di un contribuente che non aveva saldato alcune cartelle di pagamento, senza aver prima recapitato un'intimazione di pagamento. L'iscrizione ipotecaria non è stata considerata quale mezzo preordinato all'espropriazione forzata, ma una procedura alternativa all'esecuzione forzata medesima. La posizione giurisprudenziale assunta ieri dalla Suprema Corte è allineata con una simile già statuita in materia di fermo amministrativo con la sentenza n. 14831 del 2008.

RIMBORSO IVA - Anche i canoni di leasing concorrono al calcolo dell'aliquota media delle operazioni passive - 21/06/2012
L’Agenzia delle Entrate, con la n. 25/E del 19 giugno, ha ufficializzato alcuni chiarimenti in tema di Iva forniti in occasione del forum fiscale di ItaliaOggi del 18 gennaio 2012. Viene confermato che i canoni di leasing concorrono al calcolo dell'aliquota media delle operazioni passive ai fini della verifica del presupposto per il rimborso annuale o infrannuale dell'Iva. Rimangono esclusi dal calcolo solo gli acquisti di beni ammortizzabili. Con riferimento al termine per la revoca della richiesta di rimborso annuale, viene precisato che ai fini dell'Iva, la dichiarazione diretta a revocare, in tutto o in parte, la richiesta di rimborso può essere presentata entro il termine di scadenza per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno successivo. In tema di spesometro, con riferimento alle operazioni soggette al regime speciale del margine, l’Amministrazione finanziaria ha considerato legittima la soluzione alternativa di comunicare l'intero corrispettivo, senza distinguere la parte imponibile, non imponibile o non soggetta, percepito per ciascuna operazione, se di importo pari o superiore alla soglia, indipendentemente dal metodo di calcolo del margine utilizzato.

IMU - Ravvedimento disponibile per i ritardatari nel versamento dell’acconto - 20/06/2012
I contribuenti che non sono riusciti a versare l’acconto Imu entro la scadenza del 18 giugno hanno la possibilità di provvedere al pagamento di quanto dovuto attraverso l’istituto del ravvedimento. Se il ravvedimento viene effettuato entro i 14 giorni successivi alla scadenza del termine per il versamento, è prevista una sanzione giornaliera dello 0,2%. Il ravvedimento con la sanzione del 3% può essere effettuato dal quindicesimo giorno fino al trentesimo giorno successivo alla scadenza del termine di versamento. Il ravvedimento annuale, con la sanzione del 3,75%, può essere effettuato entro un anno. L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione 35/E del 12 aprile 2012, ha precisato che in caso di ravvedimento, le sanzioni e gli interessi vanno versati unitamente all'imposta dovuta, in ragione della quota spettante al Comune e allo Stato. Qualora non si utilizzasse l’istituto del ravvedimento, in caso di tardivo od omesso versamento dell'Imu è prevista una sanzione del 30%. Quest’anno in caso di eventuali errori nella determinazione dell'importo dovuto a titolo di prima rata di acconto, non saranno applicate sanzioni e interessi.

STUDI DI SETTORE - In G.U. il decreto con la revisione congiunturale e i correttivi - 19/06/2012
È stato finalmente pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 139 del 16 giugno il decreto 13 giugno 2012 di approvazione della revisione congiunturale speciale degli studi di settore per il periodo di imposta 2011. La revisione si riferisce agli studi relativi alle attività economiche nel settore delle manifatture, dei servizi, delle attività professionali e del commercio, al fine di tener conto degli effetti dell’attuale crisi economica. Pertanto, a poco più di tre settimane dalla data fissata per il versamento delle imposte di Unico 2012: vengono ufficializzate le riduzioni da applicare al risultato standard dei calcoli degli studi di settore e si apre la strada al varo del software definitivo (attualmente alla terza versione Beta) e alla circolare già in fase di avanzata definizione all’Agenzia delle Entrate. Si evidenzia che il comma 3 dell'unico articolo del decreto precisa che i contribuenti che si adeguano (oppure che siano naturalmente congrui) rispetto al ricavo puntuale ridotto per effetto dei correttivi, non potranno subire accertamenti in base all'articolo 10 della legge n. 146 del 1998.

COSTI DA REATO - Un primo orientamento giurisprudenziale - 18/06/2012
La Commissione Tributaria Provinciale di Milano, con la sentenza n. 146/3/12 del 22 maggio 2012, ha fornito una prima applicazione della norma contenuta nel Decreto Semplificazioni Fiscali (articolo 8, commi 1 e 2, del D.L. n. 16 del 2012), in materia di deducibilità dei costi da reato. In particolare è stato stabilito che l'avviso di accertamento con il quale a una società è contestata l’interposizione fittizia di manodopera somministrata che si concretizza in un'ipotesi di reato prevista dall'articolo 18, comma 5-bis, del D.Lgs. n. 276 del 2003, con conseguente indeducibilità dei costi sostenuti, non trova più motivazione in quanto, per effetto delle disposizioni contenute nel Decreto Semplificazioni Fiscali, il costo viene considerato deducibile. La sentenza rappresenta uno dei primi orientamenti giurisprudenziali in merito all'applicazione della nuova disciplina in materia di deducibilità dei costi illeciti e deducibilità dei costi per operazioni soggettivamente inesistenti; tale disciplina, infatti, è applicabile anche con effetto retroattivo per i fatti successi prima dell'entrata in vigore del D.L. n. 16 del 2012. La nuova norma collega l'indeducibilità del costo al suo legame diretto con il delitto non colposo e non più, come nel passato, al costo o alla spesa genericamente sostenuta nell'ambito dell'attività imprenditoriale che ha generato fattispecie qualificabile quale reato. Ciò che viene reso indeducibile è la spesa sostenuta che ha causato la condotta penalmente rilevante, ma non i costi estranei alla fattispecie medesima.

CATASTO - Nullo il riclassamento catastale senza motivazione - 15/06/2012
Per la V sezione civile della Corte di Cassazione il riclassamento catastale di un immobile deve essere adeguatamente argomentato e, pertanto, qualora l'Agenzia del Territorio si dovesse limitare ad attribuire una nuova rendita utilizzando espressioni “generiche e adattabili a qualsivoglia situazione di fatto e di diritto”, la rettifica è nulla per difetto di motivazione. Nella fattispecie, la sentenza (n. 9629/12 depositata nella giornata di ieri) traeva spunto dal disposto dell'articolo 1 della legge n. 311 del 2004 che ha dato facoltà ai Comuni di richiedere all’Agenzia del Territorio la revisione del classamento degli immobili di proprietà privata in due ipotesi: o quando i fabbricati risultano situati in microzone per le quali il rapporto tra valore medio di mercato e valore medio catastale presenta una discrepanza superiore al 35 per cento (comma 335) oppure laddove siano intervenute variazioni edilizie che abbiano mutato la qualità del fabbricato (comma 336). In particolare è stato affermato che, “quando procede all'attribuzione d'ufficio di un nuovo classamento a un'unità immobiliare a destinazione ordinaria, l'Agenzia del Territorio deve specificare se tale mutato classamento è dovuto a trasformazioni specifiche subite dall'unità immobiliare oppure a una risistemazione dei parametri relativi alla microzona”. Nel primo caso (ex comma 336 dell’articolo 1 della legge n. 311 del 2004) l'ufficio deve indicare le trasformazioni edilizie intervenute e nell'altra ipotesi (comma 335), l'Agenzia “deve indicare l'atto con cui si è provveduto alla revisione dei parametri relativi alla microzona, a seguito di significativi e concreti miglioramenti del contesto urbano, rendendo così possibile la conoscenza dei presupposti del riclassamento da parte del contribuente”.

SCADENZE UNICO 2012 - Cortocircuito tra il comunicato delle Finanze e il D.P.C.M. - 13/06/2012
Sulla proroga dei versamenti relativi al Modello Unico 2012 non ci sono ancora complete certezze. Infatti il testo del D.P.C.M. è chiaro nel definire che lo slittamento dei versamenti opera per tutte le persone fisiche indipendentemente dal fatto che le stesse debbano applicare o meno gli studi di settore (il riferimento a questo strumento, invece, vale solo in relazione ai soggetti diversi). Tuttavia nel titolo del comunicato stampa emanato e diffuso dal Ministero delle Finanze, sotto il titolo “differimento delle scadenze” si fa invece riferimento ai contribuenti soggetti agli studi di settore. Per quanto riguarda le persone fisiche, la proroga troverebbe la sua motivazione nel fatto che, dal periodo di imposta 2011, sono state introdotte le nuove imposte estere sugli immobili e sulle attività finanziarie per le quali il pagamento avviene mediante la liquidazione all'interno del Modello Unico: quindi si tratta di un’estensione dei termini che interessa tutti, proprio per dare tempo alle persone fisiche di assimilare le novità normative anche alla luce del fatto che il provvedimento attuativo delle disposizioni di legge in materia è giunto solo di recente.

UNICO 2012 - Prorogati i termini di versamento delle imposte - 12/06/2012
Sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale entro martedì 12 giugno il decreto del presidente del Consiglio dei ministri che proroga le scadenze dei versamenti di Unico. Le persone fisiche e i contribuenti imprese assoggettati agli studi di settore tenuti, entro il 18 giugno 2012, ai versamenti delle imposte risultanti dalle dichiarazioni dei redditi, potranno effettuare tali pagamenti: entro il 9 luglio 2012, senza alcuna maggiorazione; dal 10 luglio 2012 al 20 agosto 2012, maggiorando le somme da versare dello 0,40 per cento a titolo di interesse corrispettivo. Sono assoggettati alle nuove scadenze anche i soci delle società trasparenti di persone e/o di capitali rientranti fra quelle tenute agli studi di settore. Non è invece previsto alcun differimento dei versamenti dell'Imu. Nel frattempo, durante un convegno organizzato dall'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Monza e Brianza, il presidente della Sose, Giampietro Brunello, ha anticipato che il software Gerico per la determinazione della congruità e della coerenza ai fini degli studi di settore riferiti al periodo d’imposta 2011, è pronto per essere rilasciato in versione definitiva ed è in attesa di pubblicazione, a breve insieme ai correttivi anticrisi, sulla Gazzetta Ufficiale. L'Agenzia delle Entrate sta predisponendo una circolare esplicativa in tema di studi di settore per fornire precisazioni a dubbi e quesiti recentemente sollevati in tema da associazioni di categoria e professionisti. É stato inoltre annunciato che il cassetto fiscale prevederà da quest'anno una nuova sezione ad hoc dedicata agli studi di settore predisposti dai contribuenti che potranno conoscere in tempo reale la propria situazione in materia e provvedere ad adeguarsi qualora dovessero emergere irregolarità o incoerenze rilevate nell'ambito dei controlli automatici operati dall’Amministrazione finanziaria.

DETRAZIONE DEL 36% - Determinante il bonifico corretto - 11/06/2012
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 55/E del 7 giugno, ha precisato che l'omessa indicazione dei riferimenti normativi e del numero di partita IVA del beneficiario non dà diritto alla detrazione del 36 per cento sulle spese di ristrutturazione. Dal bonifico, infatti, devono risultare la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è stato effettuato. Nella fattispecie, il contribuente ha fatto presente all’A.F. che aveva acquistato un box pertinenziale, per il quale intendeva fruire del beneficio del 36 per cento spettante per gli interventi di recupero edilizio, eseguendo un bonifico bancario in cui, però, non era stato indicato il riferimento normativo, la legge n. 449 del 1997, e nemmeno il codice fiscale del beneficiario. L'omessa indicazione del riferimento normativo aveva peraltro consentito l'incasso totale della fattura, da parte dell'impresa beneficiaria, senza l’applicazione della ritenuta del 4 per cento che avrebbe dovuto essere operata dalla banca (ex articolo 25 del D.L. n. 78 del 2010). Per l'Agenzia delle Entrate, il bonifico bancario o postale incompleto dei riferimenti normativi e del numero di partita dell'impresa beneficiaria pregiudica, in maniera definitiva, il rispetto, da parte delle Banche o delle Poste, di operare la ritenuta del 4 per cento. Tuttavia, nella risoluzione, l'Agenzia delle Entrate indica anche una soluzione per salvare la detrazione, nel caso in cui il contribuente proceda alla ripetizione del pagamento all'impresa con un nuovo bonifico bancario o postale nel quale saranno indicati i dati richiesti, per consentire alle banche o alle Poste di eseguire la ritenuta del 4 per cento. Si segnala intanto che nella bozza di decreto “infrastrutture” emergono molte novità per la detrazione IRPEF sulle ristrutturazioni edilizie (detrazione 36 per cento). Innanzi tutto si segnala che, già a decorrere dal 1° gennaio 2012, per usufruire della detrazione il limite massimo delle spese ammesse deve essere considerato per periodo d'imposta, senza tenere conto dell'ammontare delle spese sostenute negli anni precedenti. Inoltre viene previsto l'innalzamento provvisorio del tetto di spesa (da 48.000 a 96.000 euro per singola unità immobiliare) e della percentuale di detrazione (dal 36 al 50 per cento) per le spese sostenute dalla data di entrata in vigore del decreto e fino al 30 giugno 2013.

IVIE - Rimangono dubbi interpretativi - 08/06/2012
In tema di Ivie, dalla lettura del provvedimento dell'Agenzia delle Entrate protocollo n. 2012/72442 del 5 giugno 2012, che disciplina anche le modalità di versamento dell’imposta sui valori e gli immobili esteri, emergono alcuni dubbi interpretativi. L’Ivie non è dovuta qualora l'importo della medesima, prima di applicare le specifiche detrazioni previste, non superi complessivamente 200 euro. Siccome le detrazioni previste fanno riferimento a quelle relative al pagamento di eventuali imposte all'estero di natura patrimoniale, si potrebbe interpretare che l'importo di 200 euro debba essere identificato al lordo di tale scomputo e non come imposta da versare. Quanto appena sopra evidenziato non sembra però allineato con quanto esposto in tema, nelle istruzioni al quadro RM del modello Unico 2012. Con riferimento all'imposta patrimoniale versata nel paese ove sono situati gli immobili, si dovrebbe intendere che va utilizzato il criterio di cassa e non di competenza in relazione ai pagamenti effettuati nel corso del 2011 a favore dello Stato estero. L’imposta è dovuta per gli immobili detenuti a titolo di proprietà o di altro diritto reale; per quelli non più detenuti al 31 dicembre 2011 si deve far riferimento al valore assunto al termine del periodo di detenzione.

IVIE - Niente acconti ed è possibile rateizzare - 07/06/2012
L'Agenzia delle Entrate ha diffuso ieri il provvedimento n. protocollo n. 2012/72442 che disciplina le modalità di versamento dell'Ivie (Imposta sui valori e gli immobili esteri), dell'imposta di bollo speciale annuale sulle attività oggetto di emersione e dell'imposta straordinaria sui prelievi delle attività oggetto di emersione. Il comma 13 dell’articolo 19 del D.L. 201/2011 ha istituito, a decorrere dal periodo d’imposta 2011, un’imposta sul valore degli immobili (terreni e fabbricati) a qualsiasi uso destinati, detenuti all’estero dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato. L’imposta è dovuta per gli immobili detenuti a titolo di proprietà o di altro diritto reale. Il nuovo provvedimento che sostituisce il precedente del 14 febbraio 2012, precisa che l'Ivie deve essere versata dal contribuente entro il termine previsto per il versamento a saldo delle imposte sui redditi derivanti dalla dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di riferimento, mentre non sono dovuti acconti. È consentito rateizzare l’imposta.

CEDOLARE SECCA - L’Agenzia delle Entrate fornisce nuovi chiarimenti - 06/06/2012
L'Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 20/E del 4 giugno 2012 ha fornito alcuni chiarimenti in tema di cedolare secca. Fra le precisazioni più significative si segnalano: in riferimento alla facoltà di revocare l’opzione per la cedolare secca in ciascuna annualità contrattuale successiva a quella in cui questa è stata esercitata, non essendo ancora stato emanato il provvedimento contenente le modalità per la gestione di tale revoca, l’Amministrazione finanziaria considera valida la decisione di revocazione effettuata in carta libera, debitamente sottoscritta e contenente i dati necessari all’identificazione del contratto e delle parti, o quella effettuata tramite il modello 69; nell'ambito di un fondo patrimoniale è possibile optare per la cedolare secca anche per il coniuge non proprietario dell'immobile conferito in tale fondo; viene confermato che l'omesso versamento dell'acconto della cedolare secca per l'anno 2011 alle date previste non preclude la possibilità di assoggettare i canoni di locazione a imposta sostitutiva.

DICHIARAZIONI - Condizioni per la detrazione IRPEF del 36% meno “rigide” - 05/06/2012
L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 19/E del 1° giugno, ha fornito alcuni chiarimenti sugli interventi di recupero del patrimonio abitativo e di riqualificazione energetica, sulle detrazioni per le spese sanitarie e sulle agevolazioni per disabili. In particolare: in merito alle ristrutturazioni edilizie, il beneficio del 36 per cento per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio o del 55 per cento per la riqualificazione energetica degli edifici permangono anche se nelle fatture non è stato indicato separatamente il costo della manodopera. Inoltre, viene confermata la soppressione dell'obbligo di invio delle comunicazioni di inizio lavori al Centro operativo di Pescara a partire dal 1° gennaio 2011, ancorché il D.L. n. 70 del 2011 fosse entrato in vigore dal 14 maggio 2011; per gli immobili di interesse storico/artistico locati, è stata individuata la procedura corretta per la determinazione degli acconti dovuti per l'anno 2012 anticipando, di fatto, la nuova disciplina introdotta dal D.L. n. 16 del 2012 che ha modificato radicalmente in trattamento fiscale dei redditi di tali beni; inoltre, per quanto riguarda le spese sanitarie, è stato chiarito che si potranno detrarre anche le spese per dispositivi medici acquistati in erboristeria e potranno beneficiare della detrazione anche le spese per le prestazioni sanitarie rese da operatori rientranti nelle “professioni sanitarie riabilitative” (individuate dall'articolo 3 del D.M. 29 marzo 2001). Per queste ultime non sarà necessaria la prescrizione medica ma dalla ricevuta del professionista dovrà emergere la figura professionale e la prestazione effettuata; infine, è stato precisato che in caso di decesso della persona disabile che aveva acquistato un’autovettura, optando per la ripartizione della detrazione in quattro quote annuali, l’erede, tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi del deceduto, può recuperare la parte del beneficio non goduta portando in detrazione in un’unica soluzione le quote residue.

REGIME DEI MINIMI - Dall’Agenzia delle Entrate ampio accesso al nuovo regime super agevolato - 04/06/2012
Primi commenti alla circolare n. 17/E dell'Agenzia delle Entrate che chiarisce i requisiti per l'accesso al nuovo regime super agevolato ad imposta sostitutiva del 5 per cento (cd. “nuovi minimi”). In particolare, tra i soggetti che possono accedere al particolare regime agevolativo vengono individuati: il socio accomandante che non ha svolto attività di gestione; infatti, la causa ostativa all'accesso al regime dei nuovi minimi è costituita dall'effettivo svolgimento di un'attività d'impresa o di lavoro autonomo nel triennio precedente; il socio di società inattiva; in tal caso, manca una vera e propria attività gestionale; il pensionato che apre la partita IVA; infatti, secondo l’Agenzia, non costituisce mera prosecuzione di attività quella svolta sotto forma di lavoro autonomo dal dipendente appena andato in pensione. Inoltre, viene precisato che non inibisce l'accesso al regime dei superminimi lo svolgimento di prestazioni occasionali nell'anno precedente a quello di apertura della partita IVA: tali attività si caratterizzano per la loro marginalità economica e sociale (la marginalità si può ritenere sussistente quando tali attività siano svolte per un periodo inferiore alla metà del triennio precedente). In linea generale dalla lettura della circolare n. 17/E, si ritrae l'intenzione dell’Agenzia delle Entrate di interpretare in maniera estensiva (e pro contribuente) il contenuto del precetto normativo (art. 27 del D.L. n. 98 del 2011).

EMERGENZA TERREMOTO - Decise le prime proroghe - 01/06/2012
Ieri il Consiglio dei Ministri ha deciso, con due differenti misure, di prevedere un pacchetto di interventi per fronteggiare l'emergenza terremoto in Emilia Romagna. Con un decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze si dispone la sospensione, fino al 30 settembre 2012, dei termini delle dichiarazioni e dei versamenti relativi all'IRPEF, IRES, IVA, IRAP, addizionali IRPEF regionali, addizionali IRPEF comunali e IMU nelle zone interessate, mentre con decreto legge sono stati prorogati per dicembre i termini processuali, quelli relativi ai pagamenti delle Pubbliche Amministrazioni e alle rate dei mutui bancari. Infine è stato costituito un apposito fondo per gli interventi da attuare di riparazione e di ricostruzione delle abitazioni, dei servizi pubblici, dei beni artistici e culturali e, ovviamente, di quelli industriali e i relativi indennizzi. Il decreto legge prevede la concessione di contributi a fondo perduto per la ricostruzione e riparazione delle abitazioni danneggiate e di indennizzi alle aziende, nonché misure finalizzate a facilitare la delocalizzazione delle imprese produttive nei territori colpiti dal terremoto. Il Consiglio dell'Associazione Bancaria Italiana ha dato il via libera a un pacchetto di interventi finanziari a sostegno delle famiglie e delle aziende colpite dal sisma che in questi giorni ha interessato diverse province dell'Emilia Romagna. Le nuove misure vanno ad aggiungersi agli 800 milioni già destinati a finanziamenti a condizioni agevolate e alla moratoria dei mutui in essere. A tal fine sono previsti incontri con le associazioni di categoria. Nell'immediato, verranno reperite risorse mediante l'aumento, fino al 31 dicembre del 2012, di 2 centesimi di euro delle accise sui carburanti per l'autotrasporto.

ACCERTAMENTO - Fatture soggettivamente inesistenti: costi deducibili e Iva detraibile - 31/05/2012
La Commissione tributaria provinciale di Milano, con la sentenza n. 146/03/12 depositata lo scorso 22 maggio, è intervenuta in tema deducibilità dei costi e dell’Iva con riferimento alla presenza di fatture soggettivamente inesistenti, applicando le nuove disposizioni in materia introdotte dall'articolo 8 del D.L. n. 16 del 2012 a un procedimento già in corso. Secondo i giudici milanesi in relazione a fatture soggettivamente inesistenti il decreto sulle semplificazioni rende i costi deducibili e l'Iva detraibile. In particolare alcune fattispecie che rivestono la caratteristica di violazione in altri comparti normativi (nel caso esaminato dai giudici l'interposizione fittizia di manodopera) non comportano l'indeducibilità del relativo costo.

STUDI DI SETTORE - Prime prove con Gerico 2012 in versione beta - 30/05/2012
Il 25 maggio è stata pubblicata sul sito dell’Agenzia delle Entrate la versione beta del software per il calcolo di congruità degli studi di settore. Tale strumento, puramente indicativo, non può essere utilizzato per il conteggio degli studi di settore da allegare alla dichiarazione dei redditi; manca, a titolo esemplificativo, la gestione dei 10 nuovi indicatori di coerenza economica approvati con il D.M. 26 aprile, mentre viene già gestito il conteggio dei correttivi anticrisi, nonostante non sia stata ancora pubblicata la nota metodologica con le regole di calcolo. Si segnala, comunque, che è possibile provare ad applicare il nuovo conteggio ad alcune attività interessate da studi di settore oggetto di revisione per il 2011 (in tutto, 69, in base al Provvedimento 31 gennaio 2011), mentre per gli altri studi non revisionati (sono 137 in tutto), il risultato finale dovrà essere verificato in base all'efficacia dei correttivi anticrisi.

RIVALUTAZIONE DI TERRENI E PARTECIPAZIONI - Il termine per l’asseverazione della perizia di stima scade il 2 luglio - 29/05/2012
L’agevolazione fiscale riguardante la rivalutazione delle partecipazioni societarie non quotate, qualificate o meno, e i terreni agricoli, edificabili e lottizzati, posseduti al 1º luglio 2011, introdotta dall'articolo 7, comma 1, lettere dd) e seguenti del D.L. n. 70/2011, richiede l'asseverazione di una perizia di stima del valore del bene rivalutato redatta da professionisti abilitati e il versamento di un'imposta sostitutiva pari al 4% per i terreni e le partecipazioni qualificate e del 2% per quelle non qualificate. Il termine ultimo per l'asseverazione della perizia è il 2 luglio 2012 in quanto la scadenza fissata dalla normativa il 30 giugno 2012 cade di sabato e pertanto va spostata al primo lunedì successivo. Vanno esposte nel modello Unico 2012 le sole rivalutazioni operate nel periodo d'imposta 2011, rinviando all'Unico 2013 la dichiarazione di quelle perfezionate nel 2012. I contribuenti devono conservare la documentazione relativa alla rivalutazione effettuata e fornirla all'Agenzia delle Entrate quando richiesta.

RICERCA PRATICANTE COMMERCIALISTA - 29/05/2012
Ricerchiamo Praticante Commercialista da inserire nel nostro Studio. La risorsa verrà inserita all’interno dello Studio Professionale e collaborerà con i professionisti e dipendenti dello Studio stesso. La persona deve avere padronanza nell’ambito della contabilità e esperienza nella redazione di Modelli Unico. Caratteristiche personali: Ottime capacità relazionali, comunicative e di gestione dello stress. serietà, forte motivazione, flessibilità, disponibilità. Scrivici a : segreteria@studiopaa.com

IMU - Il Modello F24 può essere compilato anche senza l’indicazione della rata - 28/05/2012
Il Modello F24 per il pagamento dell’IMU deve essere accettato dalle banche anche se non indica il numero delle rate con cui si versa l'imposta sull'abitazione principale. Sulla questione è stato diramato dall’Agenzia delle Entrate un comunicato al termine di una giornata segnata da un nuovo allarme dei C.A.F., dopo quello sui codici tributo di qualche settimana fa. Il comunicato si è reso necessario dopo che migliaia di contribuenti, che si sono recati in banca o in posta per effettuare il versamento dell'acconto dell’IMU, si sono visti rifiutare la delega di pagamento per il fatto che in corrispondenza del codice tributo 3912 (riguardante l'imposta dovuta per l'abitazione principale), nella colonna “rateazione” del Modello F24 non era stato indicato il numero della rata corrispondente alla scelta effettuata dal contribuente di pagare l’IMU (due o tre rate); la risoluzione n. 35/E del 12 aprile 2012, con la quale sono state diramate le istruzioni operative per la compilazione del Modello F24, non aveva precisato nulla a riguardo. In relazione invece agli enti no profit, la circolare n. 3/DF del 18 maggio scorso ha precisato che l’esenzione IMU spetta solo se negli immobili vengono esercitate attività non commerciali. Nel caso in cui gli immobili abbiano un'utilizzazione mista, l'agevolazione fiscale è limitata solo alla porzione di immobile destinata ad attività non commerciali, sempre che sia identificabile. La parte dell'immobile dotata di autonomia funzionale e reddituale permanente, infatti, deve essere iscritta in catasto e la rendita produce effetti a partire dal 1° gennaio 2013. Qualora non sia possibile accatastarla autonomamente, l'agevolazione spetta in proporzione all'uso non commerciale dell'immobile. Inoltre si evidenzia che i Comuni possono deliberare l'esenzione per gli immobili posseduti dalle ONLUS, ma il relativo costo rimane a carico dell'ente.

RISCOSSIONE - Pagamento rapido dei crediti verso la p.a. attraverso i buoni del tesoro - 25/05/2012
Il Presidente del Consiglio dei Ministri ha firmato ieri il decreto che prevede la possibilità di pagamento rapido dei crediti verso la pubblica amministrazione maturati al 31 dicembre 2011 mediante titoli di Stato. La possibilità di pagamento alternativo era stata introdotta dal D.L. n. 1/2012. Ai creditori della p.a. che ne faranno richiesta saranno assegnati speciali certificati di credito del Tesoro, che avranno decorrenza dal primo novembre 2012 e scadenza al primo novembre 2016. I debiti verso i fornitori, che le amministrazioni dello stato potranno saldare con titoli di stato, devono aver generato al 31 dicembre 2011 residui passivi iscritti a bilancio o residui perenti iscritti sul conto patrimoniale dell'amministrazione. I crediti verso la p.a. saldabili mediante titoli di stato sono quelli contratti dalle amministrazioni centrali per soddisfare i consumi intermedi. Nello specifico si parla di crediti da oltre mille euro verso le pubbliche amministrazioni statali, relativi a cessioni di beni e prestazioni di servizi. Per finanziare l'operazione lo Stato mette a disposizione due miliardi di euro. Le domande per l'assegnazione dovranno essere inoltrate al ministero debitore entro il 28 giugno 2012. Si segnala inoltre che dalla certificazione dei crediti delle imprese con la pubblica amministrazione e dalla possibilità di compensare le somme con gli importi iscritti a ruolo, previste dai decreti illustrati martedì scorso dal Governo, sono escluse le regioni assoggettate a piani di rientro da deficit sanitari: Molise, Lazio, Campania e Calabria. Le quattro regioni interessate non avranno la possibilità di certificare i crediti e di conseguenza le imprese non potranno rivolgersi ai canali di finanziamento predisposti dal Governo per accelerare i pagamenti.

IMU - Cambia il perimetro della definizione di abitazione principale - 24/05/2012
Ai fini Imu viene modificata la definizione di abitazione principale rispetto a quanto era previsto dalla normativa sull’Ici. Il Dipartimento delle finanze del Ministero dell'economia, con la circolare n. 3/2012, ha precisato che l'abitazione principale deve essere costituita da una sola unità immobiliare iscritta o iscrivibile in catasto a prescindere dalla circostanza che sia utilizzata come abitazione principale più di una unità immobiliare. Pertanto il contribuente può godere delle agevolazioni Imu per abitazione principale per un solo immobile, anche se utilizza di fatto più unità immobiliari distintamente iscritte in catasto, a meno che non abbia provveduto al loro accatastamento unitario. Secondo la posizione interpretativa ministeriale la contiguità di più unità immobiliari adibite ad abitazione principale non è pertanto requisito sufficiente per estendere ai vari immobili l’agevolazione Imu per l’abitazione principale in assenza di un effettivo accatastamento unitario.

IVA - Inizio e cessazione attività, nuovo modello AA9/11 - 23/05/2012
Pubblicato il provvedimento che approva, con effetto da oggi, 22 maggio il modello AA9/11, relativo alle dichiarazioni di inizio attività, variazione dati o cessazione attività ai fini Iva delle persone fisiche (ai sensi dell'art. 35 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633), delle relative istruzioni e delle specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati; le istruzioni per la compilazione del modello AA7/10 (approvato con il Provvedimento 29 dicembre 2009), da utilizzare per le dichiarazioni di inizio attività, variazione dati o cessazione attività ai fini Iva dei soggetti diversi dalle persone fisiche.

IMU - Finalmente chiarite le agevolazioni - 22/05/2012
La circolare 18 maggio 2012 n. 3/DF, del Dipartimento delle Finanze, ha chiarito le possibili agevolazioni ai fini IMU. Infatti, il passaggio dall’ICI all’IMU ha portato alcune novità riguardo alle ipotesi molto frequenti in cui l'immobile può godere dello status di abitazione principale, con le relative conseguenze nell’individuazione delle aliquote e delle detrazioni d'imposta. Per quanto riguarda il coniuge assegnatario, come è stato peraltro già stabilito dal decreto legge n. 16/2012, ai soli fini dell’applicazione dell’IMU «l'assegnazione della casa coniugale al coniuge, disposta a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, si intende in ogni caso effettuata a titolo di diritto di abitazione»: il coniuge assegnatario gode di un diritto di abitazione ed è pertanto soggetto passivo IMU. Inoltre, i Comuni possono considerare adibita ad abitazione principale l'unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da: anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata, e l'unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata. Infine, vengono assimilate all'abitazione principale anche: le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari; gli alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti Autonomi per le Case Popolari (IACP). Per le abitazione concesse gratuitamente non vi è invece nessuna possibilità di assimilazione al concetto di “abitazione principale”: infatti la normativa IMU non ripropone più (come era per l’ICI) l’applicazione dello stesso regime agevolativo previsto per l'abitazione principale per l'immobile concesso in uso gratuito a parenti in linea retta o collaterale.

IMMOBILI - Prima casa “unica” ai fini IMU - 21/05/2012
Si susseguono i molteplici chiarimenti sull’applicazione dell’IMU, in attesa dell’emanazione della circolare dell’Agenzia delle Entrate, ancora in bozza, sul nuovo tributo. In particolare si interviene nella delimitazione del concetto di “abitazione principale” e, limitandosi alla questione del limite di un solo beneficio per famiglia, oggi si richiede che nell'abitazione risiedano e dimorino il contribuente e il suo nucleo familiare. Inoltre, qualora i componenti del nucleo prendano residenza diversa nel medesimo comune, l'abitazione principale resta sempre una per l'intero nucleo. Secondo le Finanze, la norma non è di ostacolo alla “moltiplicazione” delle abitazioni principali in comuni diversi; tuttavia, non viene chiarito cosa si intenda per nucleo familiare, posto che nell'ordinamento non esiste una precisa definizione di questo istituto. L'abitazione principale richiede poi la coesistenza della residenza anagrafica e della dimora abituale e ne deriva, per tale motivo, che il coniuge che non vive abitualmente nella casa in cui risiede non ha diritto alle agevolazioni di legge. Per quanto riguarda l’ipotesi di separazione dei coniugi, sembra invece risolta la questione del trattamento della casa assegnata in sede di separazione o divorzio: in tale eventualità il coniuge assegnatario è considerato, solo ai fini IMU, titolare del diritto di abitazione (ai fini IRPEF, la soggettività rimane in capo al proprietario effettivo, ma poiché l'immobile non è locato ed è soggetto a IMU, lo stesso dovrebbe essere esonerato dall'imposizione personale).

PROCESSO TRIBUTARIO - Per le società estinte il contenzioso continua nei confronti dei soci - 18/05/2012
La Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7679 del 16 maggio, ha stabilito che, qualora nel corso del processo la società si estingue, il contenzioso può proseguire nei confronti del socio ma a condizione e nei limiti in cui egli abbia riscosso la quota in base al bilancio finale di liquidazione. Solo in tale fattispecie l'imprenditore succede, in senso generale, nei rapporti giuridici facenti capo alla società. Tuttavia, a pena di inammissibilità, rimane a carico dell’ufficio l’onere della prova. Si segnala che con questa sentenza vengono affrontate per la prima volta le conseguenze in campo processuale tributario dell’estinzione della società nel corso del contenzioso.

DIRITTO FALLIMENTARE - Il concordato preventivo preferito alle altre procedure preconcorsuali per gestire la crisi d’impresa - 17/05/2012
La riforma del diritto fallimentare ha previsto diverse procedure per la gestione delle crisi aziendali mediante la salvaguardia dell’attività e del patrimonio aziendale: piano di risanamento attestato da un professionista ex art. 67 comma 3, lett. d) della legge fallimentare; accordo di ristrutturazione dei debiti ex art. 182-bis della legge fallimentare; nuova formulazione di una proposta di concordato preventivo ex art. 160 della legge fallimentare. I primi due strumenti richiedono tempi troppo lunghi per raggiungere l’accordo con i creditori esponendo l’impresa in crisi ad azioni cautelari ed esecutive individuali. Il concordato preventivo sembra assicurare maggiore protezione dalle azioni esecutive individuali e facilita la formazione del consenso dei creditori attraverso lo strumento della deliberazione a maggioranza. Il concordato preventivo presenta inoltre vantaggi fiscali rispetto agli altri istituti: le sopravvenienze attive derivanti, in capo al debitore, dalla riduzione dei debiti non sono imponibili e le perdite sofferte dai creditori sono deducibili senza che tale deduzione sia subordinata a più stringenti condizioni.

DICHIARAZIONI - Modello Unico 2012: il rebus degli acconti - 16/05/2012
In vista alle prossime scadenze relative al Modello Unico/2012 (redditi 2011) si pone il problema del calcolo degli acconti dovuti per l'anno in corso. Nello specifico, vengono individuate quattro ipotesi che richiedono, poiché espressamente previsto dal legislatore, il ricalcolo delle imposte dovute per gli acconti 2012, tenendo conto delle modifiche legislative intervenute nelle varie manovre: “immobili di interesse storico e artistico” (in riferimento all’articolo 2, comma 5, del D.L. n. 16 del 2012, convertito nella legge n. 44 del 2012, che ha abrogato il comma 2 dell'articolo 11 della legge n. 413 del 1991); “beni sociali utilizzati dai soci” (in riferimento all’articolo 2, comma 36 terdecies e successivi, del D.L. n. 138 del 2011); “società di comodo” e “cooperative” (in riferimento all’articolo 2, comma 36 bis, del D.L. n. 138 del 2011). In caso di omesso versamento dell'acconto, che si sana automaticamente con il pagamento del saldo, si può comunque rimediare mediante il ravvedimento operoso, corrispondendo la sanzione del 3,75 per cento oltre agli interessi del 2,5 per cento annuo. Intanto con la risoluzione n. 48/E sono stati istituiti i codici tributo 2018, 2019 e 2020 per il versamento (con il modello F24), della maggiorazione di 10,5 punti percentuali dell’aliquota Ires per le società di comodo. La risoluzione n. 47/E, invece, ha istituito i codici tributo 1683, 1619 e 146E per il versamento (con i modelli F24 e F24EP) del contributo di solidarietà. Sono stati inoltre istituiti (risoluzione n. 49/E) i codici tributo 1845, 1846, 147E e 148E, da utilizzare per il versamento (con i modelli F24 e F24EP) della cedolare secca sulle locazioni abitative. Infine con la risoluzione n. 50/E, per consentire il versamento, mediante il modello F24, dell’imposta sui redditi percepiti dal creditore pignoratizio, è stato istituito il codice tributo 4040.

CINQUE PER MILLE - Ammissione tardiva al riparto per l’esercizio finanziario 2012, istituiti i codici tributo - 15/05/2012
Con un'unica risoluzione l'Agenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo: 8114, per il versamento (con l'F24) delle sanzioni dovute ai sensi dell’art. 2, commi 1, 2, 3 e 3-bis, del decreto semplificazioni fiscali (D.L. 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla L. 26 aprile 2012, n. 44). La norma ammette la possibilità di fruire di benefici fiscali o di accedere a regimi fiscali opzionali, pur in assenza degli adempimenti formali prescritti, sempreché la violazione non sia stata constatata o non sia iniziato un accertamento del quale il contribuente abbia avuto formale conoscenza, se egli è comunque in possesso dei requisiti sostanziali richiesti, esegue l'adempimento entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile e contestualmente versa un importo pari a 258 euro (corrispondente alla misura minima della sanzione di cui all'art. 11, comma 1, del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471); 8115, per versare la sanzione richiesta ai fini dell'ammissione tardiva al riparto del cinque per mille per l'esercizio finanziario 2012, ai sensi dell'art. 2, comma 2, del citato D.L. n. 16 del 2012; 8116, per il versamento della sanzione di cui all'art. 2, comma 3-bis, del D.L. n. 16 del 2012 (irregolarità che non determinano comunque l'inefficacia della cessione delle eccedenze Ires risultanti dalla dichiarazione dei redditi del consolidato ed utilizzabili in dichiarazione).

IVA - Conti privati a rischio se viene omesso il versamento dell’IVA - 14/05/2012
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17485 del 10 maggio, ha stabilito che in caso di omesso versamento dell’IVA è legittimo il sequestro sui conti dell'imprenditore senza la previa valutazione e confisca del patrimonio sociale. Tale misura, infatti, può colpire i concorrenti del reato, ciascuno per l'intero importo dell'evasione fiscale. Secondo la Suprema Corte, nei rapporti tra la persona fisica, alla quale è addebitato il reato, e la persona giuridica (società), chiamata a risponderne, non può che valere lo stesso principio applicabile a più concorrenti nell'evasione fiscale, secondo il quale “a ciascun concorrente devono imputarsi le conseguenze di esso”. Infatti è ormai un principio più che consolidato quello per cui “è legittimo il sequestro preventivo, funzionale alla confisca, ex art. 322 ter del Codice Penale, eseguito in danno di un concorrente del reato, ex art. 316 bis del Codice Penale per l'intero importo relativo al prezzo o profitto dello stesso reato, nonostante le somme illecite siano state incamerate, in tutto o in parte da altri coindagati, in quanto, da un lato, il principio solidaristico, che informa la disciplina del concorso di persone nel reato, implica l’imputazione dell’intera azione delittuosa e dell’effetto conseguente in capo a ciascun concorrente e comporta solidarietà nella pena; dall'altro, la confisca per equivalente riveste preminente carattere sanzionatorio e può interessare ciascuno dei concorrenti, anche per la intera entità del prezzo o profitto accertato, salvo l'eventuale riparto tra i medesimi concorrenti, che costituisce fatto interno a quest’ultimi e che non ha alcun rilievo penale”.

IRAP - La presenza dell’autonoma organizzazione va valutata in relazione ad ogni singolo periodo d’imposta - 11/05/2012
Nuovi pronunciamenti della Corte di Cassazione in tema di applicabilità dell’Irap a contribuenti senza autonoma organizzazione. Con l’ordinanza n. 4492/2012 la Suprema Corte ha precisato che anche ai fini Irap va applicato il principio dell'autonomia dell'obbligazione tributaria riferita al singolo periodo d'imposta e pertanto la presenza o meno di autonoma organizzazione deve essere valutata ogni anno. La presenza di autonoma organizzazione dimostrata dall’Amministrazione finanziaria con riferimento ad un determinato periodo d’imposta non può essere estesa ad altri periodi d’imposta se variano i profili qualitativi e quantitativi dell'apparato organizzativo del contribuente. Il versamento del saldo d'imposta che anticipa la presentazione del modello dichiarativo è il momento finale per trarre considerazioni conclusive sulla presenza o meno di autonoma organizzazione con riferimento al periodo d’imposta considerato, intervenendo a sanare gli acconti non versati con il ravvedimento operoso o portando quelli versati ma non dovuti a credito.

LIQUIDAZIONE - I soci possono essere responsabili per i debiti tributari delle società di capitali estinte - 10/05/2012
Il Consiglio nazionale del notariato ha diffuso lo studio n. 226-2011/T che approfondisce la tematica della responsabilità per i debiti tributari delle società estinte. I soci, i liquidatori e gli ex amministratori possono essere chiamati a rispondere dei debiti fiscali di una società estinta a determinate condizioni. I soci diventano responsabili per le imposte sui redditi non pagate dalla società solo nell’ipotesi in cui abbiano ricevuto, negli ultimi due periodi d'imposta precedenti alla messa in liquidazione, denaro e altri beni sociali o se hanno avuto assegnazioni da parte dei liquidatori. I liquidatori che non abbiano adempiuto all'obbligo di pagare con le attività della liquidazione le imposte dovute dalla società, assegnando beni ai soci o pagando creditori con privilegi inferiori o chirografari, possono essere chiamati a rispondere dei debiti tributari della società estinta. La responsabilità per i debiti tributari di una società estinta può essere estesa anche agli amministratori in carica all'atto dello scioglimento della società e a quelli che hanno compiuto operazioni di liquidazione o occultato attività sociali nel corso degli ultimi due periodi d'imposta precedenti alla messa in liquidazione della società medesima.

IVA - Precisato il presupposto territoriale dei servizi di formazione e di aggiornamento professionale - 09/05/2012
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 44/E del 7 maggio 2012, ha precisato che a decorrere dal 1° gennaio 2011, le prestazioni di servizi relativi ad attività culturali, artistiche, sportive, scientifiche, educative, ricreative e simili, ivi comprese fiere ed esposizioni, le prestazioni di servizi degli organizzatori di dette attività, nonché le prestazioni di servizi accessorie alle precedenti, rese a committenti non soggetti passivi, vanno considerate effettuate nel territorio dello Stato quando le medesime attività sono ivi materialmente svolte. Per tali servizi resi a committenti non soggetti passivi il collegamento territoriale per l'applicazione dell'imposta va pertanto individuato secondo i criteri previsti dall'articolo 7-quinquies del D.P.R. n. 633/1972 e sono da considerarsi superate le indicazioni fornite nella circolare n. 36/E del 2010 che indicava invece i criteri previsti dall'articolo 7-ter del D.P.R. n. 633/1972. Al fine di individuare il luogo di tassazione dei servizi di formazione e aggiornamento professionale, si devono distinguere due ipotesi: a) servizi resi nei confronti di committenti non soggetti passivi Iva (servizi “business to consumer” o “B2C”), di cui all'art. 7-quinquies, comma 1, lettera a), del D.P.R. n. 633 del 1972: si considerano effettuati nel territorio dello Stato se ivi materialmente eseguiti; b) servizi resi nei confronti di committenti soggetti passivi Iva (servizi “business to business” o “B2B”), di cui all’art. 7-ter, comma 2, del medesimo decreto: sono territorialmente rilevanti in Italia. È pertanto superato quanto affermato con la Circolare n. 36/E del 2010.

LEASING - Diventa irrilevante la durata del contratto per la deducibilità dei canoni - 08/05/2012
Per effetto dell’entrata in vigore dell’art. 4-bis del D.L. n. 16 del 2012, convertito dalla legge n. 44 del 2012, la deducibilità dei contratti di leasing non è subordinata alla durata minima. Infatti è stato modificato il comma 7 dell’art. 102 del D.P.R. n. 917 del 1986 che prevedeva il “prerequisito” della durata minima fiscale: pertanto, la durata non sarà più un obbligo di natura contrattuale da rispettare pena l'indeducibilità dei canoni in capo all'utilizzatore, ma rappresenterà esclusivamente l'arco temporale minimo entro il quale sarà possibile dedurre i canoni di leasing. Ne consegue pertanto che, in caso di contratto di leasing (o anche di lease-back) con durata pari o superiore a quella minima fiscale, la deduzione dei canoni seguirà la durata contrattuale; qualora invece, il contratto di leasing sia di durata inferiore al minimo fiscale, le quote dei canoni eccedenti saranno riprese a tassazione durante la vita contrattuale, per essere poi dedotte in via extracontabile solo al termine del contratto, nei limiti dell'importo massimo deducibile annualmente.

SANZIONI - Ravvedimento "sprint" sempre più "esteso" - 07/05/2012
Per effetto delle recenti modifiche apportate all'articolo 13 del D.Lgs. n. 471 del 1997 dall'articolo 11 della L. n. 44 del 2012, il ravvedimento "sprint" si applicherà a tutte le violazioni e non solo a quelle relative agli omessi versamenti. Tale ravvedimento comporta una riduzione della sanzione di un ulteriore quindicesimo oltre a quanto previsto, ordinariamente, dalla normativa sul ravvedimento. Da un punto di visto pratico, sarà pertanto possibile utilizzare tale beneficio anche in relazione alla sanatoria relativa all’infedele dichiarazione, nonché in caso di dichiarazione omessa. A questo punto, devono però essere valutati gli effetti pratici anche alla luce dei chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 41/E del 2011 con la quale si precisò come la riduzione di un quindicesimo si aggiungeva a quella prevista dal ravvedimento operoso; quindi, se il versamento di un’imposta viene effettuato con un ritardo inferiore a 15 giorni e allo stesso si accompagna quello, spontaneo, dei relativi interessi legali e della sanzione entro il termine di 30 giorni dalla scadenza, la riduzione di cui all'articolo 13, comma 1, secondo periodo, del D.Lgs. n. 471 del 1997 si aggiunge a quella di un decimo del minimo prevista dal citato articolo 13, comma 1, lettera a), del D.Lgs. n. 472 del 1997. Nella stessa circolare dell'agenzia delle entrate, si faceva l'esempio del versamento di euro 1.000 eseguito con due giorni di ritardo mediante ravvedimento operoso: in questo caso la sanzione sarà pari allo 0,4% (30x 2/15x1/10) pari ad euro 4. Da un punto di vista sostanziale, tale novità in tema di ravvedimento tornerà utile laddove si intenda sanare la mancata presentazione della dichiarazione a fronte di imposte regolarmente versate ovvero nei casi in cui la violazione comporti, ad esempio, l'obbligo di versamento della sola sanzione già di per sé molto elevata (come, ad esempio, le violazioni afferenti il monitoraggio fiscale che si concretizzano attraverso la mancata o la non completa presentazione del quadro RW all'interno della dichiarazione dei redditi).

IVIE - Base imponibile cercasi - 04/05/2012
L'imposta sul valore degli immobili situati all’estero ha subito nuove importanti variazioni contenute nel D.L. n. 16/2012 convertito definitivamente con modifiche il 24 aprile scorso con riferimento alla base imponibile su cui calcolare l’imposta. Per gli immobili situati in paesi appartenenti all'Unione europea o in paesi aderenti allo Spazio economico europeo che garantiscono un adeguato scambio di informazioni, il valore della base imponibile è quello catastale come determinato e rivalutato nel paese in cui l'immobile è situato ai fini dell'assolvimento di imposte di natura patrimoniale o reddituale. Caf, professionisti e contribuenti saranno costretti ad approfondire il concetto di valore catastale nei vari Stati Ue con il rischio di lavorare inutilmente nell’ipotesi in cui l'imposta patrimoniale o sui redditi già versata nel Paese comunitario per l'immobile detenuto all’estero, risulti uguale o superiore allo 0,76% richiesto dallo Stato italiano. Non risulta inoltre chiaro il trattamento degli immobili “scudati” situati all’estero ai fini dell'Ivie. Per gli immobili situati in paesi extra Ue rileva, come base imponibile, il costo di acquisto e, in mancanza, il valore di mercato stimato nel luogo in cui è presente l'immobile. Anche in questo caso la determinazione della base imponibile può rivelarsi assai complessa.

ENTI LOCALI - Dal 9 maggio richieste di variazioni anagrafiche tramite e-mail - 03/05/2012
Il Dipartimento dei Servizi Demografici del Ministero dell’Interno, con la circolare n. 9 del 27 aprile, ha chiarito le disposizioni contenute all'articolo 5 del D.L. Semplificazioni (D.L. n. 5 del 2012) in materia di cambio di residenza in tempo reale. In particolare è stato precisato che, dal prossimo 9 maggio, sarà possibile presentare le istanze di variazioni anagrafiche tramite Posta Elettronica Certificata o, in mancanza della P.E.C., mediante l’indirizzo e-mail personale allegando, in tal caso, la fotocopia del documento di identità (tuttavia, a tal fine, sarà anche possibile l'utilizzo di mezzi più “tradizionali” quali il fax o la raccomandata). Infatti, secondo l’interpretazione ministeriale, in attesa del prossimo regolamento attuativo, le disposizioni contenute nell’articolo 5 del D.L. Semplificazioni entrano comunque in vigore dal novantesimo giorno dalla data di pubblicazione in G.U., ovvero dal prossimo 9 maggio: in pratica, da questa data, oltre alla consueta presentazione diretta allo sportello, i cittadini avranno la possibilità di presentare le variazioni anagrafiche anche tramite raccomandata, fax e per via telematica. Inoltre, viene resa obbligatoria per i Comuni l’indicazione nei siti web di tutti gli indirizzi esatti ai quali inoltrare le dichiarazioni, con particolare riferimento all'indirizzo di posta, di posta elettronica, nonché al numero di fax.

IVA - Chiarimenti sulle operazioni intra UE in assenza di iscrizione al Vies - 02/05/2012
L'Agenzia delle Entrate fornisce alcuni chiarimenti sulla disciplina dettata dall'art. 27, comma 1, della Manovra estiva 2010 in merito all'archivio informatico VIES. Si ricorda che ai sensi dell’art. 35 del D.P.R. n. 633 del 1972, risultante dalle modifiche apportate dalla norma citata, il soggetto passivo d’imposta che intende effettuare operazioni intracomunitarie deve chiedere l'autorizzazione all’Agenzia delle Entrate, manifestandone la volontà attraverso una procedura specifica finalizzata all’iscrizione nell’archivio informatico (VIES) dei soggetti autorizzati a porre in essere le predette operazioni. Per i soggetti già in possesso di un numero di partita Iva, la predetta volontà viene espressa mediante apposita istanza da presentare direttamente ad un ufficio dell’Agenzia delle Entrate, mentre per i non titolari di posizione Iva, tale volontà va manifestata in sede di dichiarazione di inizio attività, compilando il campo “Operazioni intracomunitarie” del Quadro I dei modelli AA7 e AA9. In mancanza di un diniego espresso da parte dell’Amministrazione entro 30 giorni dalla presentazione dell’istanza, il richiedente viene inserito nell’archivio VIES. Al riguardo il Fisco ha precisato che ai fini dell'applicazione della suesposta disciplina l’operazione di acquisto intracomunitario si considera effettuata all’atto della consegna del bene nel territorio dello Stato, ai sensi dell’art. 39 del D.L. n. 331 del 1993. Tuttavia, se anteriormente viene emessa fattura o pagato in tutto o in parte il corrispettivo, l’operazione si considera effettuata, limitatamente all’importo pagato o fatturato, alla data di ricevimento del pagamento o della fattura. Ne consegue che è irrilevante la data in cui si è perfezionato l’accordo. In secondo luogo, viene chiarito che nel periodo che intercorre tra la dichiarazione di volontà di effettuare operazioni intracomunitarie e l’autorizzazione o il diniego da parte dell’Agenzia, il contribuente non è legittimato a compiere le operazioni intracomunitarie. Relativamente all'acquisto intracomunitario effettuato senza la regolare iscrizione al VIES, da un soggetto passivo italiano nei confronti di un soggetto passivo comunitario, si ritiene esso non possa configurarsi come un'operazione intracomunitaria, e quindi l’Iva non è dovuta in Italia ma nel Paese del fornitore. Pertanto l’acquirente italiano non regolarmente iscritto al VIES, ricevuta la fattura senza Iva dal fornitore europeo, non procederà alla sua doppia annotazione nel registro delle fatture emesse e nel registro degli acquisti, non applicandosi il meccanismo del reverse charge.

IMU - Per la dichiarazione c’è tempo fino a settembre - 30/04/2012
La data per la presentazione della dichiarazione IMU è stata rinviata al prossimo 30 settembre. Il problema viene pertanto posticipato al rientro dalla pausa estiva, con la speranza però che, nel frattempo, il Ministero dell'Economia predisponga il decreto con le istruzioni per la compilazione. A questo adempimento dovrebbero essere interessati tutti i contribuenti che, rispetto alle nuove regole dell’IMU, hanno un'abitazione principale che era tale ai fini ICI ma non risponde più ai requisiti IMU. Tra i casi più frequenti, quello di non corrispondenza tra dimora e residenza e le diverse particolarità della disciplina IMU rispetto alle regole ICI (ad esempio l’IMU dispone una sola pertinenza all'abitazione principale per categoria catastale, per cui coloro che fino all’anno scorso consideravano pertinenziali due garage in base alle regole locali dovranno scegliere quale delle due unità collegare all'abitazione principale per il pagamento dell'imposta e dichiararlo). La dichiarazione IMU è prevista dall'art. 9, comma 6, del D.Lgs. n. 23 del 2011 e dall'art. 4 comma 12-ter, del D.L. n. 16/2012, introdotto in sede di conversione, che, nel dettaglio, dispongono che per tutti gli immobili già posseduti al 1° gennaio 2012 e per i quali la situazione fiscale ai fini IMU sia in qualche modo cambiata rispetto alla situazione ICI, oltre che per tutti quelli che verranno acquistati o la cui situazione varierà comunque entro il 30 settembre 2012, il termine per presentare la dichiarazione è lo stesso 30 settembre 2012. Di conseguenza, ne consegue che per coloro che variano la propria situazione dal 1° ottobre 2012 in poi la dichiarazione IMU dovrà essere fatta entro il termine ordinario, cioè entro i 90 giorni successivi alla variazione. Si segnala infine che manca a livello normativo un riferimento alle procedure di presentazione attraverso il Modello Unico Informatico utilizzato dai notai (art. 3-bis del D.Lgs. n. 463 del 1997), la cui efficacia andrebbe confermata anche ai fini IMU (in precedenza non c'era bisogno di presentare la dichiarazione ICI, perché “sostituita” in caso di compravendita o costituzione di diritti reali dal M.U.I.; con l’IMU, invece, fino a quando a livello normativo non si interverrà ad hoc, tale onere dichiarativo ritornerà “in capo” all'acquirente o al titolare del nuovo diritto reale).

IMPOSTE DIRETTE - Il trattamento di fine mandato a favore degli amministratori è deducibile senza limiti - 27/04/2012
La sezione prima della Commissione tributaria regionale del Lazio, con la sentenza n. 25/1/2012, ha stabilito l’inerenza e la deducibilità senza limiti del trattamento di fine mandato che una società ha accantonato in favore dei propri amministratori. Secondo i giudici tributari, l’indennità di fine mandato è sostanzialmente assimilabile all'indennità di fine rapporto prevista per i lavoratori dipendenti con una sostanziale differenza: per il tfr esistono disposizioni normative che disciplinano la quota annuale di accantonamento deducibile, mentre per il tfm non esistono norme che limitano la sua deducibilità. La mancanza di riferimenti normativi o tabelle o altre indicazioni contenenti i limiti massimi di spesa, non consente pertanto all'Amministrazione finanziaria di valutare la congruità degli importi accantonati a favore degli amministratori di una società.

BILANCIO - Riepilogate le regole di distribuzione degli utili e delle riserve - 26/04/2012
Il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili ha recentemente pubblicato un documento denominato “Bilancio 2011 e seguenti: procedura di distribuzione dell'utile e delle riserve”. Il documento sopracitato fornisce una procedura e le indicazioni operative per la distribuzione dell’utile ed, eventualmente, delle riserve presenti nel patrimonio netto, approfondendo in particolare gli aspetti civilistici, contabili e fiscali del patrimonio netto e gli adempimenti dichiarativi correlati. La riduzione del capitale sociale esuberante, dopo un precedente aumento eseguito con riserve di utili, soggiace alla presunzione di distribuzione mediante la quale s'intendono distribuite le quote di utili più datate (criterio «FIFO»). In aggiunta alla citata presunzione, gli autori evidenziano l'ingresso di altre disposizioni sul tema, tutte da interpretare: il comma 1, dell'articolo 47 attraverso il quale si rende tassabile una quota del 40% (fino al 2007) o del 49,72% (dopo il 2007) degli utili distribuiti a soci qualificati ma persone fisiche o società di persone e quelle del dm 2/04/2008, che dispone sulla priorità nella distribuzione degli utili realizzati fino al 2007. Inoltre, se nel patrimonio netto vi sono riserve di capitale e riserve di utili, in caso di distribuzione subentra la presunzione indicata dal comma 1, dell'art. 47 del Tuir, per cui si devono ritenere distribuite prioritariamente, le riserve di utili, con applicazione del regime tributario, di cui al citato decreto 2/04/2008. Infine, con riferimento alle riserve vincolate (legale) la dottrina più autorevole ritiene che le stesse non possano beneficiare di una deroga ai principi appena enunciati, con la conseguente applicazione delle citate presunzioni.

SOCIETÀ TRA PROFESSIONISTI - Ingresso limitato per i professionisti e “aperto” ai soci di capitale - 24/04/2012
Il Ministero della Giustizia ha messo a punto lo schema di regolamento attuativo delle Società tra Professionisti, previsto dalle norme istitutive contenute nella legge di stabilità 2012. La bozza di provvedimento, composto da 15 articoli, è ora all'esame del Ministero dello Sviluppo Economico che deve condividerne i contenuti e sarà inviato a breve al Consiglio di Stato. Dopo la firma dei ministri e la registrazione alla Corte dei conti, il regolamento potrebbe essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale entro giugno. Tra le anticipazioni si segnala che il divieto di partecipare a più di una società fra professionisti vale solo per i soci professionisti, ma non per i soci di capitale. In base allo schema di regolamento, l'iscrizione della società al Registro imprese garantirà la pubblicità necessaria per consentire che, all'atto della costituzione di una Stp, il notaio possa sapere se un professionista sia iscritto o meno ad un'altra società. Per l'iscrizione al Registro imprese dovrebbe essere usata la sezione ad hoc costituita in base al D.Lgs. n. 96 del 2001 per le società tra avvocati.

LAVORO - Ancora “fermo” il bonus competitività per il 2012 - 23/04/2012
La Legge di Stabilità 2012, in attuazione dell'art. 26 del D.L. n. 98 del 2011, prevede anche per il 2012 la proroga dell'imposta sostitutiva agevolata al 10 per cento per gli elementi retributivi che premiano l'incremento di produttività, di innovazione ed efficienza. Tuttavia, al momento, tale provvedimento non può trovare applicazione, in quanto non è ancora stato emanato il decreto che fissa l'importo massimo e il tetto di salario di ogni dipendente a cui tale agevolazione è ammessa. Nel mondo imprenditoriale tale ritardo inizia a suscitare qualche preoccupazione legata alla copertura finanziaria dello stesso provvedimento (sono previsti 1,1 miliardi di euro) con la conseguente ipotesi di una restrizione dei parametri previsti in passato pari a 6.000 euro per lavoratore con reddito massimo di 40.000 euro. Qualora i parametri venissero ridotti, le aziende che hanno applicato la vecchia normativa, effettuando delle ritenute più basse del dovuto, rischiano di incorrere in sanzioni: in altre parole, ci potrebbe essere l'eventualità di vedersi ridurre la platea dei beneficiari e l'applicazione di sanzioni alle imprese che, considerata tale incertezza, hanno deciso di applicare i vecchi parametri. L'imposta sostituiva al 10 per cento in passato ha riscosso un buon successo: secondo i dati disponibili più recenti, nel 2010 ne hanno beneficiato quasi sei milioni di addetti pari a oltre 10 miliardi di euro di quota di retribuzione sottratta all'applicazione ordinaria dell’IRPEF.

ACCERTAMENTO - La comunicazione dei dati dei conti correnti bancari prende forma - 20/04/2012
Dall’analisi del parere che il Garante delle privacy ha fornito ieri con riferimento alla bozza del provvedimento di attuazione dell'articolo 11, comma 2, del D.L. n. 201/2011 in tema di comunicazione a carico degli intermediari finanziari, dei dati dei conti correnti bancari dei contribuenti, emergono più puntuali indicazioni sulla tipologia delle informazioni che verranno trasmesse dal 31 ottobre 2012 all’Amministrazione finanziaria. In particolare saranno comunicate non tutte le singole voci del c/c ma i dati relativi a saldo iniziale e saldo finale. Per i rapporti avviati nel corso dell'anno gli intermediari comunicheranno il saldo iniziale alla data di apertura, mentre per i rapporti chiusi nel corso dell'anno la comunicazione riguarderà il saldo alla data di chiusura e i dati relativi agli importi totali degli accrediti e degli addebiti delle operazioni attive e passive fatte nell'anno. I dati sui conti correnti dei contribuenti saranno in via prioritaria utilizzati per formare liste selettive di contribuenti da verificare.

ANTIRICICLAGGIO - La G.d.F. si appresta ad arrivare negli studi legali e contabili - 19/04/2012
Dalla corposa circolare n. 83607 del 19 marzo scorso, relativa all'attività della Guardia di Finanza a tutela del Mercato dei capitali, si evidenziano i prossimi controlli che verranno effettuati negli studi legali e contabili. In primo luogo verrà accertato come i programmi di contabilità siano in grado di rilevare i pagamenti in contanti ultrasoglia e, in una seconda fase, saranno selezionati, tra un campione di clienti, un congruo numero di operazioni commerciali e finanziarie di importo elevato, rispetto alle quali saranno verificate le modalità di pagamento. Inoltre, una specifica attenzione sarà dedicata al registro antiriciclaggio per la tenuta del quale oltre che al D.Lgs. n. 231 del 2007 sarà necessario fare riferimento al provvedimento U.I.C. 24 febbraio 2006.

SCUDO FISCALE - 2 mesi in più per il pagamento dell’imposta di bollo speciale - 18/04/2012
Tra le modifiche al D.L. fiscale (D.L. n. 16 del 2012) è stata inserita la proroga al 16 luglio (anziché al 16 maggio) per il versamento dell'imposta di bollo speciale sugli scudi fiscali introdotta dall'art. 19 del Decreto Salva Italia. Il versamento andrà effettuato a cura degli intermediari e l'imposta dovrà essere calcolata sui prelevamenti e sulle dismissioni effettuate dal 1° gennaio al 6 dicembre 2011. Per gli anni successivi al 2011, invece, il calcolo dell'imposta speciale andrà fatto considerando i mesi per i quali risulta attiva la segretazione del conto (cosiddetto criterio del pro-rata temporis). Inoltre, le attività patrimoniali e finanziarie detenute all'estero tramite intermediario italiano non andranno inserite nel Modello RW della dichiarazione dei redditi. Modificando e integrando, infatti, l'articolo 19 del dl 201/2011 e l'articolo 4 del dl 167/1990 (decreto sul cosiddetto monitoraggio fiscale), si prevede un ulteriore caso di esonero dalla compilazione del modello Rw della dichiarazione dei redditi (obbligo che ricade direttamente sul contribuente) per quelle attività, patrimoniali e finanziarie, che sono detenute all'estero ma affidate in gestione o in amministrazione a un intermediario italiano (banche, sim, sgr o fiduciaria) e per i contratti comunque conclusi attraverso il loro intervento e a condizione che i flussi finanziari e i redditi derivanti da tali attività e contratti siano riscossi attraverso l'intervento di un intermediario italiano.

DURC IRREGOLARE - Precisazioni dell'Inps sull'intervento sostitutivo - 17/04/2012
Ad integrazione della Circolare Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 16 febbraio 2012, n. 3, l'Inps fornisce chiarimenti su taluni aspetti conseguenti all'applicazione dell'art. 4 del D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207. Tale norma ha introdotto nella disciplina sugli appalti l'intervento sostitutivo della stazione appaltante in presenza di un inadempimento (accertato attraverso il Durc) agli obblighi contributivi da parte dell'esecutore e del subappaltatore. Pertanto in caso di irregolarità del Durc l’importo corrispondente alle inadempienze accertate (riferibili all'esecutore o al subappaltatore) viene trattenuto dal certificato di pagamento e versato direttamente ad Inps, Inail e, per le imprese edili, anche alle Casse edili direttamente dalla stazione appaltante.

IMU - Ci sono i codici tributo - 16/04/2012
Al via dal 18 aprile i nuovi modelli F24 e F24 Accise, modificati per far posto all’Imu. È stato infatti pubblicato il provvedimento che approva le modifiche ad entrambi i modelli: in particolare, la “SEZIONE ICI ED ALTRI TRIBUTI LOCALI” è stata mutata in “SEZIONE IMU E ALTRI TRIBUTI LOCALI”. Il modello F24 preesistente alle modifiche può comunque essere utilizzato fino al 31 maggio 2013, ma in tal caso il versamento dell’Imu dev’essere esposto nella sezione ICI e altri tributi locali. Si riportano di seguito i codici tributo istituiti : 3912“IMU - imposta municipale propria su abitazione principale e relative pertinenze - articolo 13, c. 7 , d.l. 201/2011 COMUNE” 3913“IMU - imposta municipale propria per fabbricati rurali ad uso strumentale - COMUNE” 3914“IMU - imposta municipale propria per i terreni COMUNE” 3915“IMU - imposta municipale propria per i terreni STATO” 3916“IMU - imposta municipale propria per le aree fabbricabili - COMUNE” 3917“IMU - imposta municipale propria per le aree fabbricabili - STATO” 3918“IMU - imposta municipale propria per gli altri fabbricati COMUNE” 3919“IMU - imposta municipale propria per gli altri fabbricati - STATO” 3923“IMU - imposta municipale propria INTERESSI DA ACCERTAMENTO - COMUNE” 3924“IMU - imposta municipale propria SANZIONI DA ACCERTAMENTO - COMUNE”

IVA - Le nuove soglie di compensazione diventano operative - 13/04/2012
A decorrere dal 1° aprile 2012, la compensazione del credito Iva annuale o infrannuale, per importi superiori a 5.000 euro annui, può essere effettuata a partire dal giorno sedici del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione o dell’istanza da cui il credito emerge. Il debutto della nuova soglia di compensazione avverrà in pratica con la scadenza dei versamenti unificati di lunedì 16 aprile. I contribuenti che intendono compensare il credito Iva del primo trimestre 2012, potranno utilizzare ad aprile soltanto 5 mila euro rimandando l'utilizzo dell'eccedenza al mese prossimo. Al raggiungimento della soglia di 5.000 euro, per ciascun anno di riferimento, concorrono anche le compensazioni effettuate precedentemente al 1° aprile 2012.

PROCESSO TRIBUTARIO - Necessario l’avviso di accertamento motivato per contestazioni non riguardanti le dichiarazioni - 12/04/2012
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5318 depositata il 3 aprile 2012, ha specificato che l’Amministrazione finanziaria può procedere, ai sensi dell’art. 36-bis del D.P.R. n. 600/1973, solo alla correzione di errori, alla riduzione di detrazioni o crediti d'imposta ovvero riscontrare la rispondenza dei pagamenti, sulla base dei dati e degli elementi direttamente desumibili dalle dichiarazioni presentate dal contribuente. Ogni altro elemento che non è immediatamente desumibile da quanto dichiarato dal contribuente, non può essere rettificato tramite i cosiddetti avvisi bonari, ma è necessario un avviso di accertamento motivato. Nel caso esaminato dalla Suprema Corte, in caso di omessa dichiarazione riportante un credito, per il disconoscimento del medesimo credito riportato nella dichiarazione successiva, non era sufficiente l’emissione di un avviso bonario ma era necessario un avviso di accertamento.

SOCIETA’ IMMOBILIARI – Fine della penalizzazione sull’IVA - 11/04/2012
L'art. 57 del D.L. n. 1/2012, convertito dalla legge n. 27/2012, introduce nel 2012 la facoltà di applicare separatamente l'Iva a favore delle società immobiliari che vendono fabbricati sia in regime di esenzione sia di imponibilità. Questa facoltà permette di evitare che al divieto oggettivo di detrazione dell'imposta sull'acquisto dei fabbricati abitativi si aggiunga l'indetraibilità da pro rata generale conseguente alle operazioni esenti generate dalla cessione di tali fabbricati. Se si opta per l'applicazione separata dell'Iva è necessario che: per gli acquisti di beni e servizi utilizzati promiscuamente nei due settori (di esenzione e di imponibilità) sia individuata la quota dell'imposta detraibile nella misura imputabile al settore imponibile; sia preclusa la detrazione dell'Iva relativa agli acquisti di beni non ammortizzabili utilizzati promiscuamente; sia effettuata la fatturazione al valore normale dei passaggi interni.

EQUITALIA - E’ partito lo Sportello Amico per cittadini e imprese - 06/04/2012
E’ partito in via sperimentale lo Sportello Amico di Equitalia, un nuovo servizio di assistenza per cittadini ed imprese che nella prima fase sarà attivo a Milano (sportelli di Bicocca e San Gregorio), Torino, Genova (sportello D’Annunzio), Firenze, Bologna, Pescara, Roma (sportelli di Colombo, Aurelio, Togliatti e Ostia), Napoli (sportelli di Vomero, Corso Meridionale e Kennedy), Cosenza e Foggia. Si tratta di un nuovo spazio a cui il cittadino può rivolgersi per ricevere assistenza mirata alle proprie esigenze ed è rivolto in primo luogo a coloro che hanno maggiori difficoltà nella gestione delle pratiche più semplici, come gli anziani e gli immigrati che non conoscono bene la lingua italiana. Allo Sportello Amico troveranno assistenza per compilare la modulistica e per avere le informazioni nel modo più chiaro e più semplice possibile. Lo Sportello Amico è anche il punto d’ascolto per risolvere eventuali disguidi su rimborsi, fermi o ipoteche e dove è possibile esaminare situazioni personali di particolare difficoltà.

IMPOSTE DI BOLLO - Intesa Sanpaolo illustra con una circolare la normativa fiscale sui risparmi - 05/04/2012
Il Consorzio Studi e Ricerche Fiscali del Gruppo Intesa Sanpaolo, con la circolare n. 1/2012 dello scorso 2 aprile, ha fornito alcune interpretazioni alla normativa fiscale sul bollo conti correnti e sul bollo risparmi. In particolare, per quanto riguarda il primo, è stato affermato che l'imposta di bollo deve essere pagata su ogni conto corrente del cliente anche se i diversi rapporti sono detenuti presso un unico intermediario. Invece devono essere sommate le giacenze medie presenti su tutti i conti correnti aperti presso la banca per capire se opera o meno la soglia di esenzione. Per quanto riguarda il bollo sul conto risparmi le imprese che hanno attività (titoli) all'estero non devono essere tassate, mentre se il cliente non ha i soldi liquidi per pagare l'imposta la banca è autorizzata a effettuare disinvestimenti per assolvere il tributo.

PREVIDENZA – Artigiani e commercianti, disponibile il Cassetto Previdenziale - 04/04/2012
L'Inps ha avviato la nuova funzionalità Cassetto Previdenziale Artigiani e Commercianti, creato per fornire in tempo reale la situazione inerente alla propria posizione assicurativa e previdenziale. Il servizio permette anche di stampare gli F24 relativi ai contributi dovuti: a questo proposito, a partire dal pagamento della prima rata per il 2012, con scadenza 16 maggio 2012, non saranno più inviati i modelli F24 ma la sola lettera informativa con le avvertenze.

SPESOMETRO - Vecchie regole ma flessibilità operativa - 02/04/2012
Ai fini dello spesometro le operazioni del 2011 vanno comunicate entro il 30 aprile, applicando la vecchia disciplina già utilizzata per comunicare le operazioni del 2010. L’Agenzia delle Entrate ha però modificato il software di controllo della comunicazione al fine di semplificare l’attività dei contribuenti. In particolare sono stati eliminati i controlli sul campo “modalità di pagamento”, permettendo di fatto ai contribuenti di comunicare tutte le operazioni senza tenere conto delle soglie ed evitando di subire l’applicazione di specifiche sanzioni per tale comportamento operativo. Viene pertanto semplificata la complessa attività di individuare e selezionare correttamente le fatture che singolarmente risultano sotto la soglia di 3000 euro ma rilevano in quanto facenti parte di contratti collegati o di contratti a corrispettivi periodici.

CAPITAL GAIN - La nuova tassazione delle rendite finanziarie: arrivano i chiarimenti dall’Agenzia delle Entrate - 30/03/2012
Il D.L. n. 138/2011 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 148/2011 ed integrato dal decreto “milleproroghe” e dal decreto “liberalizzazioni”, ha unificato al 20%, a decorrere dal 1° gennaio 2012, le ritenute e le imposte sostitutive da applicare sui redditi di natura finanziaria, sia redditi di capitale sia redditi diversi di natura finanziaria, rispetto alle precedenti aliquote del 12,5 e 27 per cento. Con la circolare n. 11/E del 28 marzo 2011 l'Agenzia delle Entrate ha fornito importanti chiarimenti in merito al quadro normativo delineato dalle nuove disposizioni. Fra i punti più significativi trattati nella circolare si segnala che: i proventi dei titoli pubblici e quelli di natura obbligazionaria emessi da Stati esteri presenti nella white list continuano a scontare l'aliquota del 12,5%; viene confermato il regime di favore al 5% per i titoli di risparmio dell’economia meridionale; È possibile affrancare il costo o il valore di acquisto dei titoli, delle quote e delle altre attività finanziarie possedute alla data del 31 dicembre 2011 al di fuori dell’esercizio di un’impresa commerciale, mediante il versamento dell’imposta sostitutiva del 12,5 per cento; a tal fine occorre presentare un'opzione entro il 31 marzo 2012 per i contribuenti in regime di risparmio amministrato (con il conseguente versamento entro il 16 maggio 2012), oppure in dichiarazione per i contribuenti che determinano il capital gain nella dichiarazione dei redditi (con il versamento entro il termine previsto per il versamento a saldo delle imposte sui redditi).

SOCIETÀ - La costituzione della società a responsabilità limitata semplificata richiederà il notaio - 29/03/2012
In tema di diritto societario la legge di conversione del D.L. Liberalizzazioni ha modificato le regole della srls, la società a responsabilità limitata semplificata che può essere costituita da persone fisiche che non abbiano compiuto i trentacinque anni di età. La legge di conversione ha reintrodotto il ruolo del notaio in fase di costituzione, in quanto il contratto o l'atto unilaterale di costituzione richiederà la forma di atto pubblico in conformità ad un modello standard tipizzato con decreto del Ministro della Giustizia, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze e con il Ministro dello Sviluppo Economico, e non sarà più possibile la scrittura privata. La nuova disciplina ha però previsto che l’atto costitutivo e l’iscrizione nel registro delle imprese siano esenti da diritto di bollo e di segreteria e non siano dovuti onorari notarili. Dovrebbe però essere dovuta l'imposta di registro in misura fissa di euro 168, trattandosi di conferimento in denaro.

AUTOTRASPORTATORI - Agevolazioni prorogate al 2012 - 28/03/2012
L’Agenzia delle Entrate conferma anche per quest’anno le agevolazioni riconosciute nel 2011 a favore degli autotrasportatori. Si tratta in particolare, delle seguenti misure: le imprese di autotrasporto merci - conto terzi e conto proprio - possono recuperare nel 2012, tramite compensazione in F24 (codice tributo 6793), fino a 300 euro per ciascun veicolo per quanto versato nel 2011 come contributo al Servizio Sanitario Nazionale sui premi di assicurazione per la responsabilità civile per i veicoli adibiti a trasporto merci di massa complessiva a pieno carico non inferiore a 11,5 tonnellate; per i trasporti effettuati personalmente dall’imprenditore oltre il Comune in cui ha sede l’impresa (autotrasporto merci per conto di terzi) è prevista una deduzione forfetaria di spese non documentate, ai sensi dell’art. 66, comma 5, primo periodo, del Tuir, in misura pari a 56 euro per i trasporti all’interno della regione e delle regioni confinanti, e di 92 euro per i trasporti effettuati oltre tali territori.

RISCOSSIONE - Per i debiti a ruolo fino a 20.000 euro, la richiesta di rateizzazione è più semplice - 27/03/2012
Con una recente direttiva di Equitalia (n. 7/2012 del 1° marzo) sarà possibile rateizzare fino a 48 rate mensili, senza necessità di allegare documentazione comprovante la situazione di temporanea difficoltà economica, e presentando una semplice richiesta motivata. Tale possibilità è consentita per coloro che hanno debiti a ruolo di importo non superiore a 20.000 euro (il precedente limite era fissato a 5.000 euro). Tuttavia la rata minima dovrà essere di almeno 100 euro, fatte salve particolari situazioni di maggiori difficoltà economiche e previo coinvolgimento dei funzionari responsabili delle competenti strutture degli agenti della riscossione.

STUDI DI SETTORE - Le condizioni che generano un accertamento induttivo puro - 26/03/2012
Con la modifica normativa apportata dal comma 4 dell'art. 8 del D.L. n. 16 del 2012, e applicabile agli accertamenti notificati dal 2 febbraio 2012, nel caso specifico di un'omessa o infedele indicazione dei dati rilevanti per gli studi di settore, si può procedere all’accertamento induttivo puro e la soglia dei maggiori ricavi/compensi è solo una condizione da rispettare ma non influenza l'ammontare dell'accertamento e, inoltre, si renderà necessario verificare le condizioni per il riconoscimento di eventuali costi occulti. Si rileva che tale disposizione non richiede l'emanazione di un accertamento di un determinato ammontare, ma semplicemente evidenzia la condizione da rispettare per poter espletare un accertamento induttivo puro. Infatti, il compito dell'ufficio è quello di evidenziare la sussistenza della condizione normativa, vale a dire l'omessa o infedele indicazione dei dati e la circostanza che, qualora tali dati fossero stati correttamente indicati, lo sviluppo di Gerico avrebbe condotto ad un differenziale di più del 15% o di più di 50.000 euro rispetto ai ricavi/compensi stimati.

LIBERALIZZAZIONI – Via libera della Camera - 23/03/2012
Nella giornata di ieri la Camera dei Deputati ha votato la fiducia al decreto liberalizzazioni (D.L. n. 1 del 2012). Tra le novità più rilevanti si segnala la non obbligatorietà all’apertura di un conto corrente nella banca dove si richiede un mutuo e, invece, per i vecchi mutui saldati prima del Decreto Bersani, non è più necessario rivolgersi al notaio per estinguere l'ipoteca. Inoltre, viene prevista: l'introduzione del rating di legalità per le imprese e del tribunale per le imprese; l’introduzione della possibilità per i pensionati con assegno fino a 1.500 euro di aprire un conto gratis e la cancellazione delle commissioni per il pagamento della benzina tramite carta fino a un valore di 100 euro. Tra le disposizioni sulle polizze assicurative si segnala che gli agenti dovranno offrire ai clienti informazioni sulle offerte di almeno tre diverse compagnie. Con l’approvazione del D.L. liberalizzazioni diventa legge anche il nuovo assetto delle professioni che contiene molte novità per le categorie: si segnalano le principali novità approvate con il decreto: Tariffe: vengono abrogate le tariffe delle professioni regolamentate, tuttavia restano in vigore altri 120 giorni nel caso in cui debba essere il giudice a liquidare un compenso. Così come restano fissati ex lege i compensi per le prestazioni dei professionisti incaricati dal giudice (come le consulenze tecniche d'ufficio). Preventivo: non sarà obbligatorio il preventivo scritto, ma resta comunque l'obbligo per il professionista di indicare, «nelle forme previste dall'ordinamento», un cosiddetto «preventivo di massima». Polizza assicurativa professionale: a partire dal prossimo 13 agosto i professionisti dovranno stipulare una polizza assicurativa professionale (nel frattempo occorre comunque informare il cliente dell'esistenza o meno della polizza stessa anche prima della sua obbligatorietà). Tirocinio: la durata massima del tirocinio si riduce da 24 a 18 mesi e i primi sei mesi di pratica possono essere svolti in concomitanza con il corso di studio per il conseguimento della laurea di primo livello o della laurea magistrale o specialistica. Società tra professionisti: al via le nuove società in cui possono essere soci sia i professionisti iscritti ad un ordine, albo o collegio, sia investitori di capitale (persone fisiche o società). In tal caso la partecipazione dei professionisti non può essere inferiore ai due terzi quando la società assume deliberazioni o decisioni.

CINQUE PER MILLE 2012 - A partire da oggi gli enti possono iscriversi - 22/03/2012
Con la Circolare n. 10/E del 20 marzo 2012, l'Agenzia delle Entrate illustra le ultime novità introdotte in materia di cinque per mille a valere per l'esercizio finanziario 2012: dall'estensione dell'ambito applicativo dell'istituto al nuovo calendario, distinguendo i termini a seconda della tipologia di ente richiedente.

CONTENZIOSO - Soluzione vicina per oltre 113.000 liti fiscali - 21/03/2012
Il Direttore dell'Agenzia delle Entrate Attilio Befera, nel corso di una conferenza stampa sulla mediazione tributaria, ha annunciato che, in caso di successo del nuovo istituto, si potrebbe prevedere in futuro l'innalzamento del limite dei 20.000 euro attualmente previsto. La circolare operativa n. 9/E, presentata ieri, definisce la portata del nuovo procedimento, che sarà obbligatorio, precisando altresì che è applicabile per i provvedimenti notificati dal 1° aprile 2012 emessi dall’Agenzia delle Entrate di valore non superiore a 20.000 euro. Inoltre la procedura si presenta semplice e veloce: l'istanza andrà presentata entro 60 giorni dalla notifica dell'avviso d'accertamento e verrà esaminata nel giro di tre mesi. Si stima, infine, una riduzione del contenzioso del 66 per cento, consentendo così alle Commissioni Tributarie di dedicare più tempo ed attenzione alle «cause di maggior valore».

ACCERTAMENTO - Ennesimo restyling sugli studi di settore - 20/03/2012
L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 8/E del 16 marzo 2012, ha fornito vari chiarimenti in ordine alle novità normative in materia di studi di settore introdotte con i decreti legge n. 98, n. 138 e n. 201 del 2011, convertiti con modificazioni, rispettivamente, dalle leggi n. 111, n. 148 e n. 214 del 2011. Fra le precisazioni più significative si segnalano: nelle società che presentano dichiarazioni in perdita fiscale per tre periodi d'imposta consecutivi non potranno applicarsi, con riferimento ai periodi d'imposta in cui la società stessa risulta congrua e coerente ai fini degli studi di settore, le disposizioni sulle società di comodo; le disposizioni premiali introdotte dal D.L. n. 201 del 2011 a favore dei soggetti congrui e coerenti non sono applicabili nei confronti di coloro a cui risultano applicabili cause di inapplicabilità o di esclusione dagli studi di settore; con riferimento ai contribuenti ex minimi che si trovano in una delle situazioni di marginalità economica dovuta allo scarso impiego di beni strumentali al modesto volume d'affari, il rischio accertamento da studi di settore è da considerarsi meramente ipotetico.

ACCERTAMENTO - Il “vecchio” redditometro è sempre attuale - 19/03/2012
Il nuovo redditometro stenta a decollare e gli uffici dell’Agenzia delle Entrate stanno effettuando accertamenti sintetici utilizzando le precedenti regole: in particolare, il metodo dei quinti posticipati, ignorando cioè l'abolizione della cosiddetta spesa per incrementi patrimoniali disposta dal D.L. n. 78 del 2010, in vigore fino al periodo d'imposta 2008. Dall'anno d'imposta 2009 invece tale meccanismo è stato soppresso e, pertanto, tutto l'importo del costo di acquisto fa da base all'accertamento sintetico del reddito dell'anno di sostenimento della spesa. Considerando i continui ritardi nell'uscita del software di autodiagnosi del nuovo redditometro, gli uffici hanno riesumato il metodo dei “quinti della spesa per incrementi patrimoniali” ancora disponibile sulle annualità 2007 e 2008; tuttavia, tale situazione potrebbe generare nuovo e ulteriore contenzioso, nonché potrebbe portare a contrasti e problemi applicativi al momento in cui il nuovo accertamento sintetico prenderà definitivamente il via. Infatti, se l’Amministrazione finanziaria sceglie di usare i quinti disponibili sul 2007 e sul 2008, relativi agli acquisti effettuati dal 2009 in avanti, difficilmente potrà poi sostenere la logica del sintetico puro su tali ultime annualità: diversamente si sarebbe di fronte allo stesso acquisto rilevante ai fini dell'accertamento sintetico che viene moltiplicato a dismisura facendolo concorrere in maniera plurima sull'accertamento di più annualità.

SPESOMETRO - I chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate - 16/03/2012
Con la nota pubblicata sul proprio sito web nella giornata di ieri, l'Agenzia delle Entrate ha fornito i chiarimenti richiesti dalle associazioni di categoria in merito all'obbligo di comunicazione del c.d. spesometro. Con la nota, infatti, l'Agenzia ha chiarito che non sono soggette a comunicazione tutte le operazioni sottostanti ai rapporti finanziari che gli stessi intermediari sono già tenuti a comunicare all'anagrafe tributaria. Restano fuori, inoltre, le operazioni di coassicurazione e di riassicurazione e le operazioni finanziarie effettuate tra le compagnie assicuratrici. Le Entrate hanno inoltre ricordato che la decorrenza delle novità introdotte dall'art. 2, comma 6 del D.L. n. 16/2012, che ha modificato l'art. 21 del D.L. n. 78/2010, rimane quella del 1° gennaio 2012, data dalla quale tornerà l'obbligo di comunicare tutte le operazioni per le quali sussiste l'obbligo di emissione di fattura, vale a dire il vecchio elenco clienti-fornitori, e le operazioni per le quali non sussiste l'obbligo di emissione di fattura di importo non inferiore ai 3.600 euro. Sul piano delle esclusioni, infine, trovano nuova conferma le importazioni, le esportazioni, le operazioni con soggetti residenti o domiciliati nei paesi black-list e, in via generale, tutte le operazioni già comunicate all'anagrafe tributaria. Già era stato chiarito che non devono essere comunicate le operazioni intracomunitarie, in quanto monitorate attraverso i modelli Intrastat.

IVA - Dal mese di aprile la stretta sulle compensazioni - 15/03/2012
Con un comunicato stampa diffuso ieri, l'Agenzia delle Entrate ha precisato che la stretta sulle compensazioni libere dei crediti Iva scatterà dal prossimo mese di aprile. La soglia libera di compensazioni c.d. "orizzontali" di 10mila euro passerà a 5mila e il tutto sarà regolamentato da un provvedimento in fase di emanazione. L'intervento dell'Agenzia mette fine ai dubbi interpretativi che volevano che il limite fosse ridotto già dal prossimo mese di marzo 2012. I contribuenti quindi potranno ora compensare entro il 16 marzo liberamente fino a 10mila euro anche senza aver presentato la dichiarazione annuale. Il nuovo limite, in vigore dal 16 aprile, sarà valido anche per le compensazioni infrannuali e quindi la compensazione libera del credito del primo trimestre 2012 soggiacerà alle nuove regole, perché la compensazione è effettuabile dal primo giorno successivo al trimestre di riferimento, ossia dal 1° aprile. Da ricordare, inoltre, che la soglia di 5mila euro non si riferisce al singolo trimestre, ma all'ammontare complessivo dei crediti trimestrali. La compensazione infrannuale soggiace alla preventiva presentazione dell'istanza modello Tr, ai sensi dell'art. 8, comma 3, del D.P.R. n. 542/1999.

ADEMPIMENTI - In arrivo le proroghe per lo spesometro e la comunicazione dei beni ai soci - 14/03/2012
Sono attesi per oggi i rinvii, con comunicazioni ufficiali del direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, in materia di spesometro, beni concessi in godimento ai soci e compensazioni Iva. In realtà, le proroghe erano già nell'aria, visto l'approssimarsi delle date di invio delle comunicazioni e viste le molteplici perplessità degli addetti ai lavori nell'ottemperare all'adempimento del caso. Per lo spesometro, restano in piedi le vecchie regole, dunque, la comunicazione dovrà esser inviata solo per gli importi superiori a 3.000 euro, la scadenza, fissata al 30 aprile, potrebbe tuttavia, subire anch'essa un'ulteriore proroga. La comunicazione relativa ai beni ai soci, invece, slitterebbe a settembre, ma anche qui si attende la conferma ufficiale. Quanto, infine, alle compensazioni Iva, il cui limite è stato declassato a 5.000 euro, nessun termine è stato fissato dall'Agenzia, probabilmente la scelta è stata effettuata consapevolmente dall'Amministrazione finanziaria che ha ritenuto di estendere le compensazioni in questione ad una platea più ampia di contribuenti.

IVA - La comunicazione delle lettere di intento solo se non c'è Iva - 13/03/2012
Per effetto della modifica delle disposizioni dell'art. 1, primo comma, lett. c) del D.L. n. 746/1983 ad opera dell'art. 2, comma 4, del D.L. n. 16/2012, la comunicazione delle lettere di intento dovrà essere effettuata solo se sono effettuate forniture senza l'applicazione dell'Iva; in assenza di tali forniture, l'obbligo di inviare i dati non sorge. Grazie a tale modifica le violazioni commesse in precedenza, in base al principio del favor rei sancito dall'art. 3, comma 2, del D.Lgs. n. 472/1997, non dovrebbero essere sanzionate. Prima della nuova disposizione, le lettere di intento dovevano essere comunicate all'Agenzia telematicamente, entro il 16 del mese successivo a quello di ricevimento, da parte dei cedenti/prestatori che le ricevevano dai loro clienti esportatori abituali. L'omesso invio era punito con una sanzione fissa da 258 a 2.065 euro in assenza di forniture in sospensione, mentre in presenza di forniture in sospensione si applicava la sanzione dal 100% al 200% dell'imposta non addebitata. Il decreto sulle semplificazioni ha modificato il termine di presentazione disponendo che i dati delle lettere di intento devono essere comunicati entro il termine di effettuazione della prima liquidazione periodica, mensile o trimestrale, nella quale confluiscono le operazioni in sospensione di imposta. La decorrenza della nuova disposizione è il 2 marzo 2012, anche se ancora un dubbio permane sul fatto che le lettere di intento da prendere in considerazione sulla base della nuova normativa siano quelle ricevute da tale data o anche quelle ricevute precedentemente e non ancora comunicate. Le considerazioni sul principio del favor rei avvallerebbero la seconda soluzione, ma in mancanza di chiarimenti ufficiali sarebbe opportuno adottare una certa prudenza magari rispettando la vecchia normativa.

SEMPLIFICAZIONI - Niente pec, niente iscrizione al Registro Imprese - 12/03/2012
Novità in arrivo in materia di posta elettronica certificata, requisiti morali per la vendita e Scia dal testo del D.L. semplificazioni, approvato ieri dalla Camera. Vediamo in dettaglio cosa cambia. Le società che al momento dell'iscrizione non possedevano un indirizzo di posta elettronica certificata, si vedranno sospendere la richiesta, fino al momento del perfezionamento dell'iscrizione con la comunicazione dell'indirizzo di Pec. Inoltre, è scomparso il rinvio al 30 giugno per la comunicazione dell'indirizzo di posta certificata, per quelle società già iscritte che avrebbero dovuto adempiere a tale obbligo entro lo scorso 29 novembre: abolita la sanzione per il mancato adempimento. È stato inoltre reintrodotto l'obbligo dei requisiti morali per i soggetti che somministrano alimenti e bevande, durante sagre, fiere e manifestazioni simili. Quanto alla Scia, il testo del D.L. prevede che le asseverazioni, previste dall'articolo 19, Legge n. 241 del 1990, dovranno essere allegate solo nei casi in cui vi sia una espressa previsione di legge.

ACE - Pronto il provvedimento attuativo - 09/03/2012
Si attende il decreto attuativo in materia di Ace per sciogliere i numerosi dubbi nell'applicazione dell'agevolazione, primo tra tutti l'inserimento delle rinunce ai finanziamenti eseguiti dai soci, quale operazione assimilabile ai conferimenti e quindi rilevante come incremento del patrimonio. Per determinare il dato di base su cui calcolare il 3%, e sul punto la relazione illustrativa al decreto sembra abbastanza chiara, di fatto rilevano gli incrementi per conferimenti in denaro e gli utili destinati a riserva eseguiti nel 2011. Anche il Modello Unico (quadro RS di Unico SC) non richiede nessun dato inerente il patrimonio netto al 31 dicembre 2010 ma direttamente gli incrementi del 2011. Un passaggio rilevante del decreto attuativo è anche il fatto di aver fissato quale tetto insuperabile dell'incremento del patrimonio di ciascun esercizio il valore del patrimonio netto finale dell'esercizio stesso incluso l'utile. Ciò significa che a fronte di un versamento soci a copertura perdite, l'importo computabile nel base imponibile Ace non è il totale del versamento eseguito ma solo la quota compresa nel valore del patrimonio netto finale. Altro aspetto importante è l'aver meglio stabilito il limite degli investimenti che rappresentano operazioni elusive che vanno a ridurre l'incremento Ace, come per esempio l'acquisto delle partecipazioni in società controllate costituisce operazione che nel D.L. n. 201/2011 non doveva essere considerata ai fini dell'agevolazione ora nel decreto attuativo: questo tipo di operazione va sterilizzata solo se l'acquisto avviene all'interno del gruppo. Stessa sorte per gli acquisti di aziende; per le delibere di aumento di capitale si dovrà fare attenzione alla data dell'effettivo versamento più che a quella dell'assunzione della delibera.

COMUNICAZIONE BENI ASSEGNATI AI SOCI - Si intravede la proroga - 08/03/2012
Il 2 aprile è ormai alle porte e l'Agenzia non ha ancora reso note le indicazioni ufficiali riguardanti la comunicazione relativa ai beni assegnati ai soci. Per tale ragione, si prevede che nei prossimi giorni ci sarà la comunicazione ufficiale della proroga dell'adempimento, a favore e nel rispetto del lavoro di imprenditori e professionisti. Al momento è comunque certo che la comunicazione non dovrà essere inviata se il bene viene utilizzato dal dipendente o dall'amministratore che abbia anche la qualifica di socio. Il motivo è quello di non far pervenire all'amministrazione documentazione inutile data l'esistenza in vita di regole inerenti la tassazione di detti beni in capo agli utilizzatori e, dunque, in tale fattispecie non si configura la realizzazione di redditi diversi, ex art. 67, comma 1, lett. h-ter del Tuir. Chiarito questo importante aspetto, restano tuttavia altri dubbi da sciogliere riguardanti, soprattutto, l'ampia platea di soggetti coinvolti nell'adempimento che, una volta a regime, comporterà l'invio della comunicazione con cadenza annuale, e, quindi, non una tantum.

PARTITE IVA INATTIVE - Due milioni di cessazioni d'ufficio - 07/03/2012
L'art. 8, comma 9, lettera a) del D.L. n. 16/2012, ha modificato le precedenti disposizioni in materia di partite Iva inattive. Mentre, infatti, la precedente disciplina prevedeva un periodo di inattività di tre anni, trascorsi i quali la partita Iva veniva revocata d'ufficio, ora l'Agenzia delle Entrate risalirà ai soggetti che non hanno presentato la comunicazione di cessazione dell'attività ed invierà loro un avviso di cessazione d'ufficio della stessa. Entro 30 giorni dalla data di ricevimento della lettera, il contribuente, che intende evitare l'iscrizione a ruolo della sanzione prevista, potrà versare la sanzione minima di 86 euro. La principale novità è rappresentata dal fatto che ogni soggetto verrà valutato dall'Agenzia in base alle informazioni a disposizione della stessa, che potrà avvalersi anche dell'anagrafe tributaria. È nuova anche la fase di "contraddittorio" che viene ad instaurarsi tra Amministrazione finanziaria e contribuente nei 30 giorni immediatamente successivi all'invio della comunicazione e, dunque, prima che venga emesso il provvedimento di cancellazione.

SEMPLIFICAZIONI FISCALI – Clienti e Fornitori solo dal 2013 - 06/03/2012
Con la pubblicazione in G.U. n. 52 di venerdì 2 marzo 2012 del D.L. Semplificazioni è stato definitivamente chiarito il dubbio sorto in questi giorni sulla sorte dello spesometro. L'adempimento resta salvo e di conseguenza il prossimo 30 aprile 2012 scatta il termine ultimo per l'invio della comunicazione relativa alle operazioni di importo superiore o uguale a 3mila euro. Dal prossimo 2013, invece, tale obbligo sarà sostituito dal rientro in scena dell'elenco clienti e fornitori che, stante le modifiche introdotte dall'art. 2, comma 6, del D.L. n. 16/2012, si presenterà sotto una nuova veste. Le diverse modalità che i contribuenti dovranno seguire per adempiere all'obbligo di legge in materia saranno due. Eliminata la soglia dei 3mila euro, tutte le operazioni, in virtù del principio di semplificazione, saranno inviate in forma non analitica, come invece previsto per lo spesometro. Restano invariate, invece, le regole previste per lo spesometro con riferimento alle sole operazioni la cui soglia superi i 3.600 euro Iva compresa purché per le stesse non sussista l'obbligo di emissione della fattura a prescindere dal fatto che i soggetti coinvolti siano o meno passivi dell’imposta.

ADEMPIMENTI - Per i finanziamenti soci conviene la comunicazione - 05/03/2012
La mancata comunicazione dei finanziamenti soci potrebbe essere sanzionata con 258 euro, ma il vero problema potrebbe essere una eventuale valutazione negativa da parte dell'Agenzia delle Entrate con conseguente avvio di un'attività di verifica. È molto dibattuto oggi il problema della comunicazione dei finanziamenti soci, visto che la norma nulla prevede in merito e il provvedimento limita la richiesta ai soli soci che hanno il godimento dei beni e non anche a tutti i soci. In questo contesto sono però arrivate le prime anticipazioni dell'Agenzia che sembra voglia avere tutti i dati riferiti ai finanziamenti dei soci a prescindere dal godimento di beni o no. Lo scopo dell'Agenzia è quello di capire se vi sono anomalie tali da esplicare riflessi sia sul redditometro/sintetico puro dei soci, sia sulla contestazione di evasione della società. È logico che se i soci non hanno entrate tali da giustificare i finanziamenti effettuati in società, i flussi eccedenti portano a una presunta evasione della società. Ma le movimentazioni dei soci sono importanti anche per capire se vi sono anomalie negli incassi della società. A questo punto la richiesta di comunicare i finanziamenti dei soci diventa un modo per scovare le magagne della società. L'omessa segnalazione così diventa un chiaro grido d'allarme che metterebbe l'Agenzia in allerta e potrebbe inserire la società nelle liste selettive di controllo. Attenzione deve essere fatta anche dai consulenti, visto che alla luce della consolidata giurisprudenza, sono irrogabili le sanzioni nei confronti di coloro che omettono di segnalare nel rispetto della deontologia professionale.

SPESOMETRO - Abolita la soglia dei 3mila euro anche sulle comunicazioni del 2011 - 01/03/2012
Il decreto sulle semplificazioni fiscali, approvato venerdì scorso dal governo, ha modificato l’art. 21 del D.L. n. 78/2010 concernente le comunicazioni previste dallo strumento dello spesometro. Nello specifico è stato eliminato l’obbligo della comunicazione di tutte le fatture emesse al di sopra della soglia dei 3mila euro, sostituendolo con i vecchi elenchi clienti-fornitori. La modifica decorre dal 1° gennaio 2012 e le novità in essa contenute risultano applicabili già per le comunicazioni previste per l’anno d’imposta 2011, le quali dovranno essere effettuate entro la scadenza del 30 aprile 2012. Anche per le operazioni relative al 2011, quindi, i contribuenti dovranno comunicare un solo importo per ogni fornitore e cliente, vale a dire il totale delle operazioni effettuate, distinguendo l’imponibile dall’imposta. Per poter consentire alle software house di aggiornare i propri applicativi di contabilità con tempestività, si attende a giorni una correzione ufficiale degli schemi ministeriali, in quanto quelli approvati con il provvedimento del 22 dicembre 2010 non risultano più applicabili. L’eliminazione della soglia dei 3mila euro per le operazioni con obbligo di fatturazione non coinvolge però l’altra soglia, quella dei 3.600 euro, prevista per i commercianti al dettaglio, non obbligati all’emissione della fattura che, pertanto, resterà in vigore.

ANTIRICICLAGGIO - Ok per i turisti agli acquisti in contanti sopra i mille euro - 29/02/2012
Il decreto semplificazioni approvato venerdì scorso contiene novità anche in materia di antiriciclaggio. In particolare è prevista l'esclusione dal limite di utilizzo dei mille euro in contanti, per i cittadini stranieri che vengono in Italia e acquistano beni presso esercenti commercio al minuto e assimilati (art. 22, D.P.R. n. 633/1972). I negozianti saranno però costretti: entro trenta giorni dall'entrata in vigore del decreto, ad inviare telematicamente all'Agenzia delle Entrate la richiesta per poter ricevere pagamenti in contanti ultrasoglia; ad acquisire dal cliente fotocopia del passaporto e idonea autocertificazione finalizzata ad evidenziare la cittadinanza non italiana; a depositare entro il primo giorno feriale successivo all'acquisto la somma incassata presso la propria banca con fotocopia del documento del cliente straniero. L'art. 51 del D.Lgs. n. 231/2007 prevede che i soggetti destinatari del decreto che hanno notizia di irregolarità sull'uso del contante devono riferire entro trenta giorni al Mef. La comunicazione consentirà di irrogare le sanzioni e permetterà alla Guardia di Finanza (prima destinataria della comunicazione era l'Agenzia delle Entrate) di attivare i conseguenti controlli di natura fiscale. Infine, coloro che trasportano denaro contante per importi pari o superiori a 10mila euro devono dichiarare tali somme all'Agenzia delle Dogane.

IVA - Entro il 16 marzo la rettifica della fatture emesse con Iva al 20% - 28/02/2012
Entro il 16 marzo 2012, in concomitanza con la scadenza del saldo Iva, dovranno essere regolarizzate le fatture erroneamente emesse con Iva al 20%, piuttosto che con aliquota al 21%. La regolarizzazione riguarda le fatture emesse nel mese di Dicembre 2011 per i contribuenti con liquidazione mensile e per l’ultimo trimestre dello scorso anno per i contribuenti trimestrali, pena una sanzione amministrativa compresa fra il 100 e il 200% della maggiore imposta dovuta ai sensi dell’art. 6 del D.L. n. 471/1997. Per le fatture emesse antecedentemente a Dicembre 2011 per i contribuenti mensili, e dal 17 al 30 settembre per i trimestrali, il termine per effettuare la regolarizzazione era previsto invece per il 27 Dicembre scorso. Per la procedura di regolarizzazione è possibile distinguere due ipotesi. La prima quando la fattura è stata soltanto stampata e non consegnata al cliente (art. 21, comma 1 del D.P.R. n. 633/1972) per la quale, la circolare n. 28/1975 dispone che, si dovrà procedere con l’annullamento della stessa e l’emissione di una nuova fattura regolamentare. Quando la fattura è già stata spedita o consegnata al cliente, invece, bisogna emettere una nuova fattura solo per l’importo dell’Iva, datata e numerata in ordine progressivo ai sensi dell’art. 21 del citato D.P.R. n. 633/1972. In questo caso, inoltre, le fatture devono essere registrate entro 15 giorni dalla data della loro emissione e l’imposta deve essere contabilizzata nella liquidazione periodica e nella dichiarazione annuale di competenza.

IRAP - Cercasi rimborsi richiesti nel 2009 - 27/02/2012
Mentre si prospettano nuovi rimborsi ai fini Irap, i contribuenti si chiedono che fine hanno fatto le richieste presentate con il click day regionalizzato del novembre 2009. L'art. 6 del D.L. n. 185/2008, nell'introdurre la parziale deducibilità ai fini Irpef/Ires del 10% dell'Irap, aveva previsto la possibilità di recuperare le maggiori imposte sui redditi versate nei periodi precedenti al 31 dicembre 2008 per effetto del mancato scomputo dell'Irap. Ora, visto che si parla di nuovo di rimborsi nell'ambito del decreto-legge sulle semplificazioni fiscali, appare lecito chiedersi, in particolar modo tra i commercialisti, che fine hanno fatto le richieste già avanzate due anni fa e per le quali nessuna notizia è stata ricevuta. Nel frattempo il decreto semplificazioni contiene una norma che va a modificare l'art. 2 del D.L. n. 201/2011 e rinvia a un provvedimento dell'Agenzia delle Entrate le modalità di presentazione delle istanze di rimborso relative ad annualità precedenti al 31 dicembre 2012. Ai fini della presentazione della domanda è necessario tenere sempre conto del termine di decadenza di 48 mesi previsto per la restituzione dei versamenti diretti dall'articolo 38 del D.P.R. n. 602/1973. Se tutto andrà in porto si prospetta una nuova corsa alle richieste di rimborso che questa volta dovrebbero essere più sostanziose soprattutto nelle aziende in cui il costo della produzione ai fini Irap è costituito in buona percentuale dal costo del lavoro. Forse anche le ragioni di gettito hanno indotto il Dipartimento affari giuridici e legislativi di palazzo Chigi a esprimere riserve sulla norma. Dubbi che hanno portato i tecnici del Dipartimento delle finanze a riformulare la disposizione nelle ultime ore.

SPESOMETRO - Si ritorna all'elenco clienti e fornitori - 24/02/2012
I problemi scaturiti in sede di compilazione dello spesometro sono stati superati con l'abolizione dello stesso ed il ripristino del vecchio elenco clienti e fornitori. Quest'ultimo strumento è slegato sia dalla soglia di 3.000 euro, sia dalla causa delle operazioni poste in essere. Ragion per cui, entro il 30 aprile prossimo, le Entrate dovranno definire tempi e modalità di invio degli elenchi, visto che la bozza di decreto legge supera il provvedimento del fisco del 22 dicembre 2010, in materia di spesometro. Le difficoltà degli addetti ai lavori avevano indotto a prendere provvedimenti rappresentati da numerose proroghe; ma il problema più rilevante riguardava il concetto di operazioni collegate che, sinceramente, fino al momento dell'invio dello spesometro non è stato del tutto chiarito. Non cambiano le cose per lo spesometro relativo alle operazioni senza fattura: dovranno essere segnalati gli importi minimi pari a 3.600 euro.

IVIE - La nuova imposta sugli immobili all'estero sotto la lente dell'UE - 23/02/2012
L’imposta sugli immobili all’estero (Ivie), introdotta dal decreto Salva Italia, è attualmente sotto esame della Direzione generale Fiscalità e unione doganale (Dg Taxud) dell’Unione Europea. La Dg Taxud dovrà infatti verificare se la nuova tassazione, istituita con l’art. 19, comma 13 del D.L. n. 201/2011, sia compatibile con i principi del Trattato di funzionamento dell’Unione europea (Tfue). La questione di legittimità è stata portata all’attenzione della Dg Taxud dai proprietari italiani di immobili all’estero, che si sentono ulteriormente danneggiati da questa nuova previsione. Nonostante il decreto preveda un credito d’imposta sull’eventuale tassazione locale pagata dal cittadino italiano, ci sarebbe comunque un aggravio a suo carico ed, inoltre, anche la base imponibile presa come riferimento, vale a dire il valore d’acquisto o di mercato dell'immobile e non la rendita catastale, risulta notevolmente svantaggiosa. Si potrebbe anche obbiettare che la nuova tassazione possa influenzare le scelte di investimento sugli immobili, creando una sorta di privilegio per l’acquisto sul territorio nazionale. Potrebbe inoltre configurarsi una violazione del principio comunitario della libera circolazione dei capitali all’estero di cui all’art. 63 del Tfue. Da questa prima fase di studio, il Dg Taxud dovrebbe chiedere i chiarimenti al Governo italiano su eventuali criticità riscontrate e solo successivamente potrebbe aprire una procedura di infrazione nei suoi confronti. I tempi tuttavia sembrano essere molto lunghi e sembra difficile pensare che il premier Mario Monti, esperto conoscitore delle regole e dei meccanismi comunitari, abbia commesso un errore di questo genere nell’istituzione della nuova tassa.

MANOVRA MONTI - Professionisti e imprese schierati insieme contro il canone Rai - 22/02/2012
Professionisti e imprese si schierano contro il canone speciale Rai dovuto sul possesso di tablet e pc, che dovrebbe portare nelle casse dell’azienda pubblica circa 1,4 miliardi di euro l’anno. È stata la stessa Rai a inviare le richieste di pagamento del canone tv speciale, corredate da un bollettino postale che varia da un minimo di 200 euro a un massimo di 6mila euro a seconda della tipologia di attività esercitata. Le richieste del tributo sono stretta conseguenza dell’entrata in vigore dell’art. 17 del D.L. n. 201/2011, c.d. Manovra Monti, che ha introdotto l’obbligo per le imprese e le società di indicare, nelle rispettive dichiarazioni di redditi, il numero di abbonamento speciale alla radio o alla televisione e la categoria di appartenenza, “ai fini della verifica del pagamento del canone di abbonamento radiotelevisivo speciale”. Nonostante imprese e professionisti abbiano formato un fronte unico di protesta contro il pagamento del tributo, allo stato attuale delle cose non sembra esserci alternativa al versamento del canone entro la scadenza del 29 febbraio. Si attende comunque un chiarimento da parte dell’amministrazione finanziaria prima del termine del pagamento, anche a seguito della lettera inviata da Rete Imprese Italia al Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Monti, e al Ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, per invitare a escludere con tempestività, imprese e professionisti, dall’obbligo di versamento di un tributo per apparecchi che in realtà “fungono da strumenti di lavoro per le aziende”.

IVA - Si avvicina la scadenza per l’invio della Comunicazione - 21/02/2012
Contribuenti all’appello per la scadenza del 29 febbraio, relativa alla comunicazione dati Iva, che in questi giorni sta impegnando come ogni anno gli addetti ai lavori, all’opera con le quadrature del caso. Ricordiamo che i contribuenti che optano per l’invio autonomo della dichiarazione Iva entro il mese di febbraio, possono saltare l’appuntamento col fisco. Gli altri contribuenti esonerati sono, oltre ai contribuenti totalmente esenti, i soggetti in procedure concorsuali, le persone fisiche che non hanno superato i 25.000 euro ai fini del volume d’affari ed i contribuenti c.d. “minimi”. L’eventuale imposta a debito potrà essere versata entro il 16 marzo 2012, data che dovrà essere rispettata anche da coloro che presenteranno la dichiarazione in forma autonoma, i quali, a differenza degli altri, non possono usufruire del termine più lungo coincidente con quello fissato per il versamento delle imposte.

SOCIETÀ DI COMODO - Società in perdita arrivano le prime indicazioni - 20/02/2012
È in arrivo un provvedimento dell'Agenzia delle Entrate che chiarirà quali sono i casi di società in perdita sistematica che però verranno considerate "genuine" e non frutto della volontà di sottrarre materia imponibile al fisco. In questo modo si cercherà di arginare l'enorme mole di interpelli che molto probabilmente nei prossimi mesi arriveranno da parte delle imprese per chiedere se la propria situazione di deficit sia tale da farle classificare come società di comodo, con le conseguenti penalizzazioni fiscali. Il provvedimento è ancora al vaglio, però sarebbe opportuno affrettare i tempi visto che, il criterio delle perdite sistematiche, introdotto con la manovra di Ferragosto D.L. n. 138/2011, fa presumere che una società che per tre anni consecutivi sia in perdita sia considerata di comodo e quindi già dal prossimo giugno dovranno essere versate le rate di acconto relative ad Unico 2012. Nel periodo 2007-2008-2009 sono circa 400mila le società che presentano perdite sistematiche per tutti e tre gli anni, tenendo anche conto della grave crisi economica che verosimilmente ha fatto aumentare tale situazione. L'Agenzia avrà un compito molto delicato nell'individuare quali sono le situazioni di perdita effettiva e quelle in cui invece si tende a camuffare la reale natura. È necessario puntare sul valore della produzione, classificando e disciplinando compiutamente i vari casi in cui l'entità dei ricavi è inferiore a quella dei costi, e inoltre bisognerà trovare un punto di incontro tra la disciplina delle perdite sistematiche e la possibilità di riporto illimitata delle perdite stesse. Le società quindi dovranno aspettare la pubblicazione del provvedimento per individuare se si trovano in una delle situazioni di esclusione dalla disciplina delle società di comodo. Resta inteso che rimangono sempre in vigore le esclusioni stabilite con il provvedimento del 14 febbraio 2008 (protocollo 2008/23681), ovvero società in liquidazione, fallimento, sequestro e confisca e anche le società che hanno dato in locazione beni immobili a enti pubblici o a canone vincolato o di partecipazione in società non di comodo o escluse dalla disciplina di tali imprese, oppure in società residenti all'estero a cui si applica il regime di tassazione in Italia.

SCUDO FISCALE - Prorogato il termine per il versamento dell'imposta di bollo - 17/02/2012
Il Ministero dell’Economia guidato dal Presidente del Consiglio, Mario Monti, ha diffuso una nota ufficiale per rinviare il termine per il pagamento dell’imposta di bollo sui capitali scudati. L’art. 19, comma 8, del D.L. n. 201/2011, c.d. decreto Salva Italia, aveva fissato per il 16 febbraio 2012 il termine ultimo per il versamento dell’imposta di bollo. La nota del Ministero rinvia tale adempimento a data da destinarsi con il primo provvedimento legislativo utile che, con molta probabilità, sarà quello concernente la semplificazione fiscale. Il rinvio è arrivato dopo una vera e propria giornata di panico da parte di banche e intermediari finanziari che hanno riscontrato numerosi problemi operativi. La nota sottolinea, infine, che i versamenti non effettuati fino all’entrata in vigore della disposizione di proroga non configureranno nessuna violazione in materia di versamenti e sarà pertanto preservato anche il segreto sui nominativi.

REGIME DEI MINIMI - In assenza dei requisiti rettifiche d'ufficio - 16/02/2012
Attenzione a valutare i requisiti per usufruire del nuovo regime dei minimi: l'errore potrebbe costare caro al contribuente. Qualora, infatti, l'Agenzia delle Entrate dovesse accertare la mancanza di uno dei requisiti per optare per il nuovo regime agevolato (ovvero quello con applicazione dell'imposta sostitutiva pari al 5%, assenza di ritenuta d'acconto, Iva, Irap e non assoggettamento agli studi di settore) catapulterebbe d'ufficio il malcapitato contribuente nel regime degli ex-minimi, un regime semplificato al quale non si applica l'Irap e si evita ai contribuenti di conservare le scritture contabili. Dunque, conseguenze pesanti, dato che l'Irpef sarebbe calcolata in modo ordinario, ovvero per aliquote crescenti in base agli scaglioni di reddito; inoltre, sarebbe dovuta anche l'Iva. La raccomandazione riguarda soprattutto coloro che hanno ancora qualche dubbio in merito alla "mera prosecuzione dell'attività", principio discusso e ancora oggi non chiaro. Si ricordi che già nel regime della legge n. 388/2000 (nuove iniziative produttive) l'Agenzia delle entrate non esitò ad affermare che tale disposizione avesse chiare finalità antielusive. La norma, si legge nella circolare n. 1/e del 3 gennaio 2001, mira ad «...evitare gli abusi di chi continui di fatto ad esercitare la stessa attività di lavoro dipendente mutandone la veste giuridica in impresa o lavoro autonomo al solo fine di sottrarre i relativi proventi alla tassazione ordinaria». Norma antielusione dunque la cui finalità è proprio quella di evitare gli abusi dei contribuenti che oggi, visto l'aliquota paradisiaca dell'imposta sostitutiva, potrebbero avere una tentazione in più nella scelta del nuovo regime agevolato.

INCENTIVI ACE - Società in perdita con meno incentivi - 13/02/2012
Le istruzioni al Modello Unico, pubblicate sul sito dell'Agenzia delle Entrate, introducono un limite per gli incentivi Ace alle imprese in perdita. Si tratta del limite pari al patrimonio netto dell'esercizio, che esclude dall'agevolazione i versamenti soci effettuati a copertura di perdite pregresse. Nel quadro RS è contenuto un quadro dove, secondo le istruzioni ai Modelli, deve essere indicato il valore del patrimonio netto a fine esercizio, e questo deve essere compilato perché "in ciascun esercizio la variazione in aumento non può comunque eccedere il patrimonio netto risultante dal relativo bilancio, escluso l'utile dello stesso periodo". Tale precisazione non era contenuta nella norma originaria e quindi si presume che sarà introdotta con il decreto ministeriale di attuazione previsto dall'articolo 1, comma 8 del D.L. n. 201/2011. Tale limite riduce, come era già stato previsto per la Dit, di fatto l'incentivo per le imprese che ricapitalizzano a fronte di perdite che hanno abbattuto il capitale. Il limite del patrimonio netto deve essere quantificato senza tener conto dell'utile dell'esercizio, che quindi non è in grado di controbilanciare il deficit per ripristinare la rilevanza degli apporti. In altre parole, le perdite non riducono di per se la base Ace, addossandosi preventivamente al patrimonio preesistente che non vale per l'agevolazione, ma una volta azzerato questo importo, esse cominciano ad erodere le ricapitalizzazioni rilevanti, depotenziando il beneficio. Una società che subisce ripetutamente perdite che comunque abbattono il capitale sociale e che vengono ricoperte da versamenti soci usufruisce dell'agevolazione solo sul primo versamento. La detassazione si evidenzia non più nel quadro RF ma nel quadro RN (o GN) a diminuzione del reddito lordo.

ADEMPIMENTI - Per i beni ai soci nessuna sanzione quando non si realizza un reddito diverso - 09/02/2012
L’art. 2 del D.L. n. 138/2011, al comma 36-sexiesdecies, prevede l’obbligo di comunicazione all’Agenzia delle Entrate dei “costi relativi ai beni dell’impresa concessi in godimento a soci o familiari dell’imprenditore per un corrispettivo annuo inferiore al valore di mercato del diritto di godimento”. Il comma successivo 36-quinquesdecies stabilisce, inoltre, che si realizza reddito diverso per l’utilizzatore del bene, qualora venga meno il principio di inerenza del bene stesso con l’attività d’impresa. In caso di omessa o irregolare comunicazione dei dati è prevista quindi una sanzione pari al 30% dell’importo che costituisce reddito diverso per il socio o per il familiare. In merito all’obbligo di comunicazione dei finanziamenti soci e delle forme di capitalizzazioni, previsto dal Provvedimento attuativo delle Entrate del 16 novembre 2011, non realizzandosi alcun reddito diverso per l'utilizzatore del bene, non si rendono applicabili le sanzioni previste dal comma 36-sexiesdecies. Analogo discorso anche per le autovetture deducibili parzialmente (art. 164 del Tuir), per le quali oltre a non generarsi alcun reddito diverso, non trova applicazione nemmeno la previsione sull’indeducibilità totale dei costi.

ADEMPIMENTI - Comunicazioni più snelle per i beni in godimento ai soci - 08/02/2012
Con la circolare n. 27/IR, l'Istituto di ricerca del consiglio nazionale dei commercialisti e dei revisori contabili ha fornito interessanti indicazioni in merito all'obbligo di comunicazione all'Agenzia delle Entrate dei beni concessi in godimento a soci o familiari, introdotto dalla Legge n. 148/2011, il cui primo termine è fissato per il 2 aprile prossimo. Per quanto concerne la comunicazione vera e propria, l'Agenzia delle Entrata ha reso noto che dovranno essere oggetto di comunicazione anche i finanziamenti e versamenti effettuati o ricevuti dai soci, anche quando non vi sia un collegamento diretto tra il finanziamento e il godimento del bene. Le comunicazioni riguarderanno l'anno d'imposta 2011, ma anche situazioni precedenti ancora in essere al 17 settembre 2011. L'Istituto di ricerca, infine, auspica che l'Agenzia delle Entrate intervenga al più presto per esonerare dall'adempimento tutte le situazioni in cui il Fisco possiede già i dati oggetto di comunicazione come, ad esempio, i finanziamenti dei soci che riguardano la costituzione o l'aumento di capitale di una società. Una richiesta del genere, evidenzia la circolare, contrasterebbe anche con le disposizioni contenute nello Statuto del contribuente e nell'art. 7 del D.L. n. 70/2011. Si ricorda che la norma assoggetta a tassazione l'utilizzo dei suddetti beni da parte dei soci della società o dei familiari dell'imprenditore, nel caso in cui esso avvenga a titolo gratuito oppure a fronte di un corrispettivo inferiore al valore di mercato. Per l'impresa i costi relativi a tali beni sono indeducibili.

PREVIDENZA - Aumentano le aliquote contributive per i commercianti e gli artigiani - 07/02/2012
L’Inps, con le circolari n. 14 e n. 16 del 3 febbraio, ha fornito importanti indicazioni in merito alla determinazione degli obblighi contributivi che gravano, nel 2012, su artigiani e commercianti iscritti alle relative gestioni pensionistiche, nonché sugli iscritti alla gestione separata. Il D.L. n. 201/2011 (c.d. manovra Monti) aumenta, dal 1° gennaio 2012, le aliquote dei contributi previdenziali che dovranno versare i lavoratori autonomi (artigiani, commercianti e coltivatori diretti) fino al raggiungimento del 24%. I contributi cresceranno secondo un meccanismo graduale che si concluderà nel 2018. La manovra Monti ha infatti previsto, per gli iscritti alle gestioni Inps degli artigiani e degli esercenti attività commerciali, che le aliquote contributive pensionistiche siano incrementate dell’1,3% (passando dal 20% al 21,30%) dall’anno 2012 e, successivamente, dello 0,45% fino a raggiungere il livello del 24%. Aumentano, quindi, sia i contributi “fissi” dovuti sul minimale di reddito, da versare in ogni caso anche in presenza di un reddito d’impresa inferiore, sia i contributi calcolati sulle quote di reddito d’impresa eccedenti il minimale e nei limiti del massimale annuo. Per l’anno 2012, il reddito minimo annuo, da prendere in considerazione per il calcolo del contributi, è pari a 14.930 euro. L’ammontare del massimale di reddito per l’anno in corso è, invece, pari a 73.673 euro, elevato a 96.149 euro per gli iscritti privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995. Dal 1° gennaio 2012 aumentano inoltre dell’1% anche le aliquote contributive per gli iscritti all’Inps gestione separata. L'Inps ha determinato, infine, le nuove fasce di retribuzione sulle quali calcolare i contributi dovuti per il 2012 per i lavoratori domestici. I nuovi scaglioni tengono conto delle variazioni percentuali dei prezzi al consumo rilevate dall'Istat tra il periodo gennaio 2010-dicembre 2010 e il periodo gennaio 2011-dicembre 2011, pari al 2,7 per cento. L’aliquota contributiva per i datori di lavoro domestico non ha subìto modificazioni rispetto al 2011.

ANTIRICICLAGGIO - Dal primo febbraio scattano le sanzioni sul limite ai trasferimenti di contante - 31/01/2012
Con la circolare n. 2 del 16 gennaio scorso, il Ministero dell'Economia e Finanze ha fornito importanti chiarimenti in merito al limite per i trasferimenti di denaro contante superiori a 1.000 euro, introdotto dalla c.d. Manovra Monti (D.L. n. 201/2011). La circolare precisa che dal 1° febbraio prossimo i trasferimenti di denaro in contanti, libretti e titoli al portatore di importo superiore ai 1.000 euro saranno sanzionabili con un importo che può arrivare fino al 40% della somma trasferita. La stessa circolare ha inoltre chiarito definitivamente che i prelevamenti e i versamenti bancari operati dai correntisti, anche se di misura superiore ai mille euro, non sono sanzionabili, in quanto mancano del presupposto essenziale del trasferimento di una somma di denaro. Il Ministero ha anche evidenziato che le sanzioni previste dall'art. 58 del D.Lgs. n. 231/2007, saranno effettuate dalle ragionerie territoriali dello Stato competenti per territorio, secondo quanto previsto dal D.M. del 17 novembre 2011. Il termine dei 90 giorni previsto per la notifica della contestazione all'autore della violazione può essere interrotto qualora i dati segnalati siano incompleti, per permettere di recuperare ulteriori elementi dal segnalante. In questo caso, i termini cominceranno a decorrere dal momento della successiva acquisizione di tutti i dati necessari.

ANTIRICICLAGGIO - Tracciabilità sopra i 1.000 euro sempre più ristretta - 30/01/2012
Nelle risposte a Telefisco sono stati fissati alcuni importanti paletti per quanto riguarda l'utilizzo di denaro contante da parte dei contribuenti. I casi esaminati sono stati due: gli anticipi delle trasferte dei dipendenti e il trasferimento di denaro tra familiari. Per quanto riguarda le trasferte capita spesso che il dipendente debba partire in modo improvviso e che per questo chieda al proprio datore di lavoro di anticipargli una somma superiore a 1.000 euro. In questo caso ci si chiede se viene violato o meno il divieto previsto dall'articolo 49 del D.Lgs. n. 231/2007. Il dubbio riguardava il fatto che il trasferimento delle somme molto spesso avviene non al momento della partenza, ma al momento in cui la trasferta si conclude. Il Ministero dell'Economia, a riguardo, ha precisato che il trasferimento si deve considerare compiutamente realizzato al momento della consegna dell'anticipo e che lo stesso, se superiore a 1.000 euro, viola il divieto con conseguente applicazione della sanzione. Per ovviare il problema il datore deve mettere la somma a disposizione del lavoratore su un conto in banca dove quest'ultimo potrà attingere. Per quanto riguarda i passaggi all'interno delle famiglie come ad esempio, il padre che versa al figlio le somme necessarie per un viaggio di studio, anche in questo caso il Ministero risponde che il comportamento tenuto costituirebbe violazione del divieto di trasferimento di contanti previsto nel D.Lgs. n. 231/2007. Quindi anche il passaggio di denaro all'interno del nucleo familiare viene considerato un trasferimento tra soggetti diversi.

ADEMPIMENTI - I finanziamenti ai soci sono sempre da comunicare - 27/01/2012
L’Agenzia delle Entrate sta iniziando a fornire le prime precisazioni in merito alla nuova disciplina dei beni assegnati in godimento ai soci o familiari e del connesso obbligo di comunicazione dei relativi dati. Tra i chiarimenti più rilevanti è da segnalare quello riguardante il fatto che la comunicazione deve essere effettuata nella totalità delle situazioni di specie, indipendentemente dalla sussistenza di un rapporto tra i beni messi a disposizione dei soci e le somme affluite in capo alla società. Si ricorda che la disposizione introdotta dalla L. n. 148/2011 prevede una nuova forma di tassazione come reddito diverso in capo al socio che ha in godimento i beni di proprietà dell'impresa stabilendo, contemporaneamente, l'indeducibilità dei costi afferenti agli stessi. L'Amministrazione Finanziaria, già in occasione del Videoforum di Italia Oggi del 18 gennaio scorso, ha chiarito che devono essere comunicati tutti i finanziamenti effettuati dai soci, anche se non sono stati strumentali per l'acquisizione dei beni utilizzati poi dai soci stessi. Oggetto dell'informativa, da inviare entro il prossimo 2 aprile, dovranno essere, pertanto, anche i versamenti e finanziamenti effettuati in anni precedenti ma in essere alla data del 17 settembre 2011. In merito alla tassazione in capo al socio, è opportuno precisare che questa nuova ipotesi non si realizza però nel caso del socio che rivesta, congiuntamente, anche altri ruoli all'interno della società, come quello di dipendente e/o amministratore. In tali ipotesi, infatti, sono già presenti altre regole nell'ambito del Tuir che disciplinano l'incidenza del reddito imponibile in capo a colui che utilizza il bene.

DICHIARAZIONI - Il prelievo sulle attività estere da indicare nel quadro RM - 26/01/2012
Le istruzioni del modello 730/2012 hanno fornito interessanti spunti per quanto concerne la nuova patrimoniale sugli immobili e sulle attività finanziare detenute all'estero da soggetti residenti in Italia. Le due nuove imposte introdotte dall'art. 19 del D.L. n. 201/2011, c.d. Manovra Monti, infatti, prevedono la tassazione allo 0,76% sul costo d'acquisto o sul valore di mercato localmente rilevabile, nel caso di immobili posseduti all'estero, mentre, per le attività finanziarie la tassazione è fissata nella misura dello 0,1%. Le istruzioni al nuovo modello 730 chiariscono che, per il calcolo delle imposte in argomento, bisognerà utilizzare il quadro RM del modello Unico PF 2012 e che le stesse si applicano già a partire dall'anno di imposta 2011 seguendo le regole dell'Irpef, con il primo versamento da effettuare entro il 16 giugno 2012. Si resta in attesa di un provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate che chiarisca le modalità attuative delle nuove mini-patrimoniali: pare che le attività finanziarie estere possedute per il tramite di intermediari finanziari residenti siano escluse dalla nuova disciplina in quanto su di esse verrà comunque applicata l'imposta di bollo da parte dell'intermediario.

DECRETO MILLEPROROGHE - Riparte la chiusura delle liti pendenti - 25/01/2012
Con un emendamento al Milleproroghe (D.L. n. 216/2011) è stata riaperta la chiusura agevolata delle liti pendenti alla data del 31 dicembre 2011 e di importo fino a 20mila euro. Il termine ultimo per versare le somme dovute in base allo stato di avanzamento del giudizio (regole dettate dall'art. 16 della L. n. 289/2002) è il 2 aprile 2012 (il 31 marzo cade infatti di sabato). Ma le novità sul Milleproroghe sono diverse in ambito tributario. Attraverso una modifica a una norma della Finanziaria 2008 è stata modificata anche la modalità di tassazione dei redditi prodotti dai frontalieri: per l'anno 2012 sarà considerato reddito la parte eccedente 6.700 euro. Sempre in materia di persone fisiche resta invece confermata, anche per il 2012, la detrazione per carichi di famiglia spettanti ai soggetti non residenti. Infine, viene esteso anche alle popolazioni delle province di Messina e Livorno lo stop agli adempimenti tributari e contributivi a causa degli eventi di natura calamitosa che li hanno colpiti. Il D.L. n. 216/2011 aveva previsto tale sospensione già per le popolazioni delle province di La Spezia, Genova e Massa Carrara. Sempre in materia di persone fisiche, si registra la proroga delle detrazioni per i carichi di famiglia spettanti ai soggetti non residenti. Resta fermo l'obbligo per i beneficiari di dimostrare con idonea documentazione che i familiari a carico non possiedono redditi superiori a 2.840 euro, nemmeno nel paese di origine, e non godono di alcun beneficio fiscale nello Stato di provenienza.

SOCIETÀ DI COMODO - Ingestibili gli interpelli delle 450 mila società in perdita - 23/01/2012
La stretta sulle società di comodo prevista dalla manovra-bis rischia di ingolfare il lavoro dell'amministrazione finanziaria. La norma che prevede l'inclusione tra gli enti non operativi delle realtà che presentano dichiarazioni in perdita fiscali per tre periodi d'imposta interessa centinaia di migliaia di imprese. Motivo per cui il Fisco sta studiando dei correttivi che tengano conto anche della crisi economica e che quindi consentano, a determinate condizioni, la non applicazione dell'addizionale Ires del 10,5%. Ad affermarlo è Arturo Betunio, direttore centrale normativa dell'Agenzia delle entrate, intervenuto a Milano nel convegno annuale organizzato da Assonime e Assolombarda. «L'andamento dell'economia recessivo non è previsto tra le cause di disapplicazione previste dalla legge», spiega Betunio, «ma bisogna senz'altro tenerne conto». I soggetti incisi dall'articolo 2, comma 36-decies del d.l. n. 138/2011 sono moltissimi. «Da un nostro calcolo le società che hanno dichiarato perdite fiscali per gli anni 2009, 2010 e 2011 sono circa 450 mila», rivela Betunio, «un numero preoccupante, soprattutto dal nostro punto di vista, perché fronteggiare un numero così alto di richieste richiederebbe mesi, a essere ottimisti. E ci costringerebbe ad abbandonare le altre attività». La soluzione delle Entrate, quindi, sembra quella di fissare ulteriori paletti in via interpretativa. «Stiamo lavorando per individuare parametri oggettivi volti ad ampliare l'elenco delle cause di disapplicazione automatica della disciplina sugli enti di comodo», spiega il direttore centrale, «elementi che potrebbero essere, tra gli altri, l'esistenza di investimenti nel corso del triennio, la costanza nel valore delle attività o ancora la presenza di un ribasso dei prezzi praticati per rispondere alla crisi. Il possesso dei requisiti escluderà l'impresa dall'addizionale senza la necessità dell'interpello».

DICHIARAZIONI 2012 - Ancora un anno per il debutto del modello 770 mensile - 20/01/2012
Ancora un rinvio per l'entrata in vigore del Modello 770 mensile che, questa volta, è stato rimandato al 1° gennaio 2013. Così, l'Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul sito i modelli Ordinario e Semplificato del 2012, modelli che non presentano particolari stravolgimenti rispetto a quelli utilizzati gli anni scorsi, se non alcune novità, come quella riguardante la riduzione di 17 punti percentuali del secondo acconto Irpef, con versamento posticipato all'anno in corso. Le altre componenti innovative sono quelle che riguardano il contributo di solidarietà per redditi superiori a 300mila euro e l'incentivo introdotto per il rientro in Italia dei giovani talenti. In particolare, quest'ultima previsione consente un abbattimento pari all'80% del reddito dichiarato per le donne e pari al 70% per gli uomini. Infine, debutta nel nuovo modello la maggiore deduzione dei contributi di previdenza complementare, che dura 5 anni, a favore di coloro che hanno trovato la loro prima occupazione dal 1° gennaio 2007. Resta fermo, l'obbligo di invio esclusivamente a mezzo di strumenti telematici per entrambe le dichiarazioni.

SPESOMETRO - Locazioni immobiliari fuori dalla comunicazione - 19/01/2012
L'Agenzia delle Entrate ha chiarito alcuni dubbi relativi alla comunicazione ex art. 21 del D.L. n. 78/2010 in scadenza il prossimo 31 gennaio. L'Agenzia ha precisato che le locazioni immobiliari sono già comunicate all'anagrafe tributaria con i dati catastali e pertanto non vanno incluse nella comunicazione, diversamente le locazioni finanziarie di immobili da parte delle società di leasing vanno comunicate. Confermato anche l'inserimento degli acconti prezzo sulle compravendite immobiliari registrate in anni diversi rispetto alla stipula del rogito notarile. Per quanto riguarda i "rapporti continuativi" l'Agenzia chiarisce che si tratta di operazioni in conto terzi per i quali esistono dei contratti formalizzati oppure ordini di importo prestabilito. Quello dei contratti collegati è il dubbio più spinoso che esiste. La posizione dell'Agenzia delle Entrate non coincide con quella della giurisprudenza di legittimità (sent. nn. 18884/2008, 23470/2004), infatti nella circolare n. 24/E del 2011 è stato precisato che ".. il collegamento negoziale rileva quando, dalla pluralità di contratti, emerge nei confronti dello stesso contribuente un corrispettivo superiore rispetto alle soglie previste dal provvedimento...". L'ultimo dubbio ancora esistente è se i soggetti estinti nell'anno 2010, per cessazione dell'attività, debbano predisporre e inviare la comunicazione.

MANOVRA MONTI - La comunicazione dei dati finanziari coinvolgerà anche il 2011 - 18/01/2012
L’art. 11 della L. n. 214/2011 (c.d. Manovra Monti) ha introdotto l’obbligo di comunicazione dei movimenti finanziari all’Agenzia delle Entrate a partire dal 1° gennaio 2012. Sebbene l’obbligo della comunicazione scatta dal nuovo anno, la stessa riguarderà anche i dati del 2011. Gli intermediari finanziari, infatti, sono tenuti ad inviare all’Agenzia delle Entrate i dati finanziari dei propri clienti, come ad esempio il numero di conto corrente e i saldi conclusivi, attivi e passivi, a partire dall'anno 2011 in avanti. Sembrano essere queste le prime indicazioni per l’atteso provvedimento attuativo che sta coinvolgendo in questi giorni i rappresentanti degli intermediari finanziari, i tecnici dell’Agenzia delle Entrate e il Garante per la protezione dei dati personali. Il Direttore centrale dell’accertamento dell’Agenzia delle Entrate, Luigi Magistro, ha dichiarato inoltre che le informazioni inviate saranno gestite e filtrate dalla direzione centrale dell'Agenzia, al fine di elaborare delle liste di contribuenti potenzialmente a rischio evasione, le quali verranno poi girate agli uffici locali che provvederanno ad ulteriori accertamenti.

IVA - Con la Comunitaria 2010 modifiche alla disciplina per i servizi intracomunitari - 17/01/2012
Con la Legge Comunitaria 2010 (Legge n. 217/2011) sono stati effettuati degli adeguamenti della normativa nazionale in tema di Iva alle modifiche comunitarie da ultimo intervenute. Alcune di queste modifiche diventeranno operative dal 17 marzo 2012. In particolare, da tale data l’Iva sui servizi intracomunitari va assolta con l’integrazione della fattura emessa dal prestatore. Intervenendo sul secondo comma dell'art. 17 del D.P.R. n. 633/1972, viene previsto che per le prestazioni di servizi "generiche" effettuate da un operatore comunitario nei confronti di un soggetto passivo nazionale, l'Iva debba essere assolta dal committente residente secondo le disposizioni dettate dagli artt. 46 e 47 del D.L. n. 331/1993, ossia integrando la fattura del fornitore e registrandola nei modi e nei tempi previsti per gli acquisti intracomunitari. Con la Comunitaria cambia quindi lo scenario: la fattura del prestatore Ue (e non anche extra Ue) relativamente a servizi "generici" acquisisce rilevanza per l'Iva, e il committente nazionale dovrà fare riferimento a questo documento per la liquidazione e il versamento dell’imposta, da gestire secondo la disciplina prevista dagli articoli 46 e 47 del Dl 331/93. La possibilità di integrazione prevista nella circolare 12/E/2010 con cui l'Amministrazione consente che l'Iva può essere esposta nella fattura del prestatore, anziché nell'autofattura del committente.

MINIMI - Anche le "nuove iniziative imprenditoriali" vi possono optare - 16/01/2012
Con il provvedimento del 22 dicembre scorso, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha chiarito che possono accedere al nuovo regime dei minimi anche i contribuenti, in possesso dei relativi requisiti, che hanno avviato la propria attività nel 2008 usufruendo del regime delle nuove iniziative (art. 13 della L. n. 388/2000). Il passaggio da nuove iniziative a minimi può avvenire in due modi ed entrambi soltanto per il periodo restante al compimento del quinquennio o al raggiungimento del trentacinquesimo anno di età. La prima modalità è quella nella quale il soggetto ha esaurito il triennio previsto per le nuove iniziative, mentre la seconda è rappresentata da una vera e propria revoca del regime. Con la circolare n. 73/E/2007, infatti, l'Agenzia delle Entrate aveva chiarito che i contribuenti in regime delle nuove iniziative possono scegliere di applicare il regime dei minimi anche se non è decorso il triennio di permanenza, presentando la revoca dell’opzione con il modello AA9. I soggetti che iniziano l’attività d’impresa nel 2012, infine, se prevedono che nel triennio possa venir meno uno dei requisiti previsti dal nuovo regime dei minimi, possono trovare conveniente da subito l’accesso alle nuove iniziative. Infatti, una volta usufruito anche per un solo anno del regime dei minimi, non si potrà optare più per il regime delle nuove iniziative.

INAIL - Da quest’anno dichiarazioni retributive solo online - 13/01/2012
A decorrere da quest’anno devono essere inviate esclusivamente in via telematica: la dichiarazione annuale delle retribuzioni; la comunicazione per il pagamento del premio in quattro rate; la domanda di ammissione alla riduzione artigiani; la comunicazione motivata di riduzione delle retribuzioni presunte per la rata premio anticipato nell’ambito dell’autoliquidazione annuale dei premi; la presentazione degli elenchi trimestrali dei soci lavoratori da parte delle cooperative di facchinaggio per la regolazione dei premi speciali.

SCUDO FISCALE - Tassa sull'anonimato: primo appuntamento al 16 febbraio 2012 - 12/01/2012
La Manovra Monti, con l'introduzione della tassa sull'anonimato, sta mettendo a dura prova il lavoro di fiduciarie e intermediari, nonchè degli studi professionali, che in questi giorni stanno recuperando i dati dei clienti che hanno aderito alle edizioni dello scudo, 2001 - 2010, e che il prossimo 16 febbraio devono versare l'imposta sull'anonimato. Si stima che saranno circa 7mila gli avvisi che riceveranno a breve i clienti delle fiduciarie, e che consentiranno di stilare degli elenchi riguardo gli adempimenti da compiere entro detta data. Intanto, gli intermediari hanno chiesto alcuni chiarimenti all'Agenzia per meglio comprendere alcuni aspetti che la nuova normativa non è riuscita a mettere in luce. La Manovra Monti ha previsto nello specifico un'imposta di bollo speciale annuale, pari al 4 per mille, da applicarsi stabilmente ai valori segretati. La misura prevede inoltre, esclusivamente per i periodi 2012 e 2013, un'imposta fissata, rispettivamente, nella misura del 10 per mille (1%) e del 13,5 per mille (1,35%). La norma chiarisce che gli intermediari provvedono, entro il 16 febbraio di ciascun anno, ad effettuare il versamento di tale imposta commisurandolo al valore delle attività che ancora risultano segretate alla data del 31 dicembre dell'anno precedente. Se la scelta è quella di non pagare l'intermediario ha l'obbligo di comunicare all'Agenzia delle entrate il nominativo di chi ha presentato la dichiarazione riservata. Per queste ragioni secondo alcuni esperti la tassa sull'anonimato ha un senso fin quando operano i termini per l'accertamento fiscale e considerato tutti gli anni che ricadono nell'ambito della disposizione sarebbe una gabella da versare entro il 2019.

AGEVOLAZIONI - Contributi alle imprese per interventi sulla sicurezza sul lavoro - 30/12/2011
L'Inail stanzia 205 milioni di euro per incentivare le aziende a realizzare interventi in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. In particolare, sono agevolabili progetti di investimento e progetti per l'adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale. Per informazioni è disponibile il contact center al numero 803164. I soggetti destinatari dei contributi sono le imprese, anche individuali, ubicate su tutto il territorio nazionale iscritte alla Camera di commercio, industria, artigianato ed agricoltura. Gli Avvisi regionali sono reperibili sul sito http://www.inail.it//Sicurezza sul lavoro/Finanziamenti alle imprese. A tale indirizzo si può accedere anche dall'apposito banner presente nella home page del sito. Il finanziamento è costituito da un contributo, in conto capitale, pari ad una percentuale del 50% al netto dell'IVA. La domanda deve essere presentata in modalità telematica, con successiva conferma tramite Posta elettronica certificata, pena l'inammissibilità della stessa, come specificato negli avvisi regionali. Dal giorno successivo alla pubblicazione del presente estratto avviso pubblico, sul sito www.inail.it - Punto Cliente, le imprese avranno a disposizione una procedura informatica che consentirà loro, attraverso la compilazione di campi obbligati, di verificare la possibilità di presentare la domanda di contributo nelle date indicate negli avvisi regionali suddetti.

DEPOSITI IVA – La nuova disciplina - 29/12/2011
Nella circolare n. 34 del 22 dicembre scorso, Assonime ha raccolto gli ultimi interventi legislativi in materia di depositi Iva, evidenziando al contempo i punti ancora "dolenti" della disciplina che potrebbero dar luogo ad una migrazione delle operazioni con l'estero. La circolare osserva che, per contrastare le frodi, la legge n. 148/2011 ha modificato il comma 6 dell'art. 50-bis, prevedendo che l'estrazione dei beni dal deposito può essere effettuata solo da soggetti passivi iscritti alla Cciaa da almeno un anno, che dimostrino una effettiva operatività e attestino la regolarità dei versamenti Iva con le modalità che saranno stabilite con un provvedimento dell'agenzia delle entrate. Come già rilevato dall'Agenzia delle dogane, fino a quando detto provvedimento non sarà emanato, le novità introdotte dalla legge 148 restano in stand by, per cui l'estrazione dei beni dal deposito soggiace alla vecchia disciplina. In ordine ai requisiti previsti dalla legge 148, si tratta, osserva l'associazione, di elementi che il legislatore ritiene idonei ad attestare l'effettiva operatività del soggetto.

SPESOMETRO - Gli acconti per le cessioni di immobili vanno nello spesometro - 28/12/2011
L'Agenzia delle Entrate ha diffuso un documento che fa chiarezza su alcuni dei dubbi non ancora risolti in materia di comunicazione telematica delle operazioni rilevanti ai fini Iva (il c.d. spesometro) con particolare riguardo alla specifica comunicazione telematica delle operazioni di leasing di qualsiasi bene e delle operazioni di locazione e noleggio di veicoli di cui al provvedimento dell'Agenzia del 5 agosto 2011. L'Agenzia ha confermato che le fatture di acconto relative alla vendita degli immobili non devono essere incluse nello spesometro a meno che siano registrate un anno precedente a quello della registrazione della compravendita. Le società di locazione finanziaria ed operativa sono esonerate dallo spesometro, essendo soggette alla comunicazione all'anagrafe tributaria ai sensi dell'art. 7 del D.P.R. n. 605/1973 e al provvedimento dell'Agenzia delle Entrate del 5 agosto 2011, ma questo non esonera i soggetti utilizzatori, ovvero i clienti degli operatori finanziari che sono tenuti all'adempimento. Per quanto riguarda i contratti di fornitura elettrica e i contratti di assicurazione viene confermata l'esclusione non solo per i fornitori ma anche per i fruitori di tali servizi. Per i contratti periodici che non prevedono un importo annuo (es : agenzia, assistenza tecnica e trasporto merci) l'Agenzia conferma che l'obbligo della comunicazione sussiste se l'importo dei corrispettivi dovuti nell'anno solare supera la soglia di rilevanza. Per quanto riguarda i contratti di appalto, nel caso in cui sia impossibile individuare il corrispettivo annuale, l'obbligo di comunicazione sussiste se il corrispettivo dovuto per l'intera durata del contratto supera la soglia di rilevanza, indipendentemente dalla presenza di stati di avanzamento lavori. Infine, neanche per le operazioni di cui all'art. 74, comma 1, D.P.R. n. 633/1972 sussiste l'obbligo di comunicazione.

SPESOMETRO – Slitta di un mese il termine per l'invio della comunicazione delle operazioni Iva 2010 - 23/12/2011
L’Agenzia delle Entrate ha disposto ieri di differire al 31 gennaio 2012 la scadenza per la presentazione delle comunicazioni delle operazioni rilevanti ai fini IVA, di importo almeno pari a 25.000 euro, effettuate e ricevute nell’anno 2010, così come indicato dall’art. 21 del D.L. n. 78/2010. L’originaria scadenza, infatti, stava creando non poche difficoltà agli operatori interessati, considerata la travagliata messa a punto di tutto l'occorrente per provvedere all'assolvimento di tale obbligo. Ad iniziare dai motivi di carattere tecnico, come il rilascio dei software applicativi dei tracciati record a ridosso del termine, senza chiarimenti su alcune criticità, oltre al periodo lavorativo complesso, pieno di scadenze fiscali e contornato da festività. A questo punto, con un maggior lasso di tempo a disposizione, potranno essere fugati alcuni dubbi interpretativi rimasti tuttora irrisolti. Tra i principali, la questione relativa alla determinazione della soglia di rilevanza, che per l'anno 2010 è pari a 25.000 euro. Rimane, infatti, lo stato di incertezza in ordine all'individuazione dei "contratti collegati" che, secondo il provvedimento del 22 dicembre 2010, ai fini del limite monetario, devono essere considerati unitariamente, cioè sommando l'ammontare dei singoli corrispettivi. Infatti, non risulta ancora chiaro il concetto del collegamento, nonostante l'importante precisazione contenuta nel documento 11 ottobre 2011. Appare incerta, inoltre, la valutazione dei rapporti contrattuali continuativi nei quali, per esempio, non sussistano né vincoli esecutivi predeterminati né corrispettivi periodici, come avviene nei casi di effettuazione di lavorazioni o nei rapporti di intermediazione. Altro dubbio riguarda le operazioni esenti effettuate in regime di dispensa degli adempimenti di cui all'art. 36-bis del D.P.R. n. 633/1972, a seguito dell'assenza della documentazione Iva, come pure per le operazioni relative alla raccolta delle giocate degli apparecchi automatici soggetti al prelievo unico erariale.

ACCERTAMENTO - Moltiplicazione di dati e notizie nel 2012 per l'Amministrazione finanziaria - 22/12/2011
Le lettere che accompagnano i questionari che le direzioni provinciali invieranno ai contribuenti relativamente ai dati contabili 2007, 2008 e 2009 contengono il riferimento all'art. 32 del D.P.R. n. 600/1973 in materia di accertamento. Questo significa che la mancata risposta al questionario nel termine di 15 giorni potrebbe comportare, in sede di un eventuale accertamento, il disconoscimento dei dati non prodotti, in altre parole la mancata risposta potrebbe corrispondere a un clamoroso autogol o a una sorta di verifica fiscale. La finalità del questionario è quella di avere una mappatura delle imprese del territorio tenendo presente le peculiarità delle imprese nell'ambito del territorio stesso. Sarà molto interessante scoprire come l'Amministrazione finanziaria riuscirà a utilizzare questa enorme mole di dati che gli arriverà tra questionari, spesometro e la comunicazione dei beni in godimento ai soci. Insomma il 2012 per l'Amministrazione finanziaria sarà un anno di acquisizione di dati e notizie in attesa che siano utilizzati ai fini accertativi. Si segnala inoltre che le segnalazioni di anomalia sugli studi di settore relative all'anno 2010 potranno essere trasmesse entro il prossimo 29 febbraio 2012. Il software "Segnalazione studi di settore Unico 2011" per segnalare tali anomalie è stato messo ieri on line sul sito dell'Agenzia delle Entrate e permetterà ai contribuenti di giustificare le cause e circostanze sulla base delle quali non hanno potuto raggiungere la congruità, la normalità economica e la coerenza. Potranno essere segnalate anche eventuali cause che hanno comportato l'inapplicabilità o l'esclusione dagli studi di settore. Lo scopo delle segnalazioni di anomalia degli studi di settore è quello di giustificare e segnalare problematiche riguardanti i responsi degli studi di settore relativamente all'anno 2010 nell'interesse sia del fisco che dei contribuenti. Se l'ufficio non sarà soddisfatto delle giustificazioni fornite avvierà il cosiddetto contraddittorio da studi di settore.

MANOVRA MONTI - La detrazione del 36% diventa strutturale dal 2012 - 20/12/2011
La manovra Monti cambia volto alle detrazioni Irpef del 36 e 55 per cento per le spese fronteggiate per la ristrutturazione edilizia e il risparmio energetico. Mentre il bonus al 36% entra a regime, viene cioè collocato definitivamente all’art. 16-bis del Tuir, quindi non conosce più scadenza, il bonus al 55% viene attualmente prorogato di un anno, scade cioè il 31 dicembre 2012. Nel nuovo articolo è prevista, dal prossimo gennaio 2012, la detrazione fiscale del 36% delle spese documentate per interventi di recupero edilizio per un importo non superiore a 48mila euro e per singola unità immobiliare. Nella disposizione trovano collocazione anche le detrazioni già previste per l'acquirente o l'assegnatario di unità immobiliari poste in fabbricati integralmente restaurati o ristrutturati da parte di imprese costruttrici o di cooperative edilizie, purché la vendita avvenga entro sei mesi dalla fine dei lavori. Viene, inoltre, confermato il bonus per la realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali, mentre costituisce una novità la fattispecie collegata alla ricostruzione o ripristino dell’immobile danneggiato a causa di eventi calamitosi, sempre che sia stato dichiarato lo stato di emergenza. La detrazione potrà essere ripartita in 10 quote annuali senza la possibilità di una diversa distribuzione temporale come, invece, attualmente avviene per i contribuenti con età superiore a 75 e 80 anni (cinque anni per i primi e tre anni per i secondi). In merito alla detrazione fiscale del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici, inserita al comma 4 dell’art. 4 del D.L. n. 201/2011, il decreto dispone la proroga fino al 31 dicembre 2012. È, comunque, da rilevare che il nuovo art. 16-bis del Tuir prevede che la detrazione del 36% sia applicabile anche ai lavori per l'esecuzione delle opere finalizzate al conseguimento del risparmio energetico a far data dal 1° gennaio 2013. Quindi, si può presumere che ci sarà una staffetta tra l'agevolazione del 55%, fino a tutto il 2012, e il 36%, a partire dal 2013.

RAVVEDIMENTO OPEROSO - Dal 2012 il tasso di interesse legale sale al 2,5% - 19/12/2011
Con il decreto del Ministro dell’Economia del 12 dicembre 2011, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 291 di ieri, il tasso di interesse legale è stato aumentato dall’1,5% al 2,5%, con decorrenza 1° gennaio 2012. Dal punto di vista fiscale, il nuovo tasso di interesse legale andrà a incidere sull’istituto del ravvedimento operoso che prevede, ai sensi dell’art. 13, comma 2 del D.Lgs. n. 472/1997, il pagamento della sanzione ridotta contestualmente alla regolarizzazione del pagamento del tributo, nonché al pagamento degli interessi moratori calcolati al tasso di interesse legale con maturazione giorno per giorno. Il citato decreto va così a intergare il comma 1 dell’art. 1284 del Codice Civile, secondo il quale il tasso di interesse legale è determinato in base al rendimento medio annuo lordo dei titoli di Stato di durata non superiore ai 12 mesi e tenuto conto del tasso di inflazione registrato nell’anno. Il nuovo tasso di interesse legale andrà a incidere su una molteplicità di situazioni, quali ad esempio gli interessi “compensativi” che spettano al venditore sul prezzo pattuito in base all’art. 1499 del Codice Civile, gli interessi “moratori” dovuti a partire dal giorno della mora e sui crediti di somme per i quali sia pattuita la fruttuosità.

TENTATIVI DI TRUFFA - L'Agenzia delle Entrate avverte - 06/12/2011
L'Agenzia delle Entrate avverte che sono in atto tentativi di truffa ai danni dei contribuenti: persone che si spacciano per dipendenti dell'Amministrazione fiscale annunciano l’arrivo di “consulenti” delle Entrate che controllerebbero (a pagamento) la corretta installazione del servizio telematico Entratel.

LITI PENDENTI - Occorre affrettarsi a inviare la domanda - 03/12/2011
Scaduto il termine per il versamento delle somme a titolo di definizione delle liti pendenti con il Fisco, i contribuenti devono annotarsi un'altra data da rispettare: il 2 aprile 2012, giorno che rappresenta il termine ultimo per l'inoltro della domanda che perfeziona la definizione di cui sopra. Il consiglio, tuttavia, è quello di provvedere al più presto all'invio della domanda, onde evitare il minaccioso pericolo di dover ricalcolare le somme dovute, in base a una eventuale sentenza che potrebbe essere depositata, prima della presentazione della domanda e che andrebbe a rideterminare l'importo dovuto per la definizione. A seconda, infatti, dell'esito della sentenza, il contribuente potrebbe dover versare una somma a titolo di integrazione di quanto già versato entro il 30 novembre 2011 oppure, in caso di sentenza favorevole allo stesso, spetterà la restituzione dell'eventuale eccedenza.

BENI IN GODIMENTO AI SOCI - Alcuni cenni - 02/12/2011
L'indeducibilità prevista dall'articolo 2, comma 36-terdecies e successivi, del D.L. n. 138/2011, ha bisogno di essere coordinata con le altre disposizioni che limitano la deducibilità (art. 164 del Tuir), al fine di evitare il fenomeno di doppia imposizione. Infatti, per quanto riguarda la concessione dei beni ai soci, la nuova disciplina dispone che la differenza tra il valore di mercato e il corrispettivo annuo previsto per la concessione costituisce reddito per il socio, mentre i costi relativi ai beni in concessione per un corrispettivo inferiore al valore di mercato sono indeducibili ai fini del reddito d'impresa. In conclusione, per i beni ad uso personale concessi a fronte di un corrispettivo, i costi sarebbero deducibili perché correlati a una attività, o da cui derivano ricavi tassati e quindi inerenti. Se il corrispettivo è però inferiore al valore di mercato, opera l'indeducibilità. Restano sempre indeducibili i costi per beni concessi ai soci o familiari per uso esclusivamente personale.

CONTRIBUTO DI SOLIDARIETÀ - Il contributo si versa nel 2012 e si deduce subito - 01/12/2011
Il D.M. 21 novembre 2011 ha dato attuazione alla previsione contenuta nell'art. 2, comma 2, del D.L. n. 138 del 2011 in materia di contributo di solidarietà per i redditi superiori a 300mila euro. Vediamo le particolarità di tale contributo. Lo stesso è dovuto nella misura del 3% sulla parte eccedente i 300mila euro del reddito complessivo; dovrà essere versato in sede di saldo delle imposte 2011 e quindi a giugno 2012; se il reddito è di lavoro dipendente o assimilato, sarà compito del sostituto d'imposta determinare l'ammontare del contributo al momento del conguaglio e procedere al relativo versamento. Il riferimento è al reddito complessivo di cui all’art. 8 del Tuir, cosicché si dovrà conteggiare su quanto indicato nel quadro RN della dichiarazione dei redditi. Ciò comporta che non rilevano nel computo dei 300.000 Euro i redditi soggetti ad imposta sostitutiva e quindi slegati dal quadro RN. Tanto per fare un esempio, i proprietari di immobili che hanno optato per l'applicazione della cedolare secca producono un reddito assoggettato a imposizione sostitutiva Irpef che dunque non concorre alla formazione del reddito complessivo e, conseguentemente, anche se di importo elevato non fa cumulo ai fini della determinazione del livello reddituale oltre il quale si rende dovuto il contributo di solidarietà. Ulteriore particolarità del contributo è data dal fatto che il contributo stesso è deducibile dal reddito complessivo nello stesso periodo d'imposta a cui si riferisce.

BOLLO AUTO - I requisiti per l'esenzione - 30/11/2011
Ai sensi dell’art. 63, commi 1 e 2, della L. 21 novembre 2000, n. 342, sono esenti dalle tasse automobilistiche: a.i veicoli e i motoveicoli che hanno compiuto 30 anni dall’anno di prima immatricolazione, esclusi quelli adibiti ad uso professionale. A questo fine l'ASI (Automobilclub Storico Italiano) e la FMI (Federazione Motociclistica Italiana) hanno predisposto un apposito elenco; b.gli autoveicoli e motoveicoli di “particolare interesse storico e collezionistico”, per i quali il termine di cui sopra è ridotto a 20 anni. Sono di “particolare interesse storico e collezionistico” i veicoli costruiti specificamente per le competizioni, i veicoli costruiti a scopo di ricerca tecnica o estetica (anche per la partecipazione ad esposizioni o mostre) e infine i veicoli che rivestono un particolare interesse storico o collezionistico per il loro rilievo industriale, sportivo, estetico o di costume (Circolare Agenzia Entrate 16 novembre 2000, n. 207/E).

PEC – Niente sanzioni a chi non rispetta la data del 29 novembre - 29/11/2011
Con la circolare n. 224402 del 25 novembre 2011 del Ministero dello sviluppo economico, è stato chiarito che, chi non rispetta la data del 29 novembre, per la comunicazione dell'indirizzo di posta elettronica, non subirà nessuna sanzione. Il chiarimento si è reso necessario a causa dell'impossibilità da parte dei gestori di posta elettronica di fornire gli indirizzi, a causa dell'alta concentrazione di richieste da parte delle aziende negli ultimi giorni. C'è ancora un mese di tempo per poter adempiere a quanto disposto dal D.L. n. 185/2008, considerando che anche Infocamere appare in grande difficoltà a causa delle numerose richieste pervenute (425mila nei primi quattro giorni della settimana trascorsa).

LOTTA ALL'ELUSIONE - Società estere fuori dalla comunicazione dei beni ai soci - 28/11/2011
La comunicazione dei beni assegnati ai soci da trasmettere entro il 2 aprile 2012 non riguarda le società estere. Il provvedimento del 16 novembre 2011 fa, infatti, riferimento a imprese individuali, società di persone e di capitali, cooperative, enti commerciali, nonché agli enti non commerciali limitatamente all'attività di impresa esercitata. Sono, inoltre, coinvolte le stabili organizzazioni italiane di imprese non residenti e le società esterovestite (art. 73, comma 5-bis del Tuir). Sono fuori da tale obbligo gli esercenti arti e professioni, le società semplici, gli enti non commerciali (associazioni e fondazioni) e le società estere senza stabile organizzazione in Italia. Per quanto riguarda gli utilizzatori, il provvedimento fa riferimento anche ai soci di altre società del gruppo e in questo caso dovrebbe trattarsi solo di società controllate e non anche di quelle collegate. Non sono esonerati da tale comunicazione le persone fisiche residenti all'estero, pertanto la comunicazione deve essere effettuata anche per quei beni che le società danno in uso a persone residenti all'estero. Infine dal 2012 il socio non residente, per effetto dell'art. 23 del Tuir, dovrà dichiarare il proprio reddito al pari di una persona fisica residente in Italia, relativamente ai beni di cui gode in Italia (srl che concede in comodato un immobile in Italia a un socio estero).

DICHIARAZIONI - L'acconto Irpef ridotto all'82% - 25/11/2011
Con un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri firmato lunedì scorso, ma non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale, è stata prevista la riduzione degli acconti 2011. Il taglio agli acconti riguarda esclusivamente quelli Irpef, mentre restano inalterate le misure per quelli Ires e Irap. La riduzione dell’acconto Irpef consiste in una diminuzione del 17% dell’acconto totale dovuto, che, quindi, passa dal 99% all'82%. La misura ha la finalità di restituire, anche se in maniera indiretta e temporanea, maggiori disponibilità di risorse finanziarie ai contribuenti. Quanto non pagato a novembre verrà, successivamente, versato con il saldo di giugno 2012. Ai contribuenti che hanno già effettuato il pagamento dell'acconto nella misura del 99% spetta un credito d'imposta pari alla differenza pagata in eccesso, da utilizzare in compensazione con il modello F24. Per coloro che si sono avvalsi dell'assistenza fiscale, i sostituti d'imposta tratterranno l'acconto applicando la nuova percentuale dell’82%. Qualora sia stato già effettuato il pagamento dello stipendio o della pensione senza considerare tale riduzione, i sostituti d’imposta provvederanno a restituire nella retribuzione erogata nel mese di dicembre le maggiori somme trattenute. Nel caso in cui i sostituti d’imposta non siano in grado di riconoscere la riduzione dell’acconto sulle retribuzioni erogate nel mese di dicembre 2011, gli stessi dovranno comunque restituire le maggiori somme trattenute nella retribuzione successiva.

LEGGE DI STABILITÀ - Da gennaio i professionisti possono costituire società uninominali - 24/11/2011
A partire dal prossimo 1° gennaio 2012, i professionisti possono svolgere la propria attività in forma societaria, scegliendo tra una Srl o una Spa uninominale. In tal caso, essi potranno chiudere la propria posizione Iva e vedere limitata al capitale sociale versato la responsabilità per danni derivanti da errori. Resta il fatto che il socio unico deve comunque essere iscritto a un ordine professionale e, dunque, deve essere un professionista abilitato. Gli incarichi assunti, se riferiti ad attività riservate, devono essere svolti personalmente dal professionista, il quale continua a essere responsabile personalmente, ai sensi degli articoli 2229 e seguenti del codice civile. Gli incarichi riferiti ad attività non riservate, invece, possono essere svolti dai professionisti non designati. Quanto alla possibilità di assoggettare la società al fallimento, la carenza normativa impone di attendere un chiarimento in merito alla circostanza che prevalga l'attività commerciale o meno su quella professionale. Infine, nella corrispondenza e negli atti è necessaria l'indicazione della compagine sociale, mentre nella denominazione deve essere evidenziato che si tratta di società tra professionisti. Le nuove società professionali impongono, inoltre, agli Ordini di intervenire su diversi capitoli dei codici deontologici, in particolar modo per quello che riguarda la pubblicità. Parere favorevole è arrivato anche per quanto riguarda l'eventuale certificazione di qualità dello studio, ma solo previo deposito all'Ordine di tutta la documentazione che ne attesti forma, contenuto e attendibilità. Infine sia commercialisti che avvocati sono concordi nel ritenere di non rendere mai noto il parco clienti.

SOCIETÀ - Srl con molte inefficienze rispetto alle Spa - 23/11/2011
La riforma del diritto societario del 2003 non ha portato solo vantaggi per quanto riguarda le Srl, ma anche aspetti negativi, soprattutto in tema di poteri del socio. La prospettiva del sindaco unico introdotta anche per le Spa di piccole dimensioni fa propendere per l'adozione della forma della Spa (trasformazione da Srl in Spa) per sfuggire alle inefficienze della disciplina delle Srl. Le criticità in materia di Srl riguardano in particolar modo l'art. 2476, comma 2, c.c. che dispone che i soci che non partecipano all'amministrazione hanno diritto di avere notizie dagli amministratori sull'andamento della gestione sociale e di consultare in ogni momento i libri sociali e qualsiasi altro documento relativo all'amministrazione della società. Lo stesso articolo, al comma 7 dispone che i soci siano responsabili con gli amministratori quando abbiano compiuto atti dannosi verso la società, i soci o i terzi. Il comma 3 dell'art. 2476 prevede che l'azione di responsabilità contro gli amministratori può essere promossa da ciascun socio il quale può addirittura richiedere l'adozione del provvedimento cautelare di revoca degli amministratori. Nella Spa, l'azione sociale di responsabilità può essere deliberata solo dall'assemblea dei soci. Inoltre, nelle Srl (l'applicazione della disciplina è assai discussa anche nelle Spa) la restituzione dei finanziamenti dei soci è postergata rispetto alla soddisfazione degli altri creditori. Infine, nella Srl non sono consentite alcune manovre che invece nella Spa sono permesse, come ad esempio l'accettazione in garanzia di partecipazioni proprie ovvero accordare prestiti o fornire garanzie per il loro acquisto o la loro sottoscrizione. Infine, mentre nella Spa è possibile distribuire acconti sui dividendi, nelle Srl possono essere distribuiti solo gli utili conseguiti realmente e risultanti da bilancio regolarmente approvato.

REGIME DEI MINIMI - Gli acconti si recuperano - 22/11/2011
Nel modello Unico Pf, è stata introdotta una nuova colonna, nel rigo degli acconti, dove gli ex minimi potranno indicare gli importi versati con codice tributo 1798 e 1799, scomputando così gli acconti versati per l'imposta sostitutiva, prevista dal regime agevolato. Nessun acconto è dovuto nell'anno in cui si entra nel regime dei minimi mentre, per quelli successivi, i contribuenti verseranno gli acconti nella misura e nelle modalità stabilite dal D.L. n. 98/2011, convertito nella legge n. 111 del 2011 e, comunque, sempre utilizzando il modello di versamento F24, codice tributo 1798 e 1799, rispettivamente per il primo e per il secondo acconto, e calcolando gli importi da versare con il metodo storico o con quello previsionale. Per chi esce, e saranno in tanti, dal regime agevolato, non sono previste regole particolari da seguire, in quanto valgono quelle stabilite per il versamento degli acconti Irpef. Qualora, tuttavia, l'uscita dal regime, per superamento dei limiti o per mancanza di uno dei requisiti previsti, avvenga dopo il versamento del primo acconto, sarà possibile recuperare quanto versato indicando al rigo RN37, colonna 4, le somme già entrate nella disponibilità dell'erario, portandole in scomputo dei successivi versamenti.

ADEMPIMENTI - Beni dell'impresa in godimento a soci o familiari, primo invio entro il 31 marzo 2012 - 18/11/2011
Con il provvedimento diffuso nella giornata di ieri dall'Agenzia delle Entrate, sono state fornite le indicazioni operative per le comunicazioni dei beni delle società dati in godimento ai soci o familiari degli stessi. La comunicazione dovrà essere effettuata entro il 31 marzo 2012 indipendentemente dalla presenza o meno di un corrispettivo per l'utilizzo del bene. L'art. 2, comma 36-sexiesdecies del D.L. n. 138/2011 (c.d. manovra di Ferragosto) è stato introdotto per colpire le società create opportunamente per schermare i beni che si trovano nella disponibilità dei soci, attraverso la tassazione Irpef progressiva a partire dal 2012, e per potenziare le informazioni a disposizione del Fisco per gli accertamenti sintetici e da redditometro. Entrando nel dettaglio della comunicazione bisognerà elencare distintamente i beni dati in uso a titolo gratuito o verso corrispettivo al socio o familiare dello stesso, indipendentemente dal fatto che il bene sia o meno inferiore al valore di mercato del diritto. Bisognerà altresì indicare l'eventuale canone previsto per l'uso del bene, il relativo valore di mercato, il periodo di godimento del bene e i dati dell'eventuale contratto stipulato. L'esonero dalla comunicazione riguarderà tutti i beni della categoria residuale di valore non superiore ai 3mila euro al netto dell'Iva. Invece per imbarcazioni e auto la comunicazione è obbligatoria indipendentemente dal valore del bene. È importante ricordare infine che, sebbene la nuova tassazione Irpef scatti dal 2012, la comunicazione va fatta anche per le situazioni retroattive, vale a dire anche per beni per i quali l'assegnazione in godimento permane nel periodo di imposta in corso al 17 settembre 2011.

IVA – Più spazio alle liquidazioni trimestrali - 17/11/2011
Per effetto dell'articolo 14, comma 11, Legge n. 183/2011, meglio nota come Legge di Stabilità, dal prossimo 1° gennaio 2012 partirà l'allineamento delle soglie monetarie per le liquidazioni e i versamenti trimestrali dell'Iva ai limiti stabiliti per i contribuenti in contabilità semplificata. In sostanza, dunque, i contribuenti esercenti attività di servizi o professionali, con volume d'affari entro i 400mila euro, e quelli esercenti altre attività, con volume d'affari fino a 700mila euro, potranno liquidare l'Iva trimestralmente. Va ribadito che i contribuenti che esercitano al contempo sia prestazioni di servizi che altre attività, senza avvalersi dell'annotazione separata dei corrispettivi, devono avere come riferimento il limite più alto, ovvero quello di 700mila euro.

LEGGE DI STABILITÀ - Gli studi associati e la scelta della forma societaria più conveniente - 16/11/2011
Dal prossimo 1° gennaio i professionisti hanno la possibilità di scegliere, tra le varie forme di società ammesse dal nostro ordinamento, quella più consona all'attività dagli stessi svolta. Dunque, in questi giorni, si stanno valutando le possibili soluzioni da adottare, in relazione, soprattutto, all'impatto fiscale che ne può derivare. La società semplice è sicuramente quella che meglio si adatta alle "esigenze" dello studio professionale, in particolar modo rispetto al tema della responsabilità dei soci in tema di obbligazioni assunte dalla società. La società in accomandita presenta, invece, il problema dell'amministrazione, che può essere assunta solo da una determinata categoria di soci che, peraltro, rispondono illimitatamente delle obbligazioni sociali. Infine, tra le società di capitali, la possibile scelta potrebbe ricadere tra le Srl e le Spa, queste ultime sicuramente più adatte agli studi di grandi dimensioni, per la necessaria presenza di organi di controllo e gestione, e anche per la dotazione patrimoniale richiesta. Da ultimo, non è esclusa la possibilità di organizzare lo studio associato in forma di cooperativa, il che consentirebbe di attribuire un voto ad ognuno dei soci.

IVA - Innalzati i limiti di fatturato per i versamenti trimestrali - 15/11/2011
L’art. 14, comma 11, della Legge di stabilità 2012 appena varata ha innalzato i limiti che consentono la liquidazione e il versamento dell’Iva trimestralmente, con la maggiorazione dell’1% previsto dall’art. 7 comma 1, del D.P.R. n. 542/1999. Soltanto i contribuenti con un volume d’affari non superiore ai 516.456,90 euro (309.874,14 euro per i servizi), infatti, potranno optare per il pagamento dell’Iva periodica ogni tre mesi e versare il saldo dell’imposta entro il 16 marzo dell’anno successivo. Coloro che superano il volume d’affari consentito ma che non hanno ricavi superiori ai 700mila euro (400mila euro per i servizi), potranno comunque optare per il pagamento dell’Iva ogni tre mesi ma dovranno versare il saldo entro il 16 febbraio dell’anno successivo. La legge di stabilità 2012, inoltre, dà il via libera all'abolizione delle scritture contabili per le ditte individuali e le società di persone in contabilità semplificata, oltre che per tutti i professionisti, con la possibilità di poterle sostituire con gli estratti conto bancari. Ciò consentirà al contribuente di essere esonerato dalla formalità delle registrazioni contabili nei registri Iva e dei corrispettivi, e - per i lavoratori autonomi che hanno optato per la contabilità ordinaria - del registro cronologico dei componenti di reddito e delle movimentazioni finanziarie. Adottando la nuova agevolazione non si potrà essere più sanzionati per l'omessa o irregolare tenuta della contabilità. È opportuno rilevare, comunque, che non sono stati eliminati altri adempimenti fiscali e che non è stata nemmeno modificata alcuna altra norma che riguarda i contribuenti interessati alla semplificazione. Per le imprese, ad esempio, rimane applicabile il principio della competenza e, pertanto, dovranno essere scorporati gli importi degli incassi e dei pagamenti delle fatture già registrate nell'anno precedente, e sommati i costi e i ricavi che verranno pagati nell'anno successivo dagli estratti conto, al fine di calcolare il reddito imponibile. I dati contenuti negli estratti conto, inoltre, non daranno la possibilità di calcolare correttamente l'Iva da versare. Anche senza scritture contabili sarà necessario continuare a inviare la comunicazione delle operazioni rilevanti a fini Iva, di importo pari o superiore a 3 mila euro, quella sulle operazioni black list e i movimenti Intrastat.

MINIMI - Ammesso il recupero dell'Iva non detratta sugli acquisti - 14/11/2011
Dal prossimo 1° gennaio, si calcola che circa 500mila contribuenti dovranno abbandonare il regime dei minimi, non possedendo i requisiti attualmente richiesti dalla recente modifica apportata al regime in questione dalla manovra estiva. Unica consolazione, al momento, è che questi contribuenti potranno detrarsi l'Iva sugli acquisti e recuperare, tramite rettifica, l'Iva non detratta sugli acquisti di beni, anche strumentali, e servizi effettuati a partire dal 1° gennaio 2008, con un conseguente credito a favore. Il calcolo sarà il seguente: una volta individuati i beni ammortizzabili acquistati tra il 1° gennaio 2008 ed il 31 dicembre 2011, si considera l'Iva dedotta come costo e si calcolano i quinti d'imposta che restano per finire il quinquennio, ottenendo il valore da portare a credito. L'imposta inerente beni in giacenza o non ancora utilizzati, invece, dovrà essere rettificata in un'unica soluzione. Il passaggio dal regime dei minimi al regime semplificato comporta anche il passaggio dal regime di cassa a quello di competenza con evidenti conseguenze dal punto di vista fiscale ed operativo. Alcune componenti positive e negative potrebbero dunque realizzare il presupposto impositivo sia in un periodo d’imposta che nell’altro, essendo diversi i criteri di determinazione del reddito. A tale riguardo però, il principio sancito dall’art. 1, comma 112 della legge n. 244/2007, dispone che non è possibile effettuare duplicazioni d’imposta né tanto meno salti d’imposta. Le perdite maturate nei periodi di imposta di permanenza nel regime dei minimi, invece, possono essere riportate a nuovo per cinque anni ed utilizzate in compensazione con redditi d'impresa o di lavoratore autonomo. Pertanto, come avallato anche dalla risoluzione n. 123/2010 dell’Agenzia delle Entrate, l'uscita dal regime dei minimi potrebbe aprire degli scenari che paradossalmente comporterebbero evidenti vantaggi dal punto di vista fiscale per i contribuenti.

IVA - Arrivano le lettere per i morosi del condono 2002 - 11/11/2011
Sono circa sessantaquattromila i morosi che non hanno portato a termine i pagamenti relativi al condono 2002. Equitalia e Riscossione Sicilia stanno inviando le intimazioni di pagamento a coloro che si sono avvalsi della procedura di condono senza effettuare i pagamenti. La legge n. 148/2011 ha disciplinato la ricognizione dei soggetti che hanno aderito ai condoni ed è emerso che circa 64mila contribuenti risultano morosi. Se il pagamento non dovesse avvenire entro il 31 dicembre 2011 l’Agenzia delle entrate e Guardia di finanza avrebbero tutto il 2012 per effettuare automatiche verifiche fiscali nei confronti degli inadempienti con riferimento a tutti gli anni oggetto della sanatoria. La scelta del legislatore è stata quella di prorogare di un anno i termini pendenti al 31 dicembre 2011 per l'accertamento sul fronte dell'Iva. L'attuale situazione è scaturita dall'effetto di due sentenze. Nel 2008 dalla Corte di giustizia Ue, che ha dichiarato l'illegittimità del condono Iva perché ricade su un'imposta di fatto comunitaria, quindi sottratta al libero intervento da parte di uno stato membro. Poi lo scorso luglio la Corte costituzionale italiana ha di fatto dichiarato la legittimità della legge Visco-Bersani del 2006 che ha raddoppiato da 4 a 8 anni i termini per l'accertamento nel caso di illeciti fiscali che sfociano direttamente nel penale.

IMMOBILI - La cedolare riduce l'acconto Irpef - 10/11/2011
I contribuenti, in vista del secondo acconto che scade il 30 novembre, potrebbero trovarsi a dover versare, sui redditi di locazione dei fabbricati e per i quali hanno scelto l'opzione per la cedolare secca, l'acconto sia Irpef che cedolare. Naturalmente le somme versate in eccesso saranno recuperate nella prossima dichiarazione dei redditi. L'applicazione della cedolare costituisce però una valida motivazione affinché l'acconto Irpef dovuto per quest'anno venga "autoridotto". Nella circolare n. 26/E del 1° giugno 2011 la stessa Agenzia ha affermato che l'acconto Irpef 2011 si ritiene correttamente determinato se risulta almeno pari al 99% dell'imposta dovuta sulla base della dichiarazione dei redditi relativa al 2010, assumendo il reddito complessivo senza considerare il reddito fondiario prodotto nel 2010 dagli immobili per i quali ci si è avvalsi dell'opzione per la cedolare nel 2011. A questo punto, in occasione del versamento del secondo acconto, il contribuente che possiede redditi di locazione di fabbricati e che ha optato per la cedolare secca può procedere con il ricalcolo dell'imposta dovuta per il 2010 scomputando il reddito del fabbricato prodotto nello stesso anno.

ADEMPIMENTI SOCIETARI - Sanzionate le società senza la Pec - 09/11/2011
La Circolare del Ministero dello sviluppo economico n. 3645/C ha confermato che se nel termine del 29 novembre le società non si doteranno della posta elettronica certificata (Pec) saranno sanzionate in quanto il mancato rispetto del termine configurerà l'illecito previsto dall'art. 2630 c.c. La sanzione amministrativa, in capo al rappresentante legale, sarà da un minimo di 103 ad un massimo di 1.032 euro, ridotti ad un terzo qualora la società si ravveda nei successivi 30 giorni. Nella circolare viene, inoltre, confermato che non sarà possibile utilizzare la stessa Pec per più imprese. Nella circolare non viene chiarito se le imprese soggette a fallimento debbano dotarsi della posta elettronica certificata. Alcune camere di commercio sostengono di sì e pertanto è consigliabile per il curatore adempiere spontaneamente a tale obbligo. Diversamente per non gravare con ulteriori costi sulla procedura il curatore potrebbe comunicare la propria Pec professionale. La comunicazione deve essere effettuata attraverso la procedura web semplificata predisposta da Infocamere o mediante la Comunicazione Unica (modello S2, riquadro 5). L'indirizzo fornito al Registro delle imprese deve risultare valido ed operativo.

TELEFISCO - La scelta tra affrancamento o rivalutazione delle partecipazioni non qualificate - 08/11/2011
Con le recenti manovre estive, il legislatore ha riaperto i termini per effettuare la rivalutazione delle partecipazioni non qualificate possedute da persone fisiche. Si vengono pertanto ad aprire due possibilità: quella dell'affrancamento, entro il 31 dicembre 2011, e quella della rivalutazione da effettuarsi entro il 30 giugno 2012. In considerazione delle scadenze così ravvicinate sorge la necessità di un'attenta analisi tra le vari opportunità concesse. Con l'affrancamento si viene a rideterminare il nuovo valore alla data del 31 dicembre 2011, con le regole che saranno stabilite da un decreto attuativo, e sul differenziale dovrà essere versata un'imposta sostitutiva del 12,50%. Se invece la partecipazione non qualificata è detenuta almeno dal 1° luglio 2011, si potrà optare per la rivalutazione versando un'imposta sostitutiva del 2% sull'intero valore. Il primo metodo risulterà conveniente se il plusvalore non supererà il 20% del costo di acquisto, mentre la rivalutazione sarà più conveniente per plusvalori superiori al 20% del costo di acquisto. Altro aspetto da valutare nella scelta tra l'una o l'altra procedura è la considerazione che mentre nell'affrancamento l'operazione dovrà includere tutte le partecipazione detenute, nella rivalutazione è possibile eseguire la rideterminazione anche per una sola delle partecipazioni possedute. Un passaggio fondamentale nella procedura di determinazione del valore delle partecipazioni è la perizia di stima che dovrà essere eseguita da un soggetto iscritto nell'ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili, nell'elenco dei revisori dei conti oppure nell'apposito elenco tenuto dalle locali Camere di Commercio. Nell'ipotesi di opzione per la procedura dell'affrancamento sarà possibile valutare anche i plusvalori emergenti fino al 31 dicembre 2011, mentre nel caso di scelta per la rivalutazione il dato di computo del valore sarà quello del 1° luglio 2011. Se il committente della stima è la società valutata, il costo della perizia potrà essere dedotto dalla stessa società in cinque quote costanti annuali, mentre se il committente è il singolo socio tale costo andrà ad incrementare il valore fiscalmente riconosciuto della partecipazione.

LITI PENDENTI - Pronto il software per la domanda - 07/11/2011
Con un comunicato stampa diffuso ieri, l’Agenzia delle Entrate ha annunciato che è disponibile sul proprio sito web il software per la compilazione delle domande di definizione agevolata delle liti fiscali pendenti. Si ricorda che il diritto all’agevolazione spetta ai contribuenti che hanno un contenzioso in essere con l’Agenzia delle Entrate, pendente alla data del 1° maggio 2011 e di valore non superiore ai 20mila euro. Per poter usufruire dell’agevolazione bisogna effettuare il versamento delle somme dovute entro il 30 novembre 2011 e presentare telematicamente l’istanza di definizione entro il 2 aprile 2012. L'Agenzia, si legge nel comunicato, provvederà in seguito a comunicare la data a partire dalla quale sarà possibile trasmettere telematicamente l'istanza. La circolare n. 48/2011 delle Entrate aveva sottolineato che fino a quando non sarà disponibile il software per l’invio telematico dell’istanza, i contribuenti che hanno già effettuato il versamento possono consegnare la domanda di definizione, in forma cartacea, presso l’ufficio competente dell’Agenzia delle Entrate.

FISCO - Pronto il nuovo modello per comunicare il domicilio per la notifica degli atti fiscali - 04/11/2011
È disponibile da ieri, sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, il nuovo modello per comunicare l’indirizzo del domicilio presso il quale ricevere la notifica degli atti tributari. L’obbligatorietà della nuova comunicazione andrà in vigore dal 2 gennaio 2012. La novità è stata illustrata con un comunicato stampa dell'Agenzia del 2 novembre scorso. È opportuno ricordare che, prima delle modifiche apportate al D.P.R. n. 600/1973 dal D.L. n. 78/2010, i contribuenti erano tenuti a precisare il domicilio per le notifiche fiscali in concomitanza con la presentazione della dichiarazione annuale oppure tramite una comunicazione cartacea in forma libera da recapitare tramite raccomandata postale. Ora, invece, è prevista una comunicazione ad hoc da inoltrare telematicamente all’Agenzia o tramite posta raccomandata con avviso di ricevimento.

AGEVOLAZIONI - Possibile rinunciare alle agevolazioni prima casa entro diciotto mesi - 03/11/2011
L'Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 105/E del 31 ottobre è intervenuta in materia di agevolazioni prima casa o meglio sulla rinuncia volontaria del contribuente all'applicazione delle agevolazioni prescritte per la "prima casa". Se il contribuente non riesce a trasferire, nel termine di diciotto mesi dall'atto di acquisto dell'abitazione, la propria residenza ha la possibilità di richiedere la rinuncia all'agevolazione. Diversamente, qualora risultino assenti i requisiti di cui si è dichiarato il possesso al momento dell'acquisto non è possibile rinunciare volontariamente all'agevolazione in quanto in tal caso la dichiarazione fatta al momento dell'acquisto sul possesso dei requisiti risulta mendace. Entro diciotto mesi è, quindi, possibile rinunciare alle agevolazioni, sia ai fini Iva che dell'imposta di registro, senza incorrere nell'applicazione di sanzioni. Le sanzioni non risultano applicabili in quanto non essendo ancora trascorsi i 18 mesi il contribuente non può essere imputato per il mancato adempimento dell'impegno a trasferire la propria residenza nel nuovo comune. Il contribuente che intende rinunciare all'agevolazione deve presentare istanza di revoca all'ufficio presso il quale l'atto è stato registrato, chiedendo la riliquidazione dell'imposta. L'istanza deve essere presentata sia se l'atto originario è stato sottoposto ad imposta di registro sia in caso di applicazione dell'Iva. Ricevuto l'avviso di liquidazione il contribuente dovrà versare la differenza tra l'imposta ricalcolata e quella agevolata oltre gli interessi dalla data di stipula del contratto.

RIVALUTAZIONI - Possibile compensare la nuova imposta sostitutiva con quella precedentemente versata - 31/10/2011
La circolare n. 47/E del 24 ottobre ha fornito chiarimenti in merito all'istituto della rivalutazione di terreni e partecipazioni posseduti al 1° luglio 2011 e introdotta dal D.L. n. 70/2011. In particolare sarà possibile scomputare dall'imposta sostitutiva dovuta quella eventualmente già versata in occasione di precedenti procedure di rideterminazione effettuate sugli stessi beni. La norma ha anche previsto la possibilità di ridurre il valore dei terreni e partecipazioni a costo zero. Si ipotizzi infatti che il sig. Rossi nel 2006 abbia rivalutato un terreno agricolo a 100mila euro versando un'imposta sostitutiva di 4mila euro. Considerando l’andamento del mercato immobiliare degli ultimi anni potrebbe essere verosimile che ad oggi il terreno valga 50mila euro e a questo prezzo sarà venduto. Per evitare contestazioni con il fisco è possibile quindi procedere ad una nuova rideterminazione di valore del terreno a 50mila euro senza dover versare nulla potendo utilizzare in compensazione l’imposta sostitutiva pagata con la precedente operazione. L'Agenzia delle entrate ha sempre sostenuto che nel caso di cessione del terreno a un valore inferiore a quello per cui si è pagata la sostituiva l'intera operazione di rideterminazione cessa di avere effetto. Ciò significa, secondo tale interpretazione, che lascia non pochi dubbi, che se Rossi dovesse oggi vendere il terreno a 90 mila euro, vedrebbe andare in fumo la rivalutazione effettuata nel 2006 con il rischio di vedersi calcolare una plusvalenza tassata sulla differenza tra i 90 mila euro della vendita e il costo fiscalmente riconosciuto del terreno ante rivalutazione.

AGEVOLAZIONI - Dal 2012 a rischio anche le rate del 36% e 55% - 28/10/2011
Nella giornata di ieri, il sottosegretario all’Economia, Bruno Cesario, ha fornito conferma al question time proposto da Carmelo Lo Monaco, circa il rischio di taglio delle agevolazioni del 36% e 55% e delle relative rate in corso, già a partire dal 2012. Nel dettaglio l’interrogazione 5-05536 chiedeva se qualora non si fossero realizzate le condizioni del comma 1-quarter dell’art. 40 del D.L. n. 98/2011, ossia qualora non fossero adottati provvedimenti di razionalizzazione fiscale ed assistenziale tali da assicurare effetti di gettito non inferiore ai 4.000 milioni nel 2012 e i 20.000 milioni dal 2013, i tagli orizzontali ai bonus fiscali previsti dal citato decreto potessero colpire anche le rate in corso delle agevolazioni al 36% e 55%. Tali agevolazioni prevedono infatti la rateazione degli importi fino a 10 anni ed un eventuale taglio orizzontale sulle rate in corso, potrebbe coinvolgere tutti i contribuenti che hanno effettuato le spese a partire dall’anno 2003.

SPESOMETRO – Il Fisco risponde ai quesiti - 26/10/2011
L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio sito internet le risposte ai quesiti posti dalle associazioni di categoria in merito ai nuovi adempimenti legati al c.d. spesometro, ossia alle operazioni di importo superiore a 3.000 euro. A differenza di quanto si evinceva nella circolare n. 24/E/2011, l’Agenzia ha sottolineato la centralità delle fatture nella determinazione delle operazioni rilevanti ai fini della comunicazione. Il limite dei 3.000 euro, infatti, deve essere riferito all’importo totale della fattura, anche se differita, e non all’importo della singola operazione. Stesso discorso per quanto concerne le fatture riepilogative di più operazioni, dove l’obbligo della comunicazione scatta con riferimento al totale ammontare della fattura e alla tipologia dell’operazione prevalente. L’Agenzia ha inoltre spiegato che, per quanto concerne il regime dei minimi, è esonerato dallo spesometro soltanto l’operatore che fruisce dell'agevolazione, mentre l’obbligo della comunicazione rimane in capo alla clientela. Infine, è stato chiarito che anche le operazioni non imponibili ai sensi dell’art. 9 del D.P.R. n. 633/1972 connesse alle importazioni ed esportazioni, qualora superino il tetto dei 3.000 euro, non sono esonerate dall’obbligo di comunicazione.

REGIME DEI MINIMI - Il regime non prevede cause di esclusione per i collaboratori familiari - 25/10/2011
Il nuovo regime dei minimi, che dal 1° gennaio 2012 entrerà in vigore, è caratterizzato da mille problematiche ancora irrisolte tra cui quella dell'eventuale partecipazione societaria. Parlare di un sistema semplificato è un vero e proprio paradosso. L'obiettivo è stato sicuramente quello di tagliare un'agevolazione che forse, alle numerose condizioni (oltre dieci) alle quali è attualmente soggetta, era meglio abrogare. In merito alle partecipazioni societarie, la norma è alquanto confusa, infatti l'Amministrazione finanziaria, ha stabilito che nello stesso periodo d'imposta non possono detenersi un reddito da "minimo" e un reddito da partecipazione mentre dall'anno successivo non vi sono problemi. Inoltre, chi cessa di possedere una partecipazione ad una società di persone o ad una srl trasparente, entro il 31.12.2011 può avviare un'attività da super minimo nel 2012 a condizione però che nei tre anni precedenti non abbia iniziato un'altra attività professionale o di impresa, anche in forma associata o familiare. In pratica, se il soggetto è stato socio accomandante di una sas o di una srl per trasparenza, può usufruire del regime agevolato purché nei tre anni precedenti non abbia svolto attività di gestione all'interno della società, ma il suo sia stato solo un conferimento di capitale. Lo stesso discorso dovrebbe valere per il collaboratore dell'impresa familiare che certamente non è colui che ha il potere decisionale nella conduzione dell'impresa.

REGIME DEI MINIMI - I chiarimenti di Telefisco - 24/10/2011
Ancora chiarimenti, questa volta da Telefisco, sul nuovo regime dei minimi che entrerà in vigore dal prossimo 1° gennaio 2012 e che ha subìto una vera e propria rivoluzione con le norme introdotte dal D.L. n. 98/2011, art. 27. Se da un lato le barriere all'accesso sono aumentate, è pur vero che dall'altro lato la convenienza per coloro che possono usufruirne è davvero vantaggiosissima. Dunque, oltre ai contribuenti che iniziano l'attività a partire dal 1° gennaio 2012, potranno adottare tale regime fiscale agevolato anche coloro che hanno iniziato dopo il 31 dicembre 2007, purché si verifichino le seguenti condizioni: inattività nel triennio precedente e/o svolgimento di un'attività differente da quella iniziata dopo il 31 dicembre 2007. Di conseguenza, le condizioni di accesso andranno verificate caso per caso, visto che potranno verificarsi numerose e molteplici fattispecie, che dovranno essere valutate singolarmente.

AGEVOLAZIONI - Il bonus ricerca 2008 va inserito in Unico 2012 - 21/10/2011
Con la risoluzione n. 100/E/2011 diffusa ieri, l’Agenzia delle Entrate ha fornito i chiarimenti in merito al credito d’imposta relativo agli investimenti per ricerca e sviluppo sostenuti dalle imprese prima del 29 novembre 2008. La possibilità di utilizzare in compensazione il credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo (Legge n. 296/2006) era stata inizialmente bloccata per esaurimento delle risorse disponibili, per poi trovare la propria riattivazione con il D.M. del 4 marzo 2011. La compensazione del credito spetta soltanto a coloro che hanno effettuato investimenti prima del 29 novembre 2008 e hanno correttamente inviato il modello Frs al centro operativo di Pescara. La stessa deve essere effettuata tramite il modello F24 e può riguardare le imposte sui redditi e l’imposta regionale sulle attività produttive, nel limite massimo del 47,53% dell’ammontare del credito corrispondente agli investimenti effettivamente realizzati e certificati. Il codice tributo da utilizzare per la compensazione è il n. 6808, istituito dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 361/E/2008, indicando l’anno di riferimento 2011. L’utilizzo del credito in compensazione prevede la segnalazione del relativo importo, a pena decadenza del beneficio, nel quadro RU-crediti d’imposta concessi a favore delle imprese del modello Unico 2012 e, di conseguenza, non si renderanno necessarie ulteriori dichiarazioni correttive.

RIALLINEAMENTO 16% - Affrancamento solo fino al 2010 - 20/10/2011
In attesa del provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate in tema di riallineamento dei maggiori valori iscritti a seguito di fusione, scissione e conferimento d'azienda, si sa già che l'affrancamento avrà validità solo per le operazioni pregresse e che il versamento dell'imposta sostitutiva scade il prossimo 30 novembre. La manovra estiva (D.L. n. 98/2011) che con l'art. 23, commi 12 e seguenti, ha allargato l'affrancamento, consente il riallineamento scontando l'imposta sostitutiva, anche nell'ipotesi in cui il maggior valore è incorporato in quello della partecipazione derivante dall'operazione straordinaria. A causa della mancanza di copertura finanziaria, le operazioni a regime sono escluse da tale previsione e, dunque, l'efficacia del provvedimento è solo pregressa: si applica ai disallineamenti nati nel 2010 o negli anni antecedenti.

ACCERTAMENTO - Controllo dei domicili fiscali fittizi - 19/10/2011
Fari puntati sulle domiciliazioni fiscali fittizie. Sono molte le società che in questi ultimi giorni stanno ricevendo dall'Agenzia delle Entrate un avviso bonario con il quale si invita il contribuente a porre rimedio all'anomalia rilevata. Infatti, attraverso tale espediente, considerato che la competenza degli uffici finanziari allo svolgimento dei controlli si circoscrive al domicilio fiscale, è possibile, stabilendo la propria sede legale in una città molto grande e ad alta densità produttiva, ridurre di molto le probabilità di essere sottoposti a verifica. L'articolo 58 del D.P.R. n. 600/1973 stabilisce che il domicilio fiscale di una società corrisponda alla propria sede legale. Il successivo articolo 59 prevede, tuttavia, che l'ufficio possa stabilire il domicilio fiscale nel comune dove il contribuente svolge in modo continuativo la propria attività, ovvero, per i soggetti diversi dalle persone fisiche, nel comune ove è stabilita la sede amministrativa. Pertanto, alla luce della divergenza riscontrata, viene chiesto alla società di procedere autonomamente alla variazione. Decorsi 45 giorni dalla ricezione della missiva, il contribuente più collaborativo dovrà trasferire la propria sede legale ovvero, in alternativa, potrà spostare solo il domicilio fiscale, presentando però istanza motivata alla Direzione centrale dell'accertamento di Roma. In caso di inerzia scatterà il trasferimento coattivo.

ACCERTAMENTO - L'importo del mutuo non è sufficiente per accertare il valore di vendita di un immobile - 18/10/2011
Dopo la sentenza 96/8/11 della Ctr Lombardia, anche la Ctr Emilia Romagna con la sentenza 75/20/2011, in attesa della pronuncia della Corte di Cassazione, ha ribadito che i valori Omi non possono essere presi in considerazione ai fini di un eventuale accertamento sul valore di vendita degli immobili. L'importo del mutuo erogato non è un elemento di per sé sufficiente per accertare il valore di vendita di un immobile. Secondo la Ctr non esiste nessun legame tra l'importo del mutuo erogato e il valore di vendita dell'immobile, pertanto, un eventuale accertamento di un prezzo diverso da quello applicato in fattura deve essere suffragato da altri elementi idonei. La vicenda riguarda un accertamento in cui sono stati contestati corrispettivi non dichiarati a seguito di vendita di abitazioni a privati. In primo grado la Commissione provinciale aveva dato ragione al contribuente affermando che l'Amministrazione finanziaria non poteva addurre come prova le informazioni raccolte attraverso i questionari inviati agli intermediari finanziari che avevano erogato mutui agli acquirenti degli immobili. Solo con la procedura delle indagini finanziare (art. 32, comma 1, punto 7 del D.P.R. n. 600/1973) l'Amministrazione ha un elemento valido al fine di un eventuale accertamento. L'Amministrazione finanziaria ricorrendo ha ribadito l'utilizzabilità dei dati acquisiti per la "superiore esigenza di realizzare la giusta imposizione". La Ctr emiliana ha invece ribadito che la differenza tra il mutuo erogato e il valore dichiarato nell'atto di vendita non è di per sé sufficiente a provare la sottofatturazione dell'immobile in quanto servono prove e indizi tali da far sussistere le presunzioni "gravi, precise e concordanti".

IVA AL 21% - Aliquota con proporzionalità per le operazioni a cavallo - 17/10/2011
Con la circolare n. 45/E/2011, l’Agenzia delle Entrate ha fornito numerosi chiarimenti in merito agli effetti e agli adempimenti necessari in conseguenza dell’aumento dell’aliquota Iva ordinaria al 21%. Per quanto concerne le agenzie di viaggio che applicano un regime speciale per la determinazione Iva c.d. base da base, ossia calcolandola sulla differenza fra corrispettivi conseguiti e costi sostenuti (art. 74-ter del D.P.R. n. 633/1972), l’Agenzia ha chiarito che bisogna quantificare la quota dell’imponibile da assoggettare ad aliquota del 20% e quella al 21%, in base al rapporto proporzionale tra i corrispettivi dei viaggi pagati interamente ovvero iniziati entro il 16 settembre 2011 e quelli pagati o iniziati dopo. Discorso analogo per quanto concerne i rivenditori di beni usati che applicano il regime del margine con il metodo c.d. globale, che prevede la determinazione dell’Iva sulla base imponibile costituita dalla differenza tra corrispettivi e costi complessivi del periodo di riferimento. Queste tipologie di imprese potranno quantificare l’imponibile da assoggettare ad aliquota Iva nuova e vecchia, ripartendo il margine lordo in rapporto all’incidenza delle operazioni effettuate fino al 16 settembre 2011 e di quelle successive. Per le categorie di commercianti al dettaglio che si avvalgono del metodo della ventilazione dei corrispettivi (D.M. 24 febbraio 1973), la circolare chiarisce che l’aliquota del 21% sulle vendite troverà applicazione soltanto in presenza di acquisti effettuati con la medesima aliquota. Infine, le società di somministrazione di acqua, luce e gas che si troveranno a emettere note credito o fatture di conguaglio, dovranno tenere conto del periodo al quale il conguaglio si riferisce. Nello specifico, per i periodi a cavallo fra le due aliquote, dovrà essere applicata l’aliquota che è stata applicata per la maggior parte di tempo del periodo di riferimento.

IVA AL 21% - Adeguamento comodo - 14/10/2011
In considerazione delle difficoltà rappresentate dalle imprese, la circolare concede più tempo per regolarizzare le fatture emesse con l'aliquota del 20 anziché del 21%, rispetto ai termini indicati nel comunicato stampa del 16 settembre scorso per venire incontro alle difficoltà di ordine tecnico. La regolarizzazione potrà avvenire: per i contribuenti mensili, entro il termine per il versamento dell'acconto Iva (27 dicembre 2011), relativamente alle fatture emesse entro il mese di novembre, ed entro il termine di liquidazione annuale (16 marzo 2012), per le fatture emesse nel mese di dicembre; per i contribuenti trimestrali, entro il 27 dicembre 2011 relativamente alle fatture emesse entro il mese di settembre, ed entro il 16 marzo 2012 per le fatture emesse nel quarto trimestre. Il versamento della maggior imposta dovuta dovrà essere effettuato con i codici tributo delle liquidazioni di riferimento, pagando anche gli interessi qualora le scadenze sopra indicate comportino un differimento dei termini ordinari di liquidazione e versamento. Cessionari e committenti potranno effettuare la regolarizzazione, qualora non abbiano ricevuto la fattura integrativa, entro il termine del 30 aprile 2012, anziché entro i 30 giorni dalla registrazione della fattura originaria. Sono alcune indicazioni contenute nella circolare n. 45 del 12 ottobre 2011, con la quale l'agenzia delle entrate illustra gli effetti dell'aumento dell'aliquota ordinaria disposto dalla legge n.148/2011, di conversione del d.l. 138/2011, con effetto per le operazioni effettuate dal 17 settembre 2011.

AGEVOLAZIONI - Acconti entro l'anno per ottenere le agevolazioni del 36% e 55% - 12/10/2011
Continua la corsa contro il tempo per i pagamenti dei lavori di ristrutturazione edilizia al 36% e del risparmio energetico al 55% in quanto, dal 2012, tali agevolazioni potrebbero subire un taglio di 5 punti percentuali qualora, entro il 30 settembre del prossimo anno, non venga approvata la riforma fiscale prevista dalla L. n. 111/2011 (manovra estiva). Rientrano nell'agevolazione, infatti, sia i lavori ultimati entro l’anno che i bonifici effettuati a titolo di acconto o di saldo su lavori da eseguire o ancora da ultimare. In questo caso, il committente può richiedere che nel contratto venga indicato che l’eventuale pagamento anticipato non vale come un’accettazione implicita senza riserve dell’opera eseguita e non libera l’appaltatore per vizi palesi di cui all’art. 1667 c.c., in quanto solo con il collaudo finale discende il passaggio dei rischi di deterioramento di cui all’art. 1673 c.c. Inoltre il committente, ai sensi dell’art. 1385 c.c., può richiedere che gli anticipi o acconti pagati siano contrattualmente considerati delle caparre e che, qualora la parte che li ha ricevuti risultasse inadempiente, la stessa deve corrispondere al committente il doppio della caparra ricevuta. Infine sarebbe opportuno che, come accade per l’acquisto degli immobili da costruire (art. 2, comma 1, del D.Lgs. n. 122/2005), il committente pretenda, a fronte delle somme anticipate, il rilascio di una fideiussione bancaria o assicurazione condizionata alla corretta esecuzione dell’opera (art. 1936 c.c.).

IVA - Sciolti i dubbi sui depositi Iva - 11/10/2011
Con la nota prot. 113881/RU del 5 ottobre l'Agenzia delle Dogane ha fornito diversi chiarimenti sulle novità introdotte dal decreto di Ferragosto sui depositi Iva. In merito ai requisiti da attestare per dimostrare l'effettiva operatività dei soggetti che estraggono i beni si è ancora in attesa di un provvedimento dell'Agenzia delle Entrate che definisca le modalità operative; per quanto concerne la documentazione da produrre da parte dell'importatore o acquirente terzo all'atto dell'estrazione, le Dogane hanno chiarito che per lo svincolo delle garanzie prestate occorre produrre: copia dell'autofattura, ovvero in caso di cessione all'esportazione o intracomunitaria, della fattura emessa integrata con gli estremi di registrazione nei libri contabili (ovvero copia dei registri IVA nell'ipotesi in cui sulla fattura o autofattura non siano riportati gli estremi della registrazione); dichiarazione sostitutiva di notorietà con allegata una copia del documento di identità del soggetto firmatario, la conformità all'originale e l'effettiva registrazione nei libri contabili della fattura o dell'autofattura. Anche per i soggetti esonerati dalla presentazione della garanzia tale condizione soggettiva deve essere evidenziata barrando nella dichiarazione doganale le caselle 8 e 52 del Dau. Il depositario, poi, trasmetterà la documentazione al competente Ufficio delle Dogane.

ACCERTAMENTO - Riscossione più rapida e cara con i nuovi accertamenti esecutivi - 10/10/2011
Equitalia affida ad un comunicato stampa alcune importanti precisazioni in materia di accertamento esecutivo. Con i nuovi accertamenti esecutivi, entrati in vigore dal 1° ottobre scorso, la riscossione è divenuta più rapida e più cara. Nel nuovo atto di accertamento, infatti, è possibile leggere che in caso di pagamento oltre i 90 giorni dalla ricezione, il contribuente dovrà calcolare sugli interessi l’aggio del concessionario nella misura del 9%. Dal punto di vista della velocità della riscossione, invece, se il contribuente non paga le somme dovute entro il 91° giorno dalla notifica, l’Agenzia delle Entrate lascia il carico ad Equitalia. Dal momento di affidamento della pratica ad Equitalia e per i successivi 180 giorni, l’agente di riscossione, sebbene non può procedere immediatamente al pignoramento o all'espropriazione, può mettere in essere azioni cautelari come il fermo e l’ipoteca. Per le azioni esecutive vere e proprie bisognerà comunque aspettare almeno 270 giorni dalla notifica dell’atto, cioè almeno 9 mesi. Il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, ha commentato così l'introduzione dei nuovi accertamenti in un'intervista a Radio 24: “Questa nuova regola riguarda soltanto gli accertamenti e non riguarda i controlli formali delle dichiarazioni, come ad esempio gli errori formali o la deducibilità degli oneri, e non riguarda i crediti dei Comuni e di tutti gli altri enti che si avvalgono di Equitalia per la riscossione”.

SEMPLIFICAZIONI - Dal 29 novembre è obbligatorio possedere la Pec - 07/10/2011
Dal 29 novembre scatta l’obbligo per le società iscritte al Registro imprese di dotarsi della propria casella di posta elettronica certificata (Pec) e di iscriverla nel registro senza oneri di diritti e bolli. Attualmente soltanto il 15% delle società iscritte al Registro imprese posseggono la Pec ma almeno il 30% delle caselle iscritte non sono in realtà operative, il che implica che soltanto il 10% delle società è in regola con la nuova disposizione contenuta nell’art. 16, comma 6 del D.L. n. 185/2008. Proprio per questo motivo, il Consiglio dei Ministri sta valutando l’opportunità di inserire una norma nel prossimo decreto sviluppo, previsto nella seconda metà di ottobre, che assicuri la tenuta e la “manutenzione” nel tempo della casella di posta elettronica certificata. L’obbligo di mantenimento della Pec è anche assicurato dal Codice Civile che prevede una sanzione da 206 a 2.065 euro per coloro che hanno omesso il deposito nel termine dei tre anni a decorrere dal 28 novembre 2008. L’art. 16, comma 9 , del citato D.L. n. 185/2008, infine, prevede che le comunicazioni e le notificazioni tra professionisti, imprese e pubblica amministrazione hanno pieno valore legale “senza che il destinatario debba dichiarare la propria disponibilità ad accettarne l’utilizzo”.

LOTTA ALL'EVASIONE - Avvisi di pagamento con restyling - 06/10/2011
Dal 1° ottobre gli avvisi di accertamento conterranno oltre che l'intimazione al pagamento anche le indicazioni per un'eventuale definizione a rate dell'accertamento e dettagli sulla presentazione del ricorso. I nuovi avvisi saranno dei veri atti esecutivi e non più degli atti a cui far seguire l'iscrizione a ruolo. Nel nuovo documento, oltre alla comunicazione delle imposte rettificate, viene evidenziato come l'atto ha valore di intimidazione ad adempiere entro il termine per presentare ricorso e che lo stesso diventa esecutivo trascorso il termine per presentare ricorso e, infine, trascorsi ulteriori trenta giorni, la riscossione è affidata all'agente della riscossione che incasserà un aggio del 9 per cento. Gli avvisi contengono tutta una serie di nuove indicazioni ma la più interessante è sicuramente quella che consente la rateazione delle somme anche superiori a 50mila euro senza nessuna garanzia. Vengono segnalate le modalità per la presentazione del ricorso nonché le spiegazioni sulla sospensione sia amministrativa che giudiziale e su eventuali richieste di riesame dell'atto in via di autotutela.

PROCESSO TRIBUTARIO – Fatture false, la quietanza vale evasione - 05/10/2011
È reato firmare la quietanza di pagamento su fatture false. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 35730 del 3 ottobre scorso, ha stabilito che risponde di concorso in evasione fiscale anche colui che firma la quietanza di pagamento di fatture false. La vicenda trae origine dalla condanna di un autotrasportatore che aveva apposto la propria firma su questi documenti per quietanza del pagamento e a conferma dell'avvenuto trasporto. Era scattata pertanto la denuncia per violazione degli artt. 2 e 8 del D.Lgs. n. 74/2000. Il tribunale e la Corte di appello avevano entrambi condannato l'uomo ritenendolo complice dell'evasione fiscale. Gli Ermellini hanno confermato definitivamente il verdetto respingendo la tesi della difesa secondo la quale il contribuente non poteva essere ritenuto concorrente nell'emissione di fatture da parte di un altro soggetto. I Supremi giudici hanno ricordato che il divieto di concorso di persone nei reati di emissione e utilizzazione di documenti falsi, di cui all'art. 9 del D.Lgs. n. 74/2000, riguarda solo i casi relativi alla medesima operazione e fatturazione, al fine di evitare che l'emittente, per la medesima condotta, sia punito, oltre che per l'emissione del documento falso, anche per concorso nell'utilizzazione del documento da parte di un altro contribuente e viceversa. Tale disposizione non introduce però alcuna deroga ai principi generali fissati dall'art. 110 del codice penale. Infatti, la Corte ha precisato che la regolarità dell'emissione della fattura esula dalla sottoscrizione della quietanza. Ne consegue, secondo la sentenza, che non può ritenersi illogico né contraria ai principi del diritto la motivazione del giudice di appello che ha valorizzato l'attività relativa alla sottoscrizione per quietanza, non già in termini di concorso nell'emissione del documento ma in ragione della fattura avente finalità elusiva delle imposte. È evidente, infatti, che tale attività era diretta ad attestare l'adempimento dell'obbligazione da parte del debitore al fine di rendere credibile l'esistenza di un reale rapporto che giustifica l'emissione della fattura.

REGIMI FISCALI - Addio a circa 500mila "minimi" - 04/10/2011
Saranno circa 500mila i professionisti, lavoratori autonomi e piccoli esercenti ad abbandonare, per effetto della manovra di luglio, il regime semplificato dei "minimi" a partire dal 1° gennaio 2012. Quasi il 96% di quelli che oggi ne fanno parte. Tale categoria è composta per il 60% da professionisti e la restante percentuale da piccoli commercianti e imprese di costruzioni. Per ben il 60% dei c.d. "contribuenti minimi" il reddito dichiarato non supera i 10mila euro e solo il 6% supera i 40mila euro. Tale regime consente la tassazione del solo 20% del reddito prodotto con esclusione dal pagamento dell'Irap e l'esonero dagli obblighi Iva. Dal 2012 per effetto del restyling, introdotto con il D.L. n. 98/2011, al fine di favorire l'imprenditoria giovanile e le nuove attività produttive, potranno usufruire di tale regime agevolato solo coloro che hanno appena iniziato l'attività o coloro che l'hanno iniziata dopo il 2008. Degli attuali "minimi" solo 21mila si salveranno da questo esodo, per gli altri rimane qualche semplificazione fiscale e la certezza di non dover pagare l'Irap, almeno per il momento. Il nuovo regime dei minimi, che prenderà il via il prossimo 1° gennaio 2012, vedrà i contribuenti che applicano la ritenuta d’acconto in fattura in una situazione di perenne credito nei confronti dell’erario. Questa la conseguenza più rilevante del nuovo regime fiscale agevolato, dato che la ritenuta d’acconto è pari al 20% del compenso, mentre l’imposta sostitutiva passerà dal 20% al 5% a decorrere dal 1° gennaio 2012; dunque il credito si formerà naturalmente, anche allorquando non ci saranno elementi negativi di reddito. Ovviamente, il credito così scaturito potrà sempre essere utilizzato in dichiarazione per compensare eventuali imposte dovute o, se il contribuente è iscritto alla gestione separata, potrà compensare il debito nei confronti dell’Inps con il versamento in F24. Lo stesso non potrà fare il professionista iscritto alla propria cassa di previdenza, che avrà come alternativa il riporto del credito nella successiva dichiarazione o la richiesta del rimborso. Il non adeguamento dell’aliquota a cui assoggettare la ritenuta d’acconto avrà degli effetti finanziari notevoli negli anni.

ACCERTAMENTO - Al via la "rivoluzione" sugli accertamenti - 03/10/2011
Il sistema finora adottato va in pensione per far posto alla riscossione "concentrata" che introduce il pagamento delle imposte pari al 30% della somma contestata, entro la data di scadenza prevista per la presentazione del ricorso. Tale possibilità, tuttavia, sarà ammessa solo ricorrendo le ulteriori condizioni che si tratti di atto riferito al 2007 o a periodi di imposta successivi ed avente ad oggetto contestazioni in materia di imposte dirette e assimilate, Iva ed Irap, in mancanza delle quali si continueranno ad applicare le vecchie regole. Con le nuove regole il contribuente avrà una serie di scadenze per evitare che le Entrate passino il testimone all'Agente della riscossione: entro 60 giorni dalla data di notifica dovrà pagare l'imposta nella misura ridotta di un terzo, trascorsi inutilmente i quali, il contribuente avrà altri 30 giorni per evitare che il Fisco trasferisca la pratica ad Equitalia, che tuttavia, non potrà dare il via in maniera repentina all'esecuzione forzata, per almeno nove mesi.

AGENZIA DELLE ENTRATE - Invio delle lettere per segnalare la sanatoria delle liti fiscali - 30/09/2011
L’Agenzia delle Entrate negli ultimi giorni sta valutando l’opportunità di inviare delle lettere ai contribuenti per segnalare la possibilità di aderire alla sanatoria per le liti fiscali pendenti introdotta dal D.L. n. 98/2011, convertito, con modificazioni, nella L. n. 111/2011. Non tutte le liti però possono essere sanate. Il comma 12 dell’art. 39 della manovra di luglio, infatti, ha disposto che possono essere chiuse in via agevolata soltanto le liti che hanno un valore non superiore ai 20mila euro; restano quindi escluse tutte quelle liti il cui valore non è ancora determinabile. Sono, altresì, escluse le liti che riguardano le imposte non gestite dall’Agenzia delle Entrate come i tributi locali e quelli gestiti dalle Dogane e dal Territorio. Inoltre, “restano comunque dovute per intero le somme relative al recupero di aiuti di Stato illegittimi”. In linea di massima, comunque, le cause di importo inferiore ai 20mila euro dovrebbero essere intorno al 60% di quelle pendenti, delle quali circa 250mila rispondenti ai requisiti della sanatoria introdotta dalla manovra di luglio. Infine, si attendono ulteriori chiarimenti sui requisiti e sulle modalità per usufruire della chiusura agevolata delle liti fiscali pendenti, attraverso la circolare attualmente in preparazione da parte dell'Agenzia delle Entrate

IVA – L’aliquota IVA del 21% nelle operazioni intracomunitarie - 29/09/2011
La legge n. 148/2011, meglio conosciuta come "Manovra di Ferragosto", ha introdotto, a far data dal 17 settembre scorso, una serie di disposizioni rivolte al risanamento dei conti pubblici, tra cui l’innalzamento dell’aliquota IVA ordinaria dal 20% al 21%; la disposizione lascia inalterate le aliquote ridotte del 4% e del 10%. Premessa indispensabile per l’applicazione dell’imposta sul valore aggiunto è l’individuazione del cosiddetto "momento impositivo". In relazione alle operazioni con l’estero il momento impositivo si identifica, per gli acquisti Intra UE col momento della consegna dei beni nel territorio dello Stato del cessionario ovvero a terzi per suo conto. Se anteriormente al verificarsi di uno di questi eventi sia stata ricevuta fattura o pagato, anche in parte, il corrispettivo, l'acquisto intracomunitario si considera effettuato, in relazione alla parte fatturata o al corrispettivo pagato, alla data di ricezione della fattura o a quella del pagamento. Pertanto, in via generale, dovranno essere assoggettati all'aliquota del 21% tutti gli acquisti per i quali alla data del 17 settembre non si è realizzata nessuna delle seguenti condizioni: ricevimento dei beni, pagamento del corrispettivo, ricevimento della fattura. Per le prestazioni di servizi rese da un soggetto passivo comunitario nei confronti di un soggetto passivo nazionale, il momento di effettuazione dell'operazione è rappresentato dal pagamento del corrispettivo. Assume anche rilievo, anticipandone il momento impositivo, la compilazione dell'autofattura da parte del committente nazionale.

PROCESSO TRIBUTARIO - Il condono Iva è incompatibile con il diritto comunitario - 28/09/2011
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19681 depositata in data di ieri, ha stabilito che risulta incompatibile con il diritto comunitario anche la sanatoria sugli omessi versamenti Iva regolata dalla L. n. 289/2002. I Supremi giudici richiamano la pronuncia della Corte di Giustizia UE del 17 luglio 2008, n. C-132/06 che ha dichiarato contrastanti con il diritto comunitario i condoni Iva del 2002. Secondo gli Ermellini, la sentenza dei giudici europei ha una portata generale che si estende a qualsiasi disposizione nazionale con la quale uno Stato membro rinuncia in modo generale o indiscriminato al pagamento dell'imposta. Viene precisato inoltre che tale incompatibilità riguarda anche le sanzioni per le violazioni che regolano gli obblighi di dichiarazione e versamento dell'Iva. La sentenza di ieri si occupa poi anche dell'efficacia della sanatoria degli omessi versamenti relativamente alle imposte dirette e, in particolare, del suo perfezionamento stabilendo che, a differenza di quello che avveniva per il condono tombale, se il pagamento non è avvenuto nei termini previsti - in un'unica soluzione o ratealmente - tale la sanatoria deve ritenersi priva di qualsiasi effetto.

CONDONO IVA 2002 - Azione civile di risarcimento danni contro il raddoppio dei termini dell'accertamento - 27/09/2011
L’ultima manovra finanziaria ha concesso un'ulteriore proroga per gli accertamenti (31.12.2012) nei confronti dei contribuenti che hanno aderito al condono Iva 2002. Saranno circa 900.000 gli accertamenti che potranno essere notificati mettendo di fatto i contribuenti con le spalle al muro, atteso che la presentazione della dichiarazione di condono viene ad essere qualificata come autodenuncia di un fatto avente rilevanza penale, con il conseguente assoggettamento al termine lungo per l’accertamento fiscale. L’agenzia delle Entrate, per paura di subire un’imputazione per danno erariale da parte della Corte dei Conti, ha già avviato la procedura di analisi di tutte le posizioni e le somme da recuperare potrebbero essere di circa 60miliardi per ogni anno di imposta. Il contribuente quindi si vedrà recapitare un accertamento e non potrà difendersi in nessun modo. L’unica via di tutela per il contribuente è rappresentata da un’azione di risarcimento danni nei confronti dello Stato Italiano per violazione del principio di legittimo affidamento derivante da illecito comunitario. Il principio del legittimo affidamento tutela i cittadini e le imprese degli stati membri e rappresenta uno strumento interpretativo attraverso il quale è possibile valutare la legittimità degli atti delle istituzioni e diviene un mezzo di tutela per i danni cagionati dall’attività legislativa e amministrativa degli stati dell’Ue. I presupposti per il risarcimento ci sono tutti e, tra l’altro, non è possibile nemmeno addebitare ai contribuenti alcun comportamento negligente che, in qualche modo, possa farli considerare corresponsabili nella causazione del danno. Il danno da risarcire sarà pertanto pari all’importo dell’accertamento che il contribuente si vedrà notificato e al quale non potrà opporre nessuna difesa, non avendo conservato la documentazione fiscale relativa all’anno d’imposta accertato. Si consiglia quindi l’avvio immediato dell’azione civile di risarcimento del danno, prima ancora della notifica dell’avviso di accertamento.

ADEMPIMENTI - In caso di fattura con Iva al 20%, necessaria l'integrazione - 26/09/2011
Coloro che hanno emesso una fattura con Iva al 20% successivamente al 17 settembre 2011, data di entrata in vigore dell'aliquota al 21%, dovranno necessariamente emettere una nuova fattura integrativa o una nota di variazione in aumento, con l'addebito al cliente soltanto della maggior imposta dovuta. Ai sensi dell'art. 21, comma 1, del D.P.R. n. 633/1972, una fattura può considerarsi emessa solo dopo esser stata consegnata, spedita o trasmessa per via telematica al cliente, quindi, se una fattura errata è stata solo stampata, può essere annullata e riemessa in maniera corretta. In caso contrario, quando la fattura è stata regolarmente emessa con Iva al 20% è necessario emettere un'altra fattura c.d. integrativa o una nota di variazione in aumento, datata e numerata in ordine progressivo per anno solare ai sensi degli artt. 21 e ss. del D.P.R. n. 633/1972. Dal punto di vista sanzionatorio, il cessionario/committente, salva la responsabilità del cedente/commissionario, in caso di fattura con aliquota Iva al 20% è punito con una sanzione pari al 100% della maggiore imposta dovuta, con un minimo di 258,23 euro. Il cessionario/committente può però regolarizzare l'operazione versando la maggiore imposta dovuta e presentando entro il trentesimo giorno successivo a quello della registrazione del documento Iva irregolare, un'autofattura in duplice copia recante le stesse indicazioni che avrebbe dovuto indicare la fattura integrativa o nota di variazione se fosse stata emessa dal cedente/commissionario (art. 6, comma 8, lett. b), D.Lgs. n. 471/1997).

MANOVRA DI FERRAGOSTO - Niente più libretti al portatore per i depositi cauzionali negli affitti - 22/09/2011
Per effetto delle nuove regole antiriciclaggio introdotte con la manovra di Ferragosto non sarà più possibile, nei rapporti di locazione, versare il deposito cauzionale con libretti al portatore, dato che la soglia massima dal 1° ottobre scende da 5.000 a 2.499 euro. Con il versamento del deposito cauzionale, l'affittuario diventa creditore del locatore che invece può disporre liberamente della somma salvo l'obbligo di restituirla alla fine della locazione dopo aver verificato che non siano presenti danni alla proprietà o altri inadempimenti. È uso comune versare sul libretto bancario al portatore la somma acquisita dal locatore a titolo di deposito cauzionale e il suo "possesso vale titolo" per cui la consegna del documento implica la consegna del denaro. Con l'introduzione delle nuove norme antiriciclaggio però i vecchi libretti al portatore superiori a 2.499 euro dovranno essere chiusi o ridotti entro il 30 settembre, pertanto, le clausole contrattuali che prevedevano il libretto al portatore diventano illegittime. Il problema può essere risolto con l'apertura di un nuovo libretto nominativo e la contestuale chiusura del libretto al portatore con restituzione delle somme tramite assegno circolare. Oggi non è più obbligatorio vincolare le somme su un libretto o su un conto corrente, per cui il locatore può liberamente disporre del deposito.

ADEMPIMENTI - Comunicazioni Iva sopra i 25mila euro, invio entro il 31 dicembre - 21/09/2011
Slitta a fine anno il termine per segnalare al Fisco le operazioni rilevanti ai fini Iva riferite al periodo d'imposta 2010. C’è tempo fino al 31 dicembre 2011 per comunicare i dati relativi alle cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate e ricevute dai soggetti passivi, di importo non inferiore a 25mila euro, la cui segnalazione al Fisco era prevista entro il vecchio termine del 31 ottobre. A dettare la nuova scadenza è il provvedimento del direttore delle Entrate del 16 settembre 2011 che proroga i tempi per la comunicazione in via telematica, riferita al periodo d’imposta 2010, delle operazioni rilevanti ai fini Iva, così come previsto dalla manovra economica 2010. Inoltre, il provvedimento sostituisce le specifiche tecniche tenendo conto delle numerose perplessità che erano sorte sui dati da inserire nella stessa comunicazione. La previsione di un nuovo termine per la comunicazione non influisce comunque sulla tempistica secondo cui le informazioni trasmesse potranno essere utilizzate per l’attività di controllo. Si ricorda che nello spesometro devono essere riportati tutti i pagamenti che superano una certa soglia con l'obbligo, per tutti i soggetti Iva, di comunicare in via telematica all'Agenzia delle Entrate le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate e ricevute, di importo pari o superiore a 3.000 euro, al netto dell'Iva. Per le operazioni senza obbligo di emissione della fattura (generalmente giustificate da scontrino o ricevuta fiscale), il limite è stato fissato a 3.600 euro, al lordo dell'Iva. Per garantire un'introduzione graduale dell'adempimento è stato previsto per l'anno d'imposta 2010 l'obbligo di comunicare le sole operazioni per le quali è stata emessa o ricevuta una fattura di importo non inferiore a 25mila euro. Il nuovo termine che, con il provvedimento in argomento, passa dal 31 ottobre 2011 al 31 dicembre 2011 riguarda, dunque, solo le operazioni di importo pari o superiore a 25mila euro, per il periodo d'imposta 2010, fermo restando il termine del 30 aprile che rimarrà valido per le comunicazioni da effettuarsi nel 2012 e negli anni successivi.

ADEMPIMENTI - Iva al 21 per cento, possibile regolarizzare con note di variazione - 20/09/2011
Come anticipato dal comunicato stampa del Ministero dell'Economia e delle Finanze n. 138 del 15 settembre, l'aumento dell'aliquota Iva ordinaria dal 20 al 21 per cento - previsto dall'art. 2, comma 2-bis, della manovra di Ferragosto - è in vigore da sabato 17 settembre. Ora l'Agenzia delle Entrate chiarisce che, se per motivi tecnici non fosse possibile adeguare rapidamente i software per la fatturazione e i misuratori fiscali, si potrà regolarizzare successivamente le fatture e i corrispettivi attraverso variazioni in aumento ai sensi dell'art. 26 del decreto Iva. Nel caso in cui la maggiore Iva dovuta verrà comunque versata nella liquidazione periodica, non si applicheranno sanzioni.

IVA – E’ entrato in vigore l'aumento al 21% - 19/09/2011
Dallo scorso sabato l'aliquota Iva ordinaria passa dal 20 al 21%. Poco tempo per chi deve aggiornare listini e cataloghi che, per risparmiare, potrà semplicemente applicare un'etichetta adesiva o apporre un timbro recante l'aumento dell'imposta sul valore aggiunto. Attenzione allora, alla determinazione dell'esigibilità dell'imposta, momento che stabilisce l'applicabilità della nuova percentuale. I contribuenti potranno anticipare la fatturazione al giorno precedente dell'entrata in vigore delle nuove regole, ma in tal caso dovranno versare l'Iva nelle liquidazioni trimestrali o mensili successive, a prescindere dalla circostanza che la stessa sia stata incassata o meno. Quanto alle fatture differite, inerenti beni consegnati nel mese di settembre ed emesse fino al 15 ottobre prossimo, il contribuente potrà esporre le due aliquote in un'unica fattura, per riepilogare le consegne effettuate entro ed oltre il 16 settembre oppure scegliere di emettere due documenti ognuno recante l'indicazione delle singole aliquote.

CONTENZIOSO TRIBUTARIO – Liti pendenti, procedura in attesa - 16/09/2011
L’Agenzia delle Entrate, con il provvedimento direttoriale pubblicato il 13 settembre 2011 , ha approvato il modello necessario per presentare la domanda di definizione agevolata delle liti fiscali prevista dalla manovra correttiva. L’art. 39 del D.L. n. 98/2011, dispone infatti che le liti fiscali di valore non superiore a 20.000 euro in cui è parte l'Agenzia delle Entrate, pendenti alla data del 1° maggio 2011 dinanzi alle commissioni tributarie o al giudice ordinario in ogni grado del giudizio e anche a seguito di rinvio, possono essere definite, a domanda del soggetto che ha proposto l'atto introduttivo del giudizio, con il pagamento di una somma in danaro. Il termine per l'invio della domanda è il 2 aprile 2012 ma, benché il modello sia già stato messo a disposizione sul sito internet dell'Agenzia, le stesse potranno essere trasmesse telematicamente solo a partire dalla data che sarà comunicata successivamente dall'Amministrazione. Inoltre, al fine di perfezionare la definizione, sarà necessario effettuare il pagamento delle somme dovute entro il prossimo 30 novembre. La situazione sembra comunque in movimento, tanto da non potersi escludere modifiche sia sul calendario quanto sulla portata della definizione. Infatti, a margine della discussione sulla manovra, si sono registrate voci sulla possibilità che il limite dei 20.000 euro possa essere elevato se non addirittura rimosso.

MANOVRA DI FERRAGOSTO - L'entrata in vigore delle misure - 15/09/2011
La Camera ha approvato la manovra di Ferragosto che, pertanto, è ormai legge. A partire dalla data di pubblicazione del provvedimento in G.U. entreranno in vigore alcune misure importanti fra le quali la più discussa è sicuramente l'aumento dell'aliquota ordinaria Iva che passa dal 20 al 21% e che colpirà la maggior parte dei beni di largo consumo. A seguire, secondo una tabella di marcia scaglionata nel tempo, che vede la fine solo nel prossimo 2014, entreranno in vigore le altre misure previste: dal contributo di solidarietà, che doveva avere un'importante ruolo nella copertura delle risorse mancanti e che, alla fine, si è tradotto in un prelievo del 3% per i redditi superiori a 300 mila euro, passando per i tagli ai ministeri, in ragione di un programma di razionalizzazione delle risorse a disposizione degli stessi, fino all'adeguamento delle pensioni di vecchiaia nel settore privato per le donne che vedrà l'attuazione a partire dal 1° gennaio 2014. In relazione al passaggio dell'aliquota IVA dal 20 al 21%, si evidenzino una serie di problematiche che riguardano il contribuente in merito all'applicazione, in termini temporali, della stessa. Attenzione allora agli acconti, pagati prima dell'entrata in vigore della nuova legge, e ai relativi saldi: i primi dovranno essere fatturati al 20%, i secondi al 21%. Così, se una fattura è stata emessa prima della consegna dei beni o del pagamento della merce, in fattura andrà esposta l'imposta al 20%. Infine, per i corrispettivi a cavallo sarà necessario effettuare lo scorporo dell'imposta. Quanto alle norme sui depositi Iva, invece, è necessario attendere il provvedimento di attuazione, mentre è stata abrogata la disposizione relativa all'esonero delle certificazioni fiscali per gli stabilimenti balneari.

IMMOBILI - A novembre il secondo acconto della cedolare secca - 13/09/2011
Si avvicina sempre più la scadenza per il versamento del secondo acconto della nuova cedolare secca sui contratti di locazione. Entro la fine di novembre, infatti, i contribuenti dovranno versare il 60% dell’85% della cedolare dovuta per il 2011 o l’85% della stessa qualora la cifra è inferiore ai 257,52 euro. Il pagamento dovrà essere effettuato tramite il modello F24, utilizzando il codice tributo 1841. Il pagamento si effettua direttamente a saldo, invece, per gli importi della cedolare che non superano i 51,65 euro e i contratti che hanno decorrenza successiva al 31 ottobre. Si ricorda che la scelta per l’imposta sostitutiva al 19 o 21% deve essere effettuata in sede di prima registrazione del contratto o in sede di rinnovo dello stesso, e che tale opzione esclude il pagamento dell’imposta di registro e dei tributi speciali. Per poter usufruire dell’imposta sostitutiva bisogna compilare il modello semplificato Siria ovvero, quando ne ricorrono le condizioni, il modello 69. Il contribuente, inoltre, è tenuto all'invio di una raccomandata all'inquilino nella quale si comunica la rinuncia agli aumenti di canone di locazione. È prevista infine una disciplina transitoria diversa per l'anno d'imposta 2011. I contratti registrati antecedentemente alla data di entrata in vigore del D.Lgs. n. 23/2011 (7 aprile 2011), infatti, dovranno effettuare la scelta per la cedolare secca attraverso il modello Unico 2012 e provvedere comunque al pagamento degli acconti di legge del 6 luglio e del 30 novembre. La scelta effettuata in sede di dichiarazione potrà riguardare esclusivamente l'anno in scadenza nel 2011 oppure anche l'anno successivo.

IVA - Per lo scorporo vale solo il metodo matematico - 12/09/2011
Dal momento di entrata in vigore della norma contenuta nella lettera b) del nuovo comma 2-bis, art. 2, della manovra di Ferragosto, il metodo per lo scorporo dell'Iva sarà solo quello matematico riferito alle tre aliquote in vigore (4, 10 e 21%). Lo scorporo dell'Iva interessa solo i soggetti esonerati dall'obbligo (in particolar modo commercianti al dettaglio) di emettere fattura e consiste nel separare l'imposta dal prezzo al pubblico di beni e servizi che è comprensivo sempre di Iva. La manovra ha di fatto abrogato uno dei due metodi in vigore per lo scorporo dell'Iva, quello "delle percentuali di scorporo", che determinava ai fini del calcolo lievi approssimazioni nella determinazione della base imponibile in quanto il corrispettivo lordo veniva diminuito di un importo risultante dall'applicazione delle seguenti percentuali: 3,85% per l'aliquota al 4%, 9,10% per l'aliquota al 10%; 16,65% per l'aliquota al 20%. Ora rimane in vigore solo il metodo matematico che consente di dividere gli importi lordi per i seguenti valori: 104 per l'aliquota al 4%; 110 per l'aliquota al 10% e 121 per l'aliquota al 21%.

ACCERTAMENTO - Verifiche fiscali anche oltre i 30 giorni - 09/09/2011
Tra le righe della sentenza n. 14020/2011 della Corte di Cassazione è possibile riscontrare l’ammissibilità delle verifiche presso i locali dei contribuenti, anche per un tempo di permanenza superiore ai 30 giorni stabiliti dall’art. 12 della L. 212/2000 (Statuto del Contribuente). Questa nuova sentenza si contrappone ai precedenti giudizi di legittimità della Corte stessa (sentenza n. 26689/2009) e di merito delle varie commissioni tributarie (Ctr Piemonte n. 26/15/2009; Ctp Bari n. 99/10/2009) che avevano stabilito l’illegittimità dell’intera verifica, a seguito del mancato rispetto dei termini di cui all’art. 12 . La nuova sentenza, invece, conferma la piena legittimità della verifica anche qualora non siano stati rispettati i termini di cui sopra, affermando che il limite fissato per il compimento dell’atto deve ritenersi esclusivamente ordinatorio e sollecitatorio quando non sia stabilito espressamente la sua perentorietà. Da sottolineare, infine, che il D.L. n. 70/2011 , convertito dalla L. 106/2011 , ha stabilito che i termini per le verifiche di cui all’art. 12 dello Statuto del contribuente, sia pure riferiti a giornate lavorative non consecutive, non possono in nessun caso superare l’arco complessivo di tre mesi.

CONTRIBUENTI MINIMI - Le nuove regole per il regime residuale - 08/09/2011
A seguito dei nuovi requisiti introdotti dal D.L. n. 98/2011 al regime dei minimi, saranno circa 500mila i contribuenti che non potranno più applicare il regime agevolato ed entreranno di conseguenza in un nuovo regime Iva residuale. A partire dal 1° gennaio 2012, infatti, non potranno beneficiare più del regime dei minimi i contribuenti che, pur rispettando gli altri requisiti, non hanno intrapreso “un’attività d’impresa, arte o professione” dal 1° gennaio 2008 ovvero non rispettano i nuovi requisiti previsti dall’art. 27, comma 1 del D.L. n. 98/2011. Il nuovo regime residuale si differenzia dal regime di imprese minori (contabilità semplificata) e da quello di contabilità ordinaria in quanto è esonerato “dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili”, “dalle liquidazioni e dai versamenti periodici rilevanti ai fini dell’Iva”, che comporterà il versamento dell’imposta in sede di liquidazione annuale, e dal pagamento dell’Irap, indipendentemente dall’organizzazione autonoma o meno.

AGEVOLAZIONI: Assunzioni di giovani genitori, chiarimenti sui contributi - 07/09/2011
Istituita presso l’Inps la “Banca dati per l’occupazione dei giovani genitori”, alla quale possono iscriversi i giovani genitori di figli minori, in cerca di un’occupazione stabile. Per l’assunzione a tempo indeterminato delle persone iscritte alla banca dati il D.M. 19 novembre 2010 - pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 301 del 27 dicembre 2010 - prevede un contributo di 5.000 euro a favore delle imprese private e delle società cooperative.

MANOVRA CORRETTIVA - Accertamento esecutivo depotenziato - 05/08/2011
L’accertamento esecutivo, introdotto dall’art. 29 del D.L. n. 78/2010 e concernente i periodi di imposta in corso al 31 dicembre 2007 e successivi, è stato profondamente modificato dai decreti legge n. 70 e 98 del 2011. In primo luogo, il D.L. n. 98/2011 chiarisce che la decorrenza delle nuove disposizioni viene fissata agli atti emessi a partire dal 1° ottobre prossimo, sia per quanto concerne l’Irap che in relazione alle imposte sui redditi e l’Iva. La parte più interessante delle modifiche intervenute all’art. 29 da parte degli ultimi provvedimenti dei legge, nonché dalle dichiarazioni ufficiali rilasciate dall’Agenzia delle Entrate, riguardano il meccanismo di tutela a favore dei contribuenti una volta che è stato notificato l’accertamento. Nello specifico la normativa prevede che, una volta notificato l’accertamento, il contribuente è obbligato al pagamento degli importi ivi indicati e, in caso di proposizione di ricorso, di quanto previsto dall’art. 15 del D.P.R. n. 602/1973 ed in particolare: in caso di acquiescenza il contribuente deve pagare l’intero importo dell’imposta e delle sanzioni, le quali possono anche essere ridotte, mentre, in caso di presentazione di ricorso il contribuente deve provvedere al pagamento del 30% dell’imposta a seguito delle modifiche del D.L. n. 70/2011 . È stato inoltre chiarito che i nuovi atti di accertamento diventano esecutivi decorsi 60 giorni dalla notifica e devono necessariamente contenere l’avvertimento che, decorsi 30 giorni dal termine ultimo per il pagamento, l’atto viene affidato agli agenti di riscossione per le procedure esecutive. In base alle disposizioni contenute nel D.L. n. 98/2011 , inoltre, l’esecuzione forzata è sospesa per un periodo di 180 giorni dall’affidamento in carico agli agenti della riscossione. A seguito di queste modifiche il sistema degli accertamenti esecutivi risulta decisamente depotenziato, soprattutto alla luce delle intenzioni iniziali, salva l'ipotesi in cui si utilizzi la richiesta delle azioni cautelari che fa venir meno la sospensione della procedura di riscossione esecutiva.

REDDITI - I beni immobili strumentali nell'esercizio delle arti e professioni - 03/08/2011
Il Consiglio Nazionale del Notariato, con lo studio n. 88-11T approvato dalla commissione tributaria nella seduta del 25 maggio scorso, ha affrontato la problematica fiscale relativa all'utilizzo dei beni immobili strumentali nell'esercizio della professione, con particolare riguardo alle spese di ammodernamento, ristrutturazione e manutenzione. Nel documento viene preliminarmente evidenziato come la tendenza manifestata dal legislatore negli ultimi anni con la radicale modifica dell’art. 54 del Tuir ha determinato una vera e propria convergenza dei criteri di determinazione del reddito di lavoro autonomo verso il reddito d’impresa. Le novità sono state così incisive tali da poter affermare senza alcun dubbio che gli esercenti arti e professioni devono determinare il reddito conseguito secondo criteri misti, cioè in parte fondati sull’applicazione di un principio di cassa “puro” ed in parte mediante l’applicazione del principio di competenza. Nello studio viene ricordato che dal 1° gennaio 2010 per gli acquisti di immobili strumentali da parte dei professionisti non è più consentito poter dedurre alcuna quota di ammortamento. L'indeducibilità del costo di acquisto si ripercuote necessariamente in tema di spese e oneri afferenti agli stessi immobili. Infatti, qualora tali spese siano di natura non incrementativa saranno assoggettate alla deducibilità integrale nell'esercizio di sostenimento con il limite massimo del 5% del valore dei beni strumentali. L'eventuale eccedenza dovrà essere ripartita in cinque quote annuali e spesata nei successivi periodi d'imposta. Quindi, anche in tema di determinazione del reddito di lavoro autonomo assume rilievo la distinzione tra spese di ordinaria e straordinaria manutenzione. Quest'ultime, infatti, non potranno essere dedotte secondo il principio di cassa, con il ricordato limite del 5%, ma dovranno seguire i criteri di deducibilità degli immobili stessi con la possibilità o meno di allungare il periodo di ammortamento fiscale del bene.

IVA - L'Agenzia fornisce chiarimenti sulle procedure di inclusione nell'archivio Vies - 02/08/2011
L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 39/E del 1° agosto 2011 , ha fornito numerose precisazioni in ordine alle modalità di iscrizione nell’archivio Vies, nonché alle procedure di diniego o revoca all’inserimento nello stesso e agli effetti dell'assenza di autorizzazione. Nel documento di prassi viene precisato, infatti, che il contribuente la cui partita Iva non è stata convalidata nell'archivio sarà tenuto ad applicare alle eventuali operazioni intracomunitarie poste in essere il regime proprio delle operazioni interne. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito, inoltre, che eventuali operazioni intracomunitarie effettuate nei 30 giorni riservati ai controlli propedeutici all’inclusione nel Vies, così come dopo il diniego o la revoca, non rientrano nel regime fiscale degli scambi intracomunitari, ma in quello ordinario e, quindi, sono soggette a imposizione in Italia. Eventuali violazioni, compiute dopo l’emanazione della circolare in commento, saranno passibili di sanzioni di cui all’art. 6 del D.Lgs. n. 471/1997.

MANOVRA CORRETTIVA - Per le perdite, riporto senza limiti di tempo solo per i soggetti Ires - 22/07/2011
L’articolo 23, comma 9 , del D.L. n. 98/2011 (c.d. "manovra correttiva"), modifica la disciplina in materia di riporto delle perdite d’esercizio per i soggetti Ires, sostituendo, in sostanza, i commi 1 e 2 dell’articolo 84 del Tuir. Con tale modifica viene stabilito che la perdita di un periodo d’imposta può essere computata, senza alcun limite temporale, in diminuzione del reddito dei periodi d’imposta successivi, in misura non superiore all’80% del reddito imponibile di ciascuno di essi e per l’intero importo che trova capienza in tale ammontare. In pratica, se la perdita riportabile - al netto di utilizzi già avvenuti - è inferiore all'80% del reddito, essa potrà essere compensata interamente; diversamente, ci si dovrà limitare alla percentuale sopra indicata, assoggettando dunque ad Ires il 20% dell'imponibile e rinviando l'eccedenza. Circa le perdite realizzate nei primi tre periodi d’imposta dalla data di costituzione, viene confermato che possono essere scomputate dal reddito complessivo dei periodi d’imposta successivi entro il limite del reddito imponibile di ciascuno di essi e per l’intero importo che trova capienza nel reddito imponibile stesso a condizione che si riferiscano a nuove attività produttive. Nessuna modifica è stata invece apportata alla disciplina che regola le perdite per i soggetti Irpef. Imprese individuali e società di persone in contabilità ordinaria possono riportare le perdite per l'intero ammontare che trova capienza nei corrispondenti redditi degli esercizi successivi, ma non oltre il quinto. Tale limite quinquennale, come già avveniva in passato per i soggetti Ires, non rileva per i primi tre anni di vita delle società in nome collettivo e in accomandita semplice. Identiche le regole per le piccole Srl trasparenti. Invece, risulta ancora da chiarire la decorrenza della novità introdotta. Sembrerebbe che le modifiche debbano scattare dall'esercizio successivo a quello in corso, quindi dal 2012, ma la relazione accompagnatoria al provvedimento pare ipotizzare l'efficacia a tale data solo per le perdite formatesi nel 2011, mentre per quelle del 2010 e precedenti rimarrebbe il tetto dei cinque anni.

AGENZIA DELLE ENTRATE - Un nuovo calendario per semplificare il meccanismo delle comunicazioni - 21/07/2011
Con un provvedimento - annunciato da un comunicato stampa pubblicato ieri sul proprio sito web ufficiale - l’Agenzia delle Entrate ha reso note interessanti novità sul fronte degli invii delle comunicazioni ai contribuenti. Per venire incontro alle richieste dei contribuenti e dei professionisti, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, ha istituito un tavolo di lavoro con l'intento di arrivare alla stesura di un nuovo calendario ragionato per la razionalizzazione delle comunicazioni Fisco-contribuenti. Il gruppo di lavoro - coordinato da Luigi Magistro, Direttore centrale amministrazione, pianificazione e controllo dell’Agenzia delle Entrate - dovrà stilare un calendario degli invii massivi da definire di anno in anno e con revisione su base trimestrale, che dovrà essere in linea con le due direttrici guida dell’efficienza e della semplificazione. L’obiettivo dichiarato è quello di evitare i disagi a contribuenti e professionisti soprattutto nei periodi di punta delle scadenze fiscali, in particolar modo con riferimento al periodo da maggio a luglio in cui si concentrano le scadenze relative alle dichiarazioni annuali dei redditi. Per quanto concerne le comunicazioni, invece, saranno prese in esame quelle relative agli avvisi di irregolarità derivanti dal controllo delle dichiarazioni dei redditi, alle richieste di dati e notizie relativi all’accertamento da redditometro e agli avvisi di accertamento basati sulle risultanze degli studi di settore. Lo sfoltimento dei carichi di lavoro durante i periodi di punta delle scadenze fiscali, inoltre, dovrebbe portare un notevole beneficio anche agli uffici dell’Agenzia che, nei periodi presi in considerazione, sono chiamati a fornire il maggior numero di consulenze e di interventi di assistenza diretta ai contribuenti. Infine, non resta che attendere i primi risultati del lavoro di pianificazione degli invii da parte del pool coordinato da Luigi Magistro.

MANOVRA - Regime dei minimi: imposta sostitutiva al 5% dal 2012 - 19/07/2011
Dal 2012 per effetto dell'art. 27 del D.L. n. 98/2011 il regime semplificato dei minimi viene modificato. Potranno farne parte solo le imprese, i professionisti e gli artisti che iniziano una nuova attività nell'anno 2012 o che l'hanno avviata a partire dal gennaio 2008. Le agevolazioni restano le stesse, solo sarà possibile usufruirne nell'anno di inizio attività e nei quattro successivi, e comunque fino a 35 anni di età. Nessun adempimento verrà richiesto ai fini Iva, tranne l'obbligo di certificare i compensi con fattura, scontrino o ricevuta fiscale, di numerare e conservare le fatture di acquisto, di presentare gli elenchi Intrastat e di integrare le fatture per gli acquisiti intracomunitari. I soggetti che usufruiscono del regime semplificato sono esonerati dalla tenuta delle scritture contabili ai fini delle imposte sui redditi e sono esclusi dall'Irap, dagli studi di settore e dai parametri. Il beneficio spetta a condizione che nei tre anni precedenti non sia stata iniziata un'altra professione o attività ovvero che la nuova attività non sia la mera prosecuzione di un'attività svolta in precedenza. Il reddito è dato dalla differenza tra i compensi percepiti e le spese sostenute; su di esso viene applicata l'imposta sostitutiva del 20% che sarà ridotta dal 1° gennaio 2012 al 5%. Concorrono alla formazione del reddito le eventuali plusvalenze o minusvalenze, e sono deducibili i contributi previdenziali e assistenziali.

DICHIARAZIONI - Dalla Cassazione uno spiraglio sugli errori di compilazione del quadro RW - 18/07/2011
In tempo di dichiarazioni, torna in auge il problema della compilazione del quadro RW, quadro noto ai contribuenti e ai professionisti, sin dai tempi dello scudo fiscale, per le numerose problematiche legate alla difficoltosa interpretazione delle norme che ne disciplinano l'utilizzo. Grazie alle circolari dell'Agenzia, in particolare grazie alla circolare n. 45/2010 , tali problemi sono stati in parte superati, ma di fatto resta il dubbio sugli errori commessi e oramai consolidati, per i quali non è più possibile ricorrere all'istituto del ravvedimento operoso, essendo scaduti i termini previsti per legge. Per fortuna c'è la Cassazione, che arriva in soccorso dei contribuenti, con la sentenza n. 26298 del 2010, lasciando uno spiraglio a coloro che hanno compilato il quadro in questione in maniera non conforme. Nella sentenza, infatti, viene affermato che - qualora l'errore di compilazione sia dovuto alla mancanza di chiare indicazioni in materia, e inoltre siano dimostrate la buona fede e la mancanza della volontà di evadere il Fisco - non potrà essere applicata alcuna sanzione, se non quella di irregolare compilazione della dichiarazione. Del resto è pacifico che chi evade, mai e poi mai, compilerà il quadro RW.

PREVIDENZA - Obbligo della doppia iscrizione ai soci di Srl - 15/07/2011
In tema di versamenti previdenziali, coloro che svolgono contemporaneamente l’attività di socio lavoratore e di amministratore di una Srl devono tenere conto della prevalenza dell’attività svolta e della possibile coesistenza fra diverse forme previdenziali. Con la sentenza n. 3240/2010, infatti, la Corte di Cassazione a sezioni riunite ha affermato l’incompatibilità dell’iscrizione alla gestione commercianti con quella alla gestione separata. Il comma 11 dell’art. 12 del D.L. n. 78/2010, invece, dispone che il carattere della prevalenza è connaturato alle sole gestioni artigiani e commercianti, ma non alla gestione separata lavoratori autonomi. L’interpretazione della disposizione rende di fatto obbligatoria la doppia iscrizione ogni qualvolta l’attività di amministratore non prevalga su quella prettamente operativa. A difesa dei contribuenti, però, sono intervenute la sentenza n. 2581/2011 della sezione lavoro del Tribunale di Milano e l'ordinanza n. 59/2010 della Corte di Appello di Genova. Nel primo caso, il contribuente, socio di una Srl, aveva dimostrato adeguatamente l’esistenza di una struttura aziendale in grado di operare in modo autonomo, che giustificava il passaggio da dipendente ad amministratore, mentre, sempre secondo i giudici di Milano, l’Inps non aveva verificato in maniera adeguata quale fosse l’attività prevalente del contribuente e non aveva fornito le relative motivazioni alla base di tale presunzione. La Corte d’Appello di Genova, inoltre, ha ritenuto che la disposizione interpretativa contenuta nella manovra estiva (D.L. n. 78/2010 ) fosse in contrasto con il dettato della Costituzione, perché in evidente violazione del principio della parità delle parti processuali e del diritto dei cittadini ad agire in giudizio per la tutela dei propri diritti, rimettendo la questione alla Corte Costituzionale.

DECRETO SVILUPPO - Semplificata la contabilità digitale - 14/07/2011
La legge di conversione del Decreto sviluppo, la n. 106/2011 pubblicata ieri sulla Gazzetta Ufficiale, ha modificato l’art. 2215-bis del codice civile, implementando così la semplificazione delle procedure e delle tempistiche per la tenuta della contabilità digitale. In base alle nuove regole, infatti, gli obblighi di numerazione progressiva e vidimazione dei libri contabili devono essere assolti con cadenza annuale e non più trimestrale, attraverso l’apposizione della firma digitale e della marca temporale da parte del rappresentante legale dell’impresa o da un suo delegato. L’efficacia probatoria - in base agli artt. 2709 e 2710 c.c. - è confermata dal comma 5 del citato art. 2215-bis c.c., il quale garantisce la provenienza e immodificabilità dei dati registrati grazie alla firma digitale e assicura la datazione certa e opponibile a terzi attraverso la marca temporale. Le registrazioni contenute nei documenti archiviati in digitale dovranno poi essere consultabili in ogni momento e con i mezzi a disposizione del soggetto tenutario. L’osservanza delle nuove disposizioni consentirà, quindi, la piena validità a tutti gli effetti delle scritture tenute in digitale, sia sul piano processuale che su quello della normativa tributaria e fallimentare (nelle procedure concorsuali). Infine, è prevista la possibilità di passare dalla modalità di tenuta della contabilità digitale a quella cartacea, o viceversa, in ogni periodo di imposta.

OPERAZIONI INTRACOMUNITARIE - Contribuenti al buio sulle sanzioni per la mancanza di autorizzazione - 13/07/2011
A sette mesi dall'entrata in vigore delle regole previste dall'art. 27 del D.L. n. 78/2010, in materia di autorizzazioni per lo svolgimento di operazioni intracomunitarie, il regime sanzionatorio resta vago. Lo conferma la circolare n. 16 dello scorso 12 luglio, emanata da Assonime, che punta l'obiettivo sul passaggio del decreto legge, nel quale è stabilito che - nei 30 giorni successivi all'esplicitazione della volontà di effettuare operazioni intracomunitarie - la soggettività attiva e passiva del contribuente in tale campo è di fatto sospesa, con grave pregiudizio per i rapporti commerciali dello stesso. Un'altra ipotesi, tuttavia, prevede l'applicazione delle sanzioni stabilite in via generale per le omissioni relative alle operazioni intracomunitarie, con la conseguente applicazione di una sanzione che varia da 258 a 2.065 euro. Sta di fatto che Assonime sollecita un intervento dell'Agenzia delle Entrate che, ovviamente, propenda per la seconda soluzione. E nell'ipotesi di revoca dell'autorizzazione? Vale la buona fede del contribuente che potrà continuare ad operare fino al momento in cui riceve la notifica del provvedimento di diniego dell'Agenzia.

MANOVRA - Partite Iva inattive da regolarizzare con F24 - 12/07/2011
Il comma 23 dell'art. 23 del D.L. n. 98/2011 stabilisce che entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto (4 ottobre 2011) sarà possibile regolarizzare con F24 le partite Iva inoperose e sanare l'omessa comunicazione della cessata attività. L'F24 di importo pari a 129 euro - equivalenti a un quarto della sanzione minima prevista, per tale violazione, dall'art. 5, comma 6 , primo periodo, del D.Lgs. n. 471/1997 - deve essere versato con il codice tributo "8110", e non è necessaria la presentazione del modello AA7 o AA9. Il numero di partita Iva da chiudere va indicato nel campo "Elementi identificativi" della sezione "Erario ed altro" del modello F24, indicando altresì la lettera "R" nel campo "Tipo". La partita Iva verrà chiusa sulla base dei dati indicati nel modello F24. La sanatoria dovrebbe essere preclusa se la violazione è già stata contestata; inoltre, non sarà possibile utilizzare eventuali crediti in compensazione per regolarizzare la posizione.

MANOVRA CORRETTIVA - Un nuovo regime riservato agli ex minimi - 11/07/2011
L’art. 27, commi da 1 a 7 , della manovra correttiva approvata la scorsa settimana dal Consiglio dei ministri, prevede importanti modifiche al regime dei contribuenti minimi. A partire dal 1° gennaio del prossimo anno, infatti, il regime dei minimi sarà utilizzabile esclusivamente dalle persone fisiche che intraprendono un’attività d’impresa, arte o professione o che l’abbiano intrapresa successivamente al 31 dicembre 2007. La nuova normativa, inoltre, prevede anche la durata massima di permanenza nel regime agevolato pari al "periodo d’imposta in cui l’attività è iniziata e per i quattro successivi". I suddetti requisiti saranno necessari non soltanto per l’accesso al regime d'imposta sostitutiva, ma anche per la permanenza nello stesso degli attuali contribuenti minimi. Per questi ultimi, il provvedimento prevede un vero e proprio regime alternativo (c.d. "regime degli ex minimi") che mantiene soltanto alcune delle principali agevolazioni e semplificazioni previste dal sistema originario. Gli attuali contribuenti minimi, che non potranno più permanere nel regime agevolato, passeranno naturalmente al nuovo regime degli ex minimi previsto dal comma 3 dell’art. 27 della manovra correttiva e manterranno le seguenti caratteristiche: esonero dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili rilevanti ai fini delle imposte dirette e dell’Iva; esonero dalle liquidazioni e dai versamenti periodici Iva di cui al D.P.R. n. 100/1998 ; esenzione dall’Irap. A differenza del regime dei minimi originario, però, tali soggetti saranno obbligati alla conservazione dei documenti ricevuti ed emessi e alla fatturazione delle operazioni, oltre che alla certificazione dei corrispettivi. Fra le esclusioni del nuovo regime, inoltre, non figura quella relativa agli studi di settore che torneranno quindi a influire sui ricavi e sui compensi dichiarati; nessun riferimento nemmeno all’imposta sostitutiva del 20%, né ai criteri di determinazione del reddito, che dovrebbero essere quelli ordinari di competenza e di cassa. Tali soggetti, infine, saranno obbligati al versamento dell’Iva nella dichiarazione annuale e saranno soggetti a tassazione Irpef ordinaria. Si attendono comunque, nei prossimi giorni, uno o più provvedimenti del direttore dell’Agenzia delle Entrate per chiarire tali aspetti e dettare le disposizioni necessarie per l’attuazione delle novità introdotte dalla manovra correttiva.

PROCESSO TRIBUTARIO - Per il rimborso dell'imposta è ininfluente il termine per l'integrativa - 08/07/2011
La Corte di Cassazione - con la sentenza n. 14932 depositata ieri - ha sancito che per il rimborso dell'imposta versata si applica il termine di 48 mesi previsto dall'art. 38 del D.P.R. n. 602/1973 e non quello di un anno, di cui all'art. 2, comma 8-bis , del D.P.R. n. 322/1998, stabilito per la presentazione della dichiarazione integrativa, come sostenuto dall'Agenzia delle Entrate nel ricorso di legittimità. In particolare gli Ermellini, rigettando il ricorso dell'Amministrazione finanziaria, hanno precisato che il contribuente che ha versato imposte non dovute, ovvero versate in eccesso, può chiederne la restituzione nei termini ordinari di 48 mesi e non osta a tale facoltà la scadenza del termine contenuta nell'art. 2, comma 8-bis del D.P.R. n. 322/1998 che non interferisce minimamente con l'esercizio del diritto al rimborso. Tale norma, infatti, disciplina la facoltà del contribuente di emendare, a proprio favore, la precedente dichiarazione con la presentazione di un'integrativa.

STUDI DI SETTORE - Non applicabili ai professionisti con parcelle sotto i minimi tariffari - 06/07/2011
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14771/2011, ha dichiarato inammissibile l’accertamento induttivo fondato sugli scostamenti dalle risultanze degli studi di settore, soltanto perché il professionista dichiara una parcella esigua rispetto ai minimi tariffari. La vicenda riguarda uno studio associato di Varese che aveva dichiarato compensi inferiori alla media e, quindi, non era aderente agli standard degli studi di settore. Questa condotta è stata sufficiente, secondo l’ufficio competente dell’Agenzia delle Entrate, per spiccare un accertamento induttivo. Le violazioni contestate dall’Amministrazione finanziaria erano "la mancata considerazione di elementi quali la non congruità dei compensi dichiarati rispetto agli studi di settore, l'esiguità degli onorari rispetto ai minimi tariffari applicabili, nonché la mancata fatturazione di prestazioni fornite per via telematica, come indici della gravità dell’incongruenza tra i ricavi, i compensi ed i corrispettivi dichiarati e quelli fondatamente desumibili". I due professionisti hanno subito presentato ricorso facendo valere le proprie ragioni nei primi due gradi di giudizio, presso la Ctp e la Ctr della Lombardia che hanno annullato l’atto impositivo. Stessa sorte anche presso la sezione tributaria della Suprema Corte che ha ritenuto in parte inammissibile e in parte infondato il ricorso dell’Amministrazione finanziaria.

STUDI DI SETTORE - Scostamenti sufficienti per l'accertamento - 05/07/2011
Con la sentenza n. 14365/2011 , la Corte di Cassazione è intervenuta nuovamente in materia di studi di settore. Nella fattispecie, i giudici della Suprema Corte hanno respinto il ricorso di un avvocato che chiedeva l’annullamento dell’accertamento fondato sul solo scostamento tra i valori esposti in dichiarazione e gli standard degli studi di settore e che, secondo il professionista, avrebbe dovuto essere preceduto da un’indagine più accurata sulla sua attività, con particolare riguardo al fattore dimensionale e alle altre peculiarità dello studio. I giudici di Piazza Cavour hanno invece confermato le sentenze di primo e secondo grado delle rispettive Commissioni tributarie, in quanto lo stesso avvocato - pur essendo stato invitato a difendersi presso l'ufficio delle Entrate di competenza - aveva deciso di non partecipare al contraddittorio.

DICHIARAZIONI - Beneficio doppio per i professionisti sulle spese sostenute per la riqualificazione energetica - 04/07/2011
Anche i professionisti quest'anno potranno avvalersi, in dichiarazione, di un doppio beneficio sugli interventi finalizzati al risparmio energetico. L'Agenzia delle Entrate - nella circolare n. 20/E del 2011 al par. 3.4 - ha infatti affermato che gli esercenti arti e professioni possono avvalersi, in relazione alle spese di riqualificazione energetica, sia della detrazione del 55%, che della deduzione delle stesse spese in sede di determinazione del reddito. Infatti, mentre la detrazione del 36% competeva esclusivamente per gli immobili adibiti a civile abitazione, quella del 55% riguarda gli immobili appartenenti a qualsiasi categoria catastale, compresi i beni strumentali dei professionisti. La detrazione è pertanto cumulabile con la deduzione dal reddito delle spese sostenute per la riqualificazione energetica, in quanto non è stato fatto riferimento alla risoluzione n. 163/E del 2001 , in base alla quale il costo di acquisto dei beni strumentali va assunto nell'ammontare effettivamente sostenuto, e cioè al netto degli eventuali contributi ricevuti.

RAVVEDIMENTO - Sì dell'Agenzia per il pagamento frazionato purché entro i termini - 27/06/2011
Dopo le affermazioni contenute nella circolare n. 28/E , l'Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 67/E chiarisce che è valido il ravvedimento effettuato con rateazione, purché lo stesso avvenga nei tempi previsti dalla legge, cioè entro il termine per la presentazione della dichiarazione. Nella risoluzione l'Agenzia chiarisce ancora che il ravvedimento si intende perfezionato non con il versamento della prima rata, ma che è necessario che il contribuente, in caso di versamenti parziali, corrisponda interessi e sanzioni in proporzione alla frazione di debito versato con ritardo. La possibilità di ravvedersi resta esclusa qualora nei confronti del contribuente siano stati avviati accertamenti fiscali o, appunto, qualora siano già trascorsi i termini per l'utilizzo dell'istituto in questione.

ANTIRICICLAGGIO - Le banconote da 500 euro nel mirino della GdF - 22/06/2011
Sulla scia di quanto accaduto nel Regno Unito, dove è stata vietata l'emissione delle banconote da 500 euro, anche nel nostro Paese è iniziato il monitoraggio delle operazioni che interessano i biglietti di tale taglio. Lo scopo è quello di ostacolare le operazioni di riciclaggio, complice la Bce che ha individuato nei biglietti da 500 euro lo strumento preferito per le transazioni finanziarie di ripulitura del denaro così detto "sporco". È per queste ragioni che la GdF ha dato il via in Veneto al monitoraggio della circolazione delle banconote da 500 euro, spesso utilizzate nei traffici illeciti. I risultati dell'indagine hanno fatto emergere casi davvero singolari ad opera di pensionati, ex pubblici ufficiali, oltre che imprenditori e professionisti. La denuncia della GdF riguarda il nostro sistema bancario che assai spesso non pone attenzione alle operazioni sospette - non effettuando le dovute segnalazioni - e che dunque si dimostra carente in tema di vigilanza sulle operazioni in contanti.

IMMOBILI - Si decade dall’agevolazione prima casa se il riacquisto è per una quota non significativa - 20/06/2011
Chi vende la "prima casa" anteriormente al decorso di 5 anni dal suo acquisto perde l’agevolazione ottenuta in sede di acquisto a meno che, entro un anno dalla vendita, compri un’altra casa da destinare ad abitazione principale. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13291 del 17 giugno, ha chiarito però che non si evita la decadenza dall’agevolazione nel caso in cui venga acquistata una quota di comproprietà di un’abitazione e questa quota non sia "significativa, di per sé, della concreta possibilità di disporre del bene, sì da poterlo adibire a propria abitazione". Secondo la Suprema Corte dall’acquisto di una quota particolarmente esigua di un immobile non deriva per l’acquirente il potere di disporre di tale bene come abitazione principale, in considerazione del fatto che tale acquisto è inidoneo ad attuare l’utilizzo dell'immobile ad abitazione, fatto che rappresenta la finalità perseguita dal legislatore.

ACCERTAMENTO - Le difficoltà di difesa del contribuente nelle indagini finanziarie - 14/06/2011
Le indagini finanziarie costituiscono uno strumento di straordinaria portata ed efficacia nelle mani dell'Amministrazione Finanziaria, poiché i dati desumibili dalle risultanze di tali indagini - risultato dei complessi rapporti di natura finanziaria che intrattiene il soggetto sottoposto a procedura di controllo - costituiscono un ausilio determinante per ricostruire in modo certo la sua reale capacità contributiva. Lo strumento, però, comporta spesso una serie di difficoltà per la difesa del contribuente. Come chiarito dalla circolare n. 32/E/2006 dell'Agenzia delle Entrate, gli importi a qualsiasi titolo accreditati sui conti correnti bancari del contribuente sono posti a base delle rettifiche e degli accertamenti e, pertanto, vengono considerati dal Fisco componenti positivi di reddito (per qualsiasi categoria reddituale) qualora il contribuente non dimostri di averne tenuto conto ai fini della determinazione del reddito stesso o che le operazioni relative siano fiscalmente irrilevanti; per i prelevamenti, invece, nel caso in cui gli importi riscossi non risultino dalla contabilità (per i contribuenti soggetti) e non ne venga indicato il beneficiario, si considerano sintomatici di acquisti in nero di beni o servizi destinati all’attività economica e, di conseguenza, presuntivi di ricavi o compensi non dichiarati, in quanto derivanti da vendite o prestazioni in nero. Nonostante le precise indicazioni fornite dalla circolare, nella realtà molti uffici - discostandosi dal percorso tracciato a livello centrale, in particolare con riferimento ai prelevamenti - non ritengono assolto l'onere probatorio con la sola indicazione del beneficiario delle somme prelevate, ma richiedono ulteriore documentazione a supporto, determinando, pertanto, un grave problema sul fronte della difesa del contribuente.

DECRETO SVILUPPO – Via libera alla proroga del SISTRI a giugno 2012 - 10/06/2011
Proseguono i lavori relativi al maxiemendamento che, entro lunedì, dovrà apportare le dovute modifiche al Decreto sviluppo che approderà mercoledì prossimo all’Aula di Montecitorio per il voto di fiducia. La proroga del Sistri a giugno 2012 è la principale novità contenuta negli emendamenti presentati al Decreto Sviluppo. Per quanto concerne l’accertamento esecutivo, la moratoria verrà portata da 120 a 180 giorni, con un abbattimento a un terzo della pretesa erariale se il contribuente presenterà ricorso (attualmente al 50%). In arrivo anche l’abolizione delle c.d. ganasce fiscali per importi inferiori ai 2.000 euro, nonché l’aumento a 20.000 euro della soglia sotto la quale l’agente di riscossione non potrà iscrivere ad ipoteca o espropriare beni immobili.

LOTTA ALL'EVASIONE - Lettere del Fisco a chi non è congruo con il redditometro - 09/06/2011
Sono migliaia le lettere inviate in questi giorni dal Fisco ai contribuenti italiani, persone fisiche il cui reddito dichiarato in precedenti periodi d'imposta potrebbe non essere congruo rispetto a quanto evidenziato nelle dichiarazione dei redditi. Nelle intenzioni dell'Agenzia delle Entrate la finalità della comunicazione è quella di tentare di persuadere il contribuente ad adottare un comportamento corretto prima della presentazione della dichiarazione e prima di effettuare i versamenti delle imposte. L'operazione riguarda quei soggetti con spese 2009 che risultano rilevanti rispetto ai redditi dichiarati. Le verifiche vere e proprie arriveranno in un secondo momento e si concentreranno sui casi più eclatanti, dove l'imposta da far emergere è potenzialmente più proficua. È necessario comunque verificare il contenuto delle lettere inviate dall'Agenzia delle Entrate e, nel caso di errori, comunicarli ai centri di assistenza; diversamente chi è stato infedele nelle dichiarazioni ha tempo fino al 30 settembre per effettuare il "ravvedimento" dell'anno 2009. L'Agenzia delle Entrate nell'ultima circolare ha chiesto agli uffici di non avviare controlli quando l'entità dell'imposta evasa è esigua. Come per gli studi di settore, anche in caso di un eventuale accertamento da redditometro gli uffici dovranno spiegare perchè non hanno ritenuto accettabili le ricostruzioni dei contribuenti.

IVA – Stretta alle sedi di comodo - 08/06/2011
Saranno efficaci dal 1° luglio prossimo le disposizioni contenute nel regolamento di esecuzione n. 282/2011 , recante le norme di applicazione della direttiva n. 112 del 2006 relativa al sistema comune di Imposta sul Valore Aggiunto. L’obiettivo del nuovo regolamento è quello di realizzare l’applicazione uniforme dell'Iva a livello comunitario attraverso disposizioni di esecuzione della citata direttiva. Vengono per la prima volta introdotti alcuni concetti fondamentali tra i quali spicca, ad esempio, quello relativo alla sede dell'attività. Quindi, anche in materia di Iva, si fa sempre più stringente il contrasto all'esterovestizione o, più in generale, alle sedi di comodo. L'art. 10 del regolamento comunitario n. 282/2011, ai fini dell’applicazione degli artt. 44 e 45 della citata direttiva, prevede che il luogo in cui il soggetto passivo ha fissato la sede della propria attività economica sia il luogo in cui sono svolte le funzioni dell’amministrazione centrale dell’impresa. Per determinare tale luogo, si tiene conto del luogo in cui vengono prese le decisioni essenziali concernenti la gestione generale dell’impresa, del luogo della sua sede legale e del luogo in cui si riunisce la direzione. Se tali criteri non consentono di determinare con certezza la sede di un’attività economica, prevale il criterio del luogo in cui vengono prese le decisioni essenziali concernenti la gestione generale dell’impresa. La mera esistenza di un indirizzo postale non può far presumere che tale indirizzo corrisponda al luogo in cui il soggetto passivo ha stabilito la sede della propria attività economica. Da tali disposizioni risulta di chiara evidenza che, ai fini dell'individuazione della sede dell'attività economica, non prevale più il concetto formale, bensì quello "direzionale", cioè il luogo dove vengono adottate le decisioni essenziali concernenti la gestione dell'impresa. Quindi, le imprese italiane che hanno scelto di fissare la sede legale all'estero, probabilmente per motivi attinenti all'imposizione sul reddito, ma hanno mantenuto la direzione in Italia, devono valutare attentamente tali nuove disposizioni, essendovi la possibilità per l'Amministrazione finanziaria di individuare la sede dell'attività nell'ambito del territorio nazionale.

ICI - Gli impianti fotovoltaici non sfuggono al prelievo - 07/06/2011
L'Agenzia del Territorio ha ormai da tempo assunto la posizione secondo cui gli impianti fotovoltaici devono essere accatastati nella categoria D/1 "opifici", con attribuzione di rendita. Ciò premesso, si osserva che, in linea generale, un impianto fotovoltaico è un impianto destinato alla produzione di energia elettrica, che sfrutta, a tal fine, l’energia della radiazione solare mediante l’effetto fotovoltaico. Con la risoluzione n. 3/T del 6 novembre 2008 , l'Agenzia ha chiarito che gli impianti fotovoltaici sono unità immobiliari in quanto assimilabili alle turbine. Di conseguenza coloro che procedono all'installazione dell'impianto sul tetto degli edifici devono, in primo luogo, accatastare il lastrico solare, a cui viene attribuita rendita catastale pari a zero, dopodiché - una volta che l'impianto verrà realizzato - questo sarà iscritto a Catasto nella categoria D/1 con rendita pari, in linea di massima, a 2 euro per metro quadrato. Anche per gli impianti a terra la superficie del terreno viene classificata come "ente urbano" senza rendita, mentre al momento della realizzazione dell'impianto si procederà seguendo le stesse regole sopra indicate. La stessa risoluzione precisa che restano esenti dall'obbligo di accatastamento gli impianti di piccola dimensione (3-6 Kw), situati sugli edifici destinati prevalentemente alla produzione di energia per usi domestici.

ACCERTAMENTO - La cassa negativa denota ricavi non contabilizzati - 03/06/2011
La Corte di Cassazione - con la sentenza n. 11988 del 31 maggio - accogliendo il ricorso dell'Agenzia delle Entrate in tema di accertamento induttivo del reddito, ai sensi dell'art. 39 del D.P.R. n. 600/73, ha precisato che un saldo negativo di cassa implica che le voci di spesa sono di entità superiore rispetto agli introiti registrati, e che si deve pertanto presumere l'esistenza di ricavi non contabilizzati almeno pari al disavanzo. Secondo i giudici l'esistenza di una cassa con segno negativo non solo è "un'anomalia contabile" ma "denota sostanzialmente l'omessa contabilizzazione di un'attività almeno equivalente al disavanzo". La Suprema Corte ha rinviato il caso alla Ctp di Verona, che aveva accolto il ricorso del contribuente, e che dovrà ora decidere nel merito aderendo alla linea dura adottata dalla Corte. A dire il vero la vicenda ha creato disparità di interpretazioni, oltre che tra i diversi Collegi, anche all'interno del Palazzaccio; infatti ci sono stati giudici di merito favorevoli alla società contribuente e giudici di legittimità favorevoli all'Agenzia. Il caso quindi non si chiude qui.

ACCERTAMENTO - L'Agenzia chiarisce le modalità di comunicazione delle operazioni Iva di importo pari o superiore a 3 mila euro - 01/06/2011
L'Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 24/E del 30 maggio , fa il punto sull'adempimento introdotto con il D.L. 31 maggio 2010, n. 78 . Si tratta dell'obbligo di comunicazione telematica delle operazioni rilevanti ai fini dell'Iva, di importo pari o superiore a 3 mila euro. Dal punto di vista soggettivo, risultano obbligati alla comunicazione in argomento tutti i soggetti passivi Iva che effettuano operazioni rilevanti ai fini dell’imposta sul territorio nazionale, inclusi gli operatori non residenti che sono identificati direttamente o mediante rappresentante fiscale. Sono obbligati a tale comunicazione anche i soggetti in regime di contabilità semplificata, gli enti non commerciali, i soggetti non residenti con stabile organizzazione in Italia, i curatori fallimentari, i commissari liquidatori, i soggetti che si avvalgono della dispensa da adempimenti per le operazioni esenti ai sensi dell’art. 36-bis del D.P.R. n. 633/1972 e i soggetti che applicano il regime fiscale agevolato per le nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo. È stato chiarito che restano, invece, esclusi dall’adempimento i soggetti che si avvalgono del regime dei contribuenti minimi in quanto l’adesione a detto regime comporta, sotto il profilo della semplificazione degli adempimenti Iva, l’esonero da qualunque obbligo, fatta salva la certificazione dei corrispettivi. Nessuna comunicazione dovrà essere effettuata per le operazioni extraterritoriali. Non dovranno, inoltre, essere indicate le operazioni intracomunitarie in quanto le relative informazioni sono già state acquisite attraverso i modelli riepilogativi Intrastat. Gli acquisti fatti dai privati consumatori e pagati con carte di debito, credito o prepagate non dovranno essere segnalati se la società emittente della carta ha sede o stabile organizzazione in Italia. Se il cliente è un privato consumatore, il fornitore sarà tenuto ad acquisire in ogni caso il codice fiscale.

RISCOSSIONE - Il Parlamento fornisce istruzioni al Governo sulla riscossione - 30/05/2011
Il Parlamento ha reso note alcune indicazioni che dovrebbero essere inserite nel Decreto sviluppo in materia di riscossione. In particolare, non saranno possibili espropri o ipoteche nel caso di debiti inferiori a 20mila euro, elevando la soglia attualmente pari a 8mila. Inoltre - nel caso in cui il debitore possieda un solo immobile, nel quale abbia stabilito la propria residenza - non sarà possibile iscrivervi ipoteca se non prima di aver inviato allo stesso una comunicazione preventiva che gli conceda 30 giorni per estinguere il proprio debito. Niente ganasce fiscali in presenza di debiti inferiori a 2mila euro, ma soltanto solleciti di pagamento. Infine, viene riconosciuta la possibilità di effettuare un nuovo piano di rateizzazione per coloro che non sono riusciti a rispettare il precedente, ovviamente in presenza di manifeste condizioni di impossibilità ad adempiere agli obblighi in un'unica soluzione. Queste, in sostanza, le indicazioni che la Commissione Finanze ha proposto al Governo per modificare la disciplina vigente sulla riscossione.

RISCOSSIONE - Equitalia più comprensiva nei riguardi del contribuente - 27/05/2011
Il presidente di Equitalia Attilio Befera ha rivolto un esplicito invito ai dirigenti delle società del gruppo al fine di adottare una linea più soft nelle attività di riscossione. Secondo Befera, infatti, i cittadini hanno ben presente che pagare le tasse è la condotta corretta da adottare, e per tale ragione bisogna cercare di andare loro incontro qualora si manifestino situazioni di palese difficoltà negli adempimenti. Prevista anche la riduzione dell'aggio, ora pari al 9%. Tale orientamento è alimentato anche dal lavoro dei tecnici del Ministero dell'economia, impegnati nella messa a punto di alcuni emendamenti al Decreto sviluppo, con lo scopo di "aggiustare" il testo, soprattutto nella parte che dovrebbe prevedere l'impossibilità di procedere alla vendita della prima casa e dei beni dell'impresa, e il fermo per debiti fiscali oltre un certo importo.

ADEMPIMENTI - Contributi cassa geometri: i nuovi codici per l'F24 - 26/05/2011
Arrivano i codici tributo per consentire il versamento tramite il modello F24 Accise dei contributi spettanti alla Cassa italiana di previdenza e assistenza dei geometri liberi professionisti. A istituire i circa 30 nuovi codici è stata la risoluzione n. 58/E del 24 maggio 2011. I nuovi codici saranno utilizzabili dal 6 giugno 2011.

ACCERTAMENTO – Onlus, controlli ad ampio raggio - 25/05/2011
Con la circolare n. 21/E del 18 maggio, l’Agenzia delle Entrate espone gli indirizzi operativi dell’attività di verifica e accertamento per l’anno 2011. Grande enfasi è data al contrasto agli abusi dei regimi agevolativi concessi alle organizzazioni di volontariato, Onlus di diritto. L’obiettivo dell’Amministrazione finanziaria nei confronti di tali enti è quello di intercettare lo svolgimento di attività produttive e commerciali, non marginali, che comportano il recupero delle agevolazioni fiscali indebitamente fruite. In particolare, il punto 2.4.2 del documento di prassi dispone che "va riservata una cura particolare nei confronti delle organizzazioni di volontariato iscritte nei registri istituiti presso le Regioni o le Province (...) onde intercettare specifici profili di rischio circa lo svolgimento di attività produttive e commerciali non marginali, come indicato nel decreto del 25 maggio 1995". Tra le conseguenze: "Nelle ipotesi in cui venga riscontrato lo svolgimento delle dette attività, si procede al recupero delle agevolazioni fiscali indebitamente fruite e al disconoscimento della qualifica di Onlus di diritto". Si ricorda che tra le attività marginali rientrano anche la vendita di gadget e la somministrazione di alimenti e bevande in occasione di celebrazioni. La circolare, in modo molto chiaro e inequivocabile, precisa che al riscontro dell'esercizio di attività commerciali non marginali la sanzione è estremamente pesante, in quanto non viene prevista la tassazione limitata alle attività commerciali, ma l'espulsione dell'organizzazione delle Onlus di diritto e il recupero di tutte le agevolazioni fiscali indebitamente fruite.

DECRETO SVILUPPO - Riaperti i termini per rivalutare i terreni e le partecipazioni - 23/05/2011
Si riparte con la rivalutazione dei terreni e delle partecipazioni. Il decreto legge sullo sviluppo varato il 5 maggio scorso dal Consiglio dei Ministri ha infatti riaperto i termini per l'affrancamento dei maggiori valori di terreni e quote societarie. L'imposta è del 4% per i terreni e del 4% o 2% per le partecipazioni societarie a seconda che siano o non siano qualificate. Oggetto della rivalutazione sono i terreni e le quote societarie (relative a partecipazioni in società non quotate) posseduti da persone fisiche, società semplici ed enti non commerciali alla data del 1° luglio 2011. Il versamento dell'imposta sostitutiva, così come la redazione e l'asseverazione delle perizie, deve invece essere effettuato entro il 30 giugno 2012.

CONTROLLI FISCALI 2011 - Perdite sistemiche al setaccio - 20/05/2011
Occhi puntati sulle imprese in perdita sistematica. E' questo uno degli spunti che possono essere tratti dalla lettura della circolare n. 21 dell'agenzia delle entrate di ieri con la quale l'amministrazione finanziaria ha delineato i principi informatori per l'attività di controllo da svolgere nell'anno 2011. Le verifiche saranno in particolar modo incentrate sui periodi di imposta 2008 e 2009. La norma, contenuta nel decreto legge n. 78 del 2010, individua un grado di rischio fiscale a fronte di attività svolte da soggetti imprenditoriali che non producono risultati positivi da un punto di vista fiscale per almeno due periodi di imposta.

DICHIARAZIONI - Il monitoraggio degli immobili all'estero nel quadro RW - 19/05/2011
Il quadro RW del Modello Unico deve essere compilato dalle persone fisiche per indicare gli investimenti all'estero alla data del 31 dicembre del periodo di imposta (Sezione II quadro RW), nonché l'ammontare dei trasferimenti effettuati nel corso dell'anno di importo complessivo superiore a euro 10.000 (Sezione III quadro RW). Le istruzioni alla dichiarazione dei redditi 2011 - Unico PF fascicolo 2 - risolvono finalmente i dubbi legati alla corretta compilazione del quadro RW in merito al monitoraggio degli immobili situati all'estero e ancora in fase di realizzazione, escludendoli dall'obbligo dell'invio dei dati. Tale esonero riguarda anche gli importi inviati a titolo di acconto. Pertanto, fin quando l'investimento non sia stato ultimato, cioè la compravendita non sia stata conclusa, gli acconti inviati all'estero non obbligano alla compilazione del quadro RW. I pagamenti che sono stati effettuati a favore di soggetti esteri che intervengono nella transazione - società o aziende estere, notai esteri garanti dell'operazione, intermediari - devono solo essere debitamente documentati, al fine di comprovare il flusso economico e il relativo scopo, cioè la volontà di acquistare l'immobile. Solo nel momento in cui l'immobile verrà consegnato sorgerà l'obbligo di compilazione della sezione II, che monitorizza le consistenze alla fine del periodo d'imposta, con la conseguente necessità di compilare anche la sezione III per eventuali flussi finali, come ad esempio il pagamento delle ultime rate e/o del saldo. In quest'ultima sezione dovranno essere riportati solo i flussi erogati durante l'anno di ultimazione della costruzione o dell'acquisto, e non riassunti invece quelli erogati nel corso dei vari anni. Diversa è ovviamente la situazione nel caso in cui si apre un conto corrente all'estero per gestire tali movimentazioni economiche. Infatti, in una tale evenienza, nella fase di invio del denaro per il pagamento degli acconti, potrebbe sorgere l'obbligo di compilazione del quadro RW qualora il saldo del conto corrente estero al 31 dicembre di ogni anno fosse di importo superiore a 10 mila euro. Al verificarsi di tale ipotesi si procederà ad indicare nella sezione II l'importo del saldo, mentre nella sezione III dovrà essere riportato l'ammontare totale dei flussi avvenuti nei vari anni dall'Italia all'estero.

DIRITTO CAMERALE - Con le nuove tariffe paga anche il non profit - 18/05/2011
La bozza di decreto sul tributo camerale 2011 prevede il pagamento del diritto annuale alle Camere di commercio anche per le imprese non profit. Il provvedimento è in corso di registrazione da parte della Corte dei Conti, per poi essere definitivamente pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Le associazioni, fondazioni, comitati o altri enti non societari che svolgono un'attività commerciale o agricola, sebbene non prevalente o esclusiva, dovranno versare 30 euro al registro imprese per l’iscrizione al Rea (Repertorio notizie economiche e amministrative). La stessa cosa toccherà fare alle imprese con sede principale all'estero che aprono un'unità locale in Italia. Pagheranno 88 euro, invece, le imprese individuali iscritte nella sezione speciale, mentre dovranno versare l’importo di 200 euro quelle annotate nella sezione ordinaria. Per quest'ultime, il diritto camerale verrà quantificato applicando al fatturato 2010 diverse aliquote decrescenti con l’aumentare degli scaglioni del fatturato, fermo restando che per le imprese che nel 2010 hanno fatturato da 0 a 100 mila euro l’importo è definito in forma fissa nella misura di 200 euro. Si ricorda infine che il pagamento del tributo camerale slitta dal 16 giugno al 6 luglio 2011, a seguito del decreto del Presidente del Consiglio del 12 maggio 2011.

DECRETO SVILUPPO - Contabilità semplificata allargata - 17/05/2011
Il Decreto sviluppo, con l'intento di ridurre il peso della burocrazia che grava sulle imprese e più in generale sui contribuenti, interviene sull'ampliamento della platea dei soggetti ammessi alla contabilità semplificata. L'art. 7 del D.L. n. 70/2011 prevede infatti l'estensione del regime di contabilità semplificata fino al limite di 400 mila euro di ricavi per le imprese di servizi, e 700 mila euro per le altre imprese. L’aumento dei limiti entro cui è possibile godere delle semplificazioni contabili previsto dal decreto interviene su quanto disposto dall'art. 18 del D.P.R. n. 600/1973, secondo cui i soggetti che il codice civile non obbliga alla tenuta del libro giornale e del libro degli inventari possono accedere al regime semplificato a patto che i ricavi non siano superiori a 309.874,14 euro nel caso l'attività svolta riguardi la prestazione di servizi, e a 516.456,90 euro nell'ipotesi in cui svolgano altre attività; i limiti vengono ora innalzati, rispettivamente, a 400.000 e a 700.000 euro.

LOCAZIONI - Cedolare secca: registrazione online - 16/05/2011
Sul sito dell'Agenzia delle Entrate è disponibile da ieri il software per la compilazione e l'invio della registrazione dei contratti di locazione, per coloro che hanno optato per la cedolare secca. La registrazione di tali contratti può quindi essere fatta comodamente dal proprio pc, evitando di recarsi presso gli uffici del Fisco, nel termine di 30 giorni dalla data di stipula degli stessi. Il modello più veloce per sfruttare i vantaggi della tassazione piatta sugli affitti si chiama Siria, un software semplificato e intuitivo disponibile sul sito dell'Agenzia delle Entrate nella apposita sezione "Software". Prosegue intanto la maxi operazione di regolarizzazione dei contratti in nero, che ha fatto registrare un "intasamento" degli uffici dell'Agenzia, in particolare a Milano, Roma e Napoli.

ADEMPIMENTI - Il fisco va in ferie dal 1° al 21 agosto - 13/05/2011
Secondo quanto anticipato da Italia Oggi, è in predisposizione presso la presidenza del Consiglio dei ministri un decreto per la proroga dei versamenti di Unico 2011 e per la sospensione di tutte le scadenze fiscali previste dal 1° al 21 agosto 2011. Per quanto concerne i versamenti dovuti da parte delle persone fisiche, lo slittamento è previsto dal 16 giugno al 6 luglio 2011 senza maggiorazione, e dal 7 luglio al 5 agosto con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse. La proroga riguarderà anche l’acconto della nuova cedolare secca (art. 3 del D.Lgs. 23/2011) che costituisce uno dei presupposti sulla base dei quali la proroga stessa viene concessa, in concomitanza con l’attuazione del federalismo fiscale e i ritardi per la diffusione dei software per i correttivi degli studi di settore. Stesso slittamento anche per i soggetti diversi dalle persone fisiche che esercitano attività economiche per le quali sono stati elaborati studi di settore (art. 62-bis del D.L. n. 331/1993). Infine, tutti gli adempimenti fiscali e le scadenze per i versamenti compresi fra il 1° e il 21 agosto 2011, potranno essere eseguiti il giorno 22 dello stesso mese senza alcuna maggiorazione.

RIECERCHIAMO NUOVI COLLABORATORI - 10/05/2011
Ricerchiamo apprendisti contabili e commercialisti (anche praticanti), invia il CV con Autorizzazione D.L. 196/2003 a segreteria@studiopaa.com

DECRETO SVILUPPO - Ammessa la compensazione delle imposte chieste a rimborso - 10/05/2011
Il Decreto Sviluppo contiene un'importante novità sul piano dei crediti chiesti a rimborso: l'art. 7, ai commi 1 lettera g) e 2 lettera i), stabilisce infatti che il contribuente può cambiare idea circa l'utilizzo dell'eventuale credito riportato nell'ultima dichiarazione. In sostanza, nel termine di 120 giorni dalla presentazione dell'ultima dichiarazione dei redditi, il contribuente può utilizzare in compensazione il credito chiesto a rimborso, purchè presenti una nuova dichiarazione sostitutiva della precedente e purché il credito non sia stato rimborsato neanche in parte. Pare, tuttavia, che tale principio non sia applicabile al credito Iva. Si attendono in tal senso chiarimenti dall'Agenzia delle Entrate.

RISCOSSIONE - In arrivo le lettere per i contribuenti che spendono troppo - 05/05/2011
Il Fisco di casa nostra è sempre più convinto che l'evasione vada combattuta con la prevenzione, e pertanto quest'anno punta a dissuadere i soggetti che dichiarano poco, ma che al contempo dimostrano una capacità di spesa assai elevata. Per tale ragione l'Amministrazione finanziaria sta lavorando a delle lettere che fungano da deterrente per quanti adottano comportamenti fiscali non corretti. L'Agenzia sta cercando di individuare lo strumento più corretto che evidenzi appunto tale comportamento dei contribuenti e di renderlo loro noto prima dell'invio delle dichiarazioni di quest'anno. Va da sè che il contribuente che si vedrà recapitare la comunicazione potrà presentare tutte le giustificazioni del caso nel tentativo di convicere il Fisco di avere adottato un comportamento corretto. Pare che le lettere saranno più di 200 mila.

Ricerca apprendisti contabili - 04/05/2011
Stiamo cercando apprendisti contabili, invia il CV con Autorizzazione D.L. 196/2003 a segreteria@studiopaa.com

Ricerca commecialisti - 04/05/2011
Stiamo cercando commercialisti (anche praticanti) con esperienza, invia il CV con Autorizzazione D.L. 196/2003 a segreteria@studiopaa.com

Accertamento - Redditi di affitto 2006, partiti i controlli del Fisco - 04/05/2011
Partono i controlli sui redditi di locazione di fabbricati relativi al 2006. Con un comunicato stampa l’Agenzia delle Entrate rende noto infatti che ieri dal Centro operativo di Pescara sono state inviate le prime notifiche di avvisi di accertamento parziale, ai sensi dell’art. 41-bis del D.P.R. n. 600 del 1973. Per favorire il rapporto di collaborazione con i contribuenti, l'Agenzia delle Entrate ha istituito un numero dedicato - 848.448.833 - che permettera' di entrare in contatto con i funzionari del Centro Operativo per ricevere l'assistenza del caso.